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(Adnkronos) - Sono aperte fino al 28 febbraio le candidature per l’Accademia 2026 di Sonepar, il progetto di formazione e inserimento lavorativo destinato a diplomate e diplomati, anche senza precedenti esperienze nel settore, che desiderano intraprendere un percorso professionale nelle filiali del principale distributore di materiale elettrico in Italia. Dal 2018, anno di estensione del format a livello nazionale, l’accademia Sonepar è diventata uno strumento strutturale di ingresso in azienda per i profili junior, con un’attenzione specifica all’occupazione femminile nei ruoli commerciali e tecnici. Negli ultimi cinque anni hanno partecipato all’Accademia Sonepar 120 persone, tra cui 46 ragazze, con un tasso di inserimento in azienda del 100% al termine del percorso formativo. “L’Accademia di Sonepar è oggi uno dei principali canali di ingresso delle nuove risorse nella nostra organizzazione e rappresenta soprattutto un laboratorio di formazione e inclusione” dichiara Donato Fiore, vp human resources Sonepar Italia. “Ogni anno accogliamo giovani che spesso non hanno alle spalle un percorso tecnico o esperienze nel settore elettrico e li accompagniamo passo dopo passo, in aula e in punto vendita, fino a renderli pienamente autonomi nel loro lavoro quotidiano. A partire dal 2018 questo modello ci ha permesso di inserire in azienda tutte le persone formate, valorizzando talenti diversi tra loro – comprese molte ragazze – e offrendo a tutti l’opportunità di costruire un percorso professionale stabile all’interno di un grande gruppo.” L’Accademia si inserisce all’interno di una più ampia strategia di Sonepar orientata a creare ambienti di lavoro inclusivi, nei quali percorsi di formazione strutturati consentono di valorizzare competenze e potenziale di persone con background diversi, a prescindere dal genere o dal percorso di studi. Le selezioni per l’accademia 2026 saranno gestite, come nelle precedenti edizioni, da Randstad Italia, talent company leader nel settore hr, che affianca Sonepar nel reclutamento e nella valutazione dei candidati. “Siamo entusiasti di rinnovare la collaborazione con Sonepar Italia per un progetto che incarna perfettamente i valori della nostra talent company” afferma Olga Abati, commercial manager di Randstad Italia. “L’Accademia è un esempio virtuoso di come la sinergia tra ricerca del talento e formazione su misura possa rispondere concretamente alle sfide del mercato e del territorio. In questo percorso, Randstad Italia mette in campo la propria competenza nel reclutamento, mentre Randstad Enterprise agisce come partner strategico nel supporto all'erogazione della formazione, lavorando in stretta sinergia con Sonepar per favorire lo sviluppo di competenze tecniche d'eccellenza.” Le candidature sono aperte fino al 28 febbraio attraverso il portale Sonepar carriere, dove è possibile individuare gli annunci dedicati all’accademia (riconoscibili dalla dicitura accademia nel titolo) e selezionare la sede di interesse per l’inserimento in punto vendita. Possono partecipare diplomate e diplomati anche senza precedenti esperienze nel settore elettrico o scientifico, purché motivati a intraprendere un percorso commerciale e di relazione con il cliente. Il format dell’accademia 2026 prevede un bilanciamento tra aula e formazione on the job nei punti vendita: prima fase in aula a Padova dal 23 marzo al 3 aprile, due settimane di didattica intensiva presso la sede di Sonepar Italia in Riviera Maestri del Lavoro 24, con lezioni dal lunedì al venerdì per 8 ore al giorno; seconda fase in punto vendita inserimento operativo nelle filiali Sonepar sul territorio nazionale, con mansione di addetto alle vendite e affiancamento al team commerciale; terza fase in aula dall’11 al 29 maggio: tre settimane di formazione avanzata per consolidare le competenze tecniche, commerciali e organizzative sviluppate nei primi mesi di attività. I contenuti didattici sono progettati per consentire l’accesso anche a chi proviene da percorsi non tecnici: il corso introduce le basi di elettrotecnica e affronta temi quali illuminotecnica civile e industriale, fotovoltaico, climatizzazione, sistemi di cablaggio, automazione industriale, domotica, antennistica, sistemi di fissaggio. Sono inoltre previste sessioni dedicate agli applicativi informatici aziendali (Sap, Salesforce, piattaforma e commerce), alle tecniche di vendita e di relazione con il cliente, al lavoro in team e alla sicurezza sul lavoro, coerentemente con il modello di distribuzione omnicanale e consulenziale che caratterizza Sonepar Italia. Durante le settimane di aula a Padova sono garantiti il pranzo per tutti i partecipanti e l’alloggio per i fuori sede residenti a oltre 100 km dalla sede.
(Adnkronos) - "Ministro, presidente, noi sottoscritti, rappresentanze studentesche di università Mercatorum, università telematica Pegaso e università San Raffaele Roma, con una lettera pubblica e aperta alla sottoscrizione di tutta la comunità studentessa (e quindi di qualsiasi ateneo, telematico e tradizionale), desideriamo portare alla vostra attenzione una questione che sta generando incertezza reale e preoccupazione diffusa tra tutti gli studenti delle università telematiche: il futuro delle modalità di svolgimento degli esami, e in particolare la possibilità di svolgerli online". E' quanto si legge in una lettera aperta al Mur e al ministro Bernini. "Scriviamo -continua la nota- con rispetto delle Istituzioni e con spirito costruttivo. Non per rivendicare eccezioni o scorciatoie, ma per chiedere finalmente una scelta politica e di sistema coraggiosa, organica e definitiva sul tema didattica in remoto ed esami online, che preservi la qualità e allo stesso tempo garantisca a tutti certezza e trasparenza. con un dibattito pubblico, aperto e costruttivo che coinvolga tutte le componenti dell'università (e in primis noi studenti), e che non finisca per restringere l'accesso effettivo allo studio universitario di una parte significativa (e sempre più maggioritaria) di studenti e studentesse per prese di posizioni perlopiù ideologiche e strumentali", spiegano. "Siamo pienamente consapevoli (e anche gli atenei del gruppo Multiversity sono sempre stati chiari su questo) che le Linee generali di indirizzo relative all’offerta formativa a distanza (D.M. n. 1835 del 6 dicembre 2024) prevedano, come regola, lo svolgimento in presenza delle verifiche di profitto e dell'esame finale, ammettendo deroghe puntuali e contemplando la possibilità che tali fattispecie possano essere integrate in base all'evoluzione delle tecnologie disponibili", continuano gli studenti. "Comprendiamo anche la ratio: garantire integrità delle prove, uniformità e credibilità, con controlli adeguati. È una finalità che condividiamo. Lo diciamo con chiarezza: la qualità dell'assessment non è negoziabile. Proprio per questo, riteniamo essenziale evitare che la discussione si riduca a un'alternativa impropria tra "rigore" e "flessibilità". Il vero obiettivo dovrebbe essere un altro: stessi standard, più accesso. In coerenza con l’idea (più volte espressa pubblicamente anche dal Ministero) che la qualità debba essere assicurata 'a prescindere dalle modalità di erogazione' e che il sistema debba avere regole comuni", si legge nella lettera.
(Adnkronos) - Energia, bioeconomia, economia circolare, risorse idriche, agroecologia, velocizzazione degli iter autorizzativi, lotta all’illegalità, rafforzamento dei controlli. Sono i temi al centro del ‘Libro Bianco’ di Legambiente sulla riconversione green dell’industria italiana: 30 proposte per otto settori chiave con sei pilastri per rilanciare la manifattura italiana e renderla più competitiva e sostenibile. Un obiettivo: “dare gambe” al Clean Industrial Deal Made in Italy, fondato su lotta alla crisi climatica, innovazione e competitività. Per farlo, è necessario accelerare il passo avendo come come pilastri la decarbonizzazione, la circolarità, l’innovazione, la legalità, nuova occupazione green e inclusione. In questo quadro dunque, l’Italia, deve “colmare ritardi e vuoti normativi, superando iter troppo lenti e burocratici, alti costi energetici e il mancato rispetto delle norme ambientali, tutti ostacoli non tecnologici che ad oggi ne frenano il pieno sviluppo”. In particolare, spiega Legambiente, bisogna spingere sull’applicazione e il rispetto delle norme ambientali, come evidenziato anche dalla Commissione Ue nel suo recente riesame dell’attuazione delle politiche ambientali, che “possono far risparmiare all’economia europea ben 180 miliardi di euro annui (circa l’1% del Pil Ue)”. “Il Clean Industrial Deal è un’opportunità che l’Italia non deve assolutamente sprecare per varare una politica industriale all’altezza della sfida climatica e per far ridurre alle imprese i costi dell’energia, evitando, però, la pericolosa scorciatoia della deregulation ambientale”, ha evidenziato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, intervenuto stamattina alla terza edizione del forum ‘L’Italia in cantiere. Un clean industrial deal made in Italy’. “Investire in un’ambiziosa politica industriale significa favorire la competitività delle imprese, facendo occupare dall’Italia, prima degli altri Paesi, l’esponenziale mercato globale delle tecnologie green”, ha affermato, sottolineando che “con questo spirito abbiamo deciso di scrivere il nostro ‘Libro bianco’, pensato come un vero e proprio piano industriale per l’Italia, indirizzando delle proposte a governo e Parlamento e raccontando, con l’esperienza dei tanti campioni nazionali della transizione ecologica, quello che il Paese sta già facendo”.