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ultimora | politica

Il punto di vista di Follini: "L'Occidente di Trump non è più un modello"

(Adnkronos) - "Siamo tutti figli dell’Occidente, non fosse altro perché è il nostro territorio e perché siamo impregnati della sua storia, anche quanti a quella storia muovono obiezione. Ma dobbiamo riconoscere che a questo punto l’'Occidente' non è più un modello. ...

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Stipendi e professioni, ecco come cambierà il mercato del lavoro nel 2026

(Adnkronos) - Dopo un anno di instabilità, il mercato si prepara a una svolta. Ai, sostenibilità e nuove competenze guideranno le opportunità di carriera. La Salary Survey 2026 di Michael Page, leader internazionale nella ricerca e selezione specializzata, fotografa i ...

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Capodanno, Wwf: "Stop ai botti, ecco gli effetti sugli animali"

(Adnkronos) - "Fermiamo i botti di Capodanno, causa di shock e morte tra la fauna selvatica e di stress e panico tra cani e gatti domestici. Magari sostituendoli con opzioni a basso rumore oppure giochi di luci". Questa la richiesta del Wwf Italia in vista dei festeggiamenti di fine ...

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Il punto di vista di Follini: "L'Occidente di Trump non è più un modello"

(Adnkronos) - "Siamo tutti figli dell’Occidente, non fosse altro perché è il nostro territorio e perché siamo impregnati della sua storia, anche quanti a quella storia muovono obiezione. Ma dobbiamo riconoscere che a questo punto l’'Occidente' non è più un modello. Non mette d’accordo i cittadini dei suoi paesi. Non fa paura ai suoi avversari geopolitici. Non suggestiona il resto del mondo. La sua voce più autorevole, quella del presidente americano, ostenta un animo predatorio al quale non corrisponde più né una visione né una forza. Né una ragione, soprattutto. Le altre voci sembrano balbettare, almeno per ora. E’ vero, questi argomenti andrebbero recitati con prudenza. E la speranza dovrebbe essere l’ultima risorsa, tanto più quando si parla degli equilibri del pianeta. E, più in piccolo, dei nostri destini di paesi liberi e pacifici. Ma c’è qualcosa, nei mutamenti geopolitici che stiamo attraversando, che desta un’inquietudine profonda. Come sempre quando nelle civiltà si produce una frattura rispetto ad abitudini consolidate e parole d’ordine ripetute ad ogni cerimonia. Il fatto è che quando quelle parole d’ordine vengono capovolte -come appunto sta accadendo- è segno che il nostro senso comune non è più quello di prima. Non che 'prima' fossero tutte rose e fiori, s’intende. Tutt’altro. Il mondo è sempre stato un luogo inquieto, dove si svolgevano conflitti di ogni tipo e dove le sopraffazioni dei più forti sui più deboli erano tristemente all’ordine del giorno. E la nostra forza, il nostro primato non sempre si esprimeva nei modi garbati e costruttivi che ci siamo raccontati a vicenda. Nella storia dell’Occidente, anche la più recente, si possono contare e raccontare molti episodi nei quali non abbiamo saputo corrispondere ai nostri ideali e ai nostri proclami. Oggi però, rispetto a quel passato, c’è una novità. Uno spillover, un salto di specie se così lo vogliamo chiamare. Lo si può rintracciare nella stessa retorica che va per la maggiore. Laddove una volta la forza veniva racchiusa e contenuta in un involucro di buone maniere. Mentre oggi viene esibita con una sorta di compiaciuta brutalità, spogliata di ogni diplomazia, di ogni gentilezza, perfino di ogni prudenza. I grandi leader occidentali e soprattutto i presidenti americani, che avevano il coltello dalla parte del manico, facevano i loro bravi conti con la coscienza. O almeno con l’apparenza del loro dover essere. In quel contesto l’errore, la forzatura, la prepotenza potevano essere un’eccezione. Ma non la regola. E se capitava di scegliere la strada dell’eccezione occorreva spiegarla, cercare di farla condividere, porle un limite e un termine. E’ questa la trama che viene spezzata dalla presidenza di Donald Trump. Poiché mentre egli teorizza il primato della forza non concede più nulla a quanto sta fuori e magari sopra i confini di quella forza. Non discute, asserisce. Non ascolta, predica. Non tratta, forza la mano. Non sembra dare retta ad altri che a se stesso e ai suoi cari. E infine (vedi la saga della guerra in Ucraina) sembra rispettare più la forza bruta di un aggressore che il fiero lamento di un aggredito. E’ un altro paradigma, e temo che la cosa non abbia a che vedere solo e soltanto con le maniere non proprio civilissime del presidente americano. E’ in questo punto infatti che rischia di spezzarsi la nostra stessa storia. E di aprirsi davanti a noi un baratro di cui non conosciamo né i caratteri né la profondità. Si dirà che anche nel nostro passato c’erano molte ombre. E che rivestire quelle ombre di una certa diplomatica ipocrisia non ci assolveva dalle nostre colpe. Ma almeno c’era un verso. Sapevamo di dover corrispondere a un codice. E infatti quel modo di pensare e raccontare noi stessi ha avuto molto a che vedere col fatto che sotto la volta di quella multiforme entità geopolitica -l’Occidente appunto- non ci si combatteva tra di noi e si avevano molte giuste remore e cautele quando ci si trovava a contrastare gli altri. Ora quel patrimonio di saggezza e di misura sembra quasi d’impaccio. Come se il mondo capisse e rispettasse solo la nostra forza. Spingendoci ad abusarne mano a mano che la sua efficacia si rivela sempre più incerta. Tutto ciò è paradossale. Infatti l’Occidente nella versione di Trump sembra voler mettere da parte ogni scrupolo nello stesso momento in cui la sua autorevolezza diminuisce e le sue contraddizioni si moltiplicano. Come a voler recitare un esorcismo. Buono per le compagne elettorali, forse. Ma pessimo se invece si vuol dare al mondo una ragione per sentirsi al sicuro. E’ proprio nella forza che si ostenta che finisce per nascondersi oggi la nostra maggiore debolezza". (di Marco Follini)

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Stipendi e professioni, ecco come cambierà il mercato del lavoro nel 2026

(Adnkronos) - Dopo un anno di instabilità, il mercato si prepara a una svolta. Ai, sostenibilità e nuove competenze guideranno le opportunità di carriera. La Salary Survey 2026 di Michael Page, leader internazionale nella ricerca e selezione specializzata, fotografa i settori più dinamici e le competenze che guideranno la trasformazione del mercato del lavoro. “Il mercato del lavoro - afferma Tomaso Mainini, amministratore delegato di Michael Page Italia - sta attraversando una profonda trasformazione. Il 2026 si preannuncia come un anno estremamente dinamico, con l’evoluzione delle competenze e delle retribuzioni al centro. Flessibilità, riconoscimento e prospettive di crescita saranno le priorità dei talenti, mentre le aziende dovranno ripensare le proprie strategie di attrazione e retention per restare competitive”. La nuova direttiva Ue sulla trasparenza salariale cambierà il modo in cui le aziende comunicano gli stipendi: le fasce retributive dovranno essere indicate già negli annunci, con criteri chiari e accessibili. Secondo un’indagine Michael Page, il 32% dei dipendenti italiani percepisce un divario retributivo tra uomini e donne, e il 66% delle aziende non ha una struttura salariale trasparente. L’evoluzione normativa, le pressioni inflazionistiche e le nuove aspettative dei candidati, sempre più attenti a benessere e valori, stanno trasformando i pacchetti retributivi. Le imprese sono chiamate a rivedere le proprie offerte per attrarre e trattenere i migliori talenti, in un contesto in continua evoluzione. Quanto ai settori più dinamici secondo Michael Page, quello finanziario si conferma tra i più dinamici, trainato da investimenti privati e operazioni straordinarie come fusioni e acquisizioni. Nel 2025, l’adozione dell’Ai ha rivoluzionato anche la pianificazione strategica e il forecasting, abilitando decisioni più rapide e data-driven. Cresce la domanda di profili ibridi, capaci di unire competenze tecniche e digitali: tra i più richiesti, controller esperti nell’analisi di grandi dataset, contabili con skill digitali e Cfo con forte orientamento al business e capacità relazionali. Anche il settore bancario continua a trasformarsi, con l’ingresso di nuovi player internazionali e operazioni di fusione tra gruppi. Crescono i pacchetti retributivi per i ruoli strategici e specialistici, mentre le aziende investono sempre più in tecnologie avanzate, in particolare nell’intelligenza artificiale. I comparti più promettenti per il 2026 includono Fintech, Pagamenti digitali, Infrastrutture, Energy, Real estate e Insurance tech, mentre Retail banking e assicurazioni tradizionali sono meno dinamici. Tra i profili più richiesti, spiccano i controller e i tecnici di business con competenze in programmazione e analisi dati. L’accelerazione sugli asset digitali e sulle stablecoin sta ridisegnando il mercato del lavoro, riducendo la domanda di ruoli operativi tradizionali e aprendo nuove opportunità per professionisti specializzati in finanza digitale. Quanto al settore industriale, mostra segnali di stabilità, con il Food & Beverage in testa grazie alla domanda costante e alla spinta verso sostenibilità e innovazione lungo tutta la filiera, dall’automazione al packaging. Le energie rinnovabili continuano a crescere, e il 2026 potrebbe segnare un’accelerazione su progetti legati a fotovoltaico, eolico e idrogeno. La manifattura evolve verso lo smart manufacturing, con investimenti in Ai, cybersecurity e cloud. Le aziende cercano profili lean, automation engineer, Esg specialist e project manager infrastrutturali, ma cresce anche la domanda di manager con visione trasversale, capaci di integrare competenze tecniche e soft skill, con focus su dati, normative e tecnologie emergenti. Il comparto automotive risente ancora degli effetti dei dazi e dell’instabilità geopolitica, con ritardi negli investimenti e pochi nuovi progetti. Anche il mercato dei trasporti ha subito una contrazione, generando però nuove esigenze commerciali. Due figure emergono come strategiche per il 2026: il Solution Designer Logistica, cruciale per ottimizzare processi e costi e il Commerciale Trasporti Internazionali, fondamentale per espandere la rete clienti e sviluppare nuove opportunità di business. Nel settore sanitario cresce la richiesta di profili con competenze in Ai, robotica, genomica e medicina preventiva. In forte crescita anche la medicina estetica e della longevity, con alta richiesta di medici anti-aging, mentre calano le richieste per ruoli generici come operatori di laboratorio e marketing. Il comparto farmaceutico mostra segnali di crescita, trainato dal mercato dei biosimilari, dove l’Italia detiene la quota più alta in Europa per volumi, e dall’adozione di soluzioni digitali come telemedicina, e-health e digital therapeutics. Tuttavia, il settore soffre una carenza di talenti, soprattutto nei ruoli regolatori. Anche i Medical Devices registrano una crescita stabile, sostenuta da investimenti in R&D, cloud computing e genAI. Le figure più richieste includono esperti in qualità e regolatorio, profili R&D e Sales con competenze specifiche sui canali e prodotti di riferimento. Il settore dell’ospitalità italiana è in forte espansione, trainato da eventi come le Olimpiadi Milano-Cortina e il Giubileo 2025. L’offerta evolve verso strutture di fascia alta, con una crescente presenza di catene internazionali. La domanda turistica cresce, sostenuta dal turismo esperienziale e dall’interesse per borghi e aree interne, in particolare in Puglia, Sicilia e Umbria. La tecnologia gioca un ruolo chiave: strumenti digitali, Ai e realtà aumentata stanno trasformando l’esperienza del cliente e migliorando l’efficienza operativa. Nel 2026, intelligenza artificiale e tecnologie predittive guideranno la trasformazione del mercato del lavoro. Cresce la domanda di profili flessibili, orientati ai progetti e capaci di adattarsi a contesti complessi. Secondo il report Talent Trends 2025, la soddisfazione professionale e retributiva dei profili Tech è in crescita (57%, +4 punti), spingendo molti a valutare con più cautela nuove opportunità. Le aziende, consapevoli della scarsità di talenti, rafforzano le strategie di retention puntando su cultura, valori e sviluppo interno. La cybersecurity è l’ambito in maggiore crescita, con particolare interesse nell’area dell’Ot Security, ossia l’insieme di pratiche e tecnologie volte a proteggere sistemi industriali e infrastrutture critiche da minacce informatiche. Il mercato It italiano mostra un trend positivo, trainato da Ai, automazione, cloud e appunto cybersecurity, con un approccio sempre più skill-first. Cresce, inoltre, la richiesta di figure in ambito Sales con picchi sul mondo servizi, del commercio, del digitale, del retail e dell’hospitality. Le motivazioni risiedono nell’ampliamento della domanda di servizi, nella trasformazione digitale e dei canali di vendita, nella gestione e fidelizzazione dei clienti in uno scenario sempre più dinamico, competitivo e sfidante. “Il 2026 - conclude Tomaso Mainini - sarà un anno di svolta per il mercato del lavoro. Le aziende dovranno investire in trasparenza, tecnologia e cultura organizzativa per attrarre e trattenere i migliori talenti, mentre i professionisti cercheranno ambienti capaci di valorizzare competenze, crescita e benessere”.

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Capodanno, Wwf: "Stop ai botti, ecco gli effetti sugli animali"

(Adnkronos) - "Fermiamo i botti di Capodanno, causa di shock e morte tra la fauna selvatica e di stress e panico tra cani e gatti domestici. Magari sostituendoli con opzioni a basso rumore oppure giochi di luci". Questa la richiesta del Wwf Italia in vista dei festeggiamenti di fine anno. I botti, spiega il Wwf, "provocano traumi, disorientamento, fughe caotiche e shock immediati negli animali selvatici, con conseguenze spesso mortali, ma anche effetti a lungo termine, come alterazioni comportamentali e danni al sistema riproduttivo. Causano panico, ansia e stress negli animali domestici. I botti in città possono danneggiare anche la vegetazione: le alte temperature e le scintille possono innescare incendi o provocare bruciature a chiome e tronchi di alberi, mentre i residui chimici ricadono sul suolo compromettendo la salute di alberi e aiuole urbane. A tutto questo si aggiunge un inquinamento atmosferico non trascurabile, per la presenza di metalli pesanti, particolato e perclorati". Da qui l'appello ai Comuni affinché "vietino, con una apposita ordinanza, i botti di Capodanno nel loro territorio, come Roma e altri Comuni hanno fatto negli ultimi anni, purtroppo con un livello di rispetto delle regole ancora troppo basso da parte dei cittadini". “Ogni inizio anno i notiziari ci raccontano di ferimenti e incidenti causati dai botti - dice Eva Alessi, responsabile Sostenibilità Wwf Italia - Le sofferenze degli animali difficilmente verranno raccontate ma sono ormai documentate. Basta vedere come reagiscono i nostri animali domestici, terrorizzati, con il cuore impazzito, mentre cercano rifugio sotto letti o tavoli. Ci vuole poco ad immaginare le conseguenze per la fauna selvatica. Per molti la fuga improvvisa si conclude con la morte. Come Wwf chiediamo ai Comuni di emettere con anticipo ordinanze di divieto di botti, petardi e fuochi pirotecnici, vigilando in anticipo per prevenire situazioni di pericolo”. Si stima - ricorda il Wwf - che ogni anno in Italia migliaia di animali muoiano a causa dei botti di fine anno. Di questi circa l’80% sono animali selvatici, soprattutto uccelli, tra cui rapaci che, spaventati, perdono l’orientamento e finiscono spesso contro ostacoli. Molti abbandonano improvvisamente il loro dormitorio invernale (alberi, siepi o tetti) e vagano al buio senza trovare riparo, morendo per il freddo a causa del dispendio energetico improvviso in una stagione caratterizzata da basse temperature e scarsità di cibo.

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