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Orologio dell'Apocalisse, mezzanotte sempre più vicina

(Adnkronos) - L'orologio dell'Apocalisse più vicino che mai alla mezzanotte. Il Doomsday Clock, indicatore del Bulletin of the Atomic Scientists ("Bollettino degli scienziati atomici") che rappresenta quanto l'umanità sia vicina alla catastrofe, si è avvicinato più che mai alla mezzanotte, ...

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Universitas Mercatorum, 1° ateneo telematico italiano riconosciuto 'research entity' a livello europeo

(Adnkronos) - Universitas Mercatorum è la prima università telematica italiana ad essere stata riconosciuta come 'research entity' a livello europeo, da parte di Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea che inserisce l’ateneo tra ...

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Ambiente, progetto Grins: Italia sotto-assicurata di fronte ai nuovi rischi

(Adnkronos) - L’Italia presenta un significativo divario di copertura dei rischi. E sui nuovi rischi sociali e catastrofali, legati al cambiamento climatico, ha livelli di protezione nettamente inferiori alla media europea e Ocse. È questo il quadro che emerge dal ...

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Orologio dell'Apocalisse, mezzanotte sempre più vicina

(Adnkronos) - L'orologio dell'Apocalisse più vicino che mai alla mezzanotte. Il Doomsday Clock, indicatore del Bulletin of the Atomic Scientists ("Bollettino degli scienziati atomici") che rappresenta quanto l'umanità sia vicina alla catastrofe, si è avvicinato più che mai alla mezzanotte, a causa delle preoccupazioni relative alle armi nucleari, al cambiamento climatico e alla disinformazione. L'ente, che ha creato l'orologio metaforico all'inizio della Guerra Fredda, ha spostato le lancette a 85 secondi dalla mezzanotte, quattro secondi più vicino rispetto a un anno fa. L'annuncio arriva a un anno dall'inizio del secondo mandato di Donald Trump, durante il quale il presidente Usa ha infranto norme consolidate ordinando attacchi unilaterali all'estero, dispiegando la forza in patria in sfida alle autorità locali e ritirando il Paese da una serie di organizzazioni internazionali. Come gli Uss, anche Russia, Cina e altri grandi Paesi "sono diventati sempre più aggressivi, ostili e nazionalisti", si legge in una dichiarazione che annuncia lo spostamento delle lancette, decisa dopo consultazioni con un consiglio che include otto premi Nobel. "Conquiste globali duramente ottenute stanno crollando, accelerando una competizione tra grandi potenze in cui il vincitore prende tutto e minando la cooperazione internazionale, fondamentale per ridurre i rischi di guerra nucleare, cambiamento climatico, uso improprio della biotecnologia, potenziale minaccia dell'intelligenza artificiale e altri pericoli apocalittici", scrivono gli scienziati del Bulletin, avvertendo dell'aumento del rischio di una corsa agli armamenti nucleari in vista della scadenza di settimana prossima del trattato di riduzione New Start, siglato tra Washington e Mosca. "Per la prima volta da oltre mezzo secolo, non ci sarà nulla a impedire una corsa incontrollata agli armamenti nucleari", ha dichiarato Daniel Holz, fisico dell'Università di Chicago e presidente del Consiglio per la Scienza e la Sicurezza del Bulletin, in una conferenza stampa. I membri del consiglio hanno anche espresso allarme per la stretta di Trump in Minnesota, Stato in cui la Casa Bianca ha dispiegato agenti mascherati e armati nel corso di un'operazione anti-immigrazione che hanno represso con forza i manifestanti e ucciso due persone. "La storia ha dimostrato che quando i governi non rispondono più ai propri cittadini, seguono conflitto e miseria", ha detto Holz. Il consiglio ha anche rilevato livelli record di emissioni di anidride carbonica, il principale fattore dell'aumento delle temperature globali, in un momento in cui Trump sta portando a termine un drastico ribaltamento della politica Usa riguardo alla lotta al cambiamento climatico, con diversi altri Paesi che fanno altrettanto. I membri del Bulletin temono anche il pericolo di una frattura della fiducia globale. "Stiamo vivendo un Armageddon dell'informazione, la crisi sotto tutte le crisi, alimentato da una tecnologia predatoria ed estrattiva che diffonde le bugie più velocemente dei fatti e trae profitto dalle nostre divisioni", ha detto Maria Ressa, giornalista investigativa filippina e premio Nobel per la Pace che ha dovuto affrontare intense pressioni da parte dell'ex presidente filippino Rodrigo Duterte, ora in attesa di processo presso la Corte penale internazionale (Cpi). Ressa ha indicato le azioni di Trump in Minnesota e le sue minacce di sequestrare la Groenlandia come esempi della perdita della "battaglia per l'integrità dell'informazione", con i meme che diventano realtà. "Gli uomini che controllano le piattaforme che plasmano ciò in cui credono miliardi di persone si sono fusi con gli uomini che controllano governi ed eserciti", ha aggiunto. Il Bulletin, fondato da Albert Einstein, Robert Oppenheimer e altri scienziati nucleari dell'Università di Chicago, inizialmente collocò le lancette dell'orologio a sette minuti dalla mezzanotte nel 1947. Anche lo scorso anno si sono avvicinate a mezzanotte, ma di un solo secondo, anche grazie alle promesse di Trump, reinsediato da poco, di perseguire pace e cooperazione. "Il problema è che la retorica non ha per nulla corrisposto alle azioni", ha dichiarato Alexandra Bell, presidente e amministratrice delegata dell'ente.

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Universitas Mercatorum, 1° ateneo telematico italiano riconosciuto 'research entity' a livello europeo

(Adnkronos) - Universitas Mercatorum è la prima università telematica italiana ad essere stata riconosciuta come 'research entity' a livello europeo, da parte di Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea che inserisce l’ateneo tra le istituzioni abilitate a operare nel sistema della ricerca europea fondata su dati ufficiali. Lo status di research entity, attribuito dalla Commissione Europea-Eurostat, è riservato a un numero selezionato di università e centri di ricerca che soddisfano stringenti requisiti di qualità scientifica, affidabilità istituzionale, sicurezza dei dati ed etica della ricerca, ed è finalizzato allo svolgimento di attività basate sull’accesso ai microdati statistici europei. Grazie a questo accreditamento, l’ateneo si integra nel sistema europeo della ricerca fondata su dati ufficiali, con la possibilità di presentare progetti di ricerca e accedere in modalità controllata ai microdati Eurostat per analizzare fenomeni economici, sociali e territoriali di rilevanza strategica per le politiche pubbliche e per i processi di sviluppo. “Questo riconoscimento - dichiara Giovanni Cannata, rettore di UniMercatorum - conferma la nostra presenza nella ricerca europea basata su evidenze ufficiali. E' il risultato di un percorso costruito su rigore scientifico, responsabilità istituzionale e visione internazionale. Universitas Mercatorum dimostra di essere una università digitale capace di coniugare innovazione didattica e ricerca di alto livello, contribuendo in modo riconosciuto alla produzione di conoscenza a supporto delle decisioni pubbliche”.

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Ambiente, progetto Grins: Italia sotto-assicurata di fronte ai nuovi rischi

(Adnkronos) - L’Italia presenta un significativo divario di copertura dei rischi. E sui nuovi rischi sociali e catastrofali, legati al cambiamento climatico, ha livelli di protezione nettamente inferiori alla media europea e Ocse. È questo il quadro che emerge dal workshop 'Insurance, Climate, Health, Financial Stability', dove la Fondazione Grins - Growing Resilient, INclusive and Sustainable, con le Università di Napoli Federico II e Università Ca’ Foscari Venezia, Ania e Eief, ha presentato studi e approfondimenti sul tema. Sul fronte dei rischi sociali di lungo periodo, come la non autosufficienza, la copertura assicurativa privata è marginale ma soprattutto emerge che meno di 4 italiani su 10 conoscono strumenti assicurativi dedicati e la protezione resta affidata quasi interamente alla famiglia e alla spesa pubblica, che copre solo una parte dei costi effettivi. Per i rischi climatici e naturali, il quadro è ancora più critico, solo una quota minima delle famiglie è assicurata contro alluvioni, terremoti e frane e tra le imprese, solo il 7% risulta coperto contro le calamità naturali, ma quello che più colpisce è che oltre l’80% delle microimprese non dispone di alcuna protezione. E le microimprese sono oltre il 99% delle imprese italiane. L’Italia è uno tra i Paesi più esposti d’Europa a eventi estremi e con una popolazione in rapido invecchiamento, la sottoassicurazione è evidente, con conseguente aumento di costi economici e sociali e della dipendenza da interventi pubblici emergenziali. Nel workshop 'Insurance, Climate, Health, Financial Stability', che ha riunito economisti, studiosi e rappresentanti delle istituzioni, Grins ha presentato nuove evidenze empiriche per comprendere perché la copertura resti così bassa e individuare possibili indicazioni di policy per rafforzare la resilienza del Paese. Al centro dei lavori, tre studi. Il punto di partenza poggia sul modello storicamente centrato sui rischi 'tradizionali' che deve essere innovato in quanto sempre meno adeguato a una società caratterizzata da invecchiamento demografico, cambiamento climatico e maggiore esposizione a shock sistemici. Il primo studio Grins analizza la disponibilità degli individui a pagare per l’assicurazione contro la non autosufficienza (Long-Term Care), utilizzando un esperimento su un campione rappresentativo della popolazione italiana. I risultati hanno scattato la seguente fotografia: la consapevolezza dei costi e dei rischi della non autosufficienza è molto limitata; fornire informazioni corrette su probabilità e costi aumenta la disponibilità a contribuire di circa il 15%, pari a circa 3 euro mensili in più; l’effetto è particolarmente forte tra i soggetti inizialmente meno informati, come donne e individui senza coperture assicurative; su scala nazionale, ne emerge un potenziale di raccolta pari a circa un terzo della spesa pubblica attuale per la long-term care, segnalando ampi margini per un ruolo complementare dell’assicurazione privata. Il secondo lavoro Grins esamina la propensione dei cittadini a sostenere finanziariamente politiche di prevenzione contro i rischi idrogeologici, sempre più frequenti. L’analisi evidenzia che oltre metà degli individui è favorevole, in linea di principio, a contribuire a un fondo pubblico per la prevenzione. La diffusione di informazioni sugli impatti umani ed economici delle catastrofi naturali aumenta di circa 9 punti percentuali la probabilità di adesione. La disponibilità a pagare cresce in media di circa 25-30 euro all’anno per individuo. Tuttavia, la percezione del rischio di 'free riding' e della mancata partecipazione altrui può ridurre il sostegno. Nel complesso, una campagna informativa strutturata potrebbe generare fino a 250-270 milioni di euro aggiuntivi l’anno per la prevenzione, mostrando come informazione e fiducia collettiva siano determinanti cruciali. Il terzo contributo Grins analizza la copertura assicurativa delle imprese italiane contro i rischi catastrofali naturali, combinando dati Ania, informazioni geografiche sui rischi fisici e dati di bilancio. I risultati indicano una copertura particolarmente bassa tra micro e piccole imprese, che sono anche le più vulnerabili; esiste un forte disallineamento tra rischio fisico effettivo e decisione di assicurarsi in quanto l’esposizione a rischi sismici o idraulici aumenta la probabilità di copertura, ma in misura molto limitata. Fattori dimensionali, settoriali e territoriali contano più del rischio oggettivo. L’analisi conferma l’esistenza di un persistente 'protection gap', che rende le imprese italiane esposte a shock potenzialmente sistemici. La legge appena entrata in vigore di obbligo catastrofale per le aziende italiane introdotta nella legge di bilancio 2024 dovrebbe aiutare a ridurre il gap. Dallo studio emerge prepotentemente l’esposizione delle piccole imprese su cui va posto un ombrello protettivo, perché costituiscono la componente largamente prevalente del tessuto imprenditoriale italiano e rappresentano l’ossatura portante di molte realtà più grandi. Nel loro insieme, i lavori presentati mostrano che la sottoassicurazione in Italia non dipende solo da vincoli di reddito o di offerta, ma anche da scarsa consapevolezza dei rischi; aspettative di intervento pubblico ex post, non considerando la potenziale crescita del debito pubblico o l’eventuale richiesta sotto forma di accise o eventuali prelievi per i casi più estremi; problemi di coordinamento e fiducia; limitata cultura assicurativa in tutta la sua interezza. Le evidenze Grins suggeriscono la necessità di rafforzare politiche di informazione e prevenzione; sviluppare schemi assicurativi pubblico-privati ma soprattutto offrono spunti per nuove azioni. “Il workshop conferma il valore della ricerca economica applicata nel supportare scelte di policy basate su evidenze. Il progetto Pnrr Grins ha contribuito al dibattito su come rafforzare la resilienza economica, sociale e finanziaria dell’Italia di fronte ai nuovi rischi offrendo evidenze e spunti di riflessione per nuove policy”, afferma Tullio Jappelli, Università di Napoli Federico II e coordinatore del gruppo di ricerca Grins dedicato alla resilienza delle famiglie. Per Monica Billio, Università Ca’ Foscari Venezia e coordinatrice del gruppo di ricerca Grins sui temi di finanza sostenibile, "il contributo informativo e di analisi del progetto Grins favorisce la riflessione su come promuovere meccanismi innovativi di gestione dei nuovi rischi, valutando non solo incentivi mirati ma strumenti mutualistici e soprattutto sottolineando la necessità di integrare assicurazione, prevenzione e adattamento climatico in una strategia coerente e comune”.

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