INFORMAZIONIEmanuela Carrara |
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(Adnkronos) - Milano Cortina 2026 è anche l’Olimpiade del freestyle. E per Simone Mottini, 55 anni, pioniere dello sci acrobatico italiano, il cerchio si chiude in modo naturale. “Quando gareggiavamo decenni fa – racconta all’Adnkronos - ci lamentavamo della neve troppo dura, delle gobbe, dei salti. Non avevamo idea di cosa ci fosse dietro ai Giochi Olimpici”. Oggi è chief of race office di Fondazione Milano Cortina per le competizioni di moguls e aerials a Livigno. E la prospettiva è rovesciata. Questione di sicurezza, regia televisiva, logistica, attenzione a procedure di vario tipo. “Le Olimpiadi sono un organismo complesso e potente. Ogni dettaglio va messo a punto, certificato e condiviso. Veder funzionare dall’interno la macchina è impressionante. E quando tutto gira come deve, è entusiasmante”. Il freestyle olimpico ha una storia tutto sommato giovane. Dopo l’edizione dimostrativa di Calgary 1988, l’ingresso ufficiale arrivò quattro anni dopo. All’inizio si cercava di garantire rappresentanza alle nazioni emergenti, poi la selezione divenne pura meritocrazia. Mottini fece il suo esordio olimpico ad Albertville ‘92, nella gara di gobbe. Ma il suo percorso cominciò molto prima sulle nevi di Livigno. Papà Sandro, tra i primi maestri di sci del paese e fondatore di una mitica scuola di sci, aveva una visione diversa: meno accademia, più creatività. “Sognava uno sci più libero, espressivo. Noi figli siamo cresciuti così”. A pane e sci acrobatico, dalla mattina alla sera. Dai Mondiali Juniores del 1988 alla Coppa del Mondo, fino alle Olimpiadi. “Rispetto ad allora – sottolinea Mottini - il freestyle è cambiato in modo radicale. Nel ’94, per esempio, gareggiavo senza casco. E non potevamo fare salti mortali con la testa sotto gli sci. Oggi le rotazioni sono multiple, gli avvitamenti spettacolari, la preparazione millimetrica. È cambiata la tecnica, ma anche l’esposizione mediatica. Lo sport è diventato più sicuro e più televisivo”. Si è globalizzato. Francia e Italia sono state nazioni pionieristiche, ma oggi lo scenario è molto più ampio. “Nazioni come l’Australia investono nel freestyle in modo massiccio. Anche più che nello sci alpino. E raccolgono medaglie a ripetizione”. La dimostrazione che il livello tecnico è salito ovunque. “Una volta si cercava la cunetta giusta per staccare, oggi ogni salto è progettato nei minimi dettagli”. In questo contesto, il bronzo di Flora Tabanelli nel big air, prima medaglia olimpica italiana nello sci acrobatico, ha un peso enorme. Per una ragazza giovane e istintiva. “Aveva sciato pochissimo prima delle Olimpiadi, ma ha una naturalezza incredibile. Il freestyle le appartiene”. Fotografia di un presente che può regalare all’Italia tante soddisfazioni. E che Simone osserva da vicino nel suo ruolo, tra mille responsabilità. A cominciare dalle procedure da rispettare. Perché per far funzionare le Olimpiadi, in primis, serve metodo. “La ricompensa arriva a fine gara, quando gli atleti dicono che la pista è perfetta e che la neve è quella giusta. Lì ti fermi a pensare, capisci che ne vale davvero la pena”. Da atleta, Simone aveva vissuto due Olimpiadi inseguendo un sogno personale. Oggi quel sogno prova a regalarlo a tanti ragazzi di talento. "Per me è come chiudere un cerchio. Sono nato a Livigno, stiamo vivendo le Olimpiadi. E come capo ufficio per le gare del mio sport, nella mia specialità, sto facendo di tutto per far sì che ogni cosa sia al suo posto”. La cartolina più potente? “Livigno protagonista nell’introduzione storica del dual moguls. Un nuovo capitolo olimpico, fatto di immagini spettacolari e adrenalina pura. In questa novità c’è un territorio pronto, uno sport che cresce giorno dopo giorno”. E una storia che continua. (di Michele Antonelli, inviato a Livigno)
(Adnkronos) - "Abbiamo sempre una Austria House quando ci sono le Olimpiadi, l'ultima volta è stata l'estate scorsa a Parigi per i Giochi estivi. Per noi è la piattaforma perfetta per promuovere al meglio l'Austria specialmente a livello internazionale, e non solo in Italia che rappresenta uno dei nostri primi cinque mercati di riferimento, e continua a crescere, ma anche per gli operatori internazionali". Ad affermarlo è Astrid Steharnig-Staudinger, Managing Director di Austria Tourism, l'ente di promozione turistica del paese, presente nei giorni scorsi a Cortina d'Ampezzo, per presentare la Austria House, un luogo di incontro, di ospitalità e di eccellenza che durante le Olimpiadi accoglie atleti e ospiti. "Con questa struttura - sottolinea - vogliamo mostrare che siamo una destinazione top per gli sport invernali ma anche per le eccellenze culinarie e l'ospitalità. Qui abbiamo 60 stakeholders da 50 paesi, tutti mercati importanti per noi, dagli Stati Uniti all'Australia, passando per la Cina. L'interesse, quindi, è davvero molto alto e non c'è mai stato un coinvolgimento politico a un livello come questo, con la presenza delle massime cariche del governo austriaco". Austria House, quindi, è soprattutto un luogo dove mostrare quanto di meglio ha da offrire l'Austria e in particolare la regione confinante con questa area delle Dolomiti, l'Osttirol. "Il nostro Tirolo orientale - spiega - è connesso molto bene con l'area di Cortina e in occasione dei Giochi Olimpici invernali vogliamo promuoverlo, anche perché rappresenta una di quelle 'gemme nascoste' che in Austria stiamo facendo conoscere con una nuova campagna di comunicazione. Questa parte di Tirolo, infatti, non è molto conosciuta ma è meravigliosa e non sovraffollata; rappresenta un ottimo esempio di come si possa trovare un equilibrio nel turismo anche rispetto alla sostenibilità. Sicuramente è una regione che avrà benefici dalle Olimpiadi, anche ospitando eventi collaterali. Abbiamo anche un bus brandizzato, che si muove attraverso Cortina offrendo un altro piccolo contributo alla promozione". "Lienz - prosegue - rappresenta un esempio perfetto di destinazione per tutto l'anno, con la sua natura incontaminata: per l'inverno e gli sport sulla neve, ma anche per l'estate. E proprio la destagionalizzazione, il turismo 365 giorni all'anno, è uno dei punti chiave della nostra nuova campagna di promozione. E' un luogo dove si possono trascorrere vacanze bellissime, anche con attività avventurose, dall'hiking all'ice bathing. E' un territorio molto autentico e sostenibile, che invita allo slow travel, che è un nuovo trend anche per le nuove generazioni. Quindi penso che anche per un target giovane questa parte di Austria è, appunto, una vera gemma". E c'è soddisfazione per il record di turisti registrato nel 2025 in tutto il paese. "Il turismo in Austria sta crescendo molto: lo scorso anno abbiamo avuto il numero più alto di sempre con 157 milioni di pernottamenti, nonostante il livello dell'inflazione e dei prezzi. Anche mercati come quello statunitense sono cresciuti entrando per la prima volta nei primi dieci, pure per l'inverno. Sta tornando anche la Cina, dopo il Covid, anche grazie a buone connessioni di voli, così come i paesi arabi", osserva Astrid Steharnig-Staudinger. "L'Italia rappresenta, appunto, il quinto mercato di riferimento per noi - ricorda la Managing Director di Austria Tourism - e cresce del 3%, abbiamo avuto 2,8 milioni di pernottamenti dall'Italia. E' un mercato che continua a crescere, soprattutto in estate ma se prima era un turismo soprattutto culturale diretto verso Vienna e Salisburgo, ora è legato molto anche alla natura, ad attività come hiking, in particolare nelle zone vicine al confine come la Carinzia e appunto il Tirolo orientale". Il 2026 sarà un anno molto intenso per Austria Tourism e le sue attività di promozione. "Ora abbiamo le Olimpiadi, poi - aggiunge la Managing Director - ospiteremo l'Eurovision Song Contest a Vienna a maggio. Per noi sono piattaforme enormi, avremo più di cento rappresentanti di media. Poi abbiamo chef stellati, che hanno avuto il riconoscimento Michelin lo scorso anno, e vogliamo anche posizionare l'Austria come destinazione gastronomica. Abbiamo ottimi locali, non solo per il fine dining ma anche trattorie e ristorantini dove si mangia molto bene". "Quest'anno abbiamo avuto una campagna, ad esempio, che univa l'arte alla gastronomia, chiamata 'Arte culinaria', che combina artista e chef in eventi flagship da New York alla Spagna, e che toccherà anche l'Italia. Anche nella città di Vienna il focus del 2026 è il food, che è un ottimo attrattore turistico nella bassa stagione, durante la quale abbiamo già il 23% di presenze. Sicuramente il binomio tra natura ed eccellenze gastronomiche è vincente", assicura. Poi c'è il grande tema della destagionalizzazione. "Abbiamo lanciato questa nostra nuova campagna - ribadisce - che mira a promuovere il turismo 365 giorni all'anno: non promuoviamo più estate e inverno separatamente, mostrando ad esempio immagini di stagioni diverse e opposte. Abbiamo cambiato il modo di comunicare, ad esempio non mostriamo più immagini di paesaggi, che si trovano in molti paesi, ma puntiamo piuttosto alle emozioni, così mostriamo volti espressivi e sorridenti. Ed effettivamente abbiamo avuto molto successo con questa campagna. Scriviamo la parola 'Lebens-gefuhl' per promuovere l'Austria in tutto il mondo ma senza più tradurla. L'idea - conclude - è di trasmettere il messaggio che devi venire in Austria per sentire l'Austria, e per sentirti a casa, qualcosa che non puoi sperimentare in un altro paese".
(Adnkronos) - Saipem ha ideato e promosso la riqualificazione del sottopasso ciclo-pedonale della stazione di Milano Rogoredo, lato Santa Giulia, attraverso un intervento di arte pubblica partecipata dal titolo 'Trame di Futuro'. (VIDEO) Il sottopasso, uno degli accessi principali alla stazione ferroviaria e alla metropolitana, è stato completamente rinnovato con un intervento che combina arte, funzionalità e coinvolgimento della comunità. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di restituire alla comunità uno spazio più accogliente e identitario, rafforzando il legame con il quartiere Rogoredo-Santa Giulia, un’area in cui Saipem ha il proprio headquarter. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il collettivo artistico Orticanoodles e l’Istituto Albe & Lica Steiner, con il patrocinio del Municipio 4 del Comune di Milano. Il murale si sviluppa lungo due pareti principali del sottopasso per una lunghezza complessiva di circa 85 metri: una parete è stata realizzata in italiano e una in inglese per rendere l’opera accessibile e inclusiva per la comunità locale e internazionale. Le pareti raccontano lo stesso percorso visivo: un viaggio che parte dalle persone e dal loro ingegno creativo verso un futuro sostenibile, scandito dalle fermate di una metropolitana immaginaria. Gli studenti dell’Istituto Albe & Lica Steiner, guidati dalla sociologa Francesca Chialà e dal personale Saipem in workshop dedicati previsti nell’ambito del programma del ministero dell’Istruzione per la formazione scuola-lavoro, hanno contribuito alla definizione delle fermate dell'immaginaria linea metropolitana, offrendo un contributo che arricchisce il dialogo tra scuola, territorio e arte pubblica. La creatività, caratterizzata da toni caldi e dinamici, è stata realizzata dal collettivo artistico Orticanoodles. "Con questo progetto, che rientra nel piano annuale delle iniziative per le comunità locali 2025 di Saipem, vogliamo ribadire il nostro impegno a creare valore nei territori in cui operiamo, promuovendo iniziative che favoriscano inclusione sociale, sostenibilità e rigenerazione urbana -spiega Massimiliano Branchi, chief people, hseq and sustainability officer di Saipem-. La collaborazione con istituzioni, artisti, studenti e comunità locali è un modo concreto per rafforzare il legame con il quartiere Rogoredo-Santa Giulia e contribuire a renderlo più accogliente e riconoscibile, lasciando un segno tangibile e durevole". "L'intervento di arte pubblica 'Trame di Futuro' è un valido esempio di riqualificazione urbana, frutto di creatività e impegno condiviso -sottolinea Stefano Bianco, presidente del Municipio 4 di Milano-. Rappresenta la forza della comunità, dell'arte e della sostenibilità nel trasformare uno spazio comune. Il Municipio 4 ringrazia Saipem, Orticanoodles, l'istituto Albe & Lica Steiner e tutti i protagonisti di questo progetto per aver reso un luogo di transito quotidiano nel quartiere Rogoredo-Santa Giulia ancora più accogliente e rappresentativo". Il progetto ha previsto anche piccoli lavori di riqualificazione funzionale, come la pulizia delle pavimentazioni, la tinteggiatura del soffitto e l’installazione di corrimano e strisce antiscivolo, per migliorare la fruibilità dell’area. Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte i vertici di Saipem, l'assessore alle Opere pubbliche, Cura del territorio e Protezione civile, Marco Granelli, il presidente del Municipio 4 di Milano, Stefano Bianco, l'assessore ai Trasporti e alla Mobilità sostenibile di Regione Lombardia, Franco Lucente, i rappresentanti del collettivo artistico Orticanoodles, gli studenti dell'istituto Albe & Lica Steiner e la sociologa Francesca Chialà.