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Trump pensa già alle elezioni di metà mandato. E vuole influenzarle

(Adnkronos) - Mancano meno di dieci mesi alle prossime elezioni di metà mandato nel Congresso degli Stati Uniti, eppure Donald Trump fin da quando è diventato di nuovo presidente – a gennaio dello scorso anno – non ha pensato ad altro.   E per evitare che i Democratici ...

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Oggi è il World Pizza Day 2026, ecco le proposte 'bandiera' dei maestri pizzaioli

(Adnkronos) - Il 17 gennaio si celebra il World Pizza Day e con esso un simbolo di Made in Italy, di convivialità, di gioia ma anche di visione. Negli ultimi anni l’intero settore ha conosciuto una forte crescita, che ha portato a un’evoluzione del concetto ...

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Rifiuti, indagine: un italiano su due non conosce i Raee ma il 73% si considera preparato sul riciclo

(Adnkronos) - Il Consorzio Erp Italia, uno dei principali Sistemi Collettivi senza scopo di lucro attivi in Italia per la gestione dei Raee (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e dei rifiuti di pile e accumulatori, ha realizzato ...

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Trump pensa già alle elezioni di metà mandato. E vuole influenzarle

(Adnkronos) - Mancano meno di dieci mesi alle prossime elezioni di metà mandato nel Congresso degli Stati Uniti, eppure Donald Trump fin da quando è diventato di nuovo presidente – a gennaio dello scorso anno – non ha pensato ad altro. E per evitare che i Democratici possano vincere in maniera schiacciante il prossimo novembre – in quello che chiamano tsunami blu – e riprendersi il controllo del Senato e della Camera dei Rappresentanti, Trump sta cercando di cambiare la maniera in cui si vota da sempre negli USA. "Dobbiamo vincere le elezioni di metà mandato, perché se non vinciamo, succederà che... beh, troveranno un motivo per portarmi all’impeachment", ha detto Trump durante un ritiro politico dei repubblicani a inizio gennaio. "Verrò messo sotto accusa". Il presidente è talmente preoccupato che un Congresso controllato dai Democratici possa indagare su di lui, metterlo sotto accusa e ostacolare la sua agenda, che sta usando ogni strumento a sua disposizione per cercare di influenzare le prossime elezioni di metà mandato e, in caso di sconfitta del suo partito, seminare dubbi sulla loro validità. Ad esempio, l’amministrazione Trump ha indebolito l’agenzia nazionale che garantisce la protezione informatica da possibili interferenze elettorali e ha riempito l’FBI, il Dipartimento di Giustizia e il Dipartimento di Sicurezza di figure che negano il risultato delle elezioni presidenziali 2020. Gli sforzi mirano ad ampliare alcune delle strategie che lui e i suoi alleati hanno utilizzato per cercare di ribaltare i risultati delle elezioni del 2020, culminate nell’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. Trump, è giusto chiarirlo, non può annullare le elezioni e non ha l'autorità per attuare molti dei suoi piani più ambiziosi, poiché le elezioni sono gestite da funzionari locali e statali, non dal governo federale. Allo stesso tempo, Trump ha già ignorato questi vincoli e ha lasciato intendere che continuerà a farlo, il che significa che probabilmente saranno i tribunali a dover stabilire quali regole si applicheranno alle elezioni di metà mandato. Ecco alcune strategie perseguite da Trump per influenzare le elezioni di metà mandato o quelle presidenziali del 2028: 1) Annullare il voto per corrispondenza Trump lo ritiene una delle ragioni per cui ha perso le elezioni del 2020, accusando questo metodo di aver dato spazio a innumerevoli frodi a vantaggio del candidato democratico Joe Biden. Tutto ciò, nonostante i tribunali abbiano dimostrato che le frodi sono state rarissime. Ad agosto, ha promesso di "guidare un movimento" per porre fine al voto per corrispondenza e ha suggerito che avrebbe emesso un ordine esecutivo a tal fine. Tuttavia, senza l’approvazione del Congresso, qualsiasi tentativo presidenziale di eliminare il voto per corrispondenza finirebbe quasi certamente in tribunale. A marzo, Trump ha emesso un ordine esecutivo che mirava a impedire ai funzionari elettorali di accettare le schede elettorali per corrispondenza ricevute dopo il giorno delle elezioni, anche se gli elettori le avessero spedite prima. Un tribunale ha bloccato la disposizione, ma a novembre la Corte Suprema ha accettato di esaminare un caso del Mississippi che affronta la stessa questione e, se i giudici esprimessero un giudizio favorevole, i voti per posta arrivati in ritardo potrebbero non contare più nelle prossime elezioni di metà mandato. 2) Spingere gli stati repubblicani a ridisegnare i distretti della Camera dei Rappresentanti Trump ha fatto pressioni sui leader repubblicani in diversi stati affinché ridisegnassero i confini dei distretti elettorali, senza aspettare il 2030, per ottenerne un vantaggio. I repubblicani hanno già reso nove distretti più favorevoli per sé in Ohio, Missouri, Carolina del Nord e Texas e stanno valutando la possibilità di ridisegnarli anche in Florida. I repubblicani, al momento, detengono la maggioranza con 218 seggi contro 213, e una manciata di seggi potrebbe determinare il controllo della Camera dopo il 2026. Se l'operazione andasse a buon fine, i repubblicani potrebbero ottenere abbastanza seggi per proteggere la loro risicata maggioranza alla Camera, anche se i democratici dovessero ottenere buoni risultati e conquistare nuovi seggi. Nel frattempo, gli elettori in California hanno approvato a novembre un piano che potrebbe assegnare ai democratici fino a cinque seggi in più, e i democratici in Virginia e in altri stati stanno cercando di ridisegnare i confini per compensare i guadagni dei repubblicani. In tutto questo, la Corte Suprema dovrebbe pronunciarsi entro l'estate su un caso che potrebbe reinterpretare il Voting Rights Act e consentire ai repubblicani di ridisegnare i distretti nelle comunità afroamericane e ispaniche a proprio vantaggio. 3) Attaccare le macchine per il voto Trump – che per anni ha condannato le macchine per il voto e ha affermato senza fondamento che fossero truccate – ad agosto ha dichiarato sui social media che avrebbe tentato di porre fine all'utilizzo delle macchine per il voto. Tuttavia, porre fine al loro utilizzo richiederebbe agli stati di reclutare centinaia di migliaia di scrutatori aggiuntivi. Il conteggio dei voti richiederebbe giorni, settimane o addirittura mesi, e i riconteggi e i ricorsi legali probabilmente aumenterebbero. La Commissione per l'Assistenza Elettorale, composta da membri di entrambi i partiti, non ha ancora adottato i nuovi standard per le macchine per il voto – richiesti da Trump nel 2025 con un ordine esecutivo – ma potrebbe farlo presto. Trump incontrerebbe ostacoli se cercasse di limitare l'uso delle macchine per il voto, poiché la Costituzione autorizza gli stati e il Congresso, non il presidente, a stabilire le regole elettorali. 4) Chiedere un nuovo censimento che escluda gli immigrati privi di documenti Ad agosto, Trump ha suggerito di voler condurre un censimento con cinque anni di anticipo rispetto alla scadenza prevista del 2030, escludendo le persone presenti illegalmente nel Paese. Il censimento della popolazione si svolge ogni 10 anni e la direttiva di Trump, se attuata, avrebbe conseguenze significative per le elezioni. Il censimento, infatti, viene utilizzato per determinare quanti voti elettorali riceve ogni stato per le elezioni presidenziali, quanti seggi alla Camera dei Rappresentanti spettano a ciascuno stato e come gli stati definiscono i propri distretti elettorali. Un censimento anticipato si troverebbe quasi certamente ad affrontare ricorsi legali da parte di gruppi per i diritti di voto e altri che sostengono che l'esclusione di qualsiasi residente violerebbe la Costituzione. La Corte Suprema finirebbe per avere, anche in questo caso, l’ultima parola. Il tempo stringe per un nuovo censimento prima delle elezioni del 2026, poiché il processo richiederebbe mesi per essere completato e molti stati terranno le primarie già in primavera. Tuttavia, Trump potrebbe continuare a insistere per realizzarne uno prima delle elezioni presidenziali del 2028. Se ci riuscisse, fra tre anni, lo scenario diventerebbe più incerto che mai. E a vantaggio dei Repubblicani. (di Iacopo Luzi)

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Oggi è il World Pizza Day 2026, ecco le proposte 'bandiera' dei maestri pizzaioli

(Adnkronos) - Il 17 gennaio si celebra il World Pizza Day e con esso un simbolo di Made in Italy, di convivialità, di gioia ma anche di visione. Negli ultimi anni l’intero settore ha conosciuto una forte crescita, che ha portato a un’evoluzione del concetto stesso di pizzeria e di pizza, oggi sempre più legato a ricerca e qualità. Ecco allora alcune proposte di 'pizze bandiera' da tutta Italia dei migliori maestri pizzaioli per questa settimana speciale. - 'La Rinforzata' di Diego Vitagliano (10 Diego Vitagliano a Napoli, Pozzuoli, Bagnoli, Roma). Il maestro degli impasti napoletano continua a sorprendere senza mai perdere la propria identità. Propone 'La Rinforzata: cavolfiore marinato e gratinato con soia, senape, colatura di alici, Fior di latte dei Monti Latteria Sorrentina, acciughe di Cetara, grattugiata di mandorle tostate, tartufo nero e Cacioricotta cilentano. - 'Valeria da nonna' di Pier Daniele Seu (Seu Pizza a Roma). Il nuovo Seu, dagli ambienti rinnovati e raffinati, porta in tavola il sapore di casa: polpette al sugo, pomodoro arrosto, fonduta di parmigiano, pecorino, battuto mediterraneo e basilico. Poi la proposta per il Tac-Thin and crunchy di Roma: 'L'assoluto di crucifere'. Le proposte assolute di Seu sono la sua cifra, qui in chiave Vegan: crema di cavolfiore giallo, broccolo romanesco arrosto, cavolfiore viola in soluzione citrica, crema di broccolo verde e senape, cavoletti di bruxelles, chips di cavolo nero e nocciole. - 'Faccio un salto ai Castelli' (Pizza & Bolle a Roma). Freschissimi di rebranding, l'insegna dedicata alla 'Romana' propone una pizza del territorio romano: crema di patate arrosto, patate saute, porchetta, riduzione al balsamico e salsa tzatziki. Immancabile l'abbinamento: Champagne De Venoge - Extra Brut. Mentre l'insegna dedicata alla 'pizza napoletana' propone un abbinamento mediterraneo: fior di latte, guanciale, teriyaki, zenzero marinato, pecorino semistagionato e pepe sichuan. Abbinamento: La Piotta Misunderstanding - Frizzante. Infine, l'insegna dedicata alla teglia da asporto propone una pizza diversa, ispirata a un grande classico della cucina newyorkese, la pizza Pastrami: Misticanza, Pastrami, Cetriolini Jumbo, Senape, Olio evo. - 'Transumanza' di Luca Cornacchia (Fermenta Pizzeria a Chieti). Rievocando l'esperienza dei pastori che spostavano i greggi di pecore con un fagotto in spalla, arriva 'Transumanza', un padellino tripla lievitazione 100% cotto al vapore ripieno di pecora alla callara sfilacciata (lunga cottura). A sigillare il fagotto e a preservare il crunch del morso, cacio cavallo podolico. - 'Funghi e crema pasticcera salata' di Alessandro Santilli (Frumentario a Roma). Alessandro Santilli con il suo format di chiusura al bancone continua a stupire con tecniche e preparazioni da chef: funghi plerotus ripassati con aglio olio e prezzemolo, crema pasticcera salata al provolone affumicato e demi-glace con senape in grani. Nono solo, in onore della settimana dedicata alla pizza, per tutti coloro che sceglieranno questa pizza presso il locale, in omaggio un assaggio della visione di Margherita, pizza signature di Alessandro. - 'Animelle, lenticchie e cipolla' (Bonci a Roma). Il re degli impasti noto in tutto il mondo, Gabriele Bonci, propone: hummus di lenticchie di Rascino, animelle e cipolla fritta al miele. - 'Pizza da 10' di Max Crunch (Ripiena a Roma). Questa è una pizza iconica per Massimiliano Ceccarelli (alias Max Crunch) che richiama quella celebre di ‘Gianni al Mattone’, ribattezzata la ‘Pizza da 10’ da Max e 'Franchino Er Criminale' durante il loro video realizzato nella pizzeria di Primavalle, e che oggi qui da ‘Ripiena’ si chiama proprio così, ‘Pizza da 10’: polpa di granchio, insalata e maionese. Per i veri amanti degli anni ’80. - 'Non è una pizza per napoletani (pizza&ananas)' (Bro a Napoli). Due fratelli, Ciro al forno e Antonio in sala, rendono la ruota di carro più contemporanea che mai con: salame piccante, fior di latte, composta di ananas piccante, fonduta di provolone del Monaco Dop, basilico e olio evo. - 'Aglio olio e peperoncino' di Roberta Esposito (Brando pizza bistrot a Gioia del Colle, in Puglia). La pizzaiola più premiata dell'anno porta tante novità in Puglia, come la versione sottile del suo impasto. Per il World Pizza Day propone una ricetta classica ma vincente: Mozzarella di Gioia del Colle Dop, Aglio, Crumble di Pane all'Aglio e Peperoncino, Pomodori Secchi, Peperoncini Peruviani Gialli e Rossi. - 'Salsiccia e friarielli' di Federico e Francesco De Maria (I Vesuviani a Napoli). I fratelli Federico e Francesco, pizzaioli 'da zero generazioni', difendono il territorio con un grande classico campano: ruota di carro con friarielli alla napoletana, salsiccia di suino umbro, provola e pecorino bagnolese. - 'La Capovolta' di Valerio Iessi e Daniele Ferrara (I Borboni a Pontecagnano Faiano, Salerno). La ricerca sugli impasti continua e vede nel 2026 una nuova proposta reale nel menu: 'I Capovolti'. I padellini vengono cotti 'al contrario' e girati prima di essere serviti. Una dedica al felice errore delle sorelle Tatin. Una delle tre proposte è Partenope al Fumo: scarola saltata con olive nere e capperi, trito di noci e provola di Agerola. - 'La Cosentina con rape e salsiccia' di Pasqualino De Giuseppe (De Giuseppe Pizzeria a Cosenza). Dopo il restyling la scelta stilistica di portare in tavola solo la pizza cosentina (bassa e ampia, un mix tra una ruota di carro e una pizza romana). Qui: rape, fior di latte, salsiccia di fegato, olio evo e basilico. Tutto esclusivamente calabrese. - 'La nostra Sud' dei cugini Sorce (Sitari - Sorce family ad Agrigento). Una proposta che parla di territorio, quella dei giovani ragazzi siciliani Giorgio, Filippo, Alberto e Giorgio: 'La nostra Sud' con fior di latte, bresaola di tonno, datterino giallo semi secco, cipolla marinata, scorza di limone, basilico, pepe, olio. -'Bottega', la pizza di Luca Mastracci (Mercato Centrale a Roma). In occasione della Giornata mondiale della pizza, sabato 17 gennaio alle ore 11, Luca Mastracci (Bottega della pizza) guiderà una masterclass presso lo Spazio Fare del Mercato Centrale Roma così composta: parte teorica dedicata alle farine e alle nozioni essenziali sugli impasti; spiegazione e dimostrazione dell’impasto diretto; sessione pratica, in cui ciascun partecipante realizzerà il proprio impasto per la pizza tonda napoletana, imparando anche i trucchi per una corretta stesura; esperienza della cottura nel forno a legna, con possibilità di assistere e partecipare; assaggio della pizza di Luca e possibilità di portare a casa l'impasto realizzato.

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Rifiuti, indagine: un italiano su due non conosce i Raee ma il 73% si considera preparato sul riciclo

(Adnkronos) - Il Consorzio Erp Italia, uno dei principali Sistemi Collettivi senza scopo di lucro attivi in Italia per la gestione dei Raee (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e dei rifiuti di pile e accumulatori, ha realizzato l’indagine Swoa – Survey Waste & Opportunities Awareness – con l’obiettivo di misurare il livello di conoscenza, percezione e comportamento degli italiani rispetto al riciclo dei rifiuti elettronici. La fotografia emersa dalla ricerca, condotta su un campione rappresentativo di oltre 1.200 cittadini tra i 20 e i 60 anni, restituisce un quadro chiaro: il tema dei Raee è ancora poco conosciuto, nonostante la crescente attenzione verso la sostenibilità. Il 73% degli italiani si considera preparato, ma più della metà (56%) non sa cosa significhi l’acronimo Raee, e solo il 44% lo collega correttamente ai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Anche i comportamenti dichiarati raccontano di un’Italia a due velocità: il 41% afferma di riciclare correttamente i Raee, ma tra questi una parte significativa li conferisce in modo scorretto – il 25% nell’indifferenziato e il 22% tramite operatori non ufficiali. Il 36% conserva dispositivi elettronici a casa perché non sa dove portarli. Un dato che evidenzia come la volontà di fare bene ci sia, ma sia spesso frenata dalla mancanza di informazioni pratiche o dalla difficoltà di accesso ai punti di raccolta.Accanto a questi ostacoli culturali e logistici, l’indagine evidenzia una domanda latente di servizi più vicini ai cittadini. Tra le proposte più condivise spiccano l’introduzione di contenitori condominiali dedicati (65%), la raccolta porta a porta anche per i Raee (60%) e più campagne informative sui canali tradizionali e digitali (55%).

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