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Amsterdam congelata: si scivola tra strade ghiacciate e scene surreali

(Adnkronos) - Negli ultimi giorni Amsterdam è stata colpita da un’ondata di freddo intenso, con neve e temperature ben sotto lo zero che hanno ricoperto le strade della città di ghiaccio. Le immagini diventate virali mostrano vie come Prinsengracht dove pedoni, ciclisti e ...

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Università: domani alla Lum presentazione libro Giorgio Perinetti

(Adnkronos) - Domani, mercoledì 14 gennaio, alle ore 11, l’università Lum 'Giuseppe Degennaro' ospiterà un nuovo appuntamento di open day con Giorgio Perinetti e Michele Pennetti, co-autori del libro 'Quello che non ho visto arrivare. Emanuela, l'anoressia e ciò che resta di ...

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Meno piogge ma più intense, le precipitazioni in Italia negli ultimi 200 anni

(Adnkronos) - In Italia piove meno ma in modo più violento. È questo il quadro delineato da un nuovo studio dell’Università di Pisa, firmato da Marco Luppichini e Monica Bini del Dipartimento di Scienze della Terra e pubblicato sulla rivista internazionale ...

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Amsterdam congelata: si scivola tra strade ghiacciate e scene surreali

(Adnkronos) - Negli ultimi giorni Amsterdam è stata colpita da un’ondata di freddo intenso, con neve e temperature ben sotto lo zero che hanno ricoperto le strade della città di ghiaccio. Le immagini diventate virali mostrano vie come Prinsengracht dove pedoni, ciclisti e persino automobilisti scivolano vistosamente, costretti a muoversi con estrema cautela perché l’asfalto è diventato una sorta di pista di pattinaggio naturale improvvisata. I video pubblicati sui social raccontano scene quasi surreali: persone che perdono l’equilibrio, si trascinano con le mani sull’iceberg urbano per avanzare, e altri che scivolano con le proprie scarpe o bici lungo i marciapiedi e le carreggiate. Questo fenomeno è dovuto al rapido congelamento dell’umidità e della neve accumulata sulla superficie stradale, che crea uno strato di ghiaccio sottile ma estremamente scivoloso. Le autorità hanno invitato i cittadini a prestare molta attenzione negli spostamenti, perché queste condizioni rendono la mobilità quotidiana urbana molto più difficile e pericolosa. Anche i servizi di trasporto sono stati colpiti da disagi, con cancellazioni o ritardi su voli e treni. In passato simili condizioni — con canali che ghiacciano e piste di ghiaccio naturali tra i corsi d’acqua — erano considerate quasi leggendarie ad Amsterdam, ma con il cambiamento climatico questi eventi sono diventati più rari, rendendo questi momenti particolarmente spettacolari per chi li vive.

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Università: domani alla Lum presentazione libro Giorgio Perinetti

(Adnkronos) - Domani, mercoledì 14 gennaio, alle ore 11, l’università Lum 'Giuseppe Degennaro' ospiterà un nuovo appuntamento di open day con Giorgio Perinetti e Michele Pennetti, co-autori del libro 'Quello che non ho visto arrivare. Emanuela, l'anoressia e ciò che resta di bello'. L’incontro rappresenta un’importante occasione di confronto e sensibilizzazione sui temi del disagio psicologico giovanile, oltre che un momento di approfondimento sulle attività e sugli strumenti di supporto che l’Ateneo mette a disposizione dei propri studenti. Dopo i saluti del Rettore, prof. Antonello Garzoni, introdurrà l’iniziativa il professor Leonardo Fazio, referente del servizio 'Lum Ascolta', che sarà presentato nel corso dell’evento come testimonianza dell’attenzione dell’università al benessere della persona e alla centralità dello studente.

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Meno piogge ma più intense, le precipitazioni in Italia negli ultimi 200 anni

(Adnkronos) - In Italia piove meno ma in modo più violento. È questo il quadro delineato da un nuovo studio dell’Università di Pisa, firmato da Marco Luppichini e Monica Bini del Dipartimento di Scienze della Terra e pubblicato sulla rivista internazionale Atmospheric Research. La ricerca ha analizzato per la prima volta oltre 200 anni di dati pluviometrici provenienti da archivi storici e reti strumentali moderne per ricostruire l’evoluzione delle piogge in sei grandi aree climatiche italiane. Dai risultati emerge che le minori quantità di pioggia si registrano soprattutto in Pianura Padana e nell’Alto Adriatico, con tre grandi minimi storici attorno al 1820, 1920 e 1980. Gli eventi più estremi, cioè i picchi di maggiore intensità delle precipitazioni, emergono nella stessa area con valori massimi intorno al 1870, 1930 e 2003. Un aumento marcato dell’intensità delle precipitazioni riguarda anche le regioni liguri-tirreniche, comprese Toscana e Lazio, lungo tutto il periodo dal XIX secolo a oggi. Secondo lo studio, la causa principale di questo cambiamento è il riscaldamento globale, che sta modificando il modo in cui circolano le masse d’aria sopra l’Europa e il Mediterraneo. Le perturbazioni atlantiche arrivano meno spesso in Italia perché alcune grandi configurazioni atmosferiche, come l’anticiclone delle Azzorre, sono diventate più forti e bloccano le piogge. Allo stesso tempo, si è indebolito il sistema ciclonico del Golfo di Genova, che normalmente porta molta della pioggia nella penisola. Al quadro si aggiunge un Mediterraneo sempre più caldo che genera umidità ed energia a livello atmosferico: questo non fa aumentare la pioggia, ma rende le singole precipitazioni più intense e violente. “Questa combinazione, meno piogge ma più intense, delinea scenari futuri complessi - spiega Marco Luppichini - da un lato, il calo della precipitazione media riduce la capacità di ricarica delle falde, accentua la siccità estiva e mette sotto pressione i sistemi idrici, soprattutto nelle zone più popolate e agricole come la pianura Padana, le regioni tirreniche e l’entroterra appenninico. Dall’altro, l’aumento dell’intensità degli eventi meteorici amplifica la possibilità di frane, alluvioni improvvise e sovraccarichi delle infrastrutture urbane, con ricadute già oggi osservabili in molte aree del Nord-Ovest e del Tirreno centrale”. Nel dettaglio, negli ultimi due secoli l’andamento nelle sei grandi aree climatiche italiane è simile, anche se con intensità diverse. Nelle Alpi la quantità di pioggia è rimasta nel complesso stabile, ma sono aumentati gli episodi più intensi. La Pianura Padana e l’Alto Adriatico sono l’area dove il cambiamento è più evidente, con forti cali delle precipitazioni totali e un aumento continuo dell’intensità. L’Adriatico centro-meridionale ha visto una diminuzione delle piogge e una forte variabilità dell’intensità, che risale negli ultimi vent’anni. Le regioni liguri e tirreniche mostrano un leggero ma costante calo delle precipitazioni e un aumento regolare della loro intensità. Nell’Appennino centro-meridionale le piogge diminuiscono nettamente dal Novecento, mentre l’intensità cresce in modo irregolare. Anche il Sud e la Sicilia confermano il trend nazionale: dopo un primo aumento, le piogge totali si stabilizzano e calano negli anni Ottanta, mentre l’intensità cresce soprattutto negli ultimi decenni. “Comprendere queste dinamiche è fondamentale per progettare misure di adattamento efficaci - conclude Bini - A causa del riscaldamento globale, gli andamenti che abbiamo rilevato nelle serie storiche potrebbero accentuarsi nei prossimi decenni rendendo lo scenario futuro ancora più instabile, con meno piogge ed episodi più estremi”.

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