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Groenlandia, soldati Nato per proteggere isola da Russia e Cina: basterà a Trump?

(Adnkronos) - Il Regno Unito in campo per placare Donald Trump e 'salvare' la Groenlandia. Il presidente degli Stati Uniti considera l'isola, territorio autonomo controllato dalla Danimarca, vitale per la sicurezza nazionale a stelle e strisce. "O facciamo un accordo ...

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Feltrin (Federlegnoarredo): "Risultato importante modifica e posticipo entrata in vigore Eudr"

(Adnkronos) - Entrerà in vigore tra tre giorni il testo che modifica e posticipa l’applicazione del Regolamento Eudr. E' stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il Regolamento (UE) 2025/2650 del Parlamento europeo e del ...

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Mundys, nasce Neya società benefit focalizzata su iniziative per la rimozione di CO2

(Adnkronos) - Mundys mette in campo una nuova società Benefit dedicata alla lotta al cambiamento climatico. Neya, questo il nome del nuovo asset controllato al 100%, sarà focalizzata sulla selezione e adozione di iniziative prevalentemente “nature based” per ...

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Groenlandia, soldati Nato per proteggere isola da Russia e Cina: basterà a Trump?

(Adnkronos) - Il Regno Unito in campo per placare Donald Trump e 'salvare' la Groenlandia. Il presidente degli Stati Uniti considera l'isola, territorio autonomo controllato dalla Danimarca, vitale per la sicurezza nazionale a stelle e strisce. "O facciamo un accordo con le buone o lo facciamo con le cattive. Se non otteniamo la Groenlandia, lo faranno Russia e Cina. La difesa della Groenlandia ora è rappresentata da due slitte...", ripete Trump, che vuole muoversi rapidamente per arginare l'influenza di Mosca e Pechino nell'Artico. "Noi puntiamo ad acquisire la Groenlandia, non pensiamo a soluzioni provvisorie. Altrimenti, la prenderanno Russia e Cina. E non succederà finché sono io il presidente", aggiunge. Per evitare che Trump ricorra alle 'cattive maniere', ecco l'iniziativa a cui lavora il premier britannico Keir Starmer. Downing Street, come riferisce il Telegraph, starebbe trattando con gli alleati europei l'invio di una forza militare in Groenlandia che venga incontro all'esigenza di proteggere l'Artico espressa dalla Casa Bianca. I funzionari britannici, in un'iniziativa che coinvolgerebbe alleati Nato, hanno incontrato i loro omologhi di paesi quali Germania e Francia per avviare i preparativi. I piani, ancora in fase embrionale, potrebbero prevedere lo schieramento di soldati, navi da guerra e aerei britannici per proteggere la Groenlandia dalle mire di Mosca e Pechino. "Condividiamo l'opinione del presidente Trump: la crescente aggressività della Russia nell'Estremo Nord deve essere scoraggiata e la sicurezza euro-atlantica rafforzata. Le discussioni della Nato sul rafforzamento della sicurezza nella regione continuano e non potremmo mai fornire anticipazioni", le parole di una fonte governativa britannica. "Il Regno Unito sta collaborando con gli alleati della Nato per guidare gli sforzi volti a rafforzare la deterrenza e la difesa nell'Artico. Il Regno Unito continuerà a collaborare con gli alleati, come ha sempre fatto, su operazioni nel nostro interesse nazionale, proteggendo le persone in patria", continua la fonte. Con sentinelle occidentali, Trump si accontenterà? Poco probabile, se si considera che per il presidente americano "Putin non teme l'Europa, teme me". Washington, d'altra parte, non sembra tener conto della versione proposta da diplomatici di paesi nordici che, citati dal Financial Times, contestano la narrazione trumpiana secondo cui navi russe e cinesi opererebbero vicino alla Groenlandia. "Non è affatto vero che i cinesi e i russi siano lì. Ho visto le informazioni dei servizi segreti. Non ci sono navi, né sottomarini", le parole di una fonte. "L'idea che le acque intorno alla Groenlandia siano piene di navi o sottomarini russi e cinesi non è affatto vera. Sono nell'Artico, sì, ma sul lato russo", il quadro delineato dall'altro funzionario. Gli Stati Uniti intanto continuano a muoversi autonomamente alla ricerca di una soluzione diplomatica. La premier danese Mette Frederiksen conferma che il ministro degli Esteri Lars Løkke Rasmussen incontrerà il segretario di stato americano Marco Rubio la prossima settimana. "Siamo a un bivio", dice Frederiksen durante una conferenza del partito. Nei giorni scorsi Rubio aveva dichiarato di voler incontrare i rappresentanti danesi in tempi brevi. A perorare la causa di Copenhagen provvede il primo ministro svedese, Ulf Kristersson, che boccia la "retorica minacciosa" dell'amministrazione americana e elogia la Danimarca, un alleato "molto fedele" degli Stati Uniti. In primavera, il vicepresidente JD Vance aveva definito la Danimarca un 'cattivo alleato', scatenando l'ira degli interessati, che avevano ricordato di aver affiancato gli americani in particolare in Iraq e in Afghanistan. "Gli Stati Uniti dovrebbero invece ringraziare la Danimarca, che nel corso degli anni è stata un alleato molto leale", dice Kristersson. "La Svezia, i paesi nordici, gli Stati baltici e diversi grandi paesi europei sono solidali con i nostri amici danesi".

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Feltrin (Federlegnoarredo): "Risultato importante modifica e posticipo entrata in vigore Eudr"

(Adnkronos) - Entrerà in vigore tra tre giorni il testo che modifica e posticipa l’applicazione del Regolamento Eudr. E' stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il Regolamento (UE) 2025/2650 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 dicembre 2025, che modifica il Regolamento (UE) 2023/1115-Eudr riguardo determinati obblighi a carico di operatori e commercianti. “Si chiude così un percorso complesso che ha visto l’impegno concreto e costante di Federlegnoarredo, insieme ad altri attori, portando a un risultato importante: misure finalmente più attuabili”, commenta il presidente di Federlegnoarredo Claudio Feltrin. “Un ringraziamento speciale va alle associazioni europee Cei Bois ed Efic, di cui siamo membri, per il contributo costante e costruttivo. Resta ora fondamentale proseguire il lavoro in stretta collaborazione con le istituzioni affinché il percorso verso la sostenibilità, prioritario per noi, sia sempre più condiviso, e la tutela dell’ambiente proceda di pari passo con la tenuta del tessuto industriale”.

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Mundys, nasce Neya società benefit focalizzata su iniziative per la rimozione di CO2

(Adnkronos) - Mundys mette in campo una nuova società Benefit dedicata alla lotta al cambiamento climatico. Neya, questo il nome del nuovo asset controllato al 100%, sarà focalizzata sulla selezione e adozione di iniziative prevalentemente “nature based” per la rimozione del carbonio, con l’obiettivo di produrre crediti CO2 utili per la decarbonizzazione delle infrastrutture di trasporto nelle quali opera Mundys, a livello globale. Sono limitate, ad oggi, le società nate in Europa con l’obiettivo della rimozione di CO2; ciò ha motivato la scelta di Mundys di avviare questa iniziativa sperimentale, allo scopo di verificare la solidità di questa innovativa branca di business. Il valore del mercato internazionale dei crediti di carbonio nel 2024 è stato di circa 115 miliardi di dollari, per il 2030 le stime prevedono circa 300 miliardi di dollari, con possibilità di crescita fino a oltre 500 miliardi. E’ in questo contesto che Neya si inserisce con la propria missione per la rimozione permanente di CO2 dall’atmosfera, attraverso soluzioni come il rimboschimento e la gestione sostenibile di foreste e terreni agricoli, promuovendo la sostenibilità ambientale e sociale. Neya diventa immediatamente operativa in Madagascar con la promozione di un progetto di riforestazione per 500 ettari lungo le coste a Nord dell’isola (nelle zone di Sofia e Melaky). Il ripristino delle piantagioni in aree deforestate localmente negli ultimi decenni contribuirà alla rimozione di CO2, grazie alla particolare tipologia di piante prescelte. Le mangrovie, infatti, sono foreste costiere tropicali formate da alberi e arbusti capaci di vivere in acque salmastre tipicamente lungo le coste, le foci dei fiumi e le lagune. Hanno radici aeree che spuntano dal fango o dall’acqua e sono fondamentali perché proteggono le coste dall’erosione e dalle tempeste, ospitano molte specie di pesci, uccelli e crostacei, e immagazzinano grandi quantità di carbonio. Il progetto, denominato “Ma Honko”, si avvale di un’azienda locale che genererà occupazione sul territorio nello spirito di produzione di valore lungo la filiera, al centro della strategia di business sostenibile della visione di Mundys. L’attività detiene i requisiti per ottenere la certificazione Gold Standard, ente internazionale che attesta la qualità e la credibilità dei progetti che riducono le emissioni di gas serra, assicurando al contempo benefici sociali e ambientali misurabili. I crediti di carbonio generati, nel tempo, potranno così contribuire a compensare le emissioni delle infrastrutture di Mundys, a loro volta in corso di progressiva riduzione grazie all’esecuzione del framework di sostenibilità messo in campo dalla Capogruppo. Una strategia, quella ESG di Mundys, trasparente e responsabile e che le ha appena nuovamente fatto conseguire – per il terzo anno consecutivo – il livello A-list, massimo score rilasciato da CDP (ex Carbon Disclosure Project), rating internazionale di riferimento per la valutazione delle performance climatiche e ambientali su oltre 25.000 aziende. Lungo la roadmap di sostenibilità della Capogruppo sono molti i traguardi segnati fin qui, anche in termini di leadership innovativa, solco nel quale Neya sembra segnare il prossimo passo. Mundys è stata, infatti, tra le prime società in Italia a dotarsi di un Climate Action Plan per promuovere la transizione energetica e la decarbonizzazione delle attività economiche lungo tutta la catena del valore in ambito aeroportuale, autostradale e dei servizi di mobilità, ponendosi obiettivi chiari e concreti, tra i quali l’azzeramento delle emissioni nette dirette (Scope 1 & 2) entro il 2040.

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