INFORMAZIONIDaniele NiedduDaniele Nieddu |
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(Adnkronos) - Al Key 2026 “non presentiamo semplici prodotti, ma ragioniamo su come costruire insieme un percorso che, oltre ai benefici ambientali, garantisca competitività alle imprese e sicurezza energetica al sistema Paese. Le rinnovabili permettono di sfruttare risorse naturali autoctone per produrre l’energia necessaria a un mercato sempre più elettrificato. Si tratta di un processo irrimandabile per garantire sicurezza a noi e alle generazioni future. Il nostro tessuto industriale ha bisogno di rimanere competitivo per affrontare con fiducia le sfide del mercato globale”. Lo ha detto Valerio Faccenda, Country Manager di Iberdrola Italia - Gruppo di riferimento nella transizione energetica - a ‘Key - The energy transition expo’, la manifestazione organizzata da Italian Exhibition Group (Ieg), dal 4 al 6 marzo alla Fiera di Rimini. (VIDEO) Per Iberdrola, "partecipare a questa fiera significa vivere un momento di lavoro condiviso all'interno di una community in cui confrontarsi con gli altri player del settore. Un’occasione per incontrare partner, aziende e istituzioni, nella convinzione che la transizione energetica non si compia da soli, ma sia il frutto di uno sforzo congiunto e di una visione industriale e politica di lungo periodo”. In un contesto di profonda trasformazione dei sistemi energetici, l'azienda porta in fiera la propria esperienza pluriennale. “Iberdrola si propone come partner affidabile attraverso soluzioni come i Ppa (Power purchase agreements) di lungo periodo - spiega Faccenda - strumenti stabili, sostenibili e competitivi che permettono alle industrie una pianificazione a 10-15 anni, rendendo fissa e prevedibile una delle voci di costo più rilevanti. Forti di un’esperienza di 125 anni mettiamo a disposizione competenze tecniche e finanziarie per accompagnare i clienti nella decarbonizzazione, perseguendo obiettivi che coniugano sostenibilità ambientale, solidità economica e sicurezza nazionale".
(Adnkronos) - "A livello di business, per le aziende, ovviamente è tutto fermo. Ma in questo momento quello che ci preme è avere informazioni sulle persone, imprenditori, che operano con noi sul territorio iraniano, i nostri referenti. E purtroppo non abbiamo avuto risposta ai diversi messaggi inviati, le comunicazioni inevitabilmente non funzionano totalmente. E la preoccupazione è tanta". Così, raggiunto da Adnkronos/Labitalia, Giuseppe Zampini, presidente della Camera di commercio e Industria Italia - Iran & Paesi E.c.o. (Ccii), l'associazione imprenditoriale specializzata per l’internazionalizzazione delle imprese italiane in Iran e negli altri 9 paesi dell’Economic cooperation organization-E.c.o. (Afghanistan, Azerbaigian, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Tagikistan, Turchia, Turkmenistan e Uzbekistan), commenta quanto sta avvenendo in Iran in queste ore. "Sulle aziende, chiaramente, è tutto fermo. Le imprese che sappiamo essere interessate, si stanno chiedendo cosa fare anche per il nel futuro, sui loro possibili interessi nel Paese", spiega. Secondo Zampini l'aspetto più allarmante è che "Il vero problema che sta nascendo è complessivo sull'area, non soltanto in Iran. Dal punto di vista turistico, dal punto di vista dei viaggi, è tutto bloccato. Se uno dovesse andare in India partendo dalla Turchia, che giro fa? Perché tutta l'area è bloccata. Un problema che riguarda non solo il turismo, ma le imprese in generale, per chi vuole operare come imprenditori nell'intera area, al di là dell'Iran, appunto. In questo momento penso che gli effetti di questo attacco non siano stati ben considerati. Quindi ci sono delle considerazioni che in queste ore è difficile mettere a terra, se non l'effetto immediato di preoccupazione, dal punto di vista umano, e di questi imprenditori iraniani che sono interessati al nostro Paese e che non riusciamo a contattare", conclude.
(Adnkronos) - “Questa manifestazione cerca costantemente ogni anno di rappresentare quello che si verifica nel paese l'anno prima. Il tema dell'auto elettrica sta acquisendo uno spazio con un approccio meno dogmatico ed ideologico e più pratico. Abbiamo voluto dare spazio a questa tecnologia e a tutta la tecnologia che vi gira intorno”. Lo afferma Corrado Peraboni, amministratore delegato di Ieg - Italian Exhibition Group, presente a ‘Key - The energy transition expo’, manifestazione alla Fiera di Rimini fino al 6 marzo. Quanto al nuovo piano industriale dice: “Faremo leva su quello che sappiamo fare meglio, cioè fare fiere, ed in particolare lanciare fiere nuove. Abbiamo già detto che succederà almeno una volta all'anno solo in Italia, a cui andranno ad aggiungersi quelle che stiamo acquisendo all'estero. Il prossimo settembre, a Rimini, ci sarà la prima manifestazione sulla Space Economy in Italia, mentre tra pochi giorni annunceremo anche la fiera del 2027, sempre nella nostra penisola. In più la nuova acquisizione sul mercato estero. In pratica nel primo quarto di quest'anno saremo in grado di aggiungere tre fiere nuove al nostro portafoglio”. Poi conclude: “La diversificazione che seguiamo sui mercati internazionali serve anche ad essere più resilienti quando un'area geografica entra in crisi. Ad oggi, noi non stiamo avendo particolari ripercussioni, siamo presenti sul mercato del middle-east a Dubai con tre manifestazioni fieristiche, tra ottobre e novembre, ora speriamo che la situazione si stabilizzi prima di allora”.