(Adnkronos) - Stati Uniti e Iran dicono sì alla tregua di 2 settimane, guerra congelata e lo Stretto di Hormuz viene riaperto. Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, annuncia per primo il sì alla proposta formulata dal premier del Pakistan, Shehbaz Sharif, mediatore determinante tra Washington e Teheran. A stretto giro, anche l'Iran ufficializza l'ok al cessate il fuoco. La Cnn, sulla base di informazioni fornite da una fonte della Casa Bianca, evidenzia che la tregua coinvolge anche Israele. I negoziati tra Usa e Iran per chiudere definitivamente la guerra, auspica Sharif, dovrebbero iniziare venerdì 10 aprile a Islamabad. La svolta arriva a meno di 2 ore dalla deadline fissata da Trump e dal prospettato 'attacco totale' alle centrali elettriche e alle infrastrutture energetiche della Repubblica islamica. Il countdown si ferma prima delle 2 del mattino italiane dell'8 aprile, il limite fissato dal numero 1 della Casa Bianca. La fumata bianca, seppur provvisoria, evita almeno per ora un'ulteriore escalation che per ore è apparsa inevitabile. Lo Stretto di Hormuz, determinante per il 20% del commercio mondiale di petrolio, verrà riaperto e la navigazione riprenderà. "Sulla base delle conversazioni avute con il primo ministro del Pakistan Shehbaz Sharif e con il generale Asim Munir, nelle quali mi è stato chiesto di sospendere l'invio di forze distruttive in Iran previsto per questa sera e a condizione che la Repubblica Islamica dell'Iran acconsenta all'apertura completa, immediata e sicura dello Stretto di Hormuz, accetto di sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l'Iran per un periodo di due settimane", scrive Trump specificando che "si tratterà di un cessate il fuoco bilaterale". "Il motivo di questa decisione è che abbiamo già raggiunto e superato tutti gli obiettivi militari e siamo a buon punto con un accordo definitivo riguardante la pace a lungo termine con l'Iran e la pace in Medio Oriente. Abbiamo ricevuto una proposta in 10 punti dall'Iran e riteniamo che sia una base praticabile su cui negoziare. E' stato raggiunto un accordo su quasi tutti i vari punti oggetto di contrasto in passato tra gli Stati Uniti e l'Iran, un periodo di due settimane consentirà di finalizzare e portare a compimento l'intesa", aggiunge. "A nome degli Stati Uniti d'America, in qualità di Presidente e anche in rappresentanza dei Paesi del Medio Oriente, è un onore vedere questo problema di lunga data vicino alla risoluzione", conclude Trump. "Se gli attacchi nei confronti dell'Iran cessano, le nostre potenti forze armate fermeranno le operazioni difensive", dice il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi. "Per un periodo di due settimane, sarà possibile il transito sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz in coordinamento con le forze armate dell'Iran e tenendo in considerazione limitazioni tecniche", aggiunge parlando a nome del Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale della Repubblica islamica. Araghchi fa riferimento alla "richiesta degli Stati Uniti di negoziati basati sulla loro proposta articolata in 15 punti" e cita "l'annuncio del presidente degli Stati Uniti in relazione all'accoglimento dello schema generale dei 10 punti proposti dall'Iran come base per le trattative". "Con la massima umiltà, sono lieto di annunciare che la Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti d'America, insieme ai loro alleati, hanno concordato un cessate il fuoco immediato ovunque, compreso il Libano, con effetto immediato", afferma il premier del Pakistan, Shehbaz Sharif. "Accolgo con grande favore questo gesto saggio ed esprimo la mia più profonda gratitudine ai leader di entrambi i Paesi, invitando le loro delegazioni a Islamabad venerdì 10 aprile 2026 per ulteriori negoziati volti a raggiungere un accordo definitivo per la risoluzione di tutte le controversie", aggiunge. "Entrambe le parti hanno dimostrato notevole saggezza e comprensione, rimanendo costruttivamente impegnate a promuovere la causa della pace e della stabilità. Ci auguriamo vivamente che i 'colloqui di Islamabad' portino a una pace duratura, desideriamo condividere altre buone notizie nei prossimi giorni", conclude. "Un'intera cività morirà per non tornare mai più", il messaggio con cui il presidente americano, nel corso della giornata cruciale, accende la miccia con un immediato effetto a catena. L'Iran interrompe ogni sforzo negoziale, anche se il dialogo non si arena totalmente. "Siamo pronti a tutti gli scenari", dice il primo vicepresidente iraniano Mohammad Reza Aref. "La sicurezza nazionale e la sostenibilità delle infrastrutture sono oggetto dei nostri calcoli precisi. Il governo ha finalizzato in dettaglio le misure necessarie per tutti gli scenari. Nessuna minaccia è al di fuori della nostra preparazione e capacità di intelligence", afferma mentre si moltiplicano le manifestazioni di sostegno simbolico della popolazione ai ponti e alle infrastrutture energetiche del Paese. Le autorità iraniane chiamano a raccolta "giovani, atleti, artisti, studenti e professori universitari", definiti "patrimonio essenziale" del Paese. La portavoce del governo iraniano, Fatemeh Mohajerani, definisce le minacce di Trump un "segno di ignoranza". "Mantenere la pace e la sicurezza dei cittadini è la priorità del governo, e le minacce non turberanno la calma pubblica. La porta del dialogo si apre con il rispetto. Il sentiero stretto delle minacce, della meschinità e dell’umiliazione non è una via d'accesso. Minacciare una 'civiltà' è, più che altro, un segno di ignoranza verso la storia di una nazione che ha ripetutamente superato le crisi e continua a resistere", afferma. Il muro contro muro sembra totale. "L'Iran deve sapere che abbiamo strumenti nel nostro arsenale che finora non abbiamo deciso di usare. Il presidente degli Stati Uniti può decidere di usarli e lo farà se gli iraniani non cambieranno la loro condotta", dice il vicepresidente americano JD Vance. Nelle sue parole, c'è chi legge un velato riferimento all'ipotesi di impiego di armi nucleari. Deve intervenire la Casa Bianca per bocciare l'interpretazione: "Non c’è letteralmente nulla in ciò che ha detto il vicepresidente che suggerisca una cosa del genere, branco di buffoni". Il Pakistan, mediatore tra Washington e Teheran nelle ultime settimane, va a caccia del jolly in extremis: "Affinché la diplomazia possa seguire il suo corso, chiedo vivamente al presidente Trump di prorogare il termine di due settimane. Il Pakistan, in tutta sincerità, chiede ai fratelli iraniani di aprire lo Stretto di Hormuz per un periodo corrispondente di due settimane, come gesto di buona volontà", l'appello del premier pakistano Sharif. La proposta al fotofinish produce l'esito auspicato: ultimatum congelato.
(Adnkronos) - Ospiti di rilievo nazionale per la terza giornata della terza edizione dell’Antonello Nigro Academy, il percorso di formazione dedicato a imprenditori e professionisti del territorio. Sul palco del SuperCinema di Latina sono intervenuti Valentina Vezzali, l’atleta più medagliata della storia olimpica italiana, e Flavio D’Ambrosi, Vice Questore della Polizia di Stato e presidente della Federazione Pugilistica Italiana. Al centro dell’incontro il tema della brand reputation e del personal brand, leve sempre più strategiche nel contesto professionale contemporaneo. La scelta degli ospiti – è stato sottolineato – risponde alla volontà di portare esempi concreti di identità costruite nel tempo con autorevolezza e coerenza, in ambito sportivo e istituzionale. Nel corso della giornata, D’Ambrosi ha inoltre presentato il volume “Lo Sport e la Costituzione Italiana”, un’opera dedicata al rapporto tra i valori dello sport e i principi fondanti della Repubblica. Giunta alla terza edizione, l’Antonello Nigro Academy conferma il proprio posizionamento come realtà di riferimento tra Latina e Frosinone nella formazione su crescita personale e professionale. Il percorso, articolato in 11 giornate a cadenza mensile, affronta temi che spaziano dal mindset alla leadership, dalla comunicazione alla vendita, fino alla gestione dello stress e all’intelligenza emotiva. Con oltre 460 iscritti complessivi, l’Academy registra una crescita costante e standard qualitativi in linea con i principali player nazionali del settore.
(Adnkronos) - Il 30 marzo 2026, la Commissione europea ha pubblicato le linee guida ufficiali per l’applicazione del Regolamento (Ue) 2025/40, meglio conosciuto come Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation). Questo documento arriva per fare chiarezza su una normativa che promette di cambiare radicalmente il modo in cui i prodotti vengono confezionati, venduti e smaltiti, con l’obiettivo di rendere tutti gli imballaggi riciclabili entro il 2030. Mentre il regolamento è già entrato formalmente in vigore l’11 febbraio 2025, le aziende e i consumatori hanno tempo fino al 12 agosto 2026 per farsi trovare pronti, data in cui le norme diventeranno pienamente operative. Sommario Il Ppwr è una legge europea che sostituisce le vecchie e frammentate direttive nazionali con un unico set di regole valide in tutta l’Unione. A differenza della legislazione precedente, il Ppwr interviene sull’intero ciclo di vita dell’imballaggio: dalla progettazione (per ridurre il peso e il volume) fino al suo fine vita (per garantirne il riciclo o il riutilizzo). Si applica a ogni tipo di materiale (plastica, carta, vetro, metallo) e a qualsiasi imballaggio immesso sul mercato UE, indipendentemente da dove sia stato prodotto. Il nuovo regolamento non è solo un elenco di restrizioni, ma apre la strada a benefici tangibili per la salute e l’ambiente: Addio alle “sostanze chimiche per sempre” (Pfas): dal 12 agosto 2026, scatta il divieto di immettere sul mercato imballaggi a contatto con alimenti che contengono Pfas oltre determinati limiti. Si tratta di una vittoria per la sicurezza alimentare, eliminando sostanze persistenti potenzialmente dannose per la salute umana. Etichette chiare e universali: entro l’agosto 2028, tutti gli imballaggi dovranno riportare etichette armonizzate basate su indicazioni semplici. Questo aiuterà i cittadini a fare una raccolta differenziata corretta senza dover interpretare simboli diversi tra un Paese e l’altro. Diritto al riutilizzo: il regolamento incoraggia i sistemi di ricarica e riuso. Ad esempio, le attività di asporto dovranno permettere ai clienti di portare i propri contenitori senza costi aggiuntivi. Riduzione degli sprechi: le aziende saranno obbligate a ridurre al minimo il peso e il volume delle confezioni, vietando stratificazioni inutili o “falsi fondi” pensati solo per far sembrare il prodotto più grande. La transizione verso l’economia circolare comporta però rischi e complessità che le imprese dovranno gestire con attenzione. Dal 1° gennaio 2030, gli imballaggi in plastica monouso molto comuni nei ristoranti, come le bustine di maionese, ketchup, senape e salsa barbecue, così come i flaconcini di shampoo negli hotel, saranno vietati. Per molti settori, questo significa dover cambiare totalmente il modello di business. Le aziende, inoltre, saranno chiamate a pagare contributi più stringenti per la gestione dei rifiuti (la cosiddetta Responsabilità estesa del produttore o Epr). Le nuove linee guida chiariscono la distinzione tra “fabbricante” (chi progetta l’imballaggio) e “produttore” (chi lo immette sul mercato), un passaggio fondamentale per stabilire chi deve pagare per il riciclo. Entro il 2029, gli Stati membri dovranno anche garantire la raccolta separata del 90% delle bottiglie di plastica e lattine di metallo, solitamente attraverso sistemi di deposito cauzionale. Questo richiederà grandi investimenti infrastrutturali e logistici per commercianti e produttori. Entro il 2030, infine, una parte significativa degli imballaggi per il trasporto (come i pallet) dovrà essere inserita in circuiti di riutilizzo. Se le infrastrutture di lavaggio e recupero non saranno pronte, il rischio è un aumento dei costi logistici. Uno degli obiettivi del Regolamento Ppwr è eliminare le barriere tra i vari mercati europei. Le linee guida ribadiscono che gli Stati membri non potranno impedire la vendita di imballaggi conformi al regolamento basandosi su norme nazionali aggiuntive. Il Ppwr rappresenta una sfida senza precedenti per l’industria degli imballaggi, pilastro dell’economia italiana. Se da un lato i rischi legati ai costi e alla riorganizzazione logistica sono significativi, la pubblicazione di queste linee guida offre finalmente la certezza giuridica necessaria per investire nell’innovazione. Il traguardo è ambizioso: un’Europa a emissioni zero entro il 2050, dove l’imballaggio smette di essere un rifiuto per diventare una risorsa.