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Innovazione accessibile, esperti a confronto sulla sfida che vale salute e Pil

(Adnkronos) - Rendere l’innovazione accessibile non è solo una scelta sanitaria: è una leva economica, industriale e geopolitica. È il messaggio emerso da 'Dialoghi sull’Innovazione accessibile – Innovaction', evento promosso da Adnkronos e Gsk, con il patrocinio ...

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Terzo Settore: 9 aprile al via tour nazionale di 'Co-programmare con i giovani'

(Adnkronos) - L'ente del terzo settore Moby Dick Aps annuncia l'avvio ufficiale del tour nazionale legato al progetto 'Co-programmare con i giovani'. L'iniziativa, di rilevanza nazionale, è finanziata dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per l'annualità ...

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Sostenibilità: indagine, leasing accelera integrazione fattori Esg per competitività Pmi

(Adnkronos) - Assilea ha presentato oggi a Roma, presso la propria sede, i risultati della Survey annuale 2025 sulla sostenibilità nell’industria del leasing, che offre una fotografia della situazione e anche una lettura dinamica della sua evoluzione. A ...

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Innovazione accessibile, esperti a confronto sulla sfida che vale salute e Pil

(Adnkronos) - Rendere l’innovazione accessibile non è solo una scelta sanitaria: è una leva economica, industriale e geopolitica. È il messaggio emerso da 'Dialoghi sull’Innovazione accessibile – Innovaction', evento promosso da Adnkronos e Gsk, con il patrocinio di Farmindustria, che si è svolto oggi, a Roma, e ha riunito istituzioni, imprese ed esperti per un confronto a più voci sul futuro dell’economia della salute e sul ruolo cruciale dell’innovazione sostenibile e disponibile per i cittadini. L’innovazione in sanità - informa una nota - produce valore solo se riesce a trasformarsi in accesso reale: prevenzione, diagnosi e cure che arrivano alle persone nei tempi giusti. In questo senso, "innovazione accessibile" significa vantaggi simultanei per la salute dei cittadini e per la competitività del Paese: riduzione del carico di malattia, migliore qualità di vita, maggiore produttività e una spinta alla crescita. Il tema assume inoltre un rilievo strategico in un contesto globale in rapida trasformazione. Il settore farmaceutico – dinamico e altamente innovativo – rappresenta uno degli asset industriali più solidi per posizionare Italia ed Europa nella competizione internazionale, anche alla luce del duopolio tecnologico e industriale Usa–Cina. È un settore capace di attrarre investimenti, creare occupazione qualificata e valorizzare filiere avanzate, dalla ricerca alla produzione. L’Italia si sta già muovendo nella giusta direzione con la riforma del comparto farmaceutico promossa dal sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, che sottolinea l’attenzione del Governo per l’economia della salute e la sostenibilità del Sistema sanitario nazionale. In Europa, l’economia della salute - riferisce la nota - genera 1,5 trilioni di euro di valore aggiunto e contribuisce al 3,3% del Pil continentale. Sul fronte dell’innovazione, la spesa farmaceutica in Ricerca & Sviluppo raggiunge 55 miliardi di euro, con l’Europa tra i principali poli di investimento: Regno Unito (10,2 mld), Germania (9,9 mld), Svizzera (9,2 mld) e Italia (2,0 mld). In questo scenario, l’Italia si conferma un player di primo piano: è seconda in Europa dopo la Germania, con 411 aziende e 56 miliardi di valore di produzione, e un impatto occupazionale complessivo che arriva a 950mila addetti. Un settore, dunque, che non riguarda solo la sanità: riguarda la traiettoria di sviluppo del Paese. Anche perché – come ricordato nel corso dei lavori – 1 euro investito in salute genera tra 2 e 4 euro di ritorno in Pil: investire in salute significa investire nel Sistema Paese. Innovare in sanità significa attivare effetti multipli e simultanei. Il primo è il miglioramento della salute generale della popolazione. Il secondo riguarda una delle grandi sfide dei Paesi industrializzati: il cambiamento demografico. Se l’allungamento della vita e l’aumento della cronicità impongono pressioni sulla sostenibilità dei sistemi sanitari e, parallelamente, rischiano di comprimere il Pil attraverso costi maggiori e minore produttività, l’innovazione – soprattutto quando è accessibile – aiuta invece a sostenere l’invecchiamento attivo, a ridurre ospedalizzazioni e complicanze, a contenere l’assistenza di lungo periodo e a mantenere le persone in salute più a lungo. L’effetto economico è diretto: più produttività, maggiore competitività, più capacità di attrarre investimenti esteri, in particolare in settori ad alta intensità di conoscenza. Per costruire politiche più coerenti e orientate ai risultati, è emersa la necessità di un salto di qualità con l’evoluzione dei sistemi sanitari cogliendo le migliori esperienze già sperimentate nei diversi Paesi e utilizzando il nuovo European governance framework, ma anche di definire criteri di innovazione e premialità che sostengano lo sviluppo continuo della ricerca e della produzione industriale in Italia e in Europa. Si tratta - secondo gli esperti - di un passaggio considerato decisivo per attrarre investimenti e consolidare la capacità produttiva e scientifica, rendendo l’Europa non solo un mercato, ma un hub competitivo globale. Un altro nodo riguarda l’organizzazione. Parti del Servizio sanitario sono state progettate per bisogni e condizioni demografiche del passato: oggi, l’arrivo di nuovi farmaci e vaccini e i loro effetti potenziali su salute ed economia richiedono un ripensamento di percorsi, servizi e modelli di presa in carico, affinché l’innovazione diventi davvero un fattore di sostenibilità. Sul tema dell’accesso all’innovazione sostenibile, è stato richiamato un confronto europeo. La Francia non è il Paese più rapido, ma il più strutturato nel garantire l’accesso che può essere assicurato in 80 giorni dalla richiesta, contro una media di 527 giorni dalla registrazione dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema) per altri prodotti. In Italia, il tempo medio di accesso ai nuovi farmaci è pari a 424 giorni, un dato che segnala la necessità di accelerare e semplificare. All’evento è stato evidenziato anche il contributo industriale di Gsk nel nostro Paese: 2 centri di ricerca e 2 stabilimenti considerati centri di eccellenza (a Siena e Parma), con 4.200 addetti che diventano quasi 9mila occupati includendo indiretti e indotto. Nel 2024, Gsk - riporta la nota - ha investito 324 milioni di euro in produzione e ricerca – circa l’8% dell’investimento totale delle farmaceutiche in Italia – e 172 milioni nella sola R&S, pari al 7,5% dell’investimento del settore in questo ambito. Un terzo del fatturato è destinato all’export e il valore aggiunto complessivo (diretto, indiretto e indotto) per l’economia nazionale è pari a 1.065 milioni di euro. Nel 2024, inoltre, ha condotto 88 studi clinici in Italia. L’innovazione, in Italia, è già concreta e visibile in eccellenze industriali come l’hub di Parma di Gsk Italia, uno dei siti di punta per l’introduzione di nuovi prodotti e da circa 15 anni centro di eccellenza per soluzioni a base di anticorpi monoclonali. Qui prende forma anche una delle piattaforme tecnologiche più avanzate per la produzione di anticorpi monoclonali coniugati a farmaco (Adc), oltre a sviluppare e produrre anticorpi monoclonali e farmaci di sintesi chimica. A supporto di questa capacità, il sito ospita un laboratorio bioanalitico e funzioni di controllo qualità sui biologici destinati alla distribuzione nell’Unione europea, insieme a un impianto pilota per la preparazione di lotti clinici che fa da ponte tra ricerca e applicazione industriale.

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Terzo Settore: 9 aprile al via tour nazionale di 'Co-programmare con i giovani'

(Adnkronos) - L'ente del terzo settore Moby Dick Aps annuncia l'avvio ufficiale del tour nazionale legato al progetto 'Co-programmare con i giovani'. L'iniziativa, di rilevanza nazionale, è finanziata dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per l'annualità 2024 (ai sensi dell'art. 72 del D.lgs. n.117/2017) e vede l'ente salernitano guidato da Francesco Piemonte nel ruolo di capofila di un ampio partenariato composto da enti del Terzo Settore distribuiti su tutto il territorio italiano. “Parte il 9 aprile da Vibo Valentia il tour nazionale di Co-Programmare con i giovani – afferma Francesco Piemonte, presidente di Moby Dick Aps - progetto che ci vede capofila insieme a dodici partner di tutta Italia che si occupano di politiche giovanili. Una scelta ambiziosa con un unico grande obiettivo: andare sui territori per spiegare la co-programmazione e la co-progettazione non solo agli enti di terzo settore e alla pubblica amministrazione, ma anche e soprattutto ai giovani in qualità di potenziali fruitori. La nostra sfida è quella di coinvolgere soprattutto nuove generazioni, stimolando loro a fare delle proposte reali, da presentare poi al Governo entro la fine del 2026. In quest'ottica – conclude il Presidente Piemonte - un focus centrale dei meeting regionali è orientato a un risultato pratico e di forte impatto: i partecipanti lavoreranno con il chiaro obiettivo di raccogliere proposte in linea con gli 11 Youth Goals e con il lavoro che il Governo sta svolgendo per la definizione di una legge quadro nazionale”. Il viaggio di Co-programmare con i giovani attraverserà l'Italia con una serie di incontri operativi ospitati dai partner di progetto. Ecco il calendario ufficiale delle tappe: 9/10 aprile: Vibo Valentia - VV (Regioni coinvolte: Calabria / Sicilia), a cura della Fondazione Valentia; 29/30 aprile: Campobasso- Cb (Regioni coinvolte: Sardegna / Molise), a cura di Tdm 2000; 8/9 maggio: Taurisano- Le (Regioni coinvolte: Puglia / Basilicata), a cura di Fattoria Pugliese diffusa Aps; 23/24 maggio: Bassano del Grappa – VI (Regioni coinvolte: Veneto / Friuli) a cura di Amici del Villaggio Aps; 25/26 maggio: Ascea - Sa (Regioni coinvolte: Campania / Umbria), a cura di: Festival della Filosofia in Magna Grecia; 30/31 maggio: Pieve di Bono - Tn (Regioni coinvolte: Provincia Autonoma di Trento/Piemonte), a cura di Piazza Viva Aps; 30/31 maggio: Fiorenzuola - Pc (Regioni coinvolte: Emilia Romagna/Lombardia), a cura di Sciara Progetti Aps/Ets; 26/27 giugno: San Costanzo - Pu (Regioni coinvolte: Lazio / Marche), a cura di MO.D.A.V.I. APS-RA; 10/11 settembre: La Spezia - Sp (Regioni coinvolte: Liguria / Toscana), a cura di Senza Confini Aps. Il progetto, che coinvolge circa 2.500 persone tra giovani, operatori del Terzo Settore e della Pubblica Amministrazione è pensato per coinvolgere operatori e giovani di tutte le regioni in un percorso di partecipazione attiva e co-programmazione delle politiche giovanili. L'obiettivo cardine è ascoltare i bisogni reali delle nuove generazioni, stimolare un dialogo costruttivo con le istituzioni e favorire la nascita di idee e iniziative condivise, al fine di costruire comunità più inclusive, sostenibili e partecipative. Per tradurre questo ascolto in azioni concrete, il progetto mette in campo uno strumento fondamentale: una grande indagine conoscitiva, attraverso un lavoro di redazione partecipata. Da qui nasce il questionario nazionale, accessibile sul sito ufficiale https://www.coprogrammare.it/ , uno strumento essenziale per raccogliere su tutto il territorio italiano le opinioni e i bisogni dei giovani, ma anche degli operatori del terzo settore e delle istituzioni. Attraverso le loro risposte sarà possibile individuare tendenze, criticità e aspettative che guidano la progettazione delle attività successive. Questo passaggio permette inoltre di dare voce ai ragazzi, rendendoli protagonisti attivi nella costruzione delle politiche e dei servizi a loro destinati. I risultati dell’indagine conoscitiva saranno presentati a dicembre 2026, nel corso de meeting di chiusura di Co-programmare con i giovani.

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Sostenibilità: indagine, leasing accelera integrazione fattori Esg per competitività Pmi

(Adnkronos) - Assilea ha presentato oggi a Roma, presso la propria sede, i risultati della Survey annuale 2025 sulla sostenibilità nell’industria del leasing, che offre una fotografia della situazione e anche una lettura dinamica della sua evoluzione. A partire dai dati emersi, si è sviluppato un dibattito sull’integrazione dei fattori Esg e un confronto più ampio sul settore bancario. Il 2025 rappresenta un anno di consolidamento per le società di leasing coinvolte nell’indagine: il 73,1% ha definito gli obiettivi Esg all’interno della strategia commerciale ed economico-finanziaria e il 59,6% delle azioni pianificate per l’integrazione Esg risulta completato, mentre il 25% è in corso di attuazione. Le iniziative riguardano principalmente la governance, il modello di business e la strategia, l’organizzazione e i processi, il risk management e l’informativa al mercato, in coerenza con le aspettative di vigilanza sui rischi climatici e ambientali della Banca d’Italia. La mappatura dei fattori di rischio Esg delle nuove operazioni di leasing, propedeutica ad altre azioni attuative dell’integrazione, è effettuata da quasi la metà delle società (46,2%) e per la grandissima parte dei casi riguarda sia il bene, sia il cliente. Il 61,5% delle società include le caratteristiche Esg nell’offerta di prodotti, dato raddoppiato nel biennio, tra cui spiccano le basse emissioni di CO2 e il risparmio energetico. Più che raddoppiata la capacità di misurare l’impatto Esg dei prodotti, che passa dall’8% al 19,2%, e tuttavia rimane limitata dall’indisponibilità di dati sul bene. Proprio per sostenere le attività delle associate, Assilea nel corso dell’anno avvierà il modulo 'Bdcr Beni', il servizio della Banca Dati Centrale Rischi Leasing dell’Associazione che fornirà indicazioni sugli impatti climatico-ambientali dei beni, con informazioni utili sia nella fase precontrattuale, sia in quella successiva. In un biennio sono invece quasi triplicate le società che sono in grado di rilevare i dati sulla sostenibilità dei clienti, passando dall’8,7% del 2023 al 23,1% del 2025. La metà dichiara che questa attività è un obiettivo da raggiungere nel breve e medio periodo. Sul piano organizzativo, prevalgono i modelli ibridi (61,5%), costituiti da una figura come il Sustainability manager con il compito di interagire con le altre funzioni, seguiti da quelli accentrati (30,8%). Il 69,2% delle società ha integrato i fattori Esg nei processi di controllo interno e oltre la metà include obiettivi Esg nei sistemi incentivanti per il management dell’azienda. In aumento anche l’attenzione ai rischi: il 46,2% valuta i fattori Esg nelle nuove operazioni e il 53,8% monitora l’esposizione ai rischi climatico-ambientali. Permangono tuttavia alcune criticità, in particolare la maggior parte delle società (61,5%) non pubblica un report di sostenibilità autonomo, contribuendo invece a quello del gruppo di appartenenza. L’indagine ha coinvolto 26 società, rappresentative dell’82% dello stock dei contratti di leasing al 31 dicembre 2024. “Il leasing sta giocando un ruolo determinante nel tradurre gli obiettivi di sostenibilità in risultati concreti per la modernizzazione e la competitività del Paese, grazie soprattutto alla sua capacità di sostenere gli investimenti delle Pmi e al suo contributo nel promuovere un’economia più sostenibile, favorendo e accelerando l’adozione e l’utilizzo di tecnologie innovative e green, a più bassa emissione di CO2, in tutte le categorie di beni - ha commentato Giuseppe Schlitzer, direttore generale Assilea - I dati della nostra survey confermano che il leasing non è solo uno strumento di finanziamento, ma un vero e proprio partner capace di accompagnare le imprese verso modelli di business sempre più responsabili e trasparenti”.

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