(Adnkronos) - Il ministro dello sport iraniano Ahmad Donyamali ha escluso la partecipazione della nazionale maschile ai Mondiali di quest'anno negli Stati Uniti a causa della guerra in corso. Gli Stati Uniti e Israele hanno condotto attacchi aerei contro l'Iran dal 28 febbraio, durante i quali è stato ucciso il leader supremo dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei. "Da quando questo governo corrotto ha assassinato il nostro leader, non ci sono più le condizioni per partecipare alla Coppa del Mondo", ha dichiarato Donyamali in un'intervista televisiva. "A causa delle misure dolose adottate contro l'Iran, ci sono state imposte due guerre nel giro di otto o nove mesi, e diverse migliaia di nostri connazionali sono stati uccisi. Pertanto, non abbiamo assolutamente alcuna possibilità di partecipare in questo modo". L'Iran si è qualificato per la Coppa del Mondo che si terrà dall'11 giugno al 18 luglio negli Stati Uniti, in Messico e Canada. La squadra dovrebbe giocare le tre partite della fase a gironi contro Belgio, Egitto e Nuova Zelanda in città statunitensi. Anche il presidente della Federazione calcistica iraniana, Mehdi Taj, ha accennato a un boicottaggio dopo gli eventi che hanno coinvolto la squadra femminile durante la Coppa d'Asia in Australia. Sei giocatori hanno deciso di rimanere in Australia dopo aver ottenuto visti umanitari dal governo locale. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva affermato che avrebbero concesso tali visti se gli australiani non l'avessero fatto. "Quale persona sensata manderebbe la propria nazionale negli Stati Uniti se la Coppa del Mondo fosse un evento politico come quello australiano?", ha detto Taj. Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha dichiarato su X di essere stato informato da Trump, in un incontro di martedì, che la nazionale iraniana "è, ovviamente, benvenuta a partecipare al torneo negli Stati Uniti" nonostante la guerra. Ai tifosi provenienti dall'Iran era già stato vietato l'ingresso negli Stati Uniti nella prima versione del divieto di viaggio annunciato dall'amministrazione Trump. "Abbiamo tutti bisogno di un evento come la Coppa del Mondo Fifa per unire le persone ora più che mai", ha affermato Infantino, aggiungendo di ringraziare Trump "per il suo sostegno". All'inizio di questa settimana, il direttore operativo della Coppa del Mondo della Fifa, Heimo Schirgi, ha dichiarato che il torneo era "troppo importante" per essere rinviato a causa dei disordini globali causati dalla guerra tra Stati Uniti e Israele e l'Iran. Ha affermato che la Fifa continua a monitorare attentamente la guerra in Iran. "Fondamentalmente affrontiamo la situazione giorno per giorno e prima o poi troveremo una soluzione", ha affermato Schirgi. "E la Coppa del Mondo ovviamente si svolgerà, giusto? La Coppa del Mondo è troppo grande e speriamo che tutti coloro che si sono qualificati possano partecipare". Cosa potrebbe cambiare (anche per l'Italia) verso i Mondiali? Le ultime squadre ammesse saranno definite dai playoff, che in Europa coinvolgono anche gli Azzurri di Gattuso, a caccia del pass per il torneo. L'Iran, che ha conquistato la qualificazione diretta sul campo, dovrebbe debuttare a Los Angeles contro la Nuova Zelanda il 15 giugno. Quindi, dovrebbe giocare ancora nella città californiana il 21 giugno contro il Belgio e affrontare l'Egitto a Seattle il 26 giugno. Non solo: perché se la nazionale dovesse chiudere al secondo posto il suo girone e se accadesse la stessa cosa agli Stati Uniti, le due squadre potrebbero affrontarsi a Dallas il 3 luglio in una sfida a eliminazione diretta. Scenario, ad oggi, molto complicato ma comunque da tenere in considerazione. Così come possibilità alternative legate all'ipotesi del boicottaggio da parte dell'Iran. Se tale passo dovesse concretizzarsi, resterebbe un vuoto nel tabellone dei Mondiali. Come verrebbe colmato? Si aprirebbero prospettive di 'ripescaggio' per nazionali sin qui escluse? I contorni sono al momento da chiarire. Il regolamento Fifa (articolo 6.7) non dà indicazioni precise in questo senso e si limita a dire che "la Fifa deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e adotterà qualsiasi misura ritenuta necessaria. La Fifa potrà decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un'altra associazione". In caso di mancata vittoria ai playoff, la prima squadra in corsa per i ripescaggi potrebbe però essere l'Iraq, possibile prima esclusa asiatica. Il 31 marzo si giocherà la partita tra l'Iraq e la vincitrice di Bolivia-Suriname.
(Adnkronos) - Andrea Mignanelli, manager con una trentennale esperienza nei servizi per il credito, assume la presidenza di Klaro, la piattaforma che facilita l'accesso ai finanziamenti e migliora la gestione della liquidità delle piccole imprese italiane grazie all’Intelligenza artificiale. Andrea Mignanelli vanta un’importante carriera nel settore, prima in McKinsey, poi come fondatore di Jupiter, e quindi dal 2019 al 2024 è stato amministratore delegato del Gruppo Cerved. Klaro è una piattaforma che, grazie a collegamenti sicuri con conti bancari, cassetto fiscale e altre fonti ufficiali (Agenzia delle Entrate e Riscossione, Camera di commercio, Inps, etc), velocizza la richiesta di finanziamenti attraverso la raccolta di tutti gli elementi necessari per l’istruttoria creditizia, generando il Klaro profile, e migliora la gestione della liquidità delle piccole imprese attraverso un unico cruscotto. Il Klaro profile è un set documentale standard, certificato e sempre aggiornato che consente a banche e intermediari di effettuare istruttorie sicure in pochi minuti, invece che in settimane. Questo risponde alla necessità di fare incontrare domanda e offerta di credito nel contesto italiano in cui, nonostante l’ottima infrastruttura dati sulle imprese, i prestiti bancari alle piccole società sono calati del 40% dal 2014 al 2025. "Sono entusiasta - dichiara Andrea Mignanelli - di questa nuova avventura. In Klaro ho trovato le risposte ai due principali problemi che da anni affliggono gli imprenditori italiani: difficile accesso al credito e gestione amministrativa complicata. La nostra missione è aiutare gli imprenditori a valorizzare al meglio la propria azienda e ottimizzare le risorse finanziarie. Combinando l'avanzata infrastruttura dati del Paese con la tecnologia AI specialistica di Klaro, facciamo la differenza nel rapporto tra impresa e filiera del credito".
(Adnkronos) - Il Gruppo Dolomiti Energia partecipa alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo a Rimini, appuntamento di riferimento per le tecnologie legate alla transizione energetica, segnando un momento di svolta nella propria narrazione aziendale. Per la prima volta, la società presenta in fiera la sua nuova identità di brand, una tappa fondamentale del Piano Strategico ideata per accompagnare lo sviluppo del gruppo e rendere più riconoscibile il racconto del proprio futuro industriale. Al centro di questa evoluzione si trova il nuovo payoff, ‘Rinnovabili, integrati, indipendenti’, che sintetizza i pilastri operativi della società. (Video) "Il nuovo payoff di Dolomiti Energia sintetizza qual è la visione del nostro piano strategico - spiega il ceo del gruppo, Stefano Granella - Un piano che si fonda sulle rinnovabili. Siamo il primo operatore di sola produzione di energie rinnovabili tra idroelettrico, eolico e fotovoltaico con oltre 1800 megawatt di capacità installata". La solidità della proposta si basa su una struttura che controlla l'intera catena del valore. "Siamo integrati perché accanto alla generazione abbiamo la vendita: contiamo circa 800mila clienti, quindi siamo in grado, da un lato, di produrre e, dall'altro, di vendere in maniera integrata". Questa configurazione permette di offrire una risposta concreta alle oscillazioni dei prezzi che caratterizzano l'attuale scenario energetico: "Siamo indipendenti perché riteniamo che, proprio grazie alla nostra generazione da rinnovabili, siamo in grado di proporre ai nostri clienti delle offerte fisse a lungo termine che possano proteggerli e renderli indipendenti dalle fluttuazioni di mercato", osserva Granella. Il percorso di rebranding riflette dunque una precisa volontà di investimento e un posizionamento distintivo rispetto agli altri attori del settore. "Il nuovo rebranding si focalizza sulle nostre caratteristiche - fa sapere il ceo - è una scelta coerente con quanto fatto nel piano, ovvero investire di nuovo sulle rinnovabili triplicando il volume degli investimenti rispetto agli ultimi due anni, per dare il nostro contributo all'indipendenza e all'autonomia energetica del Paese". In un quadro geopolitico complesso, l'azienda ribadisce il proprio impegno: "Ogni giorno ci impegniamo ad accelerare la transizione energetica del Paese, con la nostra competenza industriale e la nostra solidità nel campo delle rinnovabili - afferma Granella - Integriamo infrastrutture e servizi per offrire alla nostra community green, in tutta Italia, strumenti che permettano di proteggersi dall'instabilità dei mercati e di compiere scelte sostenibili con semplicità e consapevolezza".