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Antonella Elia: "Non mi perdonerò mai per aver abortito, è stato egoismo mostruoso"

(Adnkronos) - "Quando avevo 26 anni ho scelto di abortire. Non mi perdonerò mai". Antonella Elia, ospite oggi a La volta buona, in un lungo intervento commosso torna sulla decisione presa da giovane. "Ritengo che l'aborto sia un peccato, si toglie la vita ad un ...

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Assopannelli, allarme su Cbam: aumento costi fino al 12%

(Adnkronos) - Assopannelli, l’associazione di FederlegnoArredo che riunisce i produttori di pannelli e semilavorati, e la European panel federation (Epf) lanciano l’allarme sul Cbam, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (carbon border adjustment mechanism). Una ...

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Rifiuti, da nuovo report internazionale 9 persone su 10 chiedono imballaggi davvero circolari

(Adnkronos) - Quasi 9 persone su 10 nel mondo riconoscono l’urgenza dei temi ambientali e chiedono imballaggi davvero circolari. In occasione della Giornata Mondiale della Lattina, Cial - Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio richiama l’attenzione ...

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Antonella Elia: "Non mi perdonerò mai per aver abortito, è stato egoismo mostruoso"

(Adnkronos) - "Quando avevo 26 anni ho scelto di abortire. Non mi perdonerò mai". Antonella Elia, ospite oggi a La volta buona, in un lungo intervento commosso torna sulla decisione presa da giovane. "Ritengo che l'aborto sia un peccato, si toglie la vita ad un essere che sta per nascere. E' un essere vivente, sin da subito, che deve nascere. E' un atto di egoismo mostruoso decidere di abortire perché 'è troppo presto' o non si è in grado di essere madre. E' per me una scelta umanamente illecita", dice Elia nel salotto di Caterina Balivo. "Nel corso del tempo, l'aborto dentro di me è rimasto una macchia, una vergogna. Ogni donna è libera di fare quello che vuole, ma ritengo che a livello umano e spirituale si tolga una vita. Bisogna avere il coraggio di accettare quella vita e portarla avanti. Io non mi sono mai perdonata e non mi perdonerò mai, in questa vita sto espiando una colpa. Rimpiango il figlio che non ho avuto, ora avrei accanto un essere che amerei in maniera viscerale. Non ho avuto il coraggio, ora non c'è perdono", prosegue. "Non voglio fare la moralista, ci sono magari situazioni molto gravi in cui non si può avere un figlio. Io avevo 26 anni, un fidanzato, una situazione normale. Ho detto 'no', non ho preso in considerazione l'essere vivente che portavo. Ognuno è libero di fare ciò che vuole, io rimpiango molto di non aver avuto il coraggio in quel momento", dice ancora. "Ho provato poi ad avere figli, ma ho perso l'embrione. Il karma mi ha punita, credo che nella vita si debbano espiare le azioni che si ritengono sbagliate".

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Assopannelli, allarme su Cbam: aumento costi fino al 12%

(Adnkronos) - Assopannelli, l’associazione di FederlegnoArredo che riunisce i produttori di pannelli e semilavorati, e la European panel federation (Epf) lanciano l’allarme sul Cbam, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (carbon border adjustment mechanism). Una normativa europea, pensata per proteggere i produttori locali da concorrenti extra-Ue, che rischia di avere effetti inattesi sull’industria dei pannelli in legno e dei mobili, aumentando i costi di produzione con ricadute sull’intera filiera del mobile europeo. Assopannelli ed Epf, riunite oggi presso la sede di Federlegnoarredo, chiedono la sospensione del Cbam sull’urea industriale, materia prima essenziale per colle, resine e produzione di pannelli in legno per edilizia e arredamento. Dal 1° gennaio 2026 il Cbam applica un costo alle emissioni di carbonio contenute in alcune merci importate, inclusa l’urea. Secondo le stime di Assopannelli, il Cbam potrebbe aumentare i costi di produzione dei pannelli in legno di circa il 10%/12% in 4 anni essendoci un incremento pari a 40–60 euro per tonnellata dell’urea dal 1 gennaio 2026 ripetuto per 4 anni, con ripercussioni sull’intera filiera del mobile europeo. Tali incrementi si tradurrebbero in una perdita di competitività dei manufatti europei rispetto ai prodotti finiti importati da Paesi extra-eE, anche alla luce del fatto che la produzione europea di urea copre oggi solo il 20% del fabbisogno industriale, rendendo strutturale il ricorso alle importazioni. "L’applicazione del Cbam all’urea industriale senza adeguati correttivi - ha dichiarato il direttore di Epf Matti Rantanen - rischia di penalizzare le imprese europee. L’urea è una sostanza utilizzata sia come fertilizzante in agricoltura sia come materia prima per colle e resine industriali. Abbiamo chiesto a novembre alla Commissione europea di escludere l’urea a uso industriale, ma la proposta è stata respinta. Per questo chiediamo una sospensione dell’applicazione, alla luce dei suoi impatti sul mercato interno e sulle filiere a valle. Ribadiamo inoltre che la sospensione dei dazi sui fertilizzanti, annunciata dalla Commissione europea il 14 gennaio, non è sufficiente: l’urea importata dalle nostre imprese proviene in larga parte da Paesi già esenti. L’incontro di oggi - che anticipa l’assemblea annuale di Epf in programma a Milano dal 10 al 12 giugno su invito di FederlegnoArredo - conferma la volontà di Epf e Assopannelli di lavorare insieme, per sensibilizzare le istituzioni europee e tutelare la competitività dell’intero settore del pannello e del mobile europeo". "E' fondamentale - ha sottolineato Paolo Fantoni, presidente di Assopannelli di FederlegnoArredo - che le politiche europee tengano conto delle specificità dell’industria del pannello, a partire dall’utilizzo dell’urea a uso industriale. Trasformando il legno in semilavorati, rappresentiamo l’anello di collegamento tra la filiera del legno e quella dell’arredo. Comprendiamo e apprezziamo i passi positivi intrapresi dal Governo a tutela del settore agricolo sul tema dell’urea, ma allo stesso tempo raccogliamo con grande attenzione le preoccupazioni espresse dalla European Panel Federation. Inoltre il Cbam si applica alle materie prime e ai semilavorati, ma non ai prodotti finiti: questo rischia di favorire mobili realizzati fuori dall’Ue che, pur contenendo urea, entrano nel mercato europeo senza oneri aggiuntivi. E' paradossale che una norma pensata per evitare fenomeni di carbon leakage e tutelare la produzione europea, rischi di avere effetti opposti per un settore che è altamente sostenibile. Tanto più se consideriamo che oggi oltre il 60% dei pannelli prodotti in Europa utilizza legno riciclato".

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Rifiuti, da nuovo report internazionale 9 persone su 10 chiedono imballaggi davvero circolari

(Adnkronos) - Quasi 9 persone su 10 nel mondo riconoscono l’urgenza dei temi ambientali e chiedono imballaggi davvero circolari. In occasione della Giornata Mondiale della Lattina, Cial - Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio richiama l’attenzione sul ruolo della lattina in alluminio come esempio concreto di economia circolare, alla luce dei dati emersi dal nuovo report internazionale 'Global Recycling Habits and Attitudes 2025', realizzato su iniziativa di 'Every Can Counts', in Italia 'Ogni Lattina Vale', il progetto attivo oggi in 21 Paesi, nato per sensibilizzare i cittadini al riciclo dell’alluminio fuori casa e coordinato nel nostro paese da Cial. Dallo studio basato su un campione di oltre 16mila persone in 16 Paesi, Italia inclusa, emerge un quadro chiaro: i cittadini sono consapevoli dell’urgenza ambientale e riconoscono che la responsabilità del riciclo è condivisa tra persone, industria e istituzioni e chiedono con forza packaging realmente sostenibili e riciclabili all’infinito. Il primo dato evidente è il livello di preoccupazione per le grandi questioni ambientali: quasi 9 persone su 10 considerano 'importanti' temi come il cambiamento climatico, l’inquinamento da rifiuti e la gestione dei materiali. Allo stesso tempo, oltre 7 su 10 dichiarano che la plastica e i rifiuti dispersi rappresentano un problema 'molto' o 'estremamente' rilevante. In questo contesto, il riciclo dell’alluminio viene percepito come una risposta concreta e misurabile: un materiale permanente, che può essere riciclato all’infinito senza perdere qualità e che, una volta raccolto in modo corretto, torna sul mercato sotto forma di nuovi imballaggi - spesso proprio nuove lattine - in tempi molto rapidi. Un altro segnale significativo emerso dalla ricerca è di natura linguistica e culturale: la parola 'circolarità' non è più solo un concetto tecnico. Una persona su due associa spontaneamente il circular packaging a un imballaggio riciclato nello stesso tipo di prodotto, segno che il principio del ciclo chiuso è sempre più presente nel percepito dei consumatori. Questa lettura si riflette anche nei criteri pratici di valutazione: per il 57% degli intervistati, un imballaggio è considerato riciclabile soprattutto quando il packaging è progettato per essere reinserito nello stesso ciclo produttivo, più che in base ad altre caratteristiche come la forma o il materiale. Per molti consumatori, quindi, la circolarità non significa semplicemente 'non buttare via' un materiale, ma chiudere il cerchio, consentendo a un imballaggio di tornare a svolgere la stessa funzione dopo il riciclo. "È ciò che accade con la lattina in alluminio, riciclabile infinite volte senza perdita di qualità e capace di tornare sugli scaffali come nuova lattina, preservando valore materiale ed energia incorporata", rimarca Cial. Allo stesso tempo, il report evidenzia una distanza tra la comprensione concettuale della circolarità e il riconoscimento concreto delle soluzioni che già la rendono possibile: solo il 17% degli intervistati identifica oggi la lattina come il packaging 'più riciclabile'. "Un dato che non mette in discussione l’attenzione dei cittadini verso il tema, ma mostra come la crescente sensibilità ambientale non sempre si traduca automaticamente in una piena conoscenza delle performance dei singoli materiali", osserva il Consorzio. Per Cial e Ogni Lattina Vale, "colmare questo divario è una priorità strategica di comunicazione, attraverso informazione chiara, semplicità del gesto e maggiore consapevolezza dell’impatto del riciclo". Il report conferma che i cittadini non si chiamano fuori: più della metà degli intervistati indica i consumatori come primi responsabili del corretto riciclo delle lattine per bevande. Allo stesso tempo, emerge un quadro di responsabilità diffusa, che coinvolge anche industria e istituzioni: il 39% assegna un ruolo centrale all’industria del packaging, il 36% ai gestori dei rifiuti, il 35% ai brand e il 34% ai governi. Per Cial, "questa fotografia conferma la necessità di un approccio di filiera, che coinvolga cittadini informati e consapevoli, aziende che scelgono imballaggi permanenti e riciclabili all’infinito, istituzioni e sistemi di raccolta in grado di valorizzare al meglio il materiale conferito". Parallelamente, un altro messaggio che emerge dalla ricerca riguarda le aspettative verso le aziende: quasi 9 persone su 10 (87%) ritengono che produttori e brand dovrebbero essere obbligati a utilizzare imballaggi infinitamente o pienamente riciclabili, oppure realizzati con materiale riciclato. La richiesta di packaging 'veramente circolari' non è più una nicchia green, ma un’esigenza trasversale alle diverse fasce d’età e ai Paesi coinvolti. Il report evidenzia inoltre come 7 persone su 10 sarebbero più motivate a riciclare se l’esperienza fosse più coinvolgente, semplice e gratificante, ad esempio attraverso meccanismi di gioco, premi o strumenti digitali capaci di rendere visibile l’impatto dei propri gesti. "È l’approccio che Ogni Lattina Vale porta avanti da anni, trasformando il riciclo delle lattine in un’azione partecipata e 'a portata di mano', grazie a postazioni dedicate, attività di sensibilizzazione e format pensati per coinvolgere il pubblico in modo positivo, in particolare durante grandi eventi e manifestazioni", ricorda Cial. "I risultati della ricerca Every Can Counts confermano che la circolarità non è più un concetto astratto, ma un criterio sempre più presente nel modo in cui cittadini e consumatori guardano agli imballaggi - sottolinea Stefano Stellini, direttore generale di Cial - E quale migliore occasione se non la Giornata Mondiale della Lattina per ribadire il valore di un oggetto che rappresenta l’alluminio come materiale permanente e circolare, capace di mantenere il proprio valore nel tempo. È in questo obiettivo che Ogni Lattina Vale porta il riciclo direttamente sul campo, diventando protagonista nel 2025 delle principali tappe musicali estive, dagli I-Days Milano a Firenze Rocks, dai concerti negli stadi a grandi appuntamenti culturali come Lucca Comics&Games, accompagnando cittadini e filiera verso comportamenti di riciclo sempre più consapevoli, semplici e concreti".

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