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"Non c'è accordo", Vance annuncia fumata nera tra Usa e Iran

(Adnkronos) - "Non abbiamo raggiunto un accordo". JD Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, annuncia la fumata nera nei colloqui con l'Iran a Islamabad. Vance fa il punto dopo 21 ore di colloqui in Pakistan. "Abbiamo avuto discussioni sostanziali con gli iraniani. Ed è una buona ...

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Sandrini Metalli, grande attenzione ai giovani e capacità di trattenere le competenze

(Adnkronos) - “Il 2025 è stato un anno complesso: volatilità delle materie prime, dinamiche energetiche instabili e domanda non uniforme. In questo contesto, la crescita del 6,8% è il risultato di un modello fondato su diversificazione, specializzazione ...

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Sostenibilità: indagine, leasing accelera integrazione fattori Esg per competitività Pmi

(Adnkronos) - Assilea ha presentato oggi a Roma, presso la propria sede, i risultati della Survey annuale 2025 sulla sostenibilità nell’industria del leasing, che offre una fotografia della situazione e anche una lettura dinamica della sua evoluzione. A ...

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"Non c'è accordo", Vance annuncia fumata nera tra Usa e Iran

(Adnkronos) - "Non abbiamo raggiunto un accordo". JD Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, annuncia la fumata nera nei colloqui con l'Iran a Islamabad. Vance fa il punto dopo 21 ore di colloqui in Pakistan. "Abbiamo avuto discussioni sostanziali con gli iraniani. Ed è una buona notizia", dice oggi, all'alba di domenica 12 aprile, riferendosi al confronto per consolidare la tregua che ha congelato la guerra. "La brutta notizia è che non abbiamo raggiunto un accordo. E credo sia una notizia negativa per l'Iran molto più di quanto lo sia per gli Stati Uniti. Quindi, torniamo negli Usa senza avere un'intesa. Abbiamo chiarito quali sono le nostre linee rosse, su quali punti siamo disposti a cedere e su quali punti non lo siamo", dice il numero 2 dell'amministrazione, accompagnato nella conferenza dall'inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner, genero e inviato del presidente Donald Trump. "Siamo stati accomodanti, il presidente ci ha detto 'dovete negoziare in buona fede e fare il massimo sforzo per ottenere un accordo'. Lo abbiamo fatto, purtroppo non siamo riusciti a compiere nessun progresso. L'Iran non ha accettato i nostri termini. Ce ne andiamo da qui con una proposta molto semplice", dice facendo riferimento ad una imprecisata "offerta finale e migliore". "Vedremo se gli iraniani l'accetteranno", afferma, auspicando una risposta positiva che sinora non c'è stata. L'Iran, dice Vance rispondendo alle domande, non è disposto a rinunciare al proprio programma nucleare: "Il fatto è che dobbiamo vedere un impegno concreto da parte loro, non devono cercare di dotarsi di un'arma nucleare e non devono cercare gli strumenti che consentirebbero loro di farlo rapidamente". Teheran ad oggi dispone di circa 440 chili di uranio arricchito al 60%, una base che consentirebbe rapidamente di arrivare a disporre di materiale utile per la produzione di armi atomiche. "La domanda è: “'Vediamo un impegno fondamentale da parte degli iraniani a non sviluppare un'arma nucleare, non solo ora, non solo tra due anni, ma a lungo termine?'. Non l'abbiamo ancora visto, speriamo di vederlo". Trump, dice Vance, è stato continuamente aggiornato sugli sviluppi. "Ovviamente abbiamo parlato costantemente con il presidente. Non so quante volte l'abbiamo sentito, una mezza dozzina nelle ultime 21 ore", dice il vicepresidente, che ha avuto contatti anche con il segretario di Stato, Marco Rubio, con il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, con il segretario al Tesoro Scott Bessent e con l'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Centcom, il comando centrale degli Usa. "Siamo stati on contatto costante con il team perché abbiamo negoziato in buona fede". La posizione dell'Iran viene resa nota inizialmente dalla tv di Stato. Secondo Teheran, "le richieste eccessive degli Stati Uniti" hanno impedito il raggiungimento di un accordo. "Nonostante diversi approcci creativi della delegazione iraniana, gli americani si sono spinti troppo in là e le richieste irragionevoli hanno impedito i progressi nei colloqui". Il vicepresidente va via senza rispondere alle domande sullo Stretto di Hormuz: cosa faranno ora gli Stati Uniti? Lo Stretto, vitale per il 20% del commercio mondiale di petrolio, è sostanzialmente paralizzato da settimane. L'Iran, anche al tavolo negoziale, ha rivendicato un ruolo di gestione del braccio di mare. Nelle ultime ore gli Stati Uniti hanno reso noto che due navi - i cacciatorpediniere Uss Frank E. Peterson e Uss Michael Murphy - hanno attraversato lo Stretto e hanno iniziato a "stabilire le condizioni" per le attività di sminamento. Altre risorse, compresi droni sottomarini, si uniranno alla missione "nei prossimi giorni". "Qualsiasi tentativo di navi militari di attraversare lo Stretto sarà oggetto di una risposta severa. La marina delle Guardie della Rivoluzione dispone della piena autorità per gestire in modo intelligente lo Stretto di Hormuz", la replica di Pasdaran. L'assenza di un'intesa non dovrebbe sorprendere né 'turbare' Trump, a giudicare dalle dichiarazioni rilasciate dal presidente mentre erano in corso i negoziati: "In ogni caso, vinciamo... Forse raggiungeranno un accordo, forse no. Non importa. Dal punto di vista dell’America, vinciamo. Vinciamo comunque. Li abbiamo sconfitti militarmente... Che si raggiunga o meno un accordo, per me non fa alcuna differenza. Non hanno una marina, non hanno radar, non hanno un’aviazione. I loro leader sono tutti morti. Khamenei non c’è più. Per molti anni ha governato; non c’è più. Con tutto questo, vedremo cosa succede ma non mi interessa", le parole del presidente degli Stati Uniti che, nel corso della giornata di sabato, ha più volte annunciato l'imminente riapertura dello Stretto di Hormuz.

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Sandrini Metalli, grande attenzione ai giovani e capacità di trattenere le competenze

(Adnkronos) - “Il 2025 è stato un anno complesso: volatilità delle materie prime, dinamiche energetiche instabili e domanda non uniforme. In questo contesto, la crescita del 6,8% è il risultato di un modello fondato su diversificazione, specializzazione tecnica e investimenti continui. I fattori vincenti sono stati un portafoglio ampio, la presenza su grandi opere e infrastrutture, e una struttura industriale rafforzata da investimenti significativi in automazione e digitalizzazione. Tra gli elementi critici, sicuramente la gestione delle forniture e delle oscillazioni dei prezzi. Per il 2026 ci rende fiduciosi la solidità del nostro modello: produzione 100% Made in Italy; organizzazione più efficiente; posizionamento sempre più orientato a qualità e valore aggiunto; attenzione al servizio e al cliente. Tutti fattori che ci hanno sempre permesso di garantire un adeguato livello di presenza sul mercato”. Così, in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia Nazzareno Damioli, amministratore delegato Sandrini Metalli spa. “L’investimento in automazione e digitalizzazione - spiega - sta rendendo l’azienda più integrata e più orientata al dato. I processi sono più tracciabili, le linee più efficienti, le funzioni più connesse tra loro. Concretamente cambia il lavoro quotidiano: meno attività ripetitive, più controllo di processo, maggiore responsabilità tecnica. Oggi sono indispensabili competenze industriali solide affiancate a capacità di lettura dei dati, visione di processo e problem solving. La tecnologia non sostituisce le persone: ne alza il livello professionale. La crescita dell’organico è stata coerente con l’espansione industriale. Non abbiamo semplicemente assunto di più: abbiamo strutturato meglio l’organizzazione. Attraiamo persone perché investiamo, perché offriamo prospettive concrete e perché valorizziamo competenze tecniche e manageriali. Lavoriamo su formazione continua e chiarezza degli obiettivi, ma abbiamo anche iniziato a sviluppare sistemi di valutazione più strutturati. Il clima interno si costruisce con coerenza e responsabilità condivisa: le persone restano quando vedono stabilità, crescita e riconoscimento del proprio contributo". “La transizione tecnologica - avverte - è un percorso, non un evento. Abbiamo introdotto automazione e digitalizzazione in modo progressivo, accompagnandole con formazione tecnica e momenti di confronto interno. Spieghiamo sempre il senso delle scelte, perché il cambiamento va compreso prima che applicato. Stiamo inoltre rafforzando strumenti di valutazione e percorsi di crescita chiari, così che ogni persona sappia dove si colloca e come può evolvere. La trasparenza è il primo antidoto al disorientamento. Gli investimenti hanno migliorato in modo concreto le condizioni di lavoro. Le nuove automazioni, ad esempio, stanno via via riducendo le attività manuali più gravose. L’ammodernamento degli impianti, invece, aumenta precisione e sicurezza operativa, mentre la digitalizzazione riduce urgenze e disorganizzazione, rendendo l’ambiente di lavoro più ordinato e controllato. Per noi innovazione significa anche questo: rendere l’azienda più efficiente e allo stesso tempo più sicura e più sostenibile per le persone”.

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Sostenibilità: indagine, leasing accelera integrazione fattori Esg per competitività Pmi

(Adnkronos) - Assilea ha presentato oggi a Roma, presso la propria sede, i risultati della Survey annuale 2025 sulla sostenibilità nell’industria del leasing, che offre una fotografia della situazione e anche una lettura dinamica della sua evoluzione. A partire dai dati emersi, si è sviluppato un dibattito sull’integrazione dei fattori Esg e un confronto più ampio sul settore bancario. Il 2025 rappresenta un anno di consolidamento per le società di leasing coinvolte nell’indagine: il 73,1% ha definito gli obiettivi Esg all’interno della strategia commerciale ed economico-finanziaria e il 59,6% delle azioni pianificate per l’integrazione Esg risulta completato, mentre il 25% è in corso di attuazione. Le iniziative riguardano principalmente la governance, il modello di business e la strategia, l’organizzazione e i processi, il risk management e l’informativa al mercato, in coerenza con le aspettative di vigilanza sui rischi climatici e ambientali della Banca d’Italia. La mappatura dei fattori di rischio Esg delle nuove operazioni di leasing, propedeutica ad altre azioni attuative dell’integrazione, è effettuata da quasi la metà delle società (46,2%) e per la grandissima parte dei casi riguarda sia il bene, sia il cliente. Il 61,5% delle società include le caratteristiche Esg nell’offerta di prodotti, dato raddoppiato nel biennio, tra cui spiccano le basse emissioni di CO2 e il risparmio energetico. Più che raddoppiata la capacità di misurare l’impatto Esg dei prodotti, che passa dall’8% al 19,2%, e tuttavia rimane limitata dall’indisponibilità di dati sul bene. Proprio per sostenere le attività delle associate, Assilea nel corso dell’anno avvierà il modulo 'Bdcr Beni', il servizio della Banca Dati Centrale Rischi Leasing dell’Associazione che fornirà indicazioni sugli impatti climatico-ambientali dei beni, con informazioni utili sia nella fase precontrattuale, sia in quella successiva. In un biennio sono invece quasi triplicate le società che sono in grado di rilevare i dati sulla sostenibilità dei clienti, passando dall’8,7% del 2023 al 23,1% del 2025. La metà dichiara che questa attività è un obiettivo da raggiungere nel breve e medio periodo. Sul piano organizzativo, prevalgono i modelli ibridi (61,5%), costituiti da una figura come il Sustainability manager con il compito di interagire con le altre funzioni, seguiti da quelli accentrati (30,8%). Il 69,2% delle società ha integrato i fattori Esg nei processi di controllo interno e oltre la metà include obiettivi Esg nei sistemi incentivanti per il management dell’azienda. In aumento anche l’attenzione ai rischi: il 46,2% valuta i fattori Esg nelle nuove operazioni e il 53,8% monitora l’esposizione ai rischi climatico-ambientali. Permangono tuttavia alcune criticità, in particolare la maggior parte delle società (61,5%) non pubblica un report di sostenibilità autonomo, contribuendo invece a quello del gruppo di appartenenza. L’indagine ha coinvolto 26 società, rappresentative dell’82% dello stock dei contratti di leasing al 31 dicembre 2024. “Il leasing sta giocando un ruolo determinante nel tradurre gli obiettivi di sostenibilità in risultati concreti per la modernizzazione e la competitività del Paese, grazie soprattutto alla sua capacità di sostenere gli investimenti delle Pmi e al suo contributo nel promuovere un’economia più sostenibile, favorendo e accelerando l’adozione e l’utilizzo di tecnologie innovative e green, a più bassa emissione di CO2, in tutte le categorie di beni - ha commentato Giuseppe Schlitzer, direttore generale Assilea - I dati della nostra survey confermano che il leasing non è solo uno strumento di finanziamento, ma un vero e proprio partner capace di accompagnare le imprese verso modelli di business sempre più responsabili e trasparenti”.

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