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(Adnkronos) - Un rebus più intricato di quello che si potrebbe immaginare. E' il glaucoma, seconda causa di cecità irreversibile nel mondo. La malattia in molti pazienti continua a progredire anche quando la pressione intraoculare è sotto controllo, suggerendo che alla base vi siano processi più complessi, legati alla sofferenza metabolica delle cellule ganglionari retiniche e dei loro assoni, particolarmente ricchi di mitocondri. Tre molecole - nicotinamide, piruvato e coenzima Q10 - potrebbero aprire una nuova prospettiva nella protezione del nervo ottico nel glaucoma. Studi recenti indicano infatti che la loro associazione è in grado di ridurre la morte cellulare e la neuro-infiammazione, stimolando al tempo stesso l’attività energetica delle cellule nervose. In occasione della Settimana Mondiale del Glaucoma, che si celebra dall’8 al 14 marzo 2026, questi risultati vengono presentati al Congresso dell’Associazione italiana per lo studio del glaucoma (Aisg), accendendo i riflettori su uno dei meccanismi più cruciali alla base della perdita della vista: la disfunzione mitocondriale, ovvero il deficit energetico delle cellule nervose dell’occhio. Oggi, infatti, il glaucoma viene considerato una vera neurodegenerazione che segue le orme dell’Alzheimer e del Parkinson. Al centro della progressiva perdita di cellule ganglionari retiniche c’è la disfunzione mitocondriale. È in questo contesto che si inserisce il lavoro scientifico presentato nell’ambito del Congresso dell’Aisg che si svolgerà a Roma dal 12 al 14 marzo. Lo studio, presentato da Luca Agnifili, professore associato e responsabile del Centro regionale dei glaucomi all’Università G. d'Annunzio Chieti-Pescara, rappresenta un’evoluzione significativa di una linea di ricerca dedicata al supporto bioenergetico mitocondriale come possibile strategia neuroprotettiva. “Negli ultimi anni - evidenzia Agnifili - importanti studi preclinici pubblicati su riviste scientifiche come 'Science' e 'Pnas' hanno dimostrato che la supplementazione orale con molecole ad azione mitocondrio-stimolante può aumentare la resistenza delle cellule che formano il nervo ottico agli stress indotti dal glaucoma, quali la pressione intraoculare elevata. Studi più recenti su colture di cellule neuronali, i cui risultati sono in via di pubblicazione, indicano che l’associazione di nicotinamide, piruvato e coenzima Q10, tris di molecole ad azione elettiva sui mitocondri, offre una protezione ancora maggiore rispetto ai singoli componenti: riduce i processi di morte cellulare e neuro-infiammazione e, allo stesso tempo, stimola l’attività energetica delle cellule”. Nel quadro della Settimana Mondiale del Glaucoma, questi risultati - osservano gli esperti - contribuiscono ad ampliare il dibattito scientifico e clinico su approcci innovativi che affianchino le terapie tradizionali, puntando non solo al controllo della pressione oculare, ma anche alla protezione metabolica dei neuroni della vista. "La pressione oculare elevata - prosegue Agnifili - è il principale fattore di rischio del glaucoma ed è l’unico trattabile direttamente. Tuttavia, la malattia danneggia le cellule ganglionari e il nervo ottico, che hanno un elevato fabbisogno energetico. Nel glaucoma la funzione dei mitocondri è compromessa, rendendo le cellule più vulnerabili anche con pressione controllata. Questo indica che intervengono meccanismi indipendenti dalla pressione, come stress ossidativo e infiammazione. Per questo oggi il glaucoma è considerato una malattia neurodegenerativa: la terapia non mira solo a ridurre la pressione, ma anche a proteggere nel tempo le cellule nervose". Anche se è ancora lontana una piena traduzione clinica di queste evidenze, nei pazienti con glaucoma la neuroprotezione viene già consigliata in abbinamento alla terapia per abbassare la pressione oculare. "Nei pazienti con glaucoma diagnosticato - conclude Agnifili - la ricerca sta esplorando il ruolo di nutrienti coinvolti nella funzione mitocondriale. Tra le nuove soluzioni oggi disponibili il tris di molecole (piruvato, nicotinamide, coenzima Q10) è in grado di migliorare la funzione energetica mitocondriale e proteggere il mitocondrio dalla neurodegenerazione. Questi approcci non sostituiscono le terapie prescritte dall’oculista, ma possono affiancarle in una strategia di protezione a lungo termine". Un cambio di prospettiva che secondo gli esperti, potrebbe aprire nuove strade nella lotta contro una patologia silenziosa, spesso diagnosticata troppo tardi, e che continua a rappresentare una sfida sanitaria globale. In Italia si stima che il glaucoma colpisca circa il 2,5-3% della popolazione, percentuale che aumenta con l’età. Tuttavia, proprio per l’assenza di sintomi nelle fasi iniziali, si ritiene che circa la metà delle persone affette non sappia di esserlo. Questo rende fondamentali i controlli oculistici periodici, soprattutto dopo i 40 anni e in presenza di familiarità.
(Adnkronos) - "Noi come FenImprese Dubai come prima cosa abbiamo riunito tutti i nostri consulenti e sabato e domenica siamo rimasti aperti. Sabato quando è iniziato tutto siamo andati immediatamente in ufficio perché i cellulari hanno cominciato a squillare. La prima cosa che hanno fatto le imprese è stata contattarci. Noi gestiamo circa 200 family officer, quindi abbiamo dei gruppi whatsapp con delle famiglie residenti qui negli Emirati. La prima cosa che hanno fatto è stata scrivere a FenImprese, scrivere a Daniele Pescara Consultancy. E ribadisco, noi restiamo qui a supportare imprese e famiglie". Così, da Dubai, Daniele Pescara, presidente di Fenimprese Dubai, racconta ad Adnkronos/Labitalia, quanto l'associazione sta mettendo in campo dopo l'inizio degli attacchi iraniani di sabato scorso. E Pescara ricorda i momenti concitati di sabato scorso. "Eravamo tra l'altro ad un evento di italiani a Dubai, vai a casa, metti la cravatta, vai in ufficio, io tra sabato e domenica avrò incontrato circa 60 famiglie", sottolinea Pescara, da oltre 10 anni a Dubai. "Il nostro studio che ha il mio nome, la Daniele Pescara Consultancy, si occupa di seguire l'imprenditore e le imprese nell'apertura di società a Dubai, quindi nel campo dell'internazionalizzazione, ma lo facciamo con un ascolto verticale sulla persona che è un essere umano e la persona ha una famiglia con sé, per questo siamo diventati anche family officer certificati. Poi da 3 anni a questa parte abbiamo anche aperto l'hub in collaborazione con FenImprese, abbiamo aperto FenImprese Dubai, a cui abbiamo esteso tutti i nostri servizi e da quest'anno, grazie al presidente Mancuso che mi ha nominato coordinatore per tutte le sedi estere, siamo anche il punto di riferimento di FenImprese internazionale. Quindi noi oggi abbiamo un incarico 'deontologico' nei confronti di chi decide di rimanere, perché siamo veramente un punto di riferimento per la comunità. Anche solo venire qui, bere un caffè, mostrare che ci siamo, che siamo operativi. Domenica, lunedì, martedì, siamo sempre aperti a pieno regime", conclude aggiungendo di sentirsi "tranquillo perché conosco le istituzioni qui, quindi so come agiscono sempre in maniera molto cautelativa, molto posata, quindi da questo punto di vista posso dirti che la sicurezza è estrema". Ma qual'è la situazione ora? "la situazione a Dubai è grave sì -sottolinea il consulente italiano- ma non drammatica. Quello che salta subito all'occhio sono le strade semideserte in una realtà dove ultimamente non si poteva più girare in macchina. Quindi non stiamo vivendo un periodo di normalità. Noi come rappresentanti delle istituzioni e di imprese e famiglie ci dobbiamo dimostrare forti. Sarebbe potuto andare molto peggio, però non è una situazione di normalità. Si sta rispondendo bene a un periodo di crisi, ecco". Pescara sottolinea che "c'è stato l'invito a rimanere a casa fino ad oggi, da domani dovrebbe riaprire l'aeroporto, la Farnesina ha già organizzato i primi rimpatri, l'operatività degli uffici privati dovrebbe tornare a pieno regime mentre quelli pubblici non hanno mai chiuso", sottolinea. Ma secondo Pescara ci sarebbe già qualcuno pronto ad approfittare della situazione di incertezza. "L'investitore istituzionale, che può essere un grande Fondo o un grosso imprenditore, non è preoccupato -spiega- di quanto sta avvenendo perchè ha un approccio non emotivo al mercato. E in un periodo in cui l'attività immobiliare e finanziaria qui a Dubai era satura, c'era chi aspettava questo momento. Tutti ci immaginavamo un'altra 2008, ma non ci immaginavamo una guerra. Quindi l'investitore istituzionale è pronto a speculare in un mercato dove si è venduto la qualunque a chiunque. Sono 'squali' che stanno aspettando che il mercato crolli, perché anche se Trump ha definito che sarà un intervento lampo, si pensa che prima di 5-6 mesi le tensioni con l'Iran non finiranno", conclude. (di Fabio Paluccio)
(Adnkronos) - “La cosa interessante di questa manifestazione fin dall'origine è il non essersi specializzata in un solo settore dell'energia, ma essere stata in grado di offrire un panorama generale per tutto ciò che riguarda i settori energetici e le tecnologie per l'energia stessa. Abbiamo notato in quest’ultimo anno una forte crescita della domanda nella parte del solare, dell'eolico e nello storage, sostanzialmente nell'accumulo. Se facciamo un salto all’indietro di quattro anni all’interno del percorso di questa manifestazione, vediamo che all’origine si trattava di una piccola costola di una fiera più grande, Ecomondo; questo sviluppo così forte in pochi anni, dimostra un grandissimo interesse anche a livello nazionale di questo settore, e merita naturalmente tutta l'attenzione che gli riserviamo”. Maurizio Renzo Ermeti, Presidente di Ieg - Italian Exhibition Group, si esprime così nel corso della prima giornata di ‘Key - The energy transition expo’, la manifestazione in corso di svolgimento alla Fiera di Rimini. “Quasi tutti i padiglioni sono occupati - prosegue Ermeti - ben 24, quattro in più rispetto allo scorso anno, e gli espositori sono 1065, di cui il 30% arriva dall’estero. 500 sono i buyer e provengono da 50 paesi nel mondo. È davvero un’edizione da record”. Per Ermeti il controllo del prezzo dell’energia è un elemento chiave: “Per questa ragione c'è Rimini Key 2026, una piattaforma che - in tutti i suoi 125mila metri quadri di esposizione - viene riconosciuta a livello internazionale”, conclude.