INFORMAZIONIGaetano Pellegrino |
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(Adnkronos) - La guerra e una partita a scacchi. Il conflitto tra Iran da una parte e Stati Uniti-Israele dall'altra è la cornice che comprende anche un'altra sfida, finora congelata ma destinata a conquistare il centro del palcoscenico nelle prossime settimane. Tutto o quasi ruota attorno alle scorte di uranio arricchito sepolte nel sito di Isfahan, colpito a giugno dello scorso anno dai bombardieri americani. "Abbiamo distrutto tutto", dice e ripete Donald Trump, che puntualmente sforna il termine 'obliterated' per definire le conseguenze dell'operazione. Sotto le macerie, però, c'è un 'tesoro': le scorte di uranio arricchito, determinanti per il programma nucleare di Teheran, sono sotto terra e prima o poi qualcuno proverà a recuperarle. Secondo fonti americane citate dal New York Times, l'Iran possiede circa 440 chili di uranio arricchito. Le scorte sono concentrate soprattutto a Isfahan: l'uranio è arricchito al 60%, il processo deve arrivare al 90% per consentire l'utilizzo del materiale nella produzione di armi nucleari. Se le centrifughe dei vari siti fossero operative, l'ultimo step sarebbe relativamente semplice. Il traguardo, quindi, non è lontano. Chi farà la prima mossa? Il New York Times, citando informazioni contenute in report classificati, evidenzia che l'Iran - dopo aver sigillato i tunnel - potrebbe raggiungere l'uranio attraverso un punto d'accesso ancora praticabile. Non è chiaro, però, quanto sarebbe complicata l'operazione di trasferimento dell'uranio, conservato in forma gassosa. A giugno dello scorso anno, gli Stati Uniti hanno colpito i siti di Natanz e Fordow con le 'super bombe' in grado di creare enormi danni in profondità. Isfahan, invece, sarebbe stato centrato da missili Tomahawk, con effetti più superficiali. Subito dopo il raid, le immagini fornite dai satelliti hanno mostrato operazioni di scavo eseguite nell'area per spostare enormi quantità di terra e detriti davanti agli accessi, sostanzialmente 'murati'. Attività simili sono state osservate anche in tempi più recenti, persino a febbraio, forse per proteggere ulteriormente l'uranio da potenziali attacchi. L'intelligence degli Stati Uniti sorveglia costantemente il sito: Washington ritiene, con sufficiente certezza, di poter individuare movimenti sospetti e captare un'eventuale operazione nella fase iniziale. Trump, però, non si limiterebbe a guardare cosa succede. L'uranio potrebbe essere la molla per spingere il presidente a inviare truppe di terra in territorio iraniano. "In questo momento li stiamo decimando. Mandare soldati? Potremmo fare qualcosa più avanti, ora non lo faremmo", la risposta ad una domanda sull'ipotesi di invasione. Gli Stati Uniti non hanno cercato di recuperare l'uranio dopo gli attacchi dello scorso anno: troppo pericoloso, secondo le valutazioni riportate dal New York Times. Ora, in realtà, la situazione non sarebbe troppo diversa. La missione, affidata presumibilmente alle forze speciali, sarebbe estremamente rischiosa e diventerebbe attuabile solo dopo un'ulteriore accelerazione dei raid aerei. Il copione è delineato anche dalle risposte articolate di Trump: "Se dovessimo" inviare soldati, "i nostri nemici sarebbero così decimati da non riuscire a combattere sul terreno". Il blitz di commando americani non è un'opzione a breve termine ma "è tutto sul tavolo". La soluzione ideale per Washington? Continuare a martellare l'Iran dal cielo per spingere Teheran a utilizzare l'uranio come carta nei negoziati per porre fine alla guerra.
(Adnkronos) - Il Consiglio notarile dei Distretti Riuniti di Roma, Velletri e Civitavecchia prosegue il proprio cammino a favore della legalità, della tutela delle persone fragili e della promozione del confronto pubblico sui temi della giustizia, attraverso una serie di iniziative che testimoniano il ruolo sociale della funzione notarile. Nelle scorse settimane, presso la sede romana di via Flaminia, è stato accolto l’albero dedicato alla memoria del giudice Giovanni Falcone, donato nell’ambito del progetto nazionale 'Un albero per il futuro', promosso dal Rotary e dal Comando unità forestali dell’Arma dei Carabinieri. L’iniziativa ha visto la partecipazione di autorevoli rappresentanti delle istituzioni civili e militari, tra cui, il Procuratore Capo della Repubblica di Roma, Francesco Lo Voi, che ha sottolineato che l'Albero di Falcone costituisce un segno di memoria e responsabilità civile, richiamando i valori della giustizia e dell’impegno delle istituzioni al servizio della collettività. Il presidente del Consiglio Notarile di Roma, Notaio Marco Forcella, ha dichiarato: "La consegna dell’Albero di Falcone al Consiglio Notarile è il riconoscimento del Notariato come garante della Legge nei campi in cui i Notai operano, dando certezza nei traffici immobiliari e societari ed in tutto quel che concerne le successioni ed il passaggio generazionale". Nel solco della promozione del dialogo istituzionale e del confronto tecnico sui grandi temi della giustizia, il Consiglio Notarile ospiterà mercoledì 11 marzo, presso la propria sede, la tavola rotonda: 'Separazione delle carriere: oltre gli slogan, dialogo tecnico tra Sì e No'. L’incontro vedrà il confronto tra autorevoli, per generare una riflessione approfondita e pluralista su una tematiche di grande attualità nel dibattito pubblico. Tra i sostenitori dei 'Sì' l'avvocato Giulio Prosperetti, vicepresidente della Corte Costituzionale, e Giuseppe Cricenti, Giudice di Cassazione. Tra i sostenitori del 'No' Anna Maria Soldi, sostituto procuratore generale della Suprema Corte di Cassazione e Mario Palazzi, procuratore Capo della Repubblica a Viterbo. In continuità con queste responsabilità, è stato avviato un protocollo di intesa sul 'Dopo di noi' con la Regione Lazio, firmato dall’assessore all’Inclusione sociale e servizi alla persona, Massimiliano Maselli. Nell'ambito di questo accordo è stato attivato da poche settimane uno sportello regionale di consulenza notarile gratuita, dedicato a persone con grave disabilità e alle loro famiglie, per offrire loro orientamento e supporto sugli strumenti giuridici previsti dalla Legge 112/2016 – tra cui trust, vincoli di destinazione e fondi speciali. La prenotazione al servizio si effettua via mail in base al calendario pubblicato dalla Regione.
(Adnkronos) - Green, clean-tech italiana attiva nelle soluzioni energetiche innovative, ed Entesy, realtà nella consulenza energetica, annunciano l’avvio di una collaborazione strategica volta ad offrire alle imprese un pacchetto completo che integra il mondo dell'efficientamento e della fornitura energetica. (VIDEO) L’accordo si integra nell’ecosistema di SeLea che accompagna le imprese in ogni fase della transizione energetica. Grazie alla sinergia tra le competenze di Entesy e le soluzioni di Green, le aziende possono ora accedere a un modello di gestione totale che armonizza l’efficientamento energetico con l’approvvigionamento 100% rinnovabile. Questa visione congiunta permette di ottimizzare i consumi e migliorare simultaneamente il rating Esg, trasformando la sostenibilità da costo operativo a leva di valore competitivo. “L’integrazione delle competenze e soluzioni di Green e di Entesy rappresenta un moltiplicatore di impatto - commenta Sergio Leali, Ceo & Founder di Green - Entesy ha la capacità tecnica di analizzare i bisogni delle imprese; noi forniamo lo strumento perfetto per trasformare quei bisogni in un vantaggio competitivo di medio-lungo termine”.