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Libro dei Fatti, Gualtieri: "Giubileo prova di eccezionale organizzazione per Roma"

(Adnkronos) - "Sono stati mesi intensi, ricchi di emozioni contrastanti, quelli che ha trascorso la nostra città nel 2025. Abbiamo vissuto il dolore per la morte di Papa Francesco, a cui le romane e i romani erano e restano legati da un sentimento di profondo ...

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Lavoro, Baroni (Assolavoro): "Coinvolgere inattivi è sfida del 2026 per l'occupazione, agire su politiche attive"

(Adnkronos) - Concentrarsi con più attenzione sugli inattivi, affrontando le sfide di politiche attive efficaci e formazione finalizzata alla ricerca di lavoro per quanto sono fuori dal mercato. Questa la 'road map' per il 2026 delle ...

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Ue, studio: da Ets2 fino a 280 euro in più per auto e 600 euro per riscaldamento

(Adnkronos) - Rinviata di un anno ma per le imprese già oggetto di discussione, l’entrata in vigore dell’Ets2 che dal 2027, con effetti a partire dal 2028, comporterà a carico delle aziende costi che potrebbero incidere tra 2 e 15 mld di euro per il trasporto ...

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Libro dei Fatti, Gualtieri: "Giubileo prova di eccezionale organizzazione per Roma"

(Adnkronos) - "Sono stati mesi intensi, ricchi di emozioni contrastanti, quelli che ha trascorso la nostra città nel 2025. Abbiamo vissuto il dolore per la morte di Papa Francesco, a cui le romane e i romani erano e restano legati da un sentimento di profondo affetto. L’ultimo abbraccio di Roma a Bergoglio in piazza San Pietro e poi attraverso le strade del centro, fino Santa Maria Maggiore, resterà nella memoria di questa città. Poi ci sono stati i giorni di fervida attesa per l’elezione del nuovo Pontefice. E anche il boato, dopo l’Habemus Papam, di una piazza San Pietro gremita e le prime, bellissime parole di Papa Leone XIV dedicate alla pace e alla costruzione di ponti resteranno nella storia di questa città". Lo scrive il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, nell'intervento per la 35esima edizione del Libro dei Fatti dell'Adnkronos. "Tutto ciò -sottolinea Gualtieri- è stato vissuto, lo voglio sottolineare, gestendo un flusso eccezionale di persone, perché nella storia era successo solo una volta che un Papa morisse durante il Giubileo. Roma, con tutte le sue istituzioni unite, ha dato un’eccezionale prova di organizzazione, grazie a un metodo ormai collaudato di collaborazione interistituzionale che abbiamo sperimentato proprio per la preparazione della città al Giubileo della Speranza. Siamo davvero orgogliosi di essere riusciti a far trovare pronta Roma per questo grande evento spirituale. Abbiamo portato a termine uno dopo l’altro i principali cantieri materiali progettati per l’apertura della Porta Santa. Il 23 dicembre abbiamo inaugurato piazza Pia, una delle opere giubilari più complesse e significative, a cui sono seguite numerose altre inaugurazioni nel rispetto dei cronoprogrammi. Abbiamo inaugurato la nuova piazza lineare di via Ottaviano e piazza Risorgimento; rinnovato piazza dei Cinquecento e l’area della Stazione Termini; restaurato le fontane storiche e tantissimi monumenti; aperto i primi parchi d’affaccio giubilari, che stanno ridando centralità al Tevere; siamo quindi intervenuti con azioni fondamentali per la mobilità – dall’acquisto dei nuovi bus alla riqualificazione delle stazioni metro, fino ai nuovi percorsi ciclopedonali, come quello che da San Pietro porta a Monte Ciocci. E poi stiamo portando a conclusione, uno dopo l’altro, i tanti interventi diffusi nelle periferie della città, integrati con le grandi operazioni di rigenerazione finanziate con il Pnrr". "Insieme a queste opere, siamo impegnati anche nella realizzazione di quei cantieri immateriali, quei “segni concreti di speranza”, a cui ci ha chiamato Papa Francesco: una spinta fondamentale ad agire – ciascuno secondo il proprio ruolo – per promuovere l’inclusione, la fratellanza e la pace. L’insieme di questi interventi -conclude il sindaco della Capitale- ci sta restituendo una Roma più amica dell’ambiente, più inclusiva e più giusta, con un’attenzione particolare ai più fragili, impegni sui quali saremo sempre più concentrati e coerenti".

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Lavoro, Baroni (Assolavoro): "Coinvolgere inattivi è sfida del 2026 per l'occupazione, agire su politiche attive"

(Adnkronos) - Concentrarsi con più attenzione sugli inattivi, affrontando le sfide di politiche attive efficaci e formazione finalizzata alla ricerca di lavoro per quanto sono fuori dal mercato. Questa la 'road map' per il 2026 delle agenzie per il lavoro che sono pronte a svolgere un ruolo da protagoniste nel mercato del lavoro italiano, come spiega, in una lunga intervista ad Adnkronos/Labitalia, Francesco Baroni, presidente di Assolavoro, l'associazione nazionale di categoria. Presidente Baroni, il 2025 si è chiuso con risultati boom per l'occupazione e anche il 2026 è iniziato con dati positivi. Che prosieguo di anno dobbiamo aspettarci? Il 2025 si è chiuso con una crescita importante dell’occupazione, ed è molto positivo che questo risultato sia fondato soprattutto su contratti a tempo indeterminato, un elemento che dimostra una volta di più quanto certe paure sulla precarietà nell’attuale mercato del lavoro rischiano di essere immotivate. Detto questo, un tema ancora molto critico e sul quale vale la pena concentrarsi con decisione è quello degli inattivi, la cui diminuzione nel corso del 2025 ha registrato un numero ancora molto contenuto. Il 2026 nella nostra prospettiva rischia di essere un anno simile al 2025, con una buona tenuta dell’occupazione nonostante l’incertezza internazionale e geopolitica, e con una crescita del PIL debole. Proprio per questo motivo riteniamo fondamentale partire fin da subito con un lavoro serio e strutturato sul tema dell’inattività, costruendo politiche attive realmente efficaci attraverso una collaborazione pubblico-privato ancora più solida e più operativa. La crescita del lavoro riguarda in particolare gli over 50. Come aumentare la crescita anche delle altre componenti? Il dato sugli over 50 è certamente significativo, ma se vogliamo rafforzare la crescita anche delle altre componenti, a partire dai giovani e dalle donne, dobbiamo ragionare su interventi strutturali che guardino in modo importante all’orientamento e alla formazione, temi sui quali il nostro Paese ha ancora una oggettiva difficoltà. Difficoltà che generano aspettative non sempre coerenti con le richieste del mercato e, di conseguenza, portano ad un aumento del disallineamento tra domanda e offerta di lavoro. Serve quindi un cambio di passo culturale e operativo in grado di incoraggiare percorsi formativi ad hoc, capaci di colmare il mismatch di competenze. È fondamentale anche che le persone siano messe nelle condizioni di “rimettersi in gioco”, perché oggi l’aggiornamento continuo non è più un’opzione, ma una necessità. Quali sono le tendenze che vi aspettate in particolare per il vostro comparto, quello del lavoro in somministrazione? Quali sono i settori per i quali vi aspettate un boom e quali invece quelli in sofferenza? Il 2026 per il lavoro in somministrazione sarà probabilmente un anno di continuità con il 2025. Ci aspettiamo una domanda stabile, ma fortemente concentrata su richieste di assunzioni di professionalità medio-alte, la cui difficoltà di reperimento tocca talvolta il 60%. Ci sono, infatti, settori che non accennano a migliorare dal punto di vista della disponibilità di lavoratori, pensiamo in particolare alla carenza di tecnici specializzati nell’automazione industriale, nelle soluzioni digitali, nel mondo della cyber security e dell’energia. Ma la difficoltà di reperimento riguarda anche settori più maturi e tradizionali, come quello delle costruzioni, della logistica, del turismo e del comparto socio-sanitario. In tutti questi ambiti si continua a fare una grande fatica a trovare gli operatori che il mercato richiede. Le Agenzie in questo contesto svolgono un ruolo strategico perché permettono alle imprese di rispondere con maggiore rapidità ai picchi di domanda e alle esigenze di organizzazione del lavoro. A vostro parere le misure previste dalla Manovra economica del governo per fisco e lavoro possono incidere sull'occupazione? Cosa manca a vostro parere? Noi guardiamo con attenzione e giudichiamo positivamente il lavoro del Governo, in particolare rispetto agli aiuti alle famiglie, alle misure per favorire l’inclusione femminile e ai contributi a sostegno dell’occupazione. Detto questo, torno su un punto che considero essenziale, ovvero la necessità di rafforzare in modo strutturato le politiche attive del lavoro. Questo tema è stato affrontato anche nell’ambito del Pnrr col programma Gol, anche se i risultati non sono stati particolarmente brillanti. Proprio per questo oggi serve, in questa direzione, un investimento più efficace, più misurabile e più vicino alle persone. Per quanto riguarda la situazione internazionale, come l'incertezza sui dazi Usa sta influendo sul mercato del lavoro italiano? È evidente che il tema non riguarda soltanto i dazi, che sono parte di un quadro più ampio. L’intera situazione geopolitica internazionale è oggi caratterizzata da un livello di incertezza che può incidere sulle decisioni delle imprese, sugli investimenti e, perciò, sulle dinamiche occupazionali. Il rischio, in contesti come il nostro, è che alcune aziende rimandino piani di crescita o riducano l’espansione, soprattutto nei settori più esposti alle catene globali del valore e alle esportazioni. Per questo è importante che il sistema Paese mantenga solidità, capacità di adattamento e strumenti rapidi per sostenere competitività e occupazione. In questo scenario la flessibilità “buona”, regolata e legale, come è la somministrazione di lavoro, diventa ancora più importante per gestire i cambiamenti senza riversare l’incertezza sulle persone. In che modo a vostro parere l'intelligenza artificiale sta cambiando il mercato del lavoro? L’intelligenza artificiale sta già cambiando il mercato del lavoro, così come sta crescendo in modo esponenziale l’impiego che le aziende stanno facendo di questa tecnologia, con un impatto che migliora l’efficienza, l’efficacia e crea nuove possibilità di occupazione. È chiaro però che il cambiamento sarà radicale. Dobbiamo abituarci tutti a vivere questa trasformazione, a cominciare dalla formazione e dallo sviluppo delle competenze necessarie per cogliere questa grande opportunità. Un’ultima domanda: sul lavoro nero, a che punto siamo e cosa si può fare di più? Sul lavoro nero c’è ancora tantissimo da fare, è un fenomeno che danneggia le persone, le imprese che operano nella legalità e la qualità complessiva del mercato del lavoro. Gli strumenti che le agenzie per il lavoro mettono a disposizione possono fare davvero la differenza nel superare certe patologie dannose, aiutando le aziende a trovare condizioni di flessibilità e di reperimento della manodopera pienamente allineate con tutte le regole del mercato del lavoro. È un patrimonio che va valorizzato di più, perché il contrasto all’irregolarità passa anche dalla capacità di offrire alternative concrete, legali e rapide ai lavoratori e alle imprese. (di Fabio Paluccio)

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Ue, studio: da Ets2 fino a 280 euro in più per auto e 600 euro per riscaldamento

(Adnkronos) - Rinviata di un anno ma per le imprese già oggetto di discussione, l’entrata in vigore dell’Ets2 che dal 2027, con effetti a partire dal 2028, comporterà a carico delle aziende costi che potrebbero incidere tra 2 e 15 mld di euro per il trasporto stradale e tra 0,7 e 5 mld di euro per il residenziale al 2030. Forchetta che dipende dal range del prezzo delle quote CO2. Ne dà conto uno studio di Bip, multinazionale di consulenza strategica con consolidata esperienza nell’analisi degli impatti economici, industriali e regolatori delle politiche di transizione energetica, commissionato da Assogasliquidi-Federchimica. Dallo studio emerge come l’introduzione dell’Ets2 possa tradursi in un significativo incremento dei costi per famiglie e imprese della spesa annuale per il riscaldamento fino a 600 €/anno. Inoltre, nel settore della mobilità leggera la spesa annuale per la quota carburante potrebbe subire un incremento fino a 280 €/anno. “Dopo aver stimato l’impatto nei settori del trasporto pesante - ricorda Matteo Cimenti, presidente Assogasliquidi-Federchimica - abbiamo conferma che anche su trasporto leggero e residenziale l’Emission Trade System inciderà molto sull’economia italiana e il suo impatto si sommerà a quello della direttiva Red III; ciò suggerisce flessibilità e cautela in sede applicativa. Dalle analisi di Bip - prosegue Cimenti - emerge, nei diversi scenari di applicazione dell’Ets2, la capacità del Gpl di mantenere competitività economica rispetto alle altre fonti e vettori. Al tempo stesso risulta evidente anche l’urgenza di sostenere la crescita di disponibilità delle soluzioni bio e rinnovabili (bio Gpl e rDme). Perciò abbiamo chiesto di impiegare le risorse derivanti dalle aste per incrementare bioGpl e Dme rinnovabili e ridurre i costi generati dalla normativa sulle famiglie, con apposite compensazioni sul costo della bolletta energetica”. Lo studio Bip ha anche calcolato l’impatto dell’Ets2 sul Tco (Total Cost of Ownership), parametro indispensabile per conoscere il costo totale di un bene lungo tutto il suo ciclo di vita e le alimentazioni a Gpl registrano un Tco inferiore del 10-40% rispetto alle alternative. “Il Gpl si conferma tra le alimentazioni preferite dai consumatori - sottolinea Dario Stefano, presidente del Gruppo Gpl Autotrazione di Assogasliquidi-Federchimica - ma il comparto continua a essere penalizzato dalle incertezze che permangono a livello europeo in ordine ad una necessaria nuova fase. Il documento della Commissione europea sulla revisione del regolamento sulle emissioni di CO2, infatti, non garantisce ancora il pieno rispetto del principio di neutralità tecnologica, riservando ai biocarburanti un ruolo marginale e, peraltro, solo a partire dal 2035. È dunque necessario intervenire con rapidità e coraggio, per riconoscere da subito il contributo dei biocarburanti, invertire la tendenza e rilanciare le immatricolazioni, indispensabili per il rinnovo del vetusto parco auto circolante. Sul piano nazionale, riteniamo non più rinviabile l’adozione, da parte del governo, del rinnovo della misura di sostegno al retrofit a gas dei veicoli già in circolazione, in un’ottica triennale, come peraltro sembrerebbe emergere da una bozza di provvedimento allo studio del Mimit. Come pure, in vista del Tavolo Automotive del prossimo 30 gennaio, ci attendiamo segnali concreti e positivi per i consumatori e per un settore che rappresenta un’eccellenza industriale nazionale, riconosciuta ed esportata a livello globale. Non è più tempo di tentennamenti”. Anche nel residenziale off-grid, in termini di analisi del Tco, il Gpl si rivela soluzione più competitiva, inferiore del 30-50% rispetto alle alternative. “Nel settore residenziale l’entrata in vigore dell’Ets2 va a sovrapporsi all’applicazione della direttiva Epbd ('Case Green') - avverte Marco Roggerone, presidente Gruppo Gpl Combustione di Assogasliquidi-Federchimica - e delle sue linee guida applicative. In continuità con precedenti analisi condotte da Bip, emerge come le moderne caldaie a condensazione a gas, sempre più alimentate da gas rinnovabili, consentirebbero di raggiungere i target di decarbonizzazione indicati nella direttiva con costi di gran lunga più contenuti rispetto a una conversione 100% elettrica e senza disagi abitativi per i consumatori; ma l’attuale formulazione prevede ancora il bando della commercializzazione delle caldaie a partire dal 2040". "L’apertura della Commissione alla revisione del Regolamento Ecodesign sembra un passo importante verso il ripensamento dei limiti introdotti, che altrimenti presenterebbero un conto salato alle famiglie per il soddisfacimento dei loro bisogni primari di riscaldarsi, cucinare e produrre acqua calda sanitaria. E a proposito di bisogni primari, il GPL rappresenta da sempre una soluzione ideale per consentire alle fasce di popolazione che vivono in zone rurali o montane di riscaldarsi, cucinare e disporre di acqua calda sanitaria, a basse emissioni di CO2 e valori di inquinanti locali praticamente nulli”, dice Roggerone. Lo studio Bip si conclude con un’analisi degli impatti Ets2 anche sulle industrie presenti nelle zone off-grid e montane, dove il Gpl figura tra le fonti più competitive, garantendo un adeguato supporto energetico.

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