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Il ritorno dei Cesaroni tra l’affetto dei fan e la dedica a Fassari

(Adnkronos) - "Vi dovete aspettare la stessa pasta dei Cesaroni. Abbiamo cercato di essere fedeli a un titolo così amato: il pubblico se lo aspetta. È stato un po' come tornare indietro, ma con la consapevolezza di aver fatto qualcosa al passo coi tempi. I Cesaroni sono rimasti ...

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Mirabilandia, a lezione di attrazioni: oltre 20 percorsi formativi per gli studenti delle scuole primarie e secondarie

(Adnkronos) - Imparare divertendosi, sperimentando sul campo e trasformando le attrazioni in veri e propri laboratori scientifici. Per la stagione 2026 torna 'Mirabilandia, un’aula senza pareti!', il progetto didattico che dal ...

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Ambiente, sviluppo e realismo: la lezione di Vincenzo Pepe tra tecnologia e cultura

(Adnkronos) - Che cos’è davvero l’ambiente? Non solo natura, ma un sistema complesso che include cultura, tradizioni, tecnologia e identità. È da qui che parte la riflessione di Vincenzo Pepe, ospite del podcast “Italia in transizione” di Adnkronos e ...

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Il ritorno dei Cesaroni tra l’affetto dei fan e la dedica a Fassari

(Adnkronos) - "Vi dovete aspettare la stessa pasta dei Cesaroni. Abbiamo cercato di essere fedeli a un titolo così amato: il pubblico se lo aspetta. È stato un po' come tornare indietro, ma con la consapevolezza di aver fatto qualcosa al passo coi tempi. I Cesaroni sono rimasti loro stessi in una Roma che è cambiata, invasa dalla tecnologia. Ci siamo adeguati, certo, ma in casa Cesaroni si parla ancora 'cesaroni'. Rudy, per esempio, fa il bidello, non 'l’operatore scolastico'". Così Claudio Amendola, emozionatissimo, presenta il ritorno de 'I Cesaroni', a vent’anni dalla prima stagione e a quattordici dalla sesta. Ad accogliere lui e il resto del cast -Matteo Branciamore, Elda Alvigini, Niccolò Centioni, Federico Russo, Ludovico Fremont e le new entry Ricky Memphis, Lucia Ocone, Marta Filippi, Andrea Arru, Pietro Serpi e Valentina Bivona - una folla di fan assiepata davanti al Teatro Palladium di Roma, nel cuore della Garbatella, quartiere simbolo della serie. Molti erano lì dalle prime ore del mattino, e provenienti da ogni parte di Italia, cantando a squarciagola la sigla interpretata da Branciamore, che al termine della presentazione della nuova stagione targata Rti-Publispei ha intonato con loro l’iconico brano. Una mattina all'insegna dell'emozione e anche delle lacrime (di Amendola): "Io non ho dormito questa notte", confessa Amendola, travolto dall’emozione. Il ritorno della serie è anche un omaggio all'interprete di Cesare Cesaroni, Antonello Fassari, morto nell’aprile 2025 a 72 anni. "È tutto dedicato a lui", dice Amendola con la voce rotta. Una dedica che non resta fuori dalla narrazione: "C’è anche qualcosa dentro la serie", anticipa. Il rientro sul set è stato un vero tuffo al cuore. "Ritrovare i teatri di posa con le costruzioni identiche alle prime stagioni è stata un’emozione fortissima. Era casa", racconta. E quando ha portato Branciamore, Centioni e Russo a rivedere quei luoghi, la reazione è stata immediata: "Hanno pianto, era inevitabile. Io a loro voglio bene come a dei figli". Da anni il pubblico chiedeva il ritorno della famiglia più sgangherata della Garbatella. La scintilla, però, è scattata grazie all’aiuto regista Alessandro Panza: "Un giorno era a Termini e sull’albero di Natale ha letto una letterina: 'Caro Babbo Natale, portami la settima stagione dei Cesaroni'. Da lì è partito tutto". Al centro della serie resta la famiglia allargata, che nel 2006 fece scalpore. "Io giudico le famiglie dalla quantità di affetto, amore, complicità e comprensione che ci si riesce a dare. Il grado di parentela viene dopo. Ammiro le famiglie tradizionali come quelle che non lo sono agli occhi di tanti. E sono convinto che anche le famiglie con genitori dello stesso sesso possano dare la stessa quantità di amore", afferma Amendola, che si definisce "una sorta di padre d’Italia". Non mancheranno i temi d’attualità, "raccontati in modo semplice, alla Cesaroni". Attraverso il personaggio di Olmo (Andrea Arru), la serie affronta lo spettro autistico: "Vogliamo far cadere barriere e pregiudizi". E mentre il pubblico attende il debutto della settima stagione - dal 13 aprile in prima serata su Canale 5 - la macchina creativa non si ferma. "Stiamo scrivendo l'ottava. Ma martedì mattina ci diranno sì o no", confida Amendola, riferendosi all'attesa per gli ascolti della prima puntata. La serie, composta da dodici episodi, ambientata nel quartiere romano della Garbatella, è diretta e interpretata da Claudio Amendola. Giulio Cesaroni (Amendola) si dedica alla famiglia, gestendo con impegno la casa e mantenendo vivi i legami con gli amici di sempre, come Stefania (Elda Alvigini) e Walter Masetti (Ludovico Fremont). Walter miglior amico di Marco Cesaroni (Matteo Branciamore) fin dai tempi del liceo, ora lavora come cameriere nella storica bottiglieria di famiglia. La famiglia si è allargata: insieme a Rudi (Niccolò Centioni), Mimmo (Federico Russo) e Marco, che convive con la nuova compagna Virginia (Marta Filippi); c’è Adriano (Pietro Serpi), il figlio di Marco e Virginia e da New York arriva Marta (Valentina Bivona), figlia di Marco ed Eva. Nonostante tutto sembri andare bene, c’è un problema: la bottiglieria storica è in crisi finanziaria e rischia di essere venduta all’asta, anche a causa delle manovre nascoste del fratello di Giulio, Augusto (Maurizio Mattioli). Nel cast si aggiungono due personaggi nuovi: Carlo (Ricky Memphis), padre di Virginia e suocero di Marco, un uomo forte e fuori dagli schemi, e Livia (Lucia Ocone), un personaggio eccentrico che aiuterà la famiglia a salvare la bottiglieria. Inoltre, entrano nella storia Andrea Arru nel ruolo di Olmo, un ragazzo neuro divergente, e Chiara Mastalli che interpreta sua madre, Ines, con cui Mimmo avrà una complicata relazione. Paolo Bonolis e Fabio Rovazzi, nei panni di loro stessi, saranno le guest star assolute di questa nuova stagione in ruoli che si integrano perfettamente con la trama della serie. Bonolis interagirà con Giulio Cesaroni all'interno della bottiglieria, creando un momento autentico e coinvolgente che arricchisce la storia. Rovazzi, invece, farà la sua comparsa nel contesto musicale della serie, lavorando insieme a Marco Cesaroni, che ora è produttore musicale, e sta lavorando al suo disco. Questi camei portano freschezza e attualità alla narrazione mantenendo il legame con la cultura pop attuale e creando momenti di interazione tra personaggi storici e nuove influenze musicali e televisive. Nel cast anche Melissa Monti, presente alla presentazione accompagnata dal fidanzato Cristian Totti, figlio di Francesco e Ilary Blasi.

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Mirabilandia, a lezione di attrazioni: oltre 20 percorsi formativi per gli studenti delle scuole primarie e secondarie

(Adnkronos) - Imparare divertendosi, sperimentando sul campo e trasformando le attrazioni in veri e propri laboratori scientifici. Per la stagione 2026 torna 'Mirabilandia, un’aula senza pareti!', il progetto didattico che dal 2002 coinvolge studenti di tutta Italia in un’esperienza educativa innovativa all’interno del Parco divertimenti più grande d’Italia. Nato dalla collaborazione tra Mirabilandia e un gruppo di docenti desiderosi di portare la didattica oltre i confini dell’aula tradizionale, il progetto propone oggi oltre venti percorsi formativi dedicati alle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado che coinvolgono più di 11 attrazioni, 1 show, 1 area tematica e la parte naturalistica del parco, sempre sotto la guida di tutor specializzati e appositamente formati. Matematica, chimica, fisica, scienze e tecnologia diventano materie da vivere in prima persona: dalle cacce matematiche e percorsi di logica per i più piccoli, alle attività di osservazione e misurazione, fino allo studio della dinamica del moto con calcoli di velocità e accelerazioni sulle grandi attrazioni come Katun e iSpeed per gli studenti più grandi. Negli anni il progetto ha accolto oltre 600.000 studenti consolidandosi come uno dei più significativi esempi di didattica esperienziale in Italia. Il 2026 segna un ulteriore ampliamento dell’offerta formativa con l’introduzione di nuovi percorsi nella nuova area Nickelodeon Land, pensati per coniugare apprendimento scientifico e ambientazioni coinvolgenti. Per le scuole secondarie di secondo grado la novità 2026 è lo studio dei principi della fisica applicati al moto circolare e alle forze in gioco sul Jellyfish Jam. Gli studenti analizzeranno i tempi di rotazione per il calcolo del moto, le accelerazioni, la forza centripeta, trasformando l’esperienza sull’attrazione in un vero laboratorio di fisica applicata. Per le scuole primarie (classi IV e V) e secondarie di primo livello arrivano la nuova Caccia matematica, un’attività dinamica e coinvolgente che trasforma Nickelodeon Land in un percorso a tappe fatto di calcoli, proporzioni, misurazioni e problemi logico-matematici. Un modo divertente per consolidare le competenze matematiche attraverso il gioco di squadra; e il nuovo percorso didattico Misura in movimento dedicato alla scoperta delle altezze e lunghezze delle attrazioni di Nickelodeon Land. Attraverso osservazioni guidate e semplici misurazioni, gli studenti impareranno a raccogliere dati, interpretarli e collegarli ai concetti studiati in classe. Accanto ai nuovi progetti in Nickelodeon land, restano attive le esperienze già consolidate come Stunt show physics, che permette di analizzare dal vivo le evoluzioni delle auto durante un’esibizione stunt, e lo Science smart contest, la caccia al tesoro tecnologica con iBeacon e iPad che mette alla prova competenze scientifiche e digitali. Con questa vasta offerta didattica Mirabilandia si conferma non solo luogo di divertimento, ma anche spazio di apprendimento innovativo, dove teoria e pratica si incontrano in un contesto stimolante e memorabile.

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Ambiente, sviluppo e realismo: la lezione di Vincenzo Pepe tra tecnologia e cultura

(Adnkronos) - Che cos’è davvero l’ambiente? Non solo natura, ma un sistema complesso che include cultura, tradizioni, tecnologia e identità. È da qui che parte la riflessione di Vincenzo Pepe, ospite del podcast “Italia in transizione” di Adnkronos e Shared Ground. Professore ordinario di diritto ambientale alla Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, presidente di FareAmbiente e responsabile ambiente della Lega, Pepe propone una visione ampia e non riduzionista: "L’ambiente è “tutto ciò che ci circonda”: natura, ma anche opere dell’uomo, cultura, lingua, tradizioni". Non è dunque solo tutela delle risorse naturali, ma qualità della vita. E dentro questa qualità rientra anche la tecnologia, che – sottolinea – non va demonizzata, ma resa sostenibile. Uno dei punti centrali della puntata è il rapporto tra ambiente ed economia. Pepe rifiuta sia il negazionismo sia il catastrofismo, proponendo una terza via: il realismo. Il concetto chiave è semplice: “Rischio zero non esiste. Rifiuto zero non esiste". La sostenibilità, nella sua visione, è mitigazione del rischio: scegliere il rischio minore compatibile con una buona qualità della vita. Un’impostazione che si oppone tanto alla “decrescita felice” teorizzata da Serge Latouche, quanto agli approcci puramente produttivisti. Lo sviluppo è inevitabile – e necessario – ma deve essere governato. Nel confronto con Giorgio Rutelli, vicedirettore Adnkronos, emerge uno dei grandi dilemmi della transizione: chi deve guidarla? Da un lato il Green Deal europeo promosso dalla Commissione di Ursula von der Leyen, con il suo impianto regolatorio ambizioso; dall’altro le preoccupazioni industriali di Paesi come Italia e Germania. La risposta di Pepe non è ideologica: la sostenibilità parte dai comportamenti individuali, ma deve tradursi anche in scelte collettive informate da metodo scientifico, non “dalla pancia”. In questo quadro, critica sia gli eccessi regolatori sia le illusioni di autoregolazione del mercato. Il punto è trovare un equilibrio tra responsabilità individuale e politiche pubbliche efficaci. Uno dei passaggi più netti riguarda la scuola. Pepe denuncia l’assenza di una vera educazione ambientale: “Sappiamo tutto di Dante, ma non sappiamo come rapportarci quotidianamente con le risorse naturali". Per lui, l’educazione ambientale dovrebbe diventare una disciplina obbligatoria, una nuova forma di educazione civica capace di incidere sui comportamenti concreti: rifiuti, energia, consumi. La tecnologia è al centro della riflessione, ma sempre accompagnata da una domanda: come gestirne le conseguenze? L’esempio è quello dei rifiuti ospedalieri o radioattivi. Non possono essere eliminati, perché servono anche a salvare vite. Il problema diventa allora dove e come gestirli, evitando atteggiamenti come il “not in my backyard”. È qui che emerge la dimensione etica dell’ambientalismo: "Responsabilità significa accettare il problema e gestirlo, non spostarlo altrove", Sul cambiamento climatico, Pepe rifiuta sia il negazionismo sia l’allarmismo: sì alla riduzione delle emissioni, per la salute delle persone; ma anche attenzione all’adattamento, spesso trascurato nel dibattito pubblico. Cita i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità sulle morti legate alle polveri sottili per sottolineare un punto cruciale: le politiche ambientali servono anche a migliorare la salute qui e ora, indipendentemente dall’impatto globale. Uno dei passaggi più geopolitici riguarda il ruolo dell’Europa tra Stati Uniti e Cina. Secondo Pepe gli Stati Uniti tendono a un approccio più “negazionista”, la Cina combina uso intensivo di carbone e leadership nelle tecnologie green, l’Europa rischia di restare schiacciata. La soluzione? Realismo industriale e investimenti in ricerca, evitando sia la deindustrializzazione sia la dipendenza tecnologica. Sul tema energetico, Pepe è netto: serve un mix. Accanto a rinnovabili (solare, eolico, idroelettrico, geotermico), propone di investire anche nel nucleare: ricerca su fissione e fusione; sviluppo di piccoli reattori; riduzione della dipendenza dall’estero. L’Italia importa già energia nucleare da altri Paesi, senza produrla direttamente. Una contraddizione che, secondo Pepe, va affrontata. La conclusione della puntata: "La vera transizione non è solo energetica o ambientale, ma culturale". Serve tempo, gradualità e capacità di evitare effetti di rigetto sociale. Le politiche troppo spinte, senza consenso e senza realismo, rischiano infatti di produrre reazioni opposte. Anche i movimenti come quelli di Greta Thunberg – riconosce Pepe – hanno avuto il merito di portare il tema al centro, ma la fase successiva richiede pragmatismo. Il filo conduttore della puntata è chiaro: superare le polarizzazioni. Né catastrofismo né negazionismo, ma scienza al posto dell’ideologia, responsabilità al posto della rimozione, equilibrio tra sviluppo e sostenibilità. Un ambientalismo che, nelle parole di Pepe, è prima di tutto cura della “casa comune”, riprendendo l’insegnamento di Papa Francesco. E che si traduce in una domanda di fondo: qual è il rischio accettabile per vivere meglio, oggi e domani? YouTube: https://youtu.be/VQFB0n1K3ac?si=1G9aUzb__iXT_9kj Spotify: https://open.spotify.com/episode/6ICBNds4DypQu34puFsM1x?si=C7xd_IPkS127U5pWdOMPiA Podcast Adnkronos: https://podcast.adnkronos.com/podcast/ep-2-custodire-per-progredire-con-il-prof-vincenzo-pepe/

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