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Musetti, infortunio contro Zverev: si ritira. E Bertolucci lo difende dalle critiche

(Adnkronos) - Infortunio, e qualche critica, per Lorenzo Musetti. Il tennista azzurro ha iniziato la sua stagione perdendo la finale dell'Atp di Hong Kong, dove è stato battuto dal kazako Alexander Bublik in due set, ma in cui ha festeggiato, proprio grazie alla ...

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Infortuni, Fazzari (Fater): "Nostra strategia è 'People First', azzerato indice infortunistico in azienda"

(Adnkronos) - "La nostra strategia chiave si chiama 'People First' e appunto ha l'obiettivo di creare un'azienda dove le persone, il loro talento, la loro felicità siano al centro del nostro fare impresa. E alla base di 'People first' c'è ...

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Meno piogge ma più intense, le precipitazioni in Italia negli ultimi 200 anni

(Adnkronos) - In Italia piove meno ma in modo più violento. È questo il quadro delineato da un nuovo studio dell’Università di Pisa, firmato da Marco Luppichini e Monica Bini del Dipartimento di Scienze della Terra e pubblicato sulla rivista internazionale ...

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Musetti, infortunio contro Zverev: si ritira. E Bertolucci lo difende dalle critiche

(Adnkronos) - Infortunio, e qualche critica, per Lorenzo Musetti. Il tennista azzurro ha iniziato la sua stagione perdendo la finale dell'Atp di Hong Kong, dove è stato battuto dal kazako Alexander Bublik in due set, ma in cui ha festeggiato, proprio grazie alla qualificazione all'ultimo atto del torneo, l'accesso, per la prima volta in carriera, alla top 5 del ranking Atp, volando al quinto posto nella classifica generale. La sconfitta in finale però gli ha portato qualche critica da parte di tifosi e appassionati, che da tempo non vedono Musetti vincere un torneo. A difendere l'azzurro ci ha pensato l'ex tennista Paolo Bertolucci: "È partito il processo a Musetti! I fenomeni di X indicano nelle finali perse e nei problemi tattici i motivi per i quali può ritenersi un miracolato da top ten", ha scritto sul suo profilo X, "loro che nel proprio ambito lavorativo primeggiano a livello altissimo sbeffeggiano un ragazzo di 23 anni n. 5 Atp". Ma l'inizio di stagione di Musetti è stato anche segnato da un infortunio. Durante l'esibizione contro Alexander Zverev infatti Lorenzo è stato costretto al ritiro a causa di un problema fisico. È successo tutto nel corso del secondo set, dopo che il tedesco aveva vinto il primo al tie break, quando Musetti ha sentito un dolore all'anca, richiedendo l'intervento del fisioterapista. Dopo un breve trattamento in campo, Musetti ha deciso di non rischiare, a una settimana dall'inizio degli Australian Open: "Speravo la giornata potesse andare meglio, ma non è il mio giorno", ha spiegato direttamente in campo Musetti, "avrei voluto continuare, ma avrei rischiato troppo in vista dei veri match".

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Infortuni, Fazzari (Fater): "Nostra strategia è 'People First', azzerato indice infortunistico in azienda"

(Adnkronos) - "La nostra strategia chiave si chiama 'People First' e appunto ha l'obiettivo di creare un'azienda dove le persone, il loro talento, la loro felicità siano al centro del nostro fare impresa. E alla base di 'People first' c'è tutto il lavoro che facciamo tutti i giorni per la sicurezza delle persone, per fare in modo che abbiano il diritto e l'opportunità di lavorare in un luogo sicuro e accogliente. È un'attività di cui c'è bisogno di parlare, con il trend degli infortuni che è preoccupante e i dati sui morti sul lavoro che non scendono". Così, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Antonio Fazzari, General Manager and Chief Operating Officer di Fater, player di rilievo nel mercato dei prodotti igiene casa e igiene persona, dal 1992 joint venture paritetica tra Angelini Industries e Procter & Gamble. Fater è leader nel mercato italiano dei prodotti assorbenti per la persona con i brand Lines, Lines Specialist e Pampers e key player nel mercato europeo dei prodotti per la cura della casa con il brand Ace, che commercializza in 25 Paesi del mondo, e, con oltre 1.500 dipendenti, rappresenta oggi un unicum nello scenario nazionale ed internazionale. L’azienda opera attraverso quattro stabilimenti a Pescara, Campochiaro (Cb), Porto (Portogallo), Gebze (Turchia). "Per innescare -spiega Fazzari- una trasformazione del nostro Paese e del sistema industriale in merito, abbiamo sia nel nostro sito produttivo di Campochiaro che in quello di Pescara oltre che nel nostro headquarter, un sistema di sicurezza che è certificato ISO 45001", sottolinea. Ma Fazzari spiega anche che "per noi la certificazione è solo un aspetto di un programma molto più esteso, che ha come obiettivo quello che siamo riusciti a fare negli ultimi due anni in Fater Italia, ovvero di azzerare l'indice infortunistico e di malattie professionali interno, oltre a fare in modo che la sicurezza diventi un codice valoriale di tutto ciò che facciamo. Non un qualcosa che facciamo perché ce lo chiede qualcuno, ma piuttosto un'abitudine potenziante di chi lavora con noi", conclude.

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Meno piogge ma più intense, le precipitazioni in Italia negli ultimi 200 anni

(Adnkronos) - In Italia piove meno ma in modo più violento. È questo il quadro delineato da un nuovo studio dell’Università di Pisa, firmato da Marco Luppichini e Monica Bini del Dipartimento di Scienze della Terra e pubblicato sulla rivista internazionale Atmospheric Research. La ricerca ha analizzato per la prima volta oltre 200 anni di dati pluviometrici provenienti da archivi storici e reti strumentali moderne per ricostruire l’evoluzione delle piogge in sei grandi aree climatiche italiane. Dai risultati emerge che le minori quantità di pioggia si registrano soprattutto in Pianura Padana e nell’Alto Adriatico, con tre grandi minimi storici attorno al 1820, 1920 e 1980. Gli eventi più estremi, cioè i picchi di maggiore intensità delle precipitazioni, emergono nella stessa area con valori massimi intorno al 1870, 1930 e 2003. Un aumento marcato dell’intensità delle precipitazioni riguarda anche le regioni liguri-tirreniche, comprese Toscana e Lazio, lungo tutto il periodo dal XIX secolo a oggi. Secondo lo studio, la causa principale di questo cambiamento è il riscaldamento globale, che sta modificando il modo in cui circolano le masse d’aria sopra l’Europa e il Mediterraneo. Le perturbazioni atlantiche arrivano meno spesso in Italia perché alcune grandi configurazioni atmosferiche, come l’anticiclone delle Azzorre, sono diventate più forti e bloccano le piogge. Allo stesso tempo, si è indebolito il sistema ciclonico del Golfo di Genova, che normalmente porta molta della pioggia nella penisola. Al quadro si aggiunge un Mediterraneo sempre più caldo che genera umidità ed energia a livello atmosferico: questo non fa aumentare la pioggia, ma rende le singole precipitazioni più intense e violente. “Questa combinazione, meno piogge ma più intense, delinea scenari futuri complessi - spiega Marco Luppichini - da un lato, il calo della precipitazione media riduce la capacità di ricarica delle falde, accentua la siccità estiva e mette sotto pressione i sistemi idrici, soprattutto nelle zone più popolate e agricole come la pianura Padana, le regioni tirreniche e l’entroterra appenninico. Dall’altro, l’aumento dell’intensità degli eventi meteorici amplifica la possibilità di frane, alluvioni improvvise e sovraccarichi delle infrastrutture urbane, con ricadute già oggi osservabili in molte aree del Nord-Ovest e del Tirreno centrale”. Nel dettaglio, negli ultimi due secoli l’andamento nelle sei grandi aree climatiche italiane è simile, anche se con intensità diverse. Nelle Alpi la quantità di pioggia è rimasta nel complesso stabile, ma sono aumentati gli episodi più intensi. La Pianura Padana e l’Alto Adriatico sono l’area dove il cambiamento è più evidente, con forti cali delle precipitazioni totali e un aumento continuo dell’intensità. L’Adriatico centro-meridionale ha visto una diminuzione delle piogge e una forte variabilità dell’intensità, che risale negli ultimi vent’anni. Le regioni liguri e tirreniche mostrano un leggero ma costante calo delle precipitazioni e un aumento regolare della loro intensità. Nell’Appennino centro-meridionale le piogge diminuiscono nettamente dal Novecento, mentre l’intensità cresce in modo irregolare. Anche il Sud e la Sicilia confermano il trend nazionale: dopo un primo aumento, le piogge totali si stabilizzano e calano negli anni Ottanta, mentre l’intensità cresce soprattutto negli ultimi decenni. “Comprendere queste dinamiche è fondamentale per progettare misure di adattamento efficaci - conclude Bini - A causa del riscaldamento globale, gli andamenti che abbiamo rilevato nelle serie storiche potrebbero accentuarsi nei prossimi decenni rendendo lo scenario futuro ancora più instabile, con meno piogge ed episodi più estremi”.

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