Elena PrandiChi è: Esperta di sviluppo organizzativo e finanziamenti per le imprese, gestione progetti e formazione manageriale e tecnica. |
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(Adnkronos) - Dalla mamma Ilary Blasi al papà Francesco Totti, fino alla sorella Chanel. Oggi, martedì 10 marzo, la famiglia ha celebrato sui social il traguardo raggiunto dalla piccola 'di casa': Isabel ha compiuto 10 anni. La mamma Ilary ha ricordato la data e l'ora della nascita, puntuale alle 7 del mattino: "Vorrei svegliarmi così per sempre... tanti auguri di buon compleanno a un pezzo del mio cuore", ha scritto la conduttrice a corredo di un tenero scatto in cui abbraccia la piccola. Il papà Francesco si è unito agli auguri social con un messaggio pieno d'affetto: "Amore mio oggi è un giorno speciale pieno di felicità e di amore. Il tuo sorriso splenda sempre come il sole, il tuo sguardo mi illumina d'amore. La tua presenza mi rende il papà più fortunato del mondo. Sarò sempre al tuo fianco vita mia, tanti auguri piccola Isa". Ancora più tenero, il post della sorella maggiore Chanel Totti che ha condiviso un carosello di foto che ritraggono le due sorelle nel corso degli anni: "Oggi compi 10 anni, e faccio ancora fatica a crederci. Mi sembra ieri quando eri così piccola che ti tenevo in braccio, quando ogni cosa per te era una scoperta e io ti guardavo crescere giorno dopo giorno senza rendermi conto di quanto velocemente stesse passando il tempo. E invece eccoci qui, sei già grande, e io sono incredula di come gli anni siano volati via così in fretta", ha scritto Chanel. "Ho avuto la fortuna di vederti crescere - ha aggiunto la prossima concorrente di Pechino Express - di assistere ai tuoi primi passi, i tuoi primi sorrisi, alle tue risate, ai tuoi capricci, e ai tuoi sogni che ad oggi piano piano stanno prendono forma. Ogni anno sei diventata un po’ più forte, un po’ più sicura, un po’ più te stessa… e soprattutto testarda come me! Ma per me resterai sempre la mia bimba, quella che proteggerò e abbraccerò quando ne avrà bisogno". Una sorella che Chanel considera come "un regalo inaspettato" e il "più bello di tutti": "Sono così fortunata ad averti come sorella, con il tuo cuore grande,la tua dolcezza e della piccola donna che stai diventando. Ti auguro di non smettere mai di sognare e di ridere forte. Che la vita ti regali mille momenti felici, amicizie sincere e sogni realizzati uno dopo l’altro. Io sarò sempre a un passo da te, non importa quanto crescerai o quanti anni passeranno, per me resterai sempre la mia piccola", ha concluso.
(Adnkronos) - "Tra aspettative confermate e dubbi ancora aperti, l’Italia ha avviato il proprio percorso di recepimento della Direttiva 970/2023 sulla trasparenza salariale. Il 5 febbraio 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare lo schema di decreto legislativo di attuazione, successivamente trasmesso alle Camere per l’acquisizione dei pareri parlamentari. Rispetto alla Direttiva, la bozza di decreto introduce alcune semplificazioni a favore delle piccole e medie imprese italiane, ma altrettanti dubbi interpretativi. La più grande semplificazione riguarda il riferimento ai contratti collettivi per la definizione delle categorie di lavoratori che svolgono lavoro uguale o di pari valore. Ai sensi della bozza di decreto, costituisce 'stesso lavoro' o 'lavoro di pari valore' quello riconducibile a mansioni identiche o comparabili, riconducibili al medesimo livello del contratto collettivo applicato". Così, con Adnkronos/Labitalia, Ornella Patané, partner di Toffoletto De Luca Tamajo, in merito allo schema di decreto legislativo per il recepimento della direttiva EU sulla trasparenza salariale. Secondo l'esperta, "si tratta di una presunzione semplice a favore della contrattazione collettiva che assicura sistemi di classificazione retributiva fondati su criteri oggettivi e neutri rispetto al genere, ai sensi della Direttiva, e che consente la prova contraria, ovvero la dimostrazione dell’esistenza di trattamenti retributivi individuali discriminatori" "Il riferimento alla contrattazione collettiva, tuttavia, non risulta sempre adeguato -continua Patanè- ai fini di una compiuta attuazione della Direttiva. In primo luogo, perché i livelli dei contratti collettivi sono generici e molto ampi e non prendono in considerazione ogni singola organizzazione aziendale. In secondo luogo, essi non prevedono livelli retributivi per la fascia più alta della popolazione aziendale, ovvero per quadri e dirigenti, ove si annida statisticamente la discriminazione retributiva di genere". "Forse proprio in considerazione di questo, la bozza di decreto consente -spiega ancora l'esperta di diritto- anche sistemi di classificazione professionale decisi dal datore di lavoro ai fini della determinazione della retribuzione, integrativi dei livelli previsti dalla contrattazione collettiva, purché anch’essi basati su criteri oggettivi e neutri sotto il profilo del genere. A differenza di quanto previsto dalla Direttiva, tali sistemi integrativi di classificazione dei lavoratori sono decisi unilateralmente dalle imprese e non condivisi con i rappresentanti dei lavoratori". Secondo Patanè "presenta, inoltre, dei problemi interpretativi la definizione di livello retributivo, introdotta dalla bozza di decreto rispetto a quanto previsto dalla Direttiva: definizione certamente importante perché su di essa si baseranno tutte le comparazioni introdotte dalla Direttiva per valutare la sussistenza di un gap retributivo di genere. Nella bozza di decreto, vanno esclusi dal livello retributivo i superminimi individuali, i premi una tantum e le indennità ad personam, qualora questi siano stati previsti a favore di alcuni dipendenti sulla base di criteri 'oggettivi individuali'". "Tale formulazione poco felice da un punto di vista lessicale prima ancora che giuridico, introduce non poche incertezze interpretative soprattutto perché pare vanificare lo scopo della Direttiva volto a comparare tutti gli elementi retributivi, fissi, variabili e in natura proprio al fine di rinvenire eventuali situazioni di discriminazione", conclude Patanè.
(Adnkronos) - Dal ruolo della filiera delle costruzioni per la transizione energetica al futuro delle rinnovabili, fino al tema della cooperazione. Sono questi alcuni dei temi al centro della seconda giornata di Key - The Energy Transition Expo, la manifestazione di Ieg (Italian Exhibition Group) di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, fino a venerdì 6 marzo alla Fiera di Rimini. Il ruolo della filiera delle costruzioni è stato approfondito con la presentazione del 'Rapporto sullo stato della sostenibilità energetica nella filiera delle costruzioni' realizzato in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche. L’ambiente costruito è responsabile di circa il 40% dei consumi energetici finali in Europa e di oltre il 35% delle emissioni di CO2. In Italia, l’impatto della filiera può arrivare fino al 40% delle emissioni complessive nazionali. In questo scenario, la transizione energetica del settore edilizio si pone non solo come una sfida ambientale, ma come una scelta strategica per la competitività industriale, la sicurezza energetica e la resilienza economica del Paese. La realizzazione degli impianti e le condizioni di finanziabilità dei progetti rappresentano due elementi strategici per lo sviluppo delle rinnovabili. Di questo si è discusso nell’evento 'Epc e Finanza: la nuova fase delle rinnovabili', a cura di Elemens e Key, che ha riunito istituzioni, industria e sistema bancario per analizzare il nuovo scenario del settore energetico. Il convegno si è aperto con un keynote speech di Elemens sul contesto in cui operano Res e Bess nel mercato italiano - che nel 2025 ha registrato progetti autorizzati di rinnovabili, in particolare fotovoltaico ed eolico, pari a 9,5 GW e 1,5 GW - oltre a esplorare evoluzioni regolatorie, sfide di costruzione e vincoli di financing. Mission Innovation, 3Den e Epic sono fra le iniziative più importanti di cooperazione internazionale a sostegno della decarbonizzazione e della transizione energetica del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, nonché strumenti essenziali per integrare le rinnovabili e promuovere soluzioni scalabili in sinergia con il Piano Mattei. Se ne è parlato a Key nei tre panel dell’evento 'Energia e Innovazione: la Cooperazione Internazionale del Mase per la Transizione Energetica' curato dal Mase assieme a Undp (United Nations Development Programme) e Unep (Un Environment Programme).