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Meloni in Oriente da oggi al 19, gli incontri in agenda. In Giappone rilancia l'intesa con Takaichi

(Adnkronos) - L'intesa calorosa, mostrata sotto i riflettori del G20 di Johannesburg, potrebbe trovare una nuova conferma in Giappone, tappa centrale della missione in Oriente di Giorgia Meloni, in agenda dal oggi al 19 gennaio. Sono diversi i tratti ...

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Turismo: FH55 Hotels chiude 2025 in forte crescita, consolida posizione in segmento premium

(Adnkronos) - Il 2025 si chiude come un anno chiave di riposizionamento strategico e crescita strutturata per il Gruppo FH55 Hotels, che registra risultati positivi su tutti i principali indicatori di performance, consolidando la propria posizione nel ...

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Panzavolta (Cia-Conad), fotovoltaico ma non solo per rendere i punti vendita sempre più green

(Adnkronos) - Il finanziamento da 40 milioni di euro accordato dalla Banca europea per gli investimenti alla Commercianti indipendenti associati (Cia), una delle cooperative socie del Consorzio nazionale Conad, "punta a efficientare le attività dei nostri ...

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Meloni in Oriente da oggi al 19, gli incontri in agenda. In Giappone rilancia l'intesa con Takaichi

(Adnkronos) - L'intesa calorosa, mostrata sotto i riflettori del G20 di Johannesburg, potrebbe trovare una nuova conferma in Giappone, tappa centrale della missione in Oriente di Giorgia Meloni, in agenda dal oggi al 19 gennaio. Sono diversi i tratti che accomunano la premier italiana e la sua omologa giapponese Sanae Takaichi: entrambe, innanzitutto, sono le prime donne a presiedere un governo nei rispettivi Paesi e sono alla guida di esecutivi di area conservatrice. Proprio l'incontro bilaterale tra le due leader rappresenterà il momento chiave di una missione che prenderà avvio dall'Oman, per poi proseguire nel Paese del Sol Levante e in Corea del Sud. Oggi, mercoledì 14 gennaio, Meloni sarà in visita nel Sultanato, su invito di Sua Maestà Haitham bin Tariq Al Said. Dopo il bilaterale di Manama del 3 dicembre, tenutosi a margine del Vertice del Consiglio di Cooperazione del Golfo - al quale l'Italia ha partecipato come ospite d'onore su invito del Re del Bahrein - la premier tornerà a incontrare il sovrano omanita. Al centro del colloquio, spiegano fonti italiane, l'ampliamento della cooperazione nei settori della difesa, giustizia, cultura, istruzione, ricerca, sport e politiche sociali. Non mancherà un approfondimento sui principali dossier regionali, a partire dalla situazione in Medio Oriente e nello Yemen. Le tensioni in Iran rappresenteranno infine uno dei temi più delicati all'ordine del giorno. Conclusa la tappa in Oman, la presidente del Consiglio volerà a Tokyo, dove il 16 gennaio è previsto il bilaterale con Takaichi. Il viaggio rappresenta la terza visita di Meloni in Giappone e, allo stesso tempo, la prima missione di un capo di governo europeo dopo l'insediamento della premier nipponica, avvenuto lo scorso ottobre. Come sottolineano le stesse fonti, la visita si inserisce nel quadro delle celebrazioni per il 160esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone ed è finalizzata a consolidare il dialogo politico e la cooperazione nei settori economico, industriale e tecnologico. Il Giappone è il terzo partner commerciale dell'Italia in Asia: tra gennaio e ottobre 2025 l'interscambio ha toccato i 10,4 miliardi di euro, con esportazioni italiane pari a 7 miliardi (+2,6%), sostenute soprattutto dai beni di consumo di alta gamma. È in aumento anche la presenza delle imprese italiane, con circa 170 aziende operative in particolare nei comparti della moda, del lusso e della meccanica di precisione. La missione arriva a poche settimane dalla chiusura dell'Expo Universale di Osaka 2025, che ha visto il Padiglione Italia registrare un'elevata affluenza e ottenere il massimo riconoscimento del Bie. Meloni e Takaichi adotteranno una Dichiarazione congiunta che eleva i rapporti bilaterali a Partenariato Strategico Speciale e definisce impegni concreti per accelerare il Piano d'Azione Italia-Giappone 2024-2027, in continuità con il rafforzamento delle relazioni avviato nel 2023 con l'allora premier Fumio Kishida. I colloqui affronteranno anche i principali temi di politica estera: la sicurezza dell'Indo-Pacifico, la guerra in Ucraina, il Medio Oriente e la cooperazione in Africa, ambito in cui Roma e Tokyo condividono un approccio allo sviluppo "inclusivo", rispettivamente con il Piano Mattei e l'iniziativa Ticad. Sabato 17 gennaio la presidente del Consiglio incontrerà infine, presso l'Ambasciata italiana, i vertici dei principali gruppi industriali giapponesi, per promuovere nuovi partenariati e ulteriori investimenti in Italia. Il 19 gennaio l'inquilina di Palazzo Chigi sarà a Seoul, dove incontrerà il presidente della Repubblica di Corea, Lee Jae-myung. Si tratta anche in questo caso della prima visita di un leader europeo dall'insediamento del capo dello Stato coreano, nonché della prima missione bilaterale di un premier italiano in Corea del Sud negli ultimi 19 anni. Il colloquio - il secondo dopo quello svoltosi a New York lo scorso settembre a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite - verterà sui rapporti politici, economici, industriali e culturali, oltre che sulla situazione dell'Asia orientale. Al termine dell'incontro, Meloni e Lee assisteranno alla firma di diverse intese: un accordo per rafforzare la cooperazione industriale nel settore dei semiconduttori; un memorandum sulla prevenzione e gestione delle calamità naturali, che valorizza l'esperienza della Protezione civile italiana; e un'intesa sulla tutela del patrimonio culturale. La Corea del Sud rappresenta il quarto partner commerciale dell'Italia in Asia ed è al tempo stesso il principale mercato asiatico per l'export italiano in rapporto alla popolazione. Rilevante anche la presenza delle imprese italiane, con circa 120 aziende operative nei comparti manifatturiero, dei trasporti, della logistica e del commercio, che generano un fatturato complessivo pari a 3,2 miliardi di euro. I due leader adotteranno infine una Dichiarazione congiunta volta a consolidare la cooperazione bilaterale, con particolare attenzione a scambi, investimenti e partenariati industriali ad alto contenuto tecnologico, soprattutto nel settore dei semiconduttori. (dall'inviato Antonio Atte)

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Turismo: FH55 Hotels chiude 2025 in forte crescita, consolida posizione in segmento premium

(Adnkronos) - Il 2025 si chiude come un anno chiave di riposizionamento strategico e crescita strutturata per il Gruppo FH55 Hotels, che registra risultati positivi su tutti i principali indicatori di performance, consolidando la propria posizione nel segmento premium dell’ospitalità e rafforzando la competitività delle quattro strutture del Gruppo grazie a un mix vincente di qualità dei servizi, innovazione tecnologica, attenzione al cliente e investimenti mirati che elevano l’esperienza dell’ospite a nuovi standard di eccellenza, come sottolinea Claudio Catani, vicepresident Operations, confermando l’importanza del capitale umano e della strategia nel successo dell’azienda. In un mercato dell’ospitalità in continua evoluzione, FH55 Hotels affronta il 2026 con un approccio strategico orientato all’innovazione, alla personalizzazione dell’esperienza e alla sostenibilità dei processi. La capacità di adattarsi rapidamente alle nuove esigenze dei clienti e di anticipare le tendenze di mercato costituisce la base su cui il Gruppo costruisce il proprio sviluppo futuro. "Il 2025 ha visto un aumento importante della qualità percepita dalla clientela nelle nostre strutture. A livello di Gruppo cresciamo del 6%, all’interno del quale, utilizzando l’analisi semantica, con la voce Servizio all’ospite registriamo un +7% e con la voce Esperienza un +15%", afferma Claudio Catani. Una crescita qualitativa che si traduce anche in risultati economici concreti: "Questa solida crescita - aggiunge - è accompagnata da un aumento di fatturato del 7%, mentre a livello di marginalità Gop riusciamo a performare con un +10% su base annua". In un contesto di mercato caratterizzato da una crescente pressione sui costi operativi, FH55 Hotels ha rafforzato il proprio modello di controllo e ottimizzazione dei processi. "Nel 2024 abbiamo affiancato alla contabilità generale - spiega Catani - la contabilità industriale secondo il sistema Usali: è stato fondamentale per evidenziare le aree di inefficienza e le potenzialità inespresse di marginalità. Abbiamo rivisto completamente la divisione acquisti, la marginalità sulla vendita privilegiando il TrevPar piuttosto che il ricavo medio per unità venduta, oltre al mix di clientela e di servizi alla vendita". Il risultato è una crescita della marginalità superiore alla crescita del fatturato, confermando la solidità delle scelte strategiche adottate. Cuore del piano di sviluppo è l’importante progetto di riqualificazione dell'FH55 Grand Hotel Palatino di Roma, destinato a diventare il modello di riferimento per il futuro del Gruppo. "Consideriamo l’investimento di Roma la prima pietra sulla quale costruire il rinnovamento del nostro Gruppo. Al termine dei lavori, previsto per la primavera 2027, l’investimento complessivo sarà di 27 milioni di euro", sottolinea Claudio Catani. I primi interventi hanno già dato segnali positivi: "I primi due interventi - dice - ci hanno dato le conferme che ci aspettavamo in termini di risposta dalla clientela". Parallelamente, ricorda, "tutte le altre strutture sono oggetto ogni anno di importanti upgrade e implementazioni per offrire sempre un prodotto aggiornato e distintivo". Il Gruppo FH55 Hotels continua a trovare nel Leisure Transient il segmento principale di fatturato, con un approccio sempre più orientato alla personalizzazione. "Quanto più si è in grado di personalizzare, tanto più è possibile aumentare la marginalità attraverso la vendita di servizi ancillary", evidenzia il Vpo, indicando la customizzazione dell’esperienza come leva strategica centrale per il 2026. Per rispondere alle diverse dinamiche di mercato di Roma e Firenze, FH55 Hotels ha investito in tecnologie avanzate. "Dal 2024 abbiamo inserito nei nostri sistemi software di revenue management con intelligenza artificiale, con l’obiettivo di avere robuste capacità previsionali sulla capacità di spesa e massimizzare il RevPar per ciascuna destinazione", dice ancora. Un approccio che mantiene centrale anche il rapporto con i partner commerciali: "Siamo molto attenti alla filiera di pricing per consentire ai nostri partner di operare con soddisfazione sul mercato", rimarca Catani. Il turismo congressuale rappresenta un asse strategico per il Gruppo, che può contare su due importanti centri congressi a Firenze e Roma. "Globo Mediterraneo Firenze e Globo Palatino Roma possono ospitare fino a 600 delegati, con 15 sale riunioni e ampie aree espositive. Il segmento Mice, per sua natura 'residente', contribuisce in modo significativo all’aumento del TrevPar", ricorda il manager. Gli investimenti recenti confermano l’attenzione alla qualità tecnologica e al comfort: "A Roma abbiamo installato un Led Wall di ultima generazione ad altissima risoluzione e un nuovo sistema audio; a Firenze abbiamo completamente rivisto l’insonorizzazione delle sale", riferisce. Il Gruppo guarda ora ai prossimi due anni con ambizione e concretezza. "Abbiamo sul tavolo alcuni dossier con progetti di fattibilità già in fase avanzata, che crediamo possano portare valore al Gruppo. I prossimi 24 mesi saranno molto importanti per la loro attuazione", conclude Catani.

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Panzavolta (Cia-Conad), fotovoltaico ma non solo per rendere i punti vendita sempre più green

(Adnkronos) - Il finanziamento da 40 milioni di euro accordato dalla Banca europea per gli investimenti alla Commercianti indipendenti associati (Cia), una delle cooperative socie del Consorzio nazionale Conad, "punta a efficientare le attività dei nostri punti vendita" e si inserisce nel piano complessivo da 80 milioni promosso da Cia. Lo sottolinea all'Adnkronos Luca Panzavolta, amministratore delegato di Cia-Conad, spiegando che uno dei principali interventi sarà quello di moltiplicare gli impianti fotovoltaici presenti nel punti vendite. "Già oggi abbiamo già un'ottantina di negozi dotati di impianti fotovoltaici ma vorremmo superare quota 100, quindi vicini al 50% della nostra rete associata" continua. Ma si vuole - aggiunge - anche "intervenire sul raffreddamento dei negozi, dal gas non inquinante all'efficientamento dei sistemi, che non solo consentono un risparmio energetico importante ma migliorano anche il microclima dentro il punto vendita". Panzavolta ricorda come Cia-Conad "produce un bilancio di sostenibilità già da 2 anni, lo facciamo per l'impegno che abbiamo assunto nei confronti dei nostri soci e dei nostri stakeholder. Con il bilancio 2025, che presenteremo nel prossimo maggio, illustreremo gli impegni che ci siamo assunti e presenteremo una rendicontrazione di quanto fatto nei nostri impianti". "D'altronde - ricorda - per una azienda la sostenibilità non è più una scelta ma un obbligo. E noi lo sentiamo come tale anche dal punto di vista sociale, del territorio, delle nostre comunità e dei nostri soci". Grazie agli interventi attuati e a quelli in corso, aggiunge, " per l'impatto sull'ambiente di un nostro punto vendita crediamo di essere vicini a -30% rispetto a dieci anni fa. Senza dimenticare che questo lavoro rende più sostenibile il business dei singoli punti vendita: certo gli interventi di efficientamento costano, ma è un investimento da cui i nostri associati rientrano nel corso degli anni". "Il nostro modello - sottolinea - è la dimostrazione che si possono ottenere ottimi risultati quando si è inseriti in una rete efficiente : noi forniamo aiuti ai nostri soci con finanziamenti per gli impianti fotovoltaici e convenzioni con le aziende installatrici, e questo consente ai soci di massimizzare i risparmi possibili, senza contare altri vantaggi come l'economia di scala, gli acquisti collettivi e le attività di marketing comuni". Il manager riconosce come "c'è poi un ritorno di immagine verso i clienti perché oggi l'attenzione a queste cose da parte dei consumatori, soprattutto quelli più giovani, è molto forte". " Panzavolta evidenzia poi i risultati ottenuti sulla riduzione degli imballaggi inutili grazie alla forte presenza di prodotti a marchio Conad: "La nostra cooperativa è fra quelle con la quota più alta in Italia di prodotti con il nostro marchio, quest'anno abbiamo superato il 41% di fatturato". Questo offre un duplice beneficio "da una parte perché il prodotto a marchio costa meno mediamente di quello 'industriale' e poi perché in questi anni abbiamo fatto molto per rendere riciclabili o recuperabili gli imballaggi o comunque limitarli. Credo che sia vicino il traguardo del 75% di imballaggi biodegradabili o riciclabili, che era il nostro obiettivo". "Certo, non puo' essere solo un impegno della distribuzione ma deve essere anche delle industrie: credo però - conclude- di poter dire che su questo in generale la sensibilità è molto aumentata "

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