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Associazioni genitori, class action contro Meta e Tik Tok rinviata udienza

(Adnkronos) - Il Moige (Movimento Italiano Genitori) promotore, con le associazioni di genitori Anfn-associazione nazionale famiglie numerose, Age associazione italiana genitori, ed il Forum delle Associazioni Familiari coinvolte nella prima class action inibitoria italiana ...

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L'esperto: "Stop a benefit che pesano su busta paga, ma contributi extra per spese sanitarie scolastiche e tempo libero"

(Adnkronos) - "Il welfare aziendale è stato per anni considerato come un insieme di servizi pensati per migliorare il clima in ufficio. Un’integrazione piacevole, ma non essenziale. Lo scenario economico attuale impone tuttavia ...

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Spreco alimentare, Coop Lombardia recupera oltre 850 tonnellate di cibo nel 2025

(Adnkronos) - Nel corso del 2025, grazie al progetto Buon Fine, l’iniziativa sociale, nata nel 2005, che trasforma le eccedenze di prodotti alimentari in risorse per le comunità locali con l’obiettivo di prevenire lo spreco alimentare e di valorizzare le eccedenze ...

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Associazioni genitori, class action contro Meta e Tik Tok rinviata udienza

(Adnkronos) - Il Moige (Movimento Italiano Genitori) promotore, con le associazioni di genitori Anfn-associazione nazionale famiglie numerose, Age associazione italiana genitori, ed il Forum delle Associazioni Familiari coinvolte nella prima class action inibitoria italiana contro Meta (Facebook e Instagram) e TikTok esprimono forte disagio e preoccupazione per il rinvio dell'udienza disposto dal Tribunale delle Imprese di Milano. La prima udienza, si legge in una nota, originariamente fissata per il 12 febbraio 2026, è stata posticipata al 14 maggio, per motivi procedurali legati alle notifiche in Inghilterra, determinando un ritardo di tre mesi in un'azione legale che le famiglie italiane considerano urgente. Il rinvio di tre mesi rappresenta un'ulteriore dilazione nella tutela di migliaia di bambini e adolescenti italiani". La class action, promossa dal Moige insieme allo Studio legale Ambrosio & Commodo, con l'adesione di Anfn-associazione nazionale famiglie numerose, Age associazione italiana genitori, ed il Forum delle Associazioni Familiari ed un primo gruppo di genitori, continua la nota, rappresenta un'iniziativa senza precedenti in Italia e chiede al Tribunale di Milano di ordinare alle piattaforme social di cessare immediatamente condotte ritenute dannose per i minori. L'azione legale si articola in tre macro-aree di intervento: rispetto dell'obbligo di verifica dell'età e del divieto di accesso ai social per i minori di 14 anni, come previsto dalla attuale normativa italiana; eliminazione dei sistemi che creano dipendenza, come lo scroll infinito, le notifiche continue e gli algoritmi progettati per massimizzare il tempo di permanenza sulla piattaforma; trasparenza e informazione sui rischi per la salute mentale e fisica derivanti dall'uso eccessivo dei social media. I genitori ricorrenti hanno documentato come le piattaforme Facebook, Instagram e TikTok consentano facilmente l'iscrizione illegale di minori, violando le normative nazionali e compromettendo la protezione che il legislatore ha voluto garantire ai più piccoli. Parallelamente all'azione legale, il Moige ha lanciato in questi giorni una petizione rivolta al Governo e al Parlamento per chiedere una legge che vieti l'uso dei social media ai minori di 16 anni. Per firmare la petizione è sufficiente collegarsi al sito www.moige.it ed aderire alla campagna "Difendiamo i nostri figli dai social con la forza della legge". La petizione chiede un intervento normativo chiaro e immediato, sull'esempio di altri Paesi europei e internazionali che stanno introducendo restrizioni più stringenti per proteggere i giovani dalla dipendenza digitale e dai suoi effetti sulla salute mentale. La class action italiana è seguita con attenzione a livello europeo e internazionale. Anche in Francia famiglie hanno presentato azioni simili contro Meta e TikTok, mentre negli Stati Uniti sono in corso oltre 40 cause promosse da Stati federali contro le big tech per i danni arrecati ai minori. "Questa non è solo una battaglia legale, è una battaglia di civiltà - sottolinea l'avvocato Stefano Commodo dello Studio Ambrosio & Commodo - Puntiamo a difendere i minori e i più fragili dal loro utilizzo eccessivo e a creare buona informazione sui rischi che derivano dall'abuso delle piattaforme". Nonostante il rinvio dell'udienza, le associazioni di genitori aderenti ed il Moige ribadiscono la loro determinazione a portare avanti questa battaglia "continueremo a lottare fino a quando i nostri figli non avranno le tutele che meritano. Il 14 maggio saremo in aula, più determinati che mai".

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L'esperto: "Stop a benefit che pesano su busta paga, ma contributi extra per spese sanitarie scolastiche e tempo libero"

(Adnkronos) - "Il welfare aziendale è stato per anni considerato come un insieme di servizi pensati per migliorare il clima in ufficio. Un’integrazione piacevole, ma non essenziale. Lo scenario economico attuale impone tuttavia un cambio di prospettiva radicale: in un contesto segnato dal costo della vita sempre più elevato, che continua a pesare sulle famiglie, e da rinnovi contrattuali che faticano a coprire l’aumento del costo della vita, il 2026 si conferma l’anno della svolta. Il welfare cessa di essere un semplice 'benefit' per diventare il pilastro portante di una nuova strategia salariale". A dirlo all'Adnkronos/Labitalia Andrea Guffanti, general manager di Coverflex in Italia. "I dati del Report sulla retribuzione 2025 di Coverflex - spiega - parlano chiaro: mentre gli stipendi base restano sostanzialmente stabili, le necessità dei collaboratori continuano a crescere. In questo scenario di stagnazione retributiva, le aziende non possono più limitarsi a guardare solo alla busta paga tradizionale". "L’evoluzione del rapporto tra azienda e lavoratore - avverte - passa per un modello di compensazione estesa. Non si tratta più di dare 'qualcosa in più', ma di gestire in modo intelligente il valore economico che l'azienda trasferisce ai propri dipendenti. Attraverso il welfare, l’impresa interviene direttamente sulla capacità di spesa quotidiana delle persone, coprendo costi che altrimenti graverebbero interamente sul netto in busta: dalla sanità alla scuola, dai trasporti al tempo libero". "Questa trasformazione - avverte - porta il welfare ad essere una vera e propria politica salariale. Le aziende che scelgono questa strada ottengono un doppio vantaggio: aumentano il valore reale percepito dai dipendenti e ottimizzano i costi legati alla tassazione del lavoro". “Il welfare aziendale ha smesso di essere una voce nel capitolo 'extra' per diventare il cuore pulsante della strategia di retention e remunerazione. Non stiamo più parlando di semplici agevolazioni, ma di uno strumento dinamico che restituisce potere d'acquisto reale in un momento in cui la busta paga tradizionale sembra aver raggiunto il suo limite fisico", aggiunge Andrea Guffanti. "Il passaggio dal vecchio concetto di premio a quello di salario integrativo - sottolinea - è ormai completato. Per le imprese, investire nel welfare oggi non è solo un modo per attrarre talenti, ma una necessità per garantire la sostenibilità economica dei propri collaboratori. In sintesi, il welfare è diventato la seconda gamba della remunerazione: uno strumento concreto, misurabile e indispensabile per proteggere il potere d'acquisto e costruire un legame solido e duraturo tra impresa e lavoratore".

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Spreco alimentare, Coop Lombardia recupera oltre 850 tonnellate di cibo nel 2025

(Adnkronos) - Nel corso del 2025, grazie al progetto Buon Fine, l’iniziativa sociale, nata nel 2005, che trasforma le eccedenze di prodotti alimentari in risorse per le comunità locali con l’obiettivo di prevenire lo spreco alimentare e di valorizzare le eccedenze di prodotti ancora perfettamente idonei al consumo, ma non più commercializzabili, Coop Lombardia ha recuperato oltre 858 tonnellate di cibo, contribuendo alla distribuzione di 1.716.180 pasti, per un valore complessivo di 6.579.460 euro. (VIDEO) In occasione della 13esima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, giovedì 5 febbraio, Bruno Ceccarelli, Responsabile delle Politiche Sociali e Comunicazione di Coop Lombardia, ha raccontato il tema dello spreco attraverso l’esperienza concreta della cooperazione di consumo: “Il progetto centrale di Coop Lombardia è ‘Buon Fine’, che dal 2005 ad oggi ha fornito milioni di pasti ogni anno - spiega - nell'ultimo anno, infatti, abbiamo raccolto oltre 850 tonnellate di prodotti alimentari, che hanno permesso di distribuire oltre 1,7 milioni di pasti”. Con il progetto ‘Buon Fine’, quindi, Coop si impegna nel recupero di “quei prodotti vicini alla scadenza, ma ancora utilizzabili, oppure di confezioni che possono essere state danneggiate, senza che sia stata intaccata, però, la qualità del prodotto e possono, quindi, essere donate ad associazioni che le trasformano in pasti, cibo e valore per chi si trova in difficoltà”. Tra gli obiettivi della Cooperativa c’è quello di contribuire alla crescita socio-economica delle realtà in cui è presente, favorendo la coesione sociale e la creazione di un benessere diffuso per l’intera comunità: “Coop è impegnata contro lo spreco alimentare lungo tutta la filiera attraverso la formazione dei propri dipendenti, ma anche pensando a iniziative come ‘Mangiami Subito’, che consiste nella vendita di prodotti ancora vendibili, ma che sarebbe utile vendere prima della scadenza - continua Ceccarelli - nonché cercando di prestare attenzione anche ai piccoli dettagli”. Con ‘Buon Fine’, Coop recupera quotidianamente prodotti ancora perfettamente commestibili, ma non più vendibili nei punti vendita - in quanto prossimi alla scadenza o con piccole imperfezioni - e li dona ad associazioni no profit, cooperative sociali, parrocchie ed enti caritatevoli presenti sul territorio, valorizzando il suo modello di solidarietà a km zero, riducendo al minimo le movimentazioni logistiche, limitando l’impatto ambientale legato al trasporto delle merci e favorendo una gestione efficiente e responsabile delle risorse. Queste organizzazioni utilizzano gli alimenti ricevuti per preparare pasti a favore di persone e famiglie in difficoltà, creando, così, una filiera virtuosa di solidarietà locale senza intermediazioni, che potrebbero generare nuovi sprechi: “Collaboriamo, infatti, con associazioni di grande spessore e dimensione come la Caritas, la Croce Rossa o Emergency, ma vi è anche una fitta rete di associazioni sul territorio, che raccolgono i prodotti recandosi direttamente al supermercato più vicino, riuscendo, pertanto, a portare solidarietà a chilometro zero in tutti i territori dove Coop Lombardia è presente”, conclude.

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