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Una "Cenerentola moderna" in Bridgerton, da oggi su Netflix la quarta stagione

(Adnkronos) - Gli affezionati "lettori" di Lady Whistledown sono pronti per tornare nel mondo dell'alta società della 'Regency Era'. Oggi, giovedì 29 gennaio, Netflix rende disponibile la prima parte della quarta stagione di 'Bridgerton', una delle serie tv di maggiore ...

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Fiere, Napoleone (IT-EX): "Sono locomotiva Paese, aprono porte mercati internazionali"

(Adnkronos) - "IT-EX nasce nel 2024 per sostenere le grandi fiere internazionali italiane. Organizziamo 47 manifestazioni, abbiamo 26mila espositori, di cui 11mila esteri. Sono 2,8 mln i visitatori registratori, di cui 750mila internazionali. Di fatto il 5% delle ...

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Ambiente, progetto Grins: Italia sotto-assicurata di fronte ai nuovi rischi

(Adnkronos) - L’Italia presenta un significativo divario di copertura dei rischi. E sui nuovi rischi sociali e catastrofali, legati al cambiamento climatico, ha livelli di protezione nettamente inferiori alla media europea e Ocse. È questo il quadro che emerge dal ...

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Una "Cenerentola moderna" in Bridgerton, da oggi su Netflix la quarta stagione

(Adnkronos) - Gli affezionati "lettori" di Lady Whistledown sono pronti per tornare nel mondo dell'alta società della 'Regency Era'. Oggi, giovedì 29 gennaio, Netflix rende disponibile la prima parte della quarta stagione di 'Bridgerton', una delle serie tv di maggiore successo della piattaforma streaming. L'appuntamento è alle 9 del mattino. A partire da quel momento su Netflix saranno disponibili gli episodi 1, 2, 3 e 4 della nuova stagione. È solo la prima parte di 'Bridgerton 4': per la seconda bisognerà attendere il 26 febbraio. Al centro della storia, la ricerca dell'amore di Benedict Bridgerton (Luke Thompson). Il bohémien secondogenito rifiuta di sistemarsi, nonostante le insistenti richieste della madre, la matriarca Lady Violet Bridgerton (Ruth Gemmell). Finché, al ballo in maschera organizzato da Violet, Benedict rimane folgorato da una misteriosa Dama d’Argento dal volto coperto. Con l’aiuto, seppur riluttante, della sorella Eloise (Claudia Jessie), Benedict si lancia in società per scoprire l’identità della giovane donna. Ma in realtà, la donna dei suoi sogni non appartiene affatto all’alta società: è una brillante cameriera di nome Sophie Baek (Yerin Ha), al servizio della temibile padrona di casa, Araminta Gun (Katie Leung). Quando il destino porta Benedict e Sophie a rincontrarsi, lui si trova diviso tra la realtà dell’affetto per questa affascinante domestica e la fantasia della Dama d’Argento, ignaro che siano in realtà la stessa persona. L’incapacità di Benedict di vedere che le due donne sono una sola rischierà di distruggere la scintilla innegabile che li unisce? E l’amore può davvero vincere tutto, persino un legame proibito dalla società per via della differenza di classe? A ispirare il percorso di Benedict ci sono anche i matrimoni dei suoi fratelli - tra cui Francesca (Hannah Dodd) con John Stirling (Victor Alli) e Colin (Luke Newton) con Penelope (Nicola Coughlan), che affronta nuove sfide ora che la sua identità di cronista mondana è stata resa pubblica. La serie, interamente girata a Londra, è prodotta da Shonda Rhimes, Betsy Beers, Tom Verica e Chris Van Dusen. Jess Brownell è showrunner e produttore esecutivo. "La trasformazione più significativa di Benedict avviene quando incontra Sophie: mette insieme tutte le parti della sua vita, quella più fantastica e quella più reale. Grazie a lei cresce, fa un passo avanti", racconta Thompson. L’attore ha riflettuto anche sulla rappresentazione della mascolinità, descrivendo Benedict come un uomo libero da rigidità e ansie identitarie: "Spesso - soprattutto per gli uomini - le dinamiche dell’amore e del sesso portano a suddividere la vita in compartimenti, a cercare di controllare le emozioni. In un momento della stagione anche Benedict rischia di farlo". Ma, aggiunge, "non vive con angoscia. La sua sessualità non lo definisce. È curioso, aperto, non cerca di controllare tutto. C’è una delicatezza in lui, una qualità spesso attribuita alle donne, ma che lui possiede profondamente. Ed è bello vedere un uomo rappresentato così". Se Benedict cambia grazie a Sophie, è perché Sophie stessa è un personaggio costruito su una forte identità. Yerin Ha la descrive come "una Cenerentola moderna", capace di parlare al pubblico contemporaneo grazie alla sua forza e alla sua autonomia: "Ha barriere molto alte intorno a sé, non si accontenta di un uomo solo perché le offre qualcosa. E poi c’è il suo percorso di scoperta di sé, della propria identità e di cosa significhi essere innamorati e condividere la vita con qualcuno".

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Fiere, Napoleone (IT-EX): "Sono locomotiva Paese, aprono porte mercati internazionali"

(Adnkronos) - "IT-EX nasce nel 2024 per sostenere le grandi fiere internazionali italiane. Organizziamo 47 manifestazioni, abbiamo 26mila espositori, di cui 11mila esteri. Sono 2,8 mln i visitatori registratori, di cui 750mila internazionali. Di fatto il 5% delle imprese italiane fa l'80% dell'export del nostro Paese. Tutto ciò è rappresentato da It-Ex che ha la vocazione e la strategia essenziale di relazionarsi con le istituzioni. Il sistema fieristico è il vero motore, la vera locomotiva che consente alle nostre aziende di entrare nei mercati internazionali in una fase che sappiamo essere molto complessa, come da almeno 5 anni a questa parte". Così, in un'intervista ad Adnkronos/Labitalia, Raffaello Napoleone, presidente di IT-EX, l'associazione che rappresenta le fiere italiane a valenza internazionale. Secondo i dati dell'associazione l’81% degli espositori IT-EX ritiene che la fiera sia importante per la crescita della propria azienda. Ogni anno le vendite generate dai buyer conosciuti dagli espositori durante le fiere di IT-EX è pari a 40 miliardi di euro. E Napoleone rivendica che IT-EX "ha la vocazione e la strategia essenziale di relazionarsi con le istituzioni. In particolare faccio riferimento al Maeci, da cui dipende anche l'Istituto del commercio con l'estero (Ice) e al Mimit, che, anche per loro progetti specifici, e cioè il piano d'Azione del vice premier Tajani e il piano sul made in Italy del ministro Urso, sono veramente molto vicini al sistema fieristico italiano". Per il presidente di IT-EX "le fiere in assoluto, e questo da sempre, sono il veicolo più facilmente raggiungibile dall'impresa e dalla manifattura italiana per entrare nei mercati internazionali. Fiere che devono avere una 'doppia anima': un'anima nazionale, il che vuol dire organizzata in Italia nei vari poli fieristici che noi rappresentiamo e che rappresenta anche l'altra associazione importante del settore che è Aefi. E sono la base da cui poi si può partire secondo quelle che sono le situazioni congiunturali verso altri mercati, con l'altra anima, quella internazionale". In particolare, secondo Napoleone, "in un periodo storico con una geopolitica abbastanza complessa e in un'economia in fase di cambiamento le fiere sono il momento di aggregazione più importante sui mercati, ad esempio su quelli emergenti. Penso al Giappone e al Sud-est Asiatico. Si parla molto di Middle East, sappiamo che è molto importante Dubai e quindi gli Emirati. In questa fase anche l'Arabia Saudita si sta muovendo molto bene e fra 5 anni ci sarà l'Expo", sottolinea.

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Ambiente, progetto Grins: Italia sotto-assicurata di fronte ai nuovi rischi

(Adnkronos) - L’Italia presenta un significativo divario di copertura dei rischi. E sui nuovi rischi sociali e catastrofali, legati al cambiamento climatico, ha livelli di protezione nettamente inferiori alla media europea e Ocse. È questo il quadro che emerge dal workshop 'Insurance, Climate, Health, Financial Stability', dove la Fondazione Grins - Growing Resilient, INclusive and Sustainable, con le Università di Napoli Federico II e Università Ca’ Foscari Venezia, Ania e Eief, ha presentato studi e approfondimenti sul tema. Sul fronte dei rischi sociali di lungo periodo, come la non autosufficienza, la copertura assicurativa privata è marginale ma soprattutto emerge che meno di 4 italiani su 10 conoscono strumenti assicurativi dedicati e la protezione resta affidata quasi interamente alla famiglia e alla spesa pubblica, che copre solo una parte dei costi effettivi. Per i rischi climatici e naturali, il quadro è ancora più critico, solo una quota minima delle famiglie è assicurata contro alluvioni, terremoti e frane e tra le imprese, solo il 7% risulta coperto contro le calamità naturali, ma quello che più colpisce è che oltre l’80% delle microimprese non dispone di alcuna protezione. E le microimprese sono oltre il 99% delle imprese italiane. L’Italia è uno tra i Paesi più esposti d’Europa a eventi estremi e con una popolazione in rapido invecchiamento, la sottoassicurazione è evidente, con conseguente aumento di costi economici e sociali e della dipendenza da interventi pubblici emergenziali. Nel workshop 'Insurance, Climate, Health, Financial Stability', che ha riunito economisti, studiosi e rappresentanti delle istituzioni, Grins ha presentato nuove evidenze empiriche per comprendere perché la copertura resti così bassa e individuare possibili indicazioni di policy per rafforzare la resilienza del Paese. Al centro dei lavori, tre studi. Il punto di partenza poggia sul modello storicamente centrato sui rischi 'tradizionali' che deve essere innovato in quanto sempre meno adeguato a una società caratterizzata da invecchiamento demografico, cambiamento climatico e maggiore esposizione a shock sistemici. Il primo studio Grins analizza la disponibilità degli individui a pagare per l’assicurazione contro la non autosufficienza (Long-Term Care), utilizzando un esperimento su un campione rappresentativo della popolazione italiana. I risultati hanno scattato la seguente fotografia: la consapevolezza dei costi e dei rischi della non autosufficienza è molto limitata; fornire informazioni corrette su probabilità e costi aumenta la disponibilità a contribuire di circa il 15%, pari a circa 3 euro mensili in più; l’effetto è particolarmente forte tra i soggetti inizialmente meno informati, come donne e individui senza coperture assicurative; su scala nazionale, ne emerge un potenziale di raccolta pari a circa un terzo della spesa pubblica attuale per la long-term care, segnalando ampi margini per un ruolo complementare dell’assicurazione privata. Il secondo lavoro Grins esamina la propensione dei cittadini a sostenere finanziariamente politiche di prevenzione contro i rischi idrogeologici, sempre più frequenti. L’analisi evidenzia che oltre metà degli individui è favorevole, in linea di principio, a contribuire a un fondo pubblico per la prevenzione. La diffusione di informazioni sugli impatti umani ed economici delle catastrofi naturali aumenta di circa 9 punti percentuali la probabilità di adesione. La disponibilità a pagare cresce in media di circa 25-30 euro all’anno per individuo. Tuttavia, la percezione del rischio di 'free riding' e della mancata partecipazione altrui può ridurre il sostegno. Nel complesso, una campagna informativa strutturata potrebbe generare fino a 250-270 milioni di euro aggiuntivi l’anno per la prevenzione, mostrando come informazione e fiducia collettiva siano determinanti cruciali. Il terzo contributo Grins analizza la copertura assicurativa delle imprese italiane contro i rischi catastrofali naturali, combinando dati Ania, informazioni geografiche sui rischi fisici e dati di bilancio. I risultati indicano una copertura particolarmente bassa tra micro e piccole imprese, che sono anche le più vulnerabili; esiste un forte disallineamento tra rischio fisico effettivo e decisione di assicurarsi in quanto l’esposizione a rischi sismici o idraulici aumenta la probabilità di copertura, ma in misura molto limitata. Fattori dimensionali, settoriali e territoriali contano più del rischio oggettivo. L’analisi conferma l’esistenza di un persistente 'protection gap', che rende le imprese italiane esposte a shock potenzialmente sistemici. La legge appena entrata in vigore di obbligo catastrofale per le aziende italiane introdotta nella legge di bilancio 2024 dovrebbe aiutare a ridurre il gap. Dallo studio emerge prepotentemente l’esposizione delle piccole imprese su cui va posto un ombrello protettivo, perché costituiscono la componente largamente prevalente del tessuto imprenditoriale italiano e rappresentano l’ossatura portante di molte realtà più grandi. Nel loro insieme, i lavori presentati mostrano che la sottoassicurazione in Italia non dipende solo da vincoli di reddito o di offerta, ma anche da scarsa consapevolezza dei rischi; aspettative di intervento pubblico ex post, non considerando la potenziale crescita del debito pubblico o l’eventuale richiesta sotto forma di accise o eventuali prelievi per i casi più estremi; problemi di coordinamento e fiducia; limitata cultura assicurativa in tutta la sua interezza. Le evidenze Grins suggeriscono la necessità di rafforzare politiche di informazione e prevenzione; sviluppare schemi assicurativi pubblico-privati ma soprattutto offrono spunti per nuove azioni. “Il workshop conferma il valore della ricerca economica applicata nel supportare scelte di policy basate su evidenze. Il progetto Pnrr Grins ha contribuito al dibattito su come rafforzare la resilienza economica, sociale e finanziaria dell’Italia di fronte ai nuovi rischi offrendo evidenze e spunti di riflessione per nuove policy”, afferma Tullio Jappelli, Università di Napoli Federico II e coordinatore del gruppo di ricerca Grins dedicato alla resilienza delle famiglie. Per Monica Billio, Università Ca’ Foscari Venezia e coordinatrice del gruppo di ricerca Grins sui temi di finanza sostenibile, "il contributo informativo e di analisi del progetto Grins favorisce la riflessione su come promuovere meccanismi innovativi di gestione dei nuovi rischi, valutando non solo incentivi mirati ma strumenti mutualistici e soprattutto sottolineando la necessità di integrare assicurazione, prevenzione e adattamento climatico in una strategia coerente e comune”.

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