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Ucraina, la Russia si è impantanata: stop all'avanzata di Putin

(Adnkronos) - La Russia è impantanata in Ucraina. L'avanzata delle forze di Mosca, nella guerra in corso da quasi 4 anni, si è inceppata dopo l'accelerazione di fine 2025. Il quadro del conflitto è caratterizzato da un generale stallo, senza variazioni di rilievo lungo la linea del ...

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Scuola: Eurosofia, incontro su riforma diritto studio alunni con disabilità

(Adnkronos) - Esperti delle scuole, dell'accademia, dell'associazionismo e della legislazione - di fronte a un pubblico interessato composto da più di 200 docenti e dirigenti - si sono confrontati oggi nella sala Aldo Moro del ministero dell'Istruzione e del Merito per ...

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Crisi climatica e benessere psicologico, l'impatto sui giovani

(Adnkronos) - Sentimenti di ansia, sfiducia e rabbia nei confronti del futuro. Così l’emergenza climatica impatta sulla salute mentale e sul benessere psicologico, in particolare dei giovani italiani. È quanto emerge dall'indagine sull’ecoansia, condotta su un ampio campione di ...

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Ucraina, la Russia si è impantanata: stop all'avanzata di Putin

(Adnkronos) - La Russia è impantanata in Ucraina. L'avanzata delle forze di Mosca, nella guerra in corso da quasi 4 anni, si è inceppata dopo l'accelerazione di fine 2025. Il quadro del conflitto è caratterizzato da un generale stallo, senza variazioni di rilievo lungo la linea del fronto al di là degli annunci quotidiani della Russia, che rivendica con regolarità la conquista di villaggi e città. A delineare il nuovo quadro è l'Institute for the study of war (Isw), think tank americano che monitora quotidianamente le operazioni. Gli analisti forniscono dati che evidenziano la frenata. Tra il primo e il 17 dicembre 2025, i soldati di Mosca hanno 'incrementato la propria presenza' in 276,44 km quadrati: la formula apparentemente ambigua fotografa la strategia spesso 'mordi e fuggi' degli invasori, che avanzano con operazioni di infiltrazione e assalti senza necessariamente consolidare il controllo del territorio. Sui progressi rilevanti, ipotizzano gli esperti, potrebbe aver pesato anche la necessità di consegnare al presidente Vladimir Putin risultati positivi obbligati entro la fine dell'anno. La fiammata, però, non è durata. Il dato relativo al periodo 17-31 dicembre scende a 89,05 km quadrati, con un calo che appare ancora più evidente per tra il 31 dicembre e il 13 gennaio: si scivola a 73,82 km quadrati. I giorni più favorevoli alla Russia, afferma l'Isw, sono stati l'1 e il 2 dicembre: poi è iniziata una progressiva discesa, condizionata anche dalla variazione delle condizioni meteo. Il maltempo, con pioggia e neve, ha penalizzato l'operatività dei droni ucraini per diversi giorni. La situazione è mutata: il freddo è aumentato ma le precipitazioni sono diminuite. La difesa è divenuta più efficace, il terreno è diventato un ostacolo ulteriore per soldati che devono avanzare spesso a piedi e con equipaggiamenti. Mosca enfatizza presunti progressi negli oblast di Sumy o Kharkiv: si tratta di azioni sostanzialmente dimostrative, afferma l'Isw, che non modificano gli equilibri in campo e servono solo a suggerire l'immagine di una difesa ucraina prossima al tracollo. "Le forze russe non hanno ancora stabilito le condizioni per una grande offensiva terrestre a Sumy o Kharkiv", osserva l'Isw, rilevando che "non c'è alcun indicatore che le forze russe si siano preparate a lanciare una nuova significativa offensiva in Ucraina da nord". La situazione sul campo non condiziona la strategia della Russia a livello di comunicazione. Il presidente Vladimir Putin anche nelle ultime ore ha ribadito che Mosca "continuerà a perseguire coerentemente gli obiettivi prefissati", auspicando "che Kiev comprenda la necessità di una pace sostenibile". Il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, ha evidenziato che gli obiettivi in Ucraina vanno oltre il territorio attualmente in discussione negli ultimi piani di pace: l'orizzonte di Mosca comprende gli oblast di Kharkiv, Dnipropetrovsk, Mykolaiv e Odessa. Le parole del numero 1 della diplomazia mostrano, una volta ancora, che le richieste della Russia vanno oltre il perimetro del piano di pace che Stati Uniti e Ucraina discutono da settimane. Il messaggio è indirizzato in particolare agli Usa e Donald Trump, che potrebbe inviare a breve la coppia Steve Witkoff-Jared Kushner per un nuovo incontro con Putin. "Le dichiarazioni -afferma l'Isw- continuano a dimostrare che la Russia è sempre meno interessata a discutere gli accordi emersi dal processo di pace guidato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump dalla presentazione del piano di pace in 28 punti del novembre 2025".

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Scuola: Eurosofia, incontro su riforma diritto studio alunni con disabilità

(Adnkronos) - Esperti delle scuole, dell'accademia, dell'associazionismo e della legislazione - di fronte a un pubblico interessato composto da più di 200 docenti e dirigenti - si sono confrontati oggi nella sala Aldo Moro del ministero dell'Istruzione e del Merito per fare il punto sulla riforma che ha fatto dell'Italia il primo Paese al mondo in tema di diritto allo studio degli alunni con disabilità, al cospetto del sottosegretario di stato Paola Frassinetti che ha una espressa delega sul tema. Nel corso del convegno 'Educare all’inclusione, 50° anniversario del documento Falcucci', organizzato da Eurosofia, è stato ricordato come l'abolizione delle classi differenziate, attuata nel 1977 con la Legge 104 del 1992, abbia rappresentato il pilastro su cui si è confrontato il Parlamento italiano fino al decreto delegato della legge 107 del 2015 per cercare di realizzare una scuola inclusiva, a partire dalla figura centrale del docente specializzato in attività di sostegno. Di recente, un nuovo impulso alla riflessione, dopo anche le diverse pronunce della magistratura nazionale, è giunto a seguito del reclamo collettivo accolto dal Comitato europeo dei diritti sociali e presentato da Anief nel 2021. Marcello Pacifico, nelle vesti di presidente dell'Accademia del Cesi, ha ricordato come “dopo i recenti interventi che stanno specializzando più di 60 mila docenti, per lo più precari o già specializzati all'estero, a fronte di una popolazione studentesca con disabilità certificata che è cresciuta negli ultimi anni fino ad arrivare alla quota di oltre 350 mila unità su 7 milioni di studenti, esista oggi il bisogno estremo di intervenire sulla trasformazione dei troppi posti in deroga assegnati per più anni alle scuole in organico di diritto”. La continuità didattica che vede ogni alunno al centro del processo di costruzione del curricolo da parte di tutto il Consiglio di classe, dopo il provvedimento tampone di conferma di quasi 50 mila docenti supplenti da parte delle famiglie, necessita dunque di un deciso intervento dello Stato per la assegnazione ai ruoli di molti dei 120 mila posti nell'ultimo anno affidati in supplenza. Parimenti, bisogna investire sulla formazione continua senza avere pregiudizi sull'uso delle nuove tecnologie, in ultimo l’intelligenza artificiale. Al convegno odierno hanno partecipato, oltre al sottosegretario Paola Frassinetti, il rettore Pier Paolo Limone dall'Università telematica Pegaso, il professore Michele Todino dell'Università degli Studi di Salerno, i professori Evelina Chiocca e Ernesto Ciracì, l'avvocato Miceli Walter e Eurosofia che con Cristina Ferrara hanno contribuito al successo dell'evento.

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Crisi climatica e benessere psicologico, l'impatto sui giovani

(Adnkronos) - Sentimenti di ansia, sfiducia e rabbia nei confronti del futuro. Così l’emergenza climatica impatta sulla salute mentale e sul benessere psicologico, in particolare dei giovani italiani. È quanto emerge dall'indagine sull’ecoansia, condotta su un ampio campione di giovani italiani tra i 18 e i 35 anni, realizzata dall’Istituto Europeo di Psicotraumatologia e Stress Management (Iep) per conto di Greenpeace Italia e ReCommon, con la collaborazione di Unione degli universitari (Udu) e Rete degli studenti (RdS), e pubblicata sul Journal of Health and Environmental Research. I dati sono stati raccolti tra giugno e novembre 2024 con un questionario diffuso dalle associazioni studentesche in scuole e università italiane e online, compilato da 3.607 persone. Dalle risposte emerge che il 41% dei giovani intervistati associa il tema del cambiamento climatico a sentimenti di ansia per il futuro, il 19% a una sensazione di rabbia e frustrazione, il 16% ad impotenza e rassegnazione. Solo l’1% ha risposto affermando di sentirsi responsabile o di avere dei doveri nei confronti del Pianeta. Infine, per il 44% l’ansia generata dal cambiamento climatico ha un effetto negativo sul benessere psicologico nella vita di tutti i giorni. "Il cambiamento climatico non è solo un problema ambientale ma è diventato a tutti gli effetti una crisi emotiva e valoriale che interessa profondamente i giovani italiani, incidendo sul modo in cui immaginano il futuro, sulle decisioni quotidiane e persino sulle relazioni sociali - spiega Rita Erica Fioravanzo, presidente dello Iep - Per tutelare i giovani, dobbiamo riconoscere la gravità del loro disagio e affrontarlo insieme alle cause strutturali del cambiamento climatico". L'analisi evidenzia forti collegamenti tra l’ecoansia e un maggiore disagio psicologico generale, evidente non solo tra i giovani che sono stati colpiti direttamente da eventi climatici estremi, come alluvioni e ondate di calore, ma anche tra coloro che possiedono semplicemente una consapevolezza della minaccia climatica. Particolarmente colpiti risultano i giovani che vivono al Sud e nelle Isole, i quali presentano in media sia più preoccupazione per gli effetti della crisi climatica, sia in alcuni casi sintomi psicologici più intensi, come ad esempio insoddisfazione, ruminazione e ansia. Dall’analisi emerge che l'impatto del cambiamento climatico sul disagio psicologico è prevalentemente indiretto ed è mediato da tre fattori psicologici: l'ecoansia, il pessimismo nei confronti del futuro e, soprattutto, la mancanza di scopo nella vita. L’analisi delle risposte conferma la presenza diffusa di forte sfiducia, rabbia e frustrazione, sentimenti che sembrano prevalere nettamente sulla percezione della propria capacità individuale di poter contrastare le conseguenze dei cambiamenti climatici. "L’emergenza climatica incide drasticamente sulla nostra vita, con impatti ambientali già molto visibili. Questa indagine mostra che è anche una questione di salute mentale, che non possiamo continuare a ignorare - dichiara Simona Abbate della campagna Clima di Greenpeace Italia - Chiediamo al governo di riaccendere la speranza nel futuro agendo contro le cause della crisi climatica e facendo pagare ai suoi principali responsabili, le aziende del gas e del petrolio, i danni che stanno causando con le loro emissioni, oltre a garantire un supporto concreto alla salute delle persone, inclusa quella mentale, minacciata dagli effetti diretti e indiretti dei cambiamenti climatici".

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