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(Adnkronos) - Nonostante il ciclone di San Valentino inizi ad allontanarsi dall'Italia, anche oggi 15 febbraio ci aspetta una domenica di maltempo con temporali, pioggia e vento. L'allerta gialla riguarda ben 11 regioni. E, sulla base delle previsioni disponibili, la Protezione civile d’intesa ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche. L’avviso prevede precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, forti raffiche di vento e locale attività elettrica. Sulla base dei fenomeni in atto e previsti è stata valutata per la giornata di domani, domenica 15 febbraio, allerta gialla su settori di Emilia-Romagna, Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia, Sardegna e sull’intero territorio di Lazio, Umbria, Molise, Calabria e Sicilia. Domani mattina a Venezia sono previsti 120 centimetri alle 9.20, un livello che, se confermato, farà nuovamente alzare tutte e quattro le barriere del Mose. Per la serata di domani il Centro maree del Comune di Venezia prevede altri 100 centimetri verso le 22.50, un livello che però potrebbe diminuire e bloccare il sollevamento delle barriere. Condizioni favorevoli al fenomeno dell'acqua alta sono comunque previste almeno fino a giovedì 19 febbraio. Ieri oltre 50 persone sono state evacuate in seguito a una mareggiata che ha allagato le case a ridosso degli scogli nella zona della foce del Tevere nel Comune di Fiumicino, nel Lazio. Chiuse alcune strade nella provincia di Roma. Palermo, Messina, Catania e Trapani sono state le province maggiormente colpite dall'ondata di maltempo che si è abbattuta sabato anche sulla Sicilia. La Regione Calabria ha chiesto lo stato di emergenza nazionale per i danni del maltempo che negli ultimi giorni ha duramente colpito il territorio.
(Adnkronos) - Iziwork, sulla scia della nuova leadership, iniziata con la nomina di Domenico Di Gravina a managing director group Italy e del preannunciato progetto di crescita, inaugurerà un nuovo hub a Treviso nel mese di marzo. L’apertura a Treviso consentirà all’azienda di essere più presente su tutto il territorio e vicina ai clienti presenti nella provincia, così da poter instaurare nuove relazioni e consolidare quelle già esistenti. Le ricerche in corso riguardano soprattutto i settori della logistica, tessile, materie plastiche e alimentari. A seguire i profili più ricercati divisi per settori. Logistica: magazzinieri con uso di muletto, responsabili di magazzino, addetti al carico e scarico merci. Tessile: operai controllo qualità, responsabile di prodotto; back office commerciale. Materie plastiche: ingegneri; progettisti; operatori addetti alle macchine a stampaggio; manutentori meccanici ed elettrici. Alimentare: responsabile qualità, food and beverage manager; operai specializzati; addetti al confezionamento alimentare. Per la nuova apertura Iziwork ricerca anche personale interno: 1 branch manager che seguirà relazioni con il territorio, 2 recruiter che si occuperanno delle selezioni delle ricerche. Per le candidature visitare il sito www.iziwork.com.
(Adnkronos) - Energia, bioeconomia, economia circolare, risorse idriche, agroecologia, velocizzazione degli iter autorizzativi, lotta all’illegalità, rafforzamento dei controlli. Sono i temi al centro del ‘Libro Bianco’ di Legambiente sulla riconversione green dell’industria italiana: 30 proposte per otto settori chiave con sei pilastri per rilanciare la manifattura italiana e renderla più competitiva e sostenibile. Un obiettivo: “dare gambe” al Clean Industrial Deal Made in Italy, fondato su lotta alla crisi climatica, innovazione e competitività. Per farlo, è necessario accelerare il passo avendo come come pilastri la decarbonizzazione, la circolarità, l’innovazione, la legalità, nuova occupazione green e inclusione. In questo quadro dunque, l’Italia, deve “colmare ritardi e vuoti normativi, superando iter troppo lenti e burocratici, alti costi energetici e il mancato rispetto delle norme ambientali, tutti ostacoli non tecnologici che ad oggi ne frenano il pieno sviluppo”. In particolare, spiega Legambiente, bisogna spingere sull’applicazione e il rispetto delle norme ambientali, come evidenziato anche dalla Commissione Ue nel suo recente riesame dell’attuazione delle politiche ambientali, che “possono far risparmiare all’economia europea ben 180 miliardi di euro annui (circa l’1% del Pil Ue)”. “Il Clean Industrial Deal è un’opportunità che l’Italia non deve assolutamente sprecare per varare una politica industriale all’altezza della sfida climatica e per far ridurre alle imprese i costi dell’energia, evitando, però, la pericolosa scorciatoia della deregulation ambientale”, ha evidenziato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, intervenuto stamattina alla terza edizione del forum ‘L’Italia in cantiere. Un clean industrial deal made in Italy’. “Investire in un’ambiziosa politica industriale significa favorire la competitività delle imprese, facendo occupare dall’Italia, prima degli altri Paesi, l’esponenziale mercato globale delle tecnologie green”, ha affermato, sottolineando che “con questo spirito abbiamo deciso di scrivere il nostro ‘Libro bianco’, pensato come un vero e proprio piano industriale per l’Italia, indirizzando delle proposte a governo e Parlamento e raccontando, con l’esperienza dei tanti campioni nazionali della transizione ecologica, quello che il Paese sta già facendo”.