ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - “Ho letto i lanci delle agenzie sul messaggio che Leone XIV questa mattina ha inviato all’Accademia delle scienze sociali della Santa Sede. Un messaggio splendido, sul potere, che ancora una volta rende evidente il debito di riconoscenza che nei confronti del Papa deve nutrire e avvertire il mondo, per i suoi richiami in questo periodo così difficile e travagliato”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale gli studenti delle scuole di giornalismo. Il messaggio di oggi di Papa Leone XIV sul potere “mette in guardia dal pericolo dell’autoesaltazione. Mi torna in mente quando in questo salone, 8 o 9 anni fa, uno studente delle scuole superiori mi ha chiesto come si fa a resistere alle tentazioni del potere. Ho risposto che il potere, per chi ricopre ruoli di vertice dello Stato, dei sistemi sociali, può in effetti inebriare e far perdere l’equilibrio. Ma vi sono due antidoti; il primo istituzionale, l’equilibrio tra i poteri, la distribuzione delle funzioni di potere dello Stato tra i vari organi costituzionali. Il secondo è rimesso alla coscienza personale, individuale ed è un’alta capacità di autoironia. E’ preziosa. Se i cosiddetti potenti della terra ne facessero un po’ di uso, anche in piccole dosi, il mondo ne avrebbe grande giovamento e loro stessi eviterebbero tante difficoltà e motivi di imbarazzo”, ha detto il presidente della Repubblica. Incontrando gli studenti delle scuole di giornalismo il capo dello Stato ha parlato del servizio pubblico, sottolineando che “non è accettabile che tuttora, dopo un anno e mezzo, il servizio pubblico televisivo manchi dell’assetto dei propri organi amministrativi con la commissione parlamentare di Vigilanza non posta nelle condizioni di poter espletare le sue funzioni. Così come va posto riparo al ritardo nell’applicazione del Media information act, approvato dal Parlamento europeo e dai Governi riuniti nel Consiglio europeo sin dalla primavera del 2024”. “L’informazione libera e indipendente è premessa di democrazia”, ha detto Mattarella al Quirinale. “Repubblica e Costituzione ci hanno offerto un percorso che unisce due elementi: libertà e responsabilità, elementi inscindibili in qualsiasi ambito della vita, resi evidenti per il giornalismo dal carattere di professione intellettuale”, ha sottolineato il presidente della Repubblica. “Se viene impedita la presenza o limitata l’operatività dei giornalisti nei luoghi in cui i fatti avvengono - si pensi ai teatri di guerra e, quindi, anche ai giornalisti caduti nell’adempimento della loro missione - in quei casi, prevale una narrazione artefatta, piegata agli interessi dei contendenti. Quanti contenuti realizzati con escamotages cognitivi vengono diffusi nelle piattaforme che alimentano le agorà digitali, con il trionfo delle pseudo verità!”, ha affermato il capo dello Stato. “I giornalisti - ha aggiunto - non sono in campo per rendere verosimili le narrazioni. Sono, invece, testimoni di verità, antidoti ai tentativi di manipolazione delle opinioni pubbliche. Una immensa responsabilità”. “State approfondendo il rapporto tra professione giornalistica e verità - ha detto ancora incontrando gli studenti delle scuole di giornalismo - Sappiamo quanto la domanda di verità rischi oggi di inciampare in risposte fuorvianti, in un mondo governato da tecnologie che, confondendo comunicazione e informazione, assottigliano sempre più i confini tra vero, verosimile e falso. Demarcare quei confini è compito affidato al giornalista, testimone diretto, mediatore tra i fatti e la loro rappresentazione e, in forza di questo, protagonista nella vita della società e dello stesso processo democratico”. “Gli editori sanno di impegnarsi in un settore vitale per la democrazia; fanno impresa, naturalmente, ma quel che ne è al centro non è un mero prodotto, bensì un bene pubblico”, ha aggiunto il presidente della Repubblica, che ha inoltre ricordato come sia “peculiare” l’ordinamento professionale dei giornalisti, “distinto dagli altri che esistono: il rapporto non è con un cliente al quale si propone una prestazione perché lo scopo è la tutela di un bene pubblico dei cittadini, l’informazione”. Poi l'Ia. “In un orizzonte in cui l’Intelligenza Artificiale sta conquistando un ruolo sempre più diffuso se non addirittura egemone nella nostra esistenza” si rivela “ancora più urgente la riflessione sul rapporto con la verità - ha scandito - Occorre un’adeguata consapevolezza morale per rendere possibile il suo utilizzo a beneficio dell’umanità, con la definizione di regole. Come quelle messe in campo dall’Unione europea per il governo dell’Intelligenza Artificiale senza che essa si trasformi in uno strumento di dominio da parte di giganti tecnologici che pretendono di sostituirsi agli Stati sovrani e all’ordinamento internazionale”. “Le trasformazioni in atto nel mondo dell’informazione interrogano anche i giornalisti e sollecitano a rifuggire dal rischio di indolenza o di negligenza: le trasformazioni non mutano la natura della professione, anzi, ne accentuano, piuttosto, le responsabilità”, ha affermato il presidente della Repubblica. “Joseph Pulitzer - ben noto per il Premio prestigioso a lui intitolato - ungherese emigrato negli Stati Uniti, protagonista di un forte impulso ai corsi di giornalismo della Columbia University, usava - ha ricordato Mattarella - un’espressione enfatica ma efficace per definire il ruolo del giornalismo: ‘Il giornalista è il ponte di comando sulla nave dello Stato. Prende nota di tutte le vele di passaggio e di tutte le piccole presenze di qualche interesse che punteggiano l’orizzonte quando c’è bel tempo. Riferisce di naufraghi alla deriva che la nave può trarre in salvo. Scruta attraverso la nebbia e la burrasca per allertare sui pericoli incombenti’”. “In questo tempo di guerre, di conflitti, di contrasti, molte nebbie e burrasche ci circondano ed energie vengono richieste perché emerge qualche pericolo. Ai giornalisti in attività, oggi, e a voi, aspiranti giornalisti e giornaliste, nel prossimo futuro - donne e uomini, in indispensabile, assoluta, effettiva parità - sta il compito - ha concluso Mattarella - di diradare quelle nubi, quelle burrasche, affermando sempre la verità della realtà”.
(Adnkronos) - La filiera Legno-Arredo chiude il 2025 con un fatturato alla produzione che supera i 52,2 miliardi di euro, segnando una crescita dell’1,4% rispetto al 2024, confermando una fase di stabilizzazione, dopo il rallentamento del biennio precedente. Filiera che, ad oggi, conta oltre 62.000 imprese e più di 292.000 addetti, rappresentando il 4,3% del fatturato manifatturiero nazionale, il 14,5% delle imprese e il 7,6% degli addetti, con un contributo al Pil pari al 2,3%. A sostenere la crescita del 2025 è soprattutto il mercato interno, che raggiunge quasi 33 miliardi di euro (+2%), grazie alla tenuta del comparto residenziale e a una maggiore dinamicità del non residenziale, nonostante il progressivo ridimensionamento degli incentivi fiscali legati alla casa. Le esportazioni si mantengono sostanzialmente stabili (+0,4%) per oltre 19,3 miliardi di euro. In un contesto internazionale complesso e segnato da andamenti disomogenei tra mercati maturi e nuove destinazioni, la fotografia che esce dai Consuntivi elaborati dal Centro Studi di FederlegnoArredo è quella di una filiera nel complesso resiliente, con una certa solidità del mercato interno. “Il 2025 - commenta il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin - segna pertanto un ritorno alla crescita per la nostra filiera, ma è molto probabile che si tratti di un equilibrio fragile, momentaneo. E non potrebbe essere diversamente, dato il contesto economico e geopolitico così complesso e sottoposto a cambi repentini di scenario che rendono praticamente vana ogni previsione o ragionamento a lungo termine". Per Feltrin, “va altresì evidenziato come un andamento complessivamente positivo della filiera sia sostenuto in larga parte dal mercato interno, che quindi sembra aver risentito meno del previsto dello stop agli incentivi fiscali legati all’edilizia. Mentre l’export evidenzia segnali di rallentamento nei mercati tradizionali, a partire da Stati Uniti (2 miliardi) e Francia (2,9 miliardi) che chiudono il 2025 rispettivamente a -3,9% e -1,5%. Gli Stati Uniti, che rappresentano quasi il 75% dell’export della filiera nel continente, con una quota del 10,7% sul totale, condizionano in modo determinante l’andamento complessivo dell’area”. “Se il tutto si risolve a breve termine rientreranno gli aumenti. Abbiamo visto stanotte dopo l'annuncio che tutti speravamo arrivasse, il petrolio è sceso di un 15%. Quindi direi che se questi 15 giorni porteranno un po' di sale in zucca alle persone che stanno trattando, per arrivare non solo ad una tregua, ma alla pace, questo darà un segno molto importante proprio sull'energia, che è il principale motore e tranquillizzerà i mercati” ha aggiunto Feltrin a margine. “Il costo dell'energia incide sui trasporti - ha sottolineato - e le difficoltà di navigazione hanno fatto sì che allungassero le rotte di consegna per l'oltreoceano, sia in esportazione ma anche in importazione. I primi aumenti ci sono già stati nei pannelli, questi sono i primi segnali che noi riscontriamo. Siamo una filiera che ragiona a valle e quindi avremo un po' di tempo prima di vedere veramente tutti gli effetti e l'impatto, della crisi internazionale”. Il business, ha rimarcato ancora Feltrin, “ha bisogno di tranquillità. L’Europa deve fare la presenza più importante, anche perché ha il physique du role per poter sostenere il confronto con l'America e con tutte le altre forze in campo. Quello che chiediamo all'Europa, e che va al di fuori del conflitto in se stesso, è la difesa del mercato europeo”. Per quanto riguarda l’export della filiera Legno e Arredo, l’Europa, nel 2025 si conferma il primo sbocco commerciale, coprendo oltre il 66% del totale: la Francia, seppur mantenendo il primo posto della Top Ten, è in lieve flessione dopo gli anni di forte crescita; la Germania (1,9 miliardi) ha avuto segnali di ripresa soprattutto nella seconda parte dell’anno che le consentono di chiudere il 2025 a + 2%. Sono alcuni dei dati resi noti da FederlegnoArredo. Prosegue l’andamento positivo della Spagna (864 milioni) a +1,7% che supera nella Top Ten la Svizzera (860 milioni) mentre extra Ue il Regno Unito (1,3 miliardi) registra una crescita sostenuta del +3,7%. Gli Emirati Arabi Uniti, (497 milioni) grazie al dato positivo del 2025 (+5,8%), opposto a quello cinese (-5,9%), guadagnano la settima posizione proprio sulla Cina (465 milioni). Infine, Austria e Paesi Bassi chiudono la Top Ten con un + 0,2% e un +7,1%. “Come possiamo vedere - sottolinea il presidente di FedrlegnoArredo, Claudio Feltrin - l’export nel suo complesso riesce al momento a tenere, seppur cambiando la geografia di riferimento della nostra filiera: rallentano mercati storici come Francia e Stati Uniti, mentre crescono ad esempio l’Africa (+13,8%), gli Emirati Arabi (+5,8%), il Canada (+6,9%). Dagli Usa arriva intanto un campanello d’allarme che dobbiamo attenzionare: l’export di mobili a gennaio 2026 registra una flessione del -28,5% rispetto a gennaio 2024. Allo stesso tempo l'Ue ha visto aumentare le importazioni dalla Cina dell’1,3% mentre gli altri paesi extra Ue, esclusa la Cina, calano dell’1,6% con una sostituzione nelle quote di mercato. Capiremo nei prossimi mesi se si tratta di un’eccezione o di un trend, in ogni caso è un segnale chiaro della necessità di diversificare sempre di più la nostra presenza internazionale, riuscendo a intercettare nuove opportunità in mercati meno tradizionali”. Per Feltrin “Resta pertanto centrale il tema della competitività internazionale, per cui servono politiche industriali e di sostegno all’export per diversificare e consolidare i risultati che consentano al design Made in Italy di contribuire ancora attivamente alla bilancia commerciale del nostro Paese. Questa trasformazione rappresenta al tempo stesso una sfida e un’opportunità. Il Salone del Mobile di aprile rappresenta pertanto un appuntamento ancor più strategico per aziende di ogni dimensione: è il luogo in cui, con il minimo sforzo, si ottiene il massimo risultato nel confronto diretto con il mercato. Non esiste alternativa fisica, digitale o show room capace di offrire la stessa concentrazione di opportunità e visibilità, niente ha la stessa potenza e potenzialità”. Per quanto riguarda l’area Mediorientale interessata direttamente o indirettamente dalla guerra, si evidenzia che quell’area rappresenta il 7% delle esportazioni totali della filiera e a fine 2025 ha segnato un -1,5% complessivo, nonostante il contributo positivo di Emirati Arabi Uniti e Israele che non sono stati però sufficienti a compensare la flessione dell’Arabia Saudita (-19,7%). Si tratta di dati antecedenti lo scoppio della guerra che evidenziano come l’area – esclusa appunto l'Arabia Saudita - cresce del 3,3%. Il macrosistema Arredamento chiude il 2025 con un fatturato di oltre 27,7 miliardi di euro (+0,9%). Determinante il contributo del mercato italiano (+2,7%), pari a 13,5 miliardi di euro, mentre le esportazioni (14,2 miliardi di euro) registrano una lieve flessione (-0,8%), risentendo delle difficoltà nei principali mercati, in particolare Stati Uniti e Francia. Sono alcuni dei dati resi noti da FederlegnoArredo. La Francia, prima destinazione, chiude l’anno a -1,6%, ma sono gli Stati Uniti, secondo mercato assoluto e primo extraeuropeo, a subire la flessione più importante (-4,9% per 83 milioni di euro in meno rispetto al 2024). Stabile la Germania, terza (-0,1%), mentre il Regno Unito, quarto, registra un +1,7%. Il saldo commerciale resta comunque ampiamente positivo e in crescita, sfiorando i 9 miliardi di euro, confermando il ruolo strategico dell’arredo nella bilancia commerciale della filiera. Le imprese nel 2025 sono poco sopra le 20.200, per oltre 138.500 addetti. Il sistema Arredobagno si distingue per una crescita del +2,1%, raggiungendo un fatturato di poco inferiore ai 4,3 miliardi di euro. Il risultato è sostenuto sia dal mercato interno (+2%) sia dalle esportazioni (+2,2%), che tornano a crescere grazie soprattutto alla domanda europea, con la Germania in forte espansione. Andamento positivo anche per il comparto delle Cucine, che nel 2025 supera i 3 miliardi di euro di fatturato (+1,5%). In questo caso la crescita è trainata esclusivamente dal mercato italiano (+5%), mentre le esportazioni registrano una flessione (-5%), risentendo in particolare del rallentamento dei principali mercati esteri, tra cui Francia e Stati Uniti. Nel complesso, entrambi i comparti evidenziano come la domanda interna continui a rappresentare un fattore chiave di stabilità per il settore, in un contesto internazionale ancora incerto, ma al tempo stesso confermano la necessità di rafforzare il posizionamento sui mercati esteri per sostenere la crescita nel medio periodo. Il macrosistema Legno (compreso il Commercio Legno) registra un fatturato di 24,5 miliardi di euro (+1,9%), con una crescita trainata prevalentemente dall’aumento dei prezzi più che dei volumi, evidenziando una domanda ancora debole; le esportazioni mostrano un buon andamento (+3,6%), ma resta penalizzato dal forte incremento delle importazioni (+13,6%).
(Adnkronos) - È online il terzo episodio di "Amazing - idee e buone pratiche per una città sostenibile", il podcast realizzato da Ama e Adnkronos per una vita più green. Nel terzo episodio della serie, "Sicurezza e decoro urbano: l'evoluzione del presidio del territorio", si parlerà di quello che si nasconde dietro al degrado urbano: un sistema complesso, che va dalla semplice disattenzione fino a vere e proprie reti criminali che lucrano sullo smaltimento illecito. Verranno analizzate le strategie messe in campo da Ama e perché il decoro urbano è il primo pilastro per il controllo e la sicurezza del territorio. Gli ospiti di questo terzo episodio sono il direttore comunicazione, relazioni istituzionali e regolatorio di Ama Spa, Patrizio Caligiuri, e il primo dirigente della Polizia di Stato, dirigente del commissariato Viminale, Fabio Germani, che dialogheranno con Lorenzo Capezzuoli Ranchi, host del podcast. "Amazing", un progetto Ama e Adnkronos. Disponibile su tutte le piattaforme, su podcast.adnkronos.com e amaroma.it.