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Maltempo, in corso le ricerche dell’auto precipitata dal ponte crollato sul Trigno

(Adnkronos) - Sono riprese all’alba di oggi, venerdì 3 aprile, le ricerche dell’auto che sarebbe caduta nel vuoto del ponte crollato sul fiume Trigno. In mare un’unità della Guardia Costiera, al di sotto del ponte crollato, i sommozzatori dei Vigili del ...

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(Adnkronos) - "Il software è un comparto in forte crescita, capace di generare valore economico, occupazione qualificata e innovazione diffusa. Nel 2024 ha impiegato oltre 140.000 addetti e generato 66,7 miliardi di euro di fatturato, con un ruolo ...

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Bollette, Barbaro (Mase): "Dl segnale forte di sostegno a famiglie e imprese"

(Adnkronos) - “In un contesto storico e geopolitico peculiare come quello attuale il senso istituzionale di convertire un decreto che affronta il tema del caro energia è prevalso su ogni altra considerazione. Il governo, con l’arricchimento del lavoro parlamentare, ha ...

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Maltempo, in corso le ricerche dell’auto precipitata dal ponte crollato sul Trigno

(Adnkronos) - Sono riprese all’alba di oggi, venerdì 3 aprile, le ricerche dell’auto che sarebbe caduta nel vuoto del ponte crollato sul fiume Trigno. In mare un’unità della Guardia Costiera, al di sotto del ponte crollato, i sommozzatori dei Vigili del Fuovo. C’è la denuncia di scomparsa presentata dalla famiglia di Domenico Racanati, 53 anni, del quale non si hanno notizie da ieri. L’uomo era diretto verso Ortona e viaggiava a bordo di una Fiat Bravo color champagne. La sua ultima posizione nota risulta essere Termoli. I familiari, preoccupati per l’assenza di contatti, hanno diffuso anche un appello sui social, chiedendo a chiunque abbia visto l’uomo o l’auto di fornire informazioni. L’appello è stato condiviso rapidamente, mentre le forze dell’ordine stanno verificando ogni elemento utile. Al momento comunque non esiste un collegamento ufficiale, tra la scomparsa dell’uomo e il veicolo disperso nel Trigno, ma le ricerche in corso tengono aperte tutte le ipotesi. Le autorità stanno lavorando su più fronti, incrociando segnalazioni, movimenti registrati e possibili avvistamenti. Secondo qunto riferisce l’Anas Molise, il tratto interessato dal crollo era stato chiuso al traffico la sera prima. La statale 16 era allagata e, prudenzialmente, l’Anas aveva predisposto delle barriere e la relativa segnaletica, provvedimento disposto in via precauzionale alle 19, dopo la riunione in Prefettura a Campobasso, con Protezione civile ed enti locali. L’interruzione interessava un tratto di circa 7,2 chilometri tra Petacciato e San Salvo Marina, delimitato con barriere fisiche e segnaletica, a causa dell'esondazione del Trigno e delle criticità idrogeologiche. "Dalle verifiche, anche attraverso i filmati, risulta - aggiunge l’Anas - che due veicoli sono transitati nel tratto interdetto, violando il divieto di circolazione". La società sottolinea anche che “ il viadotto era sottoposto a controlli periodici e attività di manutenzione ordinaria e che personale e mezzi sono operativi da oltre 72 ore per monitorare la rete e gestire l'emergenza. Anas si è dichiarata a disposizione dell'autorità giudiziaria per gli approfondimenti sul crollo”. La Procura di Larino ha aperto un fascicolo per crollo colposo e qualora vengano ritrovati l’auto e il corpo si procederà anche per omicidio colposo. Si sposta sul fiume Fortore questa mattina l'allerta rossa per rischio idraulico in provincia di Foggia dopo le piogge dei giorni scorsi che questa mattina sono diventate più deboli. Ma le piene preoccupano ancora. Nel bollettino della Protezione civile della Regione Puglia (centro funzionale decentrato) riferito alla situazione di qualche ora fa sono indicate con quel colore le criticità del corso d'acqua all'altezza del ponte sulla statale 16 nel territorio di Lesina, con superamento soglia di 4,5 metri, e sul ponte sulla strada provinciale 142 nel territorio di San Paolo Civitate, con superamento soglia di 7 metri. Livello di criticità di colore arancione, invece, in sei località lungo il corso del fiume Ofanto, che scorre tra le province di Foggia e soprattutto nella provincia di Barletta-Andria-Trani e precisamente nei territori di Barletta, Canosa di Puglia, Cerignola, Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia e Trinitapoli con superamenti di soglia ovunque di 5,3 metri. "La situazione è tragica. Siamo isolati, ci è crollato il mondo addosso. Peggio di così non potevamo stare", afferma all'Adnkronos Lucilla Parisi, sindaca di Roseto Valfortore, piccolo centro di circa 1000 abitanti nei Monti dauni in provincia di Foggia, che, dopo il cedimento della strada provinciale 130 in direzione Alberona nella serata di ieri e dopo la chiusura di altre due arterie di collegamento nei giorni precedenti a causa delle piogge incessanti, è completamente isolato. "L'isolamento comporta un sacco di preoccupazioni - aggiunge - ci sono persone che devono ricevere medicinali e cure". Dopo Pasqua "i ragazzi devono andare fuori per studiare e gli insegnanti devono raggiungere l'istituto comprensivo di Roseto. Le attività economiche, come ristoranti, bar, B&b, hanno necessità di lavorare, altrimenti li mettiamo in ginocchio, visto che la situazione economica generale già non è florida". Preoccupazione anche per la casa di riposo "con 45 anziani che necessitano di cure e assistenza. La situazione non è bella e non è facile però non possiamo piangerci addosso", afferma Parisi. "Purtroppo il paese e il territorio non sono stati oggetto di attenzioni quanto meritavano da parte degli enti preposti. Le criticità le conoscevamo tutti". E alla prima pioggia incessante si sono manifestate in tutta la loro drammaticità. "Non è la prima volta che le nostre strade franano - evidenzia Parisi - lo stesso tratto della strada provinciale 130 che ha ceduto ieri sera era franata sotto i miei occhi nel 2009 e sotto i miei occhi anche ieri sera, precisamente alle 21.05. I lavori sono stati fatti meno di 4 anni fa. Non voglio polemizzare perchè adesso non è il momento - precisa - auspico che tutto questo serva a far accendere ai nostri governanti un faro su questi territori che non possono essere abbandonati in questo modo. Sono stata appena contattata - continua - dovrebbe venire l'esercito e verificare quale delle due arterie ripristinare. Siamo un piccolo comune ultraperiferico, abbiamo fatto sacrifici per cercare di portarlo a un livello almeno discreto ma oggi non vediamo futuro", concluse Parisi. "Nel corso della riunione in collegamento con l'unità di crisi della Protezione civile nazionale abbiamo chiesto l'intervento dell'Esercito, almeno per ripristinare in maniera provvisoria una delle vie di accesso al paese. Faeto al momento ha una sola strada provinciale attiva che però porta fuori regione", afferma all'Adnkronos il presidente della Provincia di Foggia Giuseppe Nobiletti. Un allarme è stato lanciato questa notte sulla piena del fiume Bradano da parte del sindaco di Ginosa, in provincia di Taranto, Vito Parisi che, su facebook, mostra anche la foto del misuratore del livello idrometrico riferito a qualche ora fa. "Io vi chiedo massima attenzione nelle prossime ore", scrive. Sono oltre 1.400 interventi dei vigili del fuoco nelle regioni colpite dall'ondata di maltempo , di cui 656 in Abruzzo, 476 in Puglia e 299 in Molise. Attualmente, tra squadre locali e rinforzi giunti da altre regioni, sono 625 i vigili del fuoco al lavoro, supportati da 208 mezzi, tra cui veicoli speciali, motopompe e mezzi anfibi. Intanto a Montenero di Bisaccia (Campobasso) continua l’intervento dopo il crollo parziale del ponte sulla Ss16.

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Angeleri (Assosoftware): "Software comparto in forte crescita, al via nostro Centro studi"

(Adnkronos) - "Il software è un comparto in forte crescita, capace di generare valore economico, occupazione qualificata e innovazione diffusa. Nel 2024 ha impiegato oltre 140.000 addetti e generato 66,7 miliardi di euro di fatturato, con un ruolo particolarmente forte dei software gestionali, che rappresentano quasi la metà del comparto. Il settore conta complessivamente fra 1.500 e 2.000 imprese, mentre Assosoftware rappresenta da sola tra il 65 e il 70 per cento del fatturato complessivo. Le prospettive restano molto significative: secondo una ricerca condotta con l’Università Luiss Guido Carli, un aumento del 20 per cento della domanda di software potrebbe attivare 9,6 miliardi di euro di produzione domestica aggiuntiva, 4,8 miliardi di valore aggiunto e 67.000 nuovi posti di lavoro. Resta però un gap rispetto ad altri grandi Paesi europei, sia nella dimensione media delle imprese sia nella capacità di attrarre capitali e investimenti. Per questo far crescere il settore significa non solo sostenere l’innovazione, ma anche rendere il Paese più competitivo e più attrattivo". Così, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Pierfrancesco Angeleri, presidente Assosoftware, che oggi ha presentato alla Camera dei Deputati il Centro studi software per l’Innovazione digitale. "Il Centro studi software per l'innovazione Digitale di Assosoftware nasce -spiega- per rafforzare la capacità di analisi e di proposta su un settore che oggi è sempre più centrale per lo sviluppo economico e per la trasformazione digitale del Paese. L’obiettivo è produrre ricerca indipendente, alimentare il confronto pubblico e offrire un contributo più strutturato al dibattito su industria del software, innovazione e competitività. Le attività saranno accompagnate da una Commissione scientifica composta da esponenti del mondo accademico e della ricerca, così da garantire solidità metodologica e rigore nelle analisi. In un contesto segnato da grandi trasformazioni tecnologiche e da tensioni geopolitiche crescenti, il software non è più soltanto un settore economico, ma una componente strategica della sovranità tecnologica e della resilienza del sistema produttivo". L’iniziativa è nata per rafforzare la produzione di conoscenza su un settore sempre più centrale per la competitività economica, la trasformazione digitale e la sovranità tecnologica italiana ed europea. Il Centro Studi intende contribuire alla definizione di una visione strategica sul futuro dell’industria del software, sia dal lato della sua filiera produttiva sia da quello del suo utilizzo da parte del sistema economico. Come presentato dalla coordinatrice del Comitato Scientifico del Centro Studi nonché Direttrice dell’Osservatorio Tech Company del Politecnico di Milano Marina Natalucci, il Centro promuoverà ricerche in collaborazione con i alcuni dei principali Atenei italiani che si concentreranno in particolare su due direttrici: da un lato l’analisi della filiera produttiva del software, del suo valore economico, del suo impatto sull’occupazione qualificata e sulla capacità di innovazione; dall’altro il ruolo del software nella digitalizzazione delle pmi, con attenzione alla diffusione delle soluzioni, alla maturità di utilizzo e agli effetti su produttività e competitività. Alcune ricerche passate condotte dalla Luiss, dagli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, dalla Sda Bocconi e dall’Università di Pavia mostrano un settore strategico per l’innovazione tecnologica e la sovranità digitale. La ricerca presentata da Livia De Giovanni, Prorettore per Rankings, Accreditamenti e Qualità della Luiss, ha evidenziato il maggiore dinamismo del comparto software rispetto al resto dell’economia italiana. Tra il 2019 e il 2024, software e servizi connessi hanno registrato una crescita media annua del 6,1% nei redditi da lavoro dipendente, del 5,2% nel valore aggiunto, del 6,5% nel valore della produzione e del 2,9% nell’occupazione. Su un orizzonte più lungo, tra il 2000 e il 2024, il valore aggiunto del settore è cresciuto del 166%, contro il 63% dell’hardware, il 46% della manifattura e il 76% del totale economia, confermando il software come uno dei segmenti più dinamici del sistema produttivo nazionale. Nel corso dell’evento è stata inoltre presentata la ricerca di Valentina Meliciani, direttrice del Luiss Research Centre for European Analysis and Policy (Leap), dedicata al contributo del software alla crescita della produttività italiana. Dai dati presentati nel corso dell’evento emerge che la filiera italiana del software rappresenta un asset strategico per l’innovazione tecnologica e la sovranità digitale, pur mostrando oggi una dinamica di crescita meno sostenuta rispetto agli anni trainati dal Pnrr e dagli incentivi 4.0. Su 1.130 produttori analizzati dall’Osservatorio Tech Company del Politecnico di Milano l’85% sviluppa software gestionali per la digitalizzazione dei processi d’impresa, il 35% soluzioni di security, il 25% analytics e il 21% intelligenza artificiale. In prospettiva europea, il settore appare inoltre attraversato da una crescente tendenza al consolidamento, mentre l’Italia continua a soffrire più di altri Paesi per la frammentazione del proprio tessuto produttivo, con effetti sulla capacità di scalare e investire in innovazione. In questo quadro, il Centro studi nasce per offrire un contributo stabile e qualificato all’analisi del settore, mettendo in relazione rappresentanza, ricerca e policy in un ambito sempre più decisivo per la crescita del sistema economico italiano. E Angeleri sottolinea anche ruolo centrale "del software che può incidere sull’efficienza energetica lungo più direttrici: da un lato riduce direttamente alcuni consumi, dall’altro ottimizza i processi, limita sprechi, tempi morti e riavvii e rende più preciso il monitoraggio dei dati energetici. In uno dei casi analizzati, la migrazione al cloud combinata con strumenti di energy dashboarding ha prodotto un risparmio energetico annuo del 40,98 per cento. Non è un dato automaticamente estendibile a tutte le imprese, ma dimostra che il software, se ben integrato nei processi e misurato con serietà, può avere un impatto molto rilevante. In questo quadro, anche l’intelligenza artificiale può rafforzare questa capacità, perché consente di leggere meglio i dati, anticipare anomalie, migliorare le decisioni operative e rendere più efficiente l’uso delle risorse", rimarca. Infine spiega che "L’uscita da Confindustria nasce dalla convinzione che il settore del software abbia oggi bisogno di una rappresentanza più autonoma, più visibile e più centrale. Dentro il sistema confindustriale, invece, il software rischiava di restare in secondo piano, pur essendo ormai un’infrastruttura essenziale per la competitività del Paese e per la trasformazione digitale di imprese e pubblica amministrazione. La scelta quindi non è contro qualcuno, ma a favore di una rappresentanza più efficace, più coerente con le esigenze del comparto e più capace di valorizzarne il peso strategico. L’obiettivo è dare al software la voce e il riconoscimento che merita nel confronto con istituzioni e stakeholder, accompagnando con maggiore forza una filiera che ogni giorno sostiene innovazione, produttività e crescita. In un sistema troppo dispersivo e ingessato come quello confindustriale questo, purtroppo, non accadeva", conclude.

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Bollette, Barbaro (Mase): "Dl segnale forte di sostegno a famiglie e imprese"

(Adnkronos) - “In un contesto storico e geopolitico peculiare come quello attuale il senso istituzionale di convertire un decreto che affronta il tema del caro energia è prevalso su ogni altra considerazione. Il governo, con l’arricchimento del lavoro parlamentare, ha operato per dare un segnale forte di sostegno alle famiglie e alle piccole e medie imprese, intervenendo sia sulla riduzione dei costi in bolletta sia sul fronte della sicurezza energetica nazionale. Centrale, in quest'ottica, la promozione della contrattazione di lungo periodo per le imprese: disaccoppiando il prezzo dell'energia elettrica da quello del gas, le aziende potranno accedere a prezzi calmierati, con ricadute positive sulla competitività del sistema Paese”. Così il sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza energetica, Claudio Barbaro, è intervenuto in Aula alla Camera in occasione della discussione sul decreto bollette. “Il lavoro in Parlamento è stato cruciale poiché ha reso possibile integrare i contenuti del decreto con emendamenti approvati in Commissione che hanno rafforzato ulteriormente le esigenze di contenimento dei costi energetici, il perseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione e la salvaguardia della sicurezza energetica del sistema Paese mantenendo sempre primario l’interesse di tutela delle famiglie italiane”, ha aggiunto. Tra le novità introdotte, "l'estensione al teleriscaldamento delle agevolazioni già previste per il gas naturale a favore degli utenti finali. Rafforzata anche la tutela dei consumatori vulnerabili, con misure per garantire maggiore trasparenza nella fatturazione e nelle bollette e un contrasto più efficace alle pratiche aggressive del telemarketing nel settore energetico. Parallelamente, con il nuovo assetto dei rimborsi ai produttori termoelettrici a gas si interviene sui costi di generazione elettrica, riducendo componenti tariffarie e, subordinatamente all’autorizzazione europea, compensando parte dei costi Ets". In questo modo, "il decreto agisce direttamente sul prezzo all’ingrosso dell’energia, con benefici che si riflettono sull’intero sistema, pur mantenendo un quadro di coerenza con la normativa europea e con gli obiettivi climatici. Il decreto interviene inoltre su uno dei nodi più discussi dello sviluppo delle energie rinnovabili: la cosiddetta saturazione virtuale della rete, un ostacolo strutturale che fino ad oggi nessun governo aveva affrontato e che rischiava di rallentare la transizione energetica del Paese. Questo decreto non si limita a misure temporanee di sostegno. Ridisegna il comparto energetico per i prossimi anni, con la tutela delle famiglie italiane sempre al primo posto”. “Siamo consapevoli che è solo un primo intervento e continueremo a vigilare sull’andamento dei prezzi in relazione al contesto internazionale, pronti come sempre a sostenere il mondo produttivo e il potere di acquisto delle famiglie. Vogliamo estendere, in finale, il ringraziamento al Parlamento, al ministro Pichetto e a tutte le strutture tecniche del Mase che hanno lavorato in stretta collaborazione con gli uffici della Presidenza del Consiglio per promuovere un provvedimento che avesse a cuore tutte le questioni ritenute di preminente interesse nazionale”, ha concluso.

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