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(Adnkronos) - Nuovi massicci attacchi della Russia sull'Ucraina oggi, venerdì 13 febbraio. Morte sei persone, tra cui tre giovani fratelli. Ad annunciarlo sono stati oggi i servizi di emergenza e le autorità locali. A Kramatorsk, nella regione orientale del Paese, un raid russo su una zona residenziale ha ucciso due gemelli di 19 anni e il loro fratello di 8. La procura della regione di Donetsk ha poi precisato che la madre di 43 anni e la nonna di 65 sono rimaste ferite nell'attacco, avvenuto nella tarda serata di ieri. Una quarta persona, un uomo, è rimasto ucciso, secondo il governatore militare di Kramatorsk. Nella regione meridionale di Zaporizhzhia, un uomo di 48 anni è stato ucciso nella tarda serata di ieri in un attacco con un drone che ha colpito un edificio residenziale, secondo i servizi di soccorso. Nella regione di Odessa, sulla costa del Mar Nero, un civile è stato ucciso e altri sei sono rimasti feriti, tre dei quali gravemente, in un attacco con droni contro il porto. Ieri le forze russe avevano anche preso di mira le infrastrutture ferroviarie nella regione di Dnipropetrovsk con droni, senza causare vittime. "La Russia ha sferrato attacchi massicci contro l'infrastruttura portuale e ferroviaria", ha reso noto via Facebook il vicepremier per la Ricostruzione e ministro per lo Sviluppo delle comunità e dei territori dell'Ucraina, Oleksii Kuleba. Uno dei porti della regione è stato colpito da droni, rilancia Ukrinform. Segnalati danni in un'azienda e in alcuni magazzini. Fra i feriti, tre persone versano in gravi condizioni. Sul fronte diplomatico intanto, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che spera di incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a margine della conferenza sulla sicurezza di Monaco che si apre oggi e dove lui interverrà domani. "Penso che sarà lì e che ci sia una possibilità di incontrarlo, credo che sia sulla mia agenda, non sono certo al 100%, ma sono sicuro" che ci vedremo, ha detto ai giornalisti. Il capo della diplomazia di Washington ha poi ribadito l'auspicio che la guerra finisca, quando mancano 12 giorni al quarto anniversario dell'invasione russa. "La gente sta soffrendo, è il periodo più freddo dell'anno - ha detto, in un riferimento ai continui raid russi sull'Ucraina - E' una sofferenza inimmaginabile, questo è il problema con le guerre, è per questo che le guerre sono brutte ed è per questo che lavoriamo così duramente da oltre un anno per cercare di mettere fine a questa". "Penso che non ci sia vittoria più grande per Trump che fermare la guerra tra Russia e Ucraina". A dirsene convinto, in un'intervista con 'The Atlantic', è stato Zelensky. "Come suo lascito, è la cosa più importante", ha aggiunto. Per il presidente ucraino inoltre questa è anche la strada per un successo dei Repubblicani a novembre. "La situazione più vantaggiosa per Trump è farlo prima delle elezioni di medio termine", ha affermato Zelensky riguardo alla possibilità di porre fine alla guerra. Trump chiaramente non vuole più morti, "ma se parliamo da adulti, è una vittoria per lui, una vittoria politica”.
(Adnkronos) - "L’approvazione, ieri, da parte del Consiglio dei ministri dello schema del decreto legislativo che recepisce la Direttiva Ue 2023/970 sulla trasparenza retributiva è un passaggio rilevante per il mercato del lavoro italiano che rafforza l’apposito articolo appena introdotto nel rinnovo del Contratto dirigenti terziario”. E' quanto dice Monica Nolo, vicepresidente Manageritalia e capo della delegazione sindacale della Federazione dei manager del terziario. “Una volta approvata la legge, che impone obblighi rigorosi alle imprese per contrastare il gender pay gap e garantisce ai lavoratori il diritto di conoscere i livelli retributivi medi per mansioni di pari valore, il nostro Contratto – continua Nolo – offrirà strumenti determinanti per facilitare e accompagnare questo irrinunciabile cambio culturale” Manageritalia, che rappresenta oltre 47.000 manager del terziario, accoglie così con favore il provvedimento, sottolineando di essere stata con le sue Controparti (Confcommercio, Confetra e Federalberghi) precursore di questa trasformazione. Il recente rinnovo del Ccnl dirigenti terziario (2026-2028), siglato il 5 novembre scorso, ha infatti già anticipato i pilastri della norma europea attraverso un articolo specifico dedicato alla parità di genere e alla trasparenza. In coerenza con il nuovo quadro legislativo, il Ccnl terziario ha istituito l’osservatorio sulla parità di genere, un organismo bilaterale volto a monitorare costantemente le dinamiche salariali e le opportunità di carriera nel settore, fornendo dati certi per abbattere le discriminazioni. Inoltre, il Contratto ha potenziato le tutele per il bilanciamento vita-lavoro e gli strumenti di certificazione della parità di genere. "L’approvazione dello schema del decreto sulla trasparenza salariale è un atto di civiltà, determinante anche per la competitività delle nostre imprese, che allinea l’Italia alle migliori pratiche europee", spiega Nolo, vicepresidente Manageritalia. "Supportato anche da quanto previsto dal Contratto, il management del terziario è pronto a guidare questo cambiamento. L'Osservatorio che abbiamo avviato sarà lo strumento operativo per trasformare la norma in cultura aziendale, garantendo che il merito sia l'unico metro di giudizio, senza distinzioni di genere", conclude.
(Adnkronos) - Energia, bioeconomia, economia circolare, risorse idriche, agroecologia, velocizzazione degli iter autorizzativi, lotta all’illegalità, rafforzamento dei controlli. Sono i temi al centro del ‘Libro Bianco’ di Legambiente sulla riconversione green dell’industria italiana: 30 proposte per otto settori chiave con sei pilastri per rilanciare la manifattura italiana e renderla più competitiva e sostenibile. Un obiettivo: “dare gambe” al Clean Industrial Deal Made in Italy, fondato su lotta alla crisi climatica, innovazione e competitività. Per farlo, è necessario accelerare il passo avendo come come pilastri la decarbonizzazione, la circolarità, l’innovazione, la legalità, nuova occupazione green e inclusione. In questo quadro dunque, l’Italia, deve “colmare ritardi e vuoti normativi, superando iter troppo lenti e burocratici, alti costi energetici e il mancato rispetto delle norme ambientali, tutti ostacoli non tecnologici che ad oggi ne frenano il pieno sviluppo”. In particolare, spiega Legambiente, bisogna spingere sull’applicazione e il rispetto delle norme ambientali, come evidenziato anche dalla Commissione Ue nel suo recente riesame dell’attuazione delle politiche ambientali, che “possono far risparmiare all’economia europea ben 180 miliardi di euro annui (circa l’1% del Pil Ue)”. “Il Clean Industrial Deal è un’opportunità che l’Italia non deve assolutamente sprecare per varare una politica industriale all’altezza della sfida climatica e per far ridurre alle imprese i costi dell’energia, evitando, però, la pericolosa scorciatoia della deregulation ambientale”, ha evidenziato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, intervenuto stamattina alla terza edizione del forum ‘L’Italia in cantiere. Un clean industrial deal made in Italy’. “Investire in un’ambiziosa politica industriale significa favorire la competitività delle imprese, facendo occupare dall’Italia, prima degli altri Paesi, l’esponenziale mercato globale delle tecnologie green”, ha affermato, sottolineando che “con questo spirito abbiamo deciso di scrivere il nostro ‘Libro bianco’, pensato come un vero e proprio piano industriale per l’Italia, indirizzando delle proposte a governo e Parlamento e raccontando, con l’esperienza dei tanti campioni nazionali della transizione ecologica, quello che il Paese sta già facendo”.