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(Adnkronos) - La premier Giorgia Meloni, accompagnata dalla delegazione italiana, è stata ricevuta dall’omologa giapponese Sanae Takaichi al Kantei, sede ufficiale del primo ministro nipponico, a Tokyo. “Torno qui la terza volta, sono il primo leader europeo che viene qui da quando lei si è insediata e approfittiamo per elevare ancora una volta le nostre relazioni bilaterali a livello di partenariato strategico speciale. Crediamo molto in questa alleanza, in questa amicizia” che cade “nel 160esimo anniversario delle nostre relazioni bilaterali e che racconta quanto” queste relazioni “siano state profonde e continuative”, ha detto Meloni prima dell’inizio del bilaterale. “Italia e Giappone condividono la stessa impostazione di fondo su alcune grandi sfide: dal governo dell'immigrazione all'Ia” al “rapporto con alcuni continenti strategici come l'Africa”, ha proseguito la presidente del Consiglio parlando di una “cooperazione a 360 gradi straordinaria”. Quella tra Italia e Giappone, ha evidenziato Meloni prima del bilaterale, è una “cooperazione reale. Del resto la parola ‘cooperazione’ nella nostra lingua arriva dal latino, ‘lavorare con’. Nella cooperazione non c'è mai un soggetto attivo e un soggetto passivo. C'è sempre qualcosa che nasce da un lavoro comune. Esattamente quello che fanno Italia e Giappone. È quello che facciamo ad esempio con il Gcap, che non è solamente un progetto di rafforzamento della difesa, ma è anche un progetto di rafforzamento industriale e tecnologico”, ha rimarcato Meloni. E rivolgendosi a Takaichi ha aggiunto di essere “estremamente fiera di essere qui, estremamente fiera di avere l'opportunità di conoscerla meglio anche personalmente, perché sono convinta che da questa bella cooperazione possa nascere anche una bella amicizia”, ha concluso Meloni, invitando la premier giapponese in Italia. "Con Sanae ci conosciamo da poco, ma per noi si è immediatamente instaurato un rapporto basato su una sintonia particolare e credo che questo rapporto sia velocemente candidato a diventare una solida amicizia anche personale, chiaramente sempre nel reciproco interesse tra le nostre nazioni", ha detto ancora Meloni, sottolineando: con Takaichi "condividiamo anche il fatto di essere le prime due donne a guidare i nostri popoli, e questo per noi rappresenta un grande onore, ma soprattutto una grande responsabilità. Responsabilità che io penso possiamo onorare facendo leva su quell’approccio che nella cultura giapponese si riassume in una parola che considero molto affascinante: 'ganbaru'". "'Ganbaru' - ha proseguito Meloni - non vuol dire solamente fare del proprio meglio, significa fare più del proprio meglio, ambire a superare sempre i limiti, non accontentarsi mai di dove si è arrivati. È il giusto spirito per fare il bene dei nostri popoli, delle nostre nazioni, che sono grandi nazioni, eredi di grandi storie e che di grandi storie possono di nuovo essere protagoniste". "Questa è anche un’occasione per fare il punto sulle tante crisi aperte a livello globale, sulle tante questioni in agenda, per confermare il nostro impegno comune per arrivare a una pace giusta e duratura in Ucraina, per consolidare il processo di pace in Medio Oriente, per garantire la sicurezza e la stabilità dell’Indo-Pacifico", ha detto ancora la premier. "Italia e Giappone - ha proseguito - condividono anche la stessa proiezione verso l’Africa. Dicevamo di due iniziative molto simili: il Piano Mattei per l’Africa sul lato italiano e il Ticad sul lato giapponese. Questo dimostra una capacità strategica che Italia e Giappone hanno sempre condiviso e penso che insieme possiamo rafforzare reciprocamente un modello di cooperazione vantaggioso per tutti". Meloni e Takaichi "hanno espresso una forte opposizione a qualsiasi tentativo unilaterale di modificare lo status quo con la forza o mediante coercizione, ribadendo il carattere universale e unitario della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (Unclos), quadro giuridico di riferimento per tutte le attività negli oceani e nei mari", si legge inoltre nella dichiarazione congiunta firmata a Tokyo. Le due leader, inoltre, “hanno fermamente condannato i programmi nucleari e missilistici balistici della Corea del Nord e riaffermato l’impegno per la completa denuclearizzazione della Corea del Nord in conformità con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite". (Ant/Adnkronos)
(Adnkronos) - Davvero dal 7 giugno potremo conoscere lo stipendio del nostro collega? Da tempo si parla della possibilità per i lavoratori di conoscere lo stipendio dei propri colleghi al fine di ridurre le diseguaglianze retributive. L’Europa ha confermato la data del 7 giugno, entro la quale dovrà essere recepita la direttiva Ue 2023/970 sulla parità di retribuzione tra uomo e donna attraverso la trasparenza salariale. "I lavoratori quindi avranno a disposizione nuovi strumenti per valutare se sussiste una potenziale disparità salariale - legata al genere - con i propri colleghi. Questo diritto all’informazione è stato stabilito dalla Direttiva Ue 2023/970 che dovrà essere recepita in Italia in coerenza alla legge delega del 21 febbraio 2024, n. 15. Tuttavia, tale diritto non dà la possibilità di conoscere lo stipendio di un singolo collega. Infatti, secondo l’articolo 7 della Direttiva, i lavoratori potranno richiedere al proprio datore di lavoro informazioni scritte relative al 'loro livello retributivo individuale' e ai 'livelli retributivi medi, ripartiti per sesso, delle categorie di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore'", spiega ad Adnkronos/Labitalia l’avvocato Antonella Lo Sinno, managing partner dello studio legale Daverio & Florio. L'esperta sottolinea che quindi "non si potrà quindi sapere quanto guadagna il singolo collega, ma si potranno chiedere dati aggregati, divisi fra uomini e donne, per categorie omogenee di lavoratori, in modo da ottenere un confronto oggettivo della propria posizione. Questo approccio bilancia l’esigenza di trasparenza sulle retribuzioni con il diritto alla privacy dei singoli dipendenti. Ciò è tanto vero che, laddove la divulgazione di informazioni comporti la comunicazione della 'retribuzione di un lavoratore identificabile', la Direttiva prevede che gli Stati membri della Ue possano decidere di fornire le informazioni solo a certe categorie di soggetti (ad esempio, a rappresentanti dei lavoratori o all’ispettorato del lavoro)", conclude Lo Sinno.
(Adnkronos) - Anteprima a Marca 2025 per il nuovo linguaggio visivo della famiglia di bioplastiche compostabili. A trentacinque anni dalla nascita di Mater-Bi, Novamont - società di Versalis (Eni) - presenta un’importante evoluzione nel posizionamento e nella strategia di comunicazione del suo materiale biodegradabile e compostabile. Un percorso che prende forma in un progetto di rebranding e in una nuova campagna di comunicazione, firmata da Angelini Design. "Il rebranding e la nuova campagna - spiega in una nota l'azienda - nascono dall’esigenza di rafforzare l’identità e la riconoscibilità di Mater-Bi come un materiale distintivo, portatore di valore, qualità e innovazione, frutto della continua evoluzione delle tecnologie e del know-how Novamont, nonché dell’uso sempre più efficiente delle risorse naturali. Il nuovo posizionamento del Mater-Bi vuole incarnare e comunicare il valore della filiera, dei progetti di territorio legati all’importanza della raccolta differenziata del rifiuto organico, delle diverse possibilità di riciclo e delle innovative applicazioni in sviluppo, evidenziando le loro performance ed il loro valore ambientale. Mater-Bi si propone così come punto di riferimento in termini di qualità e conformità ai principali standard internazionali che ne garantiscono l’idoneità all’uso e molteplici fine vita possibili". Il nuovo logo Mater-Bi è il risultato di un’evoluzione coerente con l’identità di Novamont, Società Benefit e certificata B Corp. Dopo tre decenni, il marchio adotta un linguaggio visivo rinnovato, capace di esprimere in modo immediato il rapporto con la terra e la circolarità. Il restyling introduce una forma circolare generata da uno stelo con tre foglie che, idealmente, si trasforma in un mondo. Un segno che da un lato richiama i cicli della natura e il percorso del Mater-Bi, materiale in continua evoluzione che torna alla terra sotto forma di compost, chiudendo naturalmente il proprio ciclo di vita senza lasciare microplastiche persistenti, dall’altro la possibilità di avere anche altre forme di riciclo. Un simbolo che racconta la continua evoluzione del Mater-Bi e il dialogo costante tra natura e tecnologia. Il verde, colore dominante, sottolinea il legame con le materie prime vegetali e con un suolo sano. Al centro della nuova strategia di comunicazione c’è una campagna illustrata. L’illustrazione è scelta per la sua capacità di trasformare la complessità in immagini evocative e immediate, favorendo un dialogo più diretto e umano. La campagna è ambientata in un contesto immaginifico. Una persona immersa in un paesaggio rigoglioso, come se ne fosse una naturale estensione, porta con sé un sacchetto biodegradabile e compostabile, una delle applicazioni più iconiche del Mater-Bi. Un oggetto quotidiano che diventa simbolo del marchio, richiamando l’uso concreto delle bioplastiche Mater-Bi e il loro ruolo storico nel supportare la raccolta differenziata dell’organico e la produzione di compost di qualità nel nostro Paese. Tra le tante applicazioni in Mater-Bi, è stato scelto il sacchetto per ricordare che anche gli oggetti più semplici possono essere potenti strumenti di trasformazione. Il sacchetto è così il portatore dei valori e dell’eredità di Mater-Bi: una famiglia di bioplastiche biodegradabili e compostabili che non rilascia microplastiche persistenti, frutto di tecnologie proprietarie prime nel loro genere e con Carbon Footprint verificata, grazie alla certificazione ISO 14067 ottenuta da Novamont, che consente di misurare e rendicontare in modo trasparente l’impronta di carbonio del prodotto. La nuova campagna ha visto il coinvolgimento di Elisa Talentino, artista torinese attiva tra illustrazione, grafica d’arte, pittura e animazione. Il suo lavoro, riconoscibile per la forte componente poetica e simbolica, è stato pubblicato su testate e istituzioni internazionali come The New Yorker, The New York Times, The Washington Post, Hachette, Yale University Press e Goethe-Institut. In Italia ha collaborato, tra gli altri, con La Repubblica, Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore, oltre a numerose case editrici. La sua interpretazione di Mater-Bi mette al centro la relazione tra natura, innovazione e vita quotidiana, parlando al pubblico con immediatezza e profondità. Il nuovo logo e l’intero sistema visivo sono presentati in anteprima a Marca 2025, la fiera dedicata alla Marca del Distributore, in programma a Bologna il 14 e 15 gennaio 2025. La campagna prende il via con una pianificazione digital e social a partire dal 15 gennaio 2026, seguita dal lancio di uno spot YouTube nei formati da 60”, 30” e 15”, supportato da formati statici, carousel e video, oltre a un’attività di programmatic display per rafforzare awareness e consideration a livello nazionale. Nell’anno è previsto anche un piano di comunicazione Ooh e Dooh nelle principali città italiane, con presenza in stazioni, metropolitane e vie commerciali.