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"Non protesta ma tentato omicidio", Meloni fa visita ad agenti feriti al corteo per Askatasuna

(Adnkronos) - È durata una decina di minuti la visita della presidente del consiglio Giorgia Meloni all’ospedale Molinette, dove sono ricoverati ancora due rappresentanti delle forze dell’ordine rimasti feriti ieri negli scontri durante il corteo per ...

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Ucbm, sicurezza in Italia e in Europa alla sfida dell'innovazione tecnologica

(Adnkronos) - Mentre l’innovazione tecnologica cambia gli scenari della sicurezza con inedita rapidità, l’Europa è chiamata a rispondere alle sfide globali tra i giganti dell’innovazione e i nuovi equilibri geopolitici. Tra carenza di profili professionali e ...

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Tech, esperto Temporelli: “sistemi per trattamento acqua possono risolvere problemi inquinamento”

(Adnkronos) - “I sistemi di trattamento dell'acqua possono risolvere tutti i problemi legati all'eventuale inquinamento. I sistemi di trattamento al punto d'uso, cioè quelli installati al rubinetto, vengono utilizzati principalmente per ...

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"Non protesta ma tentato omicidio", Meloni fa visita ad agenti feriti al corteo per Askatasuna

(Adnkronos) - È durata una decina di minuti la visita della presidente del consiglio Giorgia Meloni all’ospedale Molinette, dove sono ricoverati ancora due rappresentanti delle forze dell’ordine rimasti feriti ieri negli scontri durante il corteo per Askatasuna. La premier, la cui visita è avvenuta in forma privata, è entrata in ospedale dall'ingresso del pronto soccorso ed è poi uscita senza rilasciare alcuna dichiarazione. Ad accogliere Meloni all'arrivo, il presidente della Regione Alberto Cirio. Tra i due feriti ricoverati alle Molinette, anche l’agente in servizio al reparto mobile di Padova accerchiato e colpito a calci, pugni e martellate da un gruppo di manifestanti nei pressi del Campus Einaudi (VIDEO). Sui violenti scontri avvenuti ieri, a quanto apprende l’Adnkronos, è in corso in questi minuti una videocall del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi con il capo della polizia Vittorio Pisani e con il prefetto e il questore di Torino. "Questa mattina - ha poi scritto la premier in un messaggio social corredato con le foto della visita - sono stata all’ospedale Le Molinette di Torino per portare, a nome dell’Italia, la solidarietà a due degli agenti rimasti feriti negli scontri di ieri e, attraverso loro, a tutti i militari e gli appartenenti alle Forze dell’ordine coinvolti. Alessandro - continua Meloni - ha 29 anni, Lorenzo ne ha 28. Contro di loro martelli, molotov, bombe carta ripiene di chiodi, pietre lanciate con le catapulte, oggetti contundenti di ogni genere e jammer per impedire alla polizia di comunicare. 'Erano lì per farci fuori', ha detto un agente". "Ora sarò chiara. Questi - le parole di Meloni - non sono manifestanti. Questi sono criminali organizzati. Quando si colpisce qualcuno a martellate, lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi. Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio. Mi aspetto che la magistratura valuti questi episodi per quello che sono, senza esitazioni, applicando le norme che già ci sono e consentono di rispondere in modo fermo, perché non si ripeta che alla denuncia dei responsabili non segua nulla, come purtroppo è accaduto troppe volte". Secondo la premier, "se i poliziotti avessero reagito agli aggressori sarebbero già iscritti nel registro degli indagati, e probabilmente ci sarebbe qualche misura cautelare a loro carico. Ma se non riusciamo a difendere chi ci difende, non esiste lo Stato di diritto. Per quanto riguarda il Governo, ho convocato una riunione per domattina per parlare delle minacce all’ordine pubblico di questi giorni e per valutare le nuove norme del decreto sicurezza. Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa Nazione". Il ministro della Difesa Guido Crosetto si è recato in visita questa mattina al comando provinciale dei Carabinieri di Torino. La visita è avvenuta in contemporanea all'arrivo della premier alle Molinette. "Sono stato per una breve vista al Comando Provinciale dei Carabinieri a Torino dove ho incontrato alcuni Carabinieri che si sono trovati coinvolti nella guerriglia urbana scatenata ieri dai militanti vicini ad Askatasuna. Oltre 1000 persone. Organizzate militarmente. Con una strategia da guerriglia urbana, divisi in due grandi blocchi", scrive su X il ministro della Difesa. "Bombe carta piene di chiodi, molotov, jammer per impedire le comunicazioni tra le forze dell’ordine, spranghe di ferro, scudi, maschere, occhiali di protezione, maschere antigas, caschi, catapulte per lanciare pietre enormi. Non sono manifestanti, sono guerriglieri, sono bande armate che hanno come obiettivo quello di colpire lo Stato e chi lo serve - aggiunge Crosetto -. Non un Governo ma lo Stato. Supportarli, accettarli, giustificarli, cercare di sminuire è, a mio avviso, inaccettabile. Devono essere combattuti come sono state combattute le Brigate Rosse e non essere trattati come 'compagni che sbagliano'. Il giudizio di fronte a questi fatti deve vederci tutti uniti come lo furono le forze politiche negli anni del terrorismo. Non è in gioco una parte politica ma la Repubblica Italiana". Si è trattato di “una visita molto apprezzata dai ragazzi, molto apprezzata dalle istituzioni, molto apprezzata dal Piemonte perché è un ulteriore segno e testimonianza che lo Stato c'è, che il bene sta dalla parte di una divisa e la presenza in persona del presidente del Consiglio a testimoniare tutto questo, la solidarietà, la vicinanza agli uomini e alle donne delle forze dell'ordine, credo che sia una prima grande risposta ai fatti vergognosi che si sono verificati ieri in questa città”, ha poi commentato Cirio. “Torino è la città dove è nata l'Italia e quindi tutto questo è ancora più grave - ha aggiunto il governatore - ed è anche una città che ha saputo essere sempre molto attenta a garantire le libertà, Askatasuna è la privazione della libertà, è la violazione della libertà, è la violazione della legalità e tutto questo come continuiamo a dire da anni è totalmente incompatibile con la vita di una comunità democratica e quei principi della nostra Costituzione”, ha concluso. Alla luce dei violenti scontri di Torino, anche il vicepremier e ministro Matteo Salvini ha espresso la propria affettuosa e totale solidarietà alle forze dell’ordine. Salvini è in costante contatto con il collega dell’Interno Matteo Piantedosi e ha sentito telefonicamente il poliziotto aggredito da alcuni violenti e ripreso da un video choc, rende noto lo staff. Gianduiotti da Vannacci all'agente aggredito negli scontri al corteo per Askatasuna Saranno dimessi nelle prossime ore i due agenti ricoverati in osservazione alle Molinette. Si tratta dell’agente in servizio al reparto mobile di Padova accerchiato e colpito a calci, pugni martellate da un gruppo di manifestanti nei pressi del Campus Einaudi e del collega che è corso in suo aiuto che hanno riportato entrambi un trauma cranico e uno anche una ferita a una gamba procurata da un oggetto tagliente che è stata suturata. A confermarlo Antonio Scarmozzino, direttore sanitario delle Molinette che ha spiegato: “la motivazione dell’osservazione e’ il trauma cranico non commotivo, quindi sono coscienti e vigili” Per quanto riguarda gli altri feriti che sono stati portati alle Molinette, il direttore sanitario ha sottolineato che “i ragazzi sono arrivati tutti scossi, con ferite varie per fortuna lievi, sono stati trattati dal personale e per fortuna per la maggior parte già dimessi”. Sono complessivamente 108 gli agenti e i militari delle forze dell’ordine rimasti feriti nei violenti scontri di ieri durante la manifestazione nazionale per protestare contro lo sgombero di Askatasuna. A quanto apprende l’Adnkronos, si tratta di 96 agenti di polizia, di sette finanzieri e di cinque carabinieri. Tra gli agenti feriti, oltre al poliziotto aggredito a calci, pugni e martellate e al collega che lo ha protetto con lo scudo, entrambi ancora in osservazione in ospedale, c'è anche un funzionario della questura di Torino che negli scontri ha riportato la frattura di un braccio e sarà operato nei prossimi giorni.

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Ucbm, sicurezza in Italia e in Europa alla sfida dell'innovazione tecnologica

(Adnkronos) - Mentre l’innovazione tecnologica cambia gli scenari della sicurezza con inedita rapidità, l’Europa è chiamata a rispondere alle sfide globali tra i giganti dell’innovazione e i nuovi equilibri geopolitici. Tra carenza di profili professionali e normative in continuo aggiornamento, quale sentiero prenderanno l’Italia e l’Unione Europea per sviluppare e consolidare la loro posizione in settori cruciali nelle tecnologie abilitanti e nella transizione digitale? Se ne è parlato a Roma nella giornata inaugurale del 'Master universitario di ii livello in homeland security – sistemi, metodi e strumenti per la security e il crisis management' dell’Università Campus Bio-Medico di Roma (Ucbm). Giunto alla XVIII edizione, organizzato da Ucbm Academy e diretto dal professor Roberto Setola, ordinario di Automatica presso la facoltà dipartimentale di ingegneria Ucbm, il master è un punto di riferimento per istituzioni e aziende per il reperimento di figure specializzate nella prevenzione e gestione delle minacce cyber. “Il master in homeland security Ucbm è giunto alla sua diciottesima edizione – ha sottolineato Setola- è un corso che vuole formare professionisti della sicurezza puntando da un lato a una visione olistica in cui si integrano aspetti di sicurezza fisica, logica e cyber. Dall’altro il master homeland security Ucbm crede nella collaborazione pubblico-privato partendo dall’assunto che nessuno può fare sicurezza da solo, che la sicurezza è un obbligo etico e morale e che fare sicurezza non è un costo ma un investimento per le aziende. Questi sono gli obiettivi principali del master Homeland security di Ucbm: in questi diciotto anni i nostri studenti si sono detti soddisfatti di quanto hanno appreso e messo in pratico nei loro contesti lavorativi e professionali". Tra gli autorevoli ospiti della giornata il Questore di Roma Roberto Massucci che nella sua lezione ha sottolineato: "Oggi è una giornata importante perché, come rappresentante delle istituzioni ho la possibilità di incontrare i giovani del master in Homeland Security, professionisti che si interessano al mondo della sicurezza guardando al loro futuro professionale in un tempo in cui il tema della sicurezza sta diventando sempre più trasversale. Abbiamo parlato dell’esigenza di mettere in sicurezza territori e comunità e del valore aggiunto che aziende e persone possono dare alla sicurezza complessiva del sistema, in una collaborazione sempre più strutturata tra mondo privato e mondo pubblico per raggiungere il vero obiettivo principale nel mondo della sicurezza che è quel miglioramento continuo in grado di costruire il benessere della comunità”, ha aggiunto ancora. Per affrontare senza incertezze il quadro attuale non bastano le competenze ma serve disporre delle tecnologie abilitanti in grado di far avanzare il Paese lungo la complessa transizione digitale: ne ha fornito un quadro la dottoressa Donatella Proto, direttore generale direzione tecnologie abilitanti Mimit, ministero delle imprese e del made in Italy. “L’innovazione non è soltanto una questione di risorse, ma anche di competenze e di definizione di un nuovo quadro regolatorio – ha sottolineato Proto - L’innovazione è lo strumento per garantire la competitività del Sistema Europa e passa attraverso le università e la loro capacità di collaborare con le imprese. Per questo, poiché sicurezza e innovazione sono strettamente correlati e il tema delle competenze è uno dei prerequisiti per governare l’innovazione, master come quello in Homeland security rappresentano uno dei contenitori su cui investire per governare questo cambiamento così rapido che vede l’Europa stretta nella morsa globale in un nuovo ordine multipolare”. Le nuove minacce espongono in particolare agli attacchi le grandi istituzioni di interesse nazionale, come gli istituti bancari. A descrivere l’esperienza di Intesa Sanpaolo, che dal 2022 supporta il master homeland security Ucbm, l’ex generale dei Carabinieri Antonio De Vita, chief security officer del gruppo bancario, Francesco Zio, Corporate and Physical Security di Intesa Sanpaolo e Elisa Zambito Marsala, head of education ecosystem and global value programs Intesa Sanpaolo che ha sottolineato: “Intesa Sanpaolo sostiene dal 2022 il master in homeland security, valorizzando una partnership strategica con l’università Campus Bio-Medico di Roma, eccellenza riconosciuta a livello internazionale. In un contesto geopolitico e tecnologico sempre più complesso, la sicurezza rappresenta un fattore abilitante fondamentale e lo sviluppo di competenze qualificate è essenziale per rafforzare la resilienza e la competitività delle imprese. Investire nell'alta formazione significa contribuire in modo concreto alla crescita di professionalità in grado di affrontare le sfide globali presenti e future”, ha aggiunto. Altro tassello fondamentale nel sistema della sicurezza è costituito dalla Polizia postale che previene e contrasta il cybercrimine e tutela la sicurezza delle comunicazioni. Del nuovo quadro normativo e del bilanciamento tra pubblica sicurezza e sicurezza nazionale ha parlato il direttore del servizio della Polizia Postale e della sicurezza Cibernetica Ivano Gabrielli: “La sicurezza cibernetica oggi è uno degli assetti principali a cui deve guardare la sovranità degli stati. Presidiare le infrastrutture critiche e tecnologiche e i domini cibernetici dal punto di vista delle interrelazioni che avvengono nel mondo delle imprese e istituzioni è centrale in tutte le agende politiche del mondo occidentale. Bisogna infatti avere competenza nel comprendere chi fa cosa, quali siano le interazioni, soprattutto all’interno di un quadro normativo molto complesso. I professionisti che si formano al master in Homeland Security Ucbm hanno la capacità di orientarsi tra le istanze della tecnica e quelle della compliance giuridica per poter costruire al meglio le architetture di sicurezza destinate a supportare e perimetrare le attività economiche e della pubblica amministrazione”. Il master in 'Homeland security Ucbm – sistemi, metodi e strumenti per la security e il crisis management', mira a formare tecnici e professionisti in grado di supportare il processo di analisi delle esigenze di sicurezza, di identificazione delle contromisure da adottare e di progettare e sviluppare soluzioni integrate per ciò che riguarda l’attuazione, la gestione e l’esercizio di procedure e sistemi di sicurezza. Il Master è articolato in attività didattica, tirocinio formativo e project work per complessivi 60 crediti (Cfu) e un totale di 1500 ore. Nei suoi sedici anni di vita il master in Homeland Security Ucbm ha formato e avviato oltre 450 figure oggi attive nelle più importanti realtà industriali italiane, dove garantiscono la sicurezza delle infrastrutture e la continuità dei servizi.

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Tech, esperto Temporelli: “sistemi per trattamento acqua possono risolvere problemi inquinamento”

(Adnkronos) - “I sistemi di trattamento dell'acqua possono risolvere tutti i problemi legati all'eventuale inquinamento. I sistemi di trattamento al punto d'uso, cioè quelli installati al rubinetto, vengono utilizzati principalmente per migliorare le caratteristiche organolettiche dell'acqua. Tuttavia, grazie all'adozione di particolari elementi filtranti, come i carboni attivi, membrane o microfiltri, possono anche rimuovere eventuali sostanze indesiderabili. L'importante, in questi casi, è la manutenzione periodica che deve essere effettuata e affidarsi per l'acquisto e la manutenzione ad aziende qualificate e a personale adeguatamente formato”. Sono le parole di Giorgio Temporelli, esperto in normativa e tecnologie per il trattamento delle acque, al talk organizzato oggi a Milano da Culligan, ‘L’acqua del futuro è smart’. “Va sfatato il mito che l'acqua calcarea, cioè l'acqua dura, faccia venire i calcoli renali, che è il pensiero più diffuso. I calcoli renali sono formati essenzialmente da ossalato di calcio, che è prodotto dal metabolismo della persona, piuttosto che ingerito attraverso cibi e vegetali, mentre il calcare presente nell'acqua è carbonato di calcio e non c'entra nulla. Calcio e magnesio fanno bene alla salute umana - spiega l’esperto Temporelli - Diverso è , invece, l’impatto del calcare sulla tecnologia. Sappiamo, infatti, che gli impianti soffrono per la presenza di calcare. Questa problematica l può essere ridotta con l’adozione di opportune tecnologie, come gli addolcitori”. “I Pfas sono considerati inquinanti eterni e da almeno dieci anni se ne parla in modo approfondito. Sono sostanze molto pericolose poiché estremamente persistenti nell'ambiente, grazie alla loro composizione, il legame fluoro-carbonio, che le rende praticamente indistruttibili. Essi permangono nell'ambiente e sono presenti ovunque, anche nelle fonti di alimentazione come cibi e acqua - illustra - Un dato che desta particolare preoccupazione. La nuova normativa li attenziona infatti con tre parametri. I Pfas si possono rimuovere efficientemente - e questo è stato visto dai gestori di acquedotto - con i carboni attivi o, per quelli con la catena ultra corta, con tecnologie più spinte, come l'osmosi inversa”. “Similmente ai Pfas, anche le microplastiche sono considerate inquinanti eterni e si accumulano nell'ambiente - sottolinea Temporelli - La loro presenza nell'acqua è accertata e ci sono molti studi che attestano che l'ingestione di microparticelle di plastica si aggira nell'ordine delle decine di migliaia all'anno. Per rimuoverle dall’acqua servono sistemi di microfiltrazione o ultrafiltrazione, dato che si tratta di particelle solide con dimensioni micrometriche”, conclude.

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