INFORMAZIONIIndeed Gestione Risorse Umane e Formazione Aziendale Ruolo: Strategy & Operations Business Partner, Emerging Markets Area: Sales Management David Hickey |
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(Adnkronos) - Sono state acquisite le immagini delle telecamere di bordo del tram della linea 9 che nel pomeriggio di ieri, venerdì 27 febbraio, è deragliato a Milano, provocando due vittime e quarantotto feriti di cui tre ancora in terapia intensiva. I filmati, insieme a quelli presenti lungo viale Vittorio Veneto, saranno analizzati dagli investigatori per verificare la versione fornita dall’autista. Il conducente, ascoltato immediatamente dopo l’incidente, ha riferito di aver accusato un malore e di non essere riuscito ad azionare lo scambio, causando la deviazione improvvisa del mezzo. Il tram avrebbe così abbandonato la direzione naturale, curvando a sinistra ad alta velocità e terminando la sua corsa contro un palazzo all’angolo con via Lazzaretto. La pm Elisa Calanducci è in attesa degli atti dell’inchiesta, compreso il verbale dell’autista, la cui posizione è ora al vaglio della Procura di Milano. Tra i primi accertamenti che verranno disposti figurano le autopsie sui due passeggeri deceduti, sbalzati fuori dal tram a seguito dell’impatto, e una consulenza cinematica per ricostruire con precisione la dinamica del deragliamento. Formalmente il fascicolo per omicidio colposo e lesioni colpose non è stato ancora aperto, così come si attendono gli atti per poter disporre le autopsie per le due vittime, Ferdinando Favia, 59 anni, e Karim Touré, senegalese di 56 anni senza fissa dimora. Restano gravi le condizioni di alcuni feriti, ma nessuno risulterebbe in pericolo di vita. La pm di Milano Elisa Calanducci valuta di sentire la prossima settimana il conducente del tram. L'uomo, 60 anni, ieri ha fornito dichiarazioni spontanee alla Polizia locale, sostenendo di avere avuto un malore. Un'ipotesi a cui si cerca conferma nei dati oggettivi, come le immagini delle telecamere presenti sul tram della linea 9, ma soprattutto dal sistema di guida che registra diversi dati. La procura sta cercando di raccogliere tutti i dati sull'esatta durata della presunta corsa 'cieca' e saranno necessari più approfondimenti per capire l'esatta dinamica dell'incidente. Il primo punto da capire è quando il conducente ha avuto un malore e se dunque ha 'saltato' la fermata precedente per quello o perché priva di passeggeri in attesa o in discesa. Resta da capire perché, in caso di malore, non si è attiva il sistema di sicurezza. Il cosiddetto 'uomo morto' è un sistema automatico di monitoraggio che interviene frenando e fermando il mezzo quando il tranviere non risulta vigile o in grado di agire. Il sistema, spiega una fonte vicina all'azienda di trasporti Atm, è sempre attivo a velocità superiori dei 3 chilometri orari. Per dimostrare di essere vigile alla guida, il conducente deve premere il pulsante ogni 2,5 secondi. Se non lo fa, scatta un allarme sonoro. Se dopo altri 2,5 secondi dall’allarme il tranviere non preme il pulsante, il sistema di sicurezza fa scattare la frenata e l'arresto del mezzo in uno spazio adeguato che dipende dalla velocità di marcia. Nessun allarme sarebbe stato registrato dal sistema di bordo e, quindi, trasmesso alla centrale che avrebbe potuto far scattare il sistema automatico di monitoraggio (il cosiddetto ‘uomo morto’) che interviene frenando e fermando il mezzo Atm quando il tranviere non risulta vigile o in grado di agire alla guida. L’assenza di questo allarme sonoro, fornito da una fonte qualificata, costituirebbe un dato oggettivo e un elemento neutro rispetto al racconto del conducente. L’uomo, 60 anni, afferma di aver avuto un malore, ma nonostante il malessere potrebbe aver continuato a premere il comando manuale che certifica la presenza umana. "Mai vista così tanta gente qui di sabato". E' la prima impressione, a cui dà voce un barista di viale Vittorio Veneto a Milano, che si ha, tornando a 24 ore di distanza dall'incidente sul luogo in cui ieri pomeriggio un tram della linea 9 è deragliato. Folle di curiosi, complice il pomeriggio quasi primaverile e la vicinanza ai giardini pubblici, affollano l'angolo con via Lazzaretto, tanto che i vigili sono costretti a presidiare l'incrocio, per evitare che i tanti intenti a scattare foto del luogo del disastro finiscano per bloccare il traffico. Il soggetto più preso di mira è la vetrina del ristorante giapponese Robata Kan, completamente sventrata dal nuovissimo tramlink. Dietro ai cumuli di mattoni s'intravedono i tavoli già apparecchiati per la cena. Per fortuna nel locale, chiuso a pranzo, non c'erano clienti al momento dell'impatto. Incolumi i dipendenti all'interno. "Noi stiamo bene, non siamo le vittime", la rassicurazione pubblicata sui social del ristorante aperto da pochi mesi e ora "chiuso fino a data da destinarsi, a causa di un grave incidente tranviario". Ed è, oltre che alle vittime, al personale del ristorante che offriva - primo in Europa - il vero 'barbecue giapponese' che va il pensiero degli esercenti della zona. "Poverini, avevano aperto due mesi fa. Sono brava gente", dicono. Lo chef questo pomeriggio è tornato in zona. Tempo di un caffè e di uno sguardo ai cumuli di macerie all'ingresso del locale, superato lo choc di vedersi arrivare un tram contro. Nell'impatto devastante sono morte due persone. Per loro l'azienda di trasporto pubblico ha depositato oggi due mazzi di fiori bianchi, accompagnati da biglietti scritti a mano per esprimere 'il cordoglio di Atm', vicino alle rotaie, nel punto in cui il tramlink, che doveva andare dritto, ha invece svoltato a sinistra, deragliando. "Se non avesse saltato la fermata prima...", sussurra una donna. "Ha preso la rincorsa per andare dritto", ipotizza un curioso. "Forse non si è reso conto che doveva azionare lo scambio", improvvisa un altro passante. Conversazioni a mezza bocca, in un silenzio raccolto, interrotto dal rumore dei tram che da oggi hanno ripreso a circolare. "La sicurezza di passeggeri, conducenti e operatori del trasporto pubblico è una priorità costante dell’amministrazione. È un impegno quotidiano che coinvolge strutture tecniche e azienda di trasporto, con l’obiettivo di garantire standard elevati e la massima attenzione alla tutela delle persone" dichiara sui social l'assessora alla Mobilità del Comune di Milano, Arianna Censi, all'indomani del deragliamento di un tram della linea 9. "La nostra città è stata colpita da un evento drammatico che ha spezzato due vite e causato numerosi feriti. Alle famiglie delle vittime rivolgo il mio cordoglio più sincero e ai feriti un pensiero di vicinanza e augurio di pronta guarigione, a nome dell’amministrazione comunale di Milano", dice Censi, che ieri pomeriggio è accorsa sul luogo dell'incidente insieme al sindaco Giuseppe Sala "per seguire da vicino la gestione dell’emergenza e coordinare le prime verifiche". Per questo oggi ringrazia "gli operatori sanitari, la Protezione civile, gli agenti della Polizia locale e tutto il personale di Atm intervenuto con tempestività, professionalità e senso del dovere. In una situazione così complessa, il coordinamento dei soccorsi è stato fondamentale per assistere le persone coinvolte e mettere in sicurezza l’area". Ora però "è il momento di consentire agli inquirenti e ai tecnici incaricati di svolgere il proprio lavoro con serenità. Saranno le verifiche e le perizie a ricostruire con precisione la dinamica e le cause. Atm sta collaborando pienamente con l’autorità giudiziaria, fornendo ogni elemento utile agli accertamenti", assicura l'assessora, che in conclusione raccomanda: "In questo momento servono rispetto e senso delle istituzioni. Milano saprà affrontare anche questa prova con serietà e competenza".
(Adnkronos) - "Il messaggio che vogliamo dare oggi ai nostri studenti è che internazionalizzazione, prossimità, selezione e soprattutto servizio - servizio ai docenti e ai nostri valori - sono elementi insostituibili. L'università vive attraverso la presenza costante degli studenti nelle aule e nei corridoi dove, grazie all'esempio dei docenti, possono costruire il loro futuro". Così Rocco Papalia, magnifico rettore dell'università Campus Bio-Medico di Roma, intervenendo oggi alla cerimonia di inaugurazione del 33esimo anno accademico. Papalia ha sottolineato il valore simbolico di una governance che oggi vede ai vertici ex studenti dell'ateneo. "E' il passaggio" del testimone "a cui crediamo molto: docenti che hanno formato attraverso valori fondanti e studenti che, cresciuti in queste aule, oggi mettono in pratica il loro bagaglio professionale e umano". Guardando alle sfide attuali, il rettore ha evidenziato come le università, pur avendo oltre 8 secoli di storia, non siano realtà superate. "Sono luoghi di comunicazione, di apprendimento dei valori e di condivisione. Questa trasmissione" di sapere e ruoli "da docente a studente e tra studenti non può essere sostituita da alcuna azienda. E' qui - ha concluso - che si costruiscono competenze e si alimenta una dimensione internazionale fondata sulla speranza nel futuro".
(Adnkronos) - Meno di 1 italiano su 5 possiede un’auto green (il 17%), ma un italiano su due (il 51%) sta valutando di comprarne una. Tuttavia, gli italiani sembrano propensi a cambiare trend: già 1 su 4 ha provato un’auto elettrica (26%) e il full hybrid è la soluzione più indicata quando si valuta l’acquisto di una nuova vettura (27%). Le principali barriere all’acquisto delle auto elettriche sono il costo elevato (62%) seguito dai tempi di ricarica lunghi (50%). Sono i risultati dell’indagine realizzata da YouGov per Repower, con l’obiettivo di valutare il mercato delle auto elettriche in Italia insieme a conoscenze e abitudini dei cittadini, presentati nel X White Paper, 'La transizione nell’era post ideologica', pubblicato dal gruppo attivo nel settore energetico e della mobilità sostenibile. (VIDEO) Questa edizione del documento rafforza la dimensione di piattaforma di contenuti fruibili in maniera non lineare, andando ad approfondire solo i temi a cui si è più interessati. Ogni capitolo è infatti abbinato, a seconda del tema approfondito, a una puntata di 'Rumors d’Ambiente - Alla ricerca della sostenibilità', il podcast di Repower di cui in primavera è attesa la sesta stagione. Ogni capitolo ospita inoltre una serie di interviste ad esperti per approfondire le molteplici tematiche della mobilità sostenibile: da Francesco Zirpoli, direttore del Center for Automotive and Mobility Innovation all’Università Ca’ Foscari Venezia a Fabio Orecchini direttore del Center for Automotive Research and Evolution all’Università Guglielmo Marconi di Roma, da Vito Di Noto, docente al Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Padova, all’architetto e urbanista di fama mondiale Carlo Ratti. “Nel 2025 il mercato delle auto elettriche è tornato a crescere - commenta Fabio Bocchiola, Ceo di Repower Italia nell’introduzione al White Paper - sostenuto da politiche di incentivazione e da una rete di ricarica sempre più capillare. È uno scenario incoraggiante, che restituisce l’immagine di una tecnologia che sta progressivamente uscendo da una fase pionieristica per entrare in una stagione di maturità. Per questo abbiamo deciso di dedicare il tema del White Paper a questo cambio di approccio, che ci conduce in un’era ‘post ideologica’ in cui l’elettrico rappresenta una soluzione che non va scelta solo per una questione di valori o responsabilità, ma perché ha senso come tecnologia matura”. Dall'indagine emerge, poi, che il 50% degli italiani possiede un’auto a benzina, il 35% diesel, il 10% Gpl. L’auto elettrica è poco diffusa: solo il 2% la possiede, come le soluzioni ibride (full hybrid 6%, mild hybrid 5%, gas naturale compresso 3%, plug-in hybrid 2%). Tuttavia, gli italiani sembrano propensi a cambiare trend: già 1 su 4 ha provato un’auto elettrica (26%) e il full hybrid è la soluzione più indicata quando si valuta l’acquisto di una nuova vettura (27%), mentre il 18% considera l’acquisto di un veicolo elettrico. Le principali barriere all’acquisto delle auto elettriche sono - rileva lo studio - il costo elevato (62%), i tempi di ricarica lunghi (50%), la scarsa disponibilità di colonnine di ricarica (47%), l’inadeguatezza per i viaggi lunghi (45%) e l’autonomia limitata (44%). Il livello di conoscenza sul mercato delle auto elettriche è scarso: meno di 1 italiano su 5 si reputa bene informato (17%) e il mezzo di informazione principale è il passaparola (39%). Solo 2 italiani su 10 pensano che ci siano abbastanza colonnine di ricarica per auto elettriche. Ci sono, poi, alcune opinioni contrastanti sulle auto elettriche: 2 italiani su 3 ritendono importante possedere un’auto e sono convinti che le auto elettriche si diffonderanno se miglioreranno le infrastrutture; 1 su 3 crede che il prezzo salirà e che le auto elettriche inquinino più di quelle a benzina, mentre 1 su 2 pensa che necessitino di una manutenzione costosa e complicata.