ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - "In questi anni il governo Meloni ha lavorato con determinazione per restituire all'agricoltura e agli agricoltori il ruolo centrale che meritano. Oggi stiamo mettendo al centro l’innovazione e la sostenibilità, pilastri per garantire la sicurezza alimentare dell’Italia e dell’Europa. Il cibo non è solamente produzione di nutrimento, ma è anche manutenzione del territorio, creazione di ricchezza nel senso più ampio possibile e deve dunque essere al centro dell'agenda politica". Esordisce così Francesco Lollobrigida, ministro dell’agricoltura, nel corso della presentazione del Manifesto per il Biocontrollo, illustrato oggi a Roma da Agrofarma e FederBio nel corso dell’evento istituzionale promosso con il sostegno del senatore Luca De Carlo, presidente della Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare del Senato, e svoltosi alla Sala Isma del Senato della Repubblica. “È fondamentale accelerare l'accesso ai mercati per i prodotti di nuova generazione, contenendo i ritardi burocratici che rischiano di penalizzare l'Europa rispetto ai nostri competitor internazionali -. aggiunge il ministro - Allo stesso tempo continuiamo a sostenere con forza il principio di reciprocità: ciò che imponiamo ai nostri imprenditori, come le importanti regole su lavoro e ambiente, deve essere imposto anche ai prodotti che entrano in Europa. Essi non possono concorrere con prezzi più bassi derivanti dal mancato rispetto delle norme che imponiamo ai nostri produttori Ue”. “Essere all’avanguardia in settori come quello del biologico è per noi motivo di vanto - continua ancora Lollobrigida - ma, anche in quel caso, i costi di produzione sono più alti. Il prodotto biologico deve quindi essere riconoscibile sul mercato, per garantire un prezzo giusto, che tenga conto dei maggiori costi di produzione. Dobbiamo sostenere le nostre imprese e valorizzare il nostro modello virtuoso con un pragmatismo che sappia coniugare al meglio la sostenibilità ambientale con quella economica, due prerogative che devono viaggiare di pari passo” conclude.
(Adnkronos) - Nel 2026 nel terziario italiano mancheranno fino a 275mila lavoratori, destinati a diventare 470mila entro il 2035. Servizi e turismo, da soli, già oggi registrano oltre 200mila posizioni scoperte. Sono le stime dello studio di Confcommercio, realizzato in collaborazione con l’università degli studi Roma tre, diffuse in occasione del forum. ''Il problema -secondo l'associazione- non sarà più solo quantitativo perché bisognerà trovare persone con il profilo giusto: oggi, infatti, il 70% delle posizioni scoperte dipende dalla carenza di candidati e il 30% dalla mancanza di competenze, ma tra 10 anni il gap di competenze salirà fino a quasi il 45%''. Questo disallineamento tra competenze richieste e disponibili ''crescerà per diplomati e università (fino a oltre il 90% per le lauree triennali e magistrali), mentre gli istituti tecnologici superiori, con un mismatch che resterà molto più contenuto, intorno al 23-25%, si confermano il canale formativo più vicino ai fabbisogni delle imprese'', osserva Confcommercio. ''Aumenteranno anche i rapporti di lavoro fragili con oltre 70mila cessazioni nei primi sei mesi (+45%) e crescita delle dimissioni (+65%) e dei mancati rientri al lavoro (dal 22,8% al 26,9%), mentre l’obsolescenza delle competenze rischia di ridurre la produttività fino al 15%. La carenza di lavoratori nel terziario è un fenomeno strutturale legato, principalmente, a demografia, innovazione e trasformazione del lavoro e dei consumi''. ''Giovani, donne, lavoratori stranieri e senior e apprendistato sono i bacini nei quali è possibile 'recuperare' i lavoratori mancanti'', secondo l'associazione. Per contrastare questa emergenza, Confcommercio indica alcune linee di azione prioritarie. Tra queste, ''rafforzamento degli its, revisione dei percorsi universitari per renderli più coerenti con il mercato, potenziamento dell’orientamento e collaborazione strutturata tra scuola e imprese. Sul versante delle imprese: riprogettazione dei ruoli, investimenti nel capitale umano, integrazione dell’intelligenza artificiale, sviluppo di programmi di formazione continua, certificazioni flessibili per contrastare l’obsolescenza delle competenze e valorizzazione del ruolo dei fondi paritetici interprofessionali''. Nell’ambito delle politiche pubbliche: ''Programmazione di lungo periodo e politiche mirate per accompagnare le trasformazioni del lavoro e sostenere la crescita del settore''.
(Adnkronos) - “L’Unione Europea ha spostato gli obiettivi dalla raccolta al riciclo dei rifiuti e questo cambia profondamente l’approccio che dobbiamo adottare”. Lo ha detto Carmelina Cicchiello, dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, intervenuta alla presentazione, a Roma, della piattaforma Shift, il nuovo spazio di collaborazione per mettere a sistema competenze e sviluppare soluzioni integrate per acqua, energia e bioeconomia. “Per adempiere alle prescrizioni europee dobbiamo essere in grado di testimoniare il riciclo effettivo dei rifiuti e non soltanto la percentuale di raccolta differenziata. Questo significa fare un passo avanti e assicurare che il rifiuto rientri realmente nell’economia del Paese come Materia Prima Seconda”, ha spiegato Cicchiello, sottolineando la necessità di rafforzare l’intera filiera del recupero. Un passaggio che chiama in causa anche il ruolo dei cittadini. “Dobbiamo continuare a investire sempre di più nella comunicazione e nella sensibilizzazione, perché solo una corretta separazione dei rifiuti consente di ottenere materiali di qualità e quindi tassi di riciclo più elevati”, ha aggiunto. “In questo percorso le amministrazioni comunali devono continuare a svolgere un ruolo centrale, sensibilizzando su questo tema”, ha concluso Cicchiello.