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Federico II
Università degli Studi di Napoli Federico II Università Ruolo: HR Business Partner Area: Human Resource Management Fabiana Di PietroChi è: Supporto Risorse Umane |
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(Adnkronos) - Una colazione abbondante è fa bene al cuore, la qualità del cibo scelto per il primo pasto della giornata è fondamentale. Ad accendere i riflettori sul breakfast e sul suo effetto benefico per la salute del cuore è uno studio pubblicato sul Journal of Nutrition, Health and Aging. "La colazione è il pasto più importante della giornata, ma cosa e come si mangia è importante", dice il professor Alvaro Hernaez, ricercatore presso il CIBER (Centro de investigación Biomédica en Red) per le Malattie Cardiovascolari dell'Istituto di Ricerca dell'Hospital del Mar in Spagna. "Mangiare quantità controllate – né troppo né troppo poco – e garantire una buona composizione a livello di nutrienti è fondamentale. I nostri dati dimostrano che la qualità è associata a migliori risultati in termini di fattori di rischio cardiovascolare. Fare colazione è importante tanto quanto farla di qualità", aggiunge. I ricercatori hanno esaminato l'apporto calorico della colazione in rapporto a quello complessivo della giornata, con particolare attenzione alla qualità dei pasti in termini di proteine, grassi, fibre e altri nutrienti. Una persona che assume una quantità adeguata di calorie e lo fa attraverso cibi di alta qualità ha un rischio più basso di patologie cardiovascolari. Lo studio ha preso in considerazione i dati relativi a 383 persone coinvolte nel progetto PREDIMED-Plus, uno studio clinico randomizzato che ha confrontato gli effetti di una dieta mediterranea e di un'attività fisica regolare abbinata a indicazioni dietetiche. I partecipanti avevano un'età compresa tra 55 e 75 anni ed erano classificati come sovrappeso o obesi. Presentavano inoltre almeno tre criteri per la sindrome metabolica, un gruppo di cinque fattori di rischio che possono aumentare il rischio di malattie cardiache, diabete e ictus. I partecipanti sono stati seguiti per tre anni, con monitoraggi eseguiti all'inizio della ricerca e poi dopo 24 e 36 mesi. I soggetti sono stati divisi in 3 gruppi: persone che assumevano meno del 20% dell'apporto energetico giornaliero a colazione; persone che assumevano dal 20% al 30% dell'apporto energetico giornaliero a colazione; persone oltre la soglia del 30%. Chi consumava dal 20% al 30% dell'apporto energetico complessivo a colazione presentava un indice di massa corporea (Bmi) inferiore del 2-3% rispetto ai partecipanti che consumavano meno del 20% o più del 30% a colazione. Gli individui collocati nella fascia 20-30%, inoltre, presentavano anche circonferenza vita inferiore del 2% al 4%, riduzione dei livelli di trigliceridi dal 9% al 18% e aumento del livello del colesterolo buono HDL dal 4% all'8%. Per chi, ad esempio, assume circa 2500 calorie al giorno, la colazione deve assestarsi nella soglia 500-800 calorie circa. Tali dati confermano la linea evidenziata da altri studi che, già dal 2017, suggerivano che le persone abituate a considerare la colazione il pasto più abbondante della giornata avevano maggiori probabilità di perdere peso rispetto a coloro che saltavano la colazione o consumavano pasti più leggeri al mattino. La quantità di cibo ha una rilevanza, ma l'altro pilastro è rappresentato dalla qualità. Nel nuovo studio, i ricercatori hanno definito una colazione di qualità come un pasto che include quantità adeguate di proteine, grassi di alto valore, fibre e minerali come potassio e ferro. Bassi, o bassissimi, zuccheri aggiunti e grassi saturi. Quindi, un menù corretto per iniziare la giornata? Gli studiosi consigliano di consumare cereali integrali, come fiocchi d'avena, oppure toast con avocado o uova, insieme alla frutta.
(Adnkronos) - “L’esperienza mi ha insegnato che, se miglioriamo le condizioni professionali e familiari delle donne, miglioriamo la vita di tutti e di tutte. Mettere le donne nelle condizioni di esprimere i propri talenti significa far crescere l’intera società. Può accadere oggi, se sapremo trasformare le riflessioni in azioni concrete”. Con queste parole Diana De Marchi, Consigliera delegata alle Politiche del Lavoro, Politiche Sociali, Pari opportunità della Città metropolitana di Milano, è intervenuta oggi nel capoluogo lombardo all’evento promosso dall’Ordine degli ingegneri della Provincia meneghina, 'Progetto donna’. “Il tema delle politiche di genere è per noi un impegno costante che attraversa tutte le azioni, anche amministrative, della nostra Città metropolitana - afferma De Marchi - Per questo è fondamentale poter contare su più visioni, più strumenti e più competenze che ci aiutino a capire come lavorare meglio”. “Sono cresciuta con l’idea che non esistano limiti invalicabili - racconta - ma anche con la consapevolezza che per affermarsi bisogna impegnarsi il doppio. La libertà delle donne passa da molte strade: attraversa ambiti diversi e incrocia le vite di ciascuna di noi - dice - Spesso dimentichiamo che le grandi conquiste nascono da donne fragili, determinate, capaci di aprire strade nuove. Donne che hanno lottato, studiato, lavorato, costruito competenze e cambiato il destino di un territorio - ricorda - Oggi siamo qui per far crescere la nostra città, il nostro Paese e, nel nostro piccolo, il mondo. Dobbiamo portare ovunque le nostre competenze. Sappiamo farlo. E abbiamo il dovere di farlo”, conclude.
(Adnkronos) - In occasione della XXII Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili, Barilla rinnova la propria adesione a 'M’Illumino di Meno', l’iniziativa simbolo dell’impegno condiviso per un uso più consapevole dell’energia. Anche quest’anno - spiega l'azienda in una nota - il Gruppo spegnerà le luci della sede di Pedrignano (PR), a testimonianza di un’attenzione concreta verso l’efficienza energetica e la riduzione dell’impatto ambientale. Un gesto simbolico che riflette un impegno strutturale e di lungo periodo. Per Barilla, infatti, la sostenibilità energetica rappresenta una leva strategica del proprio modello industriale. Guardando al futuro, il Gruppo ha fissato un obiettivo chiaro: raggiungere entro il 2030 una potenza installata di 24 MW per l’auto-produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, contribuendo in modo significativo alla transizione energetica e al rafforzamento della resilienza industriale. Per rendere concreta questa visione, nel 2024 Barilla ha avviato l’Energy&Water Plan, un piano dedicato agli stabilimenti produttivi che prevede 168 milioni di euro di investimenti cumulati entro il 2030. Il piano è focalizzato su tre ambiti principali: efficientamento energetico dei processi industriali, gestione più sostenibile delle risorse idriche e sviluppo di impianti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Presente in oltre 100 Paesi con 30 siti produttivi nel mondo, Barilla considera l’uso sostenibile delle risorse energetiche una priorità strategica, promuovendo una cultura diffusa dell’efficienza energetica integrata nei processi industriali e nelle scelte di investimento. Per garantire un miglioramento continuo delle prestazioni energetiche, il Gruppo ha adottato il Sistema di Gestione dell’Energia conforme alla norma UNI EN ISO 50001, oggi diffuso in 25 stabilimenti certificati, comprendenti tutti i siti produttivi europei. Nel 2024 hanno inoltre completato il percorso di prima certificazione lo stabilimento di Muggia (Trieste), l’Head Quarter della Francia a Parigi e gli uffici di Châteauroux. Il pastificio di Parma è soggetto all’Emissions Trading Scheme (Ets), con consumi ed emissioni di CO2 verificati e certificati da enti terzi. Questo approccio strutturato si traduce nel progetto Esp - Energy Saving Program, attivo dal 2004, che favorisce la condivisione delle migliori soluzioni tecnologiche e gestionali per l’ottimizzazione delle performance energetiche. Parallelamente, Barilla ha incrementato l’utilizzo di energia elettrica da fonti rinnovabili, grazie alle Garanzie di Origine (GO), coprendo interamente numerosi marchi del Gruppo. Nel 2024 il Gruppo ha investito circa 10,5 milioni di euro in interventi legati all’energia, tra efficientamento, revamping degli impianti di trigenerazione e nuove installazioni per l’autoproduzione da fonti rinnovabili. Nei pastifici italiani sono attivi impianti di trigenerazione ad alto rendimento, che migliorano l’efficienza complessiva e riducono l’impiego di combustibili fossili. A supporto di queste azioni, Barilla continua a investire nella formazione delle persone, diffondendo pratiche operative orientate alla riduzione dei consumi energetici. Negli ultimi due anni, poi, il Gruppo ha triplicato la potenza installata di impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia elettrica rinnovabile nei propri siti produttivi italiani e prevede di triplicarla nuovamente entro il 2026, raggiungendo quasi 9 MWp di potenza installata. Oggi tutte le fornerie italiane Barilla utilizzano il 100% di energia elettrica da fonte rinnovabile, acquistata con Garanzie di Origine o autoprodotta. Un impegno che coinvolge in particolare Mulino Bianco, che da oltre cinque anni utilizza esclusivamente energia idroelettrica prodotta dall’impianto alimentato dal Lago di Resia, come indicato dal logo dedicato sulle confezioni. Tra gli esempi più significativi, lo stabilimento di produzione sughi di Rubbiano (PR): l’impianto fotovoltaico installato nel 2024 consente, nel periodo estivo caratterizzato dal picco produttivo dei Pesti al basilico, di coprire il fabbisogno energetico di circa un giorno di produzione a settimana grazie all’energia rinnovabile autoprodotta.