(Adnkronos) - 'Close the Gap', la campagna per l’inclusione e la parità di genere di Coop, vara la sua sesta edizione. Due gli assi su cui si dispiegano le azioni di quest’anno. Il primo, rivolto all’interno, ha l’obiettivo di rafforzare quanto già raggiunto con la Certificazione per la parità di genere Uni Pdr 125, lo strumento volontario previsto dal Dipartimento per le pari opportunità della presidenza del Consiglio dei ministri, che Coop Italia ha ottenuto nel febbraio 2024, prima insegna della Grande distribuzione organizzata, ma che ad oggi 4 delle 6 grandi cooperative hanno anch’esse acquisito e alcune già riconfermato (le 2 mancanti stanno avviando il percorso). E sempre su questo versante persiste l’impegno ad estendere l’esperienza pilota di formazione interna avviata a Padova da Coop Alleanza 3.0 e Coop Reno con la Fondazione Giulia Cecchettin a tutto il territorio nazionale dove le cooperative sono presenti. Dall’altro si riconferma la necessità di continuare a sensibilizzare sull’urgenza di un’educazione alle relazioni come materia scolastica obbligatoria; una modalità di prevenzione non più rinviabile in grado di limitare se non impedire atti di odio, emarginazione, finanche violenza di genere. E qui Coop apre le porte dei suoi punti vendita a una riflessione pubblica affidata a Enrico Galiano, scrittore e insegnante. Al tempo stesso non viene meno l’attenzione nei confronti della proposta di legge di iniziativa popolare per una psicologia pubblica gratuita nelle comunità (e quindi anche nelle scuole) per la quale sono state raccolte, anche grazie ai soci e consumatori Coop, 72.000 firme. Proposta di Legge che avvia ora il suo iter parlamentare. 'Dire, fare, amare 2 edizione', l’istruzione come prevenzione. L’educazione alle relazioni' ha come principale obiettivo quello di rendere ogni persona consapevole di chi è, cosa desidera, come comportarsi al meglio con gli altri siano esse persone vicine, coetanei o partner. È una formazione a tutto tondo che coinvolge la sfera degli affetti e quella della sessualità. Potrebbe essere una materia scolastica affidata a specialisti competenti e certificati, ma in Italia non lo è e le ultime disposizioni ministeriali sembrano allontanarla piuttosto che favorirla. Coop già un anno fa ha aggiunto la sua voce a quella di altre, avviando una campagna di sensibilizzazione che ora prosegue, mettendo a disposizione la possibilità di raggiungere migliaia di persone attraverso i suoi punti vendita. Dopo Milano succederà a Firenze (21 marzo), a Modena (27 marzo), a Genova (17 aprile) e a seguire a Roma. 'L’educazione alle relazioni, secondo me' è il titolo della riflessione pubblica di Enrico Galiano, scrittore insegnante comunicatore sociale, che da solo o assieme ad altri userà questa modalità inedita per diffondere consapevolezza sull’intelligenza emotiva, l’ascolto, l’empatia, il consenso cercando di scongiurare paure o pregiudizi. D’altronde Galiano non è nuovo alla collaborazione con Coop avendo già fatto parte del comitato scientifico che esattamente un anno fa ha coordinato la ricerca 'La scuola degli affetti. Indagine sull’educazione alle relazioni', realizzata dall’ufficio studi di Coop. Uno studio da cui è emerso che la maggioranza dei genitori (il 70% del campione) chiede che l’educazione alle relazioni diventi materia scolastica obbligatoria, come già accade in molti Paesi d’Europa, mentre 9 italiani su 10 pensano che possa aiutare a prevenire fenomeni di emarginazione, odio e violenza tra i giovanissimi. Ora è la volta di una sorta di tour in luoghi pubblici come appunto sono i supermercati. Mentre persiste anche la volontà di Coop di seguire e sostenere l’iter parlamentare della Proposta di Legge di iniziativa popolare per una psicologia pubblica gratuita nelle comunità (e quindi anche nelle scuole) per la quale sono state raccolte, anche grazie ai soci e consumatori Coop, 72.000 firme negli ultimi mesi del 2025. Oltre 60 in quel caso i punti vendita coinvolti con i presidi gestiti dai soci e dai volontari del Comitato Promotore, è da lì che sono arrivate ben 7810 firme in appena due mesi. "Manteniamo con coerenza l’impegno che ci aveva caratterizzato un anno fa nel voler sostenere e amplificare il tema educazione alle relazioni proprio come strumento irrinunciabile di maggiore consapevolezza e prevenzione della violenza. Anche perché, benché il dibattito sia stato vivace e continuo, non si vedono risultati tangibili. Nel farlo quest’anno ancora di più mettiamo a disposizione ciò che è la nostra vera forza ovvero i territori –spiega Maura Latini presidente di Coop Italia-. Ringrazio le cooperative che ospiteranno la riflessione pubblica di Enrico Galiano. Se vogliamo, una formazione in luogo inedito che potrà generare attenzione sul tema. Inoltre, i risultati della survey dell’anno scorso indicano le competenze come indispensabili quando ci si chiede chi, in una formazione scolastica continuativa, dovrebbe svolgere un ruolo centrale. E infatti da qui l’attenzione rinnovata nei confronti della proposta di legge sulla psicologia pubblica gratuita che inizia ora il suo iter, perché tra i luoghi delle comunità dove il servizio psicologico gratuito e pubblico è indispensabile c’è senza dubbio la scuola". Coop e la gender equality interna ed esterna. Prosegue, e si intensifica inoltre, il cammino di Coop verso la reale uguaglianza di genere sociale ed economica all’interno del sistema delle cooperative di consumatori. In un movimento in cui le donne sono il 71% dei dipendenti, il 46% dei ruoli direttivi è ricoperto da donne (rispetto al 40% di un anno fa) e la presenza femminile è evidente anche nei Cda delle cooperative dove il 49,7% dei consiglieri è donna rispetto al 40,8% dello scorso anno come lo è il 54,8% dei soci eletti nei vari organismi rappresentativi dei territori. A rendere ancora più formale questo percorso la Certificazione della parità di genere secondo la Uni Pdr 125 che, una volta ottenuta, implica un monitoraggio costante per migliorare i dati di partenza. Conseguita prima da Coop Liguria e poi da Coop Italia, è ora ottenuta e rinnovata da 4 delle grandi cooperative di consumatori e le due rimanenti si stanno impegnando nello stesso percorso. Irrinunciabile e in costante ampliamento, anche, il lavoro di formazione sulla parità di genere su cui è impegnato il 66% dei dipendenti che nell’attività di educazione al consumo consapevole che Coop svolge da decenni in ambito scolastico. Qui ha debuttato tre anni fa una proposta educativa a tema alla quale complessivamente hanno aderito oltre 1500 classi, ovvero quasi 35.000 studenti in tutta Italia (nell’anno scolastico in corso si sono aggiunte 690 classi). Coinvolti in formazione anche il 20% dei fornitori di prodotto a marchio grazie a un percorso strutturato elaborato da Oxfam con il supporto di Scuola Coop con l’obiettivo di aumentare il livello di consapevolezza e maturità sui temi specifici della parità di genere. Accoglienza e reinserimento lavorativo per donne vittime di violenza è infine l’impegno importante che continua a concretizzarsi in due cooperative (Coop Lombardia e Coop Liguria) che hanno funzionato da apripista, ma che accomuna tutto il movimento. Coop e il rinnovato accordo con la Fondazione Giulia Cecchettin. Siglato a settembre 2025 e ora rinnovato con durata annuale, il protocollo d’intesa fra Coop e Fondazione Giulia Cecchettin raggiunge un primo importante obiettivo, ovvero quello di aver concretizzato da subito grazie al fondamentale contributo di Coop Alleanza 3.0 e Coop Reno il principio comune di una formazione sui temi della parità di genere estesa ai dipendenti. Sono stati 145 i primi dipendenti Coop coinvolti nel progetto pilota avviato lo scorso settembre a Padova e provincia provenienti da 5 negozi di quell’area. Si è partiti da una indagine preliminare che ha lo scopo di chiamare i partecipanti ad una riflessione individuale sondando le loro conoscenze e percezioni sulla violenza di genere e sono seguiti incontri volti a diffondere una prima consapevolezza sul tema, promuovere una cultura inclusiva, monitorare e segnalare eventuali criticità e imparare a riconoscere comportamenti inappropriati fino alle vere e proprie molestie. Un percorso rivolto alla persona più che al dipendente articolato in vari step di avanzamento progressivo. Una sorta di test che è servito a costruire un modello replicabile e adattabile ad altre realtà cooperative tanto che, nel rinnovato Pprotocollo, tutte le altre grandi cooperative di consumatori (Nova Coop, Coop Lombardia, Coop Liguria, Unicoop Firenze, Unicoop Etruria) hanno dichiarato la propria disponibilità a avviare analogo percorso, mentre Coop Alleanza 3.0 replicherà e estenderà il modello di partenza nei propri territori. Fondazione Giulia Cecchettin sarà inoltre a fianco di Coop per continuare a promuovere iniziative di sensibilizzazione rivolte a soci e consumatori e al tempo stesso volte a sostenere i progetti e le attività della Fondazione come già nel corso del 2025 quando, a partire da novembre, sono state diffuse nelle cooperative le borse di tela che riportano un disegno di Giulia concesso dalla Fondazione e di cui parte del ricavato è andato a loro favore per sostenere ulteriori nuove attività. "Tutto il lavoro svolto con 'Close the Gap' da 6 anni ad oggi ha portato ad una crescita di consapevolezza interna importante e anche all’individuazione di ambiti di miglioramento continuo sia interni che esterni -conferma Milco Traversa, direttore politiche del Lavoro e Welfare Ancc-Coop (Associazione nazionale cooperative di consumatori) – Credo che la volontà espressa dalle cooperative di proseguire con questa attenzione a combattere disparità di genere sia fondamentale e lo dimostra in ultima istanza anche l’adesione da parte di tutto il movimento alla proposta di formazione presentata dalla Fondazione Giulia Cecchettin. Ed è proprio questa adesione collettiva e non occasionale o episodica ma continuativa a fare la differenza".
(Adnkronos) - "Ringrazio la ministra Calderone per aver scelto la nostra sede per evento così importante e strategico. Si parlerà di un futuro sempre più presente, un grande tema per la società non solo italiana e europea: come governare l'intelligenza artificiale, guardando in particolare all'impatto sul mondo del lavoro". Lo ha detto Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di commercio di Roma, intervenendo all'evento 'Ia e lavoro: Governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità', promosso dal ministero del Lavoro e in corso nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, in piazza di Pietra, presso la sede della Camera. E Tagliavanti ha sottolineato la necessità di accelerare per l'economia italiana e di trovare le competenze adeguate per le imprese. "C'è una forte domanda di lavoratori, ma il 36% di questa domanda è di qualifiche digitali e 10% di alto livello. La domanda è se il mercato è in grado di fornire queste professionalità", ha conclude Tagliavanti.
(Adnkronos) - Il Gruppo Serenissima Ristorazione presenta il suo primo Report di Sostenibilità redatto secondo la Corporate Sustainability Reporting Directive (Csrd), la nuova Direttiva europea che ha definito degli standard comuni e comparabili di rendicontazione Esg. Il Gruppo Serenissima Ristorazione - spiega l'azienda in una nota - ha scelto di anticipare gli obblighi normativi e di rendicontare l'impatto della sostenibilità sui propri risultati finanziari (materialità finanziaria), oltre che il proprio impatto sull'ambiente e sulle persone (materialità di impatto) secondo gli standard della Direttiva Csrd, un impegno rilevante che ha coinvolto le 14 società controllate, inclusa la capogruppo Serenissima Ristorazione Spa e le controllate estere in Spagna e Polonia. Con un fatturato di oltre 650 milioni di euro nel 2025 (dati di preconsuntivo) e più di 11mila collaboratori, il Gruppo Serenissima serve circa 50 milioni di pasti all’anno. "La redazione del nostro primo Bilancio di Sostenibilità secondo la Csrd è stata una sfida importante, che abbiamo scelto di affrontare su base volontaria perché crediamo profondamente nella sostenibilità come leva strategica e di business - dichiara Tommaso Putin, vicepresidente del Gruppo Serenissima Ristorazione con delega alla sostenibilità - Rendicontare è l’unico modo per poter davvero gestire il percorso verso la sostenibilità: misurare ci consente di capire dove intervenire, definire priorità e agire in maniera strategica lungo la filiera, coinvolgendo tutti gli stakeholder. È solo attraverso la trasparenza e la responsabilità che possiamo costruire valore duraturo per l’impresa, per le persone e per l’ambiente". L’adozione della procedura di rendicontazione prevista dalla direttiva Csrd ha richiesto, come passaggio fondamentale, la misurazione della Carbon Footprint di Organizzazione, secondo gli standard internazionali. L’analisi - spiega l'azienda - ha evidenziato come le emissioni Scope 1, le emissioni dirette, ossia da fonti controllate o di proprietà, tutto ciò che il Gruppo brucia direttamente, e Scope 2, ossia le emissioni generate dall’energia acquistata e consumata dal Gruppo, incidano per circa l’8% su un totale pari a 240.107 tonnellate di CO2 equivalente, confermando che il core business di produzione dei pasti ha un impatto diretto contenuto. La vera sfida ambientale per il Gruppo è quindi rappresentata dalla filiera, con le emissioni Scope 3, la cui rendicontazione è diventata obbligatoria con gli standard europei Esrs e che comprende tutte le emissioni 'a monte' e 'a valle' della catena del valore, dalle emissioni generate dai fornitori di materie prime, alla logistica, fino alla gestione dei rifiuti, che pesano per circa il 92% del totale. Per questo Serenissima Ristorazione ha avviato un percorso strutturato di coinvolgimento dei fornitori e degli stakeholder, con l’obiettivo di intervenire lungo tutta la catena del valore, attraverso scelte di acquisto consapevoli, progettazione dei menu e qualificazione Esg dei partner. In questo senso, il Gruppo si sta impegnando a monitorare costantemente i fornitori considerati critici per volumi o tipologia di attività, per i quali sono previsti piani di controllo e audit specifici per verificare il rispetto dei principi di responsabilità sociale e ambientale. Un obiettivo specifico è il coinvolgimento dei partner nella condivisione di dati ambientali e di tracciabilità per migliorare la precisione del calcolo della Carbon Footprint di Gruppo. Inoltre, viene incoraggiato l’acquisto di forniture con imballaggi riciclabili, riutilizzabili o composti da materiale riciclato; quando la sicurezza alimentare lo consente, il Gruppo privilegia l’acquisto di prodotti in formato multi-porzione, che permettono di ottimizzare i carichi, limitare il numero di trasporti e abbattere le emissioni legate alla logistica. Per sostenere l’economia del territorio e ridurre ulteriormente le distanze percorse dalle merci, valorizzata la dimensione territoriale, promuovendo la scelta di fornitori locali. Sul fronte dell’efficienza, il Gruppo si è posto un obiettivo di riduzione dei consumi energetici pari al 5%, a fronte di un consumo complessivo di circa 52.000 MWh, corrispondente a un taglio di circa 2.600 MWh - un valore che equivale al consumo annuo di quasi 1.000 famiglie italiane - attraverso interventi di efficientamento, ottimizzazione dei processi produttivi e sistemi avanzati di gestione dell’energia. La dimensione sociale - continua la nota - rappresenta un pilastro centrale della strategia di sostenibilità del Gruppo Serenissima. La fortissima presenza femminile ne è una dimostrazione concreta: il 73,4% del personale della capogruppo è composto da donne, mentre nell’alta dirigenza si registra un equilibrio significativo, con il 43% di presenza femminile. Un impegno strutturato e certificato, riconosciuto attraverso la UNI/PdR 125:2022 per la Parità di Genere, che testimonia la volontà del Gruppo di promuovere inclusione, equità e valorizzazione delle competenze. Tra gli obiettivi dichiarati ci sono quelli di monitorare e ridurre eventuali discriminazioni e di coinvolgere il management nella definizione di traguardi legati alla parità di genere. Sull’aspetto relativo alla parità di trattamento economico, il Gruppo ha pianificato interventi specifici, tra cui: un'analisi annuale delle retribuzioni per genere; azioni mirate a ridurre le disparità retributive nelle fasce dirigenziali; e il monitoraggio di indicatori (Kpi) per garantire che lo sviluppo professionale e la remunerazione siano basati esclusivamente sulle competenze. Grande attenzione è dedicata anche a formazione e sicurezza: nella sola capogruppo sono state erogate circa 50mila ore di formazione nel 2024. La redazione del report di sostenibilità ha accompagnato un’evoluzione significativa anche sul piano della governance. Dal 2025 è stata formalmente istituita una nuova governance Esg, con la creazione di un Comitato Esg, operativo dal 2025, incaricato di integrare in modo sistematico i valori ambientali e sociali in ogni decisione aziendale. Il Comitato è guidato dal vicepresidente Tommaso Putin e rappresenta uno strumento chiave per garantire coerenza tra strategia, gestione dei rischi, obiettivi di sostenibilità e coinvolgimento degli stakeholder lungo tutta la filiera. Anche in termini di Governance, il Gruppo ha individuato la necessità di avviare un processo di qualifica Esg dei partner per tracciare e ridurre i rischi lungo la filiera.