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Minneapolis, Trump apre alla possibilità che Ice lasci città: "Riesaminiamo tutto"

(Adnkronos) - L'uccisione di Alex Pretti a Minneapolis da parte di agenti federali della Border Patrol infiamma gli Stati Uniti. In un clima rovente, Donald Trump prende l'iniziativa e alle accuse mosse contro l'amministrazione reagisce con un piano in 4 punti. Pur ...

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Assopannelli, allarme su Cbam: aumento costi fino al 12%

(Adnkronos) - Assopannelli, l’associazione di FederlegnoArredo che riunisce i produttori di pannelli e semilavorati, e la European panel federation (Epf) lanciano l’allarme sul Cbam, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (carbon border adjustment mechanism). Una ...

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Economia circolare, Giovannini (ASviS): "Puntare su regole omogenee e innovazione"

(Adnkronos) - “Siamo leader in economia circolare ma per raggiungere i target Ue occorre migliorare la governance con regole omogenee a livello territoriale, continuando a puntare sull’innovazione”. Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’Alleanza ...

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Minneapolis, Trump apre alla possibilità che Ice lasci città: "Riesaminiamo tutto"

(Adnkronos) - L'uccisione di Alex Pretti a Minneapolis da parte di agenti federali della Border Patrol infiamma gli Stati Uniti. In un clima rovente, Donald Trump prende l'iniziativa e alle accuse mosse contro l'amministrazione reagisce con un piano in 4 punti. Pur aprendo alla possibilità che gli agenti dell'Ice lascino la città. Dopo la sparatoria di sabato, "stiamo rivalutando tutto" e "un certo punto ce ne andremo", ha dichiarato il presidente americano nel corso di una intervista telefonica di cinque minuti al Wall Street Journal. Gli agenti dell'agenzia federale per il contrasto all'immigrazione illegale a Minneapolis "hanno fatto un lavoro fenomenale", ha aggiunto il presidente americano senza indicare una tempistica sul ritiro. Alla domanda se l'agente che ha sparato a Pretti avesse fatto la cosa giusta, Trump ha risposto: "Stiamo esaminando tutto e arriveremo alla conclusione". Il tycoon ha anche accusato Pretti di aver portato un'arma alla manifestazione di sabato. "Non mi piace sparare - ha detto -. Ma non mi piace quando qualcuno va a protestare con una pistola molto potente, carica e con due caricatori pieni di proiettili. Anche quello non è un buon segno". Trump scarica la colpa di quanto successo a Minneapolis sui Dem. ''Tragicamente, due cittadini americani hanno perso la vita a causa del caos provocato dai Democratici'', ha scritto sul suo Truth Social riferendosi a Renee Good e Alex Pretti. ''Le Città Santuario e gli Stati gestiti dai Democratici si rifiutano di collaborare con l'Ice, e stanno anzi incoraggiando gli agitatori di sinistra a ostacolare illegalmente le loro operazioni per arrestare i peggiori tra i peggiori!'', ha scritto Trump. ''Così facendo, i Democratici stanno anteponendo i criminali immigrati clandestini ai cittadini rispettosi della legge e contribuenti, creando situazioni pericolose per tutti i soggetti coinvolti'', ha aggiunto. In precedenza, sempre in un post sul social Truth, Trump ha esposto un programma formulato come una proposta o un invito in particolare al governatore del Minnesota e al sindaco di Minneapolis. Il messaggio, al di là della formula, suggerisce un ulteriore giro di vite nel contrasto all'immigrazione illegale e chiede con toni perentori la collaborazione di stati e città. "Invito il governatore Walz, il sindaco Frey e tutti i Governatori e sindaci democratici degli Stati Uniti d'America a collaborare formalmente con l'Amministrazione Trump per far rispettare le leggi della nostra Nazione, anziché opporre resistenza e alimentare le fiamme della Divisione, del Caos e della Violenza", dice il presidente che detta le sue nuove regole. "1. Il governatore Walz e il sindaco Frey dovrebbero consegnare alle autorità federali tutti gli immigrati illegali criminali attualmente incarcerati nelle loro prigioni e carceri statali, insieme a tutti i criminali illegali con un mandato di cattura attivo o precedenti penali noti, per l'immediata espulsione. 2. Le forze dell'ordine statali e locali devono accettare di consegnare tutti gli immigrati illegali arrestati dalla Polizia locale. 3. La Polizia locale deve assistere le forze dell'ordine federali nell'arresto e nella detenzione degli immigrati illegali ricercati per reati. 4. I politici democratici devono collaborare con il governo federale per proteggere i cittadini americani e rimuovere rapidamente tutti gli immigrati illegali criminali nel nostro Paese. Alcuni democratici, in luoghi come Memphis, Tennessee, o Washington, D.C., lo hanno fatto, con il risultato di strade più sicure per tutti". Dopo i 4 punti, che chiedono ad alta voce la collaborazione di governatori e sindaci, Trump chiama in causa anche il Congresso. Inoltre, prosegue il presidente, "chiedo al Congresso degli Stati Uniti di approvare immediatamente una legge per porre fine alle città santuario - che accolgono immigrati illegali - che sono la causa principale di tutti questi problemi. Le città americane dovrebbero essere santuari sicuri solo per i cittadini americani rispettosi della legge, non per gli immigrati clandestini criminali che hanno violato le leggi della nostra nazione". "Tutte queste richieste sono basate sul buon senso e forniranno le migliori condizioni possibili per rendere l'America di nuovo grande. L'amministrazione Trump è pronta a intervenire e ad attendere che qualsiasi democratico faccia la cosa giusta e collabori con noi su queste importanti questioni per rendere l'America sicura, come lo è in tutte le aree del nostro Paese in cui, insieme alle leadership locali, partecipiamo e siamo coinvolti", conclude Trump. La polizia del Minnesota ha chiesto un incontro con il presidente americano. "Gli agenti delle forze dell'ordine del Minnesota si trovano ad affrontare sfide crescenti nell'adempimento delle loro responsabilità fondamentali di protezione della vita, applicazione della legge e servizio alle comunità in conformità con i principi costituzionali", si legge in un comunicato stampa pubblicato su X dalla Minnesota Chiefs of Police Association. L'obiettivo è di avviare un dialogo "costruttivo e tempestivo" poiché i professionisti delle forze dell'ordine operano in "ambienti complessi e ad alta pressione".

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Assopannelli, allarme su Cbam: aumento costi fino al 12%

(Adnkronos) - Assopannelli, l’associazione di FederlegnoArredo che riunisce i produttori di pannelli e semilavorati, e la European panel federation (Epf) lanciano l’allarme sul Cbam, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (carbon border adjustment mechanism). Una normativa europea, pensata per proteggere i produttori locali da concorrenti extra-Ue, che rischia di avere effetti inattesi sull’industria dei pannelli in legno e dei mobili, aumentando i costi di produzione con ricadute sull’intera filiera del mobile europeo. Assopannelli ed Epf, riunite oggi presso la sede di Federlegnoarredo, chiedono la sospensione del Cbam sull’urea industriale, materia prima essenziale per colle, resine e produzione di pannelli in legno per edilizia e arredamento. Dal 1° gennaio 2026 il Cbam applica un costo alle emissioni di carbonio contenute in alcune merci importate, inclusa l’urea. Secondo le stime di Assopannelli, il Cbam potrebbe aumentare i costi di produzione dei pannelli in legno di circa il 10%/12% in 4 anni essendoci un incremento pari a 40–60 euro per tonnellata dell’urea dal 1 gennaio 2026 ripetuto per 4 anni, con ripercussioni sull’intera filiera del mobile europeo. Tali incrementi si tradurrebbero in una perdita di competitività dei manufatti europei rispetto ai prodotti finiti importati da Paesi extra-eE, anche alla luce del fatto che la produzione europea di urea copre oggi solo il 20% del fabbisogno industriale, rendendo strutturale il ricorso alle importazioni. "L’applicazione del Cbam all’urea industriale senza adeguati correttivi - ha dichiarato il direttore di Epf Matti Rantanen - rischia di penalizzare le imprese europee. L’urea è una sostanza utilizzata sia come fertilizzante in agricoltura sia come materia prima per colle e resine industriali. Abbiamo chiesto a novembre alla Commissione europea di escludere l’urea a uso industriale, ma la proposta è stata respinta. Per questo chiediamo una sospensione dell’applicazione, alla luce dei suoi impatti sul mercato interno e sulle filiere a valle. Ribadiamo inoltre che la sospensione dei dazi sui fertilizzanti, annunciata dalla Commissione europea il 14 gennaio, non è sufficiente: l’urea importata dalle nostre imprese proviene in larga parte da Paesi già esenti. L’incontro di oggi - che anticipa l’assemblea annuale di Epf in programma a Milano dal 10 al 12 giugno su invito di FederlegnoArredo - conferma la volontà di Epf e Assopannelli di lavorare insieme, per sensibilizzare le istituzioni europee e tutelare la competitività dell’intero settore del pannello e del mobile europeo". "E' fondamentale - ha sottolineato Paolo Fantoni, presidente di Assopannelli di FederlegnoArredo - che le politiche europee tengano conto delle specificità dell’industria del pannello, a partire dall’utilizzo dell’urea a uso industriale. Trasformando il legno in semilavorati, rappresentiamo l’anello di collegamento tra la filiera del legno e quella dell’arredo. Comprendiamo e apprezziamo i passi positivi intrapresi dal Governo a tutela del settore agricolo sul tema dell’urea, ma allo stesso tempo raccogliamo con grande attenzione le preoccupazioni espresse dalla European Panel Federation. Inoltre il Cbam si applica alle materie prime e ai semilavorati, ma non ai prodotti finiti: questo rischia di favorire mobili realizzati fuori dall’Ue che, pur contenendo urea, entrano nel mercato europeo senza oneri aggiuntivi. E' paradossale che una norma pensata per evitare fenomeni di carbon leakage e tutelare la produzione europea, rischi di avere effetti opposti per un settore che è altamente sostenibile. Tanto più se consideriamo che oggi oltre il 60% dei pannelli prodotti in Europa utilizza legno riciclato".

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Economia circolare, Giovannini (ASviS): "Puntare su regole omogenee e innovazione"

(Adnkronos) - “Siamo leader in economia circolare ma per raggiungere i target Ue occorre migliorare la governance con regole omogenee a livello territoriale, continuando a puntare sull’innovazione”. Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), in una intervista all’Adnkronos, fotografa progressi e limiti della filiera dell’economia circolare in Italia. “I dati mostrano che la filiera italiana è una delle leader a livello internazionale: tra i 17 indicatori compositi dell'Agenda 2030, che l'ASviS calcola ogni anno, quello relativo all'obiettivo 12, dell'economia circolare, presenta la crescita maggiore e anche un incremento generalizzato nelle diverse regioni italiane. Tutto ciò, però, non è sufficiente a raggiungere i target europei né ad utilizzare al meglio le tecnologie che consentirebbero un ulteriore salto della nostra manifattura all'insegna della circolarità della materia e della sostenibilità”, premette Giovannini. “Nel corso del 2025 abbiamo fatto uno studio - spiega - sul ruolo del deposito cauzionale sui contenitori di plastica, in alluminio e in vetro, uno strumento che sta avendo effetti estremamente significativi nei paesi europei che l'hanno già introdotto o lo stanno introducendo. E siamo molto contenti che proprio a seguito della nostra iniziativa ora ci sia una proposta di legge in Parlamento per la sua introduzione”. Non solo. C’è anche un tema, centrale, relativo alla governance. “Purtroppo, abbiamo regolamentazioni regionali abbastanza diversificate su ciò che è rifiuto e cosa è materia prima seconda, e quindi riutilizzabile. Anche dal punto di vista della governance del sistema possiamo e dobbiamo fare dei salti importanti perché il resto del mondo non sta fermo: pensiamo all’introduzione, appunto, del deposito cauzionale ma anche a quello che sta accadendo al mercato internazionale delle plastiche vergini provenienti da altre parti del mondo in maniera non sostenibile, i cui prezzi sono crollati. Una considerazione riguarda, poi, l'efficienza delle pubbliche amministrazioni per assicurare la filiera del riciclo, a partire dalla raccolta differenziata, e il sostegno dei cittadini a questo tipo di operazione, per i quali la situazione è a pelle di leopardo”. In questo quadro un mercato europeo unico delle materie prime seconde potrebbe agevolare i progressi nell'ambito del riciclo “perché le economie di scala contano anche in questo settore ed è proprio la diversità nelle definizioni che frena l'applicazione nel nostro paese. Ricordiamo, poi, che il negoziato internazionale per il trattato sulla plastica è stato bloccato dall'opposizione di alcuni Paesi (tra cui la Russia, l'India e l'Arabia Saudita), il che non favorisce Paesi come l'Italia che hanno fatto passi importanti verso il riciclo". In vista del Circular Economy Act un ruolo chiave, secondo Giovannini, è affidato all’innovazione tecnologica (“è una gara, il resto del mondo non sta fermo”) e all’ecodesign affinché si punti al riuso della materia (“ancor più necessario nel momento in cui si crea una filiera anche europea”). Ma, insiste, “bisogna armonizzare definizioni e approcci. Fare delle riforme o delle nuove normative a livello europeo e poi destinare alle singole Regioni l'attuazione, magari ognuno con standard diversi, non ci farebbe fare grandi passi avanti. Quindi le politiche nazionali devono assicurare la standardizzazione, gli investimenti in questa direzione e dunque anche l'omogenizzazione delle regole”. Su tutto pesa, però, il costo dell’energia. “Su questo l'Italia non sta facendo quello che dovrebbe benché le tecnologie rinnovabili stiano procedendo a grande velocità, grazie a innovazioni nello stoccaggio, quindi nella continuità dei sistemi, e verso l'uso dell'intelligenza artificiale nelle reti di gestione - conclude - E invece si continua a frenare il passaggio alle rinnovabili, magari affidandosi al gas liquefatto che viene dagli Stati Uniti e che è costosissimo”.

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