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I 70 anni di Andy Garcia, indimenticabile Vincent Mancini nel 'Padrino III'

(Adnkronos) - Settant’anni e un ruolo che ancora oggi lo definisce: Vincent Mancini, il nipote illegittimo di Don Vito Corleone, l’erede designato da Michael nel capitolo finale della saga. Con 'Il padrino - Parte III', Andy García entra nella storia del cinema: sguardo ...

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Sandrini Metalli, grande attenzione ai giovani e capacità di trattenere le competenze

(Adnkronos) - “Il 2025 è stato un anno complesso: volatilità delle materie prime, dinamiche energetiche instabili e domanda non uniforme. In questo contesto, la crescita del 6,8% è il risultato di un modello fondato su diversificazione, specializzazione ...

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E.On apre nuovo punto vendita ad Asti, gruppo rafforza vicinanza a clienti e territorio

(Adnkronos) - “In un contesto energetico segnato da incertezze e dalla crescente attenzione alla gestione consapevole dei consumi, E.On, tra i principali operatori del settore in Italia, rafforza la propria presenza sul territorio con l’apertura di un nuovo ...

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I 70 anni di Andy Garcia, indimenticabile Vincent Mancini nel 'Padrino III'

(Adnkronos) - Settant’anni e un ruolo che ancora oggi lo definisce: Vincent Mancini, il nipote illegittimo di Don Vito Corleone, l’erede designato da Michael nel capitolo finale della saga. Con 'Il padrino - Parte III', Andy García entra nella storia del cinema: sguardo di fuoco, eleganza carismatica, una presenza scenica che gli vale la candidatura all’Oscar e lo consacra come uno degli interpreti più magnetici della sua generazione. Ma la sua storia comincia molto prima, all’Avana, dove nasce il 12 aprile 1956. Nel 1961 la famiglia fugge da Cuba dopo l’avvento di Fidel Castro e si stabilisce a Miami. Andy è un bambino che parla poco inglese e molto spagnolo, spesso preso di mira dai coetanei. Le cose cambiano quando il padre riesce a costruire una florida attività di importazione di profumi e il giovane García diventa una promessa del basket, popolare e ammirato. Finché una grave epatite e una mononucleosi non lo costringono ad abbandonare ogni ambizione sportiva. È allora che scopre il teatro, quasi per caso, e capisce che quella sarà la sua strada. Si iscrive alla Florida International University, recita nelle compagnie locali, poi fa ciò che fanno i determinati: parte per Los Angeles, fine anni Settanta, senza soldi e con un sogno. Lavora come cameriere, facchino, tuttofare. Nel 1981 arriva la prima parte, nel pilot di 'Hill Street Blues'. È l’inizio, ma il salto vero arriva nel 1986, quando Hal Ashby lo sceglie per '8 milioni di modi per morire'. Brian De Palma lo vede, resta colpito, e lo vuole per 'Gli Intoccabili' (1987). García punta però più in alto: non vuole fare lo scagnozzo di Al Capone, vuole essere George Stone, il poliziotto italoamericano che entra nella squadra di Eliot Ness. E ottiene il ruolo. Da lì, una galleria di personaggi memorabili: il detective di 'Affari sporchi' accanto a Richard Gere, il poliziotto di 'Black Rain' diretto da Ridley Scott, il marito vulnerabile di Meg Ryan in 'Amarsi'. E poi Terry Benedict, l’antagonista elegante e implacabile della trilogia di'Ocean’s Eleven', che gli restituisce la dimensione del grande cinema popolare. Accanto ai ruoli da attore, c’è il García regista e produttore, profondamente legato alle sue radici cubane. Nel 1993 firma il documentario 'Cachao… Como Su Ritmo No Hay Dos', omaggio a un musicista connazionale. Nel 2005 dirige 'The Lost City', film ambientato nella Cuba pre e post rivoluzione, attraversato da nostalgia, musica e disillusione: un’opera personale, quasi un atto d’amore verso la sua terra, che gli vale l’Imagen Foundation Award per miglior regia e miglior film. Lontano dai riflettori, García è l’opposto della star hollywoodiana: vita privata blindata, matrimonio solido con Maria Vittoria 'Marivi' Lorido dal 1982, quattro figli, una quotidianità divisa tra la San Fernando Valley e la Florida. Nessuna mondanità, nessun eccesso, nessuna esposizione superflua. Politicamente conservatore, critico feroce del regime castrista, non ha mai nascosto la sua avversione per il comunismo cubano. Dopo la morte di Fidel Castro dichiarò: "Voglio esprimere il dispiacere che provo per tutti i cubani che hanno sofferto le atrocità e le repressioni causate da Fidel Castro e dal suo regime totalitario". A 70 anni, Andy García resta un attore di altri tempi: rigoroso, intenso, capace di trasformare ogni ruolo in un frammento di identità. Da Vincent Mancini a Terry Benedict, passando per poliziotti tormentati e uomini in bilico tra luce e ombra, ha costruito una carriera fatta di scelte coerenti e interpretazioni che resistono al tempo. Un gentiluomo del cinema, con lo sguardo di chi non ha mai dimenticato da dove viene.

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Sandrini Metalli, grande attenzione ai giovani e capacità di trattenere le competenze

(Adnkronos) - “Il 2025 è stato un anno complesso: volatilità delle materie prime, dinamiche energetiche instabili e domanda non uniforme. In questo contesto, la crescita del 6,8% è il risultato di un modello fondato su diversificazione, specializzazione tecnica e investimenti continui. I fattori vincenti sono stati un portafoglio ampio, la presenza su grandi opere e infrastrutture, e una struttura industriale rafforzata da investimenti significativi in automazione e digitalizzazione. Tra gli elementi critici, sicuramente la gestione delle forniture e delle oscillazioni dei prezzi. Per il 2026 ci rende fiduciosi la solidità del nostro modello: produzione 100% Made in Italy; organizzazione più efficiente; posizionamento sempre più orientato a qualità e valore aggiunto; attenzione al servizio e al cliente. Tutti fattori che ci hanno sempre permesso di garantire un adeguato livello di presenza sul mercato”. Così, in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia Nazzareno Damioli, amministratore delegato Sandrini Metalli spa. “L’investimento in automazione e digitalizzazione - spiega - sta rendendo l’azienda più integrata e più orientata al dato. I processi sono più tracciabili, le linee più efficienti, le funzioni più connesse tra loro. Concretamente cambia il lavoro quotidiano: meno attività ripetitive, più controllo di processo, maggiore responsabilità tecnica. Oggi sono indispensabili competenze industriali solide affiancate a capacità di lettura dei dati, visione di processo e problem solving. La tecnologia non sostituisce le persone: ne alza il livello professionale. La crescita dell’organico è stata coerente con l’espansione industriale. Non abbiamo semplicemente assunto di più: abbiamo strutturato meglio l’organizzazione. Attraiamo persone perché investiamo, perché offriamo prospettive concrete e perché valorizziamo competenze tecniche e manageriali. Lavoriamo su formazione continua e chiarezza degli obiettivi, ma abbiamo anche iniziato a sviluppare sistemi di valutazione più strutturati. Il clima interno si costruisce con coerenza e responsabilità condivisa: le persone restano quando vedono stabilità, crescita e riconoscimento del proprio contributo". “La transizione tecnologica - avverte - è un percorso, non un evento. Abbiamo introdotto automazione e digitalizzazione in modo progressivo, accompagnandole con formazione tecnica e momenti di confronto interno. Spieghiamo sempre il senso delle scelte, perché il cambiamento va compreso prima che applicato. Stiamo inoltre rafforzando strumenti di valutazione e percorsi di crescita chiari, così che ogni persona sappia dove si colloca e come può evolvere. La trasparenza è il primo antidoto al disorientamento. Gli investimenti hanno migliorato in modo concreto le condizioni di lavoro. Le nuove automazioni, ad esempio, stanno via via riducendo le attività manuali più gravose. L’ammodernamento degli impianti, invece, aumenta precisione e sicurezza operativa, mentre la digitalizzazione riduce urgenze e disorganizzazione, rendendo l’ambiente di lavoro più ordinato e controllato. Per noi innovazione significa anche questo: rendere l’azienda più efficiente e allo stesso tempo più sicura e più sostenibile per le persone”.

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E.On apre nuovo punto vendita ad Asti, gruppo rafforza vicinanza a clienti e territorio

(Adnkronos) - “In un contesto energetico segnato da incertezze e dalla crescente attenzione alla gestione consapevole dei consumi, E.On, tra i principali operatori del settore in Italia, rafforza la propria presenza sul territorio con l’apertura di un nuovo punto vendita ad Asti, con l’obiettivo di essere sempre più vicina a clienti e comunità locali, offrendo supporto concreto nella scelta delle soluzioni più adatte”. Così in una nota E.On. “Il nuovo punto vendita - prosegue E.On - nasce per offrire assistenza diretta e consulenza personalizzata, accompagnando famiglie e imprese verso scelte energetiche più sostenibili, efficienti e orientate al risparmio”. Qui i clienti, spiega E.On, “possono ricevere informazioni e assistenza su un’ampia gamma di soluzioni: dalle offerte luce e gas agli impianti fotovoltaici su misura, fino ai servizi per il riscaldamento e il raffrescamento e alle proposte dedicate alla ricarica dei veicoli elettrici”. In collaborazione con il partner Nordcom, E.On “consolida così il proprio impegno nel fornire un servizio sempre più capillare e di qualità”. Lo spazio è stato inaugurato venerdì 27 marzo alla presenza di rappresentanti istituzionali del Comune di Asti, “a testimonianza del rapporto di collaborazione e dialogo che l’azienda intende rafforzare con il territorio. In questa occasione, è stata illustrata la guida pratica alla bolletta, uno strumento gratuito pensato per semplificare la comprensione dei consumi e dei costi, aiutando i cittadini a orientarsi nelle modalità di lettura e gestione della bolletta”, sottolinea E.On. “E.On crede nel valore dei punti di contatto fisici come luoghi di ascolto e relazione con i clienti, dove è possibile ricevere supporto nella comprensione dei propri consumi energetici e delle soluzioni offerte. Oltre al punto di piazza San Secondo, aperto dal lunedì a venerdì dalle 08:30 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 17:00, i clienti possono contare su diversi canali di contatto offerti da E.On: il call center, l’area riservata sul sito e l'app E.On. Quest’ultima consente non solo di gestire contratti, leggere bollette, effettuare pagamenti e inviare autoletture, ma anche di monitorare i propri consumi in modo semplice, permettendo agli utenti di avere maggiore consapevolezza e controllo delle proprie abitudini energetiche”, precisa E.On. “Con l’apertura del nuovo punto di Asti rafforziamo la nostra vicinanza ai cittadini e al territorio, offrendo un supporto diretto e soluzioni concrete per accompagnare famiglie e imprese verso scelte energetiche più sostenibili ed efficienti, con particolare attenzione al risparmio sui consumi e sulla spesa energetica. Questa inaugurazione rappresenta un passo importante nel nostro percorso di ascolto, dialogo e presenza attiva nelle comunità locali” spiega Annette Peters, chief commercial officer e board member di E.On Italia. “Da sempre vicina ai propri clienti, con questa nuova apertura, E.On conferma il proprio impegno nel promuovere un uso più consapevole dell’energia, supportando cittadini e imprese nel migliorare l’efficienza dei consumi, ridurre la spesa energetica e contribuire attivamente alla transizione energetica”, conclude.

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