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(Adnkronos) - Il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di sospensione immediata della delibera del Consiglio dei ministri che ha fissato al 22 e 23 marzo la data per la votazione del referendum sulla giustizia. L’udienza per discutere il ricorso presentato dai 15 promotori della raccolta firme è fissata per il 27 gennaio. “Il Tar è stato molto sensibile alla nostra richiesta e come sempre la giustizia amministrativa è molto celere – afferma all’Adnkronos l’avvocato Pietro Adami che insieme all’avvocato Carlo Contaldi La Grotteria rappresenta i promotori della raccolta firme – Nonostante non ci abbia potuto dare una sospensione immediata del provvedimento ci ha dato però un’udienza in un termine molto breve, il 27 gennaio e per questo siamo molto soddisfatti”. "Come era facile intuire, il Tar ha respinto l’istanza cautelare del comitato promotore della raccolta di firme popolari. Era del tutto evidente che mancavano le ragioni giuridiche per sospendere la decisione del Consiglio dei Ministri sulla data del voto referendario. Del resto, la firma da parte del Presidente della Repubblica Mattarella del decreto di indizione del referendum era già garanzia della sua perfetta legittimità. Ci auguriamo che i diversivi e i tentativi di distrarre l'attenzione dal merito della riforma si concludano al più presto per lasciare spazio a un confronto serio, al riparo dalle troppe fake new circolate in queste settimane". Lo dichiara il senatore di Forza Italia Pierantonio Zanettin. “Che vengano presentati forse, che vengano accolti non credo proprio”. Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio, arrivando nell’aula dei gruppi parlamentari per la presentazione del suo nuovo libro, ha risposto a una domanda dei cronisti sul timore sulla presentazione di ricorsi contro la data del referendum sulla riforma della giustizia.
(Adnkronos) - Staffetta generazionale, managerializzazione di 20mila pmi industriali e una riflessione sulla base fiscale del futuro: sono queste le tre leve strategiche indicate da Federmanager nel corso dell’evento 'Work shortage e sfida demografica: verso un nuovo paradigma del lavoro', promosso da Federmanager insieme all’Associazione Allievi della Scuola nazionale dell’Amministrazione. “L’Italia - ha spiegato Valter Quercioli, presidente di Federmanager - deve mettere in campo una vera staffetta generazionale per non perdere futuro. Il work shortage non è mancanza di competenze, ma incapacità di valorizzarle. Ogni manager che lascia il lavoro senza trasferire know-how è un pezzo di competitività che il Paese perde. Ora servono decisioni, non rinvii”. Nel suo intervento, Quercioli ha richiamato la necessità di una lettura strutturale del work shortage, legata all’andamento demografico che sta riducendo la forza lavoro e mettendo sotto pressione il sistema economico e sociale. Secondo le più recenti previsioni di Istat ed Eurostat, nei prossimi dieci anni l’Italia rischia di perdere oltre 4 milioni di lavoratori, con un impatto destinato a protrarsi fino al 2050. In questo contesto nasce la proposta di staffette generazionali strutturate, non episodiche, che consentano a management senior e giovani professionisti di lavorare insieme in percorsi programmati di mentoring, advisory, temporary management e flessibilità organizzativa. Un nuovo patto generazionale che permetta di mantenere attivo il capitale umano più esperto, accelerare la crescita delle nuove generazioni e ridurre la pressione sul welfare pubblico. Ma secondo Federmanager la risposta alla crisi demografica non può fermarsi al solo numero di occupati. “Con meno persone al lavoro - ha proseguito Quercioli - la sostenibilità del sistema dipenderà sempre di più dal valore aggiunto prodotto per addetto. Per questo proponiamo un programma di managerializzazione di almeno 20mila pmi industriali e di servizi alle imprese, oggi poco strutturate ma con alto potenziale di crescita. Attualmente solo il 5% delle imprese industriali italiane è managerializzato, ma produce la gran parte del valore del Made in Italy competitivo sui mercati internazionali, con livelli di produttività comparabili a quelli di Germania e Francia”. Questo quadro rende inevitabile una riflessione sulla base fiscale del futuro: “se una quota crescente di valore aggiunto sarà generata da automazione e sistemi digitali, senza tradursi in base occupazionale, diventerà necessario interrogarsi su come quel valore possa contribuire in modo equo e sostenibile al finanziamento del welfare, evitando che il carico ricada su un numero sempre più ristretto di lavoratori”. “La demografia agisce lentamente, ma i suoi effetti sul lavoro sono già qui e non ammettono scorciatoie - ha concluso Quercioli - Federmanager continuerà a portare la voce del management nel dialogo con le istituzioni, perché il futuro del lavoro si costruisce ora, con scelte tempestive, coerenti e durature”.
(Adnkronos) - Nel 2025, grazie alla collaborazione tra Nespresso e Banco Alimentare dell’Emilia Romagna, sono stati donati 100 quintali di riso, equivalenti a oltre 100mila piatti, destinati a circa 200 organizzazioni benefiche nel solo territorio regionale. E’ il risultato del progetto di economia circolare ‘Da Chicco a Chicco' di Nespresso che dal 2011, grazie all’impegno di chi sceglie di riciclare le capsule di caffè in alluminio esauste di Nespresso, consente di rigenerare i due materiali di cui sono composte: l’alluminio e il caffè esausto. L’impatto del progetto in Emilia Romagna è stato possibile soprattutto grazie all’impegno mostrato nella raccolta delle capsule esauste: da gennaio a ottobre 2025, nella Regione sono state infatti recuperate circa 150 tonnellate di capsule esauste, attraverso i 44 punti di raccolta presenti sul territorio regionale tra Boutique Nespresso e isole ecologiche partner dell’iniziativa, da cui sono state rigenerate più di 85 tonnellate di caffè, trasformate poi in compost, e 8 tonnellate di alluminio, avviate a nuova vita per trasformarsi in altri oggetti. Risultati che dimostrano come dal riciclo delle capsule di caffè esauste possono nascere nuovi oggetti, compost, riso e aiuti solidali, con un impatto concreto sul territorio e le persone. Il progetto è nato nel 2011 dalla collaborazione con Cial (Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio), Utilitalia e Cic (Consorzio italiano Compostatori), per offrire la possibilità di riconsegnare le capsule esauste in alluminio nelle isole ecologiche partner dell’iniziativa e presso le Boutique Nespresso, per un totale di oltre 200 punti di raccolta attualmente distribuiti sul territorio nazionale. Una volta raccolte dai gestori dei servizi ambientali, le capsule vengono poi trattate in un apposito impianto, affinché il caffè e l’alluminio vengano separati e avviati a recupero. L’alluminio, materiale riciclabile infinite volte, viene destinato alle fonderie per essere trasformato in nuovi oggetti come penne, biciclette, segnalibri e molto altro. Il caffè esausto, invece, viene destinato a un impianto di compostaggio per la sua trasformazione in compost, fertilizzante naturale che successivamente può essere ceduto a una risaia italiana. Da quel riso, poi riacquistato da Nespresso, nascono milioni di pasti donati e distribuiti attraverso Banco Alimentare e, dal 2024, anche dalle Cucine Mobili e dai Market solidali di Fondazione Progetto Arca. “Grazie al nostro progetto Da Chicco a Chicco, un gesto semplice come restituire le capsule esauste può generare un impatto concreto sul territorio e sulle persone, sia a livello locale, come anche qui in Emilia Romagna, sia a livello nazionale - ha dichiarato Matteo Di Poce, specialista in Sostenibilità di Nespresso Italiana - Un ciclo virtuoso, concreto e misurabile e un progetto che dimostra chiaramente come economia circolare e solidarietà possano lavorare insieme, trasformando quelli che sono possibili materiali di scarto in risorse preziose per le comunità e per l’ambiente. Un progetto che da oltre 14 anni parla di impegno sul territorio e di supporto concreto alle realtà locali. Ogni anno, la donazione del riso rappresenta per noi un momento importante, di cui siamo estremamente fieri, perché possiamo raggiungere direttamente le persone con un primo aiuto, donando non solo un piatto di riso, ma anche un momento di attenzione e cura”. “Siamo entusiasti di questa collaborazione con Nespresso - ha affermato Gianluca Benini, direttore di Banco Alimentare Emilia-Romagna - che ci consente di donare 10.080 kg di riso a circa 200 tra le realtà solidali convenzionate con il Banco sul nostro territorio, impegnate ad aiutare oltre 20mila persone in difficoltà. Ringraziamo Nespresso per averci resi partecipi di questa iniziativa che non solo ci consente di distribuire un prodotto di qualità, ma che rappresenta anche il risultato di un percorso virtuoso orientato alla cultura del recupero. Da più di 30 anni, Banco Alimentare lavora con questo obiettivo, recuperando alimenti ancora ottimi e facendoli arrivare là dove servono davvero”. A livello nazionale, ‘Da Chicco a Chicco’ continua a crescere: dal 2011 oltre 13.500 tonnellate di capsule esauste recuperate, più di 800 tonnellate di alluminio restituite ai circuiti produttivi, quasi 8mila tonnellate di caffè residuo trasformate in compost e più di 7.700 quintali di riso generati, equivalenti a oltre 8 milioni di piatti distribuiti nella rete capillare dedicata del Paese. Sempre a livello nazionale e solo nel 2025, sono stati donati oltre 1.300.000 di piatti di riso, frutto dell’attività coordinata dalle sedi regionali del Banco Alimentare e del lavoro di prossimità di Fondazione Progetto Arca.