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Missili, droni e sottomarini: l'Iran alza lo scudo contro Trump

(Adnkronos) - La crisi tra Stati Uniti e Iran sembra entrare in una fase decisiva, segnata da una combinazione di pressione militare, segnali diplomatici contraddittori e preparativi difensivi senza precedenti. Mentre Washington rafforza la sua presenza navale in Medio Oriente e Donald ...

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Welfare, la strategia di Amorim Cork Italia: crescere investendo nelle persone

(Adnkronos) - In un mercato del lavoro che evolve rapidamente, Amorim Cork Italia - principale filiale del Gruppo Amorim, prima azienda al mondo nella produzione di tappi in sughero, con sede a Conegliano (Treviso) -consolida il proprio modello di welfare aziendale, ...

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Alimentazione, Tapella (Uiops): "Con Olio di palma sostenibile sicurezza e qualità garantite"

(Adnkronos) - “L'olio di palma certificato sostenibile, oltre a garantire la sostenibilità sociale e ambientale, garantisce anche la sicurezza e la qualità del prodotto. È conosciuto e usato in tutto il mondo”. Lo ha detto Vincenzo Tapella, ...

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Missili, droni e sottomarini: l'Iran alza lo scudo contro Trump

(Adnkronos) - La crisi tra Stati Uniti e Iran sembra entrare in una fase decisiva, segnata da una combinazione di pressione militare, segnali diplomatici contraddittori e preparativi difensivi senza precedenti. Mentre Washington rafforza la sua presenza navale in Medio Oriente e Donald Trump parla di una situazione "in evoluzione", Teheran, secondo quanto apprende l'Adnkronos, si muove come se un attacco fosse possibile, se non imminente, e organizza una risposta concepita per colpire su più livelli e allargare il confronto ben oltre i propri confini. "Loro vogliono fare un accordo. Lo so. Hanno chiamato in numerose occasioni. Vogliono parlare", ha detto Trump in un'intervista ad Axios. Parole che contrastano però con l'invio di una "grande armata" statunitense nella regione, con alla testa la portaerei Uss Abraham Lincoln, un dispiegamento che gli ayatollah interpretano come una minaccia diretta. La diplomazia lavora sul filo di quest'equilibrio precario, nel tentativo di mantenere aperto un canale e scongiurare un nuovo conflitto. Secondo il quotidiano 'Israel Hayom', l'inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, avrebbe consegnato a Trump un messaggio del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, e una garanzia scritta del presidente, Masoud Pezeshkian, nel tentativo di rinviare un attacco contro Teheran. Un funzionario israeliano citato dal quotidiano ha spiegato che "Witkoff continua a insistere sulla via diplomatica per risolvere il problema iraniano". Sul terreno, però, l'Iran non attende l'esito della diplomazia. Secondo fonti di intelligence regionali e occidentali, la Repubblica islamica ha rafforzato in modo significativo la propria presenza militare lungo la costa meridionale, in particolare nella provinca di Hormozgan, attorno al porto di Bandar Abbas, sull'isola di Qeshm e all'ingresso orientale del Golfo dell'Oman. Sono stati dispiegati reparti dei Guardiani della Rivoluzione e delle milizie Basij, sistemi di difesa aerea, missili balistici, droni suicidi e sottomarini. L'obiettivo dichiarato è impedire qualsiasi operazione anfibia statunitense e mantenere la capacità di colpire le forze navali nemiche in uno spazio marittimo strategico come lo Stretto di Hormuz, da cui transita circa il 20% del petrolio mondiale. La difesa aerea rappresenta uno dei pilastri della strategia iraniana. Sulle isole di Qeshm e Abu Musa sono stati installati sistemi a corto e medio raggio, mentre a Bandar Abbas sono stati schierati sistemi avanzati come il Bavar-373 di produzione nazionale e l'S-300 di origine russa. Secondo le autorità iraniane, il Bavar-373 è in grado di ingaggiare bersagli fino a 300 chilometri di distanza e di intercettare anche caccia di quinta generazione. Accanto a questo 'scudo difensivo', rivelano le fonti, Teheran mette in campo una capacità offensiva pensata per garantire la ritorsione. Tra i sistemi schierati figura il Fateh-110, missile balistico a corto raggio a combustibile solido, con una testata da 400-500 chilogrammi e una gittata che può arrivare a 700 chilometri. Più rilevante la presenza dei missili della famiglia Qadr a Bandar Abbas, Jask e sull'isola di Qeshm. Il Qadr-110, con una gittata tra 1.600 e 2mila chilometri, è in grado di raggiungere Israele, mentre il Qadr-380, missile a due stadi, combina lunga portata e testate di grande peso, rafforzando la capacità iraniana di colpire obiettivi strategici a grande distanza. Lungo la costa e sulle isole del Golfo sono stati dispiegati numerosi missili antinave e da crociera, tra cui i Noor, i Nasr, i Khalij Fars e l'Abu Mahdi, missile da crociera navale con una gittata di circa mille chilometri e una testata da oltre 400 chilogrammi, ritenuto capace di colpire anche grandi unità militari come i cacciatorpediniere. A questi sistemi si aggiungono sciami di droni suicidi della famiglia Shahed. Secondo Cameron Chell, ceo della società Draganfly, si tratta di una minaccia asimmetrica concreta per la Us Navy. "Se centinaia di droni vengono lanciati in un breve periodo, alcuni colpiranno quasi certamente il bersaglio", ha detto a Fox News, sottolineando come gli attacchi di saturazione possano mettere in difficoltà anche le difese più avanzate. La componente subacquea completa il quadro. A Bandar Abbas e nello Stretto di Hormuz operano sottomarini Fateh e Ghadir, progettati anche per la posa di mine e attacchi a sorpresa, come evidenziato dal sito 'defencesecurityasia.com'. Secondo analisti militari, l'Iran dispone complessivamente di 28-30 sottomarini, una delle flotte più numerose del Medio Oriente. Alla preparazione militare si affianca infine la propaganda politica. Il cartellone svelato in piazza Enghelab a Teheran, con una portaerei americana colpita e lo slogan "Se semini vento, raccoglierai tempesta", sintetizza il messaggio iraniano. Lo Stretto di Hormuz resta il punto di frizione in grado di trasformare una crisi regionale in uno shock globale.

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Welfare, la strategia di Amorim Cork Italia: crescere investendo nelle persone

(Adnkronos) - In un mercato del lavoro che evolve rapidamente, Amorim Cork Italia - principale filiale del Gruppo Amorim, prima azienda al mondo nella produzione di tappi in sughero, con sede a Conegliano (Treviso) -consolida il proprio modello di welfare aziendale, trasformando l'attenzione alle persone in un vero fattore competitivo. Con certificazioni quali Family Audit, Parità di Genere e il percorso Org+ (Organizzazione positiva), l’azienda racconta un impegno reale, costruito nel tempo, che dimostra come benessere delle persone e risultati economici possano crescere insieme. Il primo aspetto determinante da sempre nella storia dell'azienda è la vision dell'ad Carlos Veloso dos Santos, che dall'ambiente trae origine per arrivare alle persone, proprio come i tappi in sughero che Amorim Cork Italia produce: “Quando si parla di sostenibilità si pensa subito all'ambiente, mentre è poca l'attenzione alle persone. Per noi, invece, costituiscono il principale valore. Oggi, poi, ci troviamo di fronte alle nuove generazioni che cercano il 'purpose', vogliono che il lavoro sia uno strumento per costruire la loro felicità. Oggi troppe persone vivono il lavoro come un peso: vogliamo cambiare questa situazione. Per questo abbiamo iniziato un percorso più di 10 anni fa, in parte sintetizzato dai collaboratori a seguire, basato sul benessere in azienda, che darà origine al libro 'Ho sognato un'azienda felice', che distribuirò il prossimo anno quando compirò 60 anni". “Il modello di Amorim Cork Italia si basa su solide evidenze scientifiche", spiega Dennis Tonon, responsabile del team Energizzatori (gruppo, interno a un’azienda, formato per promuovere benessere, connessione e cultura positiva, facilitando il coinvolgimento dei colleghi e supportando il cambiamento organizzativo). "Oggi - prosegue - numerose ricerche dimostrano che il benessere delle persone ha un impatto diretto e misurabile su performance e risultati economici. Le aziende che promuovono una cultura positiva ottengono benefici concreti in termini di affidabilità, innovazione, fidelizzazione e qualità delle decisioni. Su queste basi nasce il modello Org+, fondato su tre pilastri: purpose (traducibile come 'intento') condiviso, leadership positiva e coerenza culturale. Questi principi prendono forma nell’Amorim ImpAct System (Ais), un approccio strategico che integra persone, metodo e sistema per creare risultati sostenibili nel tempo”. Con 61 collaboratori, età media di 44 anni, e un equilibrio generazionale che va dai Boomers (2%) alla Gen Z (11%), Amorim Cork Italia ha strutturato un approccio Hr completo: "Abbiamo il 59% di donne in azienda - sottolinea Eleonora Moret, responsabile Risorse Umane - e per noi una donna incinta è un dono. La nostra politica di neogenitorialità prevede 10 giorni di congedo retribuito al 100% per i padri, a fronte dei 2 previsti da legge, ma anche smart working nel primo mese e bonus di 500 euro per il nascituro. Valorizzare le persone non è solo un'opzione, è una strategia, dal processo di selezione trasparente all'onboarding con Welcome Kit, dalla formazione continua con la Cork Academy ai test psico-attitudinali ogni tre anni. Il percorso per la Certificazione sulla Parità di genere, poi, ottenuta il 10 aprile 2025, è stato il risultato di oltre un anno di lavoro. Abbiamo anche una politica di 'tolleranza zero', contro ogni forma di discriminazione". Dal 2018 l’azienda rinnova anche la certificazione Family Audit della Provincia autonoma di Trento. Come racconta Marta Donadel, responsabile del progetto: “Sono state attivate oltre 40 misure di conciliazione vita-lavoro, rivolte a tutti i collaboratori. Tra queste: consegna settimanale gratuita di frutta fresca biologica e a km 0 dalla cooperativa sociale Terra Fertile, che supporta l'inserimento lavorativo di giovani con disabilità; il pranzo per tutti i dipendenti anche per quelli che abitano vicino all’azienda con la possibilità di scegliere 5 diversi tipologie di locale; 17 biciclette aziendali per la mobilità sostenibile e per spostarsi anche nella pausa pranzo; lezioni di ginnastica dolce due volte a settimana gratuite per tutti; check-up sanitari completi annuali che sono un investimento a supporto concreto di un’opera di prevenzione e sostegno alla salute; team building nella natura e Family Day per favorire il senso di aggregazione e condivisione, sia tra colleghi che con i propri affetti. Il risultato è un'organizzazione dove ognuno si sente parte attiva di un progetto collettivo di crescita, un luogo dove ogni talento ha spazio per fiorire”. Amorim Cork Italia dimostra, così, che è possibile coniugare eccellenza produttiva e qualità della vita, innovazione e inclusione, risultati economici e felicità organizzativa. Un modello che non solo attrae e trattiene i talenti, ma che trasforma l'azienda in un luogo dove le persone scelgono di crescere, contribuire e realizzarsi. Come il sughero che non disperde nulla di sé e si rigenera sulla quercia ogni nove anni, così l'azienda coltiva una cultura che si rinnova continuamente, mettendo radici profonde nel territorio e guardando al futuro con la consapevolezza che investire nelle persone significa investire nella sostenibilità più autentica: quella che genera valore condiviso e duraturo.

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Alimentazione, Tapella (Uiops): "Con Olio di palma sostenibile sicurezza e qualità garantite"

(Adnkronos) - “L'olio di palma certificato sostenibile, oltre a garantire la sostenibilità sociale e ambientale, garantisce anche la sicurezza e la qualità del prodotto. È conosciuto e usato in tutto il mondo”. Lo ha detto Vincenzo Tapella, presidente Uiops, l’Unione italiana per l’Olio di palma sostenibile, partecipando oggi a Rimini al seminario organizzato con l’Associazione italiana dell'industria Olearia, nell’ambito del Sigep, il Salone internazionale dedicato a gelato, pastry&chocolate, coffee, bakery e pizza. Durante l’incontro è stato presentato il position paper "Olio di palma sostenibile: nutrizione e sicurezza alimentare", recentemente adottato dal Comitato tecnico scientifico Uiops. “Il Comitato Tecnico Scientifico dell’Unione – spiega il presidente - è un organismo interdisciplinare esterno di esperti scelti per assicurare autorità, rigore scientifico e obiettività nei contenuti pubblicati o adottati dall’associazione stessa. Ha una funzione di supporto scientifico e di validazione oggettiva per tutte le attività di comunicazione e posizionamento dell’Unione sui temi dell’olio di palma sostenibile, in termini di sostenibilità ambientale, nutrizionale, sociale e di filiera”. Per Tapella la scelta di presentare il documento alla manifestazione è strategica: “Sigep è una fiera importantissima per quanto riguarda il settore alimentare - afferma - Vogliamo informare sull’evoluzione dell’olio di palma e far conoscere al pubblico le sue caratteristiche e le sue peculiarità. Questo position paper è rivolto a cascata, non soltanto ai produttori di prodotti alimentari ma anche al consumatore come garanzia di sicurezza, qualità e la sostenibilità dell'olio di palma”, aggiunge.

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