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(Adnkronos) - Clamoroso in finale di Coppa d'Africa: follia di Brahim Diaz e il Senegal batte il Marocco 1-0 in finale conquistando il titolo . Negli ultimi minuti della partita di oggi, domenica 18 gennaio, sul punteggio ancora fermo sullo 0-0 Brahim Diaz sbaglia un calcio di rigore per il Marocco provando a battere Mendy con un improbabile pallonetto, parato dall'ex portiere del Chelsea. Succede tutto al 96' minuto, in pieno recupero, quando un giocatore del Marocco finisce a terra in area dopo un contrasto con un avversario. L'arbitro lascia inizialmente correre, ma viene richiamato dal Var e dopo revisione assegna il calcio di rigore. Seguono proteste roventi dei giocatori del Senegal, con pioggia di ammonizioni e caos allo stadio, tanto che la partita deve essere sospesa per rischio disordini. Una volta riportata la calma, ben 27 minuti dopo il novantesimo, sul dischetto si presenta Brahim Diaz. L'attaccante del Real Madrid, passato anche per la Serie A dove ha vestito la maglia del Milan, prende la rincorsa e prova un'improbabile 'cucchiaio', che però non inganna Mendy. Il portiere del Senegal resta infatti immobile e blocca il tiro di Diaz, che si dispera del dischetto mentre i giocatori, e i tifosi, avversari esultano. La partita prosegue quindi ai supplementari, dove è proprio il Senegal, per la legge più antica del calcio, a trovare il gol del vantaggio con Gueye: finisce 1-0, il Senegal vince la Coppa d'Africa.
(Adnkronos) - Prende avvio, con la firma dell’atto costitutivo, il nuovo 'Comitato per la promozione del Protocollo Itaca' voluto da Consiglio nazionale degli architetti pianificatori paesaggisti e conservatori (Cnappc), Consiglio nazionale degli ingegneri (Cni), Ente italiano di normazione Uni e Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale (Itaca). Il nuovo organismo, rinnovato nella sua organizzazione, si pone come obiettivo quello di promuovere e sostenere azioni, in ambito nazionale e regionale, in materia di sostenibilità ambientale delle costruzioni attraverso l’utilizzo del protocollo Itaca, declinato dalla prassi di riferimento uni/pdr 13/2025, quale strumento di supporto e valutazione delle scelte progettuali e realizzative in linea con i nuovi modelli di sostenibilità energetica e ambientale e di rigenerazione urbana. Il Protocollo Itaca, adottato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nel 2004, ed evoluto nel corso degli anni a garanzia anche della corretta applicazione della normativa di settore ed in particolare dei Criteri minimi ambientali Cam, rappresenta un indispensabile strumento di ausilio per le attività dei progettisti, delle imprese e della pubblica amministrazione, quest’ultima nel suo esercizio di indirizzo e controllo. La riqualificazione degli edifici pubblici e privati ha trovato spazio significativo tra le missioni previste nell’ambito del Pnrr il quale ha assegnato notevoli investimenti proprio alla sostenibilità e all’efficientamento energetico del settore delle costruzioni per sviluppare e diffondere modelli di economia circolare. Il consiglio direttivo del nuovo organo è composto da: Manuela Rinaldi (presidente Itaca - assessore Regione Lazio), Remo Giulio Vaudano (vicepresidente Cni), Anna Buzzacchi (consigliera Cnappc) e Ruggero Lensi (direttore generale Uni). Il Comitato, nel perseguire le proprie finalità istituzionali, potrà porre in essere esemplificativamente, le seguenti attività: promuovere la diffusione, l’aggiornamento e lo sviluppo di nuove versioni del Protocollo Itaca alle diverse scale (edificio, urbana e territoriale) con attenzione dedicata al recupero degli edifici esistenti; promuovere lo sviluppo di norme Uni sulle capacità professionali per una corretta progettazione della sostenibilità ambientale delle costruzioni; sostenere attività di ricerca, formazione e sviluppo di buone pratiche, anche attraverso la collaborazione con Fondazioni, centri di ricerca, università e, più in generale, altri soggetti che perseguano scopi analoghi; organizzare eventi e corsi di formazione finalizzati alla promozione della cultura e dell’applicazione della sostenibilità ambientale nelle costruzioni; aderire a bandi, progetti europei e nazionali finalizzati allo sviluppo della sostenibilità ambientale. “Le tematiche riguardanti la sostenibilità ambientale delle costruzioni sono di primario interesse per la società – afferma Angelo Domenico Perrini, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri - in linea con gli obiettivi dell'Agenda 2030 per favorire la transizione ecologica, ridurre gli impatti ambientali e contrastare i cambiamenti climatici. Il Cni, già da molto tempo fortemente impegnato su tali argomenti, ritiene che il protocollo Itaca costituisca un valido strumento di supporto per i progettisti e il Comitato oggi rinnovato rappresenta un importante punto di convergenza tra organismi che sapranno condurre al meglio la sua valorizzazione e diffusione”. “Il Comitato rappresenta un significativo momento di incontro e di collaborazione per incentivare la sostenibilità ambientale delle costruzioni e dei contesti urbani – dichiara Massimo Crusi, presidente del Consiglio nazionale degli architetti pianificatori, paesaggisti e conservatori - Promuovere strumenti di guida alla progettazione, partendo dal concetto più contemporaneo di risparmio energetico, basato sull’allungamento del ciclo di vita degli edifici e sul ricorso a principi di circolarità da applicare in fase di costruzione, è un obiettivo che il Cnappc persegue da tempo”. “L’esigenza di riqualificare il patrimonio edilizio esistente con immobili a bassa classificazione energetica, sono temi che hanno assunto in questi ultimi anni un ruolo centrale nelle agende politiche nazionali e regionali – afferma il presidente f.f. Itaca Manuela Rinaldi, assessore della Regione Lazio – Inoltre, la realizzazione di edifici ad alta prestazione ambientale mira a contribuire in maniera significativa alla riduzione dell’impatto ambientale. Da qui la necessità di costituire un organismo di riferimento cui assegnare un ruolo di stimolo e supporto ai progettisti che hanno un compito chiave nel fornire la propria competenza per innovare il settore, per favorire azioni comuni nell’interesse pubblico a tutela e salvaguardia dell’ambiente e della qualità dell’abitare. Il comitato promotore del protocollo Itaca rappresenta e consolida un presidio essenziale per l’integrazione della sostenibilità ambientale nelle politiche del costruire. Un riferimento tecnico e normativo che rafforza l’efficacia dell’azione pubblica e la qualità degli interventi sul territorio”. “La decennale collaborazione con Itaca ha consentito la definizione di contenuti normativi in materia di sostenibilità ambientale nelle costruzioni – afferma Marco Spinetto, presidente Uni – rappresentati delle diverse parti della Uni/PdR 13, uno strumento nazionale fondamentale per la progettazione, la valorizzazione e la classificazione dell’ambiente costruito. Con la costituzione del Comitato puntiamo ora a diffondere in modo capillare presso tutte le Regioni italiane la conoscenza e la cultura di una sostenibilità in edilizia 'misurabile' presso i professionisti ingegneri e architetti con l’obiettivo di caratterizzare edifici, quartieri e città nelle loro prestazioni di sostenibilità”.
(Adnkronos) - Il Consorzio Italiano Biogas esprime soddisfazione per l'approvazione dell’emendamento alla legge di bilancio che contiene disposizioni normative che rafforzano l’integrazione del biometano nel sistema energetico nazionale. Grazie a questa misura si stabilisce l’obbligo, per le imprese di trasporto e distribuzione del gas naturale, di connettere alla rete sia i nuovi impianti di produzione di biometano sia quelli derivanti dalla riqualificazione di impianti di biogas esistenti. La misura approvata introduce inoltre la possibilità di interventi di potenziamento della rete, anche attraverso la collaborazione tra diversi operatori, così da superare gli attuali limiti infrastrutturali e favorire un utilizzo più ampio del biometano. Un passaggio fondamentale riguarda la ripartizione dei costi di connessione: il 70% degli investimenti e il 100% dei costi relativi ai sistemi di misura e compressione saranno a carico dei gestori di rete, mentre la quota restante del 30% sarà sostenuta dai produttori e il tutto sulla base di un criterio di allocazione dei costi su scala nazionale. Al fine dell’attuazione dei nuovi principi introdotti sarà necessaria una nuova delibera di Arera e le nuove regole saranno fondamentali per la prosecuzione dello sviluppo del biometano una volta terminati gli interventi finanziati dal Pnrr. "La misura accoglie un’esigenza più volte rappresentata dal Cib, contribuendo concretamente a rimuovere le barriere strutturali che frenano lo sviluppo della produzione di biometano, risorsa strategica per la transizione energetica del Paese. Non serve infatti solo lavorare sul supporto alla produzione ma serve anche lavorare sull’adeguamento dell’infrastruttura per accogliere la produzione decentralizzata. Il Consorzio ha fornito in questo senso un contributo attivo e costruttivo a questa misura, collaborando alla sua articolazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di concerto con Proxigas, mettendo a disposizione competenze tecniche e proposte concrete per garantire che la normativa potesse adeguarsi alle recenti direttive Comunitarie e che rispondesse alle esigenze dei produttori agricoli e dell’industria". Il Consorzio Italiano Biogas conferma la propria disponibilità a lavorare insieme alle Istituzioni e agli operatori del settore, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per accompagnare la crescita di un sistema energetico nazionale più integrato e sostenibile.