INFORMAZIONIElisabetta GaspariChi è: linkedin.com/in/elisabettagaspari |
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(Adnkronos) - Progressi parziali, distanze notevoli e accordo lontano. I colloqui tra Iran e Stati Uniti a Ginevra vanno in archivio con un bicchiere mezzo vuoto se ci si basa su valutazioni riconducibili a Washington. Gli inviati di Donald Trump, Jared Jushner e Steve Witkoff, hanno posto condizioni rigide: niente fumata bianca e delusione per la delegazione americana. Le proposte avanzate dal lato iraniano del tavolo - e in particolare dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi - non sono sufficienti, come scrive su X il giornalista di Axios, Barak Ravid. Teheran descrive un panorama differente. "Siamo stati in grado di individuare gli elementi principali di un possibile accordo e di discuterne", dice Araghchi all'emittente iraniana Press TV. "Certo, ci sono ancora delle divergenze, ma nella maggior parte dei casi abbiamo almeno raggiunto un'intesa generale su come risolvere queste questioni", aggiunge. Il ministro degli Esteri dell'Oman, Paese mediatore, spiega che ci sono stati "buoni progressi" nei negoziati. "Riprenderemo presto dopo aver consultato le rispettive capitali. La prossima settimana si terranno discussioni a livello tecnico a Vienna", annuncia il ministro Badr al-Busaidi, ringraziando "tutte le parti coinvolte per il loro impegno: i negoziatori, l'Aiea e il governo svizzero che ci ha ospitato". L'ottimismo non appare giustificato in base alla sintesi del Wall Street Journal. Le parti appaiono ancora ''molto distanti su questioni chiave'', scrive il quotidiano. Secondo le fonti, Witkoff e Kushner hanno posto due condizioni durissime che rappresentano una linea rossa decisiva: hanno chiesto all'Iran di distruggere i suoi tre principali siti nucleari (Fordow, Natanz e Isfahan) e consegnare tutto l'uranio arricchito rimanente agli Stati Uniti. In sostanza, si tratta di un azzeramento del programma nucleare. Una richiesta 'prendere o lasciare' che, in uno scenario estremamente complesso, rende più concreta l'ipotesi di un intervento militare degli Stati Uniti. L'Iran chiude la porta all'aut aut e insiste affinché l'arricchimento dell'uranio continui all'interno del paese sotto la supervisione dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA), secondo la Cnn che aggiunge un ulteriore elemento. La revoca di tutte le sanzioni statunitensi e delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è, secondo una fonte, "fondamentale per qualsiasi accordo". Di base, "nessun impianto e/o equipaggiamento verrà distrutto" perché i siti sono registrati e sottoposti a garanzie internazionali. L'Iran intende tutelare il proprio diritto all'energia nucleare pacifica, incluso l'arricchimento dell'uranio e la produzione di combustibile, in base alle proprie necessità e sotto l'ombrello dell'Aiea: "Qualsiasi cosa l'Iran accetti di fare, inclusa la diluizione dell'Urano, verrà attuata all'interno dell'Iran". La macchina bellica americana continua a muovere pezzi sullo scacchiere in Medioriente. All'interno dell'amministrazione Trump, non mancano posizioni più prudenti che accendono i riflettori sui rischi connessi ad un'eventuale azione. I principali consiglieri di Trump, nel quadro delineato da Politico, preferirebbero fosse Israele ad attaccare l'Iran prima dell'avvio di un eventuale intervento Usa. Un attacco israeliano, ipotizzano due fonti citate dalla testata, innescherebbe una reazione da parte dell'Iran che contribuirebbe a far aumentare il sostegno per un intervento Usa tra l'opinione pubblica americana. "C'è chi, all'interno e intorno all'Amministrazione, pensa la situazione sarebbe molto migliore se gli israeliani agissero per primi e da soli e gli iraniani facessero scattare la rappresaglia contro di noi dandoci più ragioni per intervenire", ha detto una delle fonti. Entrambe convengono anche però sul fatto che lo scenario più probabile potrebbe essere quello di un'operazione congiunta di Israele e Stati Uniti. Una delle due fonti descrive come serio il lavoro negoziale, ma aggiunge anche che l'idea tra le persone più vicine al presidente è che "li bombarderemo". Le opzioni sono diverse: dal raid mirato e limitato all'attacco 'all in' con potenziali effetti sul regime degli ayatollah. "Se parliamo di un attacco per il regime change, è molto probabile che l'Iran reagisca con tutte le sue forze. Abbiamo molti asset nella regione e ognuno di questi è un possibile obiettivo", rileva una fonte, sottolineando come "c'è un'alta probabilità di vittime americane".
(Adnkronos) - Luca Pignataro è stato confermato oggi presidente di Cia-Agricoltori Italiani Calabria Nord per i prossimi 4 anni. "Il nostro obiettivo per il prossimo mandato -spiega Pignataro- è accrescere il coinvolgimento degli agricoltori nella nostra organizzazione, sarà una 'ristrutturazione'. Dobbiamo affrontare tante tematiche, quella della gestione dei fiumi, il dissesto idrogeologico, la Pac, la concorrenza sleale. Insomma tutto quello che riguarda l'agricoltura italiana, calabrese, ma specialmente quella cosentina, che ha bisogno delle organizzazioni di categoria come Cia Calabria Nord", conclude.
(Adnkronos) - Ecologia integrale, cooperazione tra Europa e Stati Uniti, innovazione tecnologica al servizio dell’ambiente, responsabilità dei media globali e sostenibilità dei grandi eventi: sono questi i temi che saranno al centro del XVII Forum Internazionale dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura, promosso da Greenaccord Ets e in programma a Treviso dal 18 al 21 marzo 2026 con il titolo 'Building Future Together - Un’umanità nuova con sete di futuro'. Per quattro giorni Treviso diventerà una redazione globale diffusa, accogliendo oltre 100 giornalisti provenienti da più di 40 Paesi insieme a rappresentanti istituzionali, amministratori pubblici, imprese innovative, accademici ed esponenti del mondo della cultura. Il Forum si svolgerà tra Ca’ dei Carraresi e la Camera di Commercio di Treviso e Belluno e si articolerà in una sessione inaugurale e sei sessioni tematiche dedicate ai nodi cruciali della transizione ecologica e alla costruzione di una visione condivisa di ecologia integrale, capace di tenere insieme ambiente, economia, dimensione sociale e responsabilità culturale. L’edizione 2026 assume una valenza strategica per la costruzione di un ponte strutturato tra il Triveneto e lo Stato del Colorado. Territori accomunati da identità montana, forte vocazione sportiva e turistica, sistemi produttivi dinamici e crescente attenzione alle politiche ambientali, Veneto e Colorado saranno protagonisti di un confronto concreto su mobilità sostenibile, pianificazione territoriale, tecnologie pulite, economia montana e governance della sostenibilità. Tra i relatori internazionali sono attesi rappresentanti istituzionali e imprenditoriali del Colorado, insieme a protagonisti dell’innovazione tecnologica statunitense, a testimonianza di un dialogo che guarda alle Montagne Rocciose e alle Dolomiti come territori laboratorio di cooperazione transatlantica. Un focus centrale sarà dedicato alla sostenibilità dei grandi eventi internazionali, con un approfondimento specifico sul modello dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026. Nella sessione inaugurale interverrà Gloria Zavatta, Sustainability & Impact Director di Milano Cortina 2026, per illustrare il rapporto di sostenibilità dei Giochi e le strategie adottate per ridurre l’impatto ambientale e garantire un’eredità positiva per i territori ospitanti. Il Forum offrirà inoltre uno sguardo globale grazie alla presenza di Jinfeng Zhou, segretario generale della China Biodiversity Conservation and Green Development Foundation, che porterà l’esperienza cinese nel campo della tutela della biodiversità e della cooperazione ambientale internazionale. Il confronto tra modelli europei, nordamericani e asiatici contribuirà a rafforzare il carattere autenticamente globale dell’iniziativa. Grande attenzione sarà dedicata anche al ruolo delle piattaforme digitali e dell’industria culturale nella costruzione del dibattito ambientale. Interverranno Andy Thompson, dirigente internazionale attualmente International Technologist di Meta con una lectio magistralis sull’impatto delle notizie ambientali sulle piattaforme social, e Hanna Grahn, Head Sustainability and Climate Action di Spotify, che affronterà il tema della musica e dei contenuti culturali come strumenti di consapevolezza e responsabilità collettiva. Il programma affronterà inoltre il rapporto tra natura e bellezza, economia del benessere, rigenerazione urbana, bioarchitettura, agricoltura sostenibile, filiere del cibo, tecnologia digitale, ecologia della mente e dell’anima. Una sessione conclusiva sarà dedicata al ruolo dei media e dei giornalisti della rete Greenaccord, con la consegna del Greenaccord International Media Award a una realtà nordamericana impegnata nella narrazione delle sfide climatiche. "In un tempo segnato da conflitti, crisi climatiche e incertezze geopolitiche - dichiara Alfonso Cauteruccio, presidente di Greenaccord - abbiamo bisogno di ricostruire un orizzonte comune. L’ecologia integrale non è uno slogan, ma una visione che tiene insieme ambiente, giustizia sociale, economia e spiritualità. Con questo Forum vogliamo offrire ai giornalisti e alle istituzioni uno spazio di dialogo autentico tra Europa e America, ma anche tra Occidente e Asia, tra tecnologia e cultura. Solo costruendo ponti e assumendoci una responsabilità condivisa possiamo generare un futuro credibile per le nuove generazioni". "In un mondo lacerato dalla violenza e dalla prepotenza, avvertiamo il bisogno di tornare a frequentare la gentilezza e la convivialità delle differenze. Il nuovo Forum internazionale di Greenaccord - sottolinea il segretario generale dell'organizzazione, Giuseppe Milano - non nasce con la sola ambizione di raccontare la complessità contemporanea, tra innovazioni straordinarie e relazioni internazionali virtuose, ma anche e soprattutto di provare a costruire insieme una diversa visione di società, più giusta e inclusiva, in cui la giustizia sociale e ambientale siano saldate nella pace e nella prosperità intergenerazionale e crossterritoriale".