INFORMAZIONILavoro Mio Agenzia Per il Lavoro spa Gestione Risorse Umane e Formazione Aziendale, Internet e Portali Ruolo: Addetta alla Selezione, Filiale di Gallarate Area: Human Resource Management Francesca Schettino |
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(Adnkronos) - L'Oncologia medica arriva al giro di boa dei 50 anni e se oggi il cancro non è più solo una questione di 'tagliare il male'. Lo dobbiamo a un incredibile incidente di percorso avvenuto durante la Seconda guerra mondiale. "Tutto ebbe inizio per puro caso il 2 dicembre 1943. La flotta alleata era ancorata nel porto di Bari quando la Luftwaffe tedesca scatenò un inferno di bombe. Tra le navi colpite c'era la John Harvey, che trasportava segretamente un carico di gas iprite (gas mostarda). L'esplosione rilasciò una nube tossica che investì soldati e civili. Ma fu nei giorni successivi che accadde l'imprevedibile: i medici notarono che i sopravvissuti presentavano un crollo drastico dei globuli bianchi (linfociti)". A raccontare questa storia poco conosciuta è Collegio Italiano dei Primari di Oncologia Medica (Cipomo) che ha chiuso a Roma il 30esimo congresso nazionale. "I ricercatori americani Louis Goodman e Alfred Gilman, a Yale, ebbero un'intuizione geniale: se questo veleno uccide così efficacemente le cellule del sangue sane, può fare lo stesso con quelle impazzite dei tumori del sangue? Nacque così la mostarda azotata, il primo agente chemioterapico utilizzato nella storia dell’oncologia. Il cancro aveva finalmente un nemico invisibile quanto lui. Mentre negli Stati Uniti il National Cancer Institute (Nci) iniziava a testare i primi cocktail di farmaci, in Italia l'oncologia era ancora ferma alla chirurgia - prosegue Cipomo - È qui che entra in scena Gianni Bonadonna. Non era un medico qualunque, ma un 'americano di Milano', formato negli Stati Uniti. Passò anni di formazione preziosa negli Usa, al Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York, respirando l'aria della rivoluzione. Tornato in Italia, portò con sé una mentalità radicale. Basta gerarchie polverose: il medico doveva essere uno scienziato che usava i dati, non solo l'istinto. E il tumore non è solo dove si vede, ma viaggia nel sangue". Negli anni '70, Bonadonna (insieme a Umberto Veronesi) decise di sfidare il dogma della chirurgia nel tumore al seno. "Gli americani stavano testando farmaci singoli, ma Bonadonna voleva di più. Prese tre farmaci diversi (il protocollo Cmf) e propose di usarli dopo che il chirurgo aveva tolto il tumore visibile - ricostruisce Cipomo -. Molti colleghi erano scettici: perché avvelenare una donna che sembrava 'guarita' dall'operazione? Bonadonna dimostrò, dati alla mano, che quella 'pulizia chimica' (terapia adiuvante) abbatteva drasticamente il rischio che il cancro tornasse. È stata la scoperta che ha salvato milioni di donne in tutto il mondo". Se gli Stati Uniti hanno fornito la 'materia prima' (i farmaci nati dai laboratori bellici e di ricerca), Bonadonna ha fornito il metodo clinico. "Ha trasformato l'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano in un faro mondiale, collaborando costantemente con i giganti dell'oncologia americana. Oggi non usiamo più solo i 'veleni' nati dal gas mostarda, ma siamo passati a proiettili intelligenti. Tuttavia, ogni volta che un paziente assume una compressa o fa un'infusione per combattere un tumore, sta beneficiando di quel ponte ideale costruito tra le intuizioni nate per caso a Bari e il rigore scientifico di un medico che non ha avuto paura di sfidare il bisturi", concludono gli oncologi Cipomo.
(Adnkronos) - Gli studenti di Medicina e professioni sanitarie dell’Università degli Studi Link avranno la Asl Roma 1 come azienda di riferimento per le attività essenziali allo svolgimento delle funzioni istituzionali di didattica e ricerca. L’Ateneo privato e la Regione Lazio - informa una nota - hanno firmato un protocollo d’intesa per disciplinare le attività di collaborazione e le modalità di svolgimento della formazione medica e sanitaria degli studenti dei corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia e di odontoiatria e protesi dentaria e dei corsi di laurea in infermieristica, fisioterapia, tecniche di laboratorio biomedico, tecniche di radiologia medica per immagini e radioterapia e osteopatia. L’accordo prevede anche forme di collaborazione tra la Link e la Regione Lazio per lo svolgimento delle attività integrate e di didattica, ricerca ed assistenza a tutela della salute della collettività e per lo sviluppo della ricerca biomedica e sanitaria. La Asl Roma 1 - dettaglia la nota - gestisce direttamente l’ospedale San Filippo Neri, l’ospedale Santo spirito e l’ospedale Monospecialistico oftalmico - Centro di riferimento regionale. Attività di alta specialità sono inoltre presenti presso il Centro per la tutela della salute della donna e del bambino Sant'Anna e il presidio Sant’Andrea di via Cassia. Il presidio Nuovo Regina Margherita è integrato con l’ospedale Santo Spirito su specifici percorsi assistenziali medici e chirurgici. Nell’anno accademico 2023-24 il ministero dell’Università e della ricerca ha accreditato alla Link di Roma il corso di laurea in Medicina e chirurgia, a cui si sono aggiunti, dal 2024-25, i corsi nelle diverse Professioni sanitarie e, dal 2025-26 quello in Odontoiatria e protesi dentaria. Gli studenti di questi corsi sono oggi oltre mille, ma il numero è destinato a crescere in maniera consistente nei prossimi anni accademici. L’Ateneo ha 7 sedi nel territorio nazionale. In ambito sanitario, oltre a Roma, i corsi di Medicina e chirurgia sono accreditati ad Ascoli Piceno, Fano e Novedrate, che ha anche osteopatia. A Macerata è accreditato il corso di laurea in odontoiatria. A Città di Castello sono erogati, tra gli altri, i corsi di laurea in infermieristica, fisioterapia, osteopatia e odontoiatria. “A partire dall’anno accademico in corso - ha commentato il rettore dell’Università degli Studi Link, Carlo Alberto Giusti - il nostro Ateneo ha aperto a Roma una seconda sede, di oltre 53mila metri quadrati, che accoglie tutti i corsi in Medicina e chirurgia e quelli nelle Professioni sanitarie. Il protocollo siglato con la Regione Lazio è un altro passo avanti importante, perché consentirà ai nostri studenti di poter fare riferimento alla Asl Roma 1, arricchendo il proprio percorso di formazione sia dal punto di vista della didattica che da quello della ricerca”.
(Adnkronos) - “Biae è la prima banca interamente focalizzata nel settore delle energie alternative e della transizione energetica ed ecologica. Siamo controllati al 100% da Banca del Fucino e tutte le nostre iniziative mirano a sostenere la transizione”. Così Carlo Cavallero, Direttore Generale della Banca Italiana per l'Ambiente e per l'Energia, illustra il core business di Biae nata a ottobre 2025 e per la prima volta al Key - The Energy Transition Expo, l’evento di riferimento per la transizione energetica in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo, organizzato da Italian Exhibition Group (Ieg), dal 4 al 6 marzo, presso la Fiera di Rimini. (Video) “È per noi un grande piacere essere a Key - afferma Cavallero - Vogliamo comunicare alle aziende che rappresentiamo il loro supporto per ogni necessità legata al mondo dell'energia. Assistiamo sia le imprese che realizzano impianti, sia quelle che si occupano di sviluppo: vogliamo essere protagonisti in questo settore affiancando tutti gli operatori”. Il dg si sofferma poi sulla struttura di Biae. “Sono due le direzioni: la direzione Green Lending, che eroga prodotti e servizi tipicamente bancari come finanziamenti e linee di liquidità, e la direzione Green Advisory. In quest'ultima - spiega - offriamo servizi di consulenza e siamo in grado di accompagnare le imprese nei loro investimenti, aiutandole, ad esempio, a trovare partner o acquirenti, o rispondendo a qualsiasi altra esigenza legata al mercato dell'energia”.