(Adnkronos) - Vincenzo De Lucia torna questa sera, giovedì 26 febbraio, sul palco del Festival di Sanremo 2026 per vestire ancora una volta i panni di Laura Pausini e non solo... Attore, imitatore e regista teatrale, De Lucia è un volto ormai familiare per il pubblico televisivo, soprattutto per gli affezionati di ‘Stasera tutto è possibile’. Nato a Napoli nel 1987. La carriera di De Lucia nasce in teatro, dove si forma come attore, sceneggiatore e regista. Il debutto televisivo risale al 2010 su Rai 3 con lo spettacolo musicale ‘Marialuna… una vita tutta in salita!’. Poi l’approdo a Made in Sud, dove l’imitazione di Maria De Filippi lo fa conoscere al grande pubblico. Il 2020 segna un ulteriore salto di popolarità grazie alla partecipazione fissa a Domenica In, accanto a Mara Venier: le sue performance diventano virali e ne consolidano il successo. Dal 2023 entra nel cast di 'Stasera tutto è possibile' diventando presenza fissa nel programma di Stefano De Martino: l’imitatore napoletano ha conquistato il pubblico grazie alle sue imitazioni. Il suo cavallo di battaglia resta Maria De Filippi, personaggio che interpreta fin dai tempi di Made in Sud, ma nel suo repertorio figurano anche Mara Venier, Barbara D'Urso, Ornella Vanoni e Silvia Toffanin, oltre a molte altre protagoniste della televisione italiana. In una recente intervista a Verissimo, l’attore ha dichiarato di essere single e di voler mantenere la sfera personale privata. Tuttavia, De Lucia si è lasciato andare a un momento di commozione parlando del profondo legame con la nonna, figura centrale nella sua vita: “È stata un faro, mi ha insegnato tutto sull’amore con il suo esempio”. È stata lei, insieme al resto della famiglia, a sostenerlo fin dagli inizi: “Mi cuciva gli abiti. Hanno sempre creduto nel mio sogno”.
(Adnkronos) - "La dinamica del 2025 dimostra che il comparto delle costruzioni ha mantenuto una traiettoria positiva anche in una fase di normalizzazione del mercato". Lo dichiara Giovanni Pelazzi, presidente di Argenta Soa, società organismo di attestazione che certifica le aziende per la partecipazione alle gare pubbliche. "A dicembre - spiega - l’indice della produzione segna un incremento di oltre il 5% rispetto a dicembre 2024, mentre nell’intero 2025 la crescita si attesta al +4,8% nei dati corretti per i giorni lavorativi. Secondo stime del Centro studi di Argenta Soa nell’ultimo triennio si è registrata una crescita cumulata di quasi il 16%. Sono numeri che confermano la solidità della base produttiva del settore". "Anche dopo la rimodulazione degli incentivi sulle abitazioni - osserva - il comparto ha continuato a offrire un contributo positivo alla crescita del Pil italiano e all’occupazione. Negli ultimi tre anni sono stati creati oltre 200 mila nuovi posti di lavoro, secondo le stime del nostro Centro Studi. Il passaggio del testimone dall’edilizia residenziale a quella non residenziale, trainata dal Pnrr, è stato cruciale per garantire continuità alla dinamica produttiva”. “Le opere pubbliche - ricorda - rappresentano oggi il principale fattore di sostegno del settore. Nel 2025 gli investimenti in costruzioni pubbliche sono cresciuti in modo sostenuto, con un incremento del +21% secondo Ance. Inoltre, oltre la metà della spesa Pnrr finora realizzata riguarda direttamente il settore delle costruzioni, con un forte coinvolgimento degli enti locali e dei grandi operatori pubblici, in particolare nel comparto ferroviario". “Il 2026 - afferma Giovanni Pelazzi - sarà l’anno della prova di maturità. Una quota rilevante delle opere previste dal Pnrr riguarda le infrastrutture ferroviarie, con quasi 23 miliardi di euro impegnati sulla rete nazionale. E' uno dei capitoli più consistenti dell’intero Piano. Secondo le ricognizioni più recenti, Rfi ha già sostenuto una spesa nell’ordine dei dieci miliardi di euro sulle risorse Pnrr assegnate, segno che una parte significativa degli interventi è entrata nella fase esecutiva”. “Resta tuttavia - avverte - un elemento di attenzione: circa il 30% dei progetti di lavori pubblici presenta un avanzamento più lento rispetto ai cronoprogrammi iniziali. È un dato che richiama alla complessità tecnica e procedurale delle opere infrastrutturali. Parallelamente, il 2026 si apre con oltre 1.300 cantieri ferroviari attivi sulla rete nazionale, a testimonianza di una fase realizzativa ormai diffusa su larga scala”. “Questa concentrazione dei cantieri - sottolinea - può diventare un fattore di accelerazione produttiva per il comparto, a condizione che gli avanzamenti siano reali e accompagnati da continuità finanziaria. Le infrastrutture ferroviarie rappresentano una leva industriale diretta per l’edilizia. Ogni investimento attivato coinvolge imprese generali, aziende specializzate, operatori impiantistici e fornitori lungo tutta la catena del valore. E' qui che il Pnrr diventa economia reale”. “In questo contesto - dice - le attestazioni Soa assumono un ruolo centrale, perché costituiscono il presupposto per la partecipazione alle gare pubbliche di importo rilevante e certificano la capacità tecnica ed economica delle imprese impegnate nelle opere più complesse. La qualificazione non è un adempimento formale: è uno strumento di garanzia per la realizzazione efficace degli interventi. Il 2025 ha dimostrato che il settore delle costruzioni sa reggere la transizione dopo la stagione degli incentivi straordinari. Il 2026 dirà se gli investimenti ferroviari del Pnrr riusciranno a consolidare questa crescita trasformandola in sviluppo strutturale per le imprese e per il Paese”.
(Adnkronos) - I Giochi Invernali di Milano Cortina "mi sembra proprio siano stati sostenibili. Il bilancio lo fare alla fine, però devo dire di sì". Lo ha detto oggi il presidente del Conai, Ignazio Capuano, a margine della sigla del protocollo tra Coni e Conai per la sostenibilità degli eventi sportivi, oggi a Milano.