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Carburanti, prosegue rialzo prezzi: nuovi aumenti per benzina e diesel

(Adnkronos) - Prosegue il rialzo dei prezzi medi nazionali dei carburanti alla pompa, nonostante lo scivolone delle quotazioni petrolifere internazionali, quotazioni che peraltro questa mattina tornano a correre sotto l’effetto delle ultime dichiarazioni di Trump sulla durata ...

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Regeni, Vanvitelli aderisce all’iniziativa 'Le università per Giulio'

(Adnkronos) - La Vanvitelli per Giulio Regeni. Il 20 maggio, alle ore 9.30, presso il Rettorato di Caserta, in viale Ellittico, si terrà una proiezione speciale del documentario 'Giulio Regeni - Tutto il male del mondo', prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni, accompagnata ...

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Ppwr, la rivoluzione degli imballaggi: tra sfide e nuove opportunità

(Adnkronos) - Il 30 marzo 2026, la Commissione europea ha pubblicato le linee guida ufficiali per l’applicazione del Regolamento (Ue) 2025/40, meglio conosciuto come Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation). Questo documento arriva per fare chiarezza su una normativa che ...

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Carburanti, prosegue rialzo prezzi: nuovi aumenti per benzina e diesel

(Adnkronos) - Prosegue il rialzo dei prezzi medi nazionali dei carburanti alla pompa, nonostante lo scivolone delle quotazioni petrolifere internazionali, quotazioni che peraltro questa mattina tornano a correre sotto l’effetto delle ultime dichiarazioni di Trump sulla durata della guerra con l’Iran. Questa mattina 2 aprile i prezzi medi nazionali dei carburanti alla pompa sono ancora aumentati ancora rispetto a ieri: benzina self service sulla rete stradale a 1,756 euro/litro (+2 millesimi), gasolio a 2,082 euro/litro (+6 millesimi). Senza lo sconto sull’accisa che scade martedì prossimo 7 aprile (sulla cui proroga il governo è al lavoro in queste ore), questa mattina la benzina sarebbe a due euro netti al litro in media nazionale self service, il gasolio poco sotto 2,33 euro. Venendo al dettaglio per modalità di vendita e per marchio, e considerando tutti i circa 20mila punti vendita che comunicano i prezzi all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy (rete stradale e autostradale insieme), queste sono le medie dei prezzi praticati elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina: benzina self service a 1,756 euro/litro (+4 millesimi, compagnie 1,757, pompe bianche 1,753), diesel self service a 2,078 euro/litro (+9, compagnie 2,084, pompe bianche 2,066). Benzina servito a 1,890 euro/litro (+3, compagnie 1,927, pompe bianche 1,822), diesel servito a 2,208 euro/litro (+9, compagnie 2,249, pompe bianche 2,132). Gpl servito a 0,667 euro/litro (+4, compagnie 0,669, pompe bianche 0,663), metano servito a 1,558 euro/kg (+5, compagnie 1,562, pompe bianche 1,555), Gnl 1,301 euro/kg (+49, compagnie 1,303 euro/kg, pompe bianche 1,300 euro/kg). Sulla benzina self service Eni è a 1,736 euro/litro (1,943 il servito); IP a 1,776 (1,942 servito); Q8 a 1,758 (1,921 servito); Tamoil a 1,761 (1,839 servito); sul gasolio self service Eni è a 2,047 (2,251 servito); IP a 2,111 (2,270 servito); Q8 a 2,084 (2,245 servito) e Tamoil a 2,116 (2,183 servito). Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,821 euro/litro (servito 2,071), gasolio self service 2,142 euro/litro (servito 2,393), Gpl 0,786 euro/litro, metano 1,577 euro/kg, Gnl 1,310 euro/kg. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha reso noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, in data odierna, giovedì 2 aprile 2026, il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,756 euro/l per la benzina e 2,082 euro/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,827 euro/l per la benzina e 2,144 euro/l per il gasolio. "L’Italia registra la crescita più contenuta dei prezzi dei carburanti tra i principali Paesi europei e, al contempo, i prezzi medi di benzina e gasolio inferiori rispetto alle grandi economie industriali Ue, Francia e Germania", comunica il Mimit citando l’ultimo Weekly Oil Bulletin della Commissione europea, che monitora le variazioni dei prezzi medi settimanali nei Paesi Ue. "A oltre un mese dall’inizio della guerra del Golfo, che ha pesantemente inciso sull’andamento dei mercati energetici internazionali, i dati confermano l’efficacia del sistema di monitoraggio introdotto dal Governo nel gennaio 2023 e dei controlli tempestivamente attivati fin dall’inizio delle tensioni in Iran", si legge nel comunicato del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Nel confronto con i principali grandi Paesi europei, fa notare il Mimit, la variazione in percentuale del prezzo della benzina in Italia, dal 23 febbraio al 30 marzo, è stata del +4,8%, meno della metà rispetto a Francia (+17,5%) e Germania (+17%) e meno della Spagna (+5,9%). Analoga dinamica per il gasolio: l’incremento in Italia è stato del +19,4%, significativamente inferiore rispetto agli altri grandi Paesi europei (Spagna +24,9%, Francia +32,7%, Germania +31,9%). Dai dati del bollettino della Commissione europea, nota il Mimit, emerge inoltre che i prezzi medi di benzina e gasolio in Italia sono più bassi rispetto a Francia e Germania, le altre due maggiori economie europee. Nella settimana 23 marzo-30 marzo, il prezzo medio in Italia è stato pari a 1,73 euro/l per la benzina e 2,03 euro/l per il gasolio, contro 2,01 euro/l per la benzina e 2,19 euro/l per il gasolio in Francia e 2,13 euro/l per la benzina e 2,29 euro/l per il gasolio in Germania. Nel comunicato, il ministero delle Imprese e del Made in Italy sottolinea anche che "l’Italia ha già messo in campo misure mirate, come il credito d’imposta per gli autotrasportatori, per evitare che gli aumenti legati al conflitto si trasferissero sui prezzi dei beni trasportati, alimentando l’inflazione, che comunque in Italia resta tra le più basse d’Europa, segnando a marzo l’1,5% rispetto al 2,5% della media dell’eurozona (dati Eurostat)".

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Regeni, Vanvitelli aderisce all’iniziativa 'Le università per Giulio'

(Adnkronos) - La Vanvitelli per Giulio Regeni. Il 20 maggio, alle ore 9.30, presso il Rettorato di Caserta, in viale Ellittico, si terrà una proiezione speciale del documentario 'Giulio Regeni - Tutto il male del mondo', prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni, accompagnata da un dibattito dedicato ai temi della libertà di studio e di ricerca. L’evento è organizzato dall’Università della Campania Luigi Vanvitelli nell’ambito dell’iniziativa “Le Università per Giulio Regeni”, promossa dalla Senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo a dieci anni dalla scomparsa in Egitto del giovane ricercatore: 76 università, 15mila persone coinvolte per due mesi di incontri e proiezioni sulla libertà di ricerca. L’iniziativa, presentata oggi in Senato durante una conferenza stampa a cui hanno preso parte, fra gli altri, la Senatrice Cattaneo, i genitori di Giulio Regeni, l’avvocata Alessandra Ballerini e il regista del documentario Simone Manetti, gli autori Emanuele Cava e Matteo Billi, consiste in un ciclo di eventi che si terranno fra aprile e maggio 2026 in ben 76 atenei in tutta Italia per un pubblico di oltre 15 mila persone, tra studenti, ricercatori, personale accademico e cittadini. All’evento parteciperanno rappresentanti della governance di Ateneo e delle associazioni a difesa dei diritti umani oltre a docenti e giovani dottorandi e dottori di ricerca dell’Ateneo. “Come Università abbiamo il dovere di difendere e promuovere la libertà della ricerca, valore fondante della nostra comunità accademica – dichiara Gianfranco Nicoletti, Rettore dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli – Aderire a questa iniziativa significa non solo ricordare Giulio Regeni, ma rinnovare un impegno concreto affinché ogni studioso possa svolgere il proprio lavoro senza paura, nel rispetto dei diritti umani e della dignità della persona”. “La storia di Giulio Regeni, grazie al coraggio e alla forza della sua famiglia - ricorda la Senatrice Cattaneo - non si è conclusa con il ritrovamento al Cairo del suo corpo senza vita, dieci anni fa: al contrario, Giulio continua a vivere e a ‘fare cose’ attraverso un movimento di persone che si riconosce nel valore fondamentale della libertà. Lo stesso che Giulio ha difeso da studioso”. “Siamo onorati e grati per questa iniziativa – hanno dichiarato i genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni - che coinvolge numerose università, con professori, studenti e dottorandi che, ricordiamo, vanno sempre protetti. Dal documentario traspare sia la figura di Giulio ricercatore integerrimo ed appassionato che la violazione dei diritti che si sono compiuti su di lui.” L’iniziativa 'Le Università per Giulio Regeni' è sostenuta dalla Fondazione Elena Cattaneo ETS, in collaborazione con Fandango e Ganesh Produzioni.

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Ppwr, la rivoluzione degli imballaggi: tra sfide e nuove opportunità

(Adnkronos) - Il 30 marzo 2026, la Commissione europea ha pubblicato le linee guida ufficiali per l’applicazione del Regolamento (Ue) 2025/40, meglio conosciuto come Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation). Questo documento arriva per fare chiarezza su una normativa che promette di cambiare radicalmente il modo in cui i prodotti vengono confezionati, venduti e smaltiti, con l’obiettivo di rendere tutti gli imballaggi riciclabili entro il 2030. Mentre il regolamento è già entrato formalmente in vigore l’11 febbraio 2025, le aziende e i consumatori hanno tempo fino al 12 agosto 2026 per farsi trovare pronti, data in cui le norme diventeranno pienamente operative. Sommario Il Ppwr è una legge europea che sostituisce le vecchie e frammentate direttive nazionali con un unico set di regole valide in tutta l’Unione. A differenza della legislazione precedente, il Ppwr interviene sull’intero ciclo di vita dell’imballaggio: dalla progettazione (per ridurre il peso e il volume) fino al suo fine vita (per garantirne il riciclo o il riutilizzo). Si applica a ogni tipo di materiale (plastica, carta, vetro, metallo) e a qualsiasi imballaggio immesso sul mercato UE, indipendentemente da dove sia stato prodotto. Il nuovo regolamento non è solo un elenco di restrizioni, ma apre la strada a benefici tangibili per la salute e l’ambiente: Addio alle “sostanze chimiche per sempre” (Pfas): dal 12 agosto 2026, scatta il divieto di immettere sul mercato imballaggi a contatto con alimenti che contengono Pfas oltre determinati limiti. Si tratta di una vittoria per la sicurezza alimentare, eliminando sostanze persistenti potenzialmente dannose per la salute umana. Etichette chiare e universali: entro l’agosto 2028, tutti gli imballaggi dovranno riportare etichette armonizzate basate su indicazioni semplici. Questo aiuterà i cittadini a fare una raccolta differenziata corretta senza dover interpretare simboli diversi tra un Paese e l’altro. Diritto al riutilizzo: il regolamento incoraggia i sistemi di ricarica e riuso. Ad esempio, le attività di asporto dovranno permettere ai clienti di portare i propri contenitori senza costi aggiuntivi. Riduzione degli sprechi: le aziende saranno obbligate a ridurre al minimo il peso e il volume delle confezioni, vietando stratificazioni inutili o “falsi fondi” pensati solo per far sembrare il prodotto più grande. La transizione verso l’economia circolare comporta però rischi e complessità che le imprese dovranno gestire con attenzione. Dal 1° gennaio 2030, gli imballaggi in plastica monouso molto comuni nei ristoranti, come le bustine di maionese, ketchup, senape e salsa barbecue, così come i flaconcini di shampoo negli hotel, saranno vietati. Per molti settori, questo significa dover cambiare totalmente il modello di business. Le aziende, inoltre, saranno chiamate a pagare contributi più stringenti per la gestione dei rifiuti (la cosiddetta Responsabilità estesa del produttore o Epr). Le nuove linee guida chiariscono la distinzione tra “fabbricante” (chi progetta l’imballaggio) e “produttore” (chi lo immette sul mercato), un passaggio fondamentale per stabilire chi deve pagare per il riciclo. Entro il 2029, gli Stati membri dovranno anche garantire la raccolta separata del 90% delle bottiglie di plastica e lattine di metallo, solitamente attraverso sistemi di deposito cauzionale. Questo richiederà grandi investimenti infrastrutturali e logistici per commercianti e produttori. Entro il 2030, infine, una parte significativa degli imballaggi per il trasporto (come i pallet) dovrà essere inserita in circuiti di riutilizzo. Se le infrastrutture di lavaggio e recupero non saranno pronte, il rischio è un aumento dei costi logistici. Uno degli obiettivi del Regolamento Ppwr è eliminare le barriere tra i vari mercati europei. Le linee guida ribadiscono che gli Stati membri non potranno impedire la vendita di imballaggi conformi al regolamento basandosi su norme nazionali aggiuntive. Il Ppwr rappresenta una sfida senza precedenti per l’industria degli imballaggi, pilastro dell’economia italiana. Se da un lato i rischi legati ai costi e alla riorganizzazione logistica sono significativi, la pubblicazione di queste linee guida offre finalmente la certezza giuridica necessaria per investire nell’innovazione. Il traguardo è ambizioso: un’Europa a emissioni zero entro il 2050, dove l’imballaggio smette di essere un rifiuto per diventare una risorsa.

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