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Salute, oculista Mularoni: "Sempre più persone conoscono tecnologia lenti Icl"

(Adnkronos) - "La tecnologia più conosciuta dal paziente sulla correzione dei difetti visivi è sempre il laser, ma una percentuale più piccola e crescente conosce anche queste lenti fachiche, note anche come lenti Icl. E' necessario spiegare con chiarezza questa ...

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Logistica, Oikyweb: mercato da 117 mld entro 2026, ecco 3 pilastri per trasformare il comparto

(Adnkronos) - Il settore della logistica, nel nostro Paese, si appresta a superare la soglia dei 117 miliardi di euro entro il 2026, spinto da una trasformazione che non è più solo tecnologica, ma più profonda e strutturale. Passeremo, infatti, dalla ...

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Acqua, interventi del Gruppo Cap su Città metropolitana di Milano per regolare la pressione

(Adnkronos) - Gruppo Cap, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, sta intervenendo in diversi Comuni del territorio regolando la pressione dell’acqua in rete. L’obiettivo è quello di gestire meglio la risorsa, ridurre ...

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Salute, oculista Mularoni: "Sempre più persone conoscono tecnologia lenti Icl"

(Adnkronos) - "La tecnologia più conosciuta dal paziente sulla correzione dei difetti visivi è sempre il laser, ma una percentuale più piccola e crescente conosce anche queste lenti fachiche, note anche come lenti Icl. E' necessario spiegare con chiarezza questa tecnologia ai pazienti che arrivano da noi convinti di fare un intervento laser, spiegando loro che si tratta di una tipologia di tecnica che per certi versi è superiore al laser, senza trascurare" altri aspetti "come il fatto che si tratta di un intervento che viene eseguito in una sala operatoria", elemento che può "rivelarsi un vantaggio". Così Alessandro Mularoni, specialista in Oftalmologia che opera a Bologna, Rimini e San Marino, parlando della tecnologia delle lenti intraoculari Icl (Implantable collamer lens), che rappresentano una soluzione consolidata nella chirurgia refrattiva per la correzione di miopia, astigmatismo e ipermetropia. Accanto alla qualità visiva, uno degli aspetti che più caratterizza questa procedura è la rapidità della riabilitazione, spesso descritta dai pazienti come un vero e proprio 'effetto wow'. "I dubbi dei pazienti sono tanti - spiega Mularoni - Non fanno domande troppo specifiche, ma chiedono se è più invasiva, se le complicanze sono maggiori e se il risultato è 'meno buono' rispetto alla tecnica laser, con cui fanno sempre molti paragoni, poiché più familiare, e sulla quale hanno già preso molte informazioni. Pertanto è importante avere una serie di informazioni chiare da condividere con il paziente, che viene informato gradualmente su sicurezza, efficacia e, nella maggior parte dei casi, anche riguardo alla superiorità di questa tecnologia rispetto alle altre". "La chirurgia refrattiva eseguita con Icl ha una caratteristica peculiare: riabilitare immediatamente il paziente - sottolinea l'esperto - C'è, infatti, un effetto molto veloce di recupero della vista, anche per difetti molto importanti, per cui il paziente passa da una bassa a un'ottima visione, sia in termini quantitativi (vedere le cose più lontane) sia qualitativi (vede le cose con un'ottima qualità visiva), senza problematiche specifiche legate a contorni o ghost images. Pertanto, si tratta di una quantità associata alla qualità". La decisione sulla tecnica da proporre a ciascun paziente “a volte è molto semplice, perché può essere riabilitato solo con le Icl, altre volte meno perché esistono delle controindicazioni - chiarisce Mularoni - Tra le ragioni più comuni si annoverano: una cornea troppo sottile, oppure, ormai problematica molto frequente, la secchezza oculare, che è sempre più presente nei nostri pazienti perché portatori di lenti a contatto da lunga data o perché esposti a fenomeni atmosferici o perché sono presenti malattie generali, che sostengono questo tipo di problematica. E' necessario, pertanto, elencare i pro e i contro delle tecniche - laser e lente fachica o Icl - e permettere al paziente di scegliere in libertà. I casi in cui entrambe le tecniche sono utilizzabili stanno diventando sempre più frequenti, perché la lente Icl inizia a essere utilizzata con maggiore sicurezza rispetto al passato. Pertanto, va a intercettare fasce di difetti visivi progressivamente più bassi". L'intervento si svolge "in una sala operatoria attrezzata - illustra lo specialista - dove il paziente viene preparato mediante l'uso di colliri midriatici per dilatare la pupilla e mediante l'uso di gocce per anestetizzare la superficie corneale. Si tratta di un'anestesia definita topica perché non si utilizzano punture, iniezioni o altre tipologie di anestesia, a eccezione dell'instillazione di gocce. Si utilizza, poi, un microscopio e un set specifico di ferri per preparare la lente che viene piegata, caricata e introdotta all'interno dell'occhio attraverso incisioni molto piccole. All'interno dell'occhio si dispiega e viene correttamente posizionata". Ai pazienti che sono preoccupati di provare dolore "la risposta è che non vi è alcun tipo di dolore, in quanto i colliri anestetizzano la superficie dell'occhio". Per quanto concerne la durata, Mularoni rassicura che "l'intervento è una pratica veloce, che permette dopo qualche minuto, il tempo di completarlo correttamente, di far alzare il paziente dal lettino e farlo accomodare in una stanza dove può rilassarsi". Fondamentale il ruolo della tecnologia: "Un centro di chirurgia refrattiva ha una strumentazione completa, che prevede tutti gli strumenti necessari per fare il calcolo e decidere il potere di una lente Icl - sottolinea l'esperto - Acquisire tecnologie sempre più precise che studiano sempre meglio l'anatomia dell'occhio, dove la lente andrà posizionata, ovvero dietro dell'iride e davanti al cristallino, è un plus per il risultato finale".

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Logistica, Oikyweb: mercato da 117 mld entro 2026, ecco 3 pilastri per trasformare il comparto

(Adnkronos) - Il settore della logistica, nel nostro Paese, si appresta a superare la soglia dei 117 miliardi di euro entro il 2026, spinto da una trasformazione che non è più solo tecnologica, ma più profonda e strutturale. Passeremo, infatti, dalla logistica di reazione alla logistica di anticipazione che, grazie agli strumenti tecnologici più avanzati come l’intelligenza artificiale o il machine learning, permetterà di ridurre drasticamente l’errore umano. In questo scenario di grande evoluzione, Oikyweb, azienda leader con oltre 25 anni di esperienza nei servizi integrati di gestione e home delivery, ha individuato i tre pilastri che guideranno il comparto nei prossimi mesi: iper-automazione, sostenibilità sostanziale (che per certi versi è addirittura antitetica a quella che finora veniva 'certificata' in base a procedure standardizzate di auditing esterno) e capacità di essere 'vicini' al cliente finale, non solo in termini fisici, ma soprattutto in termini di servizio capace di anticipare i suoi bisogni. Nel dettaglio, il primo pilastro è, quindi, iper-automazione e magazzino intelligente. Un magazzino sarà sempre di più un ecosistema integrato e intelligente. Secondo alcune stime, ad esempio, l’adozione dell’Ai passerà dall’attuale 24% ad oltre il 60%. Grazie alla robotica sarà possibile ridurre lo sforzo umano di molti lavori di handling, e quindi migliorare l’efficienza e ridurre danni a prodotti e soprattutto usura fisica al personale, mentre con l’Ai sarà progressivamente semplice gestire una mole potenzialmente infinita di dati con la massima precisione. Il problema rimarrà, ancora e sempre, lo stesso: la qualità di questi dati. E qui la vera differenza tra le diverse 'adozioni' sarà la chiave: chi si limiterà ad adottare strumenti commerciali generici otterrà benefici limitati o addirittura negativi; solo chi saprà lavorare sui dati per ottimizzare la customizzazione degli strumenti perverrà a risultati concretamente significativi. Il secondo pilastro è sostenibilità e trasparenza. Quella che per anni abbiamo definito logistica green - e che in molti casi ha rappresentato più che altro uno slogan commerciale e un 'marchio' burocratico – smetterà gradualmente ma irrevocabilmente di essere una bandierina da sventolare e si trasformerà in un requisito operativo chiave, di cui le aziende difficilmente potranno fare a meno. Con la prossima adozione del passaporto digitale di prodotto e attraverso l’uso sempre più sistematico della blockchain (ma anche e soprattutto di altri strumenti, molto più lean e di uguale o superiore efficacia, oggi disponibili) per la tracciabilità, i flussi digitali potranno diventare sempre più trasparenti. Oikyweb, da sempre attenta all’etica e al rispetto ambientale, sta già da tempo puntando molto sulla gestione di flussi che possano ridurre il proprio impatto in termini di inquinamento, per offrire un servizio sempre di qualità ma, anche e soprattutto, sostenibile nel lungo periodo. Terzo pilastro la 'vicinanza' al cliente finale. Il futuro dell’home delivery si giocherà sul concetto di 'prossimità', inteso però non solo come capacità di essere 'vicini' ad ogni singolo cliente finale in termini fisici, ma soprattutto come capacità di saper offrire ad ogni singolo cliente finale il servizio in grado senz’altro di soddisfare, ma se possibile anche di anticipare, i suoi bisogni. Per garantire consegne ottimizzate in base alle specifiche esigenze di ogni singolo cliente finale, e però contemporaneamente ridurre la congestione urbana e l’inefficienza (due fattori che purtroppo sono strutturalmente in trade-off negativo rispetto alla massimizzazione della soddisfazione di tutti i clienti finali), occorre, ancora una volta, una grande capacità di automazione e gestione dei dati. Infatti, poiché ovviamente non è possibile essere vicini fisicamente ad ogni singolo cliente finale (questa idea comporterebbe di portare la logistica a pochi chilometri dal cliente finale, e al limite, quindi, di avere un micro-hub in ogni portineria, ma questa è la logica dei locker, in cui il cliente si serve da solo, non dell’home-delivery, in cui invece il cliente vuole che siano soddisfatte una serie molto ampia di sue esigenze), la soluzione è resa possibile solo dalla capacità di minimizzazione dei flussi fisici grazie alla sostituzione di questi con flussi digitali. Si tratta di una sfida che Oikyweb presidia da oltre 25 anni, trasformando la consegna dell'ultimo miglio in un'esperienza personalizzata, di qualità e ad alto valore aggiunto. "Il 2026 - precisa Raffaele Ghedini, economista e presidente di Oikyweb - si preannuncia come un anno importante e di grande cambiamento per il settore. Sono convinto che inizieranno a non essere premiate solo le aziende che aumentano il numero di consegne o che banalmente acquistano più mezzi di trasporto green, ma sempre più quelle che sanno gestire in modo efficace i dati e, grazie a ciò, costruire relazioni di valore con i propri clienti. Non dimentichiamo, infatti, che la tecnologia è un valido alleato, ma non indistintamente per tutti: aiuta a fare la differenza solo chi la sa utilizzare in modo capace, consapevole e strategico. In Oikyweb è uno strumento fondamentale e serve per concretizzare una promessa che l’azienda fa da sempre ai propri clienti: lavorare al massimo del proprio impegno per rendere ogni esperienza di servizio unica, trasparente e memorabile”.

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Acqua, interventi del Gruppo Cap su Città metropolitana di Milano per regolare la pressione

(Adnkronos) - Gruppo Cap, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, sta intervenendo in diversi Comuni del territorio regolando la pressione dell’acqua in rete. L’obiettivo è quello di gestire meglio la risorsa, ridurre gli sprechi e offrire un servizio più affidabile e sostenibile. Una pressione più equilibrata riduce lo stress sulle tubature e aiuta a limitare rotture e perdite: meno acqua dispersa significa anche meno energia necessaria per pompare e distribuire l’acqua e quindi meno emissioni. Quello delle perdite idriche rimane un tema centrale in tutto il Paese. Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia la dispersione media dell’acqua immessa nelle reti di distribuzione si attesta intorno al 42%. Un dato che fotografa la fragilità di una parte significativa delle infrastrutture nazionali e conferma quanto sia necessario intervenire con piani strutturali di efficientamento. In questo contesto – nonostante nel territorio gestito da CAP la dispersione causata da perdite si attesta al 19% - la regolazione della pressione rappresenta una delle leve più efficaci e immediate per ridurre le sollecitazioni sulla rete e contenere le dispersioni, contribuendo concretamente al miglioramento degli indicatori di qualità tecnica misurati da Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Il Servizio Idrico Integrato svolge oggi un ruolo chiave nella transizione ecologica. Investire in tecnologie di monitoraggio, digitalizzazione delle reti, efficientamento energetico e ammodernamento delle condotte significa non solo ridurre le perdite, ma anche contenere i consumi energetici e le emissioni associate all’intero ciclo dell’acqua. Gli interventi di regolazione della pressione introdotti da Gruppo Cap sono progettati con parametri tecnici precisi e non compromettono il corretto funzionamento delle utenze. In conformità con quanto previsto dall’art. 12 del Regolamento del Servizio Idrico Integrato, Gruppo Cap garantisce ai contatori degli utenti una pressione minima pari a 2 bar (20 metri di colonna d’acqua) quando non è in corso alcun consumo d’acqua, nel pieno rispetto degli standard tecnici e regolatori vigenti. Tutte queste attività puntano a rendere le reti più moderne e resilienti e a migliorare la qualità del servizio, anche secondo gli indicatori misurati da ARERA, con benefici concreti per i cittadini e per il territorio nel medio e lungo periodo. In un’epoca in cui sostenibilità e uso responsabile delle risorse sono temi centrali nel dibattito pubblico, anche un intervento tecnico come la regolazione della pressione dell’acqua diventa un tassello importante di una strategia più ampia: meno sprechi, più efficienza, più futuro.

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