INFORMAZIONIFrancesca Grazioli |
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(Adnkronos) - "L'Iran non può avere armi nucleari, non sono contento di come sta negoziando. Non voglio usare la forza ma a volte è necessario". Donald Trump compie un altro passo verso l'attacco all'Iran. Il dialogo con Teheran, dice il presidente degli Stati Uniti, non ha dato sinora i risultati auspicati. Washington chiede lo smantellamento del programma nucleare. "Non c'è bisogno di arricchire l'uranio quando si dispone di così tanto petrolio, quindi non sono soddisfatto dei negoziati. Dico: nessun arricchimento. Né del 20%, né del 30%", sentenzia il numero 1 della Casa Bianca. Teheran, ad un bivio decisivo, prova a dare un segnale e accetta di non accumulare scorte di uranio arricchito. La disponibilità dell'Iran viene certificata dal ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Albusaid, al programma della Cbs News 'Face the Nation': i negoziatori, dice, hanno compiuto "progressi sostanziali" e che un accordo ora "è alla nostra portata". "Si tratta di qualcosa di completamente nuovo. Rende davvero meno rilevante la questione dell'arricchimento, perché ora stiamo parlando di zero scorte", sottolinea Badr Albusaid. "Se non è possibile accumulare uranio arricchito, allora non c'è modo di creare una bomba", spiega il ministro degli Esteri omanita. L'Iran è disposto a concedere agli ispettori dell'Aiea pieno accesso ai propri siti nucleari per verificare i termini dell’accordo. Il ministro si dice "piuttosto fiducioso" che anche ispettori americani potranno avere accesso a un certo punto del processo. La disponibilità iraniana, finora solo sulla carta, basterà per invertire la rotta? Washington ha ridotto il proprio staff nelle ambasciate in Israele e in Iraq. La base americana di Al-Ubeid in Qatar risulta svuotata, la Cina invita i suoi cittadini a lasciare l'Iran e a prestare la "massima attenzione" in Israele. La sequenza delle ultime ore non passa inosservata. Secondo Axios, l'attacco potrebbe essere "imminente". Trump spiega di non aver ancora preso una decisione e di voler raggiungere un accordo. Il presidente mantiene una linea fluida sulla forza militare, affermando di non volerla usare ma che "a volte è necessario". "Credo si possa dire che il rischio esiste sempre", dice replicando a chi chiede se esista il rischio che eventuali raid contro l'Iran possano trasformarsi in un conflitto lungo termine in Medio Oriente. Nelle scorse ore il Dipartimento di Stato americano ha annunciato l'inizio dell'evacuazione del personale "non essenziale" dall'ambasciata in Israele e dei loro familiari, citando "rischi per la sicurezza" nel contesto delle crescenti tensioni regionali. La sede resterà operativa: ambasciatore, diplomatici e personale impegnato nell'assistenza ai cittadini Usa, nella sicurezza e negli affari militari e di intelligence rimarranno nel Paese. "Le persone possono considerare di lasciare Israele finché sono disponibili voli commerciali", ha affermato il Dipartimento di Stato. L'ambasciatore americano in Israele, Mike Huckabee, ha scritto allo staff invitando chiunque voglia lasciare il Paese a farlo già subito. Misure analoghe sono state adottate anche in Iraq: secondo quanto riferito dall'emittente Al-Hadath, Washington ha ordinato l'evacuazione dei dipendenti non essenziali e delle loro famiglie dall'ambasciata a Baghdad. Nelle ultime 24 ore un numero significativo di cittadini americani ha lasciato il Paese attraverso l'aeroporto internazionale della capitale irachena. Trump, pur ribadendo nel discorso sullo Stato dell'Unione di preferire una soluzione diplomatica alla crisi con Teheran, ha rafforzato in modo massiccio la presenza militare in Medio Oriente. Ma, come avrebbe evidenziato il capo degli Stati Maggiori Riuniti, Dan Caine, in un briefing a porte chiuse alla Casa Bianca, c'è il timore che un eventuale attacco possa innescare una reazione a catena nella regione, con il rischio che vengano lanciati missili balistici contro Israele e obiettivi statunitensi e che si apra un nuovo fronte con Hezbollah in Libano. Da parte iraniana si ribadisce sempre con forza che le linee rosse sul nucleare non saranno mai superate. La delegazione a Ginevra - stando a ricostruzioni di stampa - avrebbe respinto le richieste americane di smantellare i tre principali siti nucleari (Fordo, Isfahan e Natanz) e di spedire all'estero tutto il suo uranio arricchito. Intanto la retorica anti-Usa è al massimo volume nella Repubblica islamica. Il portavoce delle Forze Armate ha avvertito che "qualsiasi azione avventata americana porterà a un incendio diffuso nella regione", sottolineando che, in caso di scontro, gli interessi Usa nell'area sarebbero a portata dei missili di Teheran. "Non cerchiamo di accendere guerre, ma non ne abbiamo paura e difenderemo con forza la nostra patria e gli interessi del nostro popolo", ha dichiarato il generale di brigata Abolfazl Shekarchi.
(Adnkronos) - "Dividiamo in due grandi gruppi le nostre applicazioni di Intelligenza artificiale. Quelle che riguardano la salute e sicurezza del luogo di lavoro, ovvero tutto ciò che serve per la prevenzione e tutto ciò che viene prima che avvenga un infortunio. Su questo naturalmente noi ci concentriamo in maniera particolare, perché è evidente che cerchiamo di evitare che accadano gli incidenti. E poi ci sono le applicazioni dell'Intelligenza artificiale in ambito protesico e riabilitativo, quindi purtroppo quando l'incidente avviene; tutto ciò che noi possiamo fare per far sì che possano essere restituite delle condizioni accettabili di vita ai nostri assistiti". A dirlo Fabrizio D'Ascenzo, presidente Inail, intervenendo all'evento 'Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità strategie, fiducia, regole, competenze', promosso dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali.
(Adnkronos) - È stato sottoscritto questa mattina un protocollo d'intesa tra Coni e Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) per l'integrazione strutturale della cultura del recupero e del riciclo degli imballaggi nel sistema sportivo nazionale. L'impegno accompagnerà lo sport italiano fino al 31 dicembre 2028. A firmare l’accordo il presidente del Coni Luciano Buonfiglio e il presidente di Conai Ignazio Capuano durante l’evento di presentazione a Casa Italia condotto da Massimo Callegari, giornalista di Sport Mediaset. Con il protocollo "lo sport italiano compie un altro passo concreto verso un modello sempre più sostenibile" ha detto Buonfiglio. "Portare riciclo, linee guida ambientali e buone pratiche all’interno degli impianti e nelle nostre manifestazioni significa trasformare ogni evento in un’occasione di responsabilità condivisa. Le nostre atlete e i nostri atleti, con i valori che rappresentano, saranno ancor più modelli di comportamenti virtuosi e rispettosi dell’ambiente". L’accordo prevede anche programmi di sensibilizzazione, formazione e informazione rivolti soprattutto alle giovani generazioni, perché il gesto della raccolta differenziata diventi un’abitudine culturalmente radicata. Testimonianza del valore concreto dell’iniziativa è stata la presenza di due campioni olimpici del Team Italia: Valentina Rodini, oro nel doppio pesi leggeri ai Giochi olimpici di Tokyo 2020, e Fausto Desalu, oro nella staffetta 4×100 metri nella stessa edizione. Una partecipazione che ha rafforzato il messaggio dell’accordo: i valori che portano sul podio sono gli stessi che guidano la sfida della sostenibilità ambientale. "Siamo molto contenti di questo accordo - ha affermato il presidente di Conai, Ignazio Capuano -. Il protocollo prevede la stesura di alcune linee guida che serviranno alla gestione dei grandi eventi dal punto di vista di recupero e riciclo degli imballaggi. Nasce dall'esperienza che abbiamo fatto insieme a Milano-Cortina e da qui vengono fuori quelle che sono delle linee guida di comportamento". L’intesa introduce un elemento di innovazione: la definizione di linee guida per la gestione sostenibile degli eventi sportivi, con particolare attenzione alla corretta raccolta differenziata e alla valorizzazione di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, bioplastica compostabile e vetro. L'obiettivo è la costruzione di un modello nazionale capace di orientare federazioni, società sportive e organizzatori verso standard ambientali sempre più elevati, così da far entrare stabilmente la sostenibilità ambientale nello sport. "Il rispetto delle regole significa anche rispetto per l'ambiente e per le future generazioni". L’Italia "ha già superato il 76,7% di riciclo degli imballaggi: è un risultato che ci pone oltre gli obiettivi europei - ha poi aggiunto -. Ma la sostenibilità non può fermarsi alle nostre case. Fare bene la raccolta differenziata domestica è fondamentale, ma dobbiamo prestare la stessa attenzione anche quando siamo sugli spalti, nei palazzetti, durante i grandi eventi che coinvolgono milioni di persone. È lì che si misura la maturità ambientale di un Paese: ogni manifestazione può diventare un esempio concreto di economia circolare". Una scelta di visione, quindi, che guarda al futuro del sistema Paese e affida allo sport un ruolo centrale nella tutela del Pianeta. "Lo sport mi ha insegnato che ogni gesto, dentro e fuori dalla competizione, ha un peso - ha commentato Valentina Rodini, canottiera -. Oggi, contribuire a portare la sostenibilità negli spazi sportivi significa trasformare abitudini in opportunità concrete per proteggere l’ambiente che ci ospita". "Essere qui è un onore e una responsabilità - ha aggiunto Fausto Desalu, velocista -. Lo sport può educare, ispirare e diventare un esempio reale di attenzione per l’ambiente e per chi verrà dopo di noi".