(Adnkronos) - L'industria della moda resta uno dei settori più inquinanti al mondo, responsabile di circa il 10% delle emissioni globali di gas serra e del 20% dello spreco idrico industriale secondo i dati delle Nazioni Unite. Eppure, proprio nei contesti di massima visibilità mediatica, le scelte di stile possono trasformarsi in potenti messaggi culturali. È su questo terreno che si innesta l'iniziativa di Aceper – Associazione Consumatori e Produttori Energie Rinnovabili – che per il secondo anno consecutivo ha pubblicato una classifica dei brand di moda più sostenibili presenti al Festival di Sanremo, analizzando i look indossati dai cantanti in gara non per il loro valore estetico, ma sulla base di parametri concreti: uso di materiali a basso impatto, trasparenza della filiera produttiva, politiche ambientali e impegno sociale. Veronica Pitea, presidente di ACEPER, spiega la filosofia alla base dell'operazione: "Per noi la sostenibilità è un valore che attraversa tutti i settori, dalla transizione energetica alla responsabilità sociale, fino alla moda. Anche il palco dell'Ariston può diventare uno spazio di racconto per un cambiamento culturale più ampio". Non si tratta dunque di un esercizio di costume, ma di un tentativo di portare criteri oggettivi dentro un mondo che troppo spesso si affida a dichiarazioni di intenti prive di riscontri misurabili. In cima alla classifica 2026 si posiziona Louis Vuitton, indossato da Luchè, brand del gruppo Lvmh che si distingue per il programma ambientale 'Life 360', strutturato su obiettivi di tracciabilità, riduzione delle emissioni e impiego di materiali a minor impatto. Al secondo posto Emporio Armani, scelto da Levante e da altri artisti, che negli anni ha avviato un percorso di integrazione di pratiche ambientali e materiali più responsabili. Terzo gradino del podio per Golden Goose, indossato da Tredici Pietro, che con i suoi 'Forward Store' promuove riparazione, risuolatura e personalizzazione dei prodotti per estenderne il ciclo di vita, andando oltre il semplice utilizzo di materiali riciclati. "La moda a Sanremo non è solo spettacolo", sottolinea Pitea. "I look scelti dagli artisti diventano sempre più strumenti di comunicazione culturale e sociale. In un contesto in cui il pubblico è attento ai temi ambientali, le scelte sartoriali possono contribuire a promuovere filiere più trasparenti e innovazione nei materiali". Un principio che si riflette nelle posizioni successive della graduatoria: Jil Sander, quarto classificato e scelto da Fedez insieme a Masini, appartiene al gruppo Otb che promuove progetti sociali attraverso la Otb Foundation con politiche su energia e materiali a basso impatto. Corneliani, indossato da Colombre, utilizza prevalentemente fibre naturali e organiche da fornitori selezionati e impiega energia proveniente per la maggior parte da fonti rinnovabili. Barena Venezia, scelta da Enrico Nigiotti, concentra la produzione quasi interamente in Veneto, riducendo significativamente le emissioni legate ai trasporti. Nella parte centrale della classifica si colloca Ami Paris, che veste Fulminacci e sta rafforzando il proprio percorso attraverso l'eliminazione progressiva di sostanze chimiche pericolose e l'incremento di materiali certificati. Vivienne Westwood, indossato da Mara Sattei, porta sul palco un marchio storicamente legato all'attivismo climatico e alla critica del consumismo. Lardini, che ha vestito Eddie Brock, pone al centro quella che definisce "sostenibilità umana", con un forte codice etico a tutela di lavoratori e territorio e una produzione di qualità pensata per durare nel tempo. Chiude la graduatoria Antonio Marras, definito il re dell'upcycling creativo, che ha realizzato un outfit artigianale su misura per Michele Bravi. L'impatto sociale dell'iniziativa va oltre la semplice curiosità da red carpet. "Osservare il Festival anche attraverso la lente della sostenibilità significa ribadire che la transizione verso un modello più responsabile riguarda ogni settore, inclusa l'industria creativa", afferma Pitea. "Perché la sostenibilità non è una tendenza, ma un percorso che coinvolge energia, imprese, cultura e stile di vita». A rafforzare questo messaggio, Aceper ha istituito il Green Carpet Award, un riconoscimento simbolico destinato agli artisti che hanno scelto di indossare il marchio ritenuto più green secondo i criteri dell'associazione. «Premiamo non solo la musica, ma anche le scelte consapevoli di stile, capaci di promuovere una cultura della sostenibilità e di responsabilità nel mondo della moda", precisa Pitea. Le prospettive di mercato sembrano dare ragione a questo approccio. La crescente attenzione dei consumatori verso la sostenibilità nella moda riflette un cambiamento significativo nelle aspettative del pubblico e nelle pratiche del settore. I brand che investono in trasparenza di filiera, economia circolare e riduzione dell'impatto ambientale non rispondono soltanto a un imperativo etico, ma intercettano una domanda di mercato in espansione. Il palcoscenico di Sanremo, con i suoi milioni di telespettatori, amplifica questa dinamica trasformando ogni abito in una dichiarazione pubblica. "Ogni scelta fatta sotto i riflettori dell'Ariston ha il potere di orientare la percezione di milioni di persone", conclude Pitea. "Se un artista sceglie un brand che investe davvero nella sostenibilità, quel messaggio arriva più lontano di qualsiasi campagna pubblicitaria".
(Adnkronos) - La settima emissione del Btp Valore, dedicata ai piccoli risparmiatori, sarà collocata da lunedì 2 marzo a venerdì 6 marzo (fino alle 13), salvo chiusura anticipata. I tassi cedolari minimi garantiti sono fissati al 2,50% per il 1° e 2° anno, al 2,80% per il 3° e 4° anno e al 3,50% per il 5° e 6° anno. Al termine del collocamento il ministero dell'Economia e delle Finanze comunicherà i tassi cedolari definitivi, che potranno essere confermati o rivisti al rialzo, in base alle condizioni di mercato. Il Btp Valore offre cedole trimestrali e una scadenza di sei anni, con un premio finale extra pari allo 0,8% del capitale investito. L'investimento può essere effettuato tramite home banking, rivolgendosi alla propria banca o all’ufficio postale dove si possiede un conto corrente o un conto deposito titoli. Il titolo sarà collocato sulla piattaforma MOT di Borsa Italiana alla pari, senza vincoli né commissioni. Tra i vantaggi fiscali si segnalano la tassazione agevolata al 12,5% su cedole e premio finale, l’esenzione dalle imposte di successione e l’esclusione dal calcolo ISEE fino a 50.000 euro investiti in titoli di Stato. L’investimento minimo è di 1.000 euro, senza limiti massimi, garantendo la soddisfazione completa degli ordini, salvo la possibilità per il MEF di chiudere anticipatamente l’emissione. Il Btp Valore rappresenta, quindi, un’opportunità per chi cerca un investimento sicuro con rendimenti garantiti, pensato appositamente per i risparmiatori retail.
(Adnkronos) - Meno di 1 italiano su 5 possiede un’auto green (il 17%), ma un italiano su due (il 51%) sta valutando di comprarne una. Tuttavia, gli italiani sembrano propensi a cambiare trend: già 1 su 4 ha provato un’auto elettrica (26%) e il full hybrid è la soluzione più indicata quando si valuta l’acquisto di una nuova vettura (27%). Le principali barriere all’acquisto delle auto elettriche sono il costo elevato (62%) seguito dai tempi di ricarica lunghi (50%). Sono i risultati dell’indagine realizzata da YouGov per Repower, con l’obiettivo di valutare il mercato delle auto elettriche in Italia insieme a conoscenze e abitudini dei cittadini, presentati nel X White Paper, 'La transizione nell’era post ideologica', pubblicato dal gruppo attivo nel settore energetico e della mobilità sostenibile. (VIDEO) Questa edizione del documento rafforza la dimensione di piattaforma di contenuti fruibili in maniera non lineare, andando ad approfondire solo i temi a cui si è più interessati. Ogni capitolo è infatti abbinato, a seconda del tema approfondito, a una puntata di 'Rumors d’Ambiente - Alla ricerca della sostenibilità', il podcast di Repower di cui in primavera è attesa la sesta stagione. Ogni capitolo ospita inoltre una serie di interviste ad esperti per approfondire le molteplici tematiche della mobilità sostenibile: da Francesco Zirpoli, direttore del Center for Automotive and Mobility Innovation all’Università Ca’ Foscari Venezia a Fabio Orecchini direttore del Center for Automotive Research and Evolution all’Università Guglielmo Marconi di Roma, da Vito Di Noto, docente al Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Padova, all’architetto e urbanista di fama mondiale Carlo Ratti. “Nel 2025 il mercato delle auto elettriche è tornato a crescere - commenta Fabio Bocchiola, Ceo di Repower Italia nell’introduzione al White Paper - sostenuto da politiche di incentivazione e da una rete di ricarica sempre più capillare. È uno scenario incoraggiante, che restituisce l’immagine di una tecnologia che sta progressivamente uscendo da una fase pionieristica per entrare in una stagione di maturità. Per questo abbiamo deciso di dedicare il tema del White Paper a questo cambio di approccio, che ci conduce in un’era ‘post ideologica’ in cui l’elettrico rappresenta una soluzione che non va scelta solo per una questione di valori o responsabilità, ma perché ha senso come tecnologia matura”. Dall'indagine emerge, poi, che il 50% degli italiani possiede un’auto a benzina, il 35% diesel, il 10% Gpl. L’auto elettrica è poco diffusa: solo il 2% la possiede, come le soluzioni ibride (full hybrid 6%, mild hybrid 5%, gas naturale compresso 3%, plug-in hybrid 2%). Tuttavia, gli italiani sembrano propensi a cambiare trend: già 1 su 4 ha provato un’auto elettrica (26%) e il full hybrid è la soluzione più indicata quando si valuta l’acquisto di una nuova vettura (27%), mentre il 18% considera l’acquisto di un veicolo elettrico. Le principali barriere all’acquisto delle auto elettriche sono - rileva lo studio - il costo elevato (62%), i tempi di ricarica lunghi (50%), la scarsa disponibilità di colonnine di ricarica (47%), l’inadeguatezza per i viaggi lunghi (45%) e l’autonomia limitata (44%). Il livello di conoscenza sul mercato delle auto elettriche è scarso: meno di 1 italiano su 5 si reputa bene informato (17%) e il mezzo di informazione principale è il passaparola (39%). Solo 2 italiani su 10 pensano che ci siano abbastanza colonnine di ricarica per auto elettriche. Ci sono, poi, alcune opinioni contrastanti sulle auto elettriche: 2 italiani su 3 ritendono importante possedere un’auto e sono convinti che le auto elettriche si diffonderanno se miglioreranno le infrastrutture; 1 su 3 crede che il prezzo salirà e che le auto elettriche inquinino più di quelle a benzina, mentre 1 su 2 pensa che necessitino di una manutenzione costosa e complicata.