INFORMAZIONIFrancesca RattoFrancesca Ratto |
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(Adnkronos) - Dopo giorni di sollecitazioni e critiche da parte dell'opposizione, la premier Giorgia Meloni è pronta a riferire al Parlamento sulla crisi in Medio Oriente dopo l'attacco di Usa e Israele all'Iran. E lo farà oggi, prima al Senato intorno alle 9.30 e poi alla Camera verso le 15, seguendo il calendario approvato a maggioranza dalla conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama: alle comunicazioni sulla guerra in corso, la presidente del Consiglio unirà così quelle in vista del Consiglio Ue del 19 e 20 marzo prossimi. L'intervento della premier arriva a 12 giorni dall'inizio della guerra. Un intervento tardivo secondo le opposizioni, che nei giorni scorsi hanno chiesto a gran voce a Meloni di riferire alle Camere, accusando la presidente del Consiglio di "scappare" dal Parlamento e affidare le sue riflessioni a interviste o "monologhi" sui social, senza inoltre indicare con chiarezza la linea del governo sul conflitto in corso. Nel mirino di Pd, M5S e Avs, anche le affermazioni sull'Italia non informata preventivamente dell'attacco, ma anche il nuovo elogio di Trump alla leader italiana. Dal canto suo, Meloni ha sottolineato più volte che "l'Italia non è parte del conflitto" in Iran "e non intende esserne parte". Ma anche che "l'Italia rischia comunque di essere coinvolta dalle conseguenze del conflitto, interne ed economiche". Dopo le polemiche, la premier ha quindi rivolto un messaggio alle opposizioni in attesa delle comunicazioni al Parlamento: "L'Italia - ha detto - intende lavorare al ritorno della diplomazia ma, rispetto a quello che dice l'opposizione, mi chiedo se sia questo il momento di fare polemica spicciola come vedo fare in giorni difficili per tutti". L'Italia è in campo per una de-escalation e per il ritorno della diplomazia. È questo, in buona sostanza, il messaggio che la presidente del Consiglio si prepara a mettere al centro delle comunicazioni di oggi, in uno scenario internazionale sempre più teso, segnato dalla crisi con l'Iran e dalle ripercussioni economiche della chiusura dello Stretto di Hormuz decisa da Teheran. Nelle ultime ore la premier ha intensificato il lavoro diplomatico con partner regionali ed europei. Proseguono i contatti con i leader dei Paesi del Golfo: lunedì Meloni ha sentito il presidente degli Emirati Arabi Uniti, nell'ambito di un confronto continuo con gli attori della regione per monitorare l'evoluzione della crisi. Parallelamente si rafforza il coordinamento con i partner europei. Ieri la premier ha avuto un colloquio con il primo ministro britannico Keir Starmer e con il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Secondo quanto riferito da Downing Street, i tre leader hanno concordato di lavorare "strettamente insieme" per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico globale. Su questo punto, tuttavia, da fonti diplomatiche italiane filtra una lettura più prudente rispetto a quella diffusa da Londra. Le stesse fonti invitano infatti a non forzare l'interpretazione del colloquio tra i leader, sottolineando che al momento si tratta soprattutto di un confronto politico e di coordinamento sulla situazione nella regione, senza decisioni operative già definite. Sul piano interno, l'esecutivo segue con attenzione anche gli sviluppi operativi della crisi. Ieri mattina si è tenuta una riunione con il ministro della Difesa Guido Crosetto, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e i vertici militari e dell'intelligence per fare il punto sugli aspetti militari e informativi legati alla situazione nell'area del Golfo. Le comunicazioni della premier serviranno anche a preparare il confronto tra i leader europei al prossimo Consiglio europeo. L'agenda del vertice prevede diversi dossier: dalla guerra in Ucraina alla crisi in Medio Oriente, passando per competitività e mercato unico, il prossimo quadro finanziario pluriennale dell'Unione, difesa e sicurezza europea e il tema delle migrazioni. La bozza di risoluzione del centrodestra impegna il governo a lavorare con partner europei e internazionali "alla creazione delle condizioni necessarie per un ritorno della diplomazia per risolvere la crisi in Medio Oriente", condannando "la violenta repressione delle proteste civili in Iran" e il suo "ruolo destabilizzante" nella regione. Si chiede sostegno ai Paesi del Golfo colpiti da attacchi iraniani e l'impegno per "favorire il rientro dalla regione di tutti i connazionali". Il testo ribadisce l'importanza della sicurezza delle frontiere e delle missioni navali europee per proteggere le rotte commerciali. Sul conflitto israelo-palestinese invita a lavorare per "la piena attuazione del cessate il fuoco a Gaza" e il sostegno all'Autorità Palestinese. Conferma inoltre il supporto all'Ucraina e la necessità di "mantenere la pressione europea nei confronti della Russia" per favorire negoziati di pace. Il documento punta anche al rilancio della competitività europea, alla riduzione dei prezzi dell'energia - valutando una sospensione dell'Ets per la termoelettrica - e alla difesa del mercato unico da pratiche commerciali sleali. Prevede inoltre iniziative per rafforzare sicurezza e difesa europee in complementarità con la Nato, contrastare disinformazione e ingerenze esterne e lavorare a un bilancio Ue che sostenga competitività e difesa senza penalizzare Pac e coesione. Infine richiama la gestione dei flussi migratori e il rafforzamento della cooperazione nel Mediterraneo, anche attraverso il Piano Mattei.
(Adnkronos) - L’Osservatorio di Nhrg, agenzia per il lavoro, ha condotto un’analisi sul database dei candidati dell’anno 2025 per delineare il profilo di chi è attualmente in cerca di occupazione. Il campione analizzato è composto prevalentemente da professionisti con esperienza consolidata e mostra una forte concentrazione nella fascia d’età 25–35 anni. Nel dettaglio, quasi un terzo dei partecipanti (30,27%) ha un’età compresa tra i 25 e i 35 anni. Seguono la fascia 36–45 anni (19,37%) e quella 46–55 anni (17,84%). Le persone con più di 55 anni rappresentano il 10,24%, mentre gli under 25 si attestano al 4,66%. I dati non disponibili incidono per il 17,63%. Per quanto riguarda l’esperienza professionale, emerge un profilo complessivamente qualificato: il 42,76% del campione vanta oltre 10 anni di esperienza. Il 22% ha maturato tra i 3 e i 5 anni di attività lavorativa, mentre il 17,19% si colloca nella fascia 6–10 anni. Più contenute le quote relative a chi ha meno di un anno di esperienza (8,77%) e a chi ne ha tra 1 e 2 anni (2,35%). I dati non disponibili si fermano al 6,93%. Osservando le aree professionali, il settore degli operatori tecnici e specializzati risulta il più rappresentato (19,99%), seguito da amministrazione e controllo di gestione (15,58%) e magazzino e logistica (11,71%). Completano il quadro segreteria e reception (7,85%), turismo e ristorazione (6,20%) e vendite (4,19%). Sul fronte del genere, si registra una marcata prevalenza maschile: il 67,8% a fronte del 32,2% femminile. Dal punto di vista territoriale, il Nord Italia guida la classifica: Torino è la provincia più rappresentata (13,69%), seguita da Padova (5,55%), quindi Milano e Vicenza con rispettivamente il 3,93% e il 3,04%. Per il Centro, spicca Roma (9,69%), seguita da Bologna (5,31%). Resta una quota del 24,19% di dati geografici non disponibili. Nel complesso, i numeri delineano una struttura occupazionale orientata principalmente verso ruoli tecnici e specializzati, caratterizzata da una significativa predominanza maschile.
(Adnkronos) - Innovazione ed eccellenza tecnologica per la transizione energetica sono state premiate a Key 2026 con il Premio Innovation Lorenzo Cagnoni, consegnato alle sette aziende espositrici che si sono distinte per i progetti più all’avanguardia e alle sette start-up dell’Innovation District più innovative, in ciascuno dei sette settori merceologici della manifestazione (solare, eolico, idrogeno, efficienza energetica, energy storage, e-mobility e Sustainable City). Hanno consegnato la targa agli espositori: il presidente di Italian Exhibition Group Maurizio Ermeti, la Global Exhibition Director della divisione Green & Technology di Ieg Alessandra Astolfi, la project manager di Key Giorgia Caprioli e il segretario generale di Motus-E Francesco Naso. Sono state premiate le aziende: IGreen System, Meteodyn, Clivet, Crrc Zhuzhou Institute, Alperia Green Future, Dragone Energy ed Enea. A consegnare la targa alle start-up sono stati Maurizio Ermeti, Alessandra Astolfi, Giorgia Caprioli, Francesca Zadro, Global Start-up Program dell’Agenzia Ice, Fabrizio Tollari, Head of Energy and Climate Unit di Art-Er, Nicoletta Amodio, Executive Adviser ricerca e innovazione di Confindustria e direttrice della Fondazione Mai, e Gabriele Ferrieri, presidente di Angi (Associazione Nazionale Giovani Innovatori). Sono state premiate Taleta, Northernlight, I-Tes, CO2CO, AI-Cure, Powandgo, Enercade.