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(Adnkronos) - Apre domani - fino a martedì 20 - Vicenzaoro January 2026, nel quartiere fieristico di Ieg: con un sold-out ormai consolidato da oltre 1.300 brand espositori, la rassegna - si sottolinea in una nota - ospita la community globale del gioiello per cinque giorni dedicati a business, formazione, informazione, trend e networking, inaugurando il calendario mondiale delle fiere di settore. In contemporanea, T.Gold, il salone di riferimento per tecnologie e macchinari per l’oreficeria e la gioielleria, mentre l’ottava edizione di VO Vintage, marketplace di orologeria e gioielleria vintage di alta gamma, è aperta con ingresso gratuito fino a lunedì 19 gennaio a esperti, collezionisti e appassionati. Alla cerimonia inaugurale di Vicenzaoro January, che si terrà alle ore 12 al Teatro Palladio (ingresso dalla Hall 8.0), alla presenza dell’amministratore delegato di IEG Corrado Peraboni, invitati: il presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani, il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia, il presidente di ICE Agenzia Matteo Zoppas, il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, il presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin, la presidente nazionale Confindustria Federorafi Maria Cristina Squarcialupi. Punto di riferimento nella top three delle fiere internazionali del gioiello, Vicenzaoro January, in collaborazione con ICE Agenzia, accoglie oltre 560 buyer ospitati, provenienti da 65 Paesi, inclusi quelli specializzati nelle tecnologie di T.Gold. In testa per presenze: Stati Uniti, Regno Unito ed Emirati Arabi Uniti. La manifestazione si conferma evento globale di incontro tra domanda e offerta. Da un lato, con Germania, Francia, Belgio, Turchia, India, Thailandia e Hong Kong tra i Paesi più rappresentati nel 40% di espositori esteri; dall’altro, con le eccellenze italiane della filiera del prezioso e tutti i distretti orafi nazionali protagonisti. In un quadro congiunturale di assestamento, dopo due anni eccezionali, le aspettative delle imprese restano caute ma positive. L’Area Studi di Mediobanca, in collaborazione con il Centro Studi di Confindustria Federorafi, in base alle risposte ottenute con la somministrazione di un questionario a 250 tra le principali società produttive, che rappresentano circa il 90% delle vendite complessive dell’industria dei preziosi, stima che il settore orafo-argentiero-gioielliero chiuderà il 2025 con un incremento dei ricavi del 5,8%. Il 45% delle imprese prevede un miglioramento dei ricavi rispetto al 2024, il 43% segnala una flessione, mentre il 12% prefigura un giro d’affari stabile. Per aiutare la comprensione del presente, Vicenzaoro propone momenti di approfondimento sullo scenario economico e finanziario del comparto e tra questi, nella giornata inaugurale, quello curato dal Club degli Orafi che affronta il tema Metalli preziosi nell’era Trump: la rivincita degli hard asset. Ampio spazio sarà dedicato al tema dei diamanti, grazie ai talk organizzati da CIBJO, presieduta da Gaetano Cavalieri. Al centro del dibattito: filiere di approvvigionamento sicure e sostenibili, l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro dei gemmologi e il ruolo dei diamanti naturali nel mercato globale della gioielleria. A Vicenza interverranno alcuni dei massimi esperti internazionali, tra cui Feriel Zerouki, presidente del World Diamond Council, e Martin Rapaport, presidente dell’omonimo Gruppo. Una nuova casa e nuovi spazi di incontro accompagnano la crescita internazionale di Vicenzaoro. L’edizione di gennaio sarà l’ultima a svolgersi in contemporanea con i lavori di realizzazione del nuovo padiglione, un’opera strategica che sarà completata e operativa da settembre di quest’anno. Otto categorie per tre gioielli finalisti, in due giorni di voto. Novità di Vicenzaoro January 2026 è la prima edizione dei VO Awards, che individuano le creazioni più rappresentative tra le candidature presentate dagli espositori delle communities Icon (alta gioielleria), Look (gioielleria contemporanea) e Creation (manifattura in oro e argento). Un riconoscimento all’eccellenza nella produzione del gioiello, capace di coniugare creatività, manifattura, sostenibilità e innovazione. La giuria di esperti ha selezionato i finalisti, che saranno esposti nella lounge del padiglione 7. Al voto tecnico della giuria si sommerà quello dei visitatori in Fiera con un QR code. Partner strategici di VO sono MAECI e Agenzia ICE per l’attività di incoming di buyers dai mercati chiave. Partner internazionali sono CIBJO – Confederazione Mondiale della Gioielleria, GJEPC India - Gem and Jewellery Export Promotion Council, HKJJA - Hong Kong Jewellery & Jade Manufacturers Association, Francéclat. Partner nazionali: Confindustria Federorafi, Confartigianato Orafi, Confcommercio Federpreziosi, CNA Orafi, Club degli Orafi Italia, Confimi Industria Categoria Orafa ed Argentiera, Assogemme, Assocoral, AFEMO – Associazione Fabbricanti Esportatori Macchinari per Oreficeria. Rappresentanze istituzionali: Regione Sicilia e Regione Campania. In contemporanea a Vicenzaoro January, IEG apre le porte della Fiera al pubblico per i quattro giorni di VO Vintage, dal 16 al 19, marketplace con ingresso libero su registrazione nel sito di manifestazione vovintage.com per un viaggio nell'orologeria del secondo polso e nella gioielleria d'epoca e di modernariato.
(Adnkronos) - Si è tenuto ieri a Milano l'evento di lancio della nuova classe di 'iliadship', il progetto con cui iliad sostiene ogni anno dieci giovani universitari accompagnandoli in un percorso di crescita che unisce formazione, mentorship e contatto con il mondo del lavoro. L'evento ha rappresentato il primo momento di incontro tra gli studenti selezionati, Benedetto Levi, amministratore delegato di iliad Italia, i tutor e i mentor dell'advisory board di iliad, che affiancheranno gli studenti durante il loro percorso. La giornata è stata un’occasione di ispirazione e confronto, dando il via ufficiale alla terza edizione del programma. Il bando della terza edizione si è chiuso il 31 ottobre 2025, portando alla selezione di dieci studenti, per il 50% donne e per il 50% uomini, da ambiti di studio eterogenei, un mix di competenze che riflette la natura multidisciplinare del progetto: Ingegneria meccanica, Marketing & Digital communication, Economia, Data science, Monitoraggio ambientale tutela e ripristino, Ingegneria gestionale, Ingegneria elettronica, Pratiche creative e Critiche contemporanee e Filosofia. I partecipanti della nuova classe provengono da alcuni dei più importanti atenei italiani: Politecnico di Milano, Sapienza università di Roma, Università di Pisa, Università di Torino, Università di Trento, Università di Bologna, e Naba, Nuova accademia di belle arti. "Per iliad, creare connessioni sostenibili significa anche investire nelle competenze delle nuove generazioni offrendo ai giovani strumenti concreti e una community in cui crescere e confrontarsi -ha dichiarato Benedetto Levi, amministratore delegato di iliad Italia-. iliadship nasce tre anni fa con questo obiettivo e si conferma, un’edizione dopo l’altra, un progetto unico per guardare alla formazione in modo innovativo, in grado di generare un impatto concreto sull’intero ecosistema italiano". Dalle prime due edizioni, iliadship ha formato 20 studenti che sono oggi parte attiva della community del progetto, selezionati tra centinaia di candidature provenienti da tutta Italia. Con l’ingresso della nuova classe, il network si arricchisce di esperienze e prospettive diverse, rafforzando un ecosistema di formazione e apprendimento sempre più dinamico, inclusivo e partecipato. iliadship è il programma di iliad che sostiene ogni anno dieci studenti nei loro studi magistrali in ambito Stem, Scienze sociali e Arts & Literature. Lanciato nel 2023, il progetto prevede un investimento di oltre 1 milione di euro in dieci anni a supporto delle competenze dei giovani e del loro ingresso nel mondo del lavoro. Agli studenti selezionati, iliadship offre un percorso biennale con borse di studio da 15mila euro, un programma di mentorship, momenti formativi e la possibilità di attivare un tirocinio. Il progetto prevede, inoltre, numerose occasioni di incontro e condivisione che favoriscono lo scambio di competenze ed esperienze tra i partecipanti. iliadship è oggi un programma sempre più affermato, che offre agli studenti l’opportunità di confrontarsi con mentor e professionisti d’eccellenza, con figure del calibro di Marcello Ascani (imprenditore, content creator e fondatore dell’agenzia Flatmates); Monica Maggioni (giornalista e scrittrice, già presidente della Rai); Francesca Reich (ceo Barzanò & Zanardo e membro del Cda di Banca Mediolanum e di Tinexta); Luisa Torsi (professoressa ordinaria di Chimica presso l'università di Bari e membro dell’Accademia nazionale dei Lincei); Tommaso Valletti (professore di Economia all’Imperial College di Londra, già chief competition economist della Commissione europea).
(Adnkronos) - Il Consorzio Erp Italia, uno dei principali Sistemi Collettivi senza scopo di lucro attivi in Italia per la gestione dei Raee (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e dei rifiuti di pile e accumulatori, ha realizzato l’indagine Swoa – Survey Waste & Opportunities Awareness – con l’obiettivo di misurare il livello di conoscenza, percezione e comportamento degli italiani rispetto al riciclo dei rifiuti elettronici. La fotografia emersa dalla ricerca, condotta su un campione rappresentativo di oltre 1.200 cittadini tra i 20 e i 60 anni, restituisce un quadro chiaro: il tema dei Raee è ancora poco conosciuto, nonostante la crescente attenzione verso la sostenibilità. Il 73% degli italiani si considera preparato, ma più della metà (56%) non sa cosa significhi l’acronimo Raee, e solo il 44% lo collega correttamente ai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Anche i comportamenti dichiarati raccontano di un’Italia a due velocità: il 41% afferma di riciclare correttamente i Raee, ma tra questi una parte significativa li conferisce in modo scorretto – il 25% nell’indifferenziato e il 22% tramite operatori non ufficiali. Il 36% conserva dispositivi elettronici a casa perché non sa dove portarli. Un dato che evidenzia come la volontà di fare bene ci sia, ma sia spesso frenata dalla mancanza di informazioni pratiche o dalla difficoltà di accesso ai punti di raccolta.Accanto a questi ostacoli culturali e logistici, l’indagine evidenzia una domanda latente di servizi più vicini ai cittadini. Tra le proposte più condivise spiccano l’introduzione di contenitori condominiali dedicati (65%), la raccolta porta a porta anche per i Raee (60%) e più campagne informative sui canali tradizionali e digitali (55%).