INFORMAZIONIPolitecnico di Milano Università Ruolo: Human Resources Management & Organizational Development Division Area: Altro Emma Bassi |
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(Adnkronos) - Il leader dell'opposizione russa Alexei Navalny, di cui oggi ricorrono due anni dalla morte, sarebbe stato ucciso utilizzando una tossina mortale presente nelle rane freccia velenose in Sud America. Tracce di epibatidina sono state trovate nei campioni del corpo di Navalny e molto probabilmente sono state la causa della sua morte in una colonia penale siberiana due anni fa, ha affermato il ministero degli Esteri del Regno Unito. Secondo l'esperta di tossicologia Jill Johnson, l'epibatidina è una neurotossina naturale isolata dalla pelle della rana freccia velenosa dell'Ecuador "200 volte più potente" della morfina, come ha dichiarato alla Bbc russa. La sostanza si trova naturalmente nelle rane freccia selvatiche del Sud America, ma può anche essere prodotta in laboratorio. Le specie note come rana freccia velenosa di Anthony e rana velenosa fantasma sono tra quelle che secernono la tossina sulla loro pelle. Sebbene l'epibatidina sia stata studiata come antidolorifico e per alleviare le dolorose condizioni infiammatorie polmonari, non viene utilizzata clinicamente a causa della sua tossicità. Secondo la Johnson, questo potente composto chimico agisce sui recettori nicotinici del sistema nervoso. Poiché stimola eccessivamente questi recettori nervosi, se non dosata correttamente può causare contrazioni muscolari, paralisi, convulsioni, rallentamento del battito cardiaco, insufficienza respiratoria e, infine, la morte, ha spiegato. Alastair Hay, professore di tossicologia ambientale presso l'Università di Leeds, ha dichiarato che i suoi effetti possono causare il blocco della respirazione e che "chiunque venga avvelenato muore per soffocamento". La presenza di tossina nel sangue di una persona "suggerisce una somministrazione deliberata", ha aggiunto. La tossicità dell'epibatidina può addirittura essere "aumentata dalla somministrazione concomitante di altri farmaci e queste combinazioni sono state oggetto di ricerca". L'epibatidina è estremamente rara e si trova solo in una regione geografica e solo in tracce, ha affermato la Johnson. Si ritiene che la rana freccia a cui si riferivano il ministero degli Esteri del Regno Unito e altri fosse la rana freccia di Anthony, una specie endemica dell'Ecuador e del Perù. Le rane producono la sostanza chimica mangiando cibi adatti a produrre alcaloidi, un tipo di composto organico che sintetizza l'epibatidina e la accumula nella loro pelle. Se la dieta della rana cambia, le sue riserve di epibatidina si esauriscono. "Trovare una rana selvatica nel posto giusto, che mangi esattamente il cibo necessario per produrre gli alcaloidi giusti, è quasi impossibile... quasi", ha detto la Johnson. "Si tratta di un metodo di avvelenamento umano incredibilmente raro. Gli unici altri casi di avvelenamento da epibatidina di cui sono a conoscenza sono stati condotti in laboratorio e non sono risultati fatali". Mosca ha sostenuto che Navalny sia morto per cause naturali, sebbene la vedova Yulia Navalnaya abbia sempre sostenuto che il marito sia stato "assassinato" tramite avvelenamento. Il Cremlino ha respinto come “infondata” la ricostruzione. “Naturalmente non accettiamo tali accuse. Non siamo d'accordo. Le consideriamo parziali e infondate”, ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov, ribadendo la linea ufficiale russa che esclude responsabilità dello Stato nella morte dell’oppositore. mentre l'ambasciata russa a Londra ha negato il coinvolgimento di Mosca nella morte di Navalny e ha descritto l'annuncio come "debolezza di spirito dei favolisti occidentali" e "necropropaganda". Hamish de Bretton-Gordon, ex alto ufficiale del Regno Unito e della NATO, nonché esperto di armi chimiche, ha affermato che le persone dovrebbero prendere tutto ciò che dice il Cremlino, compresa la morte di Navalny, "con le pinze". Ha dichiarato al programma Today di BBC Radio 4 che i paesi della NATO "hanno dimostrato di avere le prove che Navalny è stato assassinato dallo Stato". Al momento della sua morte, Navalny era in carcere da tre anni e in seguito era stato trasferito in una colonia penale nell'Artico. Secondo i resoconti russi, il 47enne avrebbe fatto una breve passeggiata, avrebbe detto di non sentirsi bene, poi sarebbe crollato e non avrebbe più ripreso conoscenza.
(Adnkronos) - C'è anche un po' di Austria a Cortina in occasione dei Giochi Olimpici, e non solo per gli atleti in gara. L'Austria c'è con i suoi paesaggi innevati, a poca distanza e facilmente raggiungibili dalla 'Perla delle Dolomiti', con l'atmosfera unica delle sue montagne e dello stile di vita alpino e con la passione con cui gli eventi di sport invernali vengono tradizionalmente seguiti. Ma, soprattutto, con la sua ospitalità all’insegna del 'Lebensgefühl', quell’inconfondibile attitudine alla vita tipicamente austriaca, che è diventata anche il claim nella comunicazione di Austria Tourism, l'ente di promozione turistica del paese. Austria Tourism è partner premium del Comitato Olimpico Austriaco alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, per accogliere atleti e ospiti internazionali proprio con il calore del 'Lebensgefühl'. Per Austria Tourism, infatti, i Giochi sono un’occasione per presentare a livello internazionale il proprio marchio, e l'Austria come una destinazione turistica alpina autentica, per ispirare gli appassionati di sport invernali di tutto il mondo e per sottolineare l’impegno per il futuro dello sci rivolto alle prossime generazioni. Fulcro della presenza di Austria Tourism ai Giochi Olimpici è l’Austria House, la 'Casa Austria' a Cortina d’Ampezzo: dopo un'indimenticabile estate olimpica a Parigi, l'Austria House come luogo di incontro, di ospitalità e di eccellenza torna all'insegna dei 'cinque cerchi' più suggestiva che mai. E ha aperto le sue porte a Cortina nella tradizionale Jägerhaus, di fonte a uno degli scenari invernali più spettacolari d'Europa. A inaugurare Austria House una serata-evento domenica sera, che ha visto la partecipazioni dei più alti rappresentanti istituzionali, a partire dal Cancelliere federale austriaco, Christian Stocker, il ministro degli Affari economici, Wolfgang Hattmannsdorfer, il segretario di Stato con delega al Turismo, Elisabeth Zehetner, l'ambasciatore d'Austria in Italia, Michael Rendi, e due campioni austriaci come la medaglia d'argento nello slittino Jonas Müller e la leggenda dello sci Franz Klammer. A fare gli onori di casa Astrid Steharnig-Staudinger, Managing Director di Austria Tourism. "Con questa serata - ha affermato nel suo discorso di benvenuto - celebriamo l'Austria non solo come nazione di sport invernali, ma anche come una destinazione turistica davvero di primo piano sia in inverno sia in estate. L'Austria è conosciuta internazionalmente come destinazione invernale, ma ha così tanto in più da offrire: una cucina pluripremiata con le stelle Michelin e altri importanti riconoscimenti, un'eredità culturale apprezzata in tutto il mondo e la nostra cosiddetta 'Lebensgefühl', quel modo di vivere austriaco espresso in questo termine che non si può tradurre, non si può spiegare, deve essere sperimentato. E questo è esattamente ciò che stiamo portando qui su questo palcoscenico internazionale insieme con i nostri partners". Per il presidente del Comitato Olimpico austriaco, Horst Nussbaumer, "Austria House è un posto in cui le Olimpiadi hanno un impatto che va oltre lo sport e che riguarda gli incontri, il dialogo, il rendere l'Austria visibile in tutta la sua diversità, attraverso risultati sportivi di eccellenza e i valori olimpici ad essi associati". Grandi protagonisti i colori rosso-bianco-rosso della bandiera austriaca per una serata aperta dal cosiddetto 'Heartbeat Moment' con un concerto in stile Coldplay, all'insegna dello scambio tra rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale, del turismo e dello sport. L'Austria House, infatti, durante il periodo delle Olimpiadi, vuole essere un luogo d'incontro per atleti, rappresentanti dei media e ospiti internazionali, con l’obiettivo di celebrare la partecipazione e i successi sportivi e di offrire agli ospiti internazionali un assaggio dello stile di vita austriaco. Chi visiterà l'Austria House potrà vivere l'Austria con tutti i sensi. Ospitalità, cucina e convivialità saranno al centro dell'attenzione. Una vera attrazione è la grande installazione creata per l’occasione dall'artista tirolese Patricia Karg che accoglie visitatori e visitatrici sul piazzale antistante l'Austria House: a forma di un cuore pulsante e fluttuante per rendere 'visibili' le emozioni che si vivono in occasione dei Giochi Olimpici. All’interno, fra le proposte culinarie spiccano un cocktail appositamente creato per l'occasione dal nome 'Lebensgefühl' e la merenda 'Brettljause', che prende spunto dai taglieri tradizionali serviti nei rifugi alpini, in una versione innovativa. Il vero focus è sulle cosiddette 'hidden gems', quelle gemme nascoste dell'offerta turistica regionale austriaca che ne fanno una destinazione per tutto l'anno. E tra le vere 'gemme nascoste' non poteva mancare la cucina, vero elemento centrale della serata grazie alle preparazioni esclusive dello chef salisburghese Vitus Winkler, due stelle Michelin, quattro forchette Falstaff e 'Chef dell'anno 2026' per Gault Millau. "La cucina austriaca è forte della sua autenticità e della straordinaria diversità dei suoi territori. Fiumi, laghi, pascoli e foreste danno forma a ciò che cuciniamo. La qualità culinaria si raggiunge quando rispetti queste origini e lavori con le stagioni, tutto l'anno. I prodotti regionali, le erbe fresche e lo stretto legame con la natura sono sempre le basi, anche in inverno", ha spiegato lo chef. Un approccio sintetizzato nel suo piatto di mezzo ‘F(r)ischfeld - char, sauerkraut, oxymel and watercress': più che una portata, una narrazione delle origini, del territorio e dell'artigianalità. In ricordo dell'evento proprio una 'Hidden Gem Box' contenente non solo selezionati prodotti tipici ma anche un QR code che 'conduce' ad altre destinazioni ed esperienze meno conosciute. Un invito, insomma, a scoprire l'Austria non in una volta sola, ma piano piano, passo dopo passo.
(Adnkronos) - L’olio minerale usato è un rifiuto pericoloso che se smaltito in modo scorretto può essere altamente inquinante: versato nel terreno avvelena la falda acquifera, disperso in acqua forma una pellicola impermeabile che impedisce lo scambio di ossigeno con danni alla vita acquatica, se bruciato in modo improprio rilascia inquinanti. In Italia viene, però, raccolto al 100%, riportato a nuova vita e trasformato, principalmente, in nuove basi lubrificanti grazie ad un modello di economia circolare che funziona e che rappresenta un’eccellenza globale osservata anche all’estero per la sua efficacia. A raccontare la filiera del riciclo degli oli esausti è all’Adnkronos Riccardo Piunti, presidente del Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. “Il ciclo degli oli minerali usati in Italia è il più virtuoso che ci sia nel mondo: è un'eccellenza sia a livello europeo sia rispetto ad altri Paesi occidentali come gli Stati Uniti. In Italia raccogliamo la totalità degli oli minerali usati (190mila tonnellate all’anno) e li rigeneriamo per il 98%. I dati complessivi di altri Paesi non sono altrettanto brillanti: in Europa la raccolta copre l'80% del raccoglibile, il che significa che c'è un 20% che non si sa bene che fine faccia, e di questo 80% ne viene rigenerato solo il 60%. Negli Stati Uniti, l'olio raccolto arriva a circa l'80%, di questo solo il 50% viene rigenerato”, rimarca Piunti. Un risultato ottenuto grazie ad una filiera che funziona. Qualche dato dall’ultimo report di Sostenibilità: il Consorzio, nel 2024 ha recuperato 188mila tonnellate di oli usati con circa 6907 conferimenti (operazioni) con autobotte, risultato delle attività di raccolta dei 58 Concessionari che hanno ritirato il rifiuto presso circa 103mila produttori e siti in tutto il Paese. Queste 188mila tonnellate sono state poi cedute in maggior parte alle tre raffinerie di rigenerazione; solo una parte (2.400) è stata destinata a termovalorizzazione mentre un quantitativo minimo di circa 200 tonnellate è stato avviato a termodistruzione a un inceneritore autorizzato. Un ciclo che funziona, con vantaggi di natura sia economica che ambientale. “Noi recuperiamo da un rifiuto pericoloso circa 120 milioni di euro l'anno di prodotti nobili, cioè di basi lubrificanti riutilizzabili, di bitumi e di gasoli - sottolinea Piunti - Dal punto di vista ambientale risparmiamo emissioni per oltre il 40% della CO2 (90mila tonnellate di CO2 equivalente evitate) e il 90% di tutti gli altri inquinanti, mediamente, che altrimenti produrremo lavorando con la materia prima vergine”. Sul fronte economico-sociale, nel 2024 il sistema Conou ha, poi, generato un impatto diretto di oltre 73,4 milioni di euro, occupando oltre 1.850 persone.