(Adnkronos) - "Ho lasciato la mia famiglia a Dubai. Ho comunicato con mia moglie per tutta la giornata. Mi ha raccontato che un paio di missili sono arrivati nell'area dove viviamo, nel deserto, ma sono stati intercettati dalla contraerea degli Emirati. Sia mia moglie che mio figlio stanno bene, loro si sono sentiti con amici che risiedono in altre zone di Dubai. Certo, tensione e preoccupazione non sono mancate tra la gente, ma ora pare che la situazione sia sotto controllo". A raccontarlo all'Adnkronsos Raimondo Volpe, manager italiano di Hba, una società americana attiva nel settore delle costruzioni, rimasto bloccato a Milano dopo la raffica di voli cancellati in Medio Oriente a seguito dell'attacco in Iran. Il manager stava per rientrare a Dubai dove vive con la sua famiglia (moglie e figlio adolescente) dopo un tour di lavoro tra Svizzera e Italia, poi l'arrivo della comunicazione. "Ero salito già sull'aereo, circa due ore dopo ci hanno comunicato che lo spazio aereo di Dubai e del Middle East era stato chiuso e quindi ci hanno fatto scendere - spiega - Sono rimasto in aeroporto un altro paio d'ore, dopodiché la compagnia Emirates ha riprogrammato il volo per martedì". "Alcuni amici di famiglia - continua il racconto il manager - spaventati dopo i missili, hanno cominciato a parlare di preparare i passaporti, i contanti, di fare la spesa come in uno stato di guerra. Le autorità emiratine, da parte loro, hanno cercato di trasmettere serenità esortando la popolazione a mantenere la calma, così come fu a giugno scorso. Ma oggi direi che è un po' diverso... sono arrivati i missili. In queste ore lì è notte e non so cosa potrà succedere". (Di Sibilla Bertolini)
(Adnkronos) - Luca Pignataro è stato confermato oggi presidente di Cia-Agricoltori Italiani Calabria Nord per i prossimi 4 anni. "Il nostro obiettivo per il prossimo mandato -spiega Pignataro- è accrescere il coinvolgimento degli agricoltori nella nostra organizzazione, sarà una 'ristrutturazione'. Dobbiamo affrontare tante tematiche, quella della gestione dei fiumi, il dissesto idrogeologico, la Pac, la concorrenza sleale. Insomma tutto quello che riguarda l'agricoltura italiana, calabrese, ma specialmente quella cosentina, che ha bisogno delle organizzazioni di categoria come Cia Calabria Nord", conclude.
(Adnkronos) - "Nonostante le rassicurazioni sulla tutela della produzione di energia da biomasse solide espresse pubblicamente dal governo nelle scorse settimane, la nuova bozza del dl Energia/Bollette prospetta uno scenario ancora critico per l’industria del settore". Così l’Associazione Energia da Biomasse Solide (Ebs) esprime la sua preoccupazione rispetto alla misure previste nella nuova bozza di dl circolata in queste ore “Eravamo fiduciosi, dopo l’impegno preso dal governo, riguardo a un ripensamento sostanziale rispetto alle misure che impattano in modo pesante sul settore delle bioenergie con filiera italiana - dice il presidente di Ebs Andrea Bigai - Il nostro settore è pronto a un confronto tecnico con il decisore politico-istituzionale che non può prescindere dalla condivisione da parte di tutti gli attori, istituzionali e del comparto, della valutazione complessiva dei numeri del settore, e da conseguenti analisi accurate, approfondite, consapevoli su tutti i potenziali effetti del decreto”. "Le bozze di provvedimento circolate - ricostruisce Ebs - prevedono un consistente intervento di riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti (Pmg), istituiti ai sensi dell’art. 24, comma 8, del d.lgs. 28/2011 per coprire i costi minimi di esercizio degli impianti. Un meccanismo che esclude già la sovracompensazione". “Riteniamo illogico e inutilmente rischioso rivedere in modo affrettato, per decreto e senza il doveroso confronto il meccanismo varato nel 2024, introducendo una riduzione degli incentivi. Il rischio è compromettere in tempi brevissimi uno dei pilastri più affidabili della generazione rinnovabile nazionale e minare più in generale la fiducia di ogni tipologia di investitori in ambito energetico, sia presente che futura”, dice Bigai. Inoltre, da un punto di vista economico, rileva il presidente di Ebs, "colpire un indotto così consistente significa rinunciare a un importante gettito fiscale, mettere a rischio il lavoro di aziende anche di piccole dimensioni impiegate nella filiera - spesso in zone a rischio abbandono - e accollarsi l’onere di smaltire sottoprodotti delle attività forestali, agricole, agroindustriali. Vuol dire rinunciare a consolidare una virtuosa pratica di valorizzazione energetica di residui poveri in un contesto di impiego a cascata e di economia circolare”. “Il dl Bollette è un passaggio cruciale per il futuro energetico del Paese. Colpire le rinnovabili programmabili e con esse la filiera nazionale sarebbe un errore strategico. Le biomasse solide sono parte della soluzione, non del problema: sono un elemento essenziale del mix energetico, capace di coniugare competitività economica, occupazione, sostenibilità ambientale e sicurezza del sistema elettrico. L’Italia ha bisogno di stabilità regolatoria per evitare disimpegno e incertezza negli investimenti nelle rinnovabili, rischi inconciliabili con gli impegni europei”, conclude.