(Adnkronos) - In occasione dell’International Women’s Month, gli Hard Rock Cafe italiani celebrano il talento femminile nel mondo della musica con “Women Empower”, una serie di contenuti e attività speciali in programma per tutto il mese di marzo, con appuntamenti dedicati anche al pubblico delle città di Roma, Firenze e Venezia. L’iniziativa si inserisce nella campagna internazionale promossa da Hard Rock International, che anche quest’anno rinnova la collaborazione con Coca Cola per valorizzare le voci e le storie delle donne che contribuiscono all’evoluzione dell’industria musicale. L’obiettivo della campagna è ambizioso: 1.000 eventi in tutto il mondo tra concerti al femminile, performance speciali, incontri, workshop e iniziative community based, tra questi anche le serate in programma nei cafe italiani. Il 13 marzo l’Hard Rock Cafe di Roma ospiterà la DJ Session Pete Tong Academy con DJ Val Stefani, artista attiva da cinque anni sulla scena capitolina e protagonista di performance in numerosi festival europei. Il 20 marzo sarà la volta di DJ Stefanie Noir, romana e appassionata di Afro House e Melodic House, che porterà al Cafe il suo sound maturato tra club italiani e palchi internazionali. Il mese si chiuderà il 27 marzo con il live “Women’s Voices”, un viaggio musicale dedicato alle grandi interpreti femminili dagli anni ’60 a oggi, interpretato dalle voci di Valentina Naselli e Laura Pucini, accompagnate alla chitarra da Daniele Trissati, per raccontare come la voce delle donne abbia segnato e trasformato la storia della musica. Hard Rock Cafe Firenze celebrerà l’International Women’s Month con un ricco programma che si apre il 6 marzo con una cena accompagnata dalla musica anni ’80 degli 80VOGLIA. L’8 marzo il Cafe ospiterà l’evento di punta del mese, DUA LIVE – The Ultimate Dua Lipa Tribute Show, uno spettacolo immersivo con band, ballerini e coreografie che ripercorrono i successi dell’artista internazionale. Il 17 marzo i festeggiamenti proseguiranno con il set acustico dei Dreams, tributo ai Cranberries guidato dalla voce di Stefania, in una serata che coinciderà anche con la celebrazione di San Patrizio e sarà accompagnata da un menu speciale ispirato all’Irlanda. Il calendario si chiuderà il 21 marzo con Elba Night, seconda edizione della serata dedicata ai sapori dell’Isola d’Elba, l’esibizione live di Giannino & Friends e l’autentica voce di Anna. A Venezia, l’International Women’s Month sarà celebrato con un’atmosfera speciale: ogni giovedì di marzo e in occasione dell’8 marzo, i clienti che sceglieranno di provare il menu dedicato all’IWM saranno accolti da esibizioni live con voci femminili, protagoniste locali che contribuiranno a rendere l’esperienza ancora più coinvolgente e in linea con lo spirito del mese dedicato al talento delle donne. “L’International Women’s Month è un’occasione per dare spazio a straordinarie artiste della scena musicale delle nostre comunità e del panorama internazionale, oltre a sostenere l’impegno di Women in Music a favore di chi lavora – o aspira a lavorare – nel mondo della musica” - dichiara Stefano Pandin, VP Operation UK & Europe Hard Rock Cafe International. “Il potere della musica può unire e generare cambiamenti positivi,” aggiunge Tara Rowland, Customer Marketing Director di The Coca Cola Company. “La partnership con Hard Rock ci permette di accendere i riflettori sulle donne che stanno contribuendo a trasformare il futuro del settore musicale, sul palco e dietro le quinte”. La campagna “Women Empower” propone una collezione di micro documentari che raccontano percorsi, sfide e successi di professioniste che operano in diversi ambiti della musica a livello globale. I micro documentari mettono in luce sei professioniste che operano in ruoli diversi dell’industria musicale globale, raccontando le storie della regista e produttrice Janelle Abraham, della cantautrice Kat Luna, della compositrice, ballerina e cantante Minami Minami, della guitar tech Claire Murphy, della fondatrice di Nevarez Communications Mayna Nevarez e di Wendy Ong, Co President & CMO di TaP Music. A sostegno dell’empowerment femminile, la Hard Rock Heals Foundation® donerà inoltre 100.000 dollari a Women in Music, organizzazione internazionale impegnata nella promozione delle pari opportunità nel settore musicale. Le celebrazioni dell’International Women’s Month includono anche un menu Coca Cola in edizione limitata, disponibile negli Hard Rock Cafe aderenti per tutto marzo e ispirato alle culture rappresentate dalle protagoniste della serie, con una selezione di proposte speciali, tra cui bevande tropicali, sapori internazionali e piatti signature creati per l’occasione. A completare le iniziative, è disponibile nei Rock Shop® e online la T shirt ufficiale dell’International Women’s Month, parte del merchandise dedicato alla campagna. www.hardrock.com/women
(Adnkronos) - "Nell'area di interesse del conflitto noi abbiamo tre punti vendita a Dubai, uno ad Abu Dhabi e altri tre in Arabia Saudita, di cui uno è quello lì di Khobar, proprio quasi sul ponte per il Bahrain, quindi abbastanza coinvolto pure quello. Oltre a quello che sta presso Aramco, sta vicino alla base Nato. I nostri ragazzi che stanno lì, di cui circa 35 italiani, ci raccontano di una situazione di tensione, molto complicata. Al momento le nostre pizzerie sono aperte, ma sabato ad esempio quando si è incendiato il The Palm a Dubai, i ragazzi hanno chiuso praticamente alle sette di sera tutte quante le pizzerie. Il giorno dopo hanno lavorato regolarmente. Ovviamente io sono in contatto tutti i giorni sia con i ragazzi che stanno a Dubai, sia con quelli che stanno in Arabia Saudita. E quelli che stanno a Dubai mi raccontano che volano i missili sulle loro teste, la contraerea li intercetta, cadono residui praticamente a terra, droni sganciano bombe. Sono molto spaventati e vorrebbero tornare in Italia appena possibile. Se tornano in Italia noi chiuderemo le pizzerie in attesa che, speriamo, si calmi la situazione". Così, con Adnkronos/Labitalia, Alessandro Condurro, amministratore di 'Antica pizzeria da Michele in The World', che da Forcella ha portato la pizza napoletana in tutto il mondo, racconta i momenti che stanno vivendo i dipendenti italiani che lavorano nelle pizzerie nei territori interessati dal conflitto tra Iran da unparte e Stati Uniti e Israele dall'altra. Condurro spiega che le informazioni che arrivano "dai luoghi del conflitto sono contrastanti. Da Dubai, ovviamente essendo quasi occidentale viene fuori tutto. In Arabia Saudita il governo tende a non far sapere determinate cose, però io parlo con i ragazzi e loro mi dicono che la situazione è abbastanza spaventosa. Stamattina ho sentito i ragazzi che lavorano nel punto vendita proprio all'interno di Aramco, la compagnia petrolifera saudita, e mi hanno detto che un drone stamattina ha sganciato una bomba a 10 km da loro. E quindi è abbastanza tesa la situazione", sottolinea. "Ovviamente si tende a mantenere la calma, a non generare il panico, fatto sta che comunque gli aeroporti sono ancora chiusi e loro lavorano, però lo fanno con questa spada di Damocle sulla testa, sono tesi. La mattina sono svegliati dalle contraeree, da missili che volano sulle loro teste e sicuramente non è una bella situazione", ribadisce. Una situazione difficile, sottolinea Condurro, e "i nostri ragazzi da Dubai sì vorrebbero rientrare appena è possibile a casa, in attesa che poi si calmi un po' la situazione, ripeto. E in quel caso ovviamente le chiudiamo momentaneamente le pizzerie. Anche perchè io credo che poche persone abbiano voglia di andarsi a mangiare una pizza con una situazione del genere. Al momento siamo aperti fin quando la situazione è calma, anche se è una calma apparente. La gente a Dubai fa finta di niente ed esce ma quando lo scorso sabato è caduto il detrito sull'albergo ovviamente c'è stato panico, se ne sono scappati tutti, hanno chiuso tutti. Quindi dipende da come si mette la giornata", sottolinea. E le ripercussioni se il conflitto prosegue saranno anche di altro tipo: "Purtroppo le guerre sono dannose per il business. Anche perché con la chiusura dello Stretto di Hormuz, e quindi dei trasporti marittimi, avremo più difficoltà a mandare lì dall'Italia le materie prime che noi usiamo per fare le nostre pizze", conclude. (di Fabio Paluccio)
(Adnkronos) - Un regolamento europeo che parla di pellicola e cinghie può sembrare materia da addetti ai lavori. In realtà riguarda ogni prodotto che attraversa un confine regionale, ogni bancale che entra in un supermercato, ogni spedizione che parte da un distretto industriale. Perché prima di arrivare sugli scaffali, quasi tutto viaggia su un pallet. È su quel livello – il trasporto interno tra stabilimenti, i flussi nazionali, la logistica quotidiana – che il regolamento Ue 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) aveva previsto un passaggio radicale: 100% di riutilizzo per gli imballaggi di trasporto, compresi i formati flessibili usati per stabilizzare i carichi. Un obiettivo che ha acceso il confronto tra industria, operatori logistici e istituzioni, fino all’adozione di un atto delegato che esenta pellicola e cinghie dal vincolo integrale. Sommario Gli imballaggi rappresentano circa il 40% della plastica utilizzata nell’Unione europea e sono responsabili di metà dei rifiuti marini. Nel 2022 ogni cittadino europeo ha generato in media 186,5 kg di rifiuti di imballaggio. È su questi numeri che si fonda la revisione normativa culminata nel PPWR, entrato in vigore l’11 febbraio 2025 e applicabile in via generale dal 12 agosto 2026. Il regolamento riscrive le regole del settore lungo l’intero ciclo di vita dell’imballaggio: progettazione, immissione sul mercato, gestione del fine vita. L’obiettivo è rendere tutti gli imballaggi riciclabili in modo economicamente sostenibile entro il 2030, aumentare l’uso di plastica riciclata e ridurre il ricorso a materie prime vergini, mettendo il comparto sulla traiettoria della neutralità climatica al 2050. Tra le novità figurano restrizioni su alcune plastiche monouso, obblighi di riduzione di peso e volume, limiti alle sostanze di preoccupazione come i PFAS. Ma per il mondo della logistica il passaggio più rilevante è l’articolo 29, che introduce obiettivi vincolanti di riutilizzo per gli imballaggi di trasporto. L’articolo 29 stabilisce che dal 2030 almeno il 40% degli imballaggi di trasporto e di vendita utilizzati per il trasporto debba essere riutilizzabile in un sistema di riuso. Per i flussi tra siti della stessa impresa, tra imprese collegate o per consegne a operatori nello stesso Stato membro, gli articoli 29(2) e 29(3) fissavano un obiettivo più stringente: 100% di riutilizzo. Nel campo di applicazione rientravano pallet, casse, contenitori sfusi intermedi, fusti e anche i formati flessibili utilizzati per stabilizzare i pallet, come pellicola e cinghie. L’ipotesi di un riuso integrale di questi ultimi ha sollevato forti perplessità nel settore logistico e manifatturiero. Lo studio commissionato dalla Direzione generale Ambiente ha valutato l’impatto di uno scenario a 100% riuso per pellicola e cinghie nei flussi interni o nazionali. Le conclusioni affermano che “sono necessarie esenzioni dagli obiettivi di riutilizzo del 100% di imballaggi e cinghie per pallet entro il 2030”. Tra le criticità evidenziate costi elevati di adattamento delle linee automatizzate, maturità limitata delle soluzioni riutilizzabili su larga scala, necessità di sistemi di logistica inversa e possibili effetti su sicurezza e igiene in specifiche filiere. Sulla base di queste evidenze, la Commissione ha esercitato il potere previsto dall’articolo 29(18), adottando un atto delegato che integra l’elenco delle esenzioni. Pellicola e cinghie non vengono escluse dal PPWR. L’esenzione riguarda esclusivamente l’obbligo del 100% di riutilizzo nei flussi interni o nazionali. Le aziende potranno continuare a utilizzare materiali monouso in questi contesti senza dover implementare sistemi di ritorno dedicati per rispettare un target integrale. Restano però in vigore gli altri obblighi: riciclabilità entro il 2030, requisiti di contenuto minimo di plastica riciclata, riduzione di peso e volume, rispetto delle restrizioni sulle sostanze di preoccupazione. Il regolamento mira a rendere tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo riciclabili in modo economicamente sostenibile; per pellicola e cinghie questo significa ripensare formulazioni, compatibilità con i sistemi di raccolta e qualità del materiale recuperato. Il target del 40% di imballaggi di trasporto riutilizzabili dal 2030 resta invariato. Le imprese potranno raggiungerlo investendo in pallet a rendere, casse riutilizzabili, contenitori rigidi e sistemi di pooling. Pellicola e cinghie restano dunque operative nel breve periodo, ma sotto una pressione crescente sul fronte dell’innovazione di prodotto, dell’efficienza del riciclo e dell’integrazione di plastica riciclata nel ciclo produttivo.