(Adnkronos) - Massimo Lopez, lo spot Sip e Sanremo 2026: il rebus, e l'incrocio, è servito. E' diventato virale, scatenando migliaia di commenti sui social, tra sorpresa e nostalgia, lo storico spot Sip degli anni ’90 con Massimo Lopez, trasmesso ieri da tutte le reti tv generaliste italiane. Tra chi ha pensato di essere entrato nella macchina del tempo e chi ha raccontato quali ricordi di quegli anni lo spot d'annata gli aveva evocato, intorno alla insolita scelta di trasmettere una pubblicità di oltre 30 anni fa, ha acceso una enorme curiosità. E probabilmente l'intento era proprio quello. Secondo rumors insistenti, lo spot datato è sostanzialmente un teaser della nuova campagna che Tim lancerà da domani durante i giorni del festival di Sanremo 2026. Riproporre il celebre spot di "una telefonata allunga la vita" serve probabilmente a intercettare l'effetto nostalgia ma anche rievocare un momento in cui l'azienda di telecomunicazioni era percepita come sinonimo di innovazione e quotidianità. Insomma, non solo un’operazione amarcord ma una precisa strategia di posizionamento. In un mercato competitivo come quello delle telecomunicazioni, recuperare uno spot così simbolico e riconoscibile sicuramente può aiutare a rafforzare identità e continuità. Un'operazione, insomma, che trasforma il passato in leva di marketing attuale. Ufficialmente da Tim nessun commento ufficiale. Ma l'azienda conferma anche quest'anno, da main partner del festiva, il suo legame con il mondo della musica. Durante alcune serate, offrirà al pubblico del Teatro Ariston un momento speciale capace di coinvolgere tutti: grazie alle più avanzate tecnologie di intelligenza artificiale, racconterà e arricchirà con suggestioni visive le canzoni che hanno segnato la storia della musica italiana, eseguite dall’Orchestra di Sanremo. Presente a Sanremo anche il Tim AI Data Lab, l’hub digitale del Gruppo che utilizzerà Intelligenza Artificiale e tecnologie avanzate per analizzare in tempo reale il sentiment del pubblico sui social network, restituendo una fotografia immediata delle reazioni al Festival. Il Data Lab sarà ospitato nello store Tim di via Matteotti, a pochi passi dall’Ariston, dove per tutta la settimana, alcuni artisti in gara saranno protagonisti di esclusive video interviste raccontate sui social di Tim e di videochiamate con i clienti vincitori del concorso ‘Tim ti porta a Sanremo’. Torna anche il Premio Tim, assegnato all’artista più votato dal pubblico attraverso la pagina Instagram Tim Official e l’App My Tim. Il concorso consente di scegliere il proprio artista preferito tra i 30 Big in gara e di vivere in prima persona le emozioni del Festival. Il riconoscimento sarà consegnato sul palco dell’Ariston, durante la serata finale da Pietro Labriola, Amministratore Delegato di Tim. Tra le novità, anche il ‘People&Planet Lab’: lo spazio di Tim, ASviS - Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - e Rai Radio da cui, per tutta la settimana, le dirette radiofoniche di Caterpillar e Sportello Italia, i collegamenti e le dirette streaming daranno voce a storie e progetti che mostrano cosa cambia quando si passa dalle parole ai fatti. A partire da #RompiLaBolla, l’iniziativa con cui Tim promuove un uso più critico e consapevole del digitale attraverso video, incontri nelle scuole e webinar, per riconoscere i meccanismi che possono influenzare le nostre scelte. Verrà inoltre assegnato il ‘Premio People&Planet – Canzone Sostenibile’ al brano in gara a Sanremo con il testo più vicino ai temi ambientali e sociali.
(Adnkronos) - Il tema della parità di genere non riguarda solo "aspetti di equità sociale e politica ma anche la competitività del Paese. In un contesto che cambia radicalmente e che ci spinge verso una forte competizione - penso alla transizione digitale, a quella ambientale ma anche a quella geopolitica - avere talenti che non riescono a esprimere il proprio potenziale, anche dal punto di vista professionale, è un limite". Sono le parole di Carmelo Iannicelli, consigliere tesoriere dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano, partecipando all’evento 'Progetto Donna', promosso dall’Ordine professionale provinciale a Palazzo Isimbardi e dedicato al tema dell’equità di genere nelle professioni tecniche e scientifiche e al rafforzamento della presenza femminile nei ruoli tecnici e decisionali. "Proprio per questo, oggi abbiamo deciso di improntare la giornata con un approccio diverso -spiega- da una parte abbiamo il tema dell’alleanza, con le istituzioni e le aziende che interverranno, dall’altra parte portiamo invece elementi di consapevolezza, grazie alle esperienze che ascolteremo. E infine, una parte di misurazione e strumenti. Chiudiamo la giornata con un intervento specifico sugli strumenti per migliorare e aumentare l’autoconsapevolezza", conclude.
(Adnkronos) - Qualità, lotta all’evasione e sensibilizzazione sui temi dell’economia circolare. Queste le prossime sfide su cui si concentra il Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. L’economia circolare dell’olio usato in Italia funziona ma il Conou, che la gestisce, continua a guardare al futuro. “La battaglia della qualità è fondamentale: controllo dell'olio in ingresso, attraverso la verifica del rispetto di tutti parametri previsti (oggetto di interesse di altri Paesi perché è un sistema che copre tutti gli aspetti dei possibili inquinanti), e qualità in uscita. Le nostre basi rigenerate devono continuare ad essere allo stesso livello delle basi vergini, assolutamente intercambiabili. Se non c'è dietro uno standard tecnico dettagliato, la rigenerazione non significa niente”, spiega all’Adnkronos il presidente del Conou Riccardo Piunti. Guardando alla normativa europea, “oggi c’è un tema molto specifico che riguarda i regolamenti di controllo degli inquinanti persistenti. Nella filiera degli oli minerali abbiamo un inquinante, il Pcb, che, se rinvenuto al di sopra di una certa soglia, manda l'olio che lo contiene a distruzione. Ne troviamo molto poco dal momento che non si produce più da 40 anni e che si trova ormai solo nei piccoli trasformatori. Oggi, però, l'Europa sta cercando di inserire nel regolamento un limite molto più basso di quello attuale e noi ci stiamo battendo perché questo sia compatibile con il funzionamento della nostra filiera, magari attraverso una riduzione progressiva di tale soglia”. “L'altra sfida è il controllo dell'evasione del contributo ambientale, attraverso il quale vengono finanziate le nostre attività di raccolta e di rigenerazione: è fondamentale, quindi, che non ci sia evasione contributiva”, avverte Piunti. C’è poi il tema della comunicazione. “Noi vogliamo - sottolinea - che il modello consortile del Conou e, in generale, il modello consortile italiano per i rifiuti, sia conosciuto perché ci sono degli elementi che possono aiutare la realizzazione dell'economia circolare in tutti i Paesi, sia quelli più avanzati, come quelli europei, dove magari questo modello non è applicato allo stesso modo o non c'è, sia i Paesi più arretrati che devono mettere insieme un sistema per la raccolta dei rifiuti e in particolare dell'olio minerale usato”. C’è poi un aspetto sul quale si concentra l’attenzione del Consorzio. “Il sistema della raccolta nasce negli anni ‘50 con aziende di natura familiare: all'inizio erano veramente imprese piccole, c'era un signore con un motocarro e due fusti dietro che andava a raccogliere l'olio dai meccanici. Adesso le nostre 58 imprese sono aziende con depositi, autobotti, autisti, strumentazioni, ecc…. Però il sistema di impresa familiare, come accade da noi e come è accaduto anche in tanti altri settori dell'imprenditoria italiana, arrivata la terza generazione, comincia ad avere qualche problema. Quindi noi ci stiamo preoccupando di capire quale sarà il futuro di queste imprese familiari, come evolveranno. C'è una mutazione in corso e noi vorremmo accompagnarla: la crisi dell'impresa familiare della terza generazione è un tema che non si può trascurare”, conclude Piunti.