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Ddl Antisemitismo, asse Gasparri-Delrio: "Facciamo presto, bene e insieme"

(Adnkronos) - "Pronto a discutere di modifiche, portiamo il testo in Aula a marzo". "Facciamo presto, bene e insieme". Prove di dialogo in Senato tra l'azzurro Maurizio Gasparri, capogruppo di Palazzo Madama e il dem, Graziano Delrio, sulle norme da approvare per dare una ...

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UniCamillus-Fondazione Giglio, in crescita iscritti a Medicina a Cefalù

(Adnkronos) - E' entrato a pieno regime il secondo anno del corso di laurea in Medicina e Chirurgia istituito a Cefalù grazie al partenariato tra l'università UniCamillus e la Fondazione Giglio. Settantuno matricole, che si uniscono ai 55 studenti del primo anno, hanno fatto ...

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Terre rare e materiali critici: per De Santoli l’autonomia passa dal riciclo. “Italia hub strategico”

(Adnkronos) - Riciclare per raggiungere l’autonomia nell’approvvigionamento di terre rare e materiali critici. Livio De Santoli, prorettore dell’Università La Sapienza di Roma spiega all’Adnkronos la chiave (oltre all’urgenza) per ...

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Ddl Antisemitismo, asse Gasparri-Delrio: "Facciamo presto, bene e insieme"

(Adnkronos) - "Pronto a discutere di modifiche, portiamo il testo in Aula a marzo". "Facciamo presto, bene e insieme". Prove di dialogo in Senato tra l'azzurro Maurizio Gasparri, capogruppo di Palazzo Madama e il dem, Graziano Delrio, sulle norme da approvare per dare una stretta all'antisemitismo. L'occasione è il convegno organizzato in Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani dallo stesso Gasparri e dalla Fondazione Italia Protagonista dal titolo 'Antisemitismo. Una tragedia che non finisce. Quando la storia riaffiora e interroga il presente". All'evento sono presenti, tra gli altri, l'ambasciatore di Israele in Italia, Jonathan Peled, Victor Fadlun, presidente della Comunità Ebraica di Roma, Alfonso Celotto, ordinario di Diritto Costituzionale Università Roma Tre, Noemi Di Segni, presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (che nel suo intervento chiederà di sanzionare penalmente il saluto romano) e il saggista Pierluigi Battista. Tutti attenti a cogliere sfumature e convergenze tra i due senatori, con la comunità ebraica che fa sapere di apprezzare. Per il forzista Gasparri, che come il dem ha presentato un ddl in discussione in Commissione (Delrio lo ha presentato in dissenso dal suo gruppo), occorre fare presto, "ma senza guardare la clessidra per arrivare a una buona legge". "Domani - dice sui tempi dell'iter in Senato della norma - sarà adottato il testo base, quelli di Romeo e Scalfarotto, che sono sovrapponibili, il 5 febbraio si termina la discussione generale, il 10 scadono gli emendamenti". "Io sono aperto al dialogo, alle modifiche", aggiunge, auspicando di portare il provvedimento "in Aula a marzo". Parole apprezzate da Delrio, che da parte sua invita a lavorare assieme "anche di notte" per arrivare a una legge. Per entrambi, si deve arrivare a una norma che sia specifica, lasciando da parte altre questioni e temi d'odio. "Gli altri problemi li potremo affrontare dal giorno dopo, quando avremo fatto questa legge sull'antisemitismo", interviene Gasparri. "L'unicità della Shoah non va banalizzata, non è comparabile con nessun altra cosa", rinforza il concetto Delrio. "Maurizio - dice l'ex ministro nei governi Renzi e Gentiloni - dobbiamo scrivere 5 articoli, dobbiamo dare un segnale, il Parlamento italiano deve farsi sentire sulle discriminazioni antisemite che non dipendono da Netanyahu, magari dipendessero da lui, perché finirebbero con il suo governo". "Io non sono d'accordo sul penale, ma ci sta, con uno sforzo si può fare, la mia è la sollecitudine di chi vuole rompere il silenzio", dice con riferimento al ddl Gasparri che prevede anche interventi penali. "Ma facciamo presto, bene e insieme", scandisce. Gasparri annuisce, facendo capire che anche sul tema controverso delle norme penali che contraddistinguono il suo testo, è aperto a una riflessione. In Sala a sorpresa compare la ministra della Famiglia, Eugenia Roccella, giusto il tempo per benedire l'accordo e spingere per un testo bipartisan. "Io spero alla fine in un accordo trasversale", dice, sottolineando come "la definizione di antisemitismo dell'Ihra, la usiamo da tempo, l'Unar usa questa definizione di routine, come la migliore a cui possiamo rifarci". Non pare casuale il riferimento alla definizione di antisemitismo proposta dalla International Holocaust Remembrance Alliance, al centro del testo Delrio e avversata dal partito democratico per il rischio censura che ne deriverebbe verso ogni forma di critica politica a Israele. Per Roccella "oggi si tratta di dare un segnale chiaro, non ambiguo. Il 'mai più' del giorno della Memoria -sottolinea prima di lasciare la sala per partecipare al cdm- è legato alla sicurezza e alla esistenza stessa di Israele". Sul tema della definizione Ihra non intende arretrare neanche Delrio che fa sapere che terrà il punto: "Si certo è il punto di riferimento di tutti i paesi europei, della Commissione Europea, quindi appare difficile prescindere da questa definizione". Un mettere le mani avanti che fa fischiare le orecchie al partito democratico, che con Giorgis ha invece avanzato un testo dove si va in tutt'altra direzione, mancando il riferimento alla definizione Ihra e aprendo a norme di contrasto verso tutte le forme di odio. "Delle dinamiche interne al Pd, non mi frega assolutamente un cavolo", replica Delrio duro ai cronisti che lo sollecitano sul suo scontro con il partito: "Se io voglio far polemica con Elly Schlein, lo posso fare quando voglio e dove voglio, basta che chiami il Corriere della Sera e dica qualcosa contro la segretaria e mi danno due pagine, non mezza...". "Il saluto romano, insieme a tutte le forme che offendono la memoria, per noi devono diventare un comportamento, un atto sanzionato penalmente, perché è una responsabilità italiana salvaguardare la memoria", ha detto Noemi Di Segni, presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, a margine del convegno 'Antisemitismo. Una tragedia che non finisce. Quando la storia riaffiora e interroga il presente' al Senato, spiegando di pensare a inserire la misura nella legge sull'antisemitismo, in discussione in Senato. "Penso che deve essere tipizzata la nostalgia -aggiunge- . Non deve esserci scritto 'il saluto romano è reato', ma tutte le forme di offesa alla memoria della Shoah, usando simboli, usando in maniera distorta parole, la nostalgia per termini, cerimonie, il business intorno ai souvenir del fascismo e del nazismo". "Oggi bisogna dimostrare che c'è un'istigazione a commettere reato, che c'è un'aggravante razziale, che c'è un'istigazione all'odio razziale, allora anche l'uso di un simbolo forse entra in questo. Questo deve offendere l'Italia repubblicana", conclude.

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UniCamillus-Fondazione Giglio, in crescita iscritti a Medicina a Cefalù

(Adnkronos) - E' entrato a pieno regime il secondo anno del corso di laurea in Medicina e Chirurgia istituito a Cefalù grazie al partenariato tra l'università UniCamillus e la Fondazione Giglio. Settantuno matricole, che si uniscono ai 55 studenti del primo anno, hanno fatto registrare un incremento di iscritti che "testimoniano come l'università si stia radicando nel territorio siciliano a conferma dell'atteso impatto socio-economico previsto nel progetto", affermano il presidente del Cda del Giglio, Victor Mario di Maria, e il rettore di UniCamillus Gianni Profita, che è anche vice presidente del Giglio. Il polo didattico di Cefalù - informa l'ateneo in una nota - registra già il coinvolgimento di 41 docenti nelle varie discipline, la presenza di 3 amministrativi per la gestione dell'attività organizzativa, e il coinvolgimento di professionisti del Giglio e di UniCamillus in 2 progetti di ricerca che hanno dato vita a un consorzio per una call di Horizon e a un partenariato per un avviso di Regione Siciliana con 2 imprese (Promed22 e Gesan), Cnr e UniMessina. Nel primo anno accademico sono state assegnate 13 borse di studio, per un importo complessivo di 60mila euro, a studenti residenti meritevoli, "finalizzate anche a incentivare la permanenza" in regione. "Registriamo i primi importanti effetti positivi - sottolinea Di Maria - che confermano la validità di una visione che porterà il Giglio di Cefalù a essere non solo un polo di eccellenza nella cura, ma anche nella formazione e nella ricerca". "Questo traguardo - aggiungono Di Maria e Profita - non sarebbe stato possibile senza la ferma volontà politica e il sostegno strategico del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha fortemente promosso tale processo nel nostro territorio per elevare gli standard della sanità siciliana. Si stanno creando condizioni concrete - concludono - per trattenere i nostri giovani talenti e generare un indotto economico vitale per le Madonie". L'UniCamillus ha sede all'interno dell'ospedale di Cefalù, dove è stata realizzata un'area per la didattica e laboratori di studio e ricerca.

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Terre rare e materiali critici: per De Santoli l’autonomia passa dal riciclo. “Italia hub strategico”

(Adnkronos) - Riciclare per raggiungere l’autonomia nell’approvvigionamento di terre rare e materiali critici. Livio De Santoli, prorettore dell’Università La Sapienza di Roma spiega all’Adnkronos la chiave (oltre all’urgenza) per ridurre la dipendenza da filiere esterne che sono decisive per le tecnologie della transizione ma che si trovano nelle mani di Paesi terzi rispetto all’Italia e all’Europa. Su tutti, la Cina: Pechino detiene infatti un quasi monopolio nell’esportazione di queste materie prime, e può limitarne l’accesso secondo convenienza. Ma con il ritorno della politica di potenza a livello globale e l’indebolimento al multilateralismo, la priorità per l’Unione europea e per l’Italia è diventata cercare l’autonomia nelle filiere più strategiche, anche attraverso l’economia circolare. “Con il gas e il petrolio eravamo totalmente dipendenti, perché noi non li avevamo”, spiega De Santoli, ma ora “non è detto che dobbiamo continuare a comprare i materiali critici”. Anzi, “l’indipendenza passa dall’affrancamento” dall’obbligo di comprare altrove, e il “riutilizzo in qualche modo all’infinito” dei materiali che sono già nella propria disponibilità gioca un ruolo fondamentale verso l’autonomia. In questo modo, infatti, è possibile immaginare di “creare una filiera europea delle terre rare e dei materiali critici“, sottolinea ancora il prorettore. E “l’Italia, grazie alla sua esperienza nel riciclo, può diventare un hub del riuso di componenti strategici. È un’occasione unica per un’industria autonoma e competitiva”. “Su alcuni settori sicuramente più alcuni che altri possiamo diventare delle oasi autonome in cui far sviluppare componenti e servizi che possono addirittura essere esportati in Europa: è quello il nuovo corso ed è quella l’indicazione che dobbiamo dare per il futuro”, spiega. Resta un altro grande nodo strutturale: il costo dell’energia, che continua a rappresentare un freno per la competitività delle imprese europee ed italiane. Anche in questo caso, per De Santoli si deve puntare a una “vera filiera europea dell’energia”, nella quale il Bel Paese può giocare un ruolo di primo piano. “Enel, Eni e persino la cinese Byd stanno valutando l’Italia come base produttiva per le gigafactory per le batterie”, ricorda l’esperto. Certo, l’Italia attualmente, sottolinea De Santoli, ha “i costi più alti d’Europa, che a loro volta sono i più alti del mondo”. E allora come fare? “L’unica via, anche con l’attuale mercato dell’energia, è sviluppare massicciamente le rinnovabili. Cosa che, anche senza riforme di mercato, riduce l’impatto del gas sul prezzo finale”. Il problema, continua, “non è il costo del solare o dell’eolico, ma la lentezza con cui li integriamo nel sistema. Se raggiungiamo il 60% di penetrazione elettrica al 2030, i benefici saranno immediati per famiglie e imprese”. Per il prorettore, i due “grandi fronti” su cui dobbiamo agire sono l’eolico offshore e l’idrogeno. “Siamo ancora indietro, ma dobbiamo arrivare a 2,1 GW entro il 2030. Le nostre coste profonde richiedono piattaforme galleggianti, una tecnologia che possiamo sviluppare in Italia. Anche la Danimarca sta investendo qui: perché non farlo noi per primi”? Infine, parlare di energia oggi porta per forza di cose al tema dei data center, che assorbono circa il 3% dei consumi globali e raddoppieranno entro dieci anni. Un problema anche perché, spiega l’esperto, “concentrano energia laddove le rinnovabili, invece, sono distribuite”. Di conseguenza, conclude De Santoli, “dobbiamo ripensare il modello: la rete va resa più flessibile, con accumuli diffusi e logiche di prossimità energetica. L’intelligenza artificiale può aiutarci a ottimizzare il sistema, ma serve pianificazione: i data center dovranno essere costruiti dove esiste un mix energetico sostenibile, o dotati di fonti rinnovabili proprie”.

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