• FAQ
  • MAPPA DEL SITO
  • A A A
Ricerca avanzata linkedin logo facebook logo facebook logo rss
  • Persone
  • Aziende
  • Agenda
  • Notizie
Persone arrow down |
Comunicazione Italiana by For Human Relations Srl

ENTRA NEL NETWORK

  • Home
  • Chi siamo
  • Agenda
  • Edizioni
  • Servizi
  • Eventi
  • Atlante
  • Il mio network
Username: Password:  
| Ho dimenticato la password
Non sono ancora iscritto, vorrei registrarmi

ENTRA NEL NETWORK

| Ho dimenticato la password
Non sono ancora iscritto, vorrei registrarmi

ultimora | cronaca

Venezia, le maschere dei Carnevali della tradizione oggi protagoniste

(Adnkronos) - Dopo l’apertura della Festa Veneziana sul Canal Grande, l’edizione del Carnevale di Venezia di quest’anno entra nel vivo con uno degli appuntamenti più identitari: oggi tornano, come da tradizione, le maschere dei Carnevali storici coordinate dall'Unione ...

rss-lavoro-pay | lavoro

Scuola: Anief, bene Carta docente trasformata in Carta servizi e assegnata anche al personale Ata

(Adnkronos) - "La Carta del docente, utile alla formazione e all’aggiornamento professionale, sarà trasformata in Carta dei servizi e assegnata anche al personale Ata: lo ha ribadito il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, nel messaggio ...

rss-sostenibilita-pay | sostenibilita

Sostenibilità, Terenghi (Edison): “Regolazione ben disegnata fattore abilitante per competitività”

(Adnkronos) - “Una regolazione ben disegnata può diventare un fattore abilitante per la competitività, favorendo una transizione ordinata e inclusiva dell’intero sistema economico”. Così Barbara Terenghi, direttrice Sostenibilità di ...

  • Privacy
  • Condizioni d’uso
  • Contattaci
  • Feedback
  • Credits

IL BUSINESS SOCIAL CROSS-MEDIA

134975 Iscritti Newsletter

91092 Manager in Atlante Online

55590 Manager pubblicati in Atlante

38462 Partecipanti agli Eventi

622 Eventi gestiti

3753 Speaker

Comunicazione Italiana

FOR HUMAN RELATIONS SRL
P. IVA 14395231005

FOR HUMAN COMMUNITY
P.IVA 14828671009

> ROMA
via Alessandro Trotter 3
Cap 00156
tel: 06.835.499.86 - fax: 06.835.499.87

info@comunicazioneitaliana.it
skype: comunicazioneitaliana
close

Venezia, le maschere dei Carnevali della tradizione oggi protagoniste

(Adnkronos) - Dopo l’apertura della Festa Veneziana sul Canal Grande, l’edizione del Carnevale di Venezia di quest’anno entra nel vivo con uno degli appuntamenti più identitari: oggi tornano, come da tradizione, le maschere dei Carnevali storici coordinate dall'Unione nazionale delle pro loco d’Italia (Unpli) e da Fondazione Pro Loco Italia. Oltre 11 gruppi provenienti da 8 regioni italiane animeranno la città con riti, teatralità popolare, costumi artigianali e simboli comunitari, trasformando Venezia in un grande palcoscenico nazionale del patrimonio culturale immateriale. Per la Campania ci sarà la Pro Loco Eboli con la maschera di don Annibale, protagonista di una farsa carnevalesca di origine settecentesca che intreccia canto, musica e recitazione popolare in un rito collettivo culminante nella tarantella finale. Con la Pro Loco Olevano sul Tusciano arriverà il Carnevale dei Poveri – “La Cantata dei dodici mesi a dorso d’asino”, rappresentazione antropologica che mette in scena il ciclo dell’anno agricolo attraverso tredici figuranti simbolici. La Pro Loco Aquara presenterà la tradizionale manifestazione dei mesi, mascherata contadina in cui i dodici mesi e le stagioni raccontano in rima le fasi dell’anno agrario tra simboli di morte e rinascita. Dall’Emilia-Romagna sarà presente la Pro Loco Civitella di Romagna con le sue maschere in cartapesta realizzate artigianalmente e la tradizione dei Pasqualotti, espressione di satira e cultura romagnola. Il Friuli Venezia Giulia parteciperà con il Carnevale rituale del Pust di Mersino, nel territorio di Pulfero, tra le espressioni più antiche e significative delle Valli del Natisone. Una tradizione arcaica che, attraverso maschere multicolori, campanacci e cortei itineranti, rinnova il rito propiziatorio del passaggio dall’inverno alla primavera. Dal Lazio parteciperà la Pro Loco Cori con la Compagnia Rinascimentale “Tres Lusores”, impegnata nella ricostruzione filologica delle danze del XVI secolo tratte dai trattati di Fabritio Caroso, in un dialogo tra cultura di corte e tradizione popolare. Dalla Liguria saranno presenti le maschere storiche coordinate dalle Pro Loco del territorio: la Pro Loco di Genova porterà figure della tradizione cittadina come Capitan Spaventa, O Marcheise e O Paisan, espressioni della Commedia dell’Arte e del mondo popolare genovese; la Pro Loco Savona presenterà Re Cicciolin, simbolo identitario del Carnevale savonese e della cultura marinara; la Pro Loco La Spezia accompagnerà Batiston e Maìa, protagonisti del Carlevà spezzino con il rituale del matrimonio e del rogo finale; la Pro Loco Loano sarà rappresentata da Puè Pepin e Beciancin, maschere storiche del CarnevaLöa, celebrazione tra satira e maestria nella cartapesta. Dalla Sicilia parteciperà l’associazione A Maschira con la Pro Loco di San Filippo del Mela, legata alla leggenda degli Scacciùni e caratterizzata dall’imponente copricapo conico decorato da nastri multicolori, simbolo di orgoglio e memoria comunitaria. Il Comune di Misterbianco porterà i celebri “Costumi più belli di Sicilia”, autentiche opere d’arte sartoriale frutto di mesi di lavoro artigianale e simbolo di creatività collettiva. Dal Veneto sarà presente la Pro Loco Canale d’Agordo con la Zinghenésta, mascherata alpina che unisce danza, musica e teatro popolare e culmina nel tradizionale processo al Carnevale, rito catartico di passaggio alla Quaresima. Presente anche lo Zogo de l’Oca con la Pro Loco di Mirano che costituisce una delle tradizioni popolari più rappresentative della cittadina della terraferma veneziana, in provincia di Venezia. Dalla Sardegna parteciperà la maschera arcaica di Su Bundhu di Orani, figura antropo-bovina in sughero e orbace legata ai riti del fuoco di Sant’Antonio Abate e ai cicli agro-pastorali, simbolo ancestrale di fertilità e forza primordiale. I festeggiamenti di questo Carnevale sardo sono accompagnati da musiche tradizionali della Barbagia: i suonatori di launeddas di San vito arricchiscono l’evento con il loro suono continuo e rituale, dialogando con i gesti delle maschere e il fuoco e contribuendo a creare un’atmosfera propiziatoria e collettiva. “Il Carnevale – dichiara Antonino La Spina, presidente di Unpli – è un grande racconto collettivo: dietro ogni maschera c’è una comunità, dietro ogni rito c’è un territorio che resiste e si rinnova. Tornare a Venezia con le maschere dei Carnevali della tradizione significa riaffermare il valore del patrimonio culturale immateriale italiano e il ruolo fondamentale delle Pro Loco nella sua tutela e promozione”. “Essere presenti in un contesto internazionale come quello del Carnevale di Venezia – aggiunge Fernando Tomasello, coordinatore del Centro Studi di Fondazione Pro Loco Italia – vuol dire dimostrare che i piccoli centri custodiscono una ricchezza culturale straordinaria. Le nostre maschere non sono folklore statico, ma strumenti vivi di identità, coesione e sviluppo territoriale”. "La giornata del 16 febbraio non rappresenta soltanto una sfilata di costumi e personaggi, ma un vero e proprio incontro tra comunità, un momento di dialogo tra territori diversi che trovano nel Carnevale un linguaggio comune fatto di creatività, ironia, memoria e partecipazione - sottolinea l'Unpli - Venezia diventa così crocevia delle identità locali, luogo simbolico in cui il patrimonio immateriale italiano si racconta e si rinnova davanti a un pubblico nazionale e internazionale. Attraverso le Pro Loco, custodi quotidiane di tradizioni, saperi artigianali, dialetti, ritualità e pratiche collettive, Unpli riafferma il proprio impegno nella salvaguardia e nella valorizzazione delle espressioni culturali popolari, riconoscendo nel Carnevale non solo una festa, ma uno strumento di coesione sociale, promozione culturale e sviluppo sostenibile dei territori. Il Carnevale di Venezia 2026 si conferma così non soltanto un grande evento spettacolare, ma uno spazio di rappresentazione dell’Italia più autentica, quella che nei piccoli centri trova la propria energia creativa e la trasforma, anno dopo anno, in patrimonio condiviso".

close

Scuola: Anief, bene Carta docente trasformata in Carta servizi e assegnata anche al personale Ata

(Adnkronos) - "La Carta del docente, utile alla formazione e all’aggiornamento professionale, sarà trasformata in Carta dei servizi e assegnata anche al personale Ata: lo ha ribadito il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, nel messaggio rivolto a più di 300 direttori dei servizi generali e amministrativi (Dsga) della scuola, riuniti a Napoli con Anief ed Eurosofia". E' quanto si legge in un comunicato dell'Anief. La dichiarazione è stata bene accolta da Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, presente all’evento svolto nel capoluogo campano: “Bene, è una nostra storica richiesta, ora si continui a valorizzare il profilo dei direttori amministrativi e del personale Ata”, ha detto. "Il sindacato autonomo ha ricordato ai tanti presenti che è stato raddoppiato, grazie alla sua azione, il salario accessorio di un personale da troppo tempo dimenticato dallo Stato. Anche il sottosegretario Paola Frassinetti ha ricordato l’importanza dell’introduzione dei nuovi profili professionali e dell'attivazione delle progressioni economiche, grazie alla firma degli ultimi contratti collettivi di lavoro sottoscritti dalla stessa giovane organizzazione sindacale", prosegue Anief. Durante il seminario - dal titolo 'Il personale Ata nella scuola dell'Autonomia: come valorizzare una professione alla luce dei nuovi profili professionali contrattuali?' - svoltosi presso l’Istituto superiore 'G. Rossini', Pacifico ha ricordato che il sindacato Anief risulta tra i maggiormente rappresentativi, vantando nella sua struttura dirigenziale ben tre presidenti regionali e due capi dipartimento tra il personale amministrativo, segno d'attenzione del Consiglio nazionale al personale Ata. Il presidente nazionale ha quindi ricordato come in tema di salario accessorio e di una tantum, il personale Ata ha avuto, grazie ad Anief, percentuali doppie rispetto al passato e l'attribuzione di due terzi delle risorse risparmiate dal Mof sempre rispetto al passato. “Grazie alla nostra azione sindacale - ha detto il presidente nazionale Anief - abbiamo esteso le risorse per la formazione al personale Ata che in futuro avrà anche una carta servizi per il welfare, la stessa Commissione europea ha denunciato l'Italia per la violazione dei contratti a termine e la continua evasione di procedure tese a impedire la reiterazione dei contratti. Vogliamo sia riconosciuto il burnout, il lavoro usurante e specifiche indennità come per i videoterminalisti. Bisogna ottenere i buoni pasto e adeguare i livelli stipendiali dopo aver sbloccato le progressioni economiche, i nuovi posti in organico relativi ai profili professionali, le progressioni verticali con la nomina di 1.212 nuovi funzionari. Come occorre riscoprire la dignità di una professione senza la quale la scuola chiude”. Pacifico ha concluso citando “i livelli stipendiali molto bassi". "Per la riforma dei profili è necessario inserire i posti in organico: su 1.200 funzionari, noi ne avevamo chiesti uno per scuola, basti pensare al profilo C”, ha detto. Ieri, durante il seminario nazionale 'Governare la scuola 3.0, il ruolo del Dsga e del funzionario amministrativo nel nuovo profilo contrattuale EQ tra opportunità, sfide e rivendicazioni', promosso da Anief e fortemente voluto dal Dipartimento Condir, è stato ricordato il ruolo sempre più fondamentale del Dsga nella governance scolastica, riconosciuta ormai come figura strategica e imprescindibile per il buon funzionamento delle istituzioni scolastiche autonome, ma ancora troppo spesso schiacciata da ambiguità normative, vuoti contrattuali e responsabilità non adeguatamente tutelate. I lavori erano stati aperti con un messaggio del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha riconosciuto esplicitamente il valore e la centralità del ruolo dei Dsga all’interno del sistema scolastico, segnando un passaggio politico significativo. Nella sua relazione, il presidente Marcello Pacifico ha ribadito con forza l’impegno di Anief nel sostenere le battaglie storiche dei Dsga, ponendo l’accento su temi cruciali come “le economie derivanti dal dimensionamento scolastico, la necessità di una polizza professionale adeguata, l’affiancamento formativo, soprattutto per i neo Dsga”. Pacifico ha inoltre sfoderato i numeri e i risultati ottenuti dal suo sindacato che rappresenta il 10% dei Dsga in servizio: il raddoppio, in pochi anni, dell’indennità di direzione che potrebbe ancora salire nel prossimo triennio, le quote di assunzioni col turn-over con la immissione in ruolo degli idonei, sbloccate le procedure di progressione verticale con l'assunzione di 1.214 nuovi funzionari senza incarico Dsga. “Bisogna certamente continuare - ha continuato il presidente Anief - a lottare per rendere lo stipendio del Dsga equiparato a quello delle altre elevate qualificazioni (EQ) degli altri dipendenti pubblici (specialmente sul salario accessorio) senza dimenticare la storica battaglia per riconoscerne il profilo dirigenziale. Anche sul fronte degli organici se siamo riusciti a sbloccare le immissioni in ruolo coprendo il 65% del turn over rispetto al 30% del restante personale Ata bisogna arrivare alle stesse percentuali dei dirigenti scolastici (95%)". "In tal senso siamo riusciti a ottenere lo scorrimento e la proroga delle graduatorie degli idonei dell'ultimo concorso Dsga e stiamo chiedendo una graduatoria aggiuntivi per assunzioni in regioni diverse con posti vacanti. Molti dei neo-assunti sono da noi seguiti dopo essere stati formati e per loro rimaniamo punto di riferimento. Stiamo anche cercando di snellire e semplificare la mole di lavoro nei tavoli ministeriali per arginare il burnout, ridurre errori ed eliminare duplicazioni", ha concluso.

close

Sostenibilità, Terenghi (Edison): “Regolazione ben disegnata fattore abilitante per competitività”

(Adnkronos) - “Una regolazione ben disegnata può diventare un fattore abilitante per la competitività, favorendo una transizione ordinata e inclusiva dell’intero sistema economico”. Così Barbara Terenghi, direttrice Sostenibilità di Edison, spiega all’Adnkronos come la normativa europea può agevolare il sistema imprenditoriale italiano sostenendone gli sforzi soprattutto in ambito Esg. “Le imprese oggi si muovono in un contesto caratterizzato da una profonda trasformazione economica, ambientale e sociale, in cui la sostenibilità non è più un tema accessorio ma un fattore strutturale di evoluzione dei modelli di produzione e consumo e, in ultima istanza, di competitività – premette -. La principale sfida è integrare gli obiettivi ambientali, sociali e di governance all’interno delle strategie industriali e finanziarie, rendendoli coerenti con le esigenze di crescita, innovazione e creazione di valore nel lungo periodo. La transizione verso modelli produttivi più sostenibili richiede investimenti significativi, un’evoluzione delle competenze e una capacità di lettura sistemica dei rischi e delle opportunità, a partire da quelli legati al cambiamento climatico, alla sicurezza degli approvvigionamenti e alla tutela delle persone lungo la catena del valore”. In questo contesto, “il quadro normativo europeo in materia di sostenibilità rappresenta un elemento importante per accompagnare il sistema imprenditoriale nel percorso di transizione”. “Iniziative come il pacchetto Omnibus I – continua Terenghi – vanno nella direzione di snellire l’architettura regolatoria, introducendo elementi di semplificazione e maggiore proporzionalità negli obblighi di rendicontazione, senza rinunciare all’obiettivo di garantire trasparenza e affidabilità delle informazioni”. Nello specifico, “la riduzione del perimetro di applicazione della Csrd esclude le imprese medio-piccole e concentra gli obblighi sulle aziende di grandi dimensioni, evitando un’eccessiva estensione degli obblighi a soggetti con minori capacità organizzative. Va però tenuto conto dell’effetto indiretto sulle imprese obbligate, che devono rendicontare sugli impatti lungo la catena del valore pur avendo un numero crescente di fornitori non più soggetti a obblighi analoghi. Omnibus I introduce alcune tutele procedurali, come la possibilità di spiegare le difficoltà nel reperire i dati ma non risolve del tutto la tensione tra obblighi di rendicontazione estesi e disponibilità effettiva delle informazioni a monte della filiera”. In generale, “per le imprese italiane, un contesto normativo più chiaro e armonizzato a livello europeo può tradursi in una migliore comparabilità dei dati, in una maggiore credibilità nei confronti dei mercati finanziari e degli investitori e in una riduzione della complessità della rendicontazione stessa. Questo consente di concentrare risorse e competenze sulla realizzazione concreta delle strategie di sostenibilità, piuttosto che sulla gestione frammentata degli adempimenti”. Per quanto riguarda Edison, “la nostra rendicontazione, dallo scorso anno è allineata alla direttiva Csrd. Per Edison non è solo un adempimento, ma uno strumento di dialogo e di responsabilità, che consente di misurare i risultati, individuare aree di miglioramento e rendere conto in modo chiaro degli impatti generati. In questo approccio integrato risiede la nostra convinzione che la transizione energetica e lo sviluppo sostenibile rappresentino non solo una responsabilità, ma anche una grande opportunità di impegno e creazione di valore e ne diamo conto nel Sustainability Statement documentando non solo i risultati passati ma anche i programmi futuri e le risorse che l’azienda intende dedicare per la loro realizzazione”. L’impegno di Edison per la sostenibilità si fonda in particolare su tre macro ambiti, spiega Terenghi: “Produzione rinnovabile (l’obiettivo è raddoppiare la capacità installata) e flessibile, sicurezza degli approvvigionamenti gas e sviluppo dei gas verdi, servizi a valore aggiunto e soluzioni per la transizione energetica dei clienti (B2B, B2C, B2G)”. Qualche dato. “A partire dal 2006, l’azienda ha già ridotto le proprie emissioni dirette di CO2 di oltre il 75%, passando da un livello prossimo a 25 Mt CO2eq nel 2006 a circa 6 Mt CO2eq nel 2024. Nel 2025 abbiamo completato nuovi impianti eolici e fotovoltaici per 200 MW, quest’anno avvieremo cantieri per altri 500 MW, che si aggiungono ai 250 MW già in costruzione – aggiunge – Inoltre, negli ultimi anni abbiamo realizzato 1,5 GW di capacità termoelettrica altamente efficiente e flessibile, grazie a due nuovi impianti – in Veneto e Campania – che sono tra i più avanzati al mondo in termini di prestazioni e sostenibilità per questo tipo di centrali. Nel 2024 la società ha proseguito lo sviluppo di nuova capacità per la produzione di Biometano e Biogas con 8 impianti in gestione, costruzione e autorizzazione in Italia e Spagna”. Inoltre, “attraverso Edison Next e Edison Energia, promuoviamo il percorso di famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni verso la decarbonizzazione e l’elettrificazione. Un esempio di investimento per le famiglie: dal 2021 la società ha lanciato un modello innovativo di condivisione dell’energia in ambito condominiale con l’obiettivo di promuovere l’autoproduzione e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili. Così i condomini possono aderire a gruppi di auto consumo collettivo (Auc) realizzato con l’installazione sul tetto del condominio di un impianto fotovoltaico”, conclude Terenghi.

Questo sito utilizza i cookies. Utilizzando il nostro sito web l’utente dichiara di accettare e acconsentire all’utilizzo dei cookies in conformità con i termini di uso dei cookies espressi in questo documento. Privacy Policy.