INFORMAZIONIEni spa Energia, Acqua e Ambiente Ruolo: Executive Vice President & CIO Area: (responsabile) IT Management Dario Pagani |
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(Adnkronos) - Telefoni roventi a Palazzo Chigi, con lo scenario mediorientale che resta incandescente. Proseguono le interlocuzioni internazionali della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sulla crisi legata all'Iran, mentre il governo monitora parallelamente le possibili ripercussioni economiche - a partire dal fronte energetico - della nuova escalation in Medio Oriente. In questo quadro la premier ha avuto un colloquio telefonico con il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan. Nel corso della conversazione Meloni ha espresso solidarietà alla Turchia, definita "partner strategico dell'Italia e alleato Nato", dopo l'attacco missilistico che ha colpito il Paese. I due leader hanno poi fatto il punto sull'evoluzione della crisi. Erdoğan ha anche richiamato l'importanza di "una maggiore cooperazione tra gli alleati della Nato, in particolare nel settore della difesa", secondo quanto riferito da Ankara. Ma sono soprattutto i contatti con gli altri principali partner europei a occupare il centro della scena. In mattinata il primo ministro britannico Keir Starmer ha parlato della situazione con il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la stessa Meloni. Come si legge in una nota di Downing Street, i quattro leader hanno condannato gli attacchi iraniani e concordato sulla necessità di rafforzare sia l'attività diplomatica sia il coordinamento militare nelle prossime ore e nei prossimi giorni. Tra i temi affrontati nel colloquio anche la sicurezza nello stretto di Hormuz e la situazione in Libano, oltre alla disponibilità del presidente ucraino Volodymyr Zelensky a mettere a disposizione dei partner l'esperienza maturata da Kiev nell'intercettazione dei droni. La priorità è proteggere i nostri connazionali e lavorare, insieme ai principali partner e alleati, per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un ritorno alla diplomazia e al dialogo tra le parti", ha scritto la premier sui social, assicurando che il governo è "al lavoro senza sosta" per seguire gli sviluppi della situazione e garantire la sicurezza dei cittadini italiani. Allo stesso tempo, ha aggiunto, l'esecutivo sta vigilando "su tutti i fronti, dalla sicurezza agli effetti economici della crisi", valutando eventuali azioni di mitigazione. La crisi mediorientale viene osservata con attenzione proprio per le possibili ricadute economiche, a partire dal costo dell'energia. Nelle scorse ore Meloni ha sottolineato la necessità di impedire che la speculazione faccia impennare i prezzi dell'energia e dei generi alimentari. La premier ha inoltre avvertito che il governo è pronto a intervenire contro eventuali comportamenti speculativi, arrivando se necessario anche ad aumentare le tasse per le aziende che dovessero trarre vantaggio dall'aumento dei prezzi, destinando poi le risorse al taglio delle bollette. Sullo stesso tema è intervenuto oggi anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, secondo cui l'attuale aumento dei prezzi dell'energia sarebbe in parte legato a dinamiche speculative. "Il costo dell'energia è ingiustificato in questo momento", ha osservato, spiegando che il governo sta verificando con la Guardia di Finanza e con il ministero del Made in Italy l'eventuale presenza di speculazioni lungo la filiera. Tuttavia, secondo fonti vicine al dossier, le misure annunciate dalla premier per calmierare i prezzi difficilmente arriveranno già sul tavolo del prossimo Consiglio dei ministri, in programma martedì. Sullo sfondo resta anche la questione delle basi militari. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha puntualizzato che per il momento "nessuno ci ha chiesto" l'uso delle basi italiane, "neanche per uso logistico", ricordando che un'eventuale autorizzazione richiederebbe comunque un passaggio parlamentare. Il ministro ha inoltre avvertito che il conflitto potrebbe non essere breve, stimando una durata di "almeno 6-7 settimane". Intanto i riflettori sono puntati sulle comunicazioni in Parlamento della presidente del Consiglio, previste per l'11 marzo, quando Meloni riferirà sia sul dossier iraniano sia sul Consiglio europeo del 19-20 marzo. "L'Italia continuerà a fare la sua parte con responsabilità e determinazione", ha assicurato l'inquilina di Palazzo Chigi.
(Adnkronos) - L’Osservatorio di Nhrg, agenzia per il lavoro, ha condotto un’analisi sul database dei candidati dell’anno 2025 per delineare il profilo di chi è attualmente in cerca di occupazione. Il campione analizzato è composto prevalentemente da professionisti con esperienza consolidata e mostra una forte concentrazione nella fascia d’età 25–35 anni. Nel dettaglio, quasi un terzo dei partecipanti (30,27%) ha un’età compresa tra i 25 e i 35 anni. Seguono la fascia 36–45 anni (19,37%) e quella 46–55 anni (17,84%). Le persone con più di 55 anni rappresentano il 10,24%, mentre gli under 25 si attestano al 4,66%. I dati non disponibili incidono per il 17,63%. Per quanto riguarda l’esperienza professionale, emerge un profilo complessivamente qualificato: il 42,76% del campione vanta oltre 10 anni di esperienza. Il 22% ha maturato tra i 3 e i 5 anni di attività lavorativa, mentre il 17,19% si colloca nella fascia 6–10 anni. Più contenute le quote relative a chi ha meno di un anno di esperienza (8,77%) e a chi ne ha tra 1 e 2 anni (2,35%). I dati non disponibili si fermano al 6,93%. Osservando le aree professionali, il settore degli operatori tecnici e specializzati risulta il più rappresentato (19,99%), seguito da amministrazione e controllo di gestione (15,58%) e magazzino e logistica (11,71%). Completano il quadro segreteria e reception (7,85%), turismo e ristorazione (6,20%) e vendite (4,19%). Sul fronte del genere, si registra una marcata prevalenza maschile: il 67,8% a fronte del 32,2% femminile. Dal punto di vista territoriale, il Nord Italia guida la classifica: Torino è la provincia più rappresentata (13,69%), seguita da Padova (5,55%), quindi Milano e Vicenza con rispettivamente il 3,93% e il 3,04%. Per il Centro, spicca Roma (9,69%), seguita da Bologna (5,31%). Resta una quota del 24,19% di dati geografici non disponibili. Nel complesso, i numeri delineano una struttura occupazionale orientata principalmente verso ruoli tecnici e specializzati, caratterizzata da una significativa predominanza maschile.
(Adnkronos) - Nuovi scenari, criticità emergenti e le grandi sfide che il mercato energetico è chiamato ad affrontare sono stati delineati oggi a KEY 2026 di Italian Exhibition Group nel Key energy summit, con la presentazione, alla presenza del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, dello studio “Transizione energetica, tra scenari globali, tecnologie e governance” realizzato da Althesys (gruppo Teha). La ricerca ha analizzato il sistema elettrico europeo, le politiche energetiche e l’evoluzione del mercato, con approfondimenti su tecnologie, infrastrutture, Intelligenza artificiale e Data Center. In Italia oggi si sono raggiunti i 69 GW di richieste di connessione di data center alla rete: nel 2024 nel Paese i data center hanno consumato meno del 2% della domanda elettrica, ma le previsioni al 2035 prevedono tra il 7,4% e il 12,7% dei consumi elettrici finali (dati Snam-Terna 2024). Fra gli altri temi, anche il disaccoppiamento tra prezzo del gas e prezzo unico nazionale elettrico. Alla presentazione della ricerca è seguita una Tavola Rotonda in due sessioni con le proposte delle Associazioni, a cui hanno partecipato Gianni Vittorio Armani, presidente di Elettricità Futura, Andrea Cristini, presidente di Anie Rinnovabili, Simone Togni, presidente di Anev, Paolo Rocco Viscontini, presidente di Italia solare, Paolo Picco, presidente di Federidroelettrica, Giacomo Cantarella, presidente di Assoesco, Dario Di Santo, direttore di FIRE, Alberto Dossi, presidente di H2IT, Attilio Piattelli, presidente di Coordinamento Free, e Fabio Pressi, presidente di Motus-E. L’evento si è aperto con i saluti istituzionali di Corrado Peraboni, amministratore delegato di Italian Exhibition Group, e Maria Sicilia Salvadores, Head of Electricity Sistems & Markets Divison dell’Iea International Energy Agency. Le conclusioni sono state affidate a Vinicio Mosè Vigilante, amministratore delegato di Gse, e Lennart van Walsum, Director EMEIA & Americas di Global Solar Council. Sulla scia del successo della passata edizione, l’evento “Intelligenza Artificiale a supporto della decarbonizzazione dell’ambiente costruito”, che si è svolto oggi alla Fiera di Rimini in occasione della prima giornata di KEY, ha approfondito il ruolo dell’IA come leva strategica per la decarbonizzazione dell'ambiente costruito e per l’ottimizzazione energetica di edifici e infrastrutture. Il dibattito ha analizzato l’IA come driver fondamentale della transizione, soffermandosi sulla gestione intelligente dei dati e sul supporto ai processi decisionali sostenibili attraverso il contributo di Gian Marco Revel dell’Università Politecnica delle Marche, Marco Iurio (ANCE), Gianluca Tirone (Veolia Italia), Cecilia Ottonello (Siemens), Anna Laura Pisello dell’Università degli Studi di Perugia e Serena Serroni, CEO di MoS. Il confronto tra i relatori ha permesso di delineare una panoramica concreta sulle applicazioni attuali e sulle prospettive future della tecnologia, evidenziando opportunità di innovazione cruciali per imprese, pubbliche amministrazioni e stakeholder della filiera energetica e delle costruzioni. Competitività industriale europea e transizione energetica sono state al centro dell’evento “Il Clean Industrial Deal e il ruolo della domanda industriale: come accelerare il cleantech in Italia e in Europa”, che Cleantech for Italy ha curato oggi a Key di Ieg. Il Clean Industrial Deal, insieme alla riforma della governance economica dell’Ue, richiede una collaborazione stretta tra chi sviluppa tecnologie di nuova generazione, i grandi gruppi industriali che ne determinano l’adozione e le istituzioni pubbliche chiamate a creare strumenti e condizioni di mercato favorevoli. In questo contesto, l’Italia può svolgere il ruolo di hub europeo per l’adozione su scala industriale delle tecnologie pulite grazie alla profondità del proprio tessuto manifatturiero, alla presenza di utility solide e a una forte base ingegneristica. Il confronto ha coinvolto grandi gruppi industriali come Leonardo, Edison Next e Veolia, insieme a innovatori tecnologici, tra cui Energy Dome, Rondo Energy e Sinergy Flow, oltre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con l’intento di trasformare il potenziale cleantech italiano in modelli concreti di collaborazione industriale. A Key 2026, alla Fiera di Rimini fino a venerdì 6 marzo, l’incontro “Spazio, dati satellitari e intelligenza artificiale per l’energia” ha approfondito il contributo delle tecnologie spaziali alla gestione dei sistemi energetici. Il panel ha riunito rappresentanti di istituzioni e organizzazioni nel settore della space economy, tra cui Girolamo Di Francia (ENEA) e Simone Pirrotta (ASI) e anche Massimiliano Arceri e Beatrice Barresi (Esa Access Programme). Elena Bonacini, Exhibition Manager di Bex – Beyond Exploration, ha presentato la nuova expo-conference sulla space economy e il commercial space flight promossa da Italian Exhibition Group in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, in programma dal 23 al 25 settembre alla Fiera di Rimini. Al centro del confronto odierno, il ruolo dei dati satellitari e delle applicazioni basate sull’Intelligenza Artificiale per migliorare la pianificazione delle infrastrutture energetiche e la gestione delle fonti rinnovabili.