ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - La leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado ha spiegato di aver consegnato al presidente statunitense Donald Trump la medaglia del Premio Nobel per la Pace "perché se la merita". Rispondendo a una domanda sul fatto che il Nobel non sia formalmente trasferibile, Machado ha chiarito a Fox News che si è trattato di un gesto simbolico, definendolo "un momento molto emozionante". "Ho deciso di presentare la medaglia del Premio Nobel per la Pace a nome del popolo del Venezuela - ha affermato la leader dell’opposizione, aggiungendo di essere - molto grata per l’opportunità di parlare con il presidente Trump". Machado ha sottolineato di aver agito con "una grande responsabilità", in rappresentanza di un popolo che, a suo dire, apprezza l’impegno di Trump "non solo per la libertà dei venezuelani, ma dell’intero emisfero". Trump aveva ringraziato Machado sui social, ovviamente dal suo profilo Truth: "È stato un onore incontrare María Corina Machado, del Venezuela, oggi. Lei è una donna meravigliosa che ne ha passate tante. Marìa mi ha donato il suo Nobel per la pace per il lavoro che ho fatto. Un gesto di rispetto reciproco. Grazie Marìa!". La mancata vittoria del Nobel per la pace è stato un boccone amaro per Donald Trump, che a ogni appuntamento ripete alla stampa di "aver fatto finire otto guerre". Il suo malcontento era esploso già lo scorso ottobre, dopo la vittoria di Machado: "Il Comitato per il Nobel ha dimostrato che antepongono la politica alla pace", aveva scritto in un post su X il portavoce della Casa Bianca, Steven Cheung, "il presidente Trump continuerà a fare accordi di pace nel mondo, a porre fine a conflitti e salvare vite". Sulla decisione di non conferire il premio tanto ambito a Donald Trump, il presidente del Comitato del Nobel per la pace Jorgen Watne Frydnes aveva chiarito rispondendo ai giornalisti che "basiamo le nostre decisioni unicamente sul lavoro e la volontà di Alfred Nobel". Mentre il presidente degli Stati Uniti ostenta gratitudine e orgoglio per il gesto di Machado, il web non perdona. Su X stanno spopolando meme e prese in giro a Trump di ogni tipo: da Homer Simpson che ruba una laurea al vicino Ned Flanders in una puntata dei Simpson a un utente che ironizza: "La prossima settimana riceverà il suo Premio Oscar, il suo Pallone d'Oro e la sua terza stella Michelin". "Se compro un anello del Super Bowl su Ebay, vuol dire che ho vinto il Super Bowl?", è la domanda, piuttosto retorica, di un altro utente su X. E ancora "Un premio Nobel offerto come una bottiglia di vino a una cena". Un altro livello lo raggiunge Jimmy Kimmel. Il celebre showman americano, tornato in onda dopo essere stato sospeso dalla propria rete proprio su pressioni di Trump, nel suo programma 'Jimmy Kimmel Live!' ha 'offerto' al presidente americano uno dei suoi premi. Uno dopo l'altro il presentatore espone tutti i suoi premi. E poi chiude: "La scelta è tua, consegnerò personalmente uno o tutti questi premi nello Studio Ovale, ma solo se ritirerà l'ICE da Minneapolis".
(Adnkronos) - Il dibattito sulla normativa Cbam (Carbon border adjustment mechanism) continua a essere acceso, con la Commissione Ue che annuncia la soppressione dei dazi sui fertilizzanti, categoria che include anche l’urea utilizzata per la produzione di colle impiegate nella fabbricazione dei pannelli a base legno. Questo si aggiunge al possibile inserimento della clausola che permette di sospendere l’applicazione del Cbam per l'urea e i fertilizzanti in caso di onerosità ridondanti. “Una proposta, quest’ultima, che va nella giusta direzione, anche se preoccupano le tempistiche e le modalità di applicazione: abbiamo bisogno di certezze” spiega Paolo Fantoni, presidente Assopannelli di FederlegnoArredo. “Di fatto - afferma - la quota di importazioni provenienti da Paesi effettivamente soggetti recentemente a dazi è marginale rispetto al totale delle forniture verso l’Ue: l’impatto della loro eliminazione sarebbe sostanzialmente residuale e non compenserebbe i costi aggiuntivi derivanti dall’entrata in vigore del meccanismo Cbam. Come Assopannelli di FederlegnoArredo, auspichiamo l’apertura di un confronto con le istituzioni, valutando la possibilità di eliminare urea e fertilizzanti dalla lista dei materiali soggetti a Cbam, oltre a eventualmente scaglionare nel tempo la piena operatività del meccanismo”.
(Adnkronos) - Aumentare il numero di alberi in città, ma soprattutto distribuirli in modo diffuso, evitando grandi concentrazioni isolate, produce benefici concreti e misurabili. Lo sottolinea Renato Bruni, direttore scientifico dell’Orto Botanico dell’Università di Parma, intervenendo in occasione della piantumazione del 100.000° albero di KilometroVerdeParma. «Avere tanti piccoli boschi o molti interventi sparsi sul territorio aiuta a diversi livelli», spiega, «a partire dalla riduzione delle temperature locali». Dal punto di vista scientifico, evidenzia Bruni, «l’ombra di un albero è più fresca di quella di una tettoia», grazie ai processi di traspirazione delle piante, che contribuiscono anche a migliorare la permeabilità del suolo e la gestione delle piogge. Ma i benefici non sono solo numerici: «C’è un aspetto fondamentale di vicinanza tra esseri umani e alberi. Le città sono cresciute, la natura si è allontanata dalla vita quotidiana, e riportarla dentro gli spazi urbani significa migliorare il nostro rapporto con le piante, imparando a conoscerle semplicemente osservandole». «La città non può essere stravolta dal punto di vista urbanistico, ma può essere ripensata con intelligenza». È questo l’approccio indicato da Bruni. La chiave è individuare e valorizzare «gli spazi che consentono la convivenza tra le esigenze umane e quelle della città». Rotatorie, parchi, aree dismesse, ritagli lasciati dagli interventi urbanistici diventano così opportunità preziose. «Intervenire su questi spazi residuali piantando alberi è la strategia giusta», afferma. In questo percorso, l’arboreto che sorgerà in viale Du Tillot rappresenta uno degli sviluppi più significativi: «È un progetto importante, vicino alla città e inserito in un contesto infrastrutturale complesso, che dimostra come sia possibile portare la natura anche in luoghi inaspettati». L’obiettivo, conclude Bruni, è proseguire su questa strada «lavorando con le istituzioni e con i privati», per continuare a intervenire ovunque esistano spazi disponibili, trasformandoli in presìdi verdi capaci di migliorare ambiente, clima e qualità della vita urbana.