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(Adnkronos) - Il governo groenlandese ha dichiarato di "non poter in alcun modo accettare" il "desiderio americano di impossessarsi della Groenlandia". Lo si legge in un comunicato diffuso all'indomani delle parole del presidente americano, Donald Trump, che ieri aveva ribadito: "Otterremo la Groenlandia, in un modo o nell'altro". Secondo quanto riportato dai media statunitensi, mercoledì è previsto un incontro tra il segretario di Stato americano, Marco Rubio, e una delegazione danese per affrontare la questione. In vista del colloquio, riportano i media danesi, i ministri degli Esteri di Danimarca e Groenlandia si sono incontrati per coordinare le rispettive posizioni. La Groenlandia è "parte del Regno di Danimarca" e "in quanto parte del Commonwealth danese, è membro della Nato e la difesa della Groenlandia deve quindi avvenire attraverso la Nato", ha affermato il governo di Nuuk nel comunicato. "Sulla base della dichiarazione molto positiva dei 6 Stati membri della Nato riguardo alla Groenlandia, il governo della Groenlandia intensificherà i propri sforzi per garantire che la difesa della Groenlandia avvenga sotto l'egida della Nato - si legge - Tutti gli Stati membri della Nato, compresi gli Stati Uniti, hanno un interesse comune nella difesa della Groenlandia e la coalizione di governo della Groenlandia collaborerà quindi con la Danimarca per garantire che il dialogo e lo sviluppo della difesa in Groenlandia avvengano nel quadro della cooperazione Nato". "È importante essere assolutamente chiari: la Groenlandia fa parte del Regno di Danimarca e della Nato attraverso il Commonwealth. Ciò significa che la nostra sicurezza e difesa appartengono alla Nato", ha poi ribadito il premier groenlandese Jens-Frederik Nielsen in un post su Facebook, sottolineando che "questa è una linea fondamentale e ferma". Nielsen ha riconosciuto che "il Paese ha ricevuto molta attenzione a livello internazionale" e che "di per sé questo è positivo" perché riflette "l'importanza strategica" del territorio artico. "Siamo una società democratica che prende le proprie decisioni. E le nostre azioni si basano sul diritto internazionale", ha messo in chiaro. Il presidente americano potrebbe trovarsi a dover scegliere tra la Groenlandia e preservare la Nato. Lo ha dichiarato lo stesso Trump al New York Times, come si legge nella trascrizione dell'intervista rilasciata nei giorni scorsi e pubblicata integralmente sul sito del giornale. Trump continua a rivendicare la Groenlandia per questioni di interesse nazionale dinanzi alle 'minacce' di Russia e Cina. "Beh, non vorrei dirvelo, ma potrei dover fare una scelta", ha detto Trump rispondendo a una domanda. "Dovete capire. La Russia non è affatto preoccupata dalla Nato senza di noi. La Cina non è affatto preoccupata dalla Nato senza di noi", ha affermato il tycoon. "L'Europa sta diventando un posto molto diverso e devono davvero adattarsi. Voglio che si adattino", ha aggiunto il presidente americano. Che oggi è tornato a parlare dell'Alleanza in un post su Truth, rivendicando: "Sono io quello che ha salvato la Nato!!!". Parlando ai giornalisti mentre si trova a Zagabria, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha detto che l'Alleanza atlantica lavora al rafforzamento della sicurezza nell'Artico: "Attualmente stiamo lavorando sui prossimi passi da fare per garantire che effettivamente proteggiamo collettivamente ciò che è in gioco". Riguardo a Trump, "sta facendo ciò che è giusto per la Nato", il presidente americano sta "incoraggiando tutti noi a spendere di più, pareggiando quanto speso dagli Stati Uniti, risultato che sarebbe stato impossibile senza di lui". Rutte ha inoltre assicurato che "non c'è assolutamente" una crisi all'interno dell'Alleanza. "La Groenlandia appartiene al suo popolo. Spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni che riguardano la Danimarca e la Groenlandia. Nulla su di loro senza di loro", ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, parlando con un gruppo di media europei tra cui il Corriere della Sera. "La sicurezza dell'Artico è di enorme importanza per noi - ha sottolineato - Ed è, in modo cruciale, un tema per la Nato". L'Ue ha "un ottimo rapporto con la Groenlandia. Questo è importante. Stiamo investendo e accelerando il nostro lavoro lì. Nella nostra proposta di bilancio (per il 2028-2034) abbiamo raddoppiato i finanziamenti, portandoli a circa 530 milioni, il che dimostra il nostro impegno per il partenariato e l'importanza della sicurezza artica".
(Adnkronos) - Trenta studenti internazionali provenienti dai Paesi dell’area adriatica transfrontaliera parteciperanno alla winter school su 'Politiche e pratiche per un turismo sostenibile' organizzata dal 12 al 21 gennaio dall’università Lum 'Giuseppe Degennaro'. La winter school è interamente finanziata nell’ambito del Tne international mobility programme – health education and advanced learning through collaboration, opportunities, networking and educational connections in Balkans and Ssian countries, promosso dal ministero dell’Università e della Ricerca e sostenuto dall’Unione europea attraverso il programma NextGenerationEu, con l’obiettivo di rafforzare la mobilità internazionale, la qualità della formazione avanzata e il dialogo tra sistemi accademici. I partecipanti saranno accolti lunedì 12 gennaio, alle ore 10.30, dai saluti istituzionali di Massimo Salomone, presidente della sezione turismo di Confindustria Bari e Bat, con un intervento su 'Il futuro del turismo nel basso Adriatico: sfide e visioni sostenibili', e dall’avvocato Antonella Rago, direttrice generale dell’università Lum. "Con questa iniziativa – sottolinea la professoressa Patrizia Guida – l’università Lum 'Giuseppe Degennaro' rinnova e rafforza il proprio ruolo nella cooperazione accademica internazionale e nella formazione avanzata sui temi del turismo. Desidero ringraziare in modo particolare il Comitato scientifico, di cui fanno parte, oltre alla sottoscritta, la prof.ssa Simona Attollino, il prof. Pasquale Del Vecchio e la dott.ssa Oriana Bellissimo, per il lavoro condiviso, il confronto costante e il contributo scientifico e progettuale che hanno reso possibile la costruzione di un percorso formativo solido e innovativo". Il programma della winter school prevede sessanta ore di attività formative articolate in lezioni frontali, laboratori applicativi, project work, visite di studio e incontri con operatori del settore. Le attività sul campo interesseranno alcuni dei contesti più rappresentativi della Puglia – Bari, Trani e la Valle d’Itria, con tappe a Locorotondo, Alberobello e Martina Franca – offrendo ai partecipanti l’opportunità di confrontarsi direttamente con modelli di ospitalità sostenibile, valorizzazione del patrimonio culturale e sviluppo turistico integrato. L’impianto didattico della winter school si fonda su un approccio interdisciplinare, fortemente orientato alle politiche europee e alle buone pratiche territoriali, e vede il coinvolgimento di un corpo docente internazionale, tra cui le professoresse Eliana Laçei, Mirela Papa, Alma Hafizi e Lindita Kazazi. Il coordinamento scientifico e didattico è affidato alla prof.ssa Patrizia Guida, prorettrice con delega all’internazionalizzazione e Direttrice scientifica della Scuola di alta formazione sul turismo della School of management Lum, e alla prof.ssa Simona Attollino, professoressa associata di diritto e religione e direttrice scientifica dell’executive master in 'Turismo religioso e gestione smart dei beni culturali'. Il programma della winter school affronta temi di grande attualità quali le politiche europee per il turismo sostenibile, la digitalizzazione e lo smart tourism, l’economia circolare, lo slow tourism e il turismo interculturale, proponendo una lettura integrata dei processi di trasformazione del settore. Un filone di particolare rilievo è dedicato alla valorizzazione del patrimonio religioso e degli itinerari di pellegrinaggio, con approfondimenti sulle migrazioni di fede, sul ruolo storico degli ordini religiosi nei territori e sugli strumenti innovativi per promuovere l’esperienza del pellegrinaggio in chiave contemporanea.
(Adnkronos) - Aumentare il numero di alberi in città, ma soprattutto distribuirli in modo diffuso, evitando grandi concentrazioni isolate, produce benefici concreti e misurabili. Lo sottolinea Renato Bruni, direttore scientifico dell’Orto Botanico dell’Università di Parma, intervenendo in occasione della piantumazione del 100.000° albero di KilometroVerdeParma. «Avere tanti piccoli boschi o molti interventi sparsi sul territorio aiuta a diversi livelli», spiega, «a partire dalla riduzione delle temperature locali». Dal punto di vista scientifico, evidenzia Bruni, «l’ombra di un albero è più fresca di quella di una tettoia», grazie ai processi di traspirazione delle piante, che contribuiscono anche a migliorare la permeabilità del suolo e la gestione delle piogge. Ma i benefici non sono solo numerici: «C’è un aspetto fondamentale di vicinanza tra esseri umani e alberi. Le città sono cresciute, la natura si è allontanata dalla vita quotidiana, e riportarla dentro gli spazi urbani significa migliorare il nostro rapporto con le piante, imparando a conoscerle semplicemente osservandole». «La città non può essere stravolta dal punto di vista urbanistico, ma può essere ripensata con intelligenza». È questo l’approccio indicato da Bruni. La chiave è individuare e valorizzare «gli spazi che consentono la convivenza tra le esigenze umane e quelle della città». Rotatorie, parchi, aree dismesse, ritagli lasciati dagli interventi urbanistici diventano così opportunità preziose. «Intervenire su questi spazi residuali piantando alberi è la strategia giusta», afferma. In questo percorso, l’arboreto che sorgerà in viale Du Tillot rappresenta uno degli sviluppi più significativi: «È un progetto importante, vicino alla città e inserito in un contesto infrastrutturale complesso, che dimostra come sia possibile portare la natura anche in luoghi inaspettati». L’obiettivo, conclude Bruni, è proseguire su questa strada «lavorando con le istituzioni e con i privati», per continuare a intervenire ovunque esistano spazi disponibili, trasformandoli in presìdi verdi capaci di migliorare ambiente, clima e qualità della vita urbana.