INFORMAZIONIDea Capital spa Assicurazioni, Banche e Finanza Ruolo: Responsabile Formazione DeA Capital Real Estate SGR Area: Altro Gabriella Sommavilla |
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(Adnkronos) - "Italiani popolo di santi, poeti e navigatori" ma soprattutto di cantanti, verrebbe da dire guardando l'attuale stagione tv. Proseguendo una tendenza in atto da qualche anno, i palinsesti 2025-2026 sono zeppi di programmi a sfondo musicale, tanto che Rai e Mediaset hanno rispolverato anche format storici come 'Canzonissima' (che prenderà il via sabato 21 marzo su Rai1 contro il Serale di 'Amici' su Canale 5) e il Karaoke (che diventerà 'Super Karaoke' con la conduzione di Michelle Hunziker). Ma la lista è ben più lunga: il festival di Sanremo, che ha ritrovato forza e pubblico giovane, si è dotato dello spin-off 'Sanremo Top', per cavalcare per altri due sabati (7 e 14 marzo) l'onda lunga della kermesse; Paolo Bonolis ha inaugurato 'Taratata' portando musica live di qualità nel prime time di Canale 5; 'The Voice' su Rai1 conta ormai quattro versioni, oltre alla tradizionale ci sono 'The Voice Senior', 'The Voice Kids' e 'The Voice Generation'; lo stesso è accaduto con 'Io Canto' su Canale 5, dove sono arrivati negli anni anche 'Io canto Generation', 'Io canto Family' e 'Io canto Senior'; da 'Tale e Quale Show' su Rai1 è nato anche lo spin off nip 'Tali e Quali'. Per non parlare di 'X Factor' su Sky e degli show estivi delle reti generaliste, dai 'Music Awards' di Rai1 dall'Arena di Verona ai 'Battiti Live' di Italia 1, e alle riprese dei concerti (su Canale 5, da Gigi D'Alessio ad Alessandra Amoroso, da Il Volo a Sal Da Vinci, su Rai1 il grande concerto celebrativo 'Pino è', a 10 anni dalla scomparsa del grande cantautore Pino Daniele). Ma non basta, la tendenza ha coinvolto sempre di più anche la fiction, almeno quella del servizio pubblico: da Rino Gaetano a Franco Califano, da Fabrizio De André a Peppino Di Capri, a Franco Battiato, si sono moltiplicate le serie biopic sui grandi cantautori. E pensare che qualche anno fa tra gli addetti ai lavori era frequente affermare che "la musica in tv non funziona". Allora, cosa è cambiato? Probabilmente, nella rivoluzione che ha portato tanto pubblico a spostarsi sull'on demand e sulle piattaforme di intrattenimento in streaming, la musica è un genere che si adatta bene alla fruizione lineare (quella da prendere al volo nel palinsesto delle reti generaliste). Qualcuno sostiene anche che il fenomeno si leghi (come il grande ritorno degli italiani all'acquisto dei biglietti per i concerti) ad una sorta di reazione agli anni del covid. Sicuramente il fattore culturale è determinante e non si può negare che la cultura italiana sia legata a doppio filo all'arte di intrattenere cantando. Ma ci sono naturalmente anche ragioni economiche e creative a sostengo del trend: il contenuto di questi programmi non va tutto scritto ex novo. Visto che le canzoni sono già state prodotte, basta pagare dei diritti per farle ricantare in un programma. Ma la scrittura del programma può concentrarsi sulla confezione. Infine, come ha spiegato all'Adnkronos il Ceo di Fimi, Enzo Mazza, c'è un altro fattore importante che gioca a favore di questa tendenza: "La musica è un prodotto molto appetibile per gli investitori pubblicitari che raggiungono pubblici diversi e in alcuni casi, come a Sanremo, anche un pubblico molto giovane, molto ricercato dai brand". Insomma, canta che (la crisi della tv generalista) ti passa. (di Antonella Nesi)
(Adnkronos) - Gli studenti di Medicina e professioni sanitarie dell’Università degli Studi Link avranno la Asl Roma 1 come azienda di riferimento per le attività essenziali allo svolgimento delle funzioni istituzionali di didattica e ricerca. L’Ateneo privato e la Regione Lazio - informa una nota - hanno firmato un protocollo d’intesa per disciplinare le attività di collaborazione e le modalità di svolgimento della formazione medica e sanitaria degli studenti dei corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia e di odontoiatria e protesi dentaria e dei corsi di laurea in infermieristica, fisioterapia, tecniche di laboratorio biomedico, tecniche di radiologia medica per immagini e radioterapia e osteopatia. L’accordo prevede anche forme di collaborazione tra la Link e la Regione Lazio per lo svolgimento delle attività integrate e di didattica, ricerca ed assistenza a tutela della salute della collettività e per lo sviluppo della ricerca biomedica e sanitaria. La Asl Roma 1 - dettaglia la nota - gestisce direttamente l’ospedale San Filippo Neri, l’ospedale Santo spirito e l’ospedale Monospecialistico oftalmico - Centro di riferimento regionale. Attività di alta specialità sono inoltre presenti presso il Centro per la tutela della salute della donna e del bambino Sant'Anna e il presidio Sant’Andrea di via Cassia. Il presidio Nuovo Regina Margherita è integrato con l’ospedale Santo Spirito su specifici percorsi assistenziali medici e chirurgici. Nell’anno accademico 2023-24 il ministero dell’Università e della ricerca ha accreditato alla Link di Roma il corso di laurea in Medicina e chirurgia, a cui si sono aggiunti, dal 2024-25, i corsi nelle diverse Professioni sanitarie e, dal 2025-26 quello in Odontoiatria e protesi dentaria. Gli studenti di questi corsi sono oggi oltre mille, ma il numero è destinato a crescere in maniera consistente nei prossimi anni accademici. L’Ateneo ha 7 sedi nel territorio nazionale. In ambito sanitario, oltre a Roma, i corsi di Medicina e chirurgia sono accreditati ad Ascoli Piceno, Fano e Novedrate, che ha anche osteopatia. A Macerata è accreditato il corso di laurea in odontoiatria. A Città di Castello sono erogati, tra gli altri, i corsi di laurea in infermieristica, fisioterapia, osteopatia e odontoiatria. “A partire dall’anno accademico in corso - ha commentato il rettore dell’Università degli Studi Link, Carlo Alberto Giusti - il nostro Ateneo ha aperto a Roma una seconda sede, di oltre 53mila metri quadrati, che accoglie tutti i corsi in Medicina e chirurgia e quelli nelle Professioni sanitarie. Il protocollo siglato con la Regione Lazio è un altro passo avanti importante, perché consentirà ai nostri studenti di poter fare riferimento alla Asl Roma 1, arricchendo il proprio percorso di formazione sia dal punto di vista della didattica che da quello della ricerca”.
(Adnkronos) - Tre giornate di grande esposizione, incontri, confronti e interlocuzioni per tracciare la nuova direzione del futuro energetico globale. Key - The Energy Transition Expo, l’evento di Ieg (Italian Exhibition Group) di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, si è chiuso oggi alla Fiera di Rimini. Le presenze totali sono cresciute del 10%, con quelle estere in aumento del 9% e una forte presenza di investitori. Su 125mila metri quadrati lordi di superficie espositiva e 24 padiglioni, oltre 1.000 brand espositori, di cui 320 internazionali, con prodotti, soluzioni e tecnologie innovative nei sette settori della transizione energetica. Presenti 530 hosted buyer e delegazioni da 59 Paesi, coinvolti grazie al supporto dell’Agenzia Ice e del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci); 412 i giornalisti accreditati da tutto il mondo. La manifestazione, inaugurata mercoledì 4 marzo dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, ha valorizzato competenze industriali e tecnologiche europee e non. Con i suoi 160 convegni, Key 2026 si è confermato uno degli eventi più importanti in Europa sull’energia, differenziandosi per la completezza dell’offerta espositiva e di contenuti. Fra questi, l’importanza dell’efficienza energetica per la decarbonizzazione, lo storage e l’uso dell’Intelligenza Artificiale per ottimizzare le reti elettriche, prevedere la produzione di energia da fonti rinnovabili e gestire flussi energetici in tempo reale. Una piattaforma che ha unito innovazione tecnologica e finanza, favorendo il dialogo fra ingegneri, sviluppatori di tecnologie, investitori e istituzioni con l’obiettivo di rendere bancabili i progetti e accelerarne la realizzazione, riducendone il rischio. Tra le richieste emerse da associazioni e industrie, anche la necessità di aumentare la flessibilità della rete e adottare regole certe che favoriscano investimenti e competitività per trasformare la transizione energetica da orizzonte a realtà. Grande attenzione al tema della finanza, ai nuovi modelli finanziari e di investimento e ai capitali per la realizzazione dei progetti rinnovabili e agli strumenti innovativi per controllare i costi dell’energia, come nuove forme di finanziamento, green bond, obbligazioni per progetti sostenibili e modelli partecipativi che coinvolgono cittadini, imprese e comunità. Innovazione e green jobs sono stati al centro dell’Innovation District, con 32 Start-up e Pmi innovative e con l’iniziativa Green Jobs&Skills che ha favorito l’incontro fra domanda e offerta di lavoro nell’ambito della sostenibilità. Il Premio Innovation Lorenzo Cagnoni è stato consegnato a sette Start-up e alle sette aziende espositrici di Key per i loro progetti più innovativi, una per ogni categoria merceologica della manifestazione. In concomitanza, si è svolta una nuova edizione di Dpe - International Electricity Expo, la manifestazione dedicata all’ecosistema della generazione, trasmissione, distribuzione, sicurezza e automazione elettrica, organizzata da Italian Exhibition Group in collaborazione con l’Associazione Generazione Distribuita - Motori, Componenti, Gruppi Elettrogeni federata Anima Confindustria - e Federazione Anie - che nel sistema Confindustria rappresenta le imprese attive nelle filiere dell’Elettrotecnica e dell’Elettronica e i General Contractor industriali. Martedì 3 marzo al Palacongressi di Rimini, Key è stata anticipata da una nuova edizione di successo di Key Choice - Unlock the future of Ppa, l’evento B2B di KEY - The Energy Transition Expo, organizzato da Italian Exhibition Group in collaborazione con Elemens e dedicato ai Power Purchase Agreement.