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Gino Paoli, addio al cantautore dell'anima: la musica, l'amore e le crisi personali

(Adnkronos) - Per sempre un punto di riferimento per la canzone d'autore. Gino Paoli, scomparso all’età di 91 anni nella sua casa di Genova dopo un breve ricovero in una clinica privata, ha saputo raccontare con rara sensibilità l’amore, la malinconia e le ...

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Istituto nazionale tributaristi alla celebrazione dei 25 anni dell’Agenzia delle entrate

(Adnkronos) - Il presidente dell’Istituto nazionale tributaristi (Int), Riccardo Alemanno, parteciperà all’evento celebrativo dei 25 anni dell’Agenzia Delle Entrate 1° gennaio 2001 – 2026, che si svolgerà il 25 marzo presso la Camera dei Deputati e ...

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Biogas Italy 2026, Cib traccia manifesto programmatico per consolidare sviluppo in agricoltura

(Adnkronos) - Nella prima giornata di Biogas Italy, l’evento annuale del Cib Consorzio Italiano Biogas, dedicato al biogas e biometano agricolo, giunto alla sua decima edizione, è stata tracciata la strada da percorrere per raggiungere il pieno ...

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Gino Paoli, addio al cantautore dell'anima: la musica, l'amore e le crisi personali

(Adnkronos) - Per sempre un punto di riferimento per la canzone d'autore. Gino Paoli, scomparso all’età di 91 anni nella sua casa di Genova dopo un breve ricovero in una clinica privata, ha saputo raccontare con rara sensibilità l’amore, la malinconia e le sfumature della vita quotidiana. Il cantautore lascia in eredità un patrimonio musicale fatto di autentiche perle: brani di grande popolarità come 'Il cielo in una stanza', 'La gatta', 'Che cosa c’è', 'Senza fine', 'Sapore di sale', 'Una lunga storia d’amore' e 'Quattro amici al bar'. Ogni canzone è un frammento di vita, un piccolo capolavoro di poesia urbana, capace di raccontare storie con leggerezza e profondità insieme, toccando il cuore di generazioni intere. Quella di Paoli è stata una vita intensa, segnata da successi straordinari, amori tormentati, crisi personali (compreso un tentato suicidio) e un impegno che ha travalicato i confini della musica fino alla politica, come deputato eletto come indipendente nelle liste del Partito comunista italiano. Nato a Monfalcone (Gorizia) il 23 settembre 1934, da una famiglia di origini toscane e giuliano-dalmate, Gino Paoli si trasferisce da neonato a Genova, città a cui resterà sempre profondamente legato. La sua carriera inizia negli anni Cinquanta, nel fermento della nascente 'scuola genovese', con amici e colleghi destinati a diventare leggende della musica italiana: Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Umberto Bindi e poco dopo Fabrizio De André. Con il gruppo I Diavoli del Rock si esibisce nei pomeriggi studenteschi e nei locali della Liguria, iniziando a sperimentare melodie, armonie e testi intrisi di sentimento. Il primo approdo discografico avviene nel 1959 con la casa Ricordi, che pubblica i suoi primi 45 giri: 'La tua mano', 'Non occupatemi il telefono', 'Senza parole', 'Sassi'. Brani che inizialmente passano inosservati, ma che getteranno le basi di quello che sarà il repertorio immortale di Paoli. Il vero exploit arriva nel 1960 grazie a Mina e al brano 'Il cielo in una stanza', su suggerimento di Mogol, che scala le classifiche e consacra Paoli come cantautore di fama nazionale. Il successo non si ferma: 'La gatta', inizialmente ignorata, diventa un classico grazie al passaparola, e Paoli entra nell’Olimpo della canzone italiana. Negli anni successivi, la sua penna dà vita a brani intramontabili: 'Sapore di sale', arrangiato da Ennio Morricone e con il contributo di Gato Barbieri al sassofono, diventa un simbolo della musica italiana anni Sessanta; 'Che cosa c’è', Senza fine, scritta per Ornella Vanoni, diventano inni alla delicatezza dei sentimenti e alla capacità di raccontare l’animo umano con semplicità e profondità. Paoli partecipa a cinque edizioni del Festival di Sanremo, componendo anche colonne sonore per film, da 'Prima della rivoluzione' di Bernardo Bertolucci a numerose pellicole televisive e cinematografiche, sempre con arrangiamenti sofisticati e innovativi. La vita privata di Paoli è altrettanto intensa e complessa. Dalla prima moglie, Anna Fabbri, nasce il figlio Giovanni, morto per un infarto all'età di 60 anni il 7 marzo 2025. Parallelamente, negli anni Sessanta, si intreccia la celebre e controversa relazione con l'attrice Stefania Sandrelli, ancora minorenne, dalla quale nasce Amanda Sandrelli, che seguirà le orme materne diventando attrice. La storia con Ornella Vanoni, iniziata anch’essa negli anni Sessanta, sarà lunga, tormentata, ma anche fonte di ispirazione per alcune delle più belle canzoni d’amore della storia italiana: 'Senza fine', 'Anche se', 'Me in tutto il mondo'. Con Ornella Vanoni, morta a 91 anni lo scorso 21 novembre, è poi tornato a collaborare professionalmente negli anni Ottanta e Duemila, ottenendo successo con la tournée dal titolo allusivo 'Ti ricordi? No, non mi ricordo'. Dal 1991 era sposato con Paola Penzo, autrice di alcuni suoi brani, con la quale ha avuto tre figli: Nicolò (1980), Tommaso (1992) e Francesco (2000). Non sono mancati periodi bui. Nel 1963, sopraffatto da crisi personali e sentimentali, Paoli tenta il suicidio sparandosi un colpo al cuore. L’ogiva, fortunatamente, non perfora il miocardio ma resta incapsulata nel torace per tutta la vita, un monito silenzioso e doloroso della fragilità umana dietro il volto del cantautore. L’alcol e, in seguito, la droga, accompagnano alcuni anni di profonda crisi, che tuttavia non spegne la sua creatività. Dopo un periodo di minore visibilità negli anni Settanta, segnato da album di minor successo e partecipazioni a festival senza fortuna, Paoli torna alla ribalta negli anni Ottanta con 'Una lunga storia d’amore' (1984), colonna sonora del film 'Una donna allo specchio' con Stefania Sandrelli. La canzone segna la rinascita artistica e lo porta a un tour trionfale con Ornella Vanoni, documentato nel doppio album live 'Insieme'. Nel 1989, su invito personale del patron Adriano Aragozzini partecipa al Festival di Sanremo con 'Questa volta no'. Negli anni Novanta, Paoli conferma la sua capacità di reinventarsi: il 1991 è l'anno del suo grande successo con 'Matto come un gatto', album il cui brano trainante 'Quattro amici al bar' vince il Festivalbar, riporta Paoli in testa alle classifiche e diventa un successo generazionale, mentre brani come 'Senza contorno' e 'La bella e la bestia' mostrano un artista sempre attento alle sonorità contemporanee senza perdere la sua identità poetica. Collabora con Zucchero, scrive canzoni per Ron, Peppino di Capri, Giorgia, e continua a reinterpretare classici internazionali di Charles Aznavour, Jacques Brel e Leo Ferré, dimostrando una versatilità rara. Il 2002 è l'anno del ritorno a Sanremo con 'Un altro amore', che si classifica terzo e vince il premio della critica. Gino Paoli non è stato solo interprete: ha scoperto e lanciato artisti come Lucio Dalla e Fabrizio De André, ha tradotto e adattato brani francesi, portando al pubblico italiano capolavori come 'Ne me quitte pas' (Non andare via) e 'Avec le temps' (Col tempo). Il suo incontro con il jazz, già negli anni Sessanta, si consolida negli anni Duemila grazie a collaborazioni con Danilo Rea, Enrico Rava e altri grandi nomi italiani. Nascono così album come 'Due come noi che…' (2012), 'Napoli con amore' (2013) e '3' (2017), in cui la fusione tra canzone e jazz diventa sublime, dimostrando la sua capacità di reinventarsi pur rimanendo fedele al suo stile. Non solo musica. Gino Paoli è stato presidente della Siae per due anni, tra il 2013 e il 2015, dimettendosi dalla carica in seguito ad accuse di presunta evasione fiscale, dichiarando alla stampa: "Non ho commesso reati. Difenderò la mia dignità". Secondo la Procura di Genova, nel 2008 avrebbe sottratto al fisco italiano circa 2 milioni di euro, derivanti da esibizioni alle feste dell’Unità, trasferendoli illecitamente presso un istituto di credito svizzero e omettendo di dichiarare circa 800.000 euro nella dichiarazione dei redditi del 2009. Contestualmente vennero disposte perquisizioni presso la sua abitazione di Genova e le sedi delle sue società. Nel luglio 2016 il reato venne dichiarato prescritto e il pubblico ministero chiese l’archiviazione, non essendo possibile stabilire con certezza la data di inizio dell’evasione, nonostante Paoli avesse nel frattempo concordato con l’Agenzia delle Entrate un piano di rateizzazione per estinguere il debito. Nel 1987 Paoli si candidò alle elezioni politiche e venne eletto deputato nelle file del Partito Comunista Italiano (poi Pds); tuttavia, una volta in Parlamento, aderì al gruppo della Sinistra indioendente, non essendosi mai iscritto formalmente ad alcun partito. Nel 1992 lasciò l’attività politica, non venendo rieletto nelle liste del Pds. Ha inoltre ricoperto l’incarico di assessore alla Cultura nel comune di Arenzano (Genova). Pur militando politicamente, non ha mai rinunciato al suo spirito libero, definendosi “anarchico per natura”, eredità del nonno analfabeta che conosceva a memoria la "Divina Commedia". Un anarchico “artigiano” della canzone, capace di trasformare ogni limite in ispirazione musicale. Anche negli ultimi anni Gino Paoli non ha smesso di sorprendere, fino al doppio album 'Appunti di un lungo viaggio' (2019), dove la sua poetica rimane intatta: l’equilibrio tra introspezione e narrazione, tra sentimento e melodia, è la cifra che rende unica la sua musica. (di Paolo Martini)

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Istituto nazionale tributaristi alla celebrazione dei 25 anni dell’Agenzia delle entrate

(Adnkronos) - Il presidente dell’Istituto nazionale tributaristi (Int), Riccardo Alemanno, parteciperà all’evento celebrativo dei 25 anni dell’Agenzia Delle Entrate 1° gennaio 2001 – 2026, che si svolgerà il 25 marzo presso la Camera dei Deputati e a cui parteciperanno, tra gli altri, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, e il direttore dell’Agenzia delle entrate e dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, Vincenzo Carbone. “E’ un onore ed un piacere - dichiara Alemanno - essere stato invitato, sarà un’occasione di valutazione dei risultati e degli obiettivi, ma sarà anche un salto indietro di 25 anni. Per chi come me è stato testimone del passaggio dai vari Uffici finanziari ad un’unica Agenzia, si tratta anche di tanti ricordi, tanti incontri e confronti con i vari Direttori che si sono succeduti, con tutti si è instaurato sempre un ottimo rapporto di confronto e di collaborazione, a partire dal primo Direttore Massimo Romano. Ho sempre valutato positivamente la nascita dell’ Agenzia delle Entrate, che ha sicuramente dato una svolta al rapporto tra l’Amministrazione Finanziaria, i contribuenti e i professionisti fiscali. Ho partecipato a tutte le fasi dell’informatizzazione e delle digitalizzazione dell’ Agenzia e della professione, non è semplice riformare un sistema così complesso come quello fiscale, dove tutti, a parole, hanno la soluzione". "Si continuerà pertanto - spiega - a contestare talune iniziative normative in ambito tributario e ad esprimere il plauso per altre, non ci sono ricette miracolistiche da utilizzare per semplificare un sistema coì complesso e radicato, con milioni di soggettività, ma una certezza c’è: sicuramente il lavoro degli intermediari fiscali è stato e sarà sempre indispensabile per il funzionamento della digitalizzazione in ambito tributario e per l’intermediazione del rapporto fisco - contribuente e di questo l’Agenzia e tutti i Direttori che l’hanno guidata ne hanno sempre dato atto. Quindi buon compleanno Agenzia delle Entrate”.

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Biogas Italy 2026, Cib traccia manifesto programmatico per consolidare sviluppo in agricoltura

(Adnkronos) - Nella prima giornata di Biogas Italy, l’evento annuale del Cib Consorzio Italiano Biogas, dedicato al biogas e biometano agricolo, giunto alla sua decima edizione, è stata tracciata la strada da percorrere per raggiungere il pieno potenziale produttivo di gas rinnovabile agricolo al 2030. L’evento è stato l’occasione per festeggiare insieme anche il ventennale del Consorzio, ripercorrendo la storia di successo attraverso le voci di coloro che hanno contribuito a costruire il sistema che oggi è divenuto un modello a livello europeo. La giornata si è aperta con un focus sull’attuale quadro geopolitico internazionale e sulla crescente attenzione ai temi di sicurezza e indipendenza energetica. In questo contesto, la filiera agricola è protagonista, offrendo opportunità importanti in termini di alimentazione, energia e fertilizzazione organica. A fornire una fotografia della finanza rinnovabile alla prova delle crisi globale è intervento in particolare Francesco La Camera, Direttore generale Irena sostenendo che: “Viviamo un momento in cui l’energia è tornata al centro del dibattito globale, non solo come questione climatica, ma come questione di sicurezza, stabilità economica e sovranità strategica. Le tensioni geopolitiche recenti lo confermano con estrema chiarezza: un sistema energetico dominato dai combustibili fossili è inevitabilmente esposto alla geopolitica. In questo scenario, le bioenergie assumono un ruolo strategico e l’Italia rappresenta un esempio particolarmente rilevante, assumendo il ruolo di leader tra i paesi europei nello sviluppo del biometano, grazie a una filiera agricola avanzata, a un forte coinvolgimento del settore privato e a politiche di sostegno mirate.” Restando sul piano sovranazionale, a tracciare la prospettiva Europea sul settore è intervenuta, in collegamento, Biljana Kulisic, Dg Ener della Commissione Europea, che ha sottolineato: "Le bioenergie rappresentano una via di uscita già pronta e disponibile per l’Europa, in grado di rispondere efficacemente alla crisi energetica e climatica. Come Commissione, potremmo far leva sui tripartite agreement per costruire un concreto percorso di sicurezza energetica nel breve periodo. Inoltre, strumenti come RepowerEu e direttive europee chiave come la Red3, appena recepita anche in Italia, aiuteranno il sistema a definire le nuove norme di supporto fondamentali per lo sviluppo del settore del biogas e del biometano in Europa”. Una prospettiva in linea con le azioni che sta portando avanti anche Eba - European Biogas Association per la quale è intervenuto il direttore Harmen Dekker dando conto dei diversi dossier su cui l’Associazione è impegnata a favore del settore a livello europeo. Sul fronte nazionale, se da un lato serve rendere effettivi tutti gli investimenti promossi dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), dall’altro occorre proseguire il percorso di crescita del settore definendo un piano razionale ed efficace di lungo termine, favorendo il raggiungimento della traiettoria delineata dal Pniec con la quale si prevede di traguardare i 5,7 miliardi di mc al 2030. Serve quindi attivare un piano strutturato di almeno 5 anni che consenta agli operatori agricoli e industriali di programmare e scadenzare gli investimenti, con un sistema flessibile per le connessioni alla rete del gas e una maggiore interoperabilità tra le reti di distribuzione e trasporto, senza dimenticare la corretta valorizzazione della programmabilità degli impianti che producono energia elettrica e termica da biogas. Sono queste le proposte principali che secondo il Cib sono i punti cardine per favorire l’utilizzo effettivo del potenziale produttivo reale proveniente dal mondo agricolo. Un potenziale di biometano che potrà coprire al 2040 fino al 30% dei consumi di gas naturale a livello nazionale. In risposta a queste traiettorie la posizione dei decisori è apparsa chiara. A partire dal Segretario di Presidenza della Camera e membro della Commissione Ambiente On. Francesco Battistoni che ha dichiarato: “Efficientare il sistema, sul piano burocratico e fiscale, e arricchire il mix energetico con tutte le fonti è la strada che il governo sta seguendo, nell’obiettivo di valorizzare le imprese dei comparti interessati. Sono stato il primo firmatario dell’emendamento al DL Rigassificatori che ha istituito un meccanismo di prezzi minimi garantiti basato sui costi di produzione effettivamente sostenuti per gli impianti biogas che beneficiano di incentivi in scadenza entro il 31 dicembre 2027 e che non possono convertire a biometano. Grazie a questa misura abbiamo dato un futuro certo a tutti quegli impianti che rischiavano di dover fermare la produzione a causa degli aumenti dei costi delle materie prime e della spinta inflazionistica degli ultimi tempi”. Federico Boschi, Capo dipartimento energia del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, intervenuto in collegamento, ha specificato che il Ministero è al lavoro per chiudere il dossier Pnrr e predisporre il decreto che contribuirà a proseguire lo sviluppo del settore almeno fino al 2030. Davide Valenzano del Gse, ponendo l’attenzione sul Dl Pnrr, in conversione in Parlamento, ha dichiarato che: “La misura biometano è evoluta da una logica di misura a performance a una logica a facility ossia finanziaria; un cambiamento sostanziale maturato da un lavoro finalizzato a salvaguardare tutte le progettualità selezionate tramite le procedure competitive. Sono 549 i progetti di biometano ammessi nelle 5 graduatorie, per complessivi 236 mila smc/h di capacità produttiva. Un cambiamento che alleggerisce la pressione su chi sta costruendo e concentra gli sforzi sulla formalizzazione sui rapporti contrattuali, infatti è in fase avanzata la stipula dell’accordo Gse - Mase. Le progettualità che hanno comunicato l’avvio dei lavori sono 323 impianti mentre 46 impianti sono già operativi.“ Il sistema, già oggi, sta dimostrando grande reattività e capacità progettuale in grado di rispondere all’esigenza di sicurezza e decarbonizzazione dei settori di difficile elettrificazione entro il 2050 come hanno dimostrato i dialoghi che si sono susseguiti nel corso della giornata. Se, come ha evidenziato Carlo Fidanza, Mep Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, a livello europeo risulta sempre più strategico arrivare sia a conseguire l’obiettivo vincolante di 35 miliardi di metri cubi di biometano, inserito anche nel RepowerEU, sia a riconoscere l’equiparazione del digestato su cui è in prima linea, a livello italiano si è già riusciti a definire un quadro regolatorio positivo, che ha consentito di sviluppare la filiera d’eccellenza del biogas e biometano. Questo tema è stato evidenziato anche da Giovanni Perrella, Presidente del Comitato biocarburanti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Durante i dialoghi del panel “Reti e mercati. Connessioni di valore” si è affrontato inoltre nel concreto il tema delle infrastrutture, la necessità di semplificazione e della creazione dei presupposti per lo sviluppo armonico del mercato biometano e degli investimenti nella filiera. Ad arricchire la giornata sono intervenuti: Nicola Battilana, Executive Director Infrastructures Planning Snam, Lorenzo Romeo, Chief Strategy Officer Italgas, Andrea Andreuzzi, Senior Advisor per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile Confindustria; Mariarosa Baroni, Presidente NGV, Marta Bucci, Direttore Generale Proxigas, Emanuele Fontana, Agriculture Coordinator Crédit Agricole Italia, Maria Vittoria Pisante, Direttrice Strategia e Sviluppo Veolia Italia, Mattia Sica, Direttore Politiche e Regolazione Settore Energia Utilitalia, Andrea Stegher, Presidente International Gas Union (Igu). “Celebrare il ventennale del nostro Consorzio è un traguardo non scontato", sottolinea Piero Gattoni, Presidente del Cib. “In questo cammino abbiamo visto l'agricoltura trasformarsi in una risorsa inestimabile per il Paese, capace di generare beni comuni e restituire dignità a chi lavora la terra. Il contesto geopolitico complesso, ci impone una riflessione attenta sull’orientamento degli investimenti futuri. L’agricoltura è pronta a dare un contributo decisivo, senza arretrare sul percorso di transizione ecologica intrapreso, facendo leva su un ampio potenziale di produzione rinnovabile e su un patrimonio di impianti esistenti che non deve essere disperso.” Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto in chiusura della prima giornata, ha sottolineato il ruolo strategico del settore: “Mi impegno a migliorare le previsioni del Dl Bollette per consentire agli impianti di proseguire la produzione di biogas con tempi corretti per la conversione a biometano che non sarà più un impegno vincolante. Il mutato scenario internazionale ci impone di salvaguardare la produzione nazionale rispettando gli obiettivi del Pniec pari a 5,7 miliardi di smc che rappresentano il 10% della domanda attuale di gas”.

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