(Adnkronos) - E' in corso la più grande interruzione mondiale del trasporto aereo, dai tempi della pandemia di Covid. Sono migliaia i voli delle principali compagnie aeree di Medio Oriente, Europa, Asia-Pacifico e Stati Uniti ritardati o cancellati, a seguito degli attacchi statunitensi e israeliani all'Iran, con chiusure dello spazio aereo in Iran, Iraq, Israele, Siria, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. Tra le compagnie aeree che hanno cancellato i voli, ci sono Emirates, Etihad, Air France, British Airways, Air India, Turkish Airlines, Lufthansa. Secondo la società di analisi del settore aeronautico Cirium, dei circa 4.218 voli in arrivo nei paesi del Medio Oriente sabato, 966 (il 22,9%) sono stati cancellati, cifra che supera i 1.800 se si includono anche i voli di andata; oggi, domenica 1 marzo, 716 voli su 4.329 previsti per il Medio Oriente sono stati cancellati. Secondo il sito web di monitoraggio dei voli FlightAware, oltre 19.000 voli sono stati ritardati a livello globale e più di 2.600 cancellati alle 02:30 Gmt. Lufthansa, che comprende Ita Airways, oltre a Swiss, ha cancellato i voli da e per Tel Aviv, Beirut, Amman, Erbil e Teheran fino al 7 marzo. Nello specifico, Ita Airways ha comunicato che i voli da e per Tel Aviv sono sospesi fino al 7 marzo (incluso il volo AZ809 dell’8 marzo) e "i seguenti spazi aerei non saranno utilizzati fino al 7 marzo: Israele, Libano, Giordania, Iraq e Iran. Inoltre, per ragioni operative sono sospesi i voli da e per Dubai fino al 1 marzo". Per rimanere in Europa, Air France ha cancellato, ieri e oggi, i voli per Dubai, Riyadh e Beirut e Tel Aviv, riservandosi di comunicare il programma di volo dei prossimi giorni; British Airways ha sospeso i voli per Tel Aviv e Bahrein fino al 4 marzo e ieri ha cancellato i voli per Amman; Swiss International Air Lines ha sospeso i voli da e per Tel Aviv fino al 7 marzo e ha cancellato i voli da Zurigo a Dubai e Abu Dhabi previsti nel fine settimana. L'autorità russa per il trasporto aereo Rosaviatsia ha cancellato tutti i voli commerciali per Israele e Iran sono "fino a nuovo avviso". Turkish Airlines ha cancellato i voli per Libano, Siria, Iraq, Iran e Giordania fino al 2 marzo. Per quanto riguarda le compagnie aeree del Medio Oriente e del Nord Africa, Emirates ed Etihad hanno cancellato rispettivamente il 38% e il 30% dei voli; Qatar Airways ha sospeso tutti i voli da Doha e cancellato il 41% dei voli totali (fonte Cirium); Syria Air ha cancellato tutti i voli fino a nuovo avviso; EgyptAir ha sospeso i voli verso diverse città del Medio Oriente, tra cui Dubai, Doha, Manama, Abu Dhabi, Beirut e Baghdad. Per quanto riguarda le compagnie aeree del Nord America, Delta Air Lines ha sospeso i voli New York-Tel Aviv fino a domenica; American Airlines ha "temporaneamente sospeso" i voli Doha-Filadelfia; i voli United per Tel Aviv sono cancellati fino a lunedì, quelli per Dubai fino a domenica; Air Canada ha cancellato i voli dal Canada a Israele fino all'8 marzo e a Dubai fino al 3 marzo. Coinvolte anche le compagnie aeree dell'Asia-Pacifico: IndiGo e Air India hanno sospeso i voli verso tutte le destinazioni in Medio Oriente; Pakistan International Airlines ha sospeso i voli per Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Doha e Kuwait; Cathay Pacific di Hong Kong ha sospeso i voli per Dubai e Riyadh; Garuda Indonesia ha temporaneamente sospeso i voli da e per Doha "fino a nuovo avviso"; Singapore Airlines e Scoot hanno cancellato sei rotte aeree nella regione fino a domenica; i voli della Philippine Airlines da Manila a Doha, da Riyadh a Manila e da Dubai a Manila sono stati cancellati nella giornata di ieri, così come un volo Doha-Manila oggi. Altre importanti compagnie aeree, tra cui l'australiana Qantas e la giapponese All Nippon Airways, non hanno annunciato alcuna cancellazione di volo. Infine, per quanto riguarda le compagnie aeree africane, Ethiopian Airlines ha cancellato i suoi voli per Amman, Tel Aviv, Dammam e Beirut; Kenya Airways ha sospeso i voli per Dubai e Sharjah fino a nuovo avviso. Le chiusure dello spazio aereo. L'Iran ha chiuso lo spazio aereo dall'inizio degli attacchi e "fino a nuovo avviso"; chiuso lo spazio aereo israeliano, ai voli civili, così come in Iraq e Kuwait; "temporaneamente" chiuso lo spazio aereo del Qatar ha dichiarato, "parzialmente e temporaneamente" quello degli Emirati Arabi Uniti; la Siria ha chiuso parte del proprio spazio aereo a sud, lungo il confine con Israele, per 12 ore, mentre dall'aeronautica militare giordana fanno sapere che sono in corso esercitazioni per "difendere i cieli del regno".
(Adnkronos) - "Quella di oggi è una grande occasione per poter comprendere come l'innovazione tecnologica e l'intelligenza artificiale possano essere effettivamente messe a servizio dell'uomo". A dirlo Maria Teresa Bellucci, vice ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, intervenendo all'incontro 'Sicurezza sul lavoro e intelligenza artificiale', organizzato a Palazzo Brasini, nell'ambito dell'evento 'Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità strategie, fiducia, regole, competenze', promosso dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali. "L'intelligenza artificiale - spiega - come ogni progresso, come ogni innovazione è stata inventata dall'uomo, non è nata da sola. Anche perché l'intelligenza artificiale non crea nulla, non inventa. Ma ciò che nasce dall'uomo dovrebbe essere sempre a favore dell'uomo. Ma noi sappiamo anche che non è così. La storia ce lo insegna. La bomba atomica, ad esempio, è stata inventata da un uomo. Siamo noi che abbiamo la responsabilità per primi, nessuno escluso, di capire che cosa ci vogliamo fare con ciò che noi inventiamo e viene generato da noi stessi. E' per questo che l'assunzione di responsabilità è fondamentale, soprattutto per le istituzioni e per chi si occupa di governare le nazioni". "Quando noi - sottolinea - dobbiamo emanare linee guida, regolamenti, sistemi di governance l'intelligenza artificiale ci può essere di grandissimo aiuto. Poi noi ci dobbiamo mettere la testa, il cuore, la coscienza, la consapevolezza, la creatività che ha soltanto l'uomo e che nessuna intelligenza artificiale mai potrà imitare. Anche quando diventa antropomorfa perché l'intelligenza artificiale perché manca di empatia, di creatività e del genio umano".
(Adnkronos) - Un regolamento europeo che parla di pellicola e cinghie può sembrare materia da addetti ai lavori. In realtà riguarda ogni prodotto che attraversa un confine regionale, ogni bancale che entra in un supermercato, ogni spedizione che parte da un distretto industriale. Perché prima di arrivare sugli scaffali, quasi tutto viaggia su un pallet. È su quel livello – il trasporto interno tra stabilimenti, i flussi nazionali, la logistica quotidiana – che il regolamento Ue 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) aveva previsto un passaggio radicale: 100% di riutilizzo per gli imballaggi di trasporto, compresi i formati flessibili usati per stabilizzare i carichi. Un obiettivo che ha acceso il confronto tra industria, operatori logistici e istituzioni, fino all’adozione di un atto delegato che esenta pellicola e cinghie dal vincolo integrale. Sommario Gli imballaggi rappresentano circa il 40% della plastica utilizzata nell’Unione europea e sono responsabili di metà dei rifiuti marini. Nel 2022 ogni cittadino europeo ha generato in media 186,5 kg di rifiuti di imballaggio. È su questi numeri che si fonda la revisione normativa culminata nel PPWR, entrato in vigore l’11 febbraio 2025 e applicabile in via generale dal 12 agosto 2026. Il regolamento riscrive le regole del settore lungo l’intero ciclo di vita dell’imballaggio: progettazione, immissione sul mercato, gestione del fine vita. L’obiettivo è rendere tutti gli imballaggi riciclabili in modo economicamente sostenibile entro il 2030, aumentare l’uso di plastica riciclata e ridurre il ricorso a materie prime vergini, mettendo il comparto sulla traiettoria della neutralità climatica al 2050. Tra le novità figurano restrizioni su alcune plastiche monouso, obblighi di riduzione di peso e volume, limiti alle sostanze di preoccupazione come i PFAS. Ma per il mondo della logistica il passaggio più rilevante è l’articolo 29, che introduce obiettivi vincolanti di riutilizzo per gli imballaggi di trasporto. L’articolo 29 stabilisce che dal 2030 almeno il 40% degli imballaggi di trasporto e di vendita utilizzati per il trasporto debba essere riutilizzabile in un sistema di riuso. Per i flussi tra siti della stessa impresa, tra imprese collegate o per consegne a operatori nello stesso Stato membro, gli articoli 29(2) e 29(3) fissavano un obiettivo più stringente: 100% di riutilizzo. Nel campo di applicazione rientravano pallet, casse, contenitori sfusi intermedi, fusti e anche i formati flessibili utilizzati per stabilizzare i pallet, come pellicola e cinghie. L’ipotesi di un riuso integrale di questi ultimi ha sollevato forti perplessità nel settore logistico e manifatturiero. Lo studio commissionato dalla Direzione generale Ambiente ha valutato l’impatto di uno scenario a 100% riuso per pellicola e cinghie nei flussi interni o nazionali. Le conclusioni affermano che “sono necessarie esenzioni dagli obiettivi di riutilizzo del 100% di imballaggi e cinghie per pallet entro il 2030”. Tra le criticità evidenziate costi elevati di adattamento delle linee automatizzate, maturità limitata delle soluzioni riutilizzabili su larga scala, necessità di sistemi di logistica inversa e possibili effetti su sicurezza e igiene in specifiche filiere. Sulla base di queste evidenze, la Commissione ha esercitato il potere previsto dall’articolo 29(18), adottando un atto delegato che integra l’elenco delle esenzioni. Pellicola e cinghie non vengono escluse dal PPWR. L’esenzione riguarda esclusivamente l’obbligo del 100% di riutilizzo nei flussi interni o nazionali. Le aziende potranno continuare a utilizzare materiali monouso in questi contesti senza dover implementare sistemi di ritorno dedicati per rispettare un target integrale. Restano però in vigore gli altri obblighi: riciclabilità entro il 2030, requisiti di contenuto minimo di plastica riciclata, riduzione di peso e volume, rispetto delle restrizioni sulle sostanze di preoccupazione. Il regolamento mira a rendere tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo riciclabili in modo economicamente sostenibile; per pellicola e cinghie questo significa ripensare formulazioni, compatibilità con i sistemi di raccolta e qualità del materiale recuperato. Il target del 40% di imballaggi di trasporto riutilizzabili dal 2030 resta invariato. Le imprese potranno raggiungerlo investendo in pallet a rendere, casse riutilizzabili, contenitori rigidi e sistemi di pooling. Pellicola e cinghie restano dunque operative nel breve periodo, ma sotto una pressione crescente sul fronte dell’innovazione di prodotto, dell’efficienza del riciclo e dell’integrazione di plastica riciclata nel ciclo produttivo.