INFORMAZIONIGianluca Gemma |
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(Adnkronos) - Era mattina, all'ora di ricreazione, quando improvvisamente le urla hanno richiamato l'attenzione di alunni e docenti dell'istituto comprensivo P. Thouar e L. Gonzaga, di via Tabacchi a Milano. Una ragazzina di 11 anni, studentessa della scuola secondaria di primo grado Tabacchi, parte dell'istituto, era precipitata al suolo dopo un volo di almeno una decina di metri. "Considerando l'altezza dalla quale è volata giù -spiega all'Adnkronos la dirigente scolastica, Adriana Colloca - è andata bene. E questa è l'unica cosa che mi conforta. Io ero nel mio ufficio, che si trova al piano terra, con i miei collaboratori. S tavamo parlando quando abbiamo sentito piangere e urlare dal cortile. Per cui sono uscita di corsa e ho trovato la ragazzina a terra. Era vigile e cosciente, per fortuna". Tutto è successo in pochi istanti: "Le ho chiesto che cosa fosse successo e lei mi ha detto che era andata in bagno e si era sporta per guardare un punto fuori. Non sono riuscita a capire quale punto volesse guardare, fatto sta che è caduta. Tutto sarà da verificare perché noi abbiamo dei parapetti molto alti ed è difficile capire come siano andate le cose. La finestra è all'interno del bagno, dove c'è il water e lì nessuno poteva seguirla. Tra l'altro si era anche chiusa a chiave". Poco prima dell'accaduto, sembra che la studentessa avesse detto ad una docente di sostegno di non sentirsi bene, "tant'è che l'insegnante l'aveva seguita per accompagnarla a chiamare casa". Del resto, "non ha mai dato problemi, né dal punto di vista scolastico, né comportamentale", assicura la dirigente. "Io non so se sia successo qualcosa o se sia stata una fatalità", aggiunge la dirigente. In ogni caso, "subito dopo sono arrivati i soccorritori, che l'hanno portata al Niguarda, e i carabinieri, intervenuti per raccogliere tutte le informazioni necessarie a ricostruire l'esatta dinamica". La ragazzina ha subito la frattura di tibia, perone e bacino ed è stata sottoposta ad intervento chirurgico. "Nel pomeriggio ho chiamato i genitori, che mi hanno aggiornata sulle sue condizioni di salute". Con loro "abbiamo parlato di ciò che è successo; non si capacitavano di come potesse essere accaduta una cosa del genere. Io torno a ripetere che alla fine è andata bene, cadendo da 15 metri, per quanto mi riguarda è un miracolo che sia viva. Anche il medico che l'ha soccorsa ha detto che è stata molto fortunata. Resta il fatto che lo spavento è stato tanto". Anche i compagni di scuola sono rimasti scioccati da quanto accaduto alla loro amica: "Con i ragazzi gli insegnanti hanno parlato oggi stesso, poco prima dell'uscita. Li abbiamo rassicurati spiegando che lei ora è in ospedale, ma non è in pericolo di vita. Poi, lunedì, cercheremo di capire, anche con la psicologa scolastica, se ci saranno altri interventi da programmare. Di certo ne parleremo. Perché i ragazzini fanno i loro pensieri ed è giusto che se ne parli".
(Adnkronos) - "Siamo tutti interessati, persone e organizzazioni, da questa trasformazione, quindi nessuno si può tirare indietro. Per questo, io credo che bisogna rivendicare una gestione pubblica dell'intelligenza artificiale, credo che solo così possiamo lavorare bene e insieme, con una strategia europea, è importante dotarsi di politiche e strumenti comuni. Per noi, governare l'intelligenza artificiale nel mercato del lavoro significa una cosa molto concreta: significa dare una direzione comune e trasformarla in strategia operativa". Così Vincenzo Caridi, capo del Dipartimento per le politiche del lavoro, previdenziali, assicurative e per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, intervenendo all'evento 'Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità strategie, fiducia, regole, competenze', promosso dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali. "L'Ia in Italia -spiega ancora Caridi- può dare moltissimo, perché siamo un Paese bellissimo ma non tutto funziona come dovrebbe; abbiamo una grande crisi demografica, e questo vuol dire meno lavoratori, e l'Ia può essere utilizzata per potenziare le competenze dei lavoratori che ci sono, non per sostituirli. L'Ia quindi è una sfida, e dobbiamo lavorarci con una strategia europea", conclude.
(Adnkronos) - "Nonostante le rassicurazioni sulla tutela della produzione di energia da biomasse solide espresse pubblicamente dal governo nelle scorse settimane, la nuova bozza del dl Energia/Bollette prospetta uno scenario ancora critico per l’industria del settore". Così l’Associazione Energia da Biomasse Solide (Ebs) esprime la sua preoccupazione rispetto alla misure previste nella nuova bozza di dl circolata in queste ore “Eravamo fiduciosi, dopo l’impegno preso dal governo, riguardo a un ripensamento sostanziale rispetto alle misure che impattano in modo pesante sul settore delle bioenergie con filiera italiana - dice il presidente di Ebs Andrea Bigai - Il nostro settore è pronto a un confronto tecnico con il decisore politico-istituzionale che non può prescindere dalla condivisione da parte di tutti gli attori, istituzionali e del comparto, della valutazione complessiva dei numeri del settore, e da conseguenti analisi accurate, approfondite, consapevoli su tutti i potenziali effetti del decreto”. "Le bozze di provvedimento circolate - ricostruisce Ebs - prevedono un consistente intervento di riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti (Pmg), istituiti ai sensi dell’art. 24, comma 8, del d.lgs. 28/2011 per coprire i costi minimi di esercizio degli impianti. Un meccanismo che esclude già la sovracompensazione". “Riteniamo illogico e inutilmente rischioso rivedere in modo affrettato, per decreto e senza il doveroso confronto il meccanismo varato nel 2024, introducendo una riduzione degli incentivi. Il rischio è compromettere in tempi brevissimi uno dei pilastri più affidabili della generazione rinnovabile nazionale e minare più in generale la fiducia di ogni tipologia di investitori in ambito energetico, sia presente che futura”, dice Bigai. Inoltre, da un punto di vista economico, rileva il presidente di Ebs, "colpire un indotto così consistente significa rinunciare a un importante gettito fiscale, mettere a rischio il lavoro di aziende anche di piccole dimensioni impiegate nella filiera - spesso in zone a rischio abbandono - e accollarsi l’onere di smaltire sottoprodotti delle attività forestali, agricole, agroindustriali. Vuol dire rinunciare a consolidare una virtuosa pratica di valorizzazione energetica di residui poveri in un contesto di impiego a cascata e di economia circolare”. “Il dl Bollette è un passaggio cruciale per il futuro energetico del Paese. Colpire le rinnovabili programmabili e con esse la filiera nazionale sarebbe un errore strategico. Le biomasse solide sono parte della soluzione, non del problema: sono un elemento essenziale del mix energetico, capace di coniugare competitività economica, occupazione, sostenibilità ambientale e sicurezza del sistema elettrico. L’Italia ha bisogno di stabilità regolatoria per evitare disimpegno e incertezza negli investimenti nelle rinnovabili, rischi inconciliabili con gli impegni europei”, conclude.