(Adnkronos) - Un'accusa di razzismo scuote la Champions League. Vinicius, attaccante brasiliano del Real Madrid, denuncia di essere stato insultato dall'argentino Gianluca Prestianni durante il match giocato ieri sul campo del Benfica. Vinicius, dopo il gol realizzato al 51', sarebbe stato oggetto di insulti razzisti dall'avversario. Le immagini mostrano Prestianni che, coprendosi la bocca con la maglietta, si rivolge a Vinicius. Il brasiliano, dopo le parole pronunciate dal rivale, scatta verso l'arbitro François Letexier, che ferma il match per 8 minuti. Il caso si trascina anche nel dopo partita, con le dichiarazioni dei due protagonisti. Prestianni, in particolare, nega di aver pronunciato offese di carattere razzista. "Voglio chiarire che in nessun momento ho pronunciato insulti razzisti. Vinicius ha frainteso quello che ritiene di aver sentito. E sottolineo le minacce ricevute dai giocatori del Real Madrid", le parole dell'argentino in una dichiarazione diffusa sui social. La versione di Prestianni viene smentita da Kylian Mbappé: "Prestianni ha chiamato Vinicius 'scimmia' per 5 volte, l'ho sentito io", dice il francese del Real Madrid. "Avete visto l'espressione di Prestianni? Non siamo scemi. Io non sono perfetto, ma non posso tollerare queste situazioni. Prestianni è giovane, come fa a dire certe cose sul campo? Avremmo voluto lasciare il campo, la partita non era la cosa più importante. Un giocatore del genere non è un mio collega, non dovrebbe tornare a giocare la Champions", aggiunge il francese. Prestianni si sarebbe giustificato fornendo la propria versione a Aurelien Tchouameni, difensore del Real Madrid: "Prestianni prima ha detto di non aver insultato... Poi ha detto di aver detto 'frocio'....". Sul tema si pronunciano i due allenatori, con dichiarazioni differenti. Alvaro Arbeloa, allenatore del Real Madrid, non ha dubbi: "Io credo a Vinicius. Contro il razzismo deve esserci tolleranza zero. L'arbitro mi ha detto di non aver sentito nulla, ho chiesto a Vinicius se volesse lasciare il campo: lo avremmo seguito", afferma. José Mourinho, tecnico del Benfica, mantiene una linea neutrale. "Credo di essere più equilibrato e indipendente rispetto a Arbeloa e Mbappé. Ho parlato con Vinicius, mi ha detto una cosa. Prestianni mi ha detto un'altra cosa e potrei credere solo a lui. Nel calcio, tendo ad essere più equilibrato rispetto a quello che succede in campo", la formula del portoghese.
(Adnkronos) - “Sin dalla firma del Piano d’Azione nel 2023, come Ahk Italien abbiamo ribadito a più riprese la necessità di un coordinamento più stretto sul piano politico tra Italia e Germania, alla luce della profonda integrazione dei nostri due Paesi a livello economico e produttivo. La comunanza di posizioni da parte di Italia e Germania in vista del vertice europeo sulla competitività prende le mosse dal vertice intergovernativo, e dal relativo forum imprenditoriale, di gennaio. Già in quella occasione abbiamo sottolineato che il rafforzamento della partnership italo-tedesca, attraverso una maggiore integrazione politica ed economica tra i nostri due Paesi, è una necessità sempre più urgente, non solo per Roma e Berlino ma per l’Europa nel suo complesso. L’orizzonte di riferimento è appunto europeo, e non semplicemente nazionale o bilaterale. La prospettiva per le imprese italiane e tedesche, così come per l’intera Ue, è quella di un rilancio produttivo". Così, con Adnkronos/Labitalia, Jörg Buck, consigliere delegato della Camera di commercio Italo-Germanica (Ahk Italien), commenta la convergenza tra i due premier Meloni e Merz sui temi europei. "In questo processo, Italia e Germania -continua Buck- sono i principali player: insieme, siamo il nucleo manifatturiero del continente, con circa il 40% della produzione industriale complessiva. E se guardiamo ai dati trimestrali Istat disponibili, l’aumento della produzione industriale tedesca ha determinato una risalita degli scambi commerciali tra Italia e Germania nel terzo trimestre 2025 (pari a 118 miliardi a settembre 2025), in crescita del 2,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente". Buck ricorda che "le imprese dei due Paesi, infatti, sono legate da rapporti di interscambio e co-produzione strutturali e fortemente radicati nelle relative catene del valore. Concludo evidenziando come, quando si parla di rilancio produttivo e industriale, competitività, sostenibilità e sicurezza economica debbano procedere insieme, per garantire una crescita stabile e duratura”, sottolinea. Secondo Buck la strada da percorrere è chiara: "alcuni comparti stanno attraversando trasformazioni profonde. Penso, ad esempio, all’automotive o ai settori ad alta intensità energetica come la siderurgia. Tuttavia, più che soffermarsi su singoli comparti, credo che sia fondamentale sviluppare una visione strategica condivisa: una politica industriale coordinata tra Italia e Germania è cruciale per rilanciare la produttività europea e rafforzare il nostro patrimonio manifatturiero", sottolinea il consigliere delegato di Ahk Italien. "A tal fine, vorrei evidenziare -spiega Buck- tre priorità. La prima riguarda la semplificazione delle procedure e la riduzione degli oneri amministrativi, in modo tale che i processi decisionali diventino più rapidi e le imprese dispongano della flessibilità necessaria per investire e innovare. La seconda riguarda l’eliminazione delle barriere che ancora limitano il pieno funzionamento del mercato unico: oggi, gli ostacoli commerciali interni all’Unione producono effetti paragonabili a dazi “di fatto” pari a circa il 44% sulle merci scambiate, un freno evidente alla competitività che occorre superare rapidamente", sottolinea. E per Buck "la terza priorità è l’impegno congiunto a favore di mercati aperti e nuove partnership strategiche. Italia e Germania, in quanto economie fortemente orientate all’export, devono sostenere con decisione accordi commerciali ambiziosi – dalla possibile attuazione condizionata dell’accordo con il Mercosur a un maggiore coinvolgimento economico con Paesi in rapido sviluppo quali l’India. Queste intese generano valore aggiunto in Europa, rafforzano il nostro tessuto industriale e ne aumentano la competitività globale. E in parallelo, creano le condizioni per sviluppare ulteriormente settori destinati a rivestire un ruolo strategico nei prossimi anni, come la difesa e l’aerospazio, comparti per i quali sarà determinante una cooperazione più stretta nell’ambito della ricerca e dei grandi progetti europei”, conclude.
(Adnkronos) - Come gli anni passati l'Istituto nazionale tributaristi (Int) aderisce all'iniziativa 'M'illumino di Meno 2026', giunta alla XXII edizione. Gli studi dei tributaristi Int spegneranno le luci e ogni supporto elettronico, non essenziale, alle ore 18,00 di lunedì 16 febbraio per partecipare attivamente e supportare gli scopi della Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili e della campagna radiofonica della trasmissione Caterpillar su Rai Radio2. Una piccola iniziativa, quella dei tributaristi, "ma significativa, per riflettere sul problema energetico, soprattutto in questo contesto di guerre e di riduzione di investimenti sulla transizione ecologica. Grazie pertanto a chi ci ricorda problematiche spesso al di fuori della nostra quotidianità, ma che invece sono parte vitale proprio della nostra quotidianità. Avere consapevolezza del problema energetico è estremamente importante, dare un segnale di attenzione è necessario. I tributaristi Int ci sono", spiega la nota. Il presidente dell’Int, Riccardo Alemanno ha dichiarato: “Aderisco all'iniziativa promossa dall'Istituto nazionale tributaristi (Int) a sostegno della Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili e della campagna radiofonica della trasmissione Caterpillar su Rai Radio2, come presidente nazionale l'ho chiesto alle mie colleghe e ai miei colleghi e io ho già aderito, consapevolmente, per non dimenticare l’importanza vitale del problema energetico”.