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(Adnkronos) - Donald Trump insulta e mostra il dito medio a chi lo insulta? Fa bene. La Casa Bianca ritiene appropriato il comportamento del presidente che ieri, durante la visita ad uno stabilimento della Ford in Michigan, ha replicato ad un contestatore con un insulto 'classico' e con il dito medio, gesto esplicito ad ogni latitudine. "Un pazzo stava urlando imprecazioni in preda alla rabbia, e il presidente ha dato una risposta appropriata e chiara", dice il direttore della Comunicazione della Casa Bianca, Steve Cheung. Come mostra un video pubblicato da Tmz, Trump ha replicato con la parolaccia 'fuck you' - la versione del 'vaffa' in inglese - e con il gesto del dito medio ad un dipendente della Ford che gli ha urlato contro. Secondo la ricostruzione di Tmz, l'uomo ha chiamato Trump "protettore di pedofili", con un possibile riferimento al caso di Jeffrey Epstein. Un portavoce del sindacato United Auto Worker ha detto all'emittente americana che l'uomo che ha contestato il presidente è stato sospeso dalla Ford. "Uno dei nostri valori fondamentali è il rispetto e non tolleriamo nessuno che dice qualcosa di inappropriato nelle nostre strutture", ha dichiarato un portavoce della casa automobilistica, spiegando che quando incidenti come questo succedono "abbiamo una procedura da seguire, ma non voglio entrare in dettagli di questioni del personale".
(Adnkronos) - Nel corso del convegno organizzato dall’Associazione allievi Sna e da Federmanager su inverno demografico e dinamiche del mercato del lavoro, il direttore generale dell’Inps, Valeria Vittimberga, ha richiamato l’importanza del rapporto tra l’articolo 36 della Costituzione, dedicato alla giusta retribuzione, e l’articolo 46, relativo alla partecipazione dei lavoratori, indicandolo come una dimensione cruciale – oggi finalmente attuata normativamente – capace di aprire una nuova stagione di contrattazione di primo e secondo livello. Il direttore generale dell'Istituto ha inoltre richiamato le misure introdotte nella recente legge di bilancio per ridurre la pressione fiscale e sostenere il potere d’acquisto di lavoratori e famiglie, incluse la detassazione del lavoro festivo, notturno e straordinario, oltre alla detassazione degli aumenti contrattuali e dei buoni pasto. Vittimberga ha anche risposto alle domande dei giornalisti sul tema delle retribuzioni, richiamando evidenze già contenute nel rapporto annuale dell’Istituto e riprese in un recente approfondimento della direzione centrale studi e del coordinamento statistico attuariale. Nel Rapporto si evidenzia una maggiore resilienza dei redditi più elevati, mentre per i redditi medi e bassi i risultati sono inferiori in termini di retribuzione lorda; l’impatto dell’inflazione su queste fasce è stato in gran parte compensato attraverso sostegni finanziari a carico della fiscalità generale. E' stato, inoltre, ricordato che, ai fini del potere d’acquisto dei lavoratori, ciò che conta è la retribuzione netta più che quella lorda, perché è lì che si riflettono concretamente decontribuzioni e agevolazioni fiscali che possono incrementare significativamente il netto in busta paga.
(Adnkronos) - Il finanziamento da 40 milioni di euro accordato dalla Banca europea per gli investimenti alla Commercianti indipendenti associati (Cia), una delle cooperative socie del Consorzio nazionale Conad, "punta a efficientare le attività dei nostri punti vendita" e si inserisce nel piano complessivo da 80 milioni promosso da Cia. Lo sottolinea all'Adnkronos Luca Panzavolta, amministratore delegato di Cia-Conad, spiegando che uno dei principali interventi sarà quello di moltiplicare gli impianti fotovoltaici presenti nel punti vendite. "Già oggi abbiamo già un'ottantina di negozi dotati di impianti fotovoltaici ma vorremmo superare quota 100, quindi vicini al 50% della nostra rete associata" continua. Ma si vuole - aggiunge - anche "intervenire sul raffreddamento dei negozi, dal gas non inquinante all'efficientamento dei sistemi, che non solo consentono un risparmio energetico importante ma migliorano anche il microclima dentro il punto vendita". Panzavolta ricorda come Cia-Conad "produce un bilancio di sostenibilità già da 2 anni, lo facciamo per l'impegno che abbiamo assunto nei confronti dei nostri soci e dei nostri stakeholder. Con il bilancio 2025, che presenteremo nel prossimo maggio, illustreremo gli impegni che ci siamo assunti e presenteremo una rendicontrazione di quanto fatto nei nostri impianti". "D'altronde - ricorda - per una azienda la sostenibilità non è più una scelta ma un obbligo. E noi lo sentiamo come tale anche dal punto di vista sociale, del territorio, delle nostre comunità e dei nostri soci". Grazie agli interventi attuati e a quelli in corso, aggiunge, " per l'impatto sull'ambiente di un nostro punto vendita crediamo di essere vicini a -30% rispetto a dieci anni fa. Senza dimenticare che questo lavoro rende più sostenibile il business dei singoli punti vendita: certo gli interventi di efficientamento costano, ma è un investimento da cui i nostri associati rientrano nel corso degli anni". "Il nostro modello - sottolinea - è la dimostrazione che si possono ottenere ottimi risultati quando si è inseriti in una rete efficiente : noi forniamo aiuti ai nostri soci con finanziamenti per gli impianti fotovoltaici e convenzioni con le aziende installatrici, e questo consente ai soci di massimizzare i risparmi possibili, senza contare altri vantaggi come l'economia di scala, gli acquisti collettivi e le attività di marketing comuni". Il manager riconosce come "c'è poi un ritorno di immagine verso i clienti perché oggi l'attenzione a queste cose da parte dei consumatori, soprattutto quelli più giovani, è molto forte". " Panzavolta evidenzia poi i risultati ottenuti sulla riduzione degli imballaggi inutili grazie alla forte presenza di prodotti a marchio Conad: "La nostra cooperativa è fra quelle con la quota più alta in Italia di prodotti con il nostro marchio, quest'anno abbiamo superato il 41% di fatturato". Questo offre un duplice beneficio "da una parte perché il prodotto a marchio costa meno mediamente di quello 'industriale' e poi perché in questi anni abbiamo fatto molto per rendere riciclabili o recuperabili gli imballaggi o comunque limitarli. Credo che sia vicino il traguardo del 75% di imballaggi biodegradabili o riciclabili, che era il nostro obiettivo". "Certo, non puo' essere solo un impegno della distribuzione ma deve essere anche delle industrie: credo però - conclude- di poter dire che su questo in generale la sensibilità è molto aumentata "