INFORMAZIONIDaniela Rimicci |
INFORMAZIONIDaniela Rimicci |
(Adnkronos) - Il cervello è il centro della nostra persona, ciò che ci permette di esprimere noi stessi ogni giorno, eppure - secondo gli ultimi dati raccolti nell'indagine 'Salute mentale e salute del cervello nella concezione della salute degli italiani', realizzata dal Censis in collaborazione con Lundbeck Italia - meno del 10% degli italiani è ben informato sulle numerose malattie che lo possono colpire. In occasione della Brain Awareness Week 2026, Lundbeck Italia accende così i riflettori su questo straordinario organo promuovendo - insieme a BrainCircle Italia e con la collaborazione del Comune di Brescia - la rassegna gratuita e aperta alla cittadinanza 'Il cervello in scena', in programma nel terzo weekend di marzo. "In Italia sono almeno 20 milioni le persone colpite da patologie neurologiche e almeno 10 milioni sono quelle colpite da disturbi mentali. E' importante ricordare che molti di questi disturbi trovano spazio di sviluppo nella vita quotidiana - afferma Alessandro Padovani, past president Sin - Parliamo di cefalea ed emicrania, disturbi del sonno e cognitivi, ictus, epilessia, Parkinson, traumi cranici, ma anche di sclerosi multipla e malattie neuromuscolari, depressione, ansia, dipendenze, disturbi di personalità. Molte di queste patologie possono essere prevenute o comunque possiamo cercare di limitare l'impatto. Quando sonno e alimentazione non sono ottimali, l'attività fisica è nulla, l'ambiente che ci circonda non è sano e le relazioni sociali che intratteniamo non sono sufficienti a soddisfare il bisogno individuale e a offrire la giusta attivazione cognitiva, la salute del cervello e la salute mentale ne possono risentire. Negli ultimi anni è aumentata l'attenzione agli stili di vita per quanto riguarda l'insorgenza di malattie come i tumori, ma è importante tenerla in considerazione anche quando si parla di cervello. Promuovere stili di vita sani significa prendersi cura di uno dei nostri organi più importanti e contribuire concretamente alla prevenzione di molte malattie. Attraverso la rassegna vogliamo dialogare con la comunità per far comprendere, attraverso il linguaggio del teatro e dell'arte, quanto sia importante preservare la salute del cervello. Parlarne è essenziale per diffondere consapevolezza e aiutare le persone a compiere scelte quotidiane migliori". "La prevalenza di disturbi mentali in Italia è sempre più elevata: basti pensare che secondo l'Oms 1 persona su 7 nel corso della vita presenta problemi di questa natura, dalle più semplici ansia e insonnia fino alle patologie più gravi - sottolinea Antonio Vita, presidente Sip (Società italiana di psichiatria) - Per ridurre lo stigma e la diffidenza rispetto a queste patologie è importante riconoscerle come sempre più curabili, e ricordare il collegamento diretto con le neuroscienze e la neurologia: si tratta infatti di disturbi in cui la parte biologica si coniuga con aspetti psicologici legati alla storia della persona e al contesto sociale in cui vive, che può rivelarsi determinante e talvolta anche protettivo. Rompere lo stigma, avvicinarci a chi li vive è un elemento di inclusione e facilitazione. Per questo è importante partecipare alla rassegna 'Il cervello in scena' di Brescia: la vita delle persone che soffrono di questi disturbi è molto ricca e questo verrà dimostrato proprio attraverso lo spettacolo teatrale in cui saranno attori con disabilità a recitare. Il giorno successivo alla messa in scena svolgeremo un dibattito con una valenza importante, perché parleremo del ruolo dell'arte: sia il teatro che il mezzo artistico sono infatti attività parte di molti programmi di riabilitazione psichiatrici e possono rivelarsi veri e propri strumenti di cura, oltre che di avvicinamento ai cittadini". Il programma della rassegna - informa una nota - prende il via venerdì 20 marzo al Teatro Sociale di Brescia con lo spettacolo teatrale 'Pinocchio, una favola alla rovescia'. La Compagnia Stabile del Teatro Patologico - fondata e diretta da Dario D'Ambrosi e composta da attori con disabilità fisiche e psichiche - porterà in scena una rilettura del capolavoro di Carlo Collodi trasformando la storia di Pinocchio in una metafora del rapporto tra diversità-unicità, fragilità e società. Nello spettacolo il racconto si aprirà là dove solitamente finisce: dal ventre del Pescecane. Un'inversione narrativa che diventa anche inversione di sguardo, capace di mettere in discussione ciò che consideriamo normale. Lo spettacolo sarà preceduto dai saluti delle autorità e da un breve dibattito introduttivo con Padovani e Vita. Sabato 21 marzo, a partire dalle 17.30 a Palazzo Martinengo delle Palle sarà invece la volta di 'NeuroArt - Quando l'arte accende il cervello', un incontro aperto in cui scienza e arte siedono allo stesso tavolo per esplorare una domanda semplice e universale: che cosa succede nel nostro cervello quando incontriamo un'opera d’arte? Attraverso il dialogo tra Padovani e Vita, Luigi Serafini (artista, designer e architetto italiano) e Umberta Gnutti Beretta (collezionista d'arte contemporanea), il talk accompagnerà il pubblico in un viaggio tra neuroscienze, storia dell'arte ed esperienza personale, per mostrare come l'arte non sia solo oggetto da osservare, ma esperienza che coinvolge il cervello, la mente, le emozioni e la relazione con gli altri. "Come Amministrazione comunale riteniamo fondamentale contribuire a diffondere una maggiore consapevolezza sul tema della salute del cervello, che rappresenta una componente essenziale del benessere complessivo delle persone e delle comunità - dichiarano Marco Fenaroli, assessore al Welfare e alla Salute, e Raisa Labaran, consigliera con delega ai temi della sanità del Comune di Brescia - I dati che emergono dalle ricerche più recenti ci ricordano quanto sia ancora limitata l'informazione su queste tematiche e quanto sia necessario continuare a investire in momenti di confronto, divulgazione e sensibilizzazione rivolti a tutta la cittadinanza. Per questo il Comune di Brescia ha scelto di collaborare alla rassegna Il cervello in scena, un'iniziativa che unisce linguaggi diversi, dalla scienza all'arte, dal teatro al dialogo pubblico, per avvicinare le persone a un tema spesso percepito come distante o complesso. Portare questi argomenti in luoghi culturali aperti alla città significa favorire una riflessione collettiva, contrastare lo stigma che ancora accompagna i disturbi neurologici e psichiatrici e promuovere una cultura della prevenzione. La salute del cervello, infatti, si costruisce anche attraverso gli stili di vita, le relazioni sociali, la qualità dell'ambiente e le opportunità culturali. Iniziative come questa rappresentano un'occasione preziosa per ricordare che prendersi cura del proprio benessere mentale e cognitivo è una responsabilità condivisa, che coinvolge istituzioni, comunità scientifica e cittadini". "Come azienda che da oltre 70 anni si dedica esclusivamente alle neuroscienze, sentiamo la responsabilità di promuovere una vera cultura della salute del cervello, fondata su un’alleanza tra scienza, istituzioni, associazioni e comunità - conclude Tiziana Mele, amministratore delegato di Lundbeck Italia - Con la rassegna 'Il Cervello in scena', patrocinata da Sip e Sin, vogliamo dimostrare che l'arte e il teatro non sono solo strumenti di espressione per le persone che convivono con una malattia del cervello o con disturbi mentali, ma anche potenti occasioni di dialogo e inclusione per la cittadinanza. Tutte le iniziative promosse in occasione della Brain Awareness Week nascono con un obiettivo preciso: trasformare la consapevolezza in azione, affinché ciascuno di noi possa coltivare, ogni giorno, la salute del proprio cervello".
(Adnkronos) - Si è svolto oggi nella sede di Ca’ Del Bosco a Erbusco nel Bresciano, l’innovation workshop promosso da Fondazione LGH in collaborazione con Teha - The European House Ambrosetti. Un appuntamento cruciale nel percorso di dialogo che la Fondazione porta avanti nei territori in cui opera. L’obiettivo è rafforzare l’efficacia degli interventi a favore di innovazione e sviluppo sostenibile nel Sud della Lombardia. Fondazione Lgh – nata nel 2021 con la missione di stimolare, promuovere e sostenere l’innovazione generatrice di impatti ambientali, economici e sociali positivi – intende ora avviare una riflessione strutturata sulle proprie priorità di finanziamento, così da renderle sempre più aderenti ai bisogni dei territori, alle vocazioni locali e alle filiere produttive di riferimento. Fino a oggi, la Fondazione ha finanziato 24 progetti scientifici e ha avuto un impatto significativo anche nei settori culturale e sociale, come dimostrano le 87 iniziative supportate. Nell’anno 2025 il valore complessivo delle ricadute sui territori di riferimento ammonta a circa 1.049.000 di euro. “Ascoltare il territorio - ha sottolineato Giorgio Bontempi, presidente Fondazione Lgh - significa prestare attenzione alle sue caratteristiche uniche e valorizzare le relazioni tra le persone. Con questo workshop, abbiamo voluto attivare una riflessione strutturata con i nostri principali portatori d’interesse, rafforzando l’impatto ambientale, economico e sociale delle attività della Fondazione. La ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica sono fondamentali per trovare soluzioni efficaci. In un periodo di profondi cambiamenti ambientali, economici e sociali, innovare insieme è essenziale". Attraverso sessioni plenarie e tavoli di lavoro, oltre quaranta qualificati stakeholder locali e nazionali – provenienti dal mondo della ricerca, dell’impresa e dell’ecosistema abilitante – sono stati coinvolti in un dialogo costruttivo per individuare le principali priorità di innovazione, analizzare la coerenza tra queste e il perimetro di intervento della Fondazione e definire i driver più rilevanti per orientare l’azione futura nelle diverse filiere di interesse: trasformazione alimentare, agricoltura e zootecnia, cosmetica e materiali. “Il sistema delle fondazioni del Gruppo A2A – che comprende Fondazione AEM, Fondazione ASM, Banco dell’Energia e Fondazione Lgh – rappresenta un pilastro fondamentale del nostro impegno verso la crescita sostenibile dei territori e delle comunità che serviamo - ha spiegato Roberto Tasca, presidente di A2A -. Con la nascita di A2A Life Ventures abbiamo creato in Italia un modello societario integrato di open innovation che permette di trasformare idee, tecnologie e collaborazioni con startup, università e centri di ricerca in soluzioni concrete per l’economia circolare, l’energia pulita e infrastrutture intelligenti, favorendo l’ingaggio di giovani talenti”. Il percorso avviato all’Innovation workshop costituisce l’inizio di una nuova fase di sviluppo per la Fondazione, finalizzata al consolidamento del suo ruolo come promotore di innovazione territoriale, con l’obiettivo di servire le comunità locali e le future generazioni impegnate nell’innovazione. “Momenti come questo - ha precisato l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi - dimostrano quanto sia strategico mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese e mondo della ricerca a vantaggio del territorio. Regione Lombardia crede in un’innovazione che non resti un concetto astratto, ma diventi strumento concreto di competitività e coesione, capace di generare valore diffuso. Nel Sud della Lombardia esistono filiere produttive solide e identità economiche ben riconoscibili: accompagnarle con strumenti mirati, favorire l’accesso a competenze e capitale, sostenere la capacità progettuale significa rafforzare l’intero sistema regionale. Il confronto avviato oggi va nella direzione giusta”. L’incontro, gestito e moderato da Teha, ha rappresentato un momento di confronto di alto livello, volto ad allineare le priorità di finanziamento della Fondazione Lgh all’identità e alle vocazioni dei territori, alle economie locali e ai bisogni espressi dalle comunità. Particolare attenzione è stata dedicata anche agli strumenti di ingaggio e di erogazione dei fondi: non solo modalità di finanziamento, ma anche accompagnamento, partnership e meccanismi di scouting come bandi, call for ideas e sportelli, per intercettare progettualità innovative e di qualità. A conclusione di questi primi anni di attività, la Fondazione ha voluto quindi avviare un processo di revisione delle proprie linee guida strategiche e operative, riassunte nelle nuove direttrici territoriali, in un’ottica di ascolto e valorizzazione delle specificità locali e delle relazioni tra le persone. L’obiettivo è posizionarsi come attore capace di promuovere un’innovazione radicata nei bisogni reali del territorio e validare le nuove direttrici in modo partecipato.
(Adnkronos) - “Alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo, parliamo di Ultranet, la start up del Gruppo Hgm, dedicata allo sviluppo e alla digitalizzazione dei distretti industriali e a portare negli stessi i progetti di energia green per dare alle Pmi, che nel nostro territorio nazionale rappresentano oltre il 96% delle imprese produttive, un saving sui costi dell'energia, oltre che a rendere disponibile la fibra ottica, oggi abilitatore necessario e fondamentale per tutti i progetti di sviluppo, compresa l’intelligenza artificiale”. Sono le parole di Francesco Sangiovanni, presidente e Founder del Gruppo Hgm - Ultranet, in occasione dell’evento 'Il Progetto Edd - Ultranet nei Distretti Industriali', organizzato dalla stessa azienda nel contesto della quarta edizione di Key – The Energy Transition Expo, la manifestazione di Ieg - Italian Exhibition Group di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, svoltasi dal 4 al 6 marzo alla Fiera di Rimini. (VIDEO) Il Gruppo Hgm Spa è attivo in Italia nel settore delle infrastrutture di telecomunicazioni con la mission di offrire servizi integrati ai principali operatori Tlc e alle Utilities. La società Ultranet Srl, totalmente posseduta da Hgm, agisce in qualità di operatore iscritto al Roc, progetta reti Tlc in fibra e offre in Iru i diritti d’uso di circa 15mila km di rete in fibra ottica spenta e/o di cavidotti vuoti già realizzata o da implementare secondo le esigenze dei propri clienti. Ultranet offre anche il noleggio di centrali telefoniche e di redistribuzione ottica proprietarie, con la possibilità di adibirli a mini Hub (Edge Data Center) sul territorio. “Il Gruppo Hgm nasce trent'anni fa ed è di proprietà della famiglia Sangiovanni, di cui sono onorato di essere non solo il presidente, ma anche il maggiore di tre fratelli che hanno costruito questa bella realtà. Siamo presenti in Italia, ma anche in Brasile con progetti analoghi, in cui portiamo l’energia green e la fibra nei distretti e soprattutto nelle smart city - spiega - Il Gruppo Hgm è un'azienda con oltre 500 dipendenti, un fatturato in continua crescita e, soprattutto, con il proprio headquarter in Italia è basata sui principi degli imprenditori tradizionali”. “Il progetto Edd - Energy Digital District è stato studiato appositamente, quattro anni fa, dal nostro Gruppo per favorire la digitalizzazione e l'energia green dei distretti industriali - sottolinea Sangiovanni - poiché le piccole e medie imprese si trovano spesso in difficoltà sia sull'innovazione digitale sia sul costo delle bollette, che aumenta e non dà alle aziende la possibilità di fare saving sulle loro produzioni”. “Pensiamo che fra dieci anni passeremo da oltre il 40% di aziende dotate di fibra ottica all'80% e che porteremo 300mila imprese a non essere più dipendenti esclusivamente dalla bolletta energetica degli operatori, ma ad approfittare, anche grazie alle comunità energetiche, dei contributi che il governo sta mettendo a disposizione per poter dare loro la possibilità di poter essere indipendenti dai costi energetici, che diventeranno sempre di più, a livello globale, l'ago della bilancia sulle aziende di produzione”, conclude.