INFORMAZIONIConsip spa Istituzioni e Pubblica Amministrazione Centrale Ruolo: Sviluppo Risorse Umane Area: Human Resource Management Elisabetta Franchini |
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(Adnkronos) - "Oggi a Sanremo c'è il sole, sembra estate. Io stamattina intorno alle 9.30 mi sono messo a prendere il sole per una decina di minuti in costume, giusto per ravvivare il colore della pelle. Ora capisco perché si abbassi la platea televisiva: il caldo piace a tutti". Ironizza così il direttore artistico di Sanremo 2036 Carlo Conti, facendo un cenno agli ascolti della seconda serata. "Era previsto il calo, perché la seconda cala sempre. Invece è aumentato. Il merito non è del direttore artistico. Di questo ne sono certo", ha sottolineato aggiungendo: "Gli ascolti sono diminuiti e la colpa è del direttore artistico, lo share è aumentato e il merito non è del direttore artistico". A contribuire all'esito uno scenario complesso: "Il tempo, le partite e contropartite, le ruote e le controruote, ci sono moltissimi fattori", ha detto Conti soffermandosi soprattutto sul meteo: "Capisco perché si abbassi la platea televisiva, il caldo piace a tutti e quando fa caldo le persone vogliono stare fuori". "Io per fortuna non ho tensione. Finisco, torno in albergo, il tempo di mettere maglietta e boxer e mi addormento immediatamente. Non ho agitazione, perché quello che vedete è la punta di un iceberg, costruito in tanti mesi di lavoro con serenità, energia e divertimento che credo sia fondamentale. Dormo tranquillo", ha ricordato. Quanto al 2027: "Ho detto chiaramente all'azienda che questo sarebbe stato l'ultimo festival di questo ciclo per me, sia che fosse andato benissimo, sia malissimo. Nei miei confronti non ho sentito alcun tipo di offesa, non mi sono sentito messo in difficoltà". Ieri il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, interrogato sull'argomento, aveva parlato del possibile approdo alla guida del festival di Stefano De Martino, che "potrebbe essere conduttore, direttore artistico e uno showman insieme". "Condurre Sanremo Estate a luglio? No. Io farò Sanremo Top il 7 e 14 marzo da Roma e poi stop!", ha quindi chiarito con i giornalisti che chiedevano se sarebbe stato lui a condurre la trasmissione estiva da Sanremo, che fa parte della convenzione tra Rai e Comune di Sanremo. Conti ha parlato anche della presenza delle donne al festival. "Io mi assumo la responsabilità delle scelte che ho fatto in base alle canzoni che sono state presentate", ha risposto a una cronista che lo incalzava sulla "poca presenza femminile" fra gli artisti del festival. "E' come andare da un fioraio e vedere cosa c'è a disposizione - ha spiegato Conti - Bisogna fare delle scelte, poi può capitare di fare degli errori, per carità, ma io ho scelto sulla base delle canzoni". "Io speravo quest'anno che tante donne presentassero delle canzoni e purtroppo non l'hanno fatto - ha quindi scandito - E' come il vino, si va ad annate". Evidentemente "è un momento discografico in cui la produzione maschile è maggiore di quella femminile", aggiunge il direttore artistico. E poi ha annunciato che stasera Laura Pausini interpreterà il celebre brano 'Heal The world' di Michael Jackson dedicandolo al tema della pace. L'artista di Solarolo sarà accompagnata dal Piccolo Coro dell'Antoniano. Oggi è il giorno di Irina Shayk, co-conduttrice della terza serata. La top model ha rotto subito il ghiaccio con i giornalisti parlando in italiano: “Non parlo italiano, sono felice di essere qui a Sanremo con tutti voi”. Subito dopo, con un sorriso, ha scherzato: "Ho aperto con tutte le parole italiane che conosco", proseguendo il suo discorso in inglese. E parlando di Sanremol ha aggiunto: "Ho sentito parlare tanto del festival, lanciato nel 1951, oltre 70 anni di storia: è la più lunga al mondo nel suo genere. Sono onorata di essere qui e calcare questo palco". "Non direi di aver avuto un'infanzia difficile, sono cresciuta in un paesino veramente sperduto, però avevamo un bel giardino, quindi se mi chiedete come coltivare l'orto, lo so fare, che poi è una bella cosa da aver imparato da bambina - ha raccontato - Nella mia vita, è stato importante non dimenticare mai le miei radici, ricordarmi sempre di restare con i piedi per terra, ricordarmi da dove vengo, ed essere gentile con il prossimo". Quanto al suo passato ha aggiunto: "Ho avuto una vita felice, semplice, i miei genitori erano insieme, c'era anche mia sorella, quindi credo veramente che nella nostra vita non importi quello che abbiamo, ma la vicinanza dei nostri cari". Ed è quello che "cerco di insegnare anche a mia figlia. Quando mi dice mamma, voglio andare in vacanza, le dico no, prima devi lavorare, prima devi aiutarci a pulire e poi ci pensiamo".
(Adnkronos) - Il 19 marzo è in arrivo la IV edizione del Welfare day, l’appuntamento dedicato al welfare development, in collaborazione con Pluxee Italia, azienda leader a livello globale nel settore dei benefit aziendali e dell’engagement dei dipendenti. Da quattro edizioni il Welfare day rappresenta un momento di confronto qualificato sui temi del well-being organizzativo, dell’integrazione dei benefit nella people strategy e delle politiche di engagement e inclusione lavorativa. Un’occasione per interrogarsi non solo sugli strumenti, ma sulla loro coerenza strategica e sull’impatto reale nelle organizzazioni. L’evento potrà essere seguito sia in presenza sia da remoto a partire dalle ore 9:30; per partecipare è possibile registrarsi su: https://comunicazioneitaliana.it/eventi/welfare-day-26#partecipa. Ad aprire la giornata sarà il talk show 'Wellbeing & corporate strategy' dal titolo 'Il benessere come leva strategica: dalla teoria alla pratica aziendale'. Il confronto metterà al centro temi come la misurazione dell’impatto, il rischio di iniziative frammentate o simboliche e la necessità di costruire un ecosistema coerente di processi e strumenti capaci di migliorare la vita delle persone e rafforzare la resilienza organizzativa. Seguirà il keynote speech a cura di Anna Maria Mazzini e Tommaso Palermo - rispettivamente marketing & product director e managing director di Pluxee Italia - che presenteranno i risultati di una ricerca inedita sul welfare aziendale che metterà in relazione decisioni organizzative, comportamenti delle persone e impatti concreti per le aziende. Un’analisi data-driven che incrocia il punto di vista delle imprese - investimenti, obiettivi, ritorni - con quello delle persone, approfondendo aspettative, differenze generazionali e ruolo del welfare rispetto alle altre leve del lavoro. La mattinata proseguirà con il talk show 'Welfare inclusivo: equità, personalizzazione, diversità', dedicato all’evoluzione del welfare da pacchetto standardizzato a sistema capace di intercettare bisogni differenti, spesso meno visibili: discontinuità lavorativa, difficoltà di conciliazione, esigenze specifiche legate ai diversi momenti di vita e di carriera. Spazio poi a un momento di profilo internazionale con l’exclusive interview a Carine Vitu, hr vp Europe, Middle East, Asia & Africa di Pluxee, che offrirà uno sguardo comparato su trend, innovazioni e sulle priorità hr nei diversi contesti geografici. Chiuderà la sessione plenaria il talk show 'Benefit & engagement-La nuova dimensione dell’engagement e la ricerca di senso nel lavoro', che approfondirà il ruolo del welfare come leva concreta per rafforzare il legame tra persone e organizzazioni, non solo in termini di attrattività e retention ma anche di sostenibilità della relazione lavorativa nel tempo. Parteciperanno alla giornata numerosi hr leader di importanti realtà italiane e internazionali, tra cui Avio, Capgemini, Fondazione Telethon, Gruppo BCC Iccrea, INPS, Nokia, RINA, Sara Assicurazioni, Tinexta Infocert. Il Welfare day sarà trasmesso in live streaming su www.comunicazioneitaliana.TV.
(Adnkronos) - L’Italia si colloca tra i primi tre Paesi europei per numero di brevetti green ed è terza anche per quota di imprese con brevetti sul totale delle imprese (16,5 ogni 1.000 imprese), dopo Germania (21,6) e Austria (18,9). Un dato importante che sottostima la dinamicità del sistema produttivo in cui sono in crescita costante gli investimenti in sostenibilità, con 578.450 imprese che tra il 2019 e il 2024 hanno realizzato eco-investimenti (38,7% del totale). Un’innovazione diffusa non sempre tradotta in titoli di proprietà intellettuale, anche per una cultura industriale ancora poco orientata alla valorizzazione sistematica dei risultati di ricerca e sviluppo. Questa la fotografia scattata dallo studio Competitivi perché sostenibili, realizzato congiuntamente da Fondazione Symbola e Unioncamere, in collaborazione con Dintec e il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne. Stando al report, il nostro Paese detiene brevetti importanti in comparti chiave: la mobilità sostenibile, dove i brevetti italiani pesano per il 31% sul totale dei brevetti che riguardano la mitigazione dei cambiamenti climatici; l’efficienza energetica nell’edilizia, in cui superiamo la media Ue; la gestione dei rifiuti e delle acque reflue, settore in cui siamo per tradizione tra i Paesi più dinamici; le tecnologie Ict per la mitigazione climatica, con un incremento record del +270% negli ultimi dieci anni. Le regioni del Nord - Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte - trainano questa dinamica, forti della loro tradizione manifatturiera e della capacità di trasformare ricerca e know how industriale in soluzioni concrete. Le imprese risultano essere le principali protagoniste, titolari dell’81,9% delle domande pubblicate, seguono le persone fisiche (12,9%), mentre gli enti si attestano al 5,2%. “L’Italia sa innovare e competere nei settori ambientali - dichiara il presidente di Fondazione Symbola, Ermete Realacci - ma ha bisogno di un salto di scala: è necessario investire di più in ricerca, supportare la capacità di brevettare, rafforzare il trasferimento tecnologico e replicare il modello vincente dell’economia circolare nei comparti dell’efficienza, dell’elettrificazione e delle rinnovabili. Solo così il Paese potrà ambire ad essere leader dell’innovazione verde europea. Il report ‘Competitivi perché sostenibili’ di Fondazione Symbola e Unioncamere evidenzia anche il nesso tra innovazione verde e competitività. Infatti le imprese italiane che depositano brevetti in tecnologie verdi si distinguono per una competitività significativamente superiore rispetto a quelle che brevettano in altri ambiti”. “L’Italia ha compiuto grandi passi avanti nella brevettazione green (+44,4% tra 2012 e 2022) ma resta ancora una distanza significativa dalla Germania e dalla Francia - sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli - Dietro ad ogni brevetto c’è un investimento in ricerca e innovazione di imprese, Università e Centri di ricerca, ma l’investimento non basta se non si tutela la proprietà intellettuale con i brevetti. E sempre di più anche il sistema del credito e della finanza ne valorizza il possesso come asset del capitale delle imprese per la concessione dei prestiti”. Analizzando la distribuzione settoriale delle domande italiane di brevetto europeo in ambito green, il manifatturiero si conferma il motore principale dell’innovazione (59,0%), seguono i settori legati alla ricerca scientifica (18,8%), telecomunicazioni e informatica (6,6%), commercio all’ingrosso (3,5%) e costruzioni (3,5%). A livello di ambiti tecnologici si rileva la forte presenza di soluzioni legate alla digitalizzazione dei processi produttivi e alla gestione efficiente delle risorse energetiche e ambientali (12,0%). A distanza seguono le tecnologie di misurazione e collaudo delle variabili elettriche e magnetiche (7,3%). Il terzo ambito in ordine di rilevanza è rappresentato dalle tecnologie per il trattamento delle acque reflue, delle acque fognarie e dei fanghi (6,5%). Seguono le tecnologie relative a biciclette e veicoli di micromobilità, riguardanti telai, sistemi di sterzo, sospensioni e vari dispositivi che rendono questi mezzi sempre più efficienti e competitivi. Quinto ambito quello energetico, include soluzioni per reti di distribuzione in corrente alternata o continua, sistemi di gestione e ricarica delle batterie, alimentazione da più fonti e perfino tecnologie per la trasmissione wireless dell’energia. Lo studio evidenzia anche il nesso tra innovazione verde e competitività: le imprese italiane che depositano brevetti in tecnologie verdi si distinguono per una competitività significativamente superiore rispetto a quelle che brevettano in altri ambiti (non green). Generano un fatturato per impresa molto più elevato (382 milioni di euro per impresa contro 41 milioni delle non green) e registrano una maggiore produttività (144mila euro di valore aggiunto per addetto contro 92mila). Dal punto di vista dell’export, oltre la metà (57,8%) esporta, generando oltre 63 miliardi di euro, con una forte diversificazione dei mercati di riferimento. Inoltre, il capitale umano è più qualificato, con una quota più alta di laureati (29,7%, di cui il 16,7% in discipline Stemplus). Infine, queste imprese attraggono più capitale estero: il 41,9% ha partecipazioni straniere, contro il 31,7% delle non green.