(Adnkronos) - Cade la Juventus in Champions League. Oggi, martedì 17 febbraio, i bianconeri sono stati battuti dal Galatasaray 4-2 a Istanbul nell'andata dei playoff della massima competizione europea. A decidere la partita i gol, per i turchi, di Gabriel Sara al 15', di Sanchez al 60' e di Boey all'86', nel mezzo la doppietta dell'ex Napoli Lang al 49' e 74'. La squadra di Spalletti aveva inizialmente ribaltato il risultato con le due reti firmate da Koopmeiners al 16' e 32'. Episodi a sfavore per la Juve, che ha dovuto rinunciare a Bremer per infortunio alla metà del primo tempo e a Juan Cabal, che appena entrato in campo al posto di Cambiaso, ha rimediato un'espulsione per doppia ammonizione in quattro minuti tra il 59' e il 63'. Il ritorno dei playoff tra Juventus e Galatasaray è in programma all'Allianz Arena mercoledì 25 febbraio.
(Adnkronos) - Giurarsi amore eterno davanti a un piatto stellato? Perché no. Per festeggiare San Valentino al top, e incantare la 'dolce metà', la scelta migliore è sicuramente quella di concedersi una cena in uno dei migliori ristoranti. Ma quanto si arriva a spendere e cosa aspettarsi dalle cucine più blasonate? Ecco qualche esempio, su e giù per lo Stivale, per farsi un'idea e, soprattutto, per capire se il cuore val bene una cena. Volendo puntare ai massimi livelli, ci sono gli chef tristellati, spesso considerati inarrivabili, anche perché eternamente pieni, soprattutto per le serate speciali come questa. L’Ansitz Heufler di Norbert Niederkofler, a Rasun-Anterselva (Bz), offre un’esperienza pensata per celebrare l’amore in tutte le sue forme: un menu speciale accompagna gli ospiti in un percorso di gusto da vivere con lentezza, tra intimità e calore, dove ogni dettaglio è pensato per rendere questo giorno davvero unico. Nel menù, a 95 euro, Verza al forno ripiena, Risotto con blu di bufala e tartufo nero, e poi doppio secondo con Trota al caviale e zabaione salato e Vitello al pepe nero e barbabietole. Per assaporare la cucina dello chef Massimiliano Alajmo (3 stelle a Le Calandre di Rubano, Padova), si può optare per un altro dei suoi locali, Le Cementine di Roncade (Treviso), per un menù completo di San Valentino a 100 euro. Inutile, invece, lanciarsi nell'intero weekend da sogno proposto (con prezzo anch'esso da sogno) a Villa Crespi, con lo chef Antonino Cannavacciuolo, dove, oltre alla cena tristellata, è previsto anche un massaggio di coppia e un welcome bouquet in camera con Champagne e cioccolatini: è già sold-out. Intramontabile la proposta di Heinz Beck, sempre presente quando si tratta di occasioni speciali da trascorre nella sua Pergola al Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel di Roma. Nel menù: fegato grasso d'anatra con carciofi e gel di amaretto, ricciola con sedano marinato ai profumi di rosa turca, melograno e cioccolato ossidato, astice su estratto di liquirizia, cuore di spinaci e fagioli borlotti, solo per citare i primi tre dei sette piatti in degustazione per 750 euro in due. Passando alle due stelle Michelin, l'offerta si allarga e spuntano idee interessanti al Sud. Nel suo ristorante La Madia di Licata (Ag), lo chef Pino Cuttaia non anticipa nulla, ma promette per la sera del 14 febbraio un menu esclusivo, creato appositamente "in occasione della celebrazione dell’amore" (la spesa per una menu degustazione mediamente va dai 150 ai 190 euro a persona). Il George Restaurant, primo due stelle Michelin 2026 di Napoli, presso il Grand Hotel Parker's, l'albergo più antico della città, ha in serbo un menù di quattro portate, più amuse bouche e dessert, firmato dallo chef Domenico Candela, a 167 euro a persona. Una serata speciale attende gli innamorati anche al Moma di Roma, una stella Michelin, che per San Valentino propone una serata all’insegna della seduzione giocosa. Lo chef Andrea Pasqualucci ha costruito un menu che si veste di rosso: tra giochi cromatici, note iodate, accenti floreali, carni opulente ammansite da bacche e frutti rossi e materie prime che si trasformano e travestono, il percorso si snoda in una rappresentazione allegorica di un amore che vive di equilibrio tra leggerezza e profondità, dall'Ostrica alla brace, margarita e aneto in apertura fino allo Yogurt di pecora e lamponi che chiude il percorso (costo 200 euro). Per la notte più romantica dell’anno, il Ristorante Serrae Villa Fiesole, 1 stella Michelin, invita gli innamorati a vivere un’esperienza sensoriale unica nella cornice dell'FH55 Hotel Villa Fiesole, sospesa tra alta cucina, panorama mozzafiato e intimità senza tempo. Lo chef Antonello Sardi firma un menù di San Valentino che celebra l’amore attraverso materie prime d’eccellenza, tecnica raffinata e un racconto gastronomico elegante e seducente (279 euro inclusi i vini). A Milano, ci si può regalare una cena da Cracco in Galleria (1 stella Michelin), dove il menu degustazione tradizionale parte dai 350 euro. Ma per San Valentino Carlo Cracco ha pensato di stupire con una serie di edizioni speciali di cioccolatini, fra baci, tavolette, combo, e persino un kit dolce e uno salato, con packaging nei colori dell'amore. E se l'amore si vuole festeggiarlo con dolcezza, in arrivo quattro creazioni firmate dal maestro pasticcere Vincenzo Faiella, di San Marzano sul Sarno (Sa) - semifreddo al rocher, cheesecake ai frutti di bosco, al cappuccino e mousse al tris di cioccolati - disponibili sia in monoporzione sia in formato torta, pensata per trasformare il regalo in un momento di condivisione.
(Adnkronos) - L’Italia si colloca tra i primi tre Paesi europei per numero di brevetti green ed è terza anche per quota di imprese con brevetti sul totale delle imprese (16,5 ogni 1.000 imprese), dopo Germania (21,6) e Austria (18,9). Un dato importante che sottostima la dinamicità del sistema produttivo in cui sono in crescita costante gli investimenti in sostenibilità, con 578.450 imprese che tra il 2019 e il 2024 hanno realizzato eco-investimenti (38,7% del totale). Un’innovazione diffusa non sempre tradotta in titoli di proprietà intellettuale, anche per una cultura industriale ancora poco orientata alla valorizzazione sistematica dei risultati di ricerca e sviluppo. Questa la fotografia scattata dallo studio Competitivi perché sostenibili, realizzato congiuntamente da Fondazione Symbola e Unioncamere, in collaborazione con Dintec e il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne. Stando al report, il nostro Paese detiene brevetti importanti in comparti chiave: la mobilità sostenibile, dove i brevetti italiani pesano per il 31% sul totale dei brevetti che riguardano la mitigazione dei cambiamenti climatici; l’efficienza energetica nell’edilizia, in cui superiamo la media Ue; la gestione dei rifiuti e delle acque reflue, settore in cui siamo per tradizione tra i Paesi più dinamici; le tecnologie Ict per la mitigazione climatica, con un incremento record del +270% negli ultimi dieci anni. Le regioni del Nord - Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte - trainano questa dinamica, forti della loro tradizione manifatturiera e della capacità di trasformare ricerca e know how industriale in soluzioni concrete. Le imprese risultano essere le principali protagoniste, titolari dell’81,9% delle domande pubblicate, seguono le persone fisiche (12,9%), mentre gli enti si attestano al 5,2%. “L’Italia sa innovare e competere nei settori ambientali - dichiara il presidente di Fondazione Symbola, Ermete Realacci - ma ha bisogno di un salto di scala: è necessario investire di più in ricerca, supportare la capacità di brevettare, rafforzare il trasferimento tecnologico e replicare il modello vincente dell’economia circolare nei comparti dell’efficienza, dell’elettrificazione e delle rinnovabili. Solo così il Paese potrà ambire ad essere leader dell’innovazione verde europea. Il report ‘Competitivi perché sostenibili’ di Fondazione Symbola e Unioncamere evidenzia anche il nesso tra innovazione verde e competitività. Infatti le imprese italiane che depositano brevetti in tecnologie verdi si distinguono per una competitività significativamente superiore rispetto a quelle che brevettano in altri ambiti”. “L’Italia ha compiuto grandi passi avanti nella brevettazione green (+44,4% tra 2012 e 2022) ma resta ancora una distanza significativa dalla Germania e dalla Francia - sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli - Dietro ad ogni brevetto c’è un investimento in ricerca e innovazione di imprese, Università e Centri di ricerca, ma l’investimento non basta se non si tutela la proprietà intellettuale con i brevetti. E sempre di più anche il sistema del credito e della finanza ne valorizza il possesso come asset del capitale delle imprese per la concessione dei prestiti”. Analizzando la distribuzione settoriale delle domande italiane di brevetto europeo in ambito green, il manifatturiero si conferma il motore principale dell’innovazione (59,0%), seguono i settori legati alla ricerca scientifica (18,8%), telecomunicazioni e informatica (6,6%), commercio all’ingrosso (3,5%) e costruzioni (3,5%). A livello di ambiti tecnologici si rileva la forte presenza di soluzioni legate alla digitalizzazione dei processi produttivi e alla gestione efficiente delle risorse energetiche e ambientali (12,0%). A distanza seguono le tecnologie di misurazione e collaudo delle variabili elettriche e magnetiche (7,3%). Il terzo ambito in ordine di rilevanza è rappresentato dalle tecnologie per il trattamento delle acque reflue, delle acque fognarie e dei fanghi (6,5%). Seguono le tecnologie relative a biciclette e veicoli di micromobilità, riguardanti telai, sistemi di sterzo, sospensioni e vari dispositivi che rendono questi mezzi sempre più efficienti e competitivi. Quinto ambito quello energetico, include soluzioni per reti di distribuzione in corrente alternata o continua, sistemi di gestione e ricarica delle batterie, alimentazione da più fonti e perfino tecnologie per la trasmissione wireless dell’energia. Lo studio evidenzia anche il nesso tra innovazione verde e competitività: le imprese italiane che depositano brevetti in tecnologie verdi si distinguono per una competitività significativamente superiore rispetto a quelle che brevettano in altri ambiti (non green). Generano un fatturato per impresa molto più elevato (382 milioni di euro per impresa contro 41 milioni delle non green) e registrano una maggiore produttività (144mila euro di valore aggiunto per addetto contro 92mila). Dal punto di vista dell’export, oltre la metà (57,8%) esporta, generando oltre 63 miliardi di euro, con una forte diversificazione dei mercati di riferimento. Inoltre, il capitale umano è più qualificato, con una quota più alta di laureati (29,7%, di cui il 16,7% in discipline Stemplus). Infine, queste imprese attraggono più capitale estero: il 41,9% ha partecipazioni straniere, contro il 31,7% delle non green.