Daniele MaioChi è: Il mio lavoro è offrire occasioni di partnership ad aziende per sostenere progetti per la tutela dei bambini in Italia e nel Sud del Mondo. Un valore aggiunto per l'impresa, per i lavoratori e per il pianeta. |
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(Adnkronos) - "La tecnologia più conosciuta dal paziente sulla correzione dei difetti visivi è sempre il laser, ma una percentuale più piccola e crescente conosce anche queste lenti fachiche, note anche come lenti Icl. E' necessario spiegare con chiarezza questa tecnologia ai pazienti che arrivano da noi convinti di fare un intervento laser, spiegando loro che si tratta di una tipologia di tecnica che per certi versi è superiore al laser, senza trascurare" altri aspetti "come il fatto che si tratta di un intervento che viene eseguito in una sala operatoria", elemento che può "rivelarsi un vantaggio". Così Alessandro Mularoni, specialista in Oftalmologia che opera a Bologna, Rimini e San Marino, parlando della tecnologia delle lenti intraoculari Icl (Implantable collamer lens), che rappresentano una soluzione consolidata nella chirurgia refrattiva per la correzione di miopia, astigmatismo e ipermetropia. Accanto alla qualità visiva, uno degli aspetti che più caratterizza questa procedura è la rapidità della riabilitazione, spesso descritta dai pazienti come un vero e proprio 'effetto wow'. "I dubbi dei pazienti sono tanti - spiega Mularoni - Non fanno domande troppo specifiche, ma chiedono se è più invasiva, se le complicanze sono maggiori e se il risultato è 'meno buono' rispetto alla tecnica laser, con cui fanno sempre molti paragoni, poiché più familiare, e sulla quale hanno già preso molte informazioni. Pertanto è importante avere una serie di informazioni chiare da condividere con il paziente, che viene informato gradualmente su sicurezza, efficacia e, nella maggior parte dei casi, anche riguardo alla superiorità di questa tecnologia rispetto alle altre". "La chirurgia refrattiva eseguita con Icl ha una caratteristica peculiare: riabilitare immediatamente il paziente - sottolinea l'esperto - C'è, infatti, un effetto molto veloce di recupero della vista, anche per difetti molto importanti, per cui il paziente passa da una bassa a un'ottima visione, sia in termini quantitativi (vedere le cose più lontane) sia qualitativi (vede le cose con un'ottima qualità visiva), senza problematiche specifiche legate a contorni o ghost images. Pertanto, si tratta di una quantità associata alla qualità". La decisione sulla tecnica da proporre a ciascun paziente “a volte è molto semplice, perché può essere riabilitato solo con le Icl, altre volte meno perché esistono delle controindicazioni - chiarisce Mularoni - Tra le ragioni più comuni si annoverano: una cornea troppo sottile, oppure, ormai problematica molto frequente, la secchezza oculare, che è sempre più presente nei nostri pazienti perché portatori di lenti a contatto da lunga data o perché esposti a fenomeni atmosferici o perché sono presenti malattie generali, che sostengono questo tipo di problematica. E' necessario, pertanto, elencare i pro e i contro delle tecniche - laser e lente fachica o Icl - e permettere al paziente di scegliere in libertà. I casi in cui entrambe le tecniche sono utilizzabili stanno diventando sempre più frequenti, perché la lente Icl inizia a essere utilizzata con maggiore sicurezza rispetto al passato. Pertanto, va a intercettare fasce di difetti visivi progressivamente più bassi". L'intervento si svolge "in una sala operatoria attrezzata - illustra lo specialista - dove il paziente viene preparato mediante l'uso di colliri midriatici per dilatare la pupilla e mediante l'uso di gocce per anestetizzare la superficie corneale. Si tratta di un'anestesia definita topica perché non si utilizzano punture, iniezioni o altre tipologie di anestesia, a eccezione dell'instillazione di gocce. Si utilizza, poi, un microscopio e un set specifico di ferri per preparare la lente che viene piegata, caricata e introdotta all'interno dell'occhio attraverso incisioni molto piccole. All'interno dell'occhio si dispiega e viene correttamente posizionata". Ai pazienti che sono preoccupati di provare dolore "la risposta è che non vi è alcun tipo di dolore, in quanto i colliri anestetizzano la superficie dell'occhio". Per quanto concerne la durata, Mularoni rassicura che "l'intervento è una pratica veloce, che permette dopo qualche minuto, il tempo di completarlo correttamente, di far alzare il paziente dal lettino e farlo accomodare in una stanza dove può rilassarsi". Fondamentale il ruolo della tecnologia: "Un centro di chirurgia refrattiva ha una strumentazione completa, che prevede tutti gli strumenti necessari per fare il calcolo e decidere il potere di una lente Icl - sottolinea l'esperto - Acquisire tecnologie sempre più precise che studiano sempre meglio l'anatomia dell'occhio, dove la lente andrà posizionata, ovvero dietro dell'iride e davanti al cristallino, è un plus per il risultato finale".
(Adnkronos) - "Quella di oggi è una grande occasione per poter comprendere come l'innovazione tecnologica e l'intelligenza artificiale possano essere effettivamente messe a servizio dell'uomo". A dirlo Maria Teresa Bellucci, vice ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, intervenendo all'incontro 'Sicurezza sul lavoro e intelligenza artificiale', organizzato a Palazzo Brasini, nell'ambito dell'evento 'Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità strategie, fiducia, regole, competenze', promosso dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali. "L'intelligenza artificiale - spiega - come ogni progresso, come ogni innovazione è stata inventata dall'uomo, non è nata da sola. Anche perché l'intelligenza artificiale non crea nulla, non inventa. Ma ciò che nasce dall'uomo dovrebbe essere sempre a favore dell'uomo. Ma noi sappiamo anche che non è così. La storia ce lo insegna. La bomba atomica, ad esempio, è stata inventata da un uomo. Siamo noi che abbiamo la responsabilità per primi, nessuno escluso, di capire che cosa ci vogliamo fare con ciò che noi inventiamo e viene generato da noi stessi. E' per questo che l'assunzione di responsabilità è fondamentale, soprattutto per le istituzioni e per chi si occupa di governare le nazioni". "Quando noi - sottolinea - dobbiamo emanare linee guida, regolamenti, sistemi di governance l'intelligenza artificiale ci può essere di grandissimo aiuto. Poi noi ci dobbiamo mettere la testa, il cuore, la coscienza, la consapevolezza, la creatività che ha soltanto l'uomo e che nessuna intelligenza artificiale mai potrà imitare. Anche quando diventa antropomorfa perché l'intelligenza artificiale perché manca di empatia, di creatività e del genio umano".
(Adnkronos) - Nel 2025 il carpooling aziendale, monitorato dall’Osservatorio Jojob, ha consentito di togliere dalle strade oltre 450mila auto private, generando un risparmio economico complessivo di quasi 2,5 mln di euro. Più nel dettaglio, secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Nazionale sul Carpooling Aziendale 2026 realizzato da Jojob Real Time Carpooling - B-Corp specializzata nel supportare gli spostamenti nella tratta casa-lavoro e il pendolarismo attraverso la condivisione delle auto private - nel 2025 sono stati registrati complessivamente 795.335 viaggi condivisi, grazie ai quali è stato possibile risparmiare 12.488.149 chilometri percorsi, togliendo dalle strade 454.819 auto private ed evitando l’emissione di 1.623.442 kg di CO2 per un risparmio economico complessivo generato per gli utenti pari a 2.496.184 euro. Rispetto al 2023, il servizio ha più che raddoppiato i viaggi e le auto tolte dalle strade ed è cresciuto di oltre il 150% in termini di impatto ambientale ed economico e di più del 110% in viaggi effettuati. In due anni, il numero dei viaggi è passato da 373.767 a 795.335 (+113% in due anni) mentre i chilometri risparmiati, così come la CO2 evitata, sono aumentati del 153%, indicando una maggiore efficienza ambientale complessiva del sistema. Il beneficio economico complessivo generato dalla mobilità condivisa nel 2025 raggiunge i 2.496.184 euro, rispetto ai 986.263 euro del 2023 (+153%). “I dati dell’Osservatorio mostrano con chiarezza come il carpooling aziendale stia diventando una componente strutturale della mobilità quotidiana per migliaia di lavoratori e studenti - ha dichiarato Gerard Albertengo, Ceo e fondatore di Jojob - La crescita registrata nel 2025 dimostra che la condivisione dell’auto è una risposta concreta e immediatamente scalabile alla congestione urbana, alla difficoltà di accesso al trasporto pubblico nelle aree di ultimo miglio e alla necessità di ridurre le emissioni nel breve periodo”. L’edizione 2026 del rapporto ha restituito una fotografia del carpooler medio piuttosto netta: la fascia più attiva è quella 30-39 anni, che nel 2025 totalizza 245.200 viaggi, pari al 30,98% del totale; in altre parole, quasi un viaggio su tre è stato effettuato da un trentenne. Nel complesso, il 56% dei viaggi è effettuato da persone tra i 30 e i 49 anni e oltre il 77% dei viaggi è realizzato da utenti tra i 20 e i 49 anni, evidenziando una forte connessione con gli spostamenti legati a lavoro e studio. Sul profilo di genere, oltre 7 viaggi su 10 sono effettuati da uomini (70,84%), mentre le donne rappresentano il 29,16%. In generale, l’equipaggio medio è stato di 2,34 persone nel 2025. Dal punto di vista delle motorizzazioni, i viaggi condivisi nel 2025 sono stati effettuati prevalentemente con veicoli diesel (52,76%) e benzina (25,90%), seguiti da auto Gpl (10,13%) e ibride (7,55%). Restano ancora marginali le percorrenze effettuate con veicoli elettrici, pari allo 0,92% del totale. Nel 2025 il carpooling aziendale monitorato dall’Osservatorio di Jojob mostra una diffusione capillare su tutto il territorio nazionale, con una concentrazione più marcata nelle regioni caratterizzate da una forte mobilità pendolare. Il 56% dei viaggi si concentra in cinque regioni: Piemonte, Puglia, Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio. A livello provinciale, i primi tre territori per numero di viaggi sono Torino con 66.180 viaggi, Bologna con 58.739 e Milano con 30.792. Il confronto con il 2024 mostra incrementi significativi, come quello di Bologna che cresce del 41,2% (da 41.597 a 58.739 viaggi) mentre Milano cresce da 27.599 a 30.792 viaggi (+11,6%), a conferma di una domanda ormai rodata nei grandi contesti metropolitani. Tra i casi più dinamici spiccano Brindisi, che passa da 31.287 a 47.693 viaggi (+52,4%) generando oltre 1,09 milioni di km risparmiati e 142.583 kg di CO2 evitata, e Frosinone, con una crescita esponenziale del 99,8% (da 13.715 a 27.402 viaggi). Nel 2024 la percorrenza media nazionale dei viaggi in carpooling era pari a 27,47 km, valore già indicativo di un utilizzo significativo della condivisione dell’auto anche su tratte medio-lunghe. L’analisi delle percorrenze medie regionali del 2025 conferma in modo ancora più evidente il ruolo del carpooling nei territori caratterizzati da pendolarismo extraurbano. Le distanze medie più elevate si registrano in Sicilia e Calabria, dove ogni viaggio condiviso supera in media i 52 km, seguite da Sardegna e Valle d’Aosta, con percorrenze intorno ai 45 km. Valori particolarmente alti si osservano anche in Molise (41,0 km), Abruzzo (39,7 km) e Puglia (39,3 km). Nella fascia intermedia si collocano Lazio (34,9 km), Umbria (32,5 km), Liguria (31,3 km) e Campania (30,7 km), con percorrenze prossime o superiori alla media nazionale. “Nel complesso, i dati 2026 mostrano come il carpooling aziendale continui a crescere in modo costante in tutte le regioni d'Italia, intercettando esigenze di mobilità molto differenti sul territorio nazionale - ha aggiunto Albertengo - che siano contesti caratterizzati da lunghi spostamenti quotidiani, o aree con tragitti più brevi e ravvicinati, la condivisione dell’auto privata resta il modo più semplice per abbattere i costi del tragitto casa-lavoro e sempre più aziende stanno scegliendo questo sistema di welfare".