(Adnkronos) - Mogol sarà ospite stasera, giovedì 26 febbraio, al Festival di Sanremo 2026 per ritirare il premio alla carriera. Da giovanissimo giamburrasca di periferia a icona immortale della musica italiana: la storia di Giulio Rapetti, universalmente noto come Mogol, attraversa oltre sei decenni di successi, incontri decisivi e autore di canzoni entrate nella memoria collettiva. Nato a Milano il 17 agosto 1936, figlio di Mariano Rapetti, dirigente della casa editrice musicale Ricordi, Mogol cresce in un contesto familiare legato alla musica, ma inizialmente sembra lontano dal destino che lo attende. Da bambino viene giudicato "stonato come una campana" e non mostra interesse per il pianoforte, ma la vita ha piani diversi per lui. Dopo gli studi entra nell'ufficio stampa della Ricordi Radio Record, seguendo le orme del padre, e proprio lì inizia la sua vera carriera: un amico lo sfida a scrivere un testo per una canzone, e quel 'sì' casuale darà vita a una leggenda. Il giovane Giulio sceglie lo pseudonimo "Mogol" nel 1959, tra centinaia di opzioni inviate alla Siae, senza immaginare che quel nome, ispirato a un personaggio dei fumetti di Qui, Quo, Qua, sarebbe diventato sinonimo di musica italiana di qualità. Gli anni Sessanta sono il decennio della consacrazione. Con Carlo Donida, Mogol scrive Briciole di baci (1960), e poi trionfa al Festival di Sanremo 1961 con Al di là, cantata da Luciano Tajoli e Betty Curtis. Seguono altre vittorie sanremesi: Se piangi, se ridi (1965) di Bobby Solo e Se stiamo insieme (1991) di Riccardo Cocciante, confermando la sua capacità di cogliere i sentimenti del pubblico e trasformarli in versi immortali. Parallelamente, Mogol diventa maestro nella traduzione di successi internazionali, portando in Italia brani come California Dreamin’ (The Mamas & the Papas) o A Whiter Shade of Pale (Procol Harum) e adattandoli al gusto e alla sensibilità italiana. Il suo lavoro, inizialmente dietro le quinte, comincia a definire il panorama della musica leggera nazionale. Il 1965 segna una svolta: un giovane chitarrista romano di nome Lucio Battisti bussa alla porta di Mogol. Da quell'incontro nasce uno dei sodalizi più celebri della storia della musica italiana. Mogol, con intuito e pazienza, guida Battisti nel trasformarsi da interprete sconosciuto a cantautore capace di emozionare un’intera nazione. Tra il 1966 e il 1980, la coppia firma autentici capolavori: Emozioni, Il mio canto libero, Una donna per amico, Ancora tu, Sì, viaggiare, e molte altre canzoni diventano colonne sonore dell'Italia che cambia. Negli anni Settanta, Mogol lascia la Ricordi per entrare nella neonata Numero Uno, casa discografica che diventerà un polo creativo per molti artisti emergenti. Qui, oltre a Battisti, lavorano i Formula 3 e altri protagonisti della scena musicale italiana. Mogol apre anche lo studio di registrazione Il Mulino, ad Anzano del Parco, luogo in cui nascono dischi destinati a durare nel tempo. Questo periodo è segnato da un'intensa creatività, da esperimenti musicali e da un'attenzione costante ai testi: Mogol non scrive semplicemente canzoni, ma racconta l'Italia, le emozioni e le aspirazioni di una generazione. Dopo la separazione artistica da Battisti nel 1980, Mogol continua a segnare la musica italiana, collaborando con Riccardo Cocciante, Mango, Gianni Bella, Adriano Celentano, e molti altri. Con Mango, ad esempio, crea successi indimenticabili come Oro, Mediterraneo, Come Monna Lisa, rilanciando una carriera musicale che rischiava di interrompersi prematuramente. Contemporaneamente, Mogol si dedica alla formazione dei giovani talenti fondando nel 1992 il Centro Europeo di Toscolano (Cet), una scuola per autori, compositori e cantanti che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento nella musica italiana. Tra i corsi estivi e le collaborazioni con artisti emergenti, Mogol continua a lasciare un segno duraturo, trasmettendo esperienza, passione e metodo. Oltre all'attività musicale, ha promosso iniziative benefiche come la Nazionale italiana cantanti, partecipando a centinaia di partite per raccogliere fondi e sostenere cause sociali. Il riconoscimento ufficiale della carriera di Mogol è ampio e variegato: dal Premio Lunezia alla Carriera conferito da Fernanda Pivano nel 1998, alla laurea magistrale honoris causa in Teorie della Comunicazione dall’Università di Palermo nel 2013, fino alla nomina a Presidente della Siae nel 2018. Inoltre, riceve l'Ordine della Minerva e numerosi premi alla carriera che confermano la sua influenza sulla cultura musicale italiana. Oggi, Mogol, alla soglia dei 90 anni, non è solo autore di testi che hanno fatto la storia, ma è anche mentore, consulente e custode di un patrimonio culturale che attraversa generazioni. Con oltre 523 milioni di dischi venduti, un curriculum di collaborazioni impressionante e l'impegno nella formazione dei giovani artisti, il paroliere milanese dimostra che la musica non è mai solo note e accordi: è cuore, esperienza, coraggio e la capacità di raccontare un Paese intero attraverso le parole. Lo scorso anno Mogol si è reso protagonista di una polemica che aveva fatto parecchio discutere. Il paroliere aveva lanciato una critica a Giorgia, la cantante che aveva partecipato al Festival di Sanremo 2025 dove si era classificata sesta. Ospite di 'Un Giorno da Pecora' a Rai Radio 1, il paroliere italiano aveva commentato la voce di Giorgia, consigliandole un corso di "aggiornamento". "A Giorgia offrirei volentieri, gratuitamente, un corso da noi, ha una voce fantastica ma canta come si cantava trent’anni fa, usa troppo la voce. Che, per carità, è bellissima ma la usa come si faceva in passato, la voce deve esser credibile per quello che dice, è la credibilità che riesce ad emozionare", aveva detto.
(Adnkronos) - Il 19 marzo è in arrivo la IV edizione del Welfare day, l’appuntamento dedicato al welfare development, in collaborazione con Pluxee Italia, azienda leader a livello globale nel settore dei benefit aziendali e dell’engagement dei dipendenti. Da quattro edizioni il Welfare day rappresenta un momento di confronto qualificato sui temi del well-being organizzativo, dell’integrazione dei benefit nella people strategy e delle politiche di engagement e inclusione lavorativa. Un’occasione per interrogarsi non solo sugli strumenti, ma sulla loro coerenza strategica e sull’impatto reale nelle organizzazioni. L’evento potrà essere seguito sia in presenza sia da remoto a partire dalle ore 9:30; per partecipare è possibile registrarsi su: https://comunicazioneitaliana.it/eventi/welfare-day-26#partecipa. Ad aprire la giornata sarà il talk show 'Wellbeing & corporate strategy' dal titolo 'Il benessere come leva strategica: dalla teoria alla pratica aziendale'. Il confronto metterà al centro temi come la misurazione dell’impatto, il rischio di iniziative frammentate o simboliche e la necessità di costruire un ecosistema coerente di processi e strumenti capaci di migliorare la vita delle persone e rafforzare la resilienza organizzativa. Seguirà il keynote speech a cura di Anna Maria Mazzini e Tommaso Palermo - rispettivamente marketing & product director e managing director di Pluxee Italia - che presenteranno i risultati di una ricerca inedita sul welfare aziendale che metterà in relazione decisioni organizzative, comportamenti delle persone e impatti concreti per le aziende. Un’analisi data-driven che incrocia il punto di vista delle imprese - investimenti, obiettivi, ritorni - con quello delle persone, approfondendo aspettative, differenze generazionali e ruolo del welfare rispetto alle altre leve del lavoro. La mattinata proseguirà con il talk show 'Welfare inclusivo: equità, personalizzazione, diversità', dedicato all’evoluzione del welfare da pacchetto standardizzato a sistema capace di intercettare bisogni differenti, spesso meno visibili: discontinuità lavorativa, difficoltà di conciliazione, esigenze specifiche legate ai diversi momenti di vita e di carriera. Spazio poi a un momento di profilo internazionale con l’exclusive interview a Carine Vitu, hr vp Europe, Middle East, Asia & Africa di Pluxee, che offrirà uno sguardo comparato su trend, innovazioni e sulle priorità hr nei diversi contesti geografici. Chiuderà la sessione plenaria il talk show 'Benefit & engagement-La nuova dimensione dell’engagement e la ricerca di senso nel lavoro', che approfondirà il ruolo del welfare come leva concreta per rafforzare il legame tra persone e organizzazioni, non solo in termini di attrattività e retention ma anche di sostenibilità della relazione lavorativa nel tempo. Parteciperanno alla giornata numerosi hr leader di importanti realtà italiane e internazionali, tra cui Avio, Capgemini, Fondazione Telethon, Gruppo BCC Iccrea, INPS, Nokia, RINA, Sara Assicurazioni, Tinexta Infocert. Il Welfare day sarà trasmesso in live streaming su www.comunicazioneitaliana.TV.
(Adnkronos) - "Nonostante le rassicurazioni sulla tutela della produzione di energia da biomasse solide espresse pubblicamente dal governo nelle scorse settimane, la nuova bozza del dl Energia/Bollette prospetta uno scenario ancora critico per l’industria del settore". Così l’Associazione Energia da Biomasse Solide (Ebs) esprime la sua preoccupazione rispetto alla misure previste nella nuova bozza di dl circolata in queste ore “Eravamo fiduciosi, dopo l’impegno preso dal governo, riguardo a un ripensamento sostanziale rispetto alle misure che impattano in modo pesante sul settore delle bioenergie con filiera italiana - dice il presidente di Ebs Andrea Bigai - Il nostro settore è pronto a un confronto tecnico con il decisore politico-istituzionale che non può prescindere dalla condivisione da parte di tutti gli attori, istituzionali e del comparto, della valutazione complessiva dei numeri del settore, e da conseguenti analisi accurate, approfondite, consapevoli su tutti i potenziali effetti del decreto”. "Le bozze di provvedimento circolate - ricostruisce Ebs - prevedono un consistente intervento di riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti (Pmg), istituiti ai sensi dell’art. 24, comma 8, del d.lgs. 28/2011 per coprire i costi minimi di esercizio degli impianti. Un meccanismo che esclude già la sovracompensazione". “Riteniamo illogico e inutilmente rischioso rivedere in modo affrettato, per decreto e senza il doveroso confronto il meccanismo varato nel 2024, introducendo una riduzione degli incentivi. Il rischio è compromettere in tempi brevissimi uno dei pilastri più affidabili della generazione rinnovabile nazionale e minare più in generale la fiducia di ogni tipologia di investitori in ambito energetico, sia presente che futura”, dice Bigai. Inoltre, da un punto di vista economico, rileva il presidente di Ebs, "colpire un indotto così consistente significa rinunciare a un importante gettito fiscale, mettere a rischio il lavoro di aziende anche di piccole dimensioni impiegate nella filiera - spesso in zone a rischio abbandono - e accollarsi l’onere di smaltire sottoprodotti delle attività forestali, agricole, agroindustriali. Vuol dire rinunciare a consolidare una virtuosa pratica di valorizzazione energetica di residui poveri in un contesto di impiego a cascata e di economia circolare”. “Il dl Bollette è un passaggio cruciale per il futuro energetico del Paese. Colpire le rinnovabili programmabili e con esse la filiera nazionale sarebbe un errore strategico. Le biomasse solide sono parte della soluzione, non del problema: sono un elemento essenziale del mix energetico, capace di coniugare competitività economica, occupazione, sostenibilità ambientale e sicurezza del sistema elettrico. L’Italia ha bisogno di stabilità regolatoria per evitare disimpegno e incertezza negli investimenti nelle rinnovabili, rischi inconciliabili con gli impegni europei”, conclude.