(Adnkronos) - Le Bambole di Pezza sono le quarte a esibirsi questa sera, sabato 28 febbraio, per la finale del Festival di Sanremo 2026. La band punk rock è in gara alla kermesse canora con il brano 'Resta con me'. Una delle realtà più rappresentativa della scena rock pop-punk italiana. Le Bambole di Pezza sono nate a Milano nel 2002 inizialmente sotto contratto con Tube Records. Da sempre si sono distinte per i temi forti legati al femminismo, alla parità di genere e alla lotta contro la violenza sulle donne. Oggi il gruppo è composto da: Cleo per la voce. Morgana, chitarra solista. Dani, cori e chitarra ritmica. Xina, batteria e cori. Kaj, basso e cori. Il debutto arriva con 'Crash Me', un album che permette alla band di intraprendere una lunga tournée. Approdano anche in televisione: partecipano come guest star a un episodio de L'Ispettore Coliandro, interpretando la band in cui suona Nikita e portando sullo schermo il brano 'Le Streghe'. Nel 2014 arriva una reunion per celebrare i dieci anni dall'ultimo album 'Strike'. È l'inizio di un nuovo capitolo: le chitarriste storiche Morgana Blue e Dani Piccirillo rilanciano il progetto coinvolgendo Cleo, Kaj e Xina. Nel 2022 avviene il ritorno ufficiale sui palchi in Piazza della Scala a Milano, accanto ai Rezophonic. Nello stesso anno la band pubblica 'Rumore', omaggio a Raffaella Carrà scelto come colonna sonora della miniserie dedicata all'artista, e il brano 'Non Sei Sola', realizzato con Jo Squillo per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Nel 2024 la band firma con l'etichetta Nigiri con distribuzione Sony, pubblicando i singoli Stuntman, ZenZero e Cresciuti Male, quest'ultimo in collaborazione con J-Ax. E il 24 gennaio 2025 vede la luce il loro quarto album in studio, Wanted. "Volevamo arrivare qui consapevoli di avere alle spalle tanto impegno ed esperienza, anche da indipendenti", racconta Cloe. "Dimostrando che da un garage si può arrivare al palco di Sanremo". "Essere cinque donne su un palco così importante è già un messaggio fortissimo", sottolinea Dani. "È interessante notare come, pensando a una band, l'immagine sia quasi sempre maschile. Quest'anno, invece, l'unica band a Sanremo è di donne". Una presenza che sperano possa essere d'ispirazione. "Quando ero piccola non avevo mai visto una donna suonare uno strumento", confida Cloe. "La prima volta fu a Sanremo, vidi L'Aura al pianoforte e pensai: 'Allora posso farlo anch'io'. Speriamo che la nostra presenza porti tante ragazzine a dire: 'Adesso lo faccio anch'io'". Un concetto, quello dell'unione, che diventa un messaggio politico. "Ci vuole coraggio a stare insieme, soprattutto in un momento storico di conflitti come questo", aggiunge Dani. "Il nostro è un messaggio politico perché presuppone un gruppo di persone. È un richiamo al valore dell'umanità, al non essere isole come la società odierna ci sta abituando. È un invito a guardarsi attorno di fronte a ogni difficoltà". Volevo dirti in queste notti, ti penso ancora Che la mia vita da quel giorno, è un'altra storia E a volte per cambiare tutto basta una parola Per diventare ciò che sono ho camminato sola Sono una donna che non guarda in faccia niente Mi hanno guardata male ma è il giudizio della gente Quando ti senti stanca dalle delusioni E l'unica certezza sono le canzoni E il giorno che non torna di un inverno con l'amore che non è più qui Ovunque sia l'errore nel miracolo di crescere così Con il cuore in gola senza lacrime e paura Con le braccia aperte per gridare Resta con me In questi tempi di odio Tu resta con me Anche se tutto questo ci cambierà Adesso sono io a dirti che ho bisogno A dirti in questo posto sembra tutto una follia Resta con me, resta con me Ho fatto sogni senza mai, chiudere gli occhi Vissuto vite che non sai, se immaginarti Ho visto uomini per bene, andare in pezzi E ho visto uomini di strada, tornare onesti E pezzi di giornali sparsi, nella mia testa Una ragazza una chitarra, e una tempesta Questi non sanno cosa provo dentro Come una foglia sempre stata al vento E il giorno che non torna di un inverno con l'amore che non è più qui Ovunque sia l'errore nel miracolo di crescere così Con il cuore in gola senza lacrime e paura Con le braccia aperte per gridare Resta con me In questi tempi di odio Tu resta con me Anche se tutto questo ci cambierà Adesso sono io a dirti che ho bisogno A dirti in questo posto sembra tutto una follia Resta con me, resta con me E allora dimmi Se conosci un modo Per dimenticare i guai Per noi che siamo stati Sempre appesi a un filo Aspettami nell'alba di questo mattino Ho superato anni come questi E avrei voluto dirti Resta con me In questi tempi di odio Tu resta con me Anche se tutto questo ci cambierà Adesso sono io a dirti che ho bisogno A dirti in questo posto sembra tutto una follia Resta con me, resta con me.
(Adnkronos) - "Quella di oggi è una grande occasione per poter comprendere come l'innovazione tecnologica e l'intelligenza artificiale possano essere effettivamente messe a servizio dell'uomo". A dirlo Maria Teresa Bellucci, vice ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, intervenendo all'incontro 'Sicurezza sul lavoro e intelligenza artificiale', organizzato a Palazzo Brasini, nell'ambito dell'evento 'Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità strategie, fiducia, regole, competenze', promosso dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali. "L'intelligenza artificiale - spiega - come ogni progresso, come ogni innovazione è stata inventata dall'uomo, non è nata da sola. Anche perché l'intelligenza artificiale non crea nulla, non inventa. Ma ciò che nasce dall'uomo dovrebbe essere sempre a favore dell'uomo. Ma noi sappiamo anche che non è così. La storia ce lo insegna. La bomba atomica, ad esempio, è stata inventata da un uomo. Siamo noi che abbiamo la responsabilità per primi, nessuno escluso, di capire che cosa ci vogliamo fare con ciò che noi inventiamo e viene generato da noi stessi. E' per questo che l'assunzione di responsabilità è fondamentale, soprattutto per le istituzioni e per chi si occupa di governare le nazioni". "Quando noi - sottolinea - dobbiamo emanare linee guida, regolamenti, sistemi di governance l'intelligenza artificiale ci può essere di grandissimo aiuto. Poi noi ci dobbiamo mettere la testa, il cuore, la coscienza, la consapevolezza, la creatività che ha soltanto l'uomo e che nessuna intelligenza artificiale mai potrà imitare. Anche quando diventa antropomorfa perché l'intelligenza artificiale perché manca di empatia, di creatività e del genio umano".
(Adnkronos) - L’Italia si colloca tra i primi tre Paesi europei per numero di brevetti green ed è terza anche per quota di imprese con brevetti sul totale delle imprese (16,5 ogni 1.000 imprese), dopo Germania (21,6) e Austria (18,9). Un dato importante che sottostima la dinamicità del sistema produttivo in cui sono in crescita costante gli investimenti in sostenibilità, con 578.450 imprese che tra il 2019 e il 2024 hanno realizzato eco-investimenti (38,7% del totale). Un’innovazione diffusa non sempre tradotta in titoli di proprietà intellettuale, anche per una cultura industriale ancora poco orientata alla valorizzazione sistematica dei risultati di ricerca e sviluppo. Questa la fotografia scattata dallo studio Competitivi perché sostenibili, realizzato congiuntamente da Fondazione Symbola e Unioncamere, in collaborazione con Dintec e il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne. Stando al report, il nostro Paese detiene brevetti importanti in comparti chiave: la mobilità sostenibile, dove i brevetti italiani pesano per il 31% sul totale dei brevetti che riguardano la mitigazione dei cambiamenti climatici; l’efficienza energetica nell’edilizia, in cui superiamo la media Ue; la gestione dei rifiuti e delle acque reflue, settore in cui siamo per tradizione tra i Paesi più dinamici; le tecnologie Ict per la mitigazione climatica, con un incremento record del +270% negli ultimi dieci anni. Le regioni del Nord - Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte - trainano questa dinamica, forti della loro tradizione manifatturiera e della capacità di trasformare ricerca e know how industriale in soluzioni concrete. Le imprese risultano essere le principali protagoniste, titolari dell’81,9% delle domande pubblicate, seguono le persone fisiche (12,9%), mentre gli enti si attestano al 5,2%. “L’Italia sa innovare e competere nei settori ambientali - dichiara il presidente di Fondazione Symbola, Ermete Realacci - ma ha bisogno di un salto di scala: è necessario investire di più in ricerca, supportare la capacità di brevettare, rafforzare il trasferimento tecnologico e replicare il modello vincente dell’economia circolare nei comparti dell’efficienza, dell’elettrificazione e delle rinnovabili. Solo così il Paese potrà ambire ad essere leader dell’innovazione verde europea. Il report ‘Competitivi perché sostenibili’ di Fondazione Symbola e Unioncamere evidenzia anche il nesso tra innovazione verde e competitività. Infatti le imprese italiane che depositano brevetti in tecnologie verdi si distinguono per una competitività significativamente superiore rispetto a quelle che brevettano in altri ambiti”. “L’Italia ha compiuto grandi passi avanti nella brevettazione green (+44,4% tra 2012 e 2022) ma resta ancora una distanza significativa dalla Germania e dalla Francia - sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli - Dietro ad ogni brevetto c’è un investimento in ricerca e innovazione di imprese, Università e Centri di ricerca, ma l’investimento non basta se non si tutela la proprietà intellettuale con i brevetti. E sempre di più anche il sistema del credito e della finanza ne valorizza il possesso come asset del capitale delle imprese per la concessione dei prestiti”. Analizzando la distribuzione settoriale delle domande italiane di brevetto europeo in ambito green, il manifatturiero si conferma il motore principale dell’innovazione (59,0%), seguono i settori legati alla ricerca scientifica (18,8%), telecomunicazioni e informatica (6,6%), commercio all’ingrosso (3,5%) e costruzioni (3,5%). A livello di ambiti tecnologici si rileva la forte presenza di soluzioni legate alla digitalizzazione dei processi produttivi e alla gestione efficiente delle risorse energetiche e ambientali (12,0%). A distanza seguono le tecnologie di misurazione e collaudo delle variabili elettriche e magnetiche (7,3%). Il terzo ambito in ordine di rilevanza è rappresentato dalle tecnologie per il trattamento delle acque reflue, delle acque fognarie e dei fanghi (6,5%). Seguono le tecnologie relative a biciclette e veicoli di micromobilità, riguardanti telai, sistemi di sterzo, sospensioni e vari dispositivi che rendono questi mezzi sempre più efficienti e competitivi. Quinto ambito quello energetico, include soluzioni per reti di distribuzione in corrente alternata o continua, sistemi di gestione e ricarica delle batterie, alimentazione da più fonti e perfino tecnologie per la trasmissione wireless dell’energia. Lo studio evidenzia anche il nesso tra innovazione verde e competitività: le imprese italiane che depositano brevetti in tecnologie verdi si distinguono per una competitività significativamente superiore rispetto a quelle che brevettano in altri ambiti (non green). Generano un fatturato per impresa molto più elevato (382 milioni di euro per impresa contro 41 milioni delle non green) e registrano una maggiore produttività (144mila euro di valore aggiunto per addetto contro 92mila). Dal punto di vista dell’export, oltre la metà (57,8%) esporta, generando oltre 63 miliardi di euro, con una forte diversificazione dei mercati di riferimento. Inoltre, il capitale umano è più qualificato, con una quota più alta di laureati (29,7%, di cui il 16,7% in discipline Stemplus). Infine, queste imprese attraggono più capitale estero: il 41,9% ha partecipazioni straniere, contro il 31,7% delle non green.