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(Adnkronos) - 'Rigenerare per crescere', un progetto concreto di agricoltura rigenerativa calato nella realtà vitivinicola: al centro di questo percorso le aziende agricole e i partner che hanno scelto di lavorare con Bayer, mettendo in comune competenze, esperienza e visione per accelerare la transizione verso pratiche rigenerative. Nel corso dell’evento 'Rigenerare per crescere', che si è svolto oggi nell’Auditorium di San Patrignano, sono state presentate le esperienze della campagna viticola 2025, primo anno dell’iniziativa, insieme agli obiettivi per il 2026, in un contesto vitivinicolo sempre più sfidante. Il settore, infatti, è chiamato a confrontarsi con gli effetti dei cambiamenti climatici, l’evoluzione di patogeni e parassiti, l’alterazione dei cicli fenologici della vite, l’attuale quadro normativo stringente e una crescente attenzione del mercato verso produzioni realizzate nel rispetto dell’ambiente. 'Rigenerare per crescere' coinvolge aziende partner in Piemonte, Toscana e Veneto ed integra pratiche agronomiche implementate dalle aziende agricole, soluzioni innovative per la protezione delle colture e sistemi digitali di supporto alle decisioni (Dss). A queste attività si affiancano monitoraggi specifici della biodiversità, oltre ad azioni di comunicazione volte a diffondere conoscenza e favorire un cambiamento lungo la filiera. “Per Bayer l’agricoltura rigenerativa è un modello di produzione basato sul raggiungimento di risultati chiave" tra cui “aumento della resa e miglioramento della produttività, miglioramento del benessere socio-economico di agricoltori e comunità, miglioramento della salute del suolo, mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, tutela e ripristino della biodiversità, conservazione delle risorse idriche. All’interno di questa cornice si sviluppa il progetto 'Rigenerare per crescere'", afferma Greta Pignata, Communications & Regenerative Agriculture Expert Bayer Crop Science Italia. Durante il talk dedicato alle esperienze in campo, i rappresentanti delle quattro aziende coinvolte nel progetto - San Felice, Marcello del Majno, Fontanafredda e Montaribaldi - hanno condiviso il percorso intrapreso nel 2025. Affiancati dagli esperti Bayer, hanno raccontato come l’approccio rigenerativo si traduca concretamente nella gestione dei vigneti attraverso pratiche come ad esempio l’inerbimento permanente, la riduzione delle lavorazioni e del compattamento del suolo, il mantenimento di aree boschive, l’adozione di soluzioni innovative e sostenibili per la protezione delle colture, l’impiego di modelli previsionali per supportare decisioni fitosanitarie e un approccio sempre più orientato alla tutela delle comunità. “San Felice è tra le realtà pioniere della viticoltura sostenibile in Toscana e partecipa attivamente a network internazionali dedicati alla viticoltura rigenerativa. Da tempo lavora sul recupero della fertilità dei suoli e sulla tutela della biodiversità”, sottolinea Carlo De Biasi, direttore generale San Felice. Alberto Fregonese, direttore tecnico Marcello del Majno, evidenzia i risultati ottenuti: "Il legame con la comunità locale è uno degli elementi centrali del nostro percorso aziendale. Questo progetto di viticoltura rigenerativa consente di gestire in modo strutturato l’incremento della biodiversità e, grazie all’uso integrato di agrofarmaci innovativi e strumenti digitali, di preservare la qualità delle uve ottimizzando gli input, con ricadute positive in termini di efficienza economica e rapporto con il territorio". “La viticoltura rigenerativa inserita nel contesto biologico in cui noi operiamo richiede soluzioni pienamente compatibili con questo approccio. L’impiego della confusione sessuale per la gestione della Lobesia botrana, ad esempio, ha consentito di mantenere la qualità delle produzioni, riducendo il calpestamento del terreno, favorendo l’entomofauna utile e riducendo l’uso di acqua per i trattamenti insetticidi, con benefici concreti per suolo e ambiente”, spiega Alberto Grasso, direttore tecnico e responsabile agronomico Casa Emanuele di Mirafiore - Fontanafredda. Infine, Sergio Belmonte, direttore tecnico Vigna e Cantina Montaribaldi, conclude: "L’utilizzo del digitale per il monitoraggio delle malattie, previsto dal progetto di collaborazione 'Rigenerare per crescere', ha reso più efficace la gestione della peronospora in un contesto di cambiamento climatico. L’ottimizzazione dei trattamenti ci ha consentito di ridurre gli impatti ambientali e i passaggi non necessari in vigneto, con benefici concreti su costi, efficienza e produttività"- Un approfondimento specifico è stato dedicato alla biodiversità. Dal 2025 Bayer Crop Science collabora con 3Bee, la naturetech specializzata nella misurazione, tutela e rigenerazione della biodiversità. All’interno del progetto 'Rigenerare per crescere' sono state integrate nelle quattro aziende partner analisi satellitari e parametri ambientali con il monitoraggio degli insetti impollinatori- tramite otto sensori IoT Spectrum, dispositivi bioacustici non invasivi sviluppati da XNatura - la divisione di Nature Intelligence di 3Bee. A queste attività si è aggiunta la definizione di Biodiversity Action Plan sitospecifici, utili a orientare possibili azioni di miglioramento. I primi dati raccolti mostrano condizioni ecologiche superiori rispetto al benchmark di mercato per tutti i vigneti coinvolti, confermando il valore delle pratiche rigenerative adottate e il ruolo della tecnologia come strumento di valutazione scientifica e replicabile. "La collaborazione con Bayer e le aziende vitivinicole nasce dalla consapevolezza che monitorare e preservare la biodiversità locale significa proteggere l'integrità del territorio e l’identità unica dei vini. In un momento in cui il settore agricolo è chiamato a misurarsi con le sfide del cambiamento climatico e della perdita di habitat, abbiamo implementato un approccio concreto e scientificamente fondato per comprendere, quantificare e migliorare il rapporto tra attività vitivinicola e natura", ha dichiarato Daniele Valiante, Agronomist & Biodiversity Strategist di 3Bee. Nella parte conclusiva dell’evento, Bayer ha illustrato gli sviluppi previsti per il 2026 del progetto: l’apertura del percorso a nuove aziende interessate alla viticoltura rigenerativa, il rafforzamento di strategie di difesa in ottica rigenerativa sulle principali avversità della vite associate alla misurazione di specifici Kpi oltre all’implementazione di attività di formazione.
(Adnkronos) - Sono oltre 3000 le donne tra le persone Barilla: professioniste, manager, tecniche di stabilimento, ricercatrici, responsabili di funzione che ogni giorno contribuiscono alla crescita del Gruppo in Italia e nel mondo. È da qui che prende forma l’impegno per la parità di genere, un percorso che nasce dentro l’azienda e si estende alle comunità attraverso le realtà con cui Barilla collabora da anni. In occasione della Giornata internazionale della donna (8 marzo), il Gruppo sceglie di raccontare questo impegno non solo attraverso politiche e risultati, ma anche attraverso le voci di tre donne che, collaborando con l’azienda, guidano il cambiamento ogni giorno: dalla lotta allo spreco alimentare all’impegno per l’inclusione sociale, fino alla formazione delle nuove generazioni. La promozione dell’equilibrio di genere è il risultato di un impegno pluriennale avviato già nel 2013, quando il Gruppo ha scelto di integrare i principi di fairness e inclusione nella propria governance, anticipando le successive evoluzioni normative europee in materia di trasparenza e parità salariale. Nel 2020, Barilla ha raggiunto la parità retributiva di genere per tutte le persone Barilla, eliminando ogni divario salariale non giustificato, e oggi conduce audit annuali sulla pay equity per garantire un monitoraggio costante e strutturato. Un traguardo che si affianca a una nuova global policy per il congedo di paternità e maternità, che garantisce a tutti i genitori del Gruppo almeno 12 settimane di congedo retribuito al 100%, indipendentemente dal genere, dallo stato civile e dall’orientamento sessuale, promuovendo una genitorialità realmente condivisa e contribuendo a ridurre il gender gap nel lungo periodo. I risultati sono visibili anche nei numeri: il 58% dei partecipanti al Talent accelerator program è composto da donne, a conferma dell’attenzione dedicata allo sviluppo delle future generazioni di leadership. In Italia, tre stabilimenti produttivi strategici del Gruppo - Castiglione delle Stiviere (MN), Novara e Melfi (PZ) - sono guidati da donne. Promuovere l’inclusione anche oltre il perimetro aziendale significa lavorare lungo tutta la catena del valore. Nasce in questa prospettiva la partnership strategica tra il Gruppo Barilla e Lead network (Leading executives advancing diversity), organizzazione no profit che sostiene l’avanzamento delle donne nel settore della vendita al dettaglio e dei beni di consumo in Europa. Formazione, mentoring sulla parità di genere, progetti condivisi e attivazione di capitoli locali: l’alleanza con Lead network punta a promuovere un ambiente di lavoro sempre più inclusivo, contribuendo a sostenere la crescita professionale delle donne nella vendita al dettaglio e dei beni di consumo in Europa. Il percorso DE&I di Barilla ha ottenuto nel tempo importanti riconoscimenti a livello internazionale. Nel 2021 è stata la prima azienda italiana ad aggiudicarsi il Catalyst award per le iniziative che hanno accelerato il progresso del ruolo delle donne sul posto di lavoro e rafforzato l’inclusione. Nel 2022 si è classificata al terzo posto tra le aziende alimentari agli European diversity leaders promossi dal Financial Times. Il 2024 segna inoltre il decimo anno consecutivo in cui Barilla negli Stati Uniti ottiene un punteggio di 100/100 nel Corporate equality index della Human rights campaign, che valuta il supporto alle persone LGBTQ+ nei luoghi di lavoro. Nello stesso anno l’azienda è stata inclusa nel Bloomberg gender-equality Index, riconosciuta come Top Employer in diversi Paesi dal Top Employers Institute e inserita tra le aziende più inclusive secondo Statista e Il Sole 24 Ore. Un percorso che non si esaurisce nelle policy e nei riconoscimenti, ma trova concretezza nelle realtà con cui Barilla collabora ogni giorno. Con la Fondazione Banco Alimentare ETS, Barilla è partner storico in un modello strutturato di recupero e redistribuzione delle eccedenze alimentari che, oltre ad essere una best practice, trasforma prodotti in aiuti alimentari per migliaia di persone fragili, attraverso una rete capillare di organizzazioni partner territoriali. “Barilla parla di cibo come gioia capace di unire le persone”, sottolinea Giuliana Malaguti, responsabile comunicazione della Fondazione Banco Alimentare. “Anche per noi il cibo è un dono capace di unire, di generare percorsi di inclusione sociale per tante persone in difficoltà e di rendere più resilienti le nostre comunità”. Con Fondazione Bullone, l’azienda sostiene progetti editoriali e percorsi di co-creazione: dalla newsletter sulla diversity & inclusion ai laboratori per una comunicazione sempre più inclusiva, offrendo ai giovani coinvolti strumenti professionali e occasioni di espressione autentica. “Con Barilla ci siamo trovati molto vicini nel modo di intendere il fare impresa e fare la differenza”, afferma Sofia Segre Reinach, direttrice generale della Fondazione Bullone. “Insieme non ci limitiamo a raccontare l’inclusione, ma cerchiamo di innovarla”. E accanto a Food Farm 4.0, il laboratorio che unisce scuola e impresa, Barilla ha messo a disposizione competenze manageriali, supporto progettuale e presenza diretta nella governance, contribuendo alla crescita di un modello formativo che prepara le nuove generazioni alle professioni dell’agroalimentare. “Non è scontato che un’azienda metta a disposizione i propri dirigenti e le proprie competenze per far crescere un progetto scolastico”, osserva Anna Rita Sicuri, dirigente scolastica dell’Isiss Galilei Bocchialini di Parma. “Se non ci fosse stato questo supporto, oggi non saremmo qui”.
(Adnkronos) - Abb conferma la presenza a Key - The Energy Transition Expo, il principale appuntamento italiano dedicato alle tecnologie per l’efficienza energetica, la digitalizzazione e l’elettrificazione. Dal 4 al 6 marzo, allo Stand 100 - Padiglione A1 presso il Rimini Expo Center, l’azienda presenta un portafoglio aggiornato di soluzioni pensate per supportare l’evoluzione dell’intera filiera dell’elettrificazione. All’offerta tecnologica si affianca un programma di formazione tecnica ricco e strutturato, con corsi sui temi più caldi e richiesti dal mercato destinati a impiantisti, progettisti, installatori e tecnici. Abb è fortemente impegnata nello sviluppo delle competenze, puntando su aggiornamento continuo e professionalità qualificate.