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(Adnkronos) - Stati Uniti e Iran tornano al tavolo per un nuovo round di negoziati: al centro dei colloqui, il programma nucleare di Teheran. Donald Trump lo vuole smantellare per impedire alla repubblica islamica di arrivare alla produzione della bomba atomica, l'Iran nega che l'obiettivo finale sia di natura bellica. "Non permetterò mai che l'Iran abbia armi nucleari. Già dispone di missili per minacciare l'Europa e in futuro potrà raggiungere gli Usa", la linea rossa che Trump ha tracciato nel discorso sullo Stato dell'Unione davanti al Congresso. Il presidente degli Stati Uniti invia in Svizzera, sede dei negoziati, Steve Witkoff e Jared Kushner. I due emissari parleranno con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. "Stiamo trattando: vogliono un accordo, ma non abbiamo ancora sentito le parole segrete... 'non avremo mai un'arma nucleare'", le parole di Trump alla vigilia del nuovo round. Sullo sfondo, la prospettiva di un attacco americano. Gli Stati Uniti continuano a vagliare una serie di opzioni: dall'azione mirata contro obiettivi specifici all'offensiva più ampia, con possibili ricadute sulla stabilità del regime degli ayatollah. I colloqui sono "in gran parte incentrati" sul programma nucleare iraniano. L'Iran "non sta arricchendo l'uranio in questo momento, ma sta cercando di arrivare al punto in cui potrà farlo", ha detto in una conferenza stampa il Segretario di Stato americano Marco Rubio, aggiungendo che Teheran sta anche "certamente cercando di realizzare missili balistici intercontinentali". "L'Iran possiede un numero molto elevato di missili balistici, in particolare missili balistici a corto raggio che minacciano gli Stati Uniti e le nostre basi e partner nella regione. E tutte le nostre basi negli Emirati Arabi Uniti, in Qatar, in Bahrein. Possiedono anche risorse navali che minacciano la navigazione e cercano di minacciare la Marina statunitense. Si tratta di una minaccia insostenibile, una minaccia grave". Tuttavia, ha aggiunto il Segretario di Stato, "la diplomazia non è mai esclusa". L'Iran deve prendere "sul serio" le minacce di un intervento militare americano, dice il vice presidente degli Stati Uniti JD Vance che, secondo le indiscrezioni, all'interno dell'amministrazione Trump è tra i meno favorevoli all'attacco. A Fox News, Vance ribadisce che sebbene intenda cercare di "raggiungere l'obiettivo con mezzi diplomatici", il presidente ha anche il "diritto" di ricorrere all'azione militare. "Non si può permettere al regime più folle e peggiore del mondo di avere armi nucleari", dice il vice presidente sposando la linea del 'boss'. Trump, "ha a disposizione una serie di altri strumenti per garantire che ciò non accada, ha dimostrato la volontà di usarli e spero che gli iraniani lo prendano sul serio nei negoziati, perché questo è sicuramente ciò che il presidente preferisce". L'obiettivo di Washington non è una soluzione provvisoria: Trump vuole dall'Iran un accordo sul nucleare che duri 'per sempre', che resti in vigore a tempo indeterminato secondo lo scenario delineato da Axios sulla base delle informazioni fornite da una fonte dell'amministrazione e altre due a conoscenza delle dichiarazioni di Witkoff ad una riunione dei donatori dell'American Israel Public Affairs Committee (Aipac): "Partiamo con gli iraniani dal presupposto che non ci sia alcuna clausola di scadenza. Che si raggiunga o meno un accordo, la nostra premessa è: dovete comportarvi bene per il resto della vostra vita". Secondo quanto riporta il Financial Times, l'Iran sta cercando di offrire incentivi economici, inclusi investimenti nelle sue riserve di petrolio e nei suoi giacimenti di gas, per convincere Trump a evitare la guerra. Secondo una fonte, la Repubblica islamica cercherà di sfruttare la propensione di Trump per gli accordi e offrirà un accordo conveniente per gli Stati Uniti. Un'offerta del genere sarebbe "specificamente rivolta al presidente e sarebbe un'importante manna economica in termini di petrolio, gas e diritti su minerali essenziali", ha detto la fonte al FT. Un funzionario statunitense ha dichiarato al giornale che gli americani non hanno ancora ricevuto una proposta economica dall'Iran. "Questo non è mai stato discusso. Il presidente Trump è stato chiaro sul fatto che l'Iran non può possedere un'arma nucleare né la capacità di costruirne una", ha aggiunto il funzionario. Un'altra fonte afferma che l'Iran sta traendo insegnamento dalla situazione in Venezuela, dove gli Stati Uniti hanno cercato di accedere alle vaste riserve di petrolio del Paese dopo aver catturato il suo presidente in un raid notturno il mese scorso.
(Adnkronos) - Business di qualità per i mercati esteri e strumenti di alto livello per le imprese. Oroarezzo di Italian Exhibition Group avrà queste due leve nella sua prossima edizione dal 9 al 12 maggio prossimi, ad Arezzo Fiere e Congressi. Tra il 2024 e il 2025, il peso dei principali mercati dell’export italiano di oreficeria e gioielleria si è ridistribuito a favore di Unione europea, Emirati Arabi Uniti, Svizzera, con una tenuta sostanziale degli Stati Uniti ma il dimezzamento della domanda dalla Turchia, che pure resta la prima destinazione del made in Italy. Ieg assieme a Ice Agenzia sta costruendo una delegazione di buyer ospitati per i mercati di interesse della manifattura orafa che superi il rapporto numerico di uno a uno rispetto agli espositori. La novità della prossima edizione del salone di Ieg è il primo congresso internazionale aretino dedicato, lunedì 11, a 'Mercati globali, scenari geopolitici e strumenti concreti per la crescita delle imprese'. Focus dell’evento: le prospettive aperte dall’accordo di libero scambio commerciale tra Unione europea e India, e ancora: Francia e Svizzera, sedi dei grandi brand, le supply chain tra Stati Uniti e Canada e, infine, le opportunità del continente africano. "I mercati cambiano, ma non cala -dichiara Matteo Farsura, a capo delle fiere orafe di Ieg- l’interesse per l’oreficeria e gioielleria italiane. Perciò con Ice Agenzia stiamo lavorando alla composizione di una delegazione di alto profilo con la massima attenzione ai mercati esteri che restano importanti per la manifattura aretina, come gli Stati Uniti, e a quelli, se pur minoritari, più vivaci, come Polonia, Canada o Cina. È un lavoro corale, di cui stiamo tenendo aggiornate le associazioni come Federorafi nazionale, le associazioni di categoria aretine tramite la Consulta orafa, e le istituzioni locali, dal Comune alla Camera di Commercio, alla Provincia perché per Ieg la crescita di Oroarezzo è una priorità strategica. Il nostro mestiere, però, non si esaurisce nell’incontro tra domanda e offerta di mercato. Ieg è convinta che le imprese debbano affrontare le sfide attuali anche con esperienze abilitanti, come la condivisione di dati e analisi. Il che si traduce in un congresso internazionale di alto profilo. Non è il momento di attendere il cambiamento ma di costruirlo assieme", spiega ancora. Nell’edizione dello scorso anno, Oroarezzo ha visto la partecipazione di oltre 370 espositori e un incoming di circa 400 buyer ospitati, grazie al programma di collaborazione con Ice Agenzia. Per questa edizione, Italian Exhibition Group lavora per superare questa proporzione, con una quota preponderante per i buyer che presidiano i mercati statunitense ed emiratino; Ieg e Ice Agenzia lavoreranno anche sulla rappresentanza europea e su una scelta mirata sul mercato asiatico con Giappone e Cina in testa. I nuovi mercati dell’area Mercosur vedranno una quota per Brasile, Messico e Panama. A questi ospiti, saranno riservati il classico aperitivo di networking al palazzo della Fraternita dei Laici nella giornata inaugurale ed esperienze dedicate, per far loro apprezzare la città e il suo patrimonio culturale. È il momento del primo congresso di respiro internazionale sulle opportunità che alcune aree strategiche rappresentano per l’export della manifattura orafa e gioielliera italiana. È la scelta che IEg condivide con Federorafi Confindustria nazionale per dare al distretto aretino strumenti efficaci per comprendere scenari e opportunità globali. Si parte dalle prospettive che gli accordi di libero scambio in via di ratifica tra Unione europea e area Mercosur apriranno nel medio e lungo periodo per la manifattura orafo-gioielliera italiana e, poi, sulle prospettive che l’India può offrire dopo la firma del trattato commerciale con Bruxelles firmato a Nuova Dehli il 27 gennaio scorso per l’eliminazione progressiva dei dazi doganali. Per proseguire con i centri decisionali dei grandi brand della gioielleria tra Francia e Svizzera, la riorganizzazione delle catene di approvvigionamento tra Stati Uniti e Canada e infine le possibilità che l’Africa offre per un primo ingresso commerciale nel settore dell’oreficeria e gioielleria. Oroarezzo è organizzata da Italian Exhibition Group, ad Arezzo Fiere e Congressi, in collaborazione con Ice Agenzia, Camera di Commercio di Arezzo e Siena, Comune di Arezzo, Provincia di Arezzo, Consulta Orafa di Arezzo, Confindustria Federorafi Toscana Sud, Cna Orafi, Federazione Orafi e Argentieri di Confartigianato, Federpreziosi Confcommercio, Afemo – associazione fabbricanti esportatori macchine per oreficeria.
(Adnkronos) - Nel contesto dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026, evento che intreccia sport, sostenibilità e innovazione, Gruppo Saviola contribuisce all’arredamento delle foresterie dell’Alta Valtellina attraverso l’allestimento delle aree di accoglienza di Bormio, Livigno, San Rocco e Trepalle (in provincia di Sondrio), destinate al personale sanitario. Grazie all’utilizzo del 'Pannello Ecologico' - fa sapere l'azienda in una nota - prodotto al 100% da legno riciclato e interamente Made in Italy, l’interior design segue i principi dell’architettura sostenibile, privilegiando soluzioni progettate per essere riutilizzate al termine dei Giochi. Un approccio circolare che permette di prolungare la vita delle strutture, ridurre gli sprechi e valorizzare al massimo le risorse impiegate, in piena coerenza con la filosofia del Gruppo. L’allestimento degli ambienti abitativi è frutto della collaborazione di Gruppo Saviola con Missaglia Srl, realtà di Lissone (MB), responsabile dello sviluppo, della progettazione e dell’installazione degli spazi. Il progetto è poi stato realizzato da S75 Spa, produttore degli arredi realizzati, utilizzando i decorativi Saviola. L’impiego del legno rigenerato Saviola ha inoltre permesso di risparmiare 103 alberi. “Essere parte delle Olimpiadi Milano Cortina 2026 rappresenta per noi non solo un orgoglio, ma anche una responsabilità. Portiamo nell’Alta Valtellina un modello di economia circolare e di upcycling che da oltre 30 anni guida le nostre scelte industriali. Sapere che anche dopo le olimpiadi resteranno disponibili ambienti realizzati con materiali sostenibili e di alta qualità italiana è per noi motivo di grande soddisfazione. Questa collaborazione dimostra che la sostenibilità è sempre più un vantaggio competitivo: un’opportunità per creare valore, innovazione e bellezza”, dice Alessandro Saviola, presidente di Gruppo Saviola.