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(Adnkronos) - Arriva a Torino martedì 27 gennaio 'Il tuo cuore nelle tue mani', la campagna itinerante di prevenzione cardio-cerebrovascolare promossa da Daiichi Sankyo Italia, che prevede una giornata di screening gratuiti, dalle 9 alle 16.30, in piazza Solferino, per ridurre il ritardo nella richiesta di assistenza, migliorare la conoscenza dei sintomi (anche nelle loro differenze tra i sessi) e favorire l'adesione ai percorsi terapeutici e di follow-up, informandosi e adottando comportamenti di prevenzione. Le malattie cardio-cerebrovascolari (Cvd) - ricorda la farmaceutica in una nota - restano la prima causa di mortalità nel mondo. La campagna è promossa da Daiichi Sankyo in collaborazione con l'Istituto nazionale per le ricerche cardiovascolari (Inrc) e con il patrocinio del Comune di Torino e di Alice Italia Odv, Cittadinanzattiva, Coordinamento nazionale associazioni del cuore (Conacuore Odv), Fand - Associazione italiana diabetici Odv, Feder-Aipa e Fipc - Fondazione italiana per il cuore Ets. L'iniziativa segue la pubblicazione del Policy Act 'Salute cardiovascolare: un impegno comune per migliorare la prevenzione e l'aderenza terapeutica', promosso da Daiichi Sankyo e redatto da un gruppo di lavoro misto composto da istituzioni, esperti sanitari, società scientifiche, associazioni civiche, fondazioni e organizzazioni di pazienti. Solo nel 2021 - riporta una nota - le malattie del sistema circolatorio hanno causato oltre 217mila decessi in Italia (pari al 30,8% del totale), confermandosi la prima causa di morte nel Paese. La scarsa aderenza terapeutica grava sul Servizio sanitario nazionale per circa 2 miliardi di euro l'anno. Migliorando questo aspetto anche solo del 15% si potrebbe ridurre significativamente il rischio di infarto, ictus e mortalità cardiovascolare, con un risparmio potenziale di oltre 300 milioni di euro l'anno. Nel dettaglio, durante la giornata sarà possibile effettuare gratuitamente: elettrocardiogramma (Ecg), controllo della pressione arteriosa, test lipidico, misurazione della glicemia e della circonferenza vita. Operatori sanitari e volontari saranno presenti per fornire consulenze, materiale informativo semplificato e indicazioni su come rivolgersi ai servizi sanitari territoriali. La campagna non si limita ai controlli, ma intende anche sensibilizzare sull'importanza dell'aderenza terapeutica e della comunicazione medico-paziente. "Per sconfiggere le malattie cardiovascolari, l'aderenza terapeutica è fondamentale, ma non nasce dal nulla - sottolinea Emanuela Folco, presidente Fondazione italiana per il cuore - E' il frutto di un patto di fiducia che si attiva esclusivamente quando la comunicazione medico-paziente diventa il cuore della relazione di cura, quando si instaura la cosiddetta alleanza terapeutica. Ascolto reciproco ed empatia sono gli strumenti che trasformano una semplice prescrizione in una collaborazione attiva. La tappa torinese del progetto 'Il tuo cuore nelle tue mani' ci ricorda quanto sia fondamentale promuovere tale consapevolezza nei cittadini: investire nella qualità del dialogo significa investire nella salute. Una buona comunicazione non si limita ad accompagnare il percorso di cura, ma ne costituisce il prerequisito, garantendo che il paziente segua le terapie e adotti stili di vita più sani con la giusta motivazione e costanza". Questi concetti sono particolarmente validi per le persone a cui sono già stati diagnosticati una malattia cardiovascolare o il diabete. "Per chi convive con aritmie cardiache, in particolare con la fibrillazione atriale - spiega Nicola Merlin, presidente di Feder-Aipa - aderire con precisione alle terapie e alle indicazioni cliniche è fondamentale per prevenire complicanze anche molto gravi. L'aderenza al trattamento nasce anche da una comunicazione efficace: il paziente deve poter capire cosa sta accadendo, perché è necessaria quella terapia, quali benefici può portare nel lungo periodo. Una comunicazione attenta, continua e trasparente permette al paziente di sentirsi accompagnato, rassicurato e realmente partecipe nel proprio percorso di salute, aumentando la motivazione a seguire le terapie in modo corretto". "Le persone con diabete hanno un rischio significativamente più alto di sviluppare malattie cardiovascolari, come l'infarto e l'ictus - evidenzia Manuela Bertaggia, presidente Fand - Questo rischio aumenta ulteriormente se l'ipercolesterolemia non è gestita adeguatamente. In questo caso, si verifica l'associazione di due fattori di rischio che le persone con diabete devono assolutamente tenere sotto controllo. Ecco perché le campagne di informazione e prevenzione sono importanti e ci vedranno sempre attivamente coinvolti e partecipi". Troppo spesso, però, la popolazione non è adeguatamente informata o segue comportamenti non suffragati dalla ricerca scientifica. Nell'aggiornamento delle linee guida per la gestione del paziente dislipidemico presentate al Congresso della Società europea di cardiologia (Esc) 2025, per esempio, si è chiarito che integratori e vitamine senza efficacia documentata nella riduzione del colesterolo Ldl e senza prove di sicurezza/beneficio cardiovascolare non sono raccomandati, ricorda la nota. La carenza di consapevolezza e informazione è evidenziata anche dai risultati della survey europea realizzata da Daiichi Sankyo Europe 'The 2025 European Heart Health Survey - Public Perceptions on Cardiovascular Care', condotta online tra il 25 marzo e il 14 aprile 2025 in Austria, Belgio, Germania, Italia, Portogallo e Spagna. Hanno partecipato complessivamente 3.674 pazienti e 4.906 cittadini. Sono emersi risultati significativi che motivano la necessità di rafforzare prevenzione e informazione sul pubblico. Sono emersi risultati significativi che motivano la necessità di rafforzare prevenzione e informazione sul pubblico, in particolare: un terzo dei pazienti dichiara di aver vissuto un evento cardiaco o di essere stato classificato ad alto rischio cardiovascolare; tra il pubblico generale, i fattori legati allo stile di vita (attività fisica e alimentazione) sono percepiti come la principale barriera alla salute cardiovascolare. Inoltre: le donne risultano significativamente più propense degli uomini a considerare lo stress come ostacolo al mantenimento della salute cardiovascolare; il 53% dei pazienti non conosce le differenze di sintomatologia tra uomini e donne; la consapevolezza cala drasticamente con l'età (46% tra i Per quanto riguarda la popolazione italiana, si rileva che: oltre il 20% dei pazienti italiani non si reputa particolarmente informato sui sintomi cardiovascolari. I più riconosciuti sono: dolore toracico 79%, affaticamento 73% e difficoltà respiratorie 72%, mentre dolore localizzato (31%) e nausea/vomito (29%) sono meno noti; solo il 17% ha cercato assistenza medica immediatamente dopo l'insorgenza dei sintomi; il gruppo più numeroso (26%) ha atteso alcuni giorni; il 24% ha dichiarato di non aver mai consultato un medico per sintomi cardiovascolari. Il peso corporeo (80%) è percepito come il principale fattore di rischio, seguito dall'età (66%). Il 60% dei pazienti ritiene che una comunicazione più efficace da parte del medico aiuterebbe maggiormente, e il 53% indica la necessità di informazioni più semplici e chiare.
(Adnkronos) - “Il nuovo rapporto annuale evidenzia una solidità dell'istituto. Pur essendo consapevoli delle preoccupazioni e delle criticità, quali ad esempio la denatalità che determina un aumento degli anziani e una diminuzione dei giovani. Fin dal primo giorno del mio insediamento stiamo lavorando per scongiurare queste preoccupazioni e ci rivolgiamo ai giovani affinché possano avere un futuro attraverso un inserimento stabile nel mondo del lavoro”. Così Gabriele Fava, presidente dell’Inps (Istituto nazionale di previdenza sociale), intervenendo alla presentazione del XXIV Rapporto annuale dell’Istituto, oggi presso la sede di Confindustria a Roma. “Siamo nella casa degli imprenditori - aggiunge Fava - e con loro vogliamo dialogare attraverso una nuova alleanza col tessuto produttivo, quello con il quale i giovani devono confrontarsi”. Il dialogo di Inps con le imprese passa anche da “nuove iniziative che stiamo portando avanti, come il pre-Durc”, ricorda il presidente che aggiunge: “Lanceremo a breve lo sportello grandi contribuenti e una vigilanza più matura, più collaborativa verso chi vuole fare impresa sana. Iniziative che vogliamo condividere con le imprese perché chi crea occupazione - conclude - è fondamentale”.
(Adnkronos) - Nel 2025 i disastri naturali hanno causato perdite significative in tutto il mondo: complessivamente, i danni ammontano a circa 224 miliardi di dollari americani, di cui circa 108 miliardi sono stati coperti dagli assicuratori. E' quanto rivela il report di Munich Re, stando al quale il 2025 si aggiunge così alla lista, sempre più lunga, degli anni in cui le perdite assicurate hanno superato la soglia dei 100 miliardi di dollari, nonostante le perdite siano state inferiori rispetto all'anno precedente. Nel 2024, le perdite complessive al netto dell'inflazione ammontavano a 368 miliardi di dollari, di cui 147 miliardi erano stati assicurati. Le catastrofi meteorologiche hanno rappresentato il 92% di tutte le perdite del 2025 e il 97% delle perdite assicurate. Circa 17.200 persone hanno perso la vita in disastri naturali in tutto il mondo, un numero significativamente superiore a quello dell'anno precedente (circa 11.000), ma inferiore alla media decennale di 17.800 e alla media trentennale di 41.900. Stando all'analisi, nel 2025, il quadro generale è allarmante per quanto riguarda le inondazioni, le violente tempeste convettive e gli incendi boschivi. Un impatto crescente a lungo termine è attribuito a tali pericoli non di picco, che hanno portato a perdite totali pari a 166 miliardi di dollari lo scorso anno, di cui circa 98 miliardi erano assicurati. La distruzione causata da questi pericoli è stata superiore alle medie corrette per l'inflazione degli ultimi 10 e 30 anni (perdite complessive: 136 miliardi di dollari/90 miliardi di dollari; perdite assicurate: 60 miliardi di dollari/33 miliardi di dollari). "Alla luce di queste perdite estreme, è chiaro che nel 2025 il mondo è stato risparmiato da perdite potenzialmente molto più gravi solo per puro caso. Ciò vale in particolare per il fatto che nessun uragano ha colpito il territorio continentale degli Stati Uniti, sebbene vi si siano verificate forti tempeste", sottolinea lo studio. Gli incendi boschivi che hanno colpito l'area di Los Angeles nel mese di gennaio hanno costituito di gran lunga il disastro naturale più costoso dell'anno. Una combinazione pericolosa di siccità e forti venti invernali ha creato le condizioni ideali per lo sviluppo degli incendi. Le perdite complessive sono state pari a circa 53 miliardi di dollari, comprese le perdite assicurate per circa 40 miliardi di dollari. Si tratta del disastro causato da incendi boschivi più costoso mai registrato. Il secondo disastro naturale più costoso dell'anno in termini di perdite complessive è stato il forte terremoto di magnitudo 7,7 in Myanmar. In termini di danni assicurati, i violenti temporali che hanno colpito per diversi giorni gli Stati centrali e meridionali degli Stati Uniti nel mese di marzo hanno causato il secondo disastro naturale più costoso del 2025. Il 2025 per l'Europa ha visto perdite dovute a catastrofi naturali pari a circa 11 miliardi di dollari americani, di cui circa la metà era assicurata (media decennale: 35 miliardi di dollari/12 miliardi di dollari). Per Tobias Grimm, capo climatologo di Munich Re, "il riscaldamento globale aumenta la probabilità di catastrofi meteorologiche estreme. Dato che il 2025 è stato un altro anno molto caldo, gli ultimi 12 anni sono stati i più caldi mai registrati. I segnali di allarme persistono. Infatti, nelle circostanze attuali, il cambiamento climatico può peggiorare ulteriormente”. “L’anno è iniziato in modo difficile, con perdite molto elevate causate dagli incendi boschivi a Los Angeles. Solo per pura fortuna gli Stati Uniti sono stati risparmiati dagli uragani nel 2025. Tuttavia, il Paese è ancora al primo posto nelle statistiche sui sinistri, a causa della tendenza crescente a danni molto ingenti causati da pericoli non di picco. Dobbiamo essere realistici: adattarsi a questi rischi è essenziale. In linea con la nostra nuova strategia pluriennale Ambition 2030, Munich Re è pronta a mettere in campo la propria competenza e solidità finanziaria per assumersi ancora più rischi legati alle catastrofi naturali e rafforzare la rete di sicurezza assicurativa per l'economia globale", afferma Thomas Blunck, Member of the Board of Management.