• FAQ
  • MAPPA DEL SITO
  • A A A
Ricerca avanzata linkedin logo facebook logo facebook logo rss
  • Persone
  • Aziende
  • Agenda
  • Notizie
Persone arrow down |
Comunicazione Italiana by For Human Relations Srl

ENTRA NEL NETWORK

  • Home
  • Chi siamo
  • Agenda
  • Edizioni
  • Servizi
  • Eventi
  • Atlante
  • Il mio network
Username: Password:  
| Ho dimenticato la password
Non sono ancora iscritto, vorrei registrarmi

ENTRA NEL NETWORK

| Ho dimenticato la password
Non sono ancora iscritto, vorrei registrarmi

ultimora | internazionale/esteri

Usa-Iran, Stretto di Hormuz e negoziati: i messaggi di Trump e lo scenario

(Adnkronos) - Petrolio, Stretto di Hormuz e arricchimento dell'uranio. Si apre uno spiraglio per un nuovo round di colloqui tra Usa e Iran per porre fine alla guerra, congelata per ora dalla tregua che scade il 21 aprile. Intanto i temi chiave - sui quali si è arenato ...

rss-lavoro-pay | lavoro

Diana Bracco premiata alla carriera per 'Leadership & Innovazione'

(Adnkronos) - Diana Bracco vince il premio alla carriera 'Leadership & Innovazione', riconoscimento istituito dal Comitato imprenditoria femminile della Camera di commercio di Cremona-Mantova-Pavia, in collaborazione con l'università degli studi di Pavia, nato per celebrare figure ...

rss-sostenibilita-pay | sostenibilita

Ppwr, la rivoluzione degli imballaggi: tra sfide e nuove opportunità

(Adnkronos) - Il 30 marzo 2026, la Commissione europea ha pubblicato le linee guida ufficiali per l’applicazione del Regolamento (Ue) 2025/40, meglio conosciuto come Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation). Questo documento arriva per fare chiarezza su una normativa che ...

  • Privacy
  • Condizioni d’uso
  • Contattaci
  • Feedback
  • Credits

IL BUSINESS SOCIAL CROSS-MEDIA

134975 Iscritti Newsletter

91092 Manager in Atlante Online

55590 Manager pubblicati in Atlante

38462 Partecipanti agli Eventi

622 Eventi gestiti

3753 Speaker

Comunicazione Italiana

FOR HUMAN RELATIONS SRL
P. IVA 14395231005

FOR HUMAN COMMUNITY
P.IVA 14828671009

> ROMA
via Alessandro Trotter 3
Cap 00156
tel: 06.835.499.86 - fax: 06.835.499.87

info@comunicazioneitaliana.it
skype: comunicazioneitaliana
close

Usa-Iran, Stretto di Hormuz e negoziati: i messaggi di Trump e lo scenario

(Adnkronos) - Petrolio, Stretto di Hormuz e arricchimento dell'uranio. Si apre uno spiraglio per un nuovo round di colloqui tra Usa e Iran per porre fine alla guerra, congelata per ora dalla tregua che scade il 21 aprile. Intanto i temi chiave - sui quali si è arenato l'accordo a Islamabad - non cambiano nel quadro che Donald Trump ha delineato nelle ultime ore con il consueto uragano di dichiarazioni. "La guerra è quasi finita, una nuova tregua non è necessaria", la sintesi della posizione del presidente degli Stati Uniti, tornato ad attaccare per la seconda volta in due giorni la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e in generale gli alleati della Nato: "L'Italia prende un sacco di petrolio da Hormuz. Noi paghiamo miliardi per la Nato, ma quando abbiamo bisogno degli alleati non ci aiutano". Sul fronte dello Stretto, la situazione al momento è in una fase di stallo: Hormuz resta infatti bloccato dagli Stati Uniti e Teheran continua a minacciare pesanti ritorsioni - l'ultima delle quali è un possibile stop al traffico commerciale nel Mar Rosso - se gli Usa dovessero continuare il blocco navale contro i suoi porti, compromettendo così il già fragile cessate il fuoco in vigore dall'8 aprile scorso. Da parte iraniana, il consigliere militare della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha avvertito che l'Iran affonderebbe le navi americane nello Stretto se gli Stati Uniti decidessero di “sorvegliare” questo snodo cruciale per il traffico marittimo. “Trump vuole diventare il poliziotto dello Stretto di Hormuz. È davvero questo il vostro compito? È questo il compito di un esercito potente come quello degli Stati Uniti?”, ha tuonato nelle scorse ore alla tv di Stato Mohsen Rezaei, ex comandante in capo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, ora nominato consulente militare da Khamenei. "Queste vostre navi saranno affondate dai nostri primi missili e hanno creato un grande pericolo per l'esercito statunitense. Possono sicuramente essere colpite dai nostri missili e noi possiamo distruggerle", ha minacciato Rezaei, che si è presentato in uniforme militare all'emittente statale. Secondo il generale Ali Abdollahi, comandante del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya, il mantenimento delle restrizioni e la creazione di "insicurezza per le navi mercantili e le petroliere iraniane" costituirebbero "il preludio" alla rottura della tregua. In risposta, ha aggiunto il generale nelle dichiarazioni riportate dalla tv di Stato, Teheran potrebbe quindi reagire bloccando i traffici marittimi lungo le principali rotte della regione. "Le potenti forze armate della Repubblica islamica non permetteranno alcuna esportazione o importazione nel Golfo Persico, nel Golfo di Oman o nel Mar Rosso", ha avvertito. Ma non è tutto. Qualsiasi intervento esterno sulla sicurezza dello Stretto rischia di "complicare ulteriormente la situazione", ha quindi avvertito il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, commentando l'ipotesi di una coalizione europea per garantire la sicurezza marittima nell'area a due giorni dalla video-conferenza di Parigi. Rispondendo a una domanda sulle iniziative dell'Ue e di alcuni Paesi, tra cui la Germania, disponibili anche a colloqui diretti con Teheran sulla questione, Baghaei - secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Irna - ha ribadito che la sicurezza dello Stretto è stata garantita dall'Iran "per decenni". "In questi 40 giorni, l'unica ragione per cui la sicurezza in questa via navigabile è stata a rischio è stata la guerra imposta dagli Stati Uniti e dal regime sionista", ha affermato il portavoce, che ha quindi messo in guardia da nuove iniziative esterne. "Credo che qualsiasi movimento e qualsiasi intervento negli affari regionali non farà altro che complicare ulteriormente la situazione", ha scandito. Baghaei ha aggiunto che Teheran guarda con favore al fatto che "molti Paesi europei abbiano la saggezza di non cadere nella trappola" tesa da Washington e da Israele, sottolineando che la Repubblica islamica, insieme ai Paesi della regione, è in grado di garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz "a condizione che cessino gli interventi e le guerre imposti dagli Stati Uniti nella regione". Quello sull'ipotesi di un intervento europeo sembra per ora essere l'unico punto di incontro tra Usa e Iran. Secondo il presidente americano Donald Trump sarebbe in effetti "molto triste" il presunto piano europeo per riaprire lo Stretto di Hormuz senza il coinvolgimento degli Stati Uniti, rivelato in anteprima dal Wall Street Journal. "Lo Stretto di Hormuz si sta già riaprendo, ci sono navi che entrano ed escono - ha detto a Fox News -. Ma come si fa a stare con un gruppo di Paesi con quest'atteggiamento? Guardate alla Groenlandia: ci serviva per proteggere il mondo dalla Russia e la Cina". "La Cina - ha poi aggiunto il tycoon - è molto contenta che io stia riaprendo definitivamente lo Stretto di Hormuz. Lo sto facendo anche per loro e per il mondo intero". Nessun grande cambio di posizioni anche sul nodo uranio. Mentre gli Usa continuano a chiedere lo smantellamento degli impianti nucleari e la rimozione dal Paese delle scorte di uranio arricchito al 60%, ancora nelle ultime ore il ministero degli Esteri iraniano ha ribadito il diritto "indiscutibile" di Teheran di arricchire l'uranio, a un livello che ha tuttavia definito "negoziabile". Il diritto al nucleare civile non può essere "revocato sotto pressione o attraverso la guerra", ha quindi affermato il portavoce. "Per quanto riguarda il livello e il tipo di arricchimento, abbiamo sempre detto che la questione era negoziabile. Abbiamo insistito sul fatto che l'Iran dovrebbe poter continuare l'arricchimento in base alle proprie esigenze", ha aggiunto. Per aumentare la pressione sull’Iran, gli Stati Uniti intanto stanno inviando circa 10.000 militari e diverse navi da guerra in Medio Oriente, hanno rivelato al Washington Post funzionari americani, secondo cui la mossa rappresenta il cuore della nuova strategia dell’amministrazione guidata da Trump, che rafforza la propria presenza nella regione. Il dispiegamento - che include portaerei e unità dei Marines - si aggiunge ai circa 50.000 soldati statunitensi già operativi nell’area, offrendo a Washington più opzioni in caso di fallimento delle trattative, inclusi possibili attacchi o persino operazioni di terra. Tra le forze in arrivo - scrive il quotidiano - figurano circa 6.000 uomini a bordo della portaerei Uss George H.W. Bush e del suo gruppo navale, oltre a circa 4.200 militari del Boxer Amphibious Ready Group con l’11ª Marine Expeditionary Unit. Il rafforzamento militare coincide con la scadenza della tregua di due settimane e si integra con le unità già presenti, tra cui le portaerei Uss Abraham Lincoln e Uss Gerald R. Ford. Secondo fonti militari, l’obiettivo è garantire ai comandanti sul campo una maggiore flessibilità operativa nel caso in cui il confronto con Teheran dovesse intensificarsi. Dopo le indiscrezioni rincorse dai media, la Casa Bianca ha intanto confermato che gli Stati Uniti stanno discutendo di un possibile secondo round di negoziati con l'Iran che, se venissero confermati, si svolgerebbero con ogni probabilità di nuovo a Islamabad. "Si svolgono discussioni di questo tipo, ma nulla è ufficiale fino a che non ve lo confermiamo noi", ha affermato la portavoce, Karoline Leavitt, esprimendo ottimismo sulla prospettiva di un accordo. Il Pakistan "è l'unico mediatore" in queste trattative, ha aggiunto. "Ho visto alcune notizie, di nuovo, notizie errate, secondo cui avremmo formalmente richiesto un'estensione del cessate il fuoco. Questo non è vero", ha poi precisato Leavitt, rispondendo alle domande dei giornalisti e ribadendo che "in questo momento restiamo molto impegnati in questi negoziati, in questi colloqui". "Avete sentito direttamente dal vicepresidente e dal presidente questa settimana che queste conversazioni sono produttive e in corso, ed è a questo punto che ci troviamo ora", ha aggiunto Leavitt, assicurando che gli Stati Uniti "si sentono fiduciosi sulle prospettive di un accordo" con l'Iran. Quindi, alla domanda di un giornalista se un potenziale secondo round di colloqui con l'Iran si terrà di nuovo a Islamabad, la portavoce ha risposto che i negoziati "molto probabilmente si terranno nello stesso luogo della volta precedente". Stati Uniti e Iran potrebbero quindi tornare a incontrarsi già la prossima settimana, spiega intanto Sky News, che cita un'indiscrezione simile del Wall Street Journal, parlando di un accordo "di principio" per un nuovo incontro, anche se restano da definire data e dettagli logistici. E ci sarebbe un "accordo di principio" anche per estendere il cessate il fuoco tra i due Paesi, riferisce l’Associated Press, citando fonti regionali, secondo cui i mediatori sarebbero più vicini a prolungare la fragile tregua prima della sua scadenza, fissata al 21 aprile, nel tentativo di evitare una nuova escalation. In particolare, Stati Uniti e Iran starebbero valutando di estendere di due settimane la tregua, riportano vari media internazionali tra cui al-Arabiya, che rilanciano una notizia di Bloomberg. Secondo una persona informata sui fatti citata dall'agenzia di stampa, i mediatori sarebbbero al lavoro per avviare colloqui tecnici mirati a risolvere i nodi più delicati del confronto.

close

Diana Bracco premiata alla carriera per 'Leadership & Innovazione'

(Adnkronos) - Diana Bracco vince il premio alla carriera 'Leadership & Innovazione', riconoscimento istituito dal Comitato imprenditoria femminile della Camera di commercio di Cremona-Mantova-Pavia, in collaborazione con l'università degli studi di Pavia, nato per celebrare figure che hanno saputo coniugare visione imprenditoriale, impegno civile e promozione del talento femminile. "Il premio alla carriera 'Leadership e Innovazione 2026' va a Diana Bracco per essersi distinta nel campo dell’innovazione, nella valorizzazione del talento femminile, nella responsabilità sociale d'impresa e per il contributo al progresso economico", recita la motivazione del premio, conferito all’imprenditrice nell’ambito del Forum imprenditoria femminile 'Nuove frontiere della leadership: donne che cambiano il mondo'. L'evento rappresenta uno dei momenti di maggiore rilevanza istituzionale e simbolica dell'intera settimana dell’Innovazione celebrata a Pavia. La 'Pavia innovation week' è il festival multidisciplinare dedicato a ricerca, tecnologia, impresa e cultura, che ha scelto Pavia, città universitaria per eccellenza, come laboratorio del futuro. Alla sua prima edizione, il festival ha portato in città voci internazionali, premi Nobel e laboratori aperti al pubblico, confermando la vocazione di Pavia come crocevia tra sapere scientifico e innovazione applicata. Il legame di Diana Bracco con Pavia è antico e profondo: è all'università di Pavia che si è laureata in Chimica, una scelta suggerita dal padre Fulvio che si è rivelata, come lei stessa ha raccontato, determinante per l'intera carriera, ed è tra i corridoi dell'Ateneo che ha incontrato Roberto De Silva, che sarebbe diventato suo marito. "Tornare in questa città e in questo Ateneo -ha affermato Bracco- è per me sempre un’emozione speciale. Con Pavia ho un legame fortissimo: qui ho ricevuto la mia formazione universitaria, conseguendo presso questa storica università, come prima di me i miei genitori, la laurea in Chimica. Pavia mi ha poi onorato di una seconda laurea in Farmacia honoris causa e, nel 2012, del prestigioso Gran Pavese. Oggi -ha aggiunto- sono particolarmente felice di ricevere questo premio alla carriera 'Leadership & Innovazione', per il quale ringrazio il presidente Gian Domenico Auricchio, la presidente Gabriella Poli, le autorità accademiche e tutti gli organizzatori di questa bella giornata all’insegna dell’imprenditoria femminile. Pavia ha dimostrato ancora una volta di credere nel valore della conoscenza e della Ricerca come motori di sviluppo economico, culturale e sociale". Nel 2001 a Diana Bracco è stata conferita la laurea honoris causa in Farmacia, riconoscendo un legame che va oltre la formazione: è un filo che unisce le radici scientifiche della famiglia Bracco -anche il padre Fulvio si era iscritto alla facoltà di Chimica e Farmacia a Pavia- alla guida del Gruppo che Diana ha trasformato in un leader mondiale della diagnostica per immagini, con un fatturato di 2,2 miliardi di euro, quasi 4.000 collaboratori e più di 2.000 brevetti. Prima donna presidente di Assolombarda e di Federchimica, Cavaliere del lavoro, vicepresidente di Confindustria per Ricerca & Innovazione, presidente di Expo 2015, Diana Bracco è la dimostrazione vivente che una laurea scientifica femminile può costruire un percorso di leadership senza precedenti. Con la Fondazione Bracco, da lei istituita nel 2010, promuove cultura, arte e scienza con un'attenzione particolare all'empowerment femminile e al mondo giovanile. Durante il Forum anche un’occasione di confronto con le studentesse dei collegi di merito. Le loro domande a Diana Bracco hanno toccato i temi più cruciali per chi si trova all'inizio di un percorso scientifico e professionale. Carlotta Lucca, del Collegio nuovo, ha chiesto a Diana Bracco quali siano i contributi femminili decisivi per innovare e fare la differenza nel guidare aziende scientifiche italiane. Elisa Romano, studentessa di Chimica e Tecnologie farmaceutiche ha domandato quale sia stato il momento della carriera in cui Bracco abbia dovuto fare il più grande passo nel vuoto, quale sia stato per lei il momento di maggiore incertezza e come lo abbia affrontato. Diana Bracco ha ribadito con forza come siano la qualità della formazione e le competenze scientifiche a fare la differenza nei percorsi di innovazione, sottolineando il ruolo sempre più determinante delle donne nelle discipline Stem e nella crescita economica globale. Un messaggio chiaro rivolto alle giovani: superare pregiudizi e stereotipi è possibile, e necessario, anche grazie all’impegno concreto delle imprese nel promuovere inclusione e pari opportunità. Ripercorrendo le tappe della sua carriera, ha poi richiamato il valore del coraggio e della tenacia nelle scelte imprenditoriali, ricordando l’ingresso nel mercato statunitense come una sfida decisiva per lo sviluppo del Gruppo. La ricerca, ha evidenziato, non ha mai certezze assolute, ma bisogna crederci e continuare a investire con costanza e fiducia sulla base di studi e pianificazioni accurati: un processo che richiede visione e determinazione, elementi che, insieme a una leadership capace di coniugare innovazione e solide radici, rappresentano la chiave per affrontare il futuro.

close

Ppwr, la rivoluzione degli imballaggi: tra sfide e nuove opportunità

(Adnkronos) - Il 30 marzo 2026, la Commissione europea ha pubblicato le linee guida ufficiali per l’applicazione del Regolamento (Ue) 2025/40, meglio conosciuto come Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation). Questo documento arriva per fare chiarezza su una normativa che promette di cambiare radicalmente il modo in cui i prodotti vengono confezionati, venduti e smaltiti, con l’obiettivo di rendere tutti gli imballaggi riciclabili entro il 2030. Mentre il regolamento è già entrato formalmente in vigore l’11 febbraio 2025, le aziende e i consumatori hanno tempo fino al 12 agosto 2026 per farsi trovare pronti, data in cui le norme diventeranno pienamente operative. Sommario Il Ppwr è una legge europea che sostituisce le vecchie e frammentate direttive nazionali con un unico set di regole valide in tutta l’Unione. A differenza della legislazione precedente, il Ppwr interviene sull’intero ciclo di vita dell’imballaggio: dalla progettazione (per ridurre il peso e il volume) fino al suo fine vita (per garantirne il riciclo o il riutilizzo). Si applica a ogni tipo di materiale (plastica, carta, vetro, metallo) e a qualsiasi imballaggio immesso sul mercato UE, indipendentemente da dove sia stato prodotto. Il nuovo regolamento non è solo un elenco di restrizioni, ma apre la strada a benefici tangibili per la salute e l’ambiente: Addio alle “sostanze chimiche per sempre” (Pfas): dal 12 agosto 2026, scatta il divieto di immettere sul mercato imballaggi a contatto con alimenti che contengono Pfas oltre determinati limiti. Si tratta di una vittoria per la sicurezza alimentare, eliminando sostanze persistenti potenzialmente dannose per la salute umana. Etichette chiare e universali: entro l’agosto 2028, tutti gli imballaggi dovranno riportare etichette armonizzate basate su indicazioni semplici. Questo aiuterà i cittadini a fare una raccolta differenziata corretta senza dover interpretare simboli diversi tra un Paese e l’altro. Diritto al riutilizzo: il regolamento incoraggia i sistemi di ricarica e riuso. Ad esempio, le attività di asporto dovranno permettere ai clienti di portare i propri contenitori senza costi aggiuntivi. Riduzione degli sprechi: le aziende saranno obbligate a ridurre al minimo il peso e il volume delle confezioni, vietando stratificazioni inutili o “falsi fondi” pensati solo per far sembrare il prodotto più grande. La transizione verso l’economia circolare comporta però rischi e complessità che le imprese dovranno gestire con attenzione. Dal 1° gennaio 2030, gli imballaggi in plastica monouso molto comuni nei ristoranti, come le bustine di maionese, ketchup, senape e salsa barbecue, così come i flaconcini di shampoo negli hotel, saranno vietati. Per molti settori, questo significa dover cambiare totalmente il modello di business. Le aziende, inoltre, saranno chiamate a pagare contributi più stringenti per la gestione dei rifiuti (la cosiddetta Responsabilità estesa del produttore o Epr). Le nuove linee guida chiariscono la distinzione tra “fabbricante” (chi progetta l’imballaggio) e “produttore” (chi lo immette sul mercato), un passaggio fondamentale per stabilire chi deve pagare per il riciclo. Entro il 2029, gli Stati membri dovranno anche garantire la raccolta separata del 90% delle bottiglie di plastica e lattine di metallo, solitamente attraverso sistemi di deposito cauzionale. Questo richiederà grandi investimenti infrastrutturali e logistici per commercianti e produttori. Entro il 2030, infine, una parte significativa degli imballaggi per il trasporto (come i pallet) dovrà essere inserita in circuiti di riutilizzo. Se le infrastrutture di lavaggio e recupero non saranno pronte, il rischio è un aumento dei costi logistici. Uno degli obiettivi del Regolamento Ppwr è eliminare le barriere tra i vari mercati europei. Le linee guida ribadiscono che gli Stati membri non potranno impedire la vendita di imballaggi conformi al regolamento basandosi su norme nazionali aggiuntive. Il Ppwr rappresenta una sfida senza precedenti per l’industria degli imballaggi, pilastro dell’economia italiana. Se da un lato i rischi legati ai costi e alla riorganizzazione logistica sono significativi, la pubblicazione di queste linee guida offre finalmente la certezza giuridica necessaria per investire nell’innovazione. Il traguardo è ambizioso: un’Europa a emissioni zero entro il 2050, dove l’imballaggio smette di essere un rifiuto per diventare una risorsa.

Questo sito utilizza i cookies. Utilizzando il nostro sito web l’utente dichiara di accettare e acconsentire all’utilizzo dei cookies in conformità con i termini di uso dei cookies espressi in questo documento. Privacy Policy.