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(Adnkronos) - Minacce di morte via social, con riferimenti all’indirizzo di casa e alla famiglia, recapitate all’arbitro Federico La Penna nelle ore seguenti a Inter-Juve. Messaggi che hanno coinvolto anche la moglie e le due figlie. A quanto apprende l'Adnkronos, il Centro operativo per la sicurezza cibernetica del Lazio sta indagando sul caso. Intanto la Procura di Roma è in attesa di ricevere la denuncia presentata alla Polizia Postale, gli atti arriveranno a piazzale Clodio all’attenzione del procuratore aggiunto Sergio Colaiocco che avvierà un fascicolo di indagine. La Penna si è rivolto alla polizia postale denunciando alcune pesanti frasi ricevute dagli haters: ''Ti sparo'', ''ti ammazzo'', ''ti veniamo a cercare, sappiamo dove abiti''. Al vaglio i profili da cui sono arrivate le minacce per risalire ai responsabili. Come riferiva stamane il Corriere dello Sport, il 42enne 'fischietto' romano, avvocato nella vita professionale, ha raccolto e archiviato commenti, chat e insulti, predisponendo il materiale per una denuncia. Le intimidazioni sono arrivate all’indomani della gara segnata dall’errore dell'arbitro, ingannato dalla simulazione del nerazzurro Alessandro Bastoni sul secondo giallo comminato al difensore bianconero Pierre Kalulu e dal duro confronto nel tunnel che porta agli spogliatoi alla fine del primo tempo tra l’arbitro e i dirigenti della Juventus Damien Comolli e Giorgio Chiellini. Messaggi offensivi e minatori hanno riguardato anche Bastoni e la moglie, con attacchi legati all’episodio contestato e riferimenti alla figlia. "Le minacce all'arbitro La Penna sono da condannare con fermezza, sono vicino a Federico e alla sua famiglia". Così all'Adnkronos l'ex arbitro Massimo De Santis, in merito alle minacce di morte a La Penna. "Gli arbitri sono esseri umani e sbagliano, in più in questo caso c'è anche la simulazione di un calciatore che lo ha tratto in inganno", aggiunge De Santis che chiama poi in causa l'utilizzo del Var. "Da quando esiste gli arbitri sono peggiorati, si appoggiano troppo alla possibilità di andare a consultare il video, mancano di personalità. La tecnologia deve essere un supporto non deve sostituire l'arbitro". "Federico è un amico e l'ho sentito al telefono, chiaramente è molto turbato. Il problema delle minacce agli arbitri lo scopriamo sempre quando accade in partite come Inter-Juve di grande risonanza mediatica ma purtroppo capita tutte le settimane sui campi di periferia che arbitri anche minorenni vengano non solo minacciati ma anche picchiati brutalmente", commenta quindi all'Adnkronos l'ex arbitro Claudio Gavilucci. "E' un fatto grave quanto accaduto a La Penna, perché non si può minacciare nessuno per un presunto cartellino sbagliato e poi va condannato con fermezza quanto fatto da Bastoni - aggiunge Gavilucci -. Arrivo pure a comprendere che nel momento della foga agonistica si simuli un fallo che non c'è ma non si può esultare e poi si dovrebbe avere il coraggio di chiedere scusa. In più devo stigmatizzare il comportamento della dirigenza della Juventus che ha aggredito verbalmente il direttore di gara".
(Adnkronos) - Nella mattinata di oggi, Manageritalia e Assologistica hanno sottoscritto il rinnovo del 'Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dirigenti delle imprese di logistica, magazzini generali, terminal operators portuali, interportuali ed aereoportuali', con decorrenza dal 1° gennaio 2026 e validità fino al 31 dicembre 2028. Contratto che ad oggi riguarda circa 90 dirigenti del settore. Una firma rappresenta una scelta di responsabilità e di visione strategica, volta a garantire stabilità, continuità e qualità nelle relazioni sindacali. Un segnale forte in un contesto economico ancora incerto, che tutela il potere d’acquisto dei manager e consente alle imprese una pianificazione efficace dei costi del lavoro. Ma le vere novità sono l’ulteriore investimento in welfare e l’innovazione sul tema dell’invecchiamento attivo al lavoro e misure per genitorialità e parità di genere, gli incentivi all’autoformazione e per la fruizione delle ferie. Per Marco Ballarè, presidente di Manageritalia: “L’intesa raggiunta rappresenta un punto di equilibrio: consente ai dirigenti coinvolti di recuperare, almeno in parte, l’impatto dell’aumento dell’inflazione registrato negli ultimi anni, senza gravare in modo eccessivo sulle aziende. Si tratta di un intervento rilevante per la competitività del comparto logistico, settore strategico per lo sviluppo del Paese. Con la firma di oggi compiamo un ulteriore passo – contenuto ma significativo – nel percorso di Manageritalia a tutela dei diritti dei dirigenti italiani, con particolare attenzione al potenziamento del welfare. Abbiamo inoltre posto un focus specifico sull’invecchiamento attivo, promuovendo la valorizzazione dei dirigenti senior che, attraverso iniziative di tutoraggio e mentoring, potranno trasferire competenze ed esperienze alle nuove generazioni presenti in azienda”. “Siamo soddisfatti di questo accordo che concretamente va nella direzione da noi auspicata, ovvero la valorizzazione delle figure dei manager logistici, vero elemento strategico per le aziende” sottolinea Paolo Guidi, presidente Assologistica, rilevando in particolare l’inserimento all’art.1 nell’ambito di applicazione del ccnl delle “aziende di servizi logistici anche integrati con attività di supporto alla produzione che coprono l’intero processo della supply chain”. Sei i punti chiave dell’accordo. 1) Incremento retributivo: aumento lordo mensile a regime di 750 euro, suddiviso in tre tranche la prima pari a 250 euro a decorrere da 1° marzo 2026 (300 euro dal 1° gennaio 2027 e 200 euro mensili dal 1° gennaio 2028). Ad integrale copertura del periodo 1° gennaio/28 febbraio 2026, ai dirigenti in forza alla data di stipula dell’accordo verrà corrisposto un importo “una tantum” di euro 500 euro lordi. 2) Welfare contrattuale rafforzato: credito welfare annuale di 2000 euro, potenziamento del Fondo Mario Negri, conferma dei valori di universalità delle coperture assicurative dell’Antonio Pastore, revisione delle agevolazioni contributive contrattuali. 3) Campo di applicazione: è stato maggiormente dettagliato il campo di applicazione del ccnl. 4) Nuove tutele sociali e demografiche: innovazione sul tema dell'invecchiamento attivo, che supporta lo scambio intergenerazionale permettendo ai dirigenti vicini alla pensione di continuare ad operare con funzioni di tutoraggio dei colleghi più giovani, introduzione di una procedura per incentivare la fruizione delle ferie, sostegno alla genitorialità e mantenimento della copertura sanitaria per dirigenti con gravi patologie. 5) Formazione e politiche attive: promozione dell’auto-formazione, con diritto ad usufruire di un minimo di sei giornate di congedo retribuito nell’arco di un triennio. Estensione dell’ambito di applicazione delle Politiche attive per la ricollocazione. 6) Equità e trasparenza: misure per la parità di genere, la trasparenza retributiva e il contrasto al dumping contrattuale.
(Adnkronos) - "Nonostante le rassicurazioni sulla tutela della produzione di energia da biomasse solide espresse pubblicamente dal governo nelle scorse settimane, la nuova bozza del dl Energia/Bollette prospetta uno scenario ancora critico per l’industria del settore". Così l’Associazione Energia da Biomasse Solide (Ebs) esprime la sua preoccupazione rispetto alla misure previste nella nuova bozza di dl circolata in queste ore “Eravamo fiduciosi, dopo l’impegno preso dal governo, riguardo a un ripensamento sostanziale rispetto alle misure che impattano in modo pesante sul settore delle bioenergie con filiera italiana - dice il presidente di Ebs Andrea Bigai - Il nostro settore è pronto a un confronto tecnico con il decisore politico-istituzionale che non può prescindere dalla condivisione da parte di tutti gli attori, istituzionali e del comparto, della valutazione complessiva dei numeri del settore, e da conseguenti analisi accurate, approfondite, consapevoli su tutti i potenziali effetti del decreto”. "Le bozze di provvedimento circolate - ricostruisce Ebs - prevedono un consistente intervento di riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti (Pmg), istituiti ai sensi dell’art. 24, comma 8, del d.lgs. 28/2011 per coprire i costi minimi di esercizio degli impianti. Un meccanismo che esclude già la sovracompensazione". “Riteniamo illogico e inutilmente rischioso rivedere in modo affrettato, per decreto e senza il doveroso confronto il meccanismo varato nel 2024, introducendo una riduzione degli incentivi. Il rischio è compromettere in tempi brevissimi uno dei pilastri più affidabili della generazione rinnovabile nazionale e minare più in generale la fiducia di ogni tipologia di investitori in ambito energetico, sia presente che futura”, dice Bigai. Inoltre, da un punto di vista economico, rileva il presidente di Ebs, "colpire un indotto così consistente significa rinunciare a un importante gettito fiscale, mettere a rischio il lavoro di aziende anche di piccole dimensioni impiegate nella filiera - spesso in zone a rischio abbandono - e accollarsi l’onere di smaltire sottoprodotti delle attività forestali, agricole, agroindustriali. Vuol dire rinunciare a consolidare una virtuosa pratica di valorizzazione energetica di residui poveri in un contesto di impiego a cascata e di economia circolare”. “Il dl Bollette è un passaggio cruciale per il futuro energetico del Paese. Colpire le rinnovabili programmabili e con esse la filiera nazionale sarebbe un errore strategico. Le biomasse solide sono parte della soluzione, non del problema: sono un elemento essenziale del mix energetico, capace di coniugare competitività economica, occupazione, sostenibilità ambientale e sicurezza del sistema elettrico. L’Italia ha bisogno di stabilità regolatoria per evitare disimpegno e incertezza negli investimenti nelle rinnovabili, rischi inconciliabili con gli impegni europei”, conclude.