INFORMAZIONIGaetano Amatruda |
INFORMAZIONIGaetano Amatruda |
(Adnkronos) - Con la morte del leader supremo iraniano Ali Khamenei, ucciso nell’attacco israelo-americano su Teheran, si apre una delle questioni finanziarie più esplosive del XXI secolo: chi controllerà uno dei patrimoni privati più vasti e più oscuri del mondo, accumulato mentre il popolo iraniano sprofondava nella povertà? Le stime sul patrimonio controllato da Khamenei oscillano tra i 95 e i 200 miliardi di dollari. La fonte più documentata rimane un'inchiesta di Reuters del 2013, che stimò il valore del conglomerato Setad (formalmente noto come "Sede per l'Esecuzione dell'Ordine dell'Imam Khomeini") attorno ai 95 miliardi di dollari, di cui circa 52 miliardi in immobili e 43 miliardi in investimenti societari. A distanza di oltre un decennio, con la crescita patrimoniale e l'inflazione, la cifra reale è significativamente superiore. Il Setad nacque ufficialmente per gestire i beni abbandonati dopo la Rivoluzione del 1979, ma si trasformò in una macchina di accumulazione sistematica: proprietà appartenenti a minoranze religiose, espatriati e cittadini comuni vennero confiscate con la scusa dell'abbandono e assorbite nel portafoglio dell'organizzazione. Una grande holding che ha operato in settori strategici come energia, telecomunicazioni, media, sanità e istruzione, con decine di organizzazioni formalmente caritatevoli che, secondo i critici del regime, fungevano da veicoli di profitto indiretto. Il Setad garantiva a Khamenei un'autonomia finanziaria totale dal parlamento e dal bilancio statale, proteggendolo dalle turbolenze politiche interne. Per dare un’idea, il solo valore stimato di questa istituzione supera del 40% le esportazioni petrolifere annuali dell'Iran. Le fonti che attestano questa ricchezza sono parziali ma significative. Oltre all'indagine di Reuters, un'inchiesta durata un anno di Bloomberg News, pubblicata a gennaio 2026, ha rivelato come Mojtaba Khamenei, secondo figlio maschio del leader supremo, che i media iraniani descrivono come “in ottima salute” e per niente morto negli attacchi, abbia costruito un impero immobiliare globale del valore di oltre 100 milioni di sterline solo nel Regno Unito. I fondi provengono principalmente dalle vendite di petrolio iraniano e sono stati fatti transitare su conti in banche britanniche, svizzere, del Liechtenstein e degli Emirati Arabi Uniti, tramite società fantasma registrate a Saint Kitts and Nevis e nell'Isola di Man. Tra le strutture più documentate figura una villa su The Bishops Avenue a Londra - la cosiddetta "Billionaire's Row" - acquistata nel 2014 per 33,7 milioni di sterline. Il portafoglio si estende ad hotel di lusso a Francoforte e Maiorca, una villa nel "Beverly Hills di Dubai" e beni in precedenza detenuti a Toronto e Parigi. Nessuno di questi asset è intestato direttamente a Mojtaba: il suo nome non compare in nessun documento, sostituito da intermediari fidati e scatole cinesi. L'uomo chiave identificato da Bloomberg è il banchiere iraniano Ali Ansari, sanzionato dal governo britannico nell'ottobre 2025 per aver finanziato i Guardiani della Rivoluzione. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha sanzionato Mojtaba già nel 2019, ma le sanzioni non hanno impedito all'impero di espandersi, sfruttando le lacune nei sistemi di trasparenza sulla proprietà effettiva dei beni in molte giurisdizioni occidentali. Khamenei e sua moglie Mansoureh hanno avuto sei figli: quattro maschi - Mostafa, Mojtaba, Masoud e Meysam - e due femmine, Boshra e Hoda. Ognuno di loro avrebbe accumulato patrimoni considerevoli, stimati in 3 miliardi (per Mojtaba) e centinaia di milioni di dollari per gli altri, tranne il primogenito, di cui si parla molto poco. Con la caduta fisica del leader supremo e l'Iran in piena crisi istituzionale dopo gli attacchi, il destino del tesoro di Khamenei è tutt'altro che scontato. Una parte delle risorse è formalmente legata al Setad, un ente statale che opera sotto l'autorità della Guida Suprema: con la morte di Khamenei, il controllo su questa holding passerà presumibilmente al suo successore istituzionale, non necessariamente alla famiglia. Il patrimonio personale e familiare, invece, è frammentato in strutture opache e distribuito in decine di Paesi. Mojtaba, già al centro dell'attenzione internazionale prima ancora della morte del padre, è il candidato più probabile a mantenere il controllo su questa rete finanziaria. Ma le sanzioni occidentali, la pressione delle intelligence e la potenziale implosione del regime rendono ogni scenario incerto. Quello che è certo è il paradosso: un uomo che si definiva austero, che citava I Miserabili di Victor Hugo come libro preferito e che predicava la semplicità al suo popolo, ha lasciato dietro di sé uno dei più vasti e opachi imperi finanziari mai costruiti da un leader politico negli ultimi cento anni.
(Adnkronos) - Dal 13 al 15 marzo l’area vacanze Valle Aurina ospita la 16ma edizione del Festival del Formaggio di Campo Tures, appuntamento che negli anni è diventato punto di riferimento per appassionati, addetti ai lavori e operatori del settore. Al centro della manifestazione il Graukäse della Valle Aurina, simbolo della tradizione casearia locale e protagonista di una nuova stagione di consapevolezza culturale e gastronomica. Il Festival è un evento plurale: incontro tra produttori, appassionati e professionisti. Per tre giorni il paese diventa un paradiso del formaggio, con degustazioni e acquisti da tutto l’arco alpino e da altre regioni europee. Accanto alle realtà locali partecipano caseifici italiani e internazionali, confermando il ruolo pionieristico della manifestazione. Il percorso di valorizzazione del Graukäse è oggi riconosciuto anche istituzionalmente: al Comune di Campo Tures è stata conferita la targa 'Città del Formaggio' da Onaf (Organizzazione nazionale assaggiatori di formaggi) per il ruolo centrale nella promozione e tutela della tradizione casearia della Valle Aurina. Il Graukäse è inoltre Presidio Slow Food dal 2004, a ulteriore conferma del suo valore storico, culturale e gastronomico. Un cammino culminato nel Gist Food Travel Award 2024 come miglior evento enogastronomico italiano, assegnato dal Gruppo Italiano Stampa Turistica. "Il valore culturale del Graukäse è cresciuto insieme alla consapevolezza dei produttori: la degustazione comparativa delle giornate autunnali è ormai un momento molto sentito. Non è più un formaggio consegnato in silenzio, ma offerto con orgoglio, perché rappresenta qualcosa di prezioso. Il Graukäse è un prodotto gastronomico di recupero: dal latte si usa la parte grassa per il formaggio duro e quella scremata per questo formaggio. Significa utilizzare la materia prima al cento per cento", afferma Martin Pircher, anima e coordinatore del Festival del Formaggio e figura di riferimento per la valorizzazione del Graukäse in Valle Aurina. Un modello che sostiene la vita nei masi più isolati della valle: "I produttori lavorano nei masi più lontani e creano lavoro dove altrimenti non ce ne sarebbe. Tenere viva questa produzione significa mantenere viva la montagna. Nel 2005 si vendeva a meno del costo del latte, circa 3,90 euro al chilo. Oggi il prezzo dignitoso permette anche ai giovani di vedere un futuro in questo mestiere", conclude Pircher. Durante l’intero week-end il Festival del Formaggio propone un programma articolato di degustazioni e approfondimenti con i 'Laboratori del Gusto', appuntamenti di circa 45 minuti, tradotti simultaneamente in italiano, guidati da relatori specializzati provenienti da tutta Europa. La kermesse vedrà la partecipazione di numerosi protagonisti italiani e internazionali, tra cui Tina Marcelli, Food Ambassador di Valle Aurina, accanto a chef e produttori provenienti anche da oltreconfine. Accanto agli incontri tecnici, spazio alla cucina dal vivo con la presenza di chef stellati e cuochi rinomati che si esibiranno in una cucina aperta al pubblico, mostrando tecniche, interpretazioni e nuove letture del formaggio. Presenza internazionale per l’edizione 2026 con Osteperler, accademia del formaggio norvegese. L’intero territorio partecipa alla manifestazione con le giornate delle specialità nei ristoranti aderenti, dove i menù vengono ampliati con piatti a base di formaggio. Come da tradizione, ampio spazio anche alle famiglie: il programma dedicato ai più piccoli prevede laboratori creativi e attività didattiche per scoprire storia e produzione del formaggio in modo coinvolgente. I bambini potranno partecipare alla preparazione di burro, mozzarella e dolci al cucchiaio, alternando momenti educativi ad attività ludiche nell’area a loro dedicata. Venerdì pomeriggio si inizia con un tiramisù all’arancia con mascarpone, sabato la giornata entra nel vivo: dalla lavorazione della mozzarella, alla scoperta del burro fresco appena sbattuto, fino ai laboratori dolciari guidati dal pasticciere Werner Oberhuber tra cioccolata calda, Topfenknödel, panna cotta e una scenografia di cioccolato con degustazione di formaggio ricoperto. Domenica il percorso continua con la centrifuga del latte per ottenere burro fragrante, attività creative nell’angolo dei bambini, mousse al cioccolato e ricotta con frutta preparata insieme, chiudendo la manifestazione con un’esperienza partecipata e conviviale.
(Adnkronos) - “Innovazione digitale e politiche pubbliche per la riduzione dello spreco alimentare nelle scuole", è il titolo del convegno che si terrà martedì 3 marzo alle 11,30 presso la sala stampa della Camera dei Deputati, promosso da PlanEat su iniziativa dell’onorevole Maria Chiara Gadda, vicepresidente della Commissione Agricoltura e prima firmataria della Legge 166/2016 antispreco. A dieci anni dall’approvazione della Legge Gadda, l’incontro intende aprire una riflessione sulla “fase 2” delle politiche contro lo spreco alimentare, spostando il focus dalla gestione delle eccedenze alla prevenzione a monte, in particolare nei servizi di ristorazione scolastica e collettiva. I temi al centro del confronto saranno: la dimensione del fenomeno In Italia, vengono preparati ogni giorno circa 3 milioni di pasti nelle scuole e una quota significativa — stimata intorno al 30% — non viene consumata. Il ruolo delle politiche pubbliche e degli appalti: il convegno metterà al centro la necessità di introdurre nei capitolati di gara modalità più puntuali per il raggiungimento dei Cam (criteri ambientali minimi), includendo strumenti innovativi e digitali per il monitoraggio e la prevenzione dello spreco. L’orizzonte europeo 2030: il confronto si inserirà nel quadro delle politiche europee che prevedono una riduzione significativa degli sprechi alimentari entro il 2030, evidenziando l’urgenza di sistemi di misurazione più omogenei e strutturati. All'incontro sono previsti gli interventi di Nicola Lamberti, ceo e founder PlanEat, Giovanni Gostoli, direttore generale Rete dei Comuni Sostenibili, Daniele Branca, responsabile ufficio legislativo e lavoro Legacoop Produzione e Servizi, Carola Ricci, professor of International Law e delegata del Rettore per la cooperazione internazionale, l'onorevole Maria Chiara Gadda, vicepresidente Commissione Agricoltura. Nel corso dell’incontro PlanEat presenterà la propria esperienza nella pianificazione digitale dei pasti e nell’analisi dei consumi nella ristorazione collettiva, mostrando come l’utilizzo di strumenti digitali possa migliorare la programmazione del servizio, affiancare i percorsi di educazione alimentare, contribuire alla prevenzione strutturale dello spreco. Sarà inoltre illustrato il progetto pilota PlanEat Scuole, realizzato in una mensa della provincia di Pavia, che ha introdotto la scelta anticipata del pasto e un sistema di pianificazione basato sui dati. L’evento intende favorire un confronto tra istituzioni, amministrazioni locali, operatori della ristorazione e mondo della ricerca per individuare strumenti concreti capaci di rafforzare le politiche di prevenzione dello spreco alimentare, con ricadute su sostenibilità ambientale, qualità educativa ed efficienza della spesa pubblica.