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(Adnkronos) - Dal successo, alla malattia fino alla rinascita. Achille Polonara sarà ospite oggi, domenica 22 febbraio, a Verissimo per parlare della sua lotta contro la leucemia mieloide che lo ha colpito nel 2025. Achille Polonara è nato ad Ancona nel 1991. All’età di 15 anni è entrato nelle giovanili del Teramo Basket ed è sceso per la prima volta in campo in Serie A nella stagione 2009-2010. Nel corso della sua carriera Achille Polonara ha vinto una Supercoppa italiana con la Pallacanestro Reggiana nel 2015, una FIBA Europe Cup con la Dinamo Sassari, un campionato spagnolo con il Saski Baskonia nella stagione 2019-2020 e un campionato italiano con la Virtus Bologna nella stagione 2024-2025. Achille è sposato con Erika Bufano e nel 2020 è diventato papà di Vitoria. Nel 2022 è nato il secondogenito Achille Jr. Il cestista azzurro si era sottoposto, lo scorso 25 settembre, al trapianto di midollo necessario nella sua battaglia contro la leucemia mieloide. Dopo l'intervento, Polonara aveva rassicurato i tifosi e tutti gli appassionati di basket pubblicando una storia sul proprio profilo Instagram: "Trapianto tutto ok", dal letto di ospedale. Solo qualche settimana prima era stato proprio Polonara ad annunciare di aver trovato una donatrice: "Abbiamo trovato una donatrice. Si tratta di una ragazza americana compatibile al 90%", aveva spiegato al Corriere della Sera, "sono stato fortunato, c’erano due donatori compatibili al 90%, anche un ragazzo tedesco, ma hanno optato per lei perché sono riusciti a mettersi in contatto subito". Dopo la diagnosi choc di leucemia mieloide per Achille Polonara ricevuta lo scorso giugno, il cestista e la sua famiglia hanno vissuto un periodo difficile. Prima il trapianto di midollo osseo, poi il coma e la concreta possibilità di non svegliarsi più. L'atleta però ce l'ha fatta: dopo dieci giorni si è svegliato. A raccontare l'ultimo mese di cure è un servizio de 'Le Iene'. "Io non mi ricordo molto, è come se avessi dormito. É stata tosta, i dottori mi avevano dato poche speranze", ha raccontato Polonara a Nicolò De Devitiis. Il cestista ha spiegato che durante il coma si sentiva "in un'altra città" ma ha spiegato che in quei giorni riusciva comunque a sentire le parole della moglie Erika Bufano, che era lì al suo fianco, nonostante non potesse rispondere. È stata lei a spiegare cosa è accaduto dopo il trapianto: "Quando gli hanno tolto il cvc (cioè il catetere attraverso il quale era avvenuto il trapianto) si è sentito male. Gli è partito un trombo, il suo cervello è andato in carenza di ossigeno". "Ho solo pregato che non morisse. Pensavo 'non importa come starà, anche se non camminerà, se non muoverà le braccia... l'importante è che si svegli. E alla fine è successo", ha raccontato. Achille Polonara, ospite lo scorso 21 dicembre a Verissimo, ha raccontato la sua battaglia contro la leucemia mieloide acuta: "Oggi sto bene, il peggio è passato". Al suo fianco, la moglie Erika e i due figli, Vittoria e Achille Jr.: "Grazie alla mia famiglia sto passando delle belle feste. Mia moglie è stata unica, non mi ha lasciata un secondo. E i miei figli mi hanno dato tantissima forza", ha detto. La moglie Erika presente in studio ha raccontato i difficili momenti del coma: "La situazione inizialmente non era delle migliori, perché la risonanza non era pulita. Lui è andato in coma il giovedì e il martedì ha riaperto gli occhi. Io non l'ho mai mollato. Lui mi ha ascoltato, sentiva tutto e ha riaperto gli occhi. Mi aveva fatto una promessa e l'ha mantenuta: è tornato da noi", ha aggiunto la moglie del cestista. La malattia ora è in remissione: "Viviamo molto alla giornata, anno nuovo vita nuova", ha raccontato.
(Adnkronos) - Borghi a rischio spopolamento? Non per Cortemilia, 2100 abitanti nell’Alta Langa, dove Paola Veglio, amministratore delegato di Brovind Vibratori spa, da anni si impegna per garantire un futuro al territorio, con il sogno, dice all'Adnkronos/Labitalia di “rendere questo borgo storico, noto per l’enogastronomia e il turismo, un polo tecnologico a disoccupazione zero”. “I dipendenti di Brovind - spiega - hanno accesso di diritto all’asilo nido comunale, la cui creazione è stata resa possibile grazie al grande impegno del Comune di Cortemilia. La struttura è fondamentale per il territorio: mancava un nido nel borgo e offre opportunità di accoglienza anche per i comuni limitrofi. La retta per i nostri lavoratori è coperta interamente dall’azienda”. L’imprenditrice ha inoltre riaperto un ristorante-pizzeria e hotel nel centro del paese: “Era da anni che a Cortemilia mancavano un hotel e una pizzeria; il progetto ha anche una valenza di welfare aziendale, perché permette di ospitare 60 dipendenti Brovind, il cui pranzo è pagato per l’80% dall’azienda. Vista la progressiva crescita dell’organico, infatti, molti dei nostri lavoratori non potevano contare su strutture in grado di ospitarli”. “La posizione centrale dell’hotel - racconta - offre nuove opportunità ai negozi del borgo. Il fatto che stiano aprendo altre attività locali, gestite da giovani, conferma che il nostro progetto possa creare valore aggiunto verso la riqualificazione del territorio”. In tema di investimenti per il territorio, Paola Veglio si occupa di riqualificare l’ex polo industriale Miroglio: “Un’area di 33.000 mq abbandonata, che ospiterà la produzione Brovind. Stiamo strutturando il progetto in ottica di indipendenza energetica, automazione e maggior attenzione al welfare aziendale; si tratta di un investimento di 12 milioni, una cifra titanica, ma è l’unica soluzione per crescere”. Per attrarre i giovani, invece, “collaboriamo attivamente con le scuole del territorio per accogliere i giovani più promettenti e offrire loro una formazione altamente qualificata”.
(Adnkronos) - Meno di 1 italiano su 5 possiede un’auto green (il 17%), ma un italiano su due (il 51%) sta valutando di comprarne una. Tuttavia, gli italiani sembrano propensi a cambiare trend: già 1 su 4 ha provato un’auto elettrica (26%) e il full hybrid è la soluzione più indicata quando si valuta l’acquisto di una nuova vettura (27%). Le principali barriere all’acquisto delle auto elettriche sono il costo elevato (62%) seguito dai tempi di ricarica lunghi (50%). Sono i risultati dell’indagine realizzata da YouGov per Repower, con l’obiettivo di valutare il mercato delle auto elettriche in Italia insieme a conoscenze e abitudini dei cittadini, presentati nel X White Paper, 'La transizione nell’era post ideologica', pubblicato dal gruppo attivo nel settore energetico e della mobilità sostenibile. (VIDEO) Questa edizione del documento rafforza la dimensione di piattaforma di contenuti fruibili in maniera non lineare, andando ad approfondire solo i temi a cui si è più interessati. Ogni capitolo è infatti abbinato, a seconda del tema approfondito, a una puntata di 'Rumors d’Ambiente - Alla ricerca della sostenibilità', il podcast di Repower di cui in primavera è attesa la sesta stagione. Ogni capitolo ospita inoltre una serie di interviste ad esperti per approfondire le molteplici tematiche della mobilità sostenibile: da Francesco Zirpoli, direttore del Center for Automotive and Mobility Innovation all’Università Ca’ Foscari Venezia a Fabio Orecchini direttore del Center for Automotive Research and Evolution all’Università Guglielmo Marconi di Roma, da Vito Di Noto, docente al Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Padova, all’architetto e urbanista di fama mondiale Carlo Ratti. “Nel 2025 il mercato delle auto elettriche è tornato a crescere - commenta Fabio Bocchiola, Ceo di Repower Italia nell’introduzione al White Paper - sostenuto da politiche di incentivazione e da una rete di ricarica sempre più capillare. È uno scenario incoraggiante, che restituisce l’immagine di una tecnologia che sta progressivamente uscendo da una fase pionieristica per entrare in una stagione di maturità. Per questo abbiamo deciso di dedicare il tema del White Paper a questo cambio di approccio, che ci conduce in un’era ‘post ideologica’ in cui l’elettrico rappresenta una soluzione che non va scelta solo per una questione di valori o responsabilità, ma perché ha senso come tecnologia matura”. Dall'indagine emerge, poi, che il 50% degli italiani possiede un’auto a benzina, il 35% diesel, il 10% Gpl. L’auto elettrica è poco diffusa: solo il 2% la possiede, come le soluzioni ibride (full hybrid 6%, mild hybrid 5%, gas naturale compresso 3%, plug-in hybrid 2%). Tuttavia, gli italiani sembrano propensi a cambiare trend: già 1 su 4 ha provato un’auto elettrica (26%) e il full hybrid è la soluzione più indicata quando si valuta l’acquisto di una nuova vettura (27%), mentre il 18% considera l’acquisto di un veicolo elettrico. Le principali barriere all’acquisto delle auto elettriche sono - rileva lo studio - il costo elevato (62%), i tempi di ricarica lunghi (50%), la scarsa disponibilità di colonnine di ricarica (47%), l’inadeguatezza per i viaggi lunghi (45%) e l’autonomia limitata (44%). Il livello di conoscenza sul mercato delle auto elettriche è scarso: meno di 1 italiano su 5 si reputa bene informato (17%) e il mezzo di informazione principale è il passaparola (39%). Solo 2 italiani su 10 pensano che ci siano abbastanza colonnine di ricarica per auto elettriche. Ci sono, poi, alcune opinioni contrastanti sulle auto elettriche: 2 italiani su 3 ritendono importante possedere un’auto e sono convinti che le auto elettriche si diffonderanno se miglioreranno le infrastrutture; 1 su 3 crede che il prezzo salirà e che le auto elettriche inquinino più di quelle a benzina, mentre 1 su 2 pensa che necessitino di una manutenzione costosa e complicata.