(Adnkronos) - Comitato Camere Penali per il Sì e Unione delle Camere Penali Italiane oggi sabato 14 marzo in piazza Santi Apostoli, a Roma, per la manifestazione per il Sì al referendum sulla riforma della giustizia. “Credo che questa sia un'occasione straordinaria: è un voto per il nostro Paese davvero decisivo - ha affermato ai giornalisti Francesco Petrelli, presidente dello stesso Comitato e dell’Unione delle Camere penali - I cittadini devono, con il loro voto, dirci se vogliono avere una giustizia più giusta, una giustizia più trasparente, un giudice finalmente terzo come è scritto nell'articolo 111 della nostra Costituzione, decisioni più autorevoli e soprattutto una magistratura finalmente libera dalla politica”. “I penalisti italiani avevano sin dall'inizio rappresentato il rischio che un voto, che doveva e dovrà essere sul merito della riforma, potesse invece divenire ostaggio di una politicizzazione, di un tifo da stadio al quale purtroppo abbiamo assistito”, ha detto Petrelli. “Noi penalisti abbiamo fatto un lavoro diverso - ha continuato - siamo stati nelle strade e nelle piazze, come stiamo facendo ora, vicino ai cittadini e ci siamo impegnati nello spiegare il perché questa riforma è importante per il Paese lasciando perdere gli slogan della politica”. “Noi - ha concluso - ci siamo sottratti al tifo da stadio e siamo stati presenti come oggi in tutte le piazze e le strade del Paese, vicini ai cittadini, proprio per spiegargli il significato di questa riforma e quali sono i motivi per i quali occorre votare sì”. Alla manifestazione è intervenuto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. “Perché il magistrato quanto entra in udienza indossa una toga larga, lunga e nera? Perché quando va in udienza è la giustizia e la giustizia non ha colori non solo di abito, ma neanche ideologici né politici - ha detto Mantovano - La declinazione in Costituzione della toga nera, lunga, larga è in due parole: autonomia e indipendenza della magistratura; queste due parole vengono confermate e rafforzate dalla riforma sulla quale i cittadini sono chiamati ad esprimersi”. “E vengono confermate non solo verso l’esterno ma anche - e questa è la novità - verso l’interno perché l’autonomia e l’indipendenza sono minacciate dal meccanismo delle correnti”, ha continuato. “Questa riforma non realizza, come leggiamo su qualche striscione, la subordinazione della giustizia alla politica - ha proseguito Mantovano- ma l’esatto contrario e si tradurrà nella autentica liberazione dei magistrati da questa morsa che li attanaglia nella loro progressione in carriera e in una sorta di omogeneizzazione al ribasso. Sono tanti i magistrati che lavorano sette giorni su sette, dodici ore al giorno, spesso saltando i fine settimana e qualche giorno di vacanza e non è giusto che vengano sopravanzati in virtù del vincolo correntizio da chi non lavora neanche dodici ore al mese”. Anche alcuni magistrati per il Sì sono intervenuti alla manifestazione a Roma. Presenti anche esponenti politici, tra gli altri hanno preso la parola il deputato Roberto Giachetti (Iv) e l'ex parlamentare Stefano Ceccanti.
(Adnkronos) - "I recenti dati Istat che vedono l’export italiano in crescita, nonostante una situazione geopolitica complessa, sono il segno tangibile della tenuta del nostro sistema produttivo e della capacità di aprirsi a nuovi mercati, grazie anche a una leva strategica irrinunciabile come il sistema fieristico, di cui gli allestitori sono partner strategici. Contribuire alla valorizzazione e al potenziamento dell’export, all'interno di un quadro di regole chiare, è l’obiettivo che da sempre il comparto degli allestitori persegue". E' quanto sottolinea Asal Assoallestimenti in una nota. “Rappresentiamo un patrimonio di competenze specialistiche che contribuisce in modo concreto alla valorizzazione del Made in Italy e delle aziende del legno-arredo sui mercati internazionali. È quindi auspicabile che l’intera filiera rafforzi un confronto costruttivo volto a garantire all’interno dei quartieri fieristici condizioni operative eque, trasparenti e orientate alla competitività, onde evitare di mettere in ginocchio un comparto con delle attività operative e commerciali non concorrenziali: è interesse del Paese, oltre che delle centinaia di imprese che realizzano allestimenti. Garantire regole chiare e aperte alla concorrenza è l’obbligo che chiediamo al Governo di perseguire", spiega il presidente di Asal Assoallestimenti, Marco Fogarolo. “Gli allestitori - spiega Asal – sono infatti fermi nel sostenere che azioni e prassi che mirano a soffocare la libera concorrenza e il libero mercato devono e dovranno essere evitate perché, oltre a rischiare di generare una profonda crisi per il nostro settore, finiranno anche per indebolire le basi per la crescita dell'export italiano”. “Il recente ingresso diretto dei quartieri fieristici nel mercato degli allestimenti sta infatti determinando un’evoluzione significativa dello scenario competitivo. Riteniamo pertanto necessario garantire con chiarezza il principio della piena e corretta concorrenza, a tutela delle imprese e della qualità complessiva del sistema fieristico: questo l’impegno che chiediamo al Governo e alle istituzioni. Prevenire situazioni di evidente criticità significa non solo tutelare la qualità e l’efficienza dell’intero comparto, ma - conclude Fogarolo - anche di tutti gli espositori che affidano loro la realizzazione di un progetto che va ben oltre la mera dimensione tecnica, oggi ma ancor più domani”. "Preservare un equilibrio complessivo, all’interno di un sistema di trasparenza e di reale concorrenza, è fondamentale affinché il settore degli allestimenti possa sentirsi ancora protagonista, al fianco delle imprese, nel rappresentare al meglio il 'bello e il ben fatto' che è la forza della nostra penetrazione dei mercati, in linea anche con gli obiettivi 2027 del Governo. Ampia disponibilità - conclude la nota - da parte degli allestitori a dialogare, attraverso FederlegnoArredo che ci rappresenta, in maniera costruttiva con tutti gli attori coinvolti, affinché il settore degli allestitori possa trovare nuovo slancio e forza in un reale modello di concorrenza libera che tenga anche tra le sue finalità la sicurezza del lavoro e delle sue professionalità”.
(Adnkronos) - “L'Italia è un Paese emergente dopo il fenomeno della saturazione dei Flapd europei, gli hub di Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi, Dublino dedicati ai data center”. A dirlo, in occasione di Key – The Energy Transition Expo a Rimini, è Virginia Canazza, esperta di Data Center e partner di Key To Energy, advisory firm specializzata nella consulenza relativa alle attività della filiera dell’energia. (VIDEO) La kermesse, in svolgimento fino al 6 marzo nei padiglioni della fiera di Rimini e firmata Ieg - Italian Exhibition Group, si conferma punto di riferimento per gli attori della transizione energetica in Europa, Africa e nel bacino del Mediterraneo. “Il tasso di crescita dei data center è sostenuto, circa il 16-20% all'anno, con il 68% concentrato in Lombardia, in particolare nell’area di Milano - prosegue - Ad oggi, i consumi sono pari a circa 4,5 Twh, corrispondenti a circa un gigawatt di potenza elettrica installata e 600 megawatt di potenza It. Il trend di crescita potrà essere ancora più sostenuto nel prossimo futuro, arrivando a richiedere una copertura energetica da due a quattro volte superiore all’attuale fabbisogno entro il 2030. Circa 1,6 gigawatt di nuovi progetti, guardando alla pipeline di quelli in fase avanzata di sviluppo, potranno essere operativi entro il 2028-2029. Il trend di crescita italiano relativo ai data center” pone il Paese in una condizione di competitività “rispetto ai trend monitorabili a livello europeo e globale”. Nata nel 2007 per supportare partner pubblici e privati nel percorso di evoluzione del sistema energetico, nell’attuazione delle scelte, nel monitoraggio dei risultati e nel rispetto dei principali indicatori di sostenibilità, Key to Energy ha da allora realizzato oltre 1.000 progetti, per un totale di 40.000 MW e un controvalore di 20 miliardi di euro, collaborando con i principali attori industriali e finanziari del settore energetico. Sostenuta da una profonda conoscenza delle dinamiche aziendali e di mercato; l'advisory firm è in grado di sviluppare soluzioni tailor-made ad alto valore aggiunto, progettate per ottimizzare l’efficienza energetica, valorizzare le energie rinnovabili e mitigare i rischi. “I data center, come grandi centri di consumo che stanno evolvendo verso dimensioni sempre maggiori con una velocità di sviluppo che va accentuandosi, vedono l'energia come un asset strategico - spiega - Sono molteplici le opzioni per un approvvigionamento energetico nel mercato italiano che siano competitive e sostenibili e che possano anche mitigare l'esposizione a una sempre crescente volatilità dei mercati - precisa - Ci sono strumenti patrimoniali basati sull'acquisizione e la proprietà di asset di generazione per coprire i propri consumi ma sono disponibili anche schemi commerciali che, attraverso contratti di medio-lungo termine, possono mitigare l'esposizione al rischio del mercato”. Quando “i centri di consumo si sviluppano con una velocità maggiore di quello che è l'adeguamento infrastrutturale del sistema, si pongono delle tematiche relative alla necessità di uno stretto coordinamento” volto all’integrazione delle reti esistenti con “quelle della transizione energetica, e quindi delle rinnovabili - conclude - e con questa nuova componente di domanda. Per massimizzare i benefici, l’evoluzione e l'integrazione progressiva e sostenibile devono basarsi su un approccio sinergico”.