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(Adnkronos) - Esulta per aver superato il turno alle qualificazioni degli Australian Open, anzi no. È successo a Melbourne durante un turno delle qualificazioni al primo Slam della stagione, al via domenica 18 gennaio, nel match tra l'austriaco Sebastian Ofner e lo statunitense Nishesh Basavareddy. Al decisivo super tie break, dopo aver vinto un set ciascuno, Ofner mette a segno il punto del 7-1 ed esulta avvicinandosi a rete per stringere la mano all'avversario, convinto di aver vinto la partita. Peccato però che il super tie break prevede che si arrivi a 10 punti, e non ai canonici 7, motivo per cui l'arbitro ha guardato l'austriaco, un po' sbalordito, e gli ha detto: "Non ancora". Ofner è quindi tornato a rete, allargando le braccia sorpreso e un po' deluso, e ha subito la rimonta di Basavareddy. Il giovane statunitense ha infatti raggiunto l'australiano sull'8-8, con la partita che è continuata ai vantaggi. Ofner si è conquistato due veri match point, Basavareddy li ha annullati tutti con il servizio e ha piazzato il mini break decisivo, chiudendo quest'incredibile sfida 13-11 e volando al prossimo turno di qualificazione degli Australian Open.
(Adnkronos) - "Il principio di base è che la sicurezza sul lavoro innanzitutto è una responsabilità di tutti. Ovviamente noi abbiamo una serie di professionisti che si occupano specificatamente di questo, ma poi tutti noi, io in primis con tutto il leadership team, siamo in campo per la sicurezza sul lavoro in azienda. E il principio di base è che la sicurezza è qualcosa che non si fa perché te lo chiede qualcuno al di fuori dell'azienda, ma perché diventa un'abitudine, un qualcosa che si fa naturalmente anche senza pensarci. Bisogna abbinare alcune cose ben codificate: innanzitutto la tanta legislazione sulla sicurezza insieme agli investimenti". Così, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Antonio Fazzari, General Manager and Chief Operating Officer di Fater, player di rilievo nel mercato dei prodotti igiene casa e igiene persona, dal 1992 joint venture paritetica tra Angelini Industries e Procter & Gamble.
(Adnkronos) - Più caldo e, insieme, una riduzione media delle precipitazioni entro la fine del secolo in tutto il bacino del Mediterraneo e in Italia dove questi cambiamenti saranno accompagnati da un marcato incremento della frequenza degli eventi estremi con temporali intensi e alluvioni improvvise soprattutto durante la stagione autunnale sulle Alpi. È quanto emerge da uno studio Enea. “Abbiamo utilizzato proiezioni climatiche regionali ad altissima risoluzione (fino a 5 km) che, come una lente di ingrandimento, ci hanno permesso di conoscere con estrema precisione gli impatti attesi al 2100, soprattutto in relazione agli eventi estremi e ai fenomeni locali - spiega la coordinatrice dello studio Maria Vittoria Struglia, ricercatrice del Laboratorio Enea Modelli e servizi climatici - Le proiezioni climatiche regionali sono uno strumento estremamente utile per stimare in modo più affidabile gli impatti del cambiamento climatico su scala locale. Consentono inoltre di progettare strategie di adattamento mirate, che tengano conto delle specificità territoriali e stagionali”. Il team Enea ha realizzato simulazioni sia per il clima passato (1980-2014), utili a quantificare le variazioni già in atto, sia per il clima futuro (2015-2100), utilizzando tre scenari socioeconomici e climatici di riferimento. Gli scenari spaziano da quelli in cui vengono attuate politiche di sostenibilità ambientale a quelli in cui le politiche di decarbonizzazione non sono centrali nei modelli di sviluppo. Sulla base di queste proiezioni, sono stati stimati gli effetti del cambiamento climatico sulla temperatura superficiale e sulle precipitazioni in Italia. Secondo lo studio, nelle aree montuose si prevede un aumento delle temperature estive con punte fino a +4,5 °C e fino a +3,5 °C in autunno nello scenario a più elevato impatto. Si tratta di un riscaldamento significativo che, in queste zone, non è riprodotto dai modelli globali a bassa risoluzione. Sul fronte delle precipitazioni il clima tenderà a diventare generalmente più secco in tutte le stagioni, in particolare durante l’estate. Tuttavia, nei due scenari più critici, ci si attende un aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi meteorologici estremi soprattutto sull’Italia settentrionale e, in particolare, nelle zone alpine e subalpine. Entrando nel dettaglio delle elaborazioni Enea, alla fine del secolo (2071-2100), in inverno si potrebbe verificare un aumento dell’intensità delle precipitazioni soprattutto nelle Alpi occidentali, a differenza delle Alpi orientali dove si registra una lieve diminuzione; mentre nell’Italia meridionale l’intensità diminuirà, con un calo particolarmente marcato sui rilievi principali della Sicilia. In primavera il quadro è simile a quello invernale, ma con un aumento più diffuso dell’intensità sull’intero arco alpino. In estate viene rilevata una diminuzione generalizzata dell’intensità delle precipitazioni estreme, soprattutto lungo le coste tirreniche. In autunno, nello scenario più severo, infine, si registra un aumento significativo dell’intensità delle piogge estreme su gran parte del territorio italiano, con incrementi più marcati nelle aree in cui gli impatti climatici previsti risultano già più intensi (Nord Italia). La simulazione regionale ad alta risoluzione mostra un cambiamento delle precipitazioni diverso - e in alcune aree persino opposto - rispetto a quanto previsto dal modello globale a bassa risoluzione. “Negli ultimi anni, lo sviluppo di tecnologie sempre più potenti ha reso possibile proiezioni climatiche regionali molto più dettagliate che hanno permesso di valutare gli impatti locali del cambiamento climatico e dei rischi connessi al clima, nonché supportare politiche di adattamento e mitigazione. Questo rappresenta un progresso significativo per la regione mediterranea, un hotspot climatico caratterizzato da una morfologia fortemente eterogenea (un bacino semi-chiuso circondato da rilievi montuosi alti e complessi), che richiede analisi ad alta risoluzione. La regione è infatti particolarmente vulnerabile agli impatti di fenomeni meteorologici estremi su scala locale, che possono influenzare in modo significativo il benessere e l’economia delle comunità locali”, conclude Struglia.