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(Adnkronos) - Sono attesi nella mattinata di oggi, martedì 13 gennaio, in Italia Alberto Trentini e Mario Burlò, i due italiani rilasciati ieri dopo essere stati detenuti per oltre un anno in Venezuela senza alcun capo di imputazione formale. "Sono in partenza per l'Italia e non vedo l'ora di riabbracciare la mia famiglia", ha detto ieri sera al Tg1 il cooperante veneziano Trentini. Sono qui nella residenza dell'ambasciata italiana a Caracas. Sono libero. Desidero ringraziare il presidente del Consiglio, il governo, il ministro degli Esteri Tajani, il corpo diplomatico che si è attivato e ha portato a termine la liberazione mia e di Mario". Anche l'imprenditore torinese Burlò, ha ringraziato "il governo l'ambasciatore, l'arcivescovo e tutte le autorità che hanno portato me e Alberto in libertà" dopo "14 mesi trascorsi in un carcere venezuelano ingiustamente. Vi ringrazio moltissimo e non vedo l'ora di tornare in Italia e riabbracciare la mia famiglia". “Stiamo andando a Roma", ha annunciato ieri sera a 'Il Cavallo e la torre' su Rai 3, Alessandra Ballerini, avvocata della famiglia Trentini a cui la mamma di Alberto ha rilasciato la prima dichiarazione. "Ho difficoltà ad esprimermi perché la gioia è immensa per la notizia di stanotte e potete immaginare come stiamo vivendo anche queste ore”, ha detto Armanda Colusso ringraziando il programma condotto da Marco Damilano: “Voglio darvi un merito, ci avete aiutato con la vostra presenza anche silenziosa ad arrivare al risultato che abbiamo ottenuto, grazie di cuore. E vorrei abbracciarvi tanta è la mia riconoscenza”. "È stata dura, abbiamo temuto il peggio perché per 11 mesi, fino a ottobre, non lo abbiamo sentito", ha detto Gianna Burlo', figlia dell'imprenditore torinese in un'intervista, pubblicata dal quotidiano online TorinoToday. "La speranza è stato l'amore che proviamo per lui e, quindi, siamo andati avanti e dentro di me sentivo che papà fosse vivo perché è sempre stato forte. La primissima cosa che ci siamo detti? E' che ci manchiamo", ha aggiunto la giovane sottolineando: "Papà è una persona forte, generosa, che sa sempre aiutare gli altri e io non vedo l'ora che torni a casa". Ad annunciare la liberazione di Trentini e Burlò è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha parlato di una "svolta" grazie alla decisione della presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, di liberare i prigionieri politici. "Siamo felici per la liberazione dei due italiani, con Trentini il più conosciuto e per il quale c'era anche un movimento di opinione pubblica che ne chiedeva la liberazione", ha detto Tajani in conferenza stampa alla Farnesina, ricordando che "abbiamo ancora 42 italo-venezuelani detenuti, quelli con solo passaporto italiano sono tutti fuori". Tra questi, "quelli politici sono 24", ha specificato, e "adesso lavoriamo per fare in modo che vengano liberati". Tajani ha anche sottolineato come "è importante che siano cambiate le relazione tra Venezuela e Italia. La decisione della presidente Rodriguez di liberare i cittadini italiani è un segnale molto forte che va nella direzione di un cambio di passo". Insieme alla premier Giorgia Meloni, "l'abbiamo accolta come una novità importante - ha proseguito il vicepremier - e una prima risposta è quella d'innalzare il livello della nostra rappresentanza diplomatica: abbiamo deciso di elevare il livello del nostro capo delegazione a Caracas da incaricato d'affari ad ambasciatore. Questo è un segnale politico importante e una risposta positiva al messaggio di Caracas". Subito dopo l'annuncio della liberazione degli italiani il presidente della Repubblica Sergio Mattarella - secondo quanto si apprende dal Quirinale - ha chiamato la madre di Alberto Trentini per dirle che, dopo aver condiviso la sofferenza e l’attesa sua e di suo marito, condividiamo tutti la loro felicità. Ad accogliere "con gioia e soddisfazione la liberazione dei connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò" anche la premier Giorgia Meloni. "Desidero esprimere, a nome del governo italiano - aggiunge Meloni -, un sentito ringraziamento alle Autorità di Caracas, a partire dal residente Rodriguez, per la costruttiva collaborazione dimostrata in questi ultimi giorni e a tutte le istituzioni e alle persone che, in Italia, hanno operato con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo importante risultato", conclude la presidente del Consiglio.
(Adnkronos) - Prende il via a Bologna, il 14 e 15 gennaio, la 22ª edizione di Marca by BolognaFiere & Adm, la fiera internazionale dedicata alla marca del distributore, oggi riconosciuta come appuntamento irrinunciabile per l’intero ecosistema della private label. L’evento apre l’anno del retail e riunisce industria, distribuzione moderna organizzata e filiera in un contesto orientato al business, al confronto strategico e all’innovazione. I numeri dell'edizione 2026 confermano una crescita sostenuta: 10 padiglioni (+19% di superficie espositiva), 28 insegne della dmo con stand, 1.540 espositori e 25.000 visitatori attesi, con oltre 5.000 buyer profilati da Europa, Medio Oriente, Nord Africa, Nord America, Latam e Asia. Una dimensione che consolida il posizionamento di Marca by BolognaFiere & Adm come manifestazione unica nel panorama fieristico internazionale, la sola in cui i retailer sono anche espositori e attori centrali del dialogo con l’industria. Organizzata da BolognaFiere e Adm-Associazione della distribuzione moderna, Marca integra in un unico format aree espositive e contenuti di approfondimento capaci di coprire l’intero universo della marca commerciale: food, fresco, non food, packaging, servizi e soluzioni per la filiera. Un ecosistema completo che connette ogni anello della catena del valore e rende la manifestazione un punto di riferimento decisionale per la dmo italiana e internazionale. Marca by BolognaFiere & Adm 2026 si apre in un contesto di mercato che conferma il ruolo sempre più strategico della marca del distributore. Nel perimetro omnichannel, la quota di mercato della Mdd è balzata dal 26,6% del 2019 al 30,4%, con una proiezione di fatturato pari a 31,5 miliardi di euro per il 2025 (fonte: elaborazione Teha group su dati Circana, 2026). Un’evoluzione strutturale che segna il passaggio della Mdd da leva tattica di convenienza a strategia di lungo periodo, capace di sostenere i consumi alimentari e non alimentari in un contesto economico nazionale a bassa crescita. "La significativa performance della Mdd nel 2025 conferma quello che osserviamo ogni anno a marca: la Mdd è diventata il laboratorio dell'innovazione della dmo e i consumatori la scelgono sempre di più per qualità e fiducia, non più solo per convenienza economica", dichiara Rossano Bozzi, direttore business unit di BolognaFiere. "La crescita esponenziale di Marca by BolognaFiere & Adm certifica l'unicità della manifestazione come punto di riferimento del settore Private Label a livello internazionale e come piattaforma strategica dove si definisce il futuro della distribuzione europea". L'edizione 2026 rafforza ulteriormente gli asset distintivi che rendono Marca un unicum nel panorama fieristico internazionale: Marca fresh raddoppia la superficie espositiva e arriva a oltre 80 espositori, confermando l'eccellenza italiana nel fresco come benchmark europeo; Marca tech presidia l'intera filiera upstream, dal packaging alla logistica, posizionata quest'anno in sinergia con Marca fresh nel padiglione 19; Marca trend, la nuova area dedicata all'innovazione, ospita i finalisti dei Marca awards: best innovation product per le migliori innovazioni di prodotto e best copacker profile per l'eccellenza dei partner produttivi. Cresce anche la dimensione internazionale della manifestazione, culmine di un progetto permanente che include Marca Poland e Marca China. L’International Buyers Program realizzato in collaborazione con Agenzia ICE porterà a Bologna buyer selezionati da Europa, Medio Oriente, Nord Africa, Nord America, Latam e Asia. La Preview del 13 gennaio, interamente dedicata al business matching con gli espositori e i buyer esteri, anticipa l’apertura ufficiale e consolida il ruolo di Marca by BolognaFiere & Adm come piattaforma di networking globale. Infine, il programma convegnistico offrirà momenti di approfondimento di alto profilo. Il 14 gennaio il convegno organizzato da Adma-Associazione distribuzione moderna, durante il quale sarà presentato il position paper elaborato da Teha-Ambrosetti con la partecipazione di Ipsos, aprirà i lavori alla presenza delle autorità istituzionali, seguito nel pomeriggio dalla tavola rotonda Conai sul nuovo Regolamento Ppwr e le sue implicazioni per imprese e Dmo. Il 15 gennaio sarà protagonista il 22° Rapporto Marca di Circana, riferimento fondamentale per analizzare le dinamiche del settore, affiancato dall'Osservatorio non food di GS1 Italy su esperienze d'acquisto frictionless e intelligenza artificiale, in un palinsesto denso di workshop tecnici sui temi più attuali per il retail. "Marca by BolognaFiere & Adm 2026 non è solo una fiera: è il momento decisionale della Dmo italiana e l'unico ecosistema capace di connettere l'intera filiera della mdd", conclude Antonella Maietta, exhibition manager della manifestazione. "L’appuntamento inaugura l'anno della marca commerciale: è qui che si anticipano i trend, si definiscono le strategie e si costruiscono le relazioni che guideranno il mercato nei dodici mesi a venire".
(Adnkronos) - Più caldo e, insieme, una riduzione media delle precipitazioni entro la fine del secolo in tutto il bacino del Mediterraneo e in Italia dove questi cambiamenti saranno accompagnati da un marcato incremento della frequenza degli eventi estremi con temporali intensi e alluvioni improvvise soprattutto durante la stagione autunnale sulle Alpi. È quanto emerge da uno studio Enea. “Abbiamo utilizzato proiezioni climatiche regionali ad altissima risoluzione (fino a 5 km) che, come una lente di ingrandimento, ci hanno permesso di conoscere con estrema precisione gli impatti attesi al 2100, soprattutto in relazione agli eventi estremi e ai fenomeni locali - spiega la coordinatrice dello studio Maria Vittoria Struglia, ricercatrice del Laboratorio Enea Modelli e servizi climatici - Le proiezioni climatiche regionali sono uno strumento estremamente utile per stimare in modo più affidabile gli impatti del cambiamento climatico su scala locale. Consentono inoltre di progettare strategie di adattamento mirate, che tengano conto delle specificità territoriali e stagionali”. Il team Enea ha realizzato simulazioni sia per il clima passato (1980-2014), utili a quantificare le variazioni già in atto, sia per il clima futuro (2015-2100), utilizzando tre scenari socioeconomici e climatici di riferimento. Gli scenari spaziano da quelli in cui vengono attuate politiche di sostenibilità ambientale a quelli in cui le politiche di decarbonizzazione non sono centrali nei modelli di sviluppo. Sulla base di queste proiezioni, sono stati stimati gli effetti del cambiamento climatico sulla temperatura superficiale e sulle precipitazioni in Italia. Secondo lo studio, nelle aree montuose si prevede un aumento delle temperature estive con punte fino a +4,5 °C e fino a +3,5 °C in autunno nello scenario a più elevato impatto. Si tratta di un riscaldamento significativo che, in queste zone, non è riprodotto dai modelli globali a bassa risoluzione. Sul fronte delle precipitazioni il clima tenderà a diventare generalmente più secco in tutte le stagioni, in particolare durante l’estate. Tuttavia, nei due scenari più critici, ci si attende un aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi meteorologici estremi soprattutto sull’Italia settentrionale e, in particolare, nelle zone alpine e subalpine. Entrando nel dettaglio delle elaborazioni Enea, alla fine del secolo (2071-2100), in inverno si potrebbe verificare un aumento dell’intensità delle precipitazioni soprattutto nelle Alpi occidentali, a differenza delle Alpi orientali dove si registra una lieve diminuzione; mentre nell’Italia meridionale l’intensità diminuirà, con un calo particolarmente marcato sui rilievi principali della Sicilia. In primavera il quadro è simile a quello invernale, ma con un aumento più diffuso dell’intensità sull’intero arco alpino. In estate viene rilevata una diminuzione generalizzata dell’intensità delle precipitazioni estreme, soprattutto lungo le coste tirreniche. In autunno, nello scenario più severo, infine, si registra un aumento significativo dell’intensità delle piogge estreme su gran parte del territorio italiano, con incrementi più marcati nelle aree in cui gli impatti climatici previsti risultano già più intensi (Nord Italia). La simulazione regionale ad alta risoluzione mostra un cambiamento delle precipitazioni diverso - e in alcune aree persino opposto - rispetto a quanto previsto dal modello globale a bassa risoluzione. “Negli ultimi anni, lo sviluppo di tecnologie sempre più potenti ha reso possibile proiezioni climatiche regionali molto più dettagliate che hanno permesso di valutare gli impatti locali del cambiamento climatico e dei rischi connessi al clima, nonché supportare politiche di adattamento e mitigazione. Questo rappresenta un progresso significativo per la regione mediterranea, un hotspot climatico caratterizzato da una morfologia fortemente eterogenea (un bacino semi-chiuso circondato da rilievi montuosi alti e complessi), che richiede analisi ad alta risoluzione. La regione è infatti particolarmente vulnerabile agli impatti di fenomeni meteorologici estremi su scala locale, che possono influenzare in modo significativo il benessere e l’economia delle comunità locali”, conclude Struglia.