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MotoGp, Marquez vince gara Sprint in Brasile davanti a Di Giannantonio

(Adnkronos) - Marc Marquez vince la gara Sprint del Gp del Brasile di MotoGp. Oggi, sabato 21 marzo, il pilota spagnolo ha trionfato sulla pista di Goiania, posticipata di un'ora e 20 per chiudere un buco che si era aperto sul rettilineo al termine delle qualifiche della top ...

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Sprint Rules-la nuova stagione della content economy, le nuove regole dell’influencer marketing

(Adnkronos) - 'Sprint Rules - La nuova stagione della content economy', è l'evento promosso dall'Unione nazionale consumatori alla Camera dei Deputati, dedicato alle nuove regole dell’influencer marketing, la responsabilità nella comunicazione ...

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Clima e foreste europee: incendi, tempeste e infestazioni in aumento

(Adnkronos) - Incendi, tempeste, infestazioni di insetti xilofagi: sono le principali minacce alle foreste europee, secondo uno studio internazionale pubblicato su Science, cui ha partecipato anche l’Italia con l’Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo del ...

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MotoGp, Marquez vince gara Sprint in Brasile davanti a Di Giannantonio

(Adnkronos) - Marc Marquez vince la gara Sprint del Gp del Brasile di MotoGp. Oggi, sabato 21 marzo, il pilota spagnolo ha trionfato sulla pista di Goiania, posticipata di un'ora e 20 per chiudere un buco che si era aperto sul rettilineo al termine delle qualifiche della top class. Marc Marquez torna così a vincere una Sprint e lo fa davanti a Di Giannantonio, partito dalla pole position e beffato nel finale, con Martin e la sua Aprilia che chiude al terzo posto. Al 4° posto si piazza Bezzecchi, seguito da Ogura e Quartararo. Settima piazza per Alex Marquez, seguito da Pecco Bagnaia, Acosta e Moreira. In testa al Mondiale c'è ancora Acosta con 2 punti di vantaggio su Bezzecchi. L'ordine d'arrivo della gara Sprint del Gran Premio del Brasile di MotoGp: 1. M. Marquez (Ducati) 2. Fabio Di Giannantonio (VR46) 3. Jorge Martin (Aprilia) 4. Marco Bezzecchi (Aprilia) 5. Ai Ogura (Trackhouse) 6. Fabio Quartararo (Yamaha) 7. Alex Marquez (Ducati Gresini) 8. Francesco Bagnaia (Ducati) 9. Pedro Acosta (KTM) 10. Diogo Moreira (Honda) 11. Luca Marini (Honda) – +11.106 12. Raul Fernandez (Trackhouse) 13. Alex Rins (Yamaha) 14. Fermin Aldeguer (Ducati Gresini) 15. Brad Binder (KTM) 16. Franco Morbidelli (VR46) 17. Enea Bastianini (KTM) 18. Toprak Razgatlioglu (Yamaha) 19. Jack Miller (Yamaha) La classifica del Mondiale Piloti dopo la gara Sprint del Gp del Brasile: 1. Pedro Acostac - 33 punti 2 Marco Bezzecchi - 31 punti 3 Jorge Martin - 25 punti 4 Raul Fernandez - 23 punti 5 Ai Ogura - 22 punti 6 Marc Marquez - 21 punti 7 Fabio Di Giannantonio - 21 punti 8 Brad Binder - 13 punti 9 Francesco Bagnaia - 10 punti 10 Franco Morbidelli - 8 punti

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Sprint Rules-la nuova stagione della content economy, le nuove regole dell’influencer marketing

(Adnkronos) - 'Sprint Rules - La nuova stagione della content economy', è l'evento promosso dall'Unione nazionale consumatori alla Camera dei Deputati, dedicato alle nuove regole dell’influencer marketing, la responsabilità nella comunicazione online e la tutela del pubblico. L’incontro è stato promosso su iniziativa dei deputati Giulia Pastorella e Antonio D’Alessio e organizzato nell’ambito del progetto Sprint, dedicato alla valorizzazione di creator, contenuti e storie di valore. L’appuntamento ha riunito istituzioni, professionisti del settore, esperti di comunicazione e creator per analizzare l’evoluzione della content economy e il ruolo delle regole nel consolidamento di questo mercato. Il confronto si è aperto con un focus sulla dimensione normativa e sul quadro regolatorio che si sta delineando anche in Italia per il mondo dell’influencer marketing. Sono intervenuti: Massimiliano Dona (presidente di Unc e content creator), Francesca Pellicanò (Agcom- Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), Vincenzo Guggino (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) e Jacopo Ierussi (Ace-Associazione creator economy). A introdurre i lavori un contributo video dell’europarlamentare Brando Benifei, dedicato alle priorità europee sul tema della regolazione delle piattaforme e della comunicazione digitale. Si è poi allargato lo sguardo alle implicazioni sociali e culturali della comunicazione online: dalla responsabilità dei contenuti pubblicati sui social media al tema della tutela dei più giovani e dell’esposizione pubblica nell’ambiente digitale. Ne hanno discusso: Federico Rognoni (vidosertalent), Gennaro Romagnoli, Valentina Fiorenza-The Blonde Lawyer e Matteo Flora con contributi che hanno offerto prospettive diverse sul fenomeno, tra media, psicologia, comunicazione digitale e professione dei creator. "Il fatto che - afferma l'onorevole Giulia Pastorella - Giorgia Meloni abbia partecipato al podcast di fedez certifica che il mondo dei content creator e influencer è entrato nel mainstrem come mezzo di comunicazione importante. Bene che per la seconda volta alla Camera si parli di questa professione e delle nuove regole che l’Italia, avanguardia europea, si è data per questo settore". “Negli ultimi anni la creator economy è cresciuta molto rapidamente e oggi rappresenta una parte sempre più rilevante dell’ecosistema dei media e della comunicazione”, spiega Massimiliano Dona, presidente Unc. “Per questo è importante aprire un confronto sulle regole che possono accompagnare questa crescita, rendendo più trasparente il rapporto tra creator, piattaforme e pubblico”. L’incontro vuole offrire uno spazio di dialogo tra istituzioni, professionisti del settore e protagonisti della comunicazione digitale per riflettere su come la creator economy stia evolvendo da fenomeno emergente a settore sempre più strutturato dell’economia dei media. Proprio in questi giorni arriva la notizia che l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha appena pubblicato le FAQ operative che traducono finalmente la normativa in indicazioni concrete. Da quando il Codice di condotta per gli influencer è entrato in vigore, i dubbi pratici si sono moltiplicati. Le norme c’erano, ma nella quotidianità dei creator restavano molte zone grigie. Agcom risponde ora con due documenti: uno pensato direttamente per i creator, organizzato per situazioni concrete, e uno più tecnico destinato a professionisti, agenzie e brand. L’impostazione è volutamente pratica: le risposte non si limitano a richiamare obblighi normativi, ma forniscono criteri chiari su come comportarsi nei casi più frequenti. L'Unc elenca i principali. 1) I tool delle piattaforme non bastano (da soli). Una delle domande più ricorrenti: 'Paid partnership' o 'Contenuti brandizzati' di Instagram sono sufficienti? Agcom chiarisce: questi strumenti possono essere utili, ma non sostituiscono la disclosure testuale (es. 'Pubblicità/ADV/Sponsorizzato da), che deve risultare subito visibile. Se il tool non è chiaramente percepibile, la dicitura va comunque inserita in sovraimpressione e/o in apertura di caption. 2) Dove mettere esattamente la dicitura. Nei post: all’inizio della caption, prima del tasto 'altro/more'. Se usi hashtag, la disclosure va entro i primi tre. Nei video (reel, TikTok, YouTube): in sovraimpressione nelle prime scene e in descrizione. Nelle stories: in sovraimpressione su ogni story promozionale. Nelle dirette: visibile in overlay e ripetuta durante la live. 3) 'In collaborazione con' non va più bene. Per rapporti di committenza, diciture come 'in collaborazione con' o 'in partnership with' non sono idonee perché non rendono chiara la natura pubblicitaria. Vanno usate: 'Pubblicità', 'Advertising', 'ADV' (anche 'ADV+Brand'). 4) Prodotti regalati: quando si può omettere la dicitura Regola generale: 'gifted by... / prodotto inviato da...' Si può omettere solo se sono rispettate tutte queste condizioni insieme: il prodotto non è il focus, non mostra loghi riconoscibili, non c’è collaborazione in corso, il prodotto non è stato già oggetto di contenuti 'adv/gifted', on si concede al brand il riutilizzo del contenuto. 5) Eventi: invited by o ADV? Con contratto o rapporto promozionale in corso: 'Pubblicità/ADV' + brand. Invitati senza contratto: '#invitedby'.../ invitato da...' 6) Contenuti post-evento: quanto a lungo dichiarare? Se pubblichi un recap giorni o settimane dopo, serve disclosure se il brand è ancora riconoscibile (loghi, tag, location). Per prudenza, se il contenuto resta collegato al brand della collaborazione, mantenere la disclosure almeno nei 3 mesi successivi. L'Unc precisa che" i giornalisti iscritti all’Albo non sono qualificabili come influencer rilevanti, perché il Codice deontologico esclude compensi per finalità promozionali. E' invece influencer chi crea contenuti controllando le scelte editoriali a fronte di corrispettivo in denaro, prodotti, servizi o benefici. L’elenco non è un albo professionale. Agcom chiarisce: 'l'Elenco degli influencer rilevanti non abilita all’esercizio della professione'. E' semplicemente un registro pubblico a fini di trasparenza".

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Clima e foreste europee: incendi, tempeste e infestazioni in aumento

(Adnkronos) - Incendi, tempeste, infestazioni di insetti xilofagi: sono le principali minacce alle foreste europee, secondo uno studio internazionale pubblicato su Science, cui ha partecipato anche l’Italia con l’Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isafom), che ha fornito la valutazione più completa finora disponibile sull’evoluzione dei disturbi forestali in Europa fino al 2100, in diversi scenari climatici. Lo studio - spiega il Cnr in una nota - ha integrato osservazioni satellitari raccolte nell’arco di oltre trent’anni (1986-2020) con simulazioni modellistiche avanzate di ecosistemi forestali condotte in 13mila siti distribuiti in tutta Europa. Il database, costituito da circa 135 milioni di punti di simulazione, è stato utilizzato per addestrare un modello basato su intelligenza artificiale in grado di proiettare lo sviluppo delle foreste e i regimi di disturbo con una risoluzione spaziale di un ettaro. Quest’approccio ha consentito una valutazione dettagliata e spazialmente esplicita dell’evoluzione del rischio di disturbo nei diversi scenari climatici. I risultati indicano, tra le principali minacce alle foreste europee, l’incidenza crescente di incendi, tempeste e infestazioni di insetti xilofagi (come il bostrico), evidenziando che i disturbi forestali aumenteranno in tutti gli scenari considerati. “Le foreste sono sistemi dinamici nei quali la mortalità degli alberi rappresenta una componente naturale dei processi ecologici. Tuttavia, il cambiamento climatico sta amplificando frequenza e intensità dei disturbi su larga scala. Negli ultimi anni, diverse regioni europee - in particolare nell’Europa centrale e meridionale - hanno registrato livelli senza precedenti di danno forestale associati a eventi meteorologici estremi, siccità prolungate e infestazione da insetti. Queste tendenze sollevano interrogativi cruciali sulla stabilità futura degli ecosistemi forestali e sulla loro capacità di continuare a garantire funzioni fondamentali quali l’assorbimento di carbonio, la produzione di legno, la conservazione della biodiversità e la regolazione del clima”, afferma Alessio Collalti, ricercatore del Cnr-Isafom di Perugia che ha partecipato allo studio, responsabile del Laboratorio di Modellistica Forestale dell’Istituto. Anche nelle traiettorie di riscaldamento più moderate, i livelli di danno attesi superano quelli osservati nel periodo di riferimento, già caratterizzato da un’elevata intensità di disturbi. Negli scenari ad alte emissioni, associati a un incremento della temperatura globale superiore a 4°C entro il 2100, la superficie forestale interessata da disturbi potrebbe più che raddoppiare. Le differenze regionali risultano marcate. L’Europa meridionale e occidentale emerge come particolarmente vulnerabile, con un aumento significativo degli incendi e dello stress idrico, condizioni che favoriscono anche la diffusione di insetti dannosi. L’Europa settentrionale appare complessivamente meno colpita su scala continentale, ma sono attesi hotspot locali di crescente vulnerabilità. Questi risultati indicano che i disturbi forestali stanno assumendo una dimensione sistemica, con implicazioni per i mercati del legno, per i bilanci di carbonio e per la resilienza degli ecosistemi. “I disturbi stanno diventando un fattore determinante del bilancio del carbonio delle foreste europee. Comprenderne l’evoluzione futura è essenziale per definire strategie di mitigazione climatica che tengano conto della reale dinamica forestale”, conclude Collalti. Daniela Dalmonech, ricercatrice presso lo stesso laboratorio e coautrice del lavoro, aggiunge: “I nostri risultati evidenziano la necessità di integrare il rischio di disturbo nelle politiche forestali e nella pianificazione gestionale. Strategie adattative volte ad aumentare la diversità strutturale e la resilienza degli ecosistemi saranno fondamentali nei prossimi decenni”. Tuttavia, lo studio sottolinea anche come tali fattori di rischio possano offrire anche opportunità di trasformazione. I processi di rinnovazione successivi agli eventi estremi possono, infatti, favorire l’insediamento di popolamenti più adattati alle nuove condizioni climatiche, a condizione che gli interventi gestionali siano guidati da solide basi scientifiche. “Nel complesso la ricerca evidenzia come il cambiamento climatico sia destinato a modificare profondamente i regimi di disturbo delle foreste europee nel corso del XXI secolo. Anticipare tali cambiamenti attraverso modellistica integrata, monitoraggio continuo e gestione adattativa sarà cruciale per salvaguardare le funzioni ecologiche e socio-economiche delle foreste in un contesto di rapido riscaldamento globale”, conclude Collalti.

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