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(Adnkronos) - I mercati finanziari finora hanno risposto con una sorprendente capacità di controllo a quasi tutti gli shock provocati dall'aggressività di Donald Trump: hanno sostanzialmente ridimensionato i rischi legati alle pressioni sulla Fed, mostrando di non credere fino in fondo a uno showdown, e hanno anche ricomposto con relativa calma le tensioni legate alla politica commerciale aggressiva. Ora, però, le Borse girano in rosso per il ritorno dello spettro dei dazi. Perché, cosa vedono di diverso nelle nuove minacce del presidente americano ai Paesi europei che si muovono in difesa della Groenlandia? La prima considerazione che suggerisce questa reazione, che si sta registrando su tutte le piazze finanziarie in una giornata in cui Wall Street resta chiusa per festività, è che si legano due fattori: la politica commerciale aggressiva, che non è una novità, e un dichiarato, forte, interesse strategico e geopolitico americano. Il timore che evidentemente sta prendendo forma è che possa verificarsi 'una tempesta perfetta', con le minacce di Trump rese più credibili dalla ragione che le sostiene. Da quando il tycoon è alla Casa Bianca, anche i mercati hanno imparato a gestire 'l'effetto annuncio' a cui è sempre seguita una frenata, una correzione dettata dallo sviluppo di una negoziazione che ha sempre tenuto conto, come nel caso della prima ondata dei dazi, sia dell'interlocuzione esterna, sia dei rischi legati all'economia interna americana, in un'analisi di costi e benefici che ha fatto rientrare verso la ragionevolezza gli slanci aggressivi di Trump. Ora, gli ultimi sviluppi sul piano della geopolitica, dall'intervento in Venezuela alla tensione con l'Iran, fino alle reiterate dichiarazioni sulla necessità di annettere la Groenlandia, rendono la minaccia commerciale del presidente americano, costruita come una vera e propria ritorsione, un fattore da considerare seriamente nel calcolo dei rischi e, quindi, nell'allocazione degli investimenti. I mercati finanziari si muovono veramente, e con movimenti consistenti, quando c'è il rischio concreto di perdere molto denaro o, al contrario, l'opportunità di guadagnarne altrettanto. Per questo, la percezione di una 'tempesta perfetta' può fare più danni rispetto alla percezione di minacce estemporanee. (Di Fabio Insenga)
(Adnkronos) - Nhrg ha chiuso il 2025 con una crescita solida e diffusa, registrando un rafforzamento significativo in termini di fatturato, clienti, occupazione e riconoscimenti. Nell’anno appena concluso Nhrg ha ottenuto, infatti, la certificazione Happyindex®atwork per il secondo anno consecutivo e il riconoscimento 'Campioni della crescita 2026'. Un percorso di sviluppo, quindi, accompagnato da una crescente consapevolezza del proprio ruolo nel mercato del lavoro, sempre più orientato a offrire soluzioni di valore, competenza consulenziale e continuità alle imprese partner e con un’attenzione speciale alla costruzione di un’azienda serena in cui si è felici di lavorare. Dai dati di Nhrg la logistica, con una crescita del 32%, si conferma come principale motore occupazionale, sostenuto dallo sviluppo dell’e-commerce, dai sistemi di distribuzione e dalla necessità di gestire picchi produttivi sempre più frequenti. Seguono il metalmeccanico con un +16,2% e il turismo–pubblici esercizi con un +14,4%, comparti che continuano a esprimere una domanda elevata di manodopera specializzata e flessibile. Infine, si registra un + 12,4% per i settori dei multiservizi e un +9,1% per commercio/retail. Nel complesso, il quadro restituisce l’immagine di un mercato polarizzato su comparti ad alta intensità di lavoro, nei quali la somministrazione si conferma uno strumento strategico per la gestione dei volumi, della stagionalità e delle competenze. “Le prospettive per il 2026 - dichiara Gianni Scaperrotta, ceo di Nhrg - confermano un trend di crescita costante dovuto anche alle aperture di tre nuove filiali a Bari, Firenze e Jesi, che rafforzano la nostra presenza territoriale e la capacità di risposta alle esigenze delle aziende clienti. A questo si affiancano investimenti continui nella totale digitalizzazione dei nostri processi, nella formazione interna, nello sviluppo delle competenze e nelle politiche di work-life balance, elementi centrali nella visione di Nhrg per costruire un’organizzazione solida, attrattiva e orientata al lungo periodo”.
(Adnkronos) - La consegna degli attestati 2025 del Premio Gallura, assegnati dalla giuria a Loiri il 6 aprile, si è svolta sabato scorso a bordo della nave Moby Fantasy, il traghetto più grande ed ecologicamente sostenibile del Mediterraneo insieme alla gemella Moby Legacy. La consegna dei premi è stata preceduta da alcuni interventi sul Premio Gallura che, oltre ad aver svolto un ruolo sociale in tutti questi anni, ha stimolato la nascita di numerose aziende; ultime due in ordine di tempo la Cantina Gian Mario Uggias di Olbia e la Cantina Tonino Cosseddu di Benetutti, che ha fatto il suo esordio proprio in questa occasione. Ha aperto il convegno Giuliano Lenzini e il suo intervento è stato seguito da quelli del responsabile commerciale di Moby Alessandro Onorato, del sindaco di Loiri Porto San Paolo Francesco Lai, del consigliere regionale Angelo Cocciu, del dirigente Moby Pierre Canu, del comandante della Moby Fantasy, di Fabio Fiori, presidente albergatori Olbia, e di Nicola Pandolfi in rappresentanza dell'A.I.S. regionale e della sezione Gallura. Presenti anche Li Femini di Gaddura e il circolo gallurese Veicoli d'Epoca di Olbia. Una targa è stata consegnata alla cantina Alba di Ossi, che ha iniziato l'attività proprio dopo aver partecipato al Premio Gallura, per il suo Cagnulari che quest'anno ha ricevuto numerosi riconoscimenti e inoltre produce un formato speciale “Rombo di Tuono”, un vino nato dall'incontro tra Bastiano e Gigi Riva, che ha voluto ricordare, con molta emozione. Il Premio Gallura di cui è stato insignito Vincenzo Onorato, armatore di Moby, è stato ritirato dal figlio Alessandro, responsabile commerciale della compagnia. La motivazione del riconoscimento è parte dei ricordi di Giuliano Lenzini, che rappresentano un pezzo di storia della Sardegna: “La prima nave su cui sono salito nel 1962 si chiamava 'Città di Napoli' e insieme alla gemella 'Città di Nuoro', collegava Olbia a Civitavecchia e poteva trasportare 1200 passeggeri e 32 auto e aveva 182 cabine. In quel momento storico, nonostante la riforma agraria fortemente voluta dal ministro e poi presidente della Repubblica Antonio Segni, che mise la prima pietra alla cantina del Vermentino di Monti, la Sardegna viveva un momento molto difficile, e solo con l'arrivo dell'Aga Khan e la nascita della Costa Smeralda è cominciata una rinascita che riflette l'attuale sviluppo economico dell'isola legato al turismo”. Continua Lenzini: “Da qui l'esigenza degli armatori di modernizzare i mezzi di trasporto da e per la Sardegna. Con il varo delle navi gemelle Moby Legacy e Moby Fantasy, i due più grandi traghetti del Mediterraneo, con 441 cabine e la possibilità di trasportare 2370 passeggeri e 1300 auto, la Moby raggiunge un primato che insieme alla modernità dei servizi permette di viaggiare in maniera piacevole”.