(Adnkronos) - Un attacco con drone ha colpito oggi, domenica 15 marzo, la base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita personale e capacità militari statunitensi e italiane. Il velivolo senza pilota ha centrato uno shelter all’interno del quale era custodito un drone della Task Force Air italiana, che è andato completamente distrutto. A comunicarlo è il capo di Stato maggiore della Difesa, il generale Luciano Portolano, in una dichiarazione pubblicata su X dallo Stato maggiore della Difesa, riferendo di aver "immediatamente sentito il Colonnello Mangini per sincerarmi delle condizioni del personale italiano presente nella base. Al momento dell’attacco tutto il personale era in sicurezza e non è stato coinvolto. Dell’accaduto ho prontamente informato il ministro della Difesa Crosetto, col quale sono in costante contatto per l’aggiornamento continuo della situazione di tutti i nostri contingenti all’estero". Lo Stato maggiore della Difesa ha spiegato che nei giorni scorsi il dispositivo della Task Force Air italiana era stato preventivamente alleggerito, nell’ambito delle misure adottate alla luce dell’evoluzione del quadro di sicurezza nell’area. Il personale rimasto nella base è impegnato esclusivamente nelle attività essenziali della missione. Il drone colpito rappresentava un assetto operativo importante per le attività della missione ed era rimasto schierato nella base proprio per garantire la continuità delle operazioni. La situazione è costantemente monitorata dal Capo di Stato maggiore della Difesa e dal Comando Operativo di Vertice Interforze, che mantengono un contatto continuo con i contingenti sul terreno. In una nota il ministro della Difesa Guido Crosetto conferma che "tutto il personale militare italiano presente nella base era al sicuro e non è stato coinvolto nell’attacco. Dell’evento ho immediatamente informato il Presidente del Consiglio dei Ministri, i Vice Presidenti del Consiglio e tutti i leader delle forze politiche, sia di maggioranza sia di opposizione, al fine di garantire la massima trasparenza e condivisione della situazione". "Insieme al Presidente del Consiglio ed a tutto il Governo seguo con la massima attenzione l’evoluzione del quadro di sicurezza nell’area, in costante contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, con il Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) e direttamente con i comandanti sul campo. La Difesa italiana svolge in quell’area un’importante attività di collaborazione con il Kuwait e, più in generale, con i Paesi del Golfo amici dell’Italia, nella missione nota come Italian National Contingent Command Air - Task Force Air Kuwait avviata già nel 2014 (un pilastro fondamentale del contributo italiano nell'ambito dell'operazione internazionale Prima Parthica/Inherent Resolve contro il DAESH) ed in questo momento sta profondendo i massimi sforzi per favorire una de-escalation della situazione in atto. Già nei giorni scorsi il personale militare era stato ridotto, lasciando nella base esclusivamente quello essenziale. La perdita del velivolo non ha alcun riflesso sulla sicurezza dei nostri militari schierati nell’area". "Non ci faremo intimorire da un drone, le nostre msisioni continuano. Non è che arriva un drone e allora molliamo le nostre postazioni", ha affermato Antonio Tajani, ministro degli Esteri, ospite 'Diario della domenica' su rete4. Tajani aggiunge che quella colpita in Kuwait "era una base che è stata attaccata già più volte. Infatti era stato ridotto anche il numero del personale presente lì. Era una base dell'Aeronatica militare. Adesso quest'altro attacco ha colpito un grande drone italiano. Per fortuna nessun rischio e problema per i militari italiani che erano già al sicuro, come lo erano nei giorni scorsi". "Il Kuwait -ha spiegato Tajani- è un obiettivo militare dell'Iran, soprattutto per la presenza delle basi americane. Loro hanno detto che attaccano le basi Usa. Come, d'altronde, nel Kurdistan iracheno dove sono stati ridotti di molto i nostri militari, molti sono già in Turchia. Non è che ci facciamo intimorire. Non è che arriva un drone e allora molliamo le postazioni, ma dobbiamo mettere al sicuro il maggior numero di uomini, mantenendo la nostra presenza e mantenendo fede agli impegni che abbiamo preso a livello internazionale". Il contingente italiano impiegato in Kuwait nella missione denominata 'Operazione Prima Parthica' è composto dai circa 400 militari dell’Italian National Contingent Command Air/Task Force Air Kuwait (IT NCC AIR/TFA K), attualmente sotto il comando del colonnello dell'Aeronautica militare Marco Mangini. Costituito nel 2014, l'IT NCC Air garantisce unicità di comando per l’impiego sinergico e coordinato degli assetti forniti dall’Aeronautica Militare, con la missione di contribuire efficacemente alle operazioni della Coalizione mirate a sconfiggere definitivamente l'Isis. Dalla base area di Ali Al Salem, i militari italiani svolgono, con assetti dell'Aeronautica Militare, attività di sorveglianza, ricognizione e raccolta dati con i velivoli MQ-9A 'Predator' del Task Group 'Araba Fenice' ed F-2000A 'Eurofighter' del Task Group 'Typhoon'. I dati raccolti vengono successivamente elaborati a cura dell’I2MEC 'Italian Integrated Multisensor Exploitation Capability' e vengono utilizzati per garantire la sicurezza della popolazione civile e del personale che opera in Iraq. La Task Force Air garantisce, inoltre, il rifornimento in volo degli assetti della Coalizione con i velivoli KC-767A del Task Group 'Breus' e (K)C-130J(-30) del Task Group 'Medal'. Inoltre, grazie al velivolo (K)C-130J(-30) vengono effettuate operazioni di Medevac e Air Lift, nonché di trasporto tattico nell'operazione 'Prima Parthica', riguardante il territorio iracheno, ed EUTM per quanto riguarda il territorio somalo e gibutino. Inoltre, con il velivolo EC-27J 'JEDI', vengono svolte missioni a favore della componente terrestre in Iraq. Le attività di sorveglianza, ricognizione, intelligence e analisi, svolte da IT NCC Air, oltre a rispondere efficacemente alle richieste della Coalizione, garantiscono e consolidano gli ottimi rapporti di amicizia e collaborazione tra l’Italia e il Kuwait, Paese con il quale l’Italia condivide gli interessi strategici nell’area.
(Adnkronos) - Si avvicina la data del Welfare Day 2026, l’appuntamento dedicato alle strategie di welfare aziendale promosso da Comunicazione Italiana, in collaborazione con Pluxee Italia – azienda leader a livello globale nel settore dei benefit aziendali e dell’engagement dei dipendenti – in programma il 19 marzo a Roma presso Palazzo dell’Informazione. È ancora possibile iscriversi all’evento – ultimi posti disponibili – attraverso la pagina: https://comunicazioneitaliana.it/eventi/welfare-day-26#partecipa. Ad aprire la giornata sarà il talk show “Il benessere come leva strategica: dalla teoria alla pratica aziendale”, che riunirà hr director e responsabili delle risorse umane di realtà pubbliche e private. Il confronto affronterà alcuni dei principali ostacoli che ancora limitano una piena integrazione del benessere nelle politiche HR: la frammentazione delle iniziative e la loro scarsa coordinazione; la difficoltà di misurarne l’impatto reale; la distanza tra dichiarazioni di principio e applicazione concreta nei processi organizzativi; il rischio di interventi percepiti come “simbolici” e non strutturali. A seguire, il Keynote Speech, realizzato in collaborazione con Pluxee Italia, offrirà uno sguardo data-driven sul valore del welfare nelle organizzazioni. Durante la sessione verranno presentati i risultati di una ricerca inedita che mette in relazione le decisioni organizzative, i comportamenti delle persone e gli impatti più concreti del welfare su attrattività, retention e clima aziendale. "Il Welfare Day rappresenta per noi un momento privilegiato di confronto con il sistema HR italiano. La nostra ricerca dimostra come il welfare stia uscendo dalla logica del 'benefit aggiuntivo' per entrare a pieno titolo nella progettazione strategica delle organizzazioni. Le persone chiedono servizi più personalizzati, coerenti con le loro esigenze e con i diversi momenti della vita lavorativa. Le imprese, allo stesso tempo, sono alla ricerca di modelli misurabili, in grado di generare impatti concreti su attrattività, retention e produttività. È nell’incontro tra questi due bisogni che il welfare diventa realmente trasformativo. Portare dati, insight e visione al Welfare Day significa contribuire a costruire un ecosistema più maturo, capace di sostenere la competitività delle aziende e migliorare la qualità della vita delle persone", spiega Tommaso Palermo, Managing Director, Pluxee Italia. La mattinata proseguirà con i due Talk Show tematici previsti dal programma ufficiale: 'Welfare inclusivo: equità, personalizzazione, diversità', dedicato al passaggio da modelli di welfare standardizzati a soluzioni capaci di rispondere a bisogni eterogenei e spesso meno visibili; 'La nuova dimensione dell’engagement e la ricerca di senso nel lavoro (anche grazie al welfare)', che esplorerà il ruolo del welfare come leva per rafforzare la relazione tra persone e organizzazioni nell’attuale scenario di trasformazione del lavoro. Completano la giornata due tavoli tematici a porte chiuse dedicati rispettivamente al rapporto tra welfare e comunicazione interna e al welfare come leva di talent attraction, oltre agli interventi di numerosi HR leader presenti in agenda. Durante l’evento interverranno in qualità di speaker hr director, welfare manager e professionisti HR provenienti da aziende e istituzioni quali Aeroporto di Bologna, Avio, Capgemini, Fondazione Telethon, Gruppo BCC Iccrea, INPS, Nokia, RINA, Sara Assicurazioni, Tinexta Infocert insieme ad altre realtà impegnate nello sviluppo di politiche di welfare e benessere organizzativo.
(Adnkronos) - Italia più vicina agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) anche se resta ancora un ampio divario da colmare. Il dato emerge dal Rapporto dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS Ets), realizzato con il sostegno e il contributo scientifico della Fondazione Enel (come Knowledge Partner) e Unioncamere, che analizza il contributo del Pnrr al percorso dell’Italia verso l’attuazione dell’Agenda 2030. Il Rapporto è stato presentato oggi a Roma al Consiglio dell’Economia e del Lavoro (Cnel), nel corso dell’evento 'L’impatto del Pnrr sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile', con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico e della ricerca. Se a livello nazionale, nel 2021 si rilevava una distanza media dagli obiettivi analizzati pari al 78%, nel 2026, grazie al Pnrr, tale valore scende al 39%, cosicché per centrarli entro il 2030 sarebbero necessari circa 20 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi, un valore pari al 14% degli investimenti del Pnrr diretti a specifiche Regioni/Pa e a 338 euro pro capite. L’analisi, sviluppata dall’ASviS utilizzando una metodologia innovativa applicata alle singole Regioni e Province Autonome, evidenzia in primo luogo come gli investimenti del Pnrr si concentrino soprattutto su alcuni ambiti dello sviluppo sostenibile. Le quote più rilevanti di spesa riguardano l’energia (circa il 25% delle risorse), l’innovazione, le infrastrutture e il sistema produttivo (20%), e le città sostenibili (14%). Rilevanti sono anche gli investimenti destinati a salute e istruzione, che assorbono ciascuno circa l’11 % dei fondi. Al contrario, risultano molto limitati o quasi assenti gli investimenti direttamente orientati agli Obiettivi dell’Agenda 2030 riguardanti la parità di genere, la riduzione delle disuguaglianze, la tutela della biodiversità e la partnership globale. “Questo Rapporto, basato su un approccio metodologico molto innovativo, mostra come il Pnrr abbia rappresentato un passaggio importante per sostenere la trasformazione dell’Italia verso uno sviluppo più sostenibile, grazie alla forte spinta impressa agli investimenti pubblici e privati lungo linee progettuali in gran parte coerenti con gli Obiettivi dell’Agenda 2030 - osserva Marcella Mallen, presidente dell’ASviS - Ma ancora molta strada resta da fare. Da questo punto di vista la prossima programmazione europea può consentire, se ben orientata, un ulteriore passo avanti per migliorare la qualità della vita delle persone e la competitività delle nostre imprese”. Dall’analisi emergono significative differenze territoriali: tra le Regioni che beneficiano maggiormente del contributo del Pnrr in termini di progresso verso gli Obiettivi figurano Abruzzo, Marche e Basilicata, mentre all’estremo opposto si collocano Provincia autonoma di Bolzano, Liguria, Provincia autonoma di Trento e Umbria. Per colmare il divario residuo, il Rapporto stima i fabbisogni finanziari aggiuntivi per raggiungere gli 11 Obiettivi considerati, fabbisogni molto differenti tra le Regioni anche in funzione della loro dimensione demografica: si va da circa 30 milioni di euro per la Valle d’Aosta a 42 milioni per il Molise a oltre tre miliardi per la Lombardia e il Lazio. “La sfida ora è guardare oltre il Pnrr e rafforzare la capacità del Paese di programmare politiche pubbliche coerenti con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile - dichiara Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS - Il modello sviluppato dall’ASviS può essere utilizzato dalle istituzioni europee, nazionali e territoriali anche per programmare le politiche successive al 2026, contribuendo a ridurre i divari esistenti e ad accelerare il percorso dell’Italia verso uno sviluppo più sostenibile, anche in vista della definizione delle priorità del bilancio europeo per il periodo 2028-2034”. “Questo lavoro fotografa a livello regionale e in diversi casi anche provinciale la distanza dagli obiettivi di Agenda 2030 - sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli - L’Italia ha ricevuto a questo riguardo una spinta importante dal Pnrr. Certo non erano sufficienti le pur ingenti risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza per raggiungere tutti gli obiettivi Onu di sviluppo sostenibile. Con questo rapporto, però, i decisori pubblici avranno uno strumento che consentirà loro di capire come, su cosa e dove intervenire per colmare i divari, utilizzando al meglio le risorse del ciclo finanziario europeo 2028-2034”.