(Adnkronos) - Continua l'impennata dei prezzi del petrolio, dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran e la risposta di Teheran, unitamente alle minacce alla navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Una pioggia di rialzi oggi ha riguardato anche i prezzi di benzina e diesel. l Brent, con consegna a maggio, è in crescita del 5,45% a 81,98 dollari mentre il West Texas Intermediate (Wti), con consegna ad aprile, guadagna il 5,32% a 75,02 dollari. I prezzi del greggio sono spinti al rialzo dal fatto che il mercato ritiene che la guerra che è scoppiata dopo l'attacco degli Stati Uniti e di Israele all'Iran possa durare più a lungo del previsto inizialmente, con lo stretto di Hormuz impraticabile e infrastrutture energetiche prese di mira. E stamattina i primi effetti sono arrivati anche sui prezzi di benzina e gasolio. Se l’impatto sul Brent è stato finora tutto sommato limitato (+6,7%), quello sul gasolio è stato dirompente: la quotazione è aumentata di oltre il 16%, toccando un livello raggiunto l’ultima volta il 14 febbraio del 2024, oltre due anni fa, mentre la quotazione della benzina è al massimo dal 23 giugno 2025. Questo ha scatenato un giro di rialzi sui listini dei prezzi consigliati dei maggiori marchi, i cui effetti sulle medie nazionali dei prezzi praticati si vedranno compiutamente da domani. Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Eni ha aumentato di quattro centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Per IP registriamo un rialzo di tre centesimi sulla benzina e di sei sul gasolio. Per Q8 +5 centesimi su entrambi i prodotti, per Tamoil +3. Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 20mila impianti: benzina self service a 1,674 euro/litro (+1 millesimo, compagnie 1,683, pompe bianche 1,656), diesel self service a 1,728 euro/litro (invariato, compagnie 1,739, pompe bianche 1,708). Benzina servito a 1,813 euro/litro (invariato, compagnie 1,860, pompe bianche 1,726), diesel servito a 1,865 euro/litro (invariato, compagnie 1,914, pompe bianche 1,775). Gpl servito a 0,690 euro/litro (invariato, compagnie 0,701, pompe bianche 0,678), metano servito a 1,403 euro/kg (-1, compagnie 1,415, pompe bianche 1,394), Gnl 1,231 euro/kg (-1, compagnie 1,238 euro/kg, pompe bianche 1,226 euro/kg). Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,778 euro/litro (servito 2,039), gasolio self service 1,830 euro/litro (servito 2,090), Gpl 0,829 euro/litro, metano 1,462 euro/kg, Gnl 1,301 euro/kg. Apertura in rosso per le Borse. A Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha avviato gli scambi lasciando sul terreno l'1,68% e scivola a 45.501 punti. Le tensioni geopolitiche internazionali pesano anche sulle principali Borse europee. A registrare il dato peggiore è Francoforte, con l'indice Dax che cede l'1,90%. Male anche Parigi, che lascia sul parterre l'1,29%, mentre Londra perde lo 0,94%. Dati fortemente negativi arrivano anche da Tokyo, dove stamane il Nikkei ha terminato le contrattazioni con un ribasso del 3,08%. Contrastata, invece, Wall Street che ieri sera ha concluso la seduta di scambi con il Dow Jones in calo dello 0,15% e il Nasdaq in rialzo dello 0,36%.
(Adnkronos) - "Dividiamo in due grandi gruppi le nostre applicazioni di Intelligenza artificiale. Quelle che riguardano la salute e sicurezza del luogo di lavoro, ovvero tutto ciò che serve per la prevenzione e tutto ciò che viene prima che avvenga un infortunio. Su questo naturalmente noi ci concentriamo in maniera particolare, perché è evidente che cerchiamo di evitare che accadano gli incidenti. E poi ci sono le applicazioni dell'Intelligenza artificiale in ambito protesico e riabilitativo, quindi purtroppo quando l'incidente avviene; tutto ciò che noi possiamo fare per far sì che possano essere restituite delle condizioni accettabili di vita ai nostri assistiti". A dirlo Fabrizio D'Ascenzo, presidente Inail, intervenendo all'evento 'Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità strategie, fiducia, regole, competenze', promosso dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali.
(Adnkronos) - Gruppo Cap, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, sta intervenendo in diversi Comuni del territorio regolando la pressione dell’acqua in rete. L’obiettivo è quello di gestire meglio la risorsa, ridurre gli sprechi e offrire un servizio più affidabile e sostenibile. Una pressione più equilibrata riduce lo stress sulle tubature e aiuta a limitare rotture e perdite: meno acqua dispersa significa anche meno energia necessaria per pompare e distribuire l’acqua e quindi meno emissioni. Quello delle perdite idriche rimane un tema centrale in tutto il Paese. Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia la dispersione media dell’acqua immessa nelle reti di distribuzione si attesta intorno al 42%. Un dato che fotografa la fragilità di una parte significativa delle infrastrutture nazionali e conferma quanto sia necessario intervenire con piani strutturali di efficientamento. In questo contesto – nonostante nel territorio gestito da CAP la dispersione causata da perdite si attesta al 19% - la regolazione della pressione rappresenta una delle leve più efficaci e immediate per ridurre le sollecitazioni sulla rete e contenere le dispersioni, contribuendo concretamente al miglioramento degli indicatori di qualità tecnica misurati da Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Il Servizio Idrico Integrato svolge oggi un ruolo chiave nella transizione ecologica. Investire in tecnologie di monitoraggio, digitalizzazione delle reti, efficientamento energetico e ammodernamento delle condotte significa non solo ridurre le perdite, ma anche contenere i consumi energetici e le emissioni associate all’intero ciclo dell’acqua. Gli interventi di regolazione della pressione introdotti da Gruppo Cap sono progettati con parametri tecnici precisi e non compromettono il corretto funzionamento delle utenze. In conformità con quanto previsto dall’art. 12 del Regolamento del Servizio Idrico Integrato, Gruppo Cap garantisce ai contatori degli utenti una pressione minima pari a 2 bar (20 metri di colonna d’acqua) quando non è in corso alcun consumo d’acqua, nel pieno rispetto degli standard tecnici e regolatori vigenti. Tutte queste attività puntano a rendere le reti più moderne e resilienti e a migliorare la qualità del servizio, anche secondo gli indicatori misurati da ARERA, con benefici concreti per i cittadini e per il territorio nel medio e lungo periodo. In un’epoca in cui sostenibilità e uso responsabile delle risorse sono temi centrali nel dibattito pubblico, anche un intervento tecnico come la regolazione della pressione dell’acqua diventa un tassello importante di una strategia più ampia: meno sprechi, più efficienza, più futuro.