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(Adnkronos) - La Russia lancia il missile Oreshnik contro l'Ucraina. L'uso dell'arma, che ha debuttato un anno fa, è un messaggio a Kiev e all'Europa, che lo scorso 6 gennaio ha certificato la volontà di inviare soldati in territorio ucraino dopo l'eventuale tregua nella guerra. Non sorprende, quindi, che dalle cancellerie del Vecchio Continente l'azione di Mosca venga considerata un'escalation. L'Oreshnik, più volte esaltato da Vladimir Putin, secondo la Russia può volare per 5500 km e trasportare testate convenzionali o nucleari. L'arma, dice Mosca, non può essere intercettata dai sistemi di difesa attualmente disponibili. Da settimane, il missile ipersonico è dispiegato anche in Bielorussia, più vicino quindi all'Europa Occidentale che diventa un potenziale obiettivo. Nell'ultima 'missione', Oreshnik è stato utilizzato per colpire Leopoli, nell'Ucraina occidentale, in risposta all'attacco - presunto per non dire mai avvenuto - che Kiev avrebbe portato alla fine del 2025 con uno sciame di droni contro la residenza di Putin a Valdai. In passato, l'Ucraina ha ridimensionato il peso specifico dell'Oreshnik, defindendolo anche una vecchia arma rivisitata. Il Servizio di Sicurezza ha localizzato e mostrato i frammenti del missile, che potranno essere analizzati per arrivare ad una valutazioni delle caratteristiche e delle potenzialità. I resti recuperati comprendono un'unità di stabilizzazione e guida, componenti del sistema di propulsione, frammenti del meccanismo di orientamento. Mosca, intanto, non fa nulla per dissimulare il significato dell'azione condotta. L'attacco è un esempio di come agire contro i "pericolosi pazzi", dice il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev, spiegando che "dall'inizio dell'anno le relazioni internazionali sono diventate un caos totale" e la Russia "deve agire di conseguenza: ci sono troppe persone indisciplinate in giro". L'Ucraina è nel mirino, ma il segnale è indirizzato anche ai partner. Da Mosca arriva anche la nota del ministero della Difesa: il raid è stato compiuto "in risposta all'attacco terroristico del regime di Kiev alla residenza del Presidente della Federazione Russa nella regione di Novgorod, avvenuto nella notte del 29 dicembre 2025. Sono stati colpiti gli impianti di produzione di droni utilizzati durante l'attacco terroristico, nonché l'infrastruttura energetica che garantisce il funzionamento del complesso militare-industriale ucraino. Qualsiasi azione terroristica da parte del regime criminale ucraino non rimarrà più impunita". "Il missile Oreshnik è stato usato di nuovo, questa volta contro la regione di Leopoli. Ancora una volta, è avvenuto ostentatamente vicino ai confini dell'Unione europea. In termini di utilizzo di missili balistici a medio raggio, ciò pone la stessa sfida per tutti: Varsavia, Bucarest, Budapest e anche per molte altre capitali", scrive in un post sui social il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Tutti devono vedere la cosa nello stesso modo e con la stessa serietà: se i russi non si disturbano nemmeno a inventare una scusa plausibile per l'uso di tali armi, allora nessun legame personale e nessuna retorica proteggerà nessuno da questo", prosegue Zelensky, sottolineando che serve "un sistema di azione comune, un sistema di difesa collettiva che funzioni davvero. Esiste un sistema del genere oggi? È una domanda aperta, perché in tutta Europa c'è lo stesso dubbio: se la propria capitale verrebbe difesa nel caso in cui Vladimir Putin dovesse improvvisamente perdere il controllo". Il messaggio di Mosca non viene sottovalutato dai leader europei, in particolare da quelli alla guida della Coalizione dei Volenterosi. "Gli attacchi in corso da parte della Russia in Ucraina, compreso l'uso di un missile balistico a medio raggio Oreshnik nell'Ucraina occidentale questa mattina, costituiscono un'escalation inaccettabile", dicono il premier britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che nelle ultime ore hanno avuto un colloquio telefonico. "I leader hanno iniziato riflettendo sulla forte unità a sostegno dell'Ucraina emersa durante la riunione di martedì e sui buoni progressi compiuti in merito alle prossime mosse - si legge in una nota diffusa da Downing Street - E hanno accolto con favore la stretta collaborazione in corso con gli Stati Uniti per garantire una pace giusta e duratura all'Ucraina". Dal canto suo, Starmer ha affermato che "è chiaro che la Russia sta utilizzando accuse inventate per giustificare l'attacco".
(Adnkronos) - Un premio del valore di 950 euro in buoni benzina destinato a tutti i collaboratori. E’ questa la nuova iniziativa della Giacinto Callipo Conserve Alimentari Srl annunciata oggi a seguito dell’accordo siglato con il sindacato Fai-Cisl di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia. L’azienda calabrese, con una storia di 113 anni nelle conserve ittiche di qualità, si conferma una realtà solida e sempre attenta alle tematiche sociali che riguardano il potere d’acquisto dei lavoratori, considerati da sempre la 'risorsa' più preziosa. Un nuovo tassello del sistema di welfare aziendale pensato per migliorare la qualità della vita di oltre 400 lavoratori: infatti, il bonus riconosciuto ai lavoratori dell’azienda di conserve ittiche è stato esteso a tutte le società del Gruppo. “Il contesto economico nazionale, caratterizzato negli ultimi anni da una marcata dinamica inflazionistica, ha determinato una significativa riduzione del potere d’acquisto delle famiglie, con inevitabili ripercussioni su tutto il territorio. In considerazione di questo scenario abbiamo deciso, come facciamo ormai da molti anni, di riconoscere un premio quale misura concreta di sostegno e di attenzione nei confronti di tutti i nostri collaboratori. Voglio esprimere, inoltre, un apprezzamento alla Fai Cisl, presente oggi in sede, per la sottoscrizione del nuovo accordo, espressione di un dialogo costruttivo e continuativo che da anni contraddistingue le relazioni sindacali, nel pieno rispetto dei reciproci ruoli”, dichiara Pippo Callipo, presidente del Cda del Gruppo Callipo. I buoni carburante sono la conferma di una visione d’impresa incentrata su un sistema di welfare aziendale moderno e attento, basato sull’ascolto e sull’azione. Un approccio condiviso anche dalle organizzazioni sindacali come traspare dalle parole di Daniele Gualtieri, segretario generale Cisl Magna Grecia: "L’accordo sottoscritto con il Gruppo Callipo conferma un modello di relazioni industriali solido e consolidato nel tempo, fondato sul dialogo e sulla partecipazione. È una scelta che riconosce concretamente l’impegno dei lavoratori e si inserisce in un percorso di attenzione al welfare aziendale che contribuisce a migliorare il benessere delle famiglie, rafforzando al tempo stesso la crescita e la competitività dell’impresa". Aggiunge Stefano Lucia, segretario generale Fai Cisl Magna Grecia: "Questa iniziativa è il frutto di un confronto sindacale positivo che da anni portiamo avanti con il Gruppo Callipo, orientato alla valorizzazione del capitale umano come elemento centrale per lo sviluppo aziendale". "Azioni come questa rappresentano un esempio positivo di attenzione al welfare aziendale che auspichiamo possa essere sempre più diffuso nel sistema produttivo regionale"; conclude Francesco Fortunato, segretario generale Fai Cisl Calabria. La politica di welfare sviluppata da Callipo ha contribuito a rendere l’azienda fondata nel 1913 un punto di riferimento per il territorio e un modello virtuoso di Impresa del Sud. Sono tanti i progetti sviluppati per favorire il benessere delle maestranze e delle loro famiglie, come ad esempio i premi di produttività, convenzioni e prestiti agevolati, numerosi benefit per l’assistenza sanitaria, bonus nido e asilo, sostegno alle attività sportive per i figli dei dipendenti.
(Adnkronos) - La consegna degli attestati 2025 del Premio Gallura, assegnati dalla giuria a Loiri il 6 aprile, si è svolta sabato scorso a bordo della nave Moby Fantasy, il traghetto più grande ed ecologicamente sostenibile del Mediterraneo insieme alla gemella Moby Legacy. La consegna dei premi è stata preceduta da alcuni interventi sul Premio Gallura che, oltre ad aver svolto un ruolo sociale in tutti questi anni, ha stimolato la nascita di numerose aziende; ultime due in ordine di tempo la Cantina Gian Mario Uggias di Olbia e la Cantina Tonino Cosseddu di Benetutti, che ha fatto il suo esordio proprio in questa occasione. Ha aperto il convegno Giuliano Lenzini e il suo intervento è stato seguito da quelli del responsabile commerciale di Moby Alessandro Onorato, del sindaco di Loiri Porto San Paolo Francesco Lai, del consigliere regionale Angelo Cocciu, del dirigente Moby Pierre Canu, del comandante della Moby Fantasy, di Fabio Fiori, presidente albergatori Olbia, e di Nicola Pandolfi in rappresentanza dell'A.I.S. regionale e della sezione Gallura. Presenti anche Li Femini di Gaddura e il circolo gallurese Veicoli d'Epoca di Olbia. Una targa è stata consegnata alla cantina Alba di Ossi, che ha iniziato l'attività proprio dopo aver partecipato al Premio Gallura, per il suo Cagnulari che quest'anno ha ricevuto numerosi riconoscimenti e inoltre produce un formato speciale “Rombo di Tuono”, un vino nato dall'incontro tra Bastiano e Gigi Riva, che ha voluto ricordare, con molta emozione. Il Premio Gallura di cui è stato insignito Vincenzo Onorato, armatore di Moby, è stato ritirato dal figlio Alessandro, responsabile commerciale della compagnia. La motivazione del riconoscimento è parte dei ricordi di Giuliano Lenzini, che rappresentano un pezzo di storia della Sardegna: “La prima nave su cui sono salito nel 1962 si chiamava 'Città di Napoli' e insieme alla gemella 'Città di Nuoro', collegava Olbia a Civitavecchia e poteva trasportare 1200 passeggeri e 32 auto e aveva 182 cabine. In quel momento storico, nonostante la riforma agraria fortemente voluta dal ministro e poi presidente della Repubblica Antonio Segni, che mise la prima pietra alla cantina del Vermentino di Monti, la Sardegna viveva un momento molto difficile, e solo con l'arrivo dell'Aga Khan e la nascita della Costa Smeralda è cominciata una rinascita che riflette l'attuale sviluppo economico dell'isola legato al turismo”. Continua Lenzini: “Da qui l'esigenza degli armatori di modernizzare i mezzi di trasporto da e per la Sardegna. Con il varo delle navi gemelle Moby Legacy e Moby Fantasy, i due più grandi traghetti del Mediterraneo, con 441 cabine e la possibilità di trasportare 2370 passeggeri e 1300 auto, la Moby raggiunge un primato che insieme alla modernità dei servizi permette di viaggiare in maniera piacevole”.