INFORMAZIONIFederica TestorioSave the Children Italia No profit Civili ed Umanitarie Ruolo: Head of Volunteering Unit Area: Corporate Social Responsibility Federica TestorioChi è: Head of Volunteering Unit |
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(Adnkronos) - Carlo Calenda attacca Giuseppe Conte ed Elly Schlein. "Sta crollando il mondo. Lo stretto di Hormuz è bloccato, Trump mette a ferro e fuoco il Medio Oriente mentre annuncia un nuovo round di dazi verso l'Ue. E noi stiamo qui a discutere come neanche all'asilo Mariuccia tra maggioranza e opposizione su chi chiama per primo. È un battibecco indecoroso: sediamoci a un tavolo e siamo seri", ha detto intervistato da Il Messaggero. "Una roba che neanche al liceo", ha sbuttato il leader di Azione, commentando il 'dialogo' Schlein-Meloni. Calenda apprezza l'iniziativa di Meloni: "È un segnale di normalizzazione della politica in un momento di crisi internazionale. In tutti i Paesi democratici avanzati dove non c'è la lotta contro il nemico ma un confronto con l'avversario, in caso di momenti drammatici come quello che stiamo vivendo, con due guerre vicine e uno shock petrolifero in corso, il dovere dell'opposizione è quello di dialogare con la maggioranza". "Dire no, non ci sediamo al tavolo è folle. Un autogol clamoroso. Che dimostra che chi comanda nel campo largo è Giuseppe Conte, e che non hanno il senso della responsabilità istituzionale", conclude. Giuseppe Conte, ospite di SkyTg24, ha criticato Meloni e spiegato il suo no al tavolo a Chigi proposto dalla premier Meloni. "Quando si tratta dell'interesse del paese, non ci deve essere maggioranza e opposizione, per questo abbiamo chiamato la Meloni subito in Parlamento, per le vie brevi lo scambio è sempre continuato, Crosetto ci aveva avvertito dell'attacco a Erbil", ha detto Conte. "Io vado a Chigi sul presupposto che ci sia una condivisione poitica su alcuni punti, ma qual è" questa condivisione "se Meloni viene in Parlamento e non riesce a condannare un'azione in violazione del diritto internazionale di Usa e Israele", ha spiegato il leader del Movimento 5 stelle, "E' sostanza politica, non polemica, lei continua a difendere un genocida come Netanyahu. Passerelle lì non vengo a farle, cara Giorgia Meloni".
(Adnkronos) - Il coordinatore giovani tributaristi Int, Jacopo Pettine, previo confronto con i due vice coordinatori Desideria Micciulla e Giovanni Malinconico, ha scritto al ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, per presentare il rinnovato Coordinamento nazionale giovani tributaristi Int, ma anche per porre due prime problematiche che gravano maggiormente sui giovani professionisti, che all’inizio dell’attività non possono contare su studi strutturati. La prima riguarda le spese di formazione, che i professionisti sono obbligati ad affrontare, ne viene richiesta la deducibilità, per i giovani under 35, anche in regime forfettario, dopo aver esposto una proposta emendativa alla Legge 190/2014 che norma il regime agevolato, Pettine scrive: “L’attuale disciplina del regime forfettario, basata su coefficienti di redditività, non consente la deduzione analitica dei costi, penalizzando in particolare i giovani tributaristi che devono sostenere investimenti significativi in formazione obbligatoria e aggiornamento continuo. La proposta mira a rendere il sistema più equo, incentivando la crescita professionale e la qualità delle prestazioni, senza alterare l’impianto semplificato del regime". La seconda problematica, riguarda un tema già affrontato dall’ Istituto Nazionale Tributaristi e dalle maggiori confederazioni delle associazioni professionali ex lege 4/2013, la tutela del professionista tramite la sospensione dei termini relativi agli adempimenti professionali in caso di malattia, infortunio, maternità e malattia dei figli minori, art. 1 commi da 927 a 944 della Legge 234/2021. Tutela che a tutt’oggi riguarda esclusivamente il mondo ordinistico e non anche quello associativo, si legge nella lettera del Coordinatore: “ La norma, pur condivisibile nelle finalità, è fortemente discriminatoria perché esclude gli oltre 500 mila professionisti di cui alla L.4/2013 iscritti alla gestione separata Inps, riferendosi esclusivamente ai professionisti iscritti in albi. Tale esclusione configura una evidente disparità di trattamento su un tema delicatissimo quale la tutela del professionista in stato di malattia o infortunio. Il nostro ordinamento, dal 2013, riconosce formalmente due macro-aree del sistema professionale: quella ordinistica e quella disciplinata dalla Legge 4/2013. Non appare coerente che interventi legislativi in materia di tutela sociale ignorino il settore associativo". Anche in questo caso viene presentata una proposta emendativa che cancellerebbe la discriminazione rispristinando l’equità. Si legge infatti nella lettera dei Giovani tributaristi Int: “ Tale modifica eliminerebbe l’attuale disparità e ristabilirebbe un principio fondamentale: la tutela in caso di malattia, infortunio o maternità a rischio non può essere condizionata dalla natura ordinistica o associativa dell’attività professionale esercitata. Il diritto alla salute e la dignità del lavoro autonomo non possono conoscere gerarchie, Signor Ministro, queste proposte non rappresentano rivendicazioni settoriali, bensì interventi di equità sistemica, coerenti con i principi costituzionali di uguaglianza, tutela della salute e libertà di iniziativa economica. Sono misure che incidono concretamente sulla vita dei professionisti e in particolare dei giovani professionisti con studi meno strutturati, sulla sostenibilità di tutto il lavoro autonomo professionale e che possono rafforzare la credibilità delle istituzioni verso una generazione che chiede pari diritti e pari opportunità". I Giovani Tributaristi Int che hanno altre iniziative in cantiere, hanno voluto focalizzarsi su due specifiche problematiche ricevendo il plauso del Presidente nazionale Riccardo Alemanno e del consigliere delegato ai rapporti con i giovani tributaristi Alessandro Della Marra, hanno ribadito al ministro Abodi, la piena disponibilità a fornire ogni contributo tecnico utile al superamento delle criticità evidenziate.
(Adnkronos) - “Biae è la prima banca interamente focalizzata nel settore delle energie alternative e della transizione energetica ed ecologica. Siamo controllati al 100% da Banca del Fucino e tutte le nostre iniziative mirano a sostenere la transizione”. Così Carlo Cavallero, Direttore Generale della Banca Italiana per l'Ambiente e per l'Energia, illustra il core business di Biae nata a ottobre 2025 e per la prima volta al Key - The Energy Transition Expo, l’evento di riferimento per la transizione energetica in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo, organizzato da Italian Exhibition Group (Ieg), dal 4 al 6 marzo, presso la Fiera di Rimini. (Video) “È per noi un grande piacere essere a Key - afferma Cavallero - Vogliamo comunicare alle aziende che rappresentiamo il loro supporto per ogni necessità legata al mondo dell'energia. Assistiamo sia le imprese che realizzano impianti, sia quelle che si occupano di sviluppo: vogliamo essere protagonisti in questo settore affiancando tutti gli operatori”. Il dg si sofferma poi sulla struttura di Biae. “Sono due le direzioni: la direzione Green Lending, che eroga prodotti e servizi tipicamente bancari come finanziamenti e linee di liquidità, e la direzione Green Advisory. In quest'ultima - spiega - offriamo servizi di consulenza e siamo in grado di accompagnare le imprese nei loro investimenti, aiutandole, ad esempio, a trovare partner o acquirenti, o rispondendo a qualsiasi altra esigenza legata al mercato dell'energia”.