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Legge elettorale, nuova sfida centrodestra: "Ma niente colpi di mano, noi aperti al confronto"

(Adnkronos) - Archiviare rapidamente la sconfitta al referendum sulla riforma della giustizia e riscrivere le regole del gioco per garantire al futuro governo stabilità e piena agibilità, soprattutto nel caso in cui le prossime elezioni politiche ...

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'Creare futuro', filiere food fashion e forniture insieme per ispirare i talenti di domani

(Adnkronos) - Si è svolta oggi, in occasione della Giornata nazionale del Made in Italy, la seconda edizione del forum 'Creare futuro', dal tema 'Competenze e formazione per il Made in Italy di domani'. L’evento, che si è svolto nella Sala del Parlamentino ...

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Mappate 250 Buone Pratiche, motore della transizione circolare

(Adnkronos) - Sono 253 le Buone Pratiche di economia circolare registrate nel database della Piattaforma italiana per l’economia circolare Icesp, di cui 245 realizzate sul territorio nazionale e 8 implementate fuori dall'Italia. È quanto emerge dal Rapporto presentato oggi a Roma ...

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Legge elettorale, nuova sfida centrodestra: "Ma niente colpi di mano, noi aperti al confronto"

(Adnkronos) - Archiviare rapidamente la sconfitta al referendum sulla riforma della giustizia e riscrivere le regole del gioco per garantire al futuro governo stabilità e piena agibilità, soprattutto nel caso in cui le prossime elezioni politiche consegnassero un sostanziale pareggio tra centrodestra e campo largo. È questa la linea tracciata da Giorgia Meloni. In questo quadro, il tema della legge elettorale torna con forza al centro del dibattito politico, proprio alla vigilia dell’avvio, in Commissione Affari costituzionali alla Camera, dell’iter parlamentare del cosiddetto ‘Stabilicum’: il sistema proporzionale con premio di maggioranza pensato da Fdi-Lega-Fi-Nm per mandare in soffitta il Rosatellum. Il tutto mentre il centrodestra deve fare i conti con le turbolenze seguite al voto referendario - dalla raffica di dimissioni della scorsa settimana, su tutte quella della ministra del Turismo Daniela Santanchè - e con le persistenti voci di rimpasto e di elezioni anticipate, al momento smentite dai vertici della coalizione e, in particolare, da autorevoli fonti di Fratelli d’Italia. La priorità, intanto, resta portare a casa la riforma della legge elettorale senza colpi di mano e lasciando aperta la porta al dialogo con Pd-M5S-Avs. “Ci confronteremo con le opposizioni. Il provvedimento sarà incardinato domani, ma senza forzature: non c’è alcuna intenzione di procedere a colpi di maggioranza”, spiegano fonti parlamentari di via della Scrofa. Quanto a eventuali modifiche, “è prematuro parlarne prima del confronto; siamo comunque disponibili a valutare eventuali correttivi, purché non venga stravolta la filosofia del testo”. L’impianto generale, nelle intenzioni di Fdi, resta quello di una legge proporzionale, con un premio di maggioranza che consenta di stabilire chiaramente, il giorno dopo il voto, chi ha vinto e chi ha perso: “Su questi punti non si può transigere”. Sulle modalità per arrivarci, invece, “il confronto è aperto”. Sulla stessa lunghezza d’onda Nazario Pagano, presidente della Commissione Affari costituzionali di Montecitorio in quota Fi: “L’incardinamento della legge elettorale domani in Commissione rappresenta un passaggio importante che auspichiamo possa aprire un confronto serio e costruttivo anche con le opposizioni. Se vogliamo garantire stabilità al prossimo Parlamento, è necessario ragionare sul superamento del Rosatellum che, nelle attuali condizioni politiche, rischia di produrre un sostanziale pareggio tra le coalizioni, con conseguenti incertezze per il Paese”. D’altra parte, aggiunge all'Adnkronos l’esponente azzurro, “quella legge era stata concepita in un contesto parlamentare diverso e, alla luce delle modifiche intervenute col taglio dei parlamentari, ne sono emersi con evidenza tutti i limiti”. Da qui la necessità di “una nuova legge condivisa, capace di garantire stabilità e regole chiare per gli elettori nel rispetto del pluralismo e con la più ampia convergenza possibile”. Concorda Alessandro Colucci, deputato di Noi moderati e tra i relatori della pdl: "Il confronto è sempre auspicato, l'importante che sia ben chiaro l'obiettivo: quello di dare governabilità a chi vince, chiunque sia il vincitore. Ragione per cui è importante ci sia un confronto sincero tra maggioranza e opposizione, non condizionato da politicizzazioni. Credo che sia interesse di tutti che non ci siano Aule parlamentari con maggioranze non chiare". Più netto Riccardo De Corato, deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente della stessa Commissione: “Sulla legge elettorale andiamo avanti, al momento non ci sono controindicazioni”. Sul nodo delle preferenze, De Corato si dice favorevole alla loro introduzione, ribadendo la linea del partito: “Io sono per le preferenze, sono 40 anni che faccio campagna elettorale con le preferenze, per cui non mi sembra che creino un problema”. Da Forza Italia filtra la convinzione che “sarà necessaria qualche correzione minima, ma l’impianto complessivo regge”. Sulle eventuali modifiche, "valuteremo dopo aver ascoltato le audizioni. Un punto su cui intervenire potrebbe essere quello relativo al premio di maggioranza, che è stato fin da subito tra gli aspetti più criticati dai costituzionalisti”. Anche la Lega sembra orientata a un approccio più prudente. Per il partito di Matteo Salvini, il percorso verso la riforma del sistema elettorale appare ormai tracciato. Un esponente di primo piano del Carroccio sintetizza così la linea: la legge è questa, l’iter è partito e “non saremo noi a metterci di traverso”. Sul fronte politico, il governo continua a escludere l’ipotesi di un ritorno anticipato alle urne. “Nessuno pensa di andare a elezioni anticipate, pensiamo soltanto a migliorare la situazione economica e a fare tutto ciò che serve alla crescita dell'economia italiana", ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Netto anche l'altro vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini: il governo "tira dritto e arriva a fine legislatura senza nessun dubbio e senza nessun tentennamento". Sulla stessa lunghezza d'onda il ministro della Difesa Guido Crosetto, che lega ogni scenario elettorale anche al contesto internazionale: “Nessuno pensa di andare a elezioni anticipate, pensiamo soltanto a migliorare la situazione economica e a fare tutto ciò che serve alla crescita dell'economia italiana", ha detto il co-fondatore di Fratelli d’Italia in un’intervista a La Repubblica. "Non mi sembra che siano proprio in tantissimi a chiedere" di andare ad elezioni anticipate, "nemmeno tra le opposizioni", sottolinea da Bruxelles il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Intanto, sui social, il partito di Meloni rivendica la tenuta del consenso, rilanciando un articolo di Libero secondo cui la sconfitta referendaria non avrebbe prodotto scossoni nel centrodestra. “Il consenso è stabile e la guida della Nazione resta saldamente nelle mani del centrodestra”. E ancora: “Con buona pace dei profeti di sventura - scrive Fdi - la maggioranza continua a rappresentare il punto di riferimento per un’Italia che chiede serietà, visione e concretezza nell’azione di governo”. (di Antonio Atte e Vittorio Amato)

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'Creare futuro', filiere food fashion e forniture insieme per ispirare i talenti di domani

(Adnkronos) - Si è svolta oggi, in occasione della Giornata nazionale del Made in Italy, la seconda edizione del forum 'Creare futuro', dal tema 'Competenze e formazione per il Made in Italy di domani'. L’evento, che si è svolto nella Sala del Parlamentino del Mimit e che ha visto l’intervento di Valentino Valentini, vice ministro delle Imprese e del Made in Italy, è stato promosso dai presidenti dei Gruppi di Giovani Imprenditori di Confindustria accessori moda, Federalimentare e FederlegnoArredo, comparti strategici che contribuiscono con il loro know-how industriale a circa il 20% del il nazionale. Nata in continuità con il successo del primo appuntamento del 2025, l’edizione di quest’anno ha voluto ribadire l’importanza del ruolo delle 3 'F' simbolo del Made in Italy - food, fashion & furniture - rafforzando il dialogo tra imprese, istituzioni e mondo della formazione e affrontando temi cruciali come innovazione, transizione digitale, qualità produttiva e competitività internazionale. In uno scenario globale sempre più complesso, il rafforzamento dei comparti produttivi passa attraverso le nuove generazioni, che rappresentano un ponte tra imprese, istituzioni e mondo della formazione. A loro è riservato il compito di essere il motore dello sviluppo strategico per il Paese, con l’obiettivo di rafforzare sempre più a livello internazionale il Made in Italy. In base alle proiezioni di Unioncamere - Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior, nel quinquennio 2025-2029 le imprese italiane avranno bisogno di assumere tra 3,3 e 3,7 milioni di lavoratori. Su base annua, ciò si traduce in una domanda di circa 247-268 mila laureati o diplomati ITS Academy, 185-216 mila diplomati di scuola secondaria superiore tecnico-professionale o liceale e circa 125-126 mila persone con qualifica di formazione o formazione professionale. La formazione si conferma elemento centrale anche nelle politiche di recruiting delle aziende, che chiedono oggi in prevalenza figure tecniche che tuttavia si trovano con difficoltà. Come evidenziato dalle analisi condivise da Umana, partner dell'iniziativa, un’efficace sinergia tra il mondo del lavoro e quello della formazione, come il sistema duale, rappresenta una delle risposte più efficaci a questa carenza: gli ITS, per esempio, esprimono un placement che arriva al 90% a un anno dal diploma, pur non riuscendo ancora a colmare interamente il gap del mercato. Valentino Valentini, vice ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha commentato: “Il Made in Italy non è una celebrazione - è una missione. Questi giovani lo dimostrano ogni giorno: non hanno aspettato che qualcuno aprisse loro la strada, hanno aperto le fabbriche, cambiato il linguaggio, fatto sistema tra filiere diverse. L’esempio è il motore più potente dell’imprenditorialità, e loro ne sono già la prova. Il nostro compito come istituzioni è semplice: non ostacolare questa energia, ma moltiplicarla - con formazione più rapida, strumenti digitali accessibili e la consapevolezza che piccolo, dentro un ecosistema coeso, diventa grande.” “Le nuove generazioni - ha evidenziato nel suo intervento Carlo Briccola, presidente Gruppo Giovani Confindustria Accessori Moda - cresciute in un contesto sempre più orientato all'immediatezza, faticano oggi a cogliere appieno il valore, la cura e il lavoro che caratterizzano il Made in Italy.Per questo è necessario far evolvere il linguaggio con cui il settore si racconta, rendendolo più efficace e vicino ai giovani. Non si tratta solo di un tema culturale: molti ragazzi non conoscono i processi produttivi e, soprattutto, non percepiscono la ricchezza e la complessità di ciò che avviene ogni giorno all'interno delle imprese - le sfaccettature, e le operatività a tutti i livelli che rendono possibile creare un prodotto di qualità. Spesso, inoltre, non immaginano il ruolo attivo che potrebbero ricoprire loro stessi in questa filiera. Ma è proprio nel lavoro quotidiano che risiede il cuore del Made in Italy: ogni attività operativa, anche la più concreta, contribuisce alla riuscita del prodotto finale. Per questo, oggi più che mai, è fondamentale rafforzare il dialogo tra imprese e nuove generazioni. Il Made in Italy non ha bisogno di reinventarsi, ma di raccontarsi meglio e parlare soprattutto ai giovani, come protagonisti attivi nella costruzione del suo futuro”. Per Guglielmo Gennaro Auricchio, presidente Giovani Imprenditori di Federalimentare: "Nel contesto economico attuale, parlare di impresa significa sempre più parlare di filiera e sistema, non di singole realtà isolate. La competitività non si costruisce da soli, ma attraverso modelli strutturati, capaci di integrare competenze, risorse e visione strategica lungo tutta la catena del valore. Per i giovani imprenditori questo implica un cambio di mentalità: superare l’individualismo che storicamente caratterizza il nostro Paese e contribuire alla costruzione di un vero Sistema Italia. È solo creando un circolo virtuoso tra tutti gli attori - imprese, scuola, istituzioni e territorio - che si può generare valore duraturo e diffuso, con benefici concreti per ogni parte coinvolta. In questo scenario, la collaborazione tra scuola, impresa e territorio diventa un fattore chiave. La sfida per la nuova generazione imprenditoriale è chiara: fare sistema non è un’opzione, ma una responsabilità. Solo così sarà possibile rafforzare la competitività del Paese e costruire un futuro in cui crescita e valore siano realmente condivisi". “Il Made in Italy - ha commentato Filippo Santambrogio, presidente Gruppo Giovani Imprenditori FederlegnoArredo pnon è solo un asset economico, ma un patrimonio culturale e produttivo che contribuisce in modo determinante alla crescita del Paese . Per continuare a essere un’eccellenza riconosciuta a livello globale, però, dobbiamo investire con decisione sulle nuove generazioni, costruendo percorsi concreti che avvicinino i giovani al mondo dell’impresa. Il Forum Creare Futuro rappresenta in questo senso un momento fondamentale: uno spazio di confronto tra imprese, giovani e istituzioni sui temi chiave della competitività del Made in Italy – dalla formazione alle nuove competenze, dall’attrattività dei nostri settori alla capacità di evolvere senza perdere identità. indipendentemente dall’evoluzione dello scenario economico, avremo bisogno di migliaia di giovani formati e pronti a entrare nelle nostre imprese per portare visione, energia e nuovi linguaggi. Non si tratta solo di garantire continuità, ma di accompagnare una trasformazione necessaria. Creare Futuro nasce proprio con questo obiettivo”. I settori rappresentati costituiscono una colonna portante dell’economia italiana, sia per valore generato che per impatto occupazionale. La filiera legno-arredo registra un fatturato annuo superiore ai 51 miliardi di euro, mentre la filiera Accessori Moda si attesta intorno ai 29 miliardi. Il settore alimentare, vero gigante del Made in Italy, raggiunge invece la soglia dei 204 miliardi di euro. Anche sotto il profilo occupazionale i numeri sono rilevanti: quasi 300mila addetti operano nel legno-arredo, oltre 135 mila nella filiera accessori moda e ben 470 mila nel settore alimentare. Sul fronte dell’export, il 2025 è stato un anno da record per il comparto alimentare, che ha superato i 59 miliardi di euro, con un tendenziale dell’4,2% rispetto al 2024. La filiera accessori moda ha totalizzato 24,2 miliardi di euro di esportazioni, mentre il settore legno-arredo ha raggiunto quota 19,4 miliardi.

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Mappate 250 Buone Pratiche, motore della transizione circolare

(Adnkronos) - Sono 253 le Buone Pratiche di economia circolare registrate nel database della Piattaforma italiana per l’economia circolare Icesp, di cui 245 realizzate sul territorio nazionale e 8 implementate fuori dall'Italia. È quanto emerge dal Rapporto presentato oggi a Roma all’ottava Conferenza annuale Icesp. La Piattaforma Icesp, che lavora in stretta connessione con la Piattaforma della Commissione Europea Ecesp (European Circular Economy Stakeholder Platform), rappresenta la più strutturata ed estesa comunità di attori italiani dell’economia circolare, che vede il contributo di oltre 400 esperti provenienti da più di 200 organizzazioni di istituzioni pubbliche locali e nazionali, imprese e associazioni di categoria, mondo della ricerca, società civile. "Le buone pratiche sono lo strumento per tradurre gli indirizzi strategici in azioni concrete, replicabili e per diffondere i modelli circolari - spiega all'Adnkronos Grazia Barberio, coordinatrice Icesp Italia e ricercatrice Enea Dipartimento Sostenibilità - Vengono dapprima raccolte, poi sistematizzate e valutate da un Comitato di revisione di Buone Pratiche e una volta superati gli elementi caratteristici di qualità, che includono la replicabilità, l'innovazione, l'efficacia dei risultati raggiunti, il contributo educativo e comportamentale, i benefici ambientali, economici e sociali conseguiti, vengono pubblicate sul sito Icesp. Tra l'altro questo numero a breve crescerà perché ne abbiamo più di 40 che sono in fase di valutazione. Quello che poi facciamo successivamente è una mappatura che ci serve ad inquadrare quali sono i settori industriali che trainano di più, quali sono le aree geografiche che sono più attive e anche quali fasi del ciclo di vita sono più rappresentate". Il Rapporto Icesp offre, dunque, una fotografia aggiornata delle buone pratiche che stanno contribuendo alla transizione verso l’economia circolare in Italia. Riguardano soprattutto i settori dell’agroalimentare, del tessile e dell’edilizia, con una prevalenza di interventi nelle fasi della produzione (66 buone pratiche mappate) e della gestione dei rifiuti (60), dove le strategie circolari possono generare i maggiori benefici in termini di efficienza delle risorse e riduzione degli impatti ambientali. Seguono la fornitura di materie prime seconde (55), l’innovazione (45) e il consumo (27). I soggetti promotori delle buone pratiche sono principalmente le imprese, seguite da enti pubblici e associazioni, mentre a livello territoriale, risultano particolarmente attive le regioni Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna. Nel report Icesp un’attenzione specifica è dedicata al ruolo delle biotecnologie circolari, con l’analisi di 74 buone pratiche, pari a circa il 30% del totale, che utilizzano soluzioni biotecnologiche per la valorizzazione delle biomasse, il recupero di risorse e lo sviluppo di nuovi materiali e prodotti bio-based. Le pratiche biotecnologiche sono promosse principalmente da imprese private, soprattutto nei settori agroalimentare, della bioeconomia e della gestione dei rifiuti, spesso in collaborazione con enti pubblici e centri di ricerca. Dal punto di vista geografico, risultano concentrate prevalentemente in Lombardia, Piemonte e Lazio. "La bioeconomia - spiega Barberio - ha sempre più un ruolo centrale, trainante e abilitante per la transizione circolare del sistema Paese". Il trend osservato nel tempo è quello di una crescita sia nel numero che nella qualità delle esperienze analizzate. "C'è un incremento di stakeholder convolti e questa è la cosa fondamentale perché se cresce la rete aumenta anche la possibilità che gli stakeholder possano inviarci le loro buone pratiche: nel 2018 eravamo 18 ad oggi siamo 200 e abbiamo toccato dei picchi anche di 300 organizzazioni - osserva Barberio - Poi c'è la crescita delle buone pratiche: noi ne abbiamo raccolte nel tempo 250 partendo da pochi casi; nel 2020 ci siamo dotati di questo Comitato di revisione Buone Pratiche che è stato fondamentale per dare quel bollino di 'qualità' perché le buone pratiche sono importanti sia come numero ma anche come qualità di rappresentanza dell'economia circolare". Per valorizzare e promuovere la diffusione delle Buone Pratiche Icesp, favorendone la replicabilità, è stato istituito quest’anno il 'Premio Buone Pratiche Icesp'. “Per questa prima edizione abbiamo ricevuto da aziende e pubbliche amministrazioni 51 candidature, tutte caratterizzate da un elevato livello di qualità, innovazione e potenziale di replicabilità - sottolinea, in una nota, Claudia Brunori, direttrice del Dipartimento Sostenibilità di Enea e vicepresidente Icesp - Si tratta di un segnale importante che testimonia la vitalità e la diffusione delle esperienze di economia circolare nel sistema produttivo e nei territori italiani”. Per la categoria ‘uso efficiente delle risorse e riduzione degli impatti’ è stata premiata l’azienda pratese Corertex per la capacità di recuperare fino al 96% dei materiali tessili, con una media di oltre 100mila tonnellate annue. Nella categoria ‘ecodesign e innovazione di prodotto e servizio’ si è affermata l’azienda milanese Movopack con un sistema di imballaggi riutilizzabili fino a venti volte, progettati per i brand dell’e-commerce, del retail e del B2B. Nella sezione ‘educazione, formazione e cambiamento culturale’ ha vinto la Regione Emilia-Romagna, con un percorso formativo strutturato e accessibile che rafforza la capacità di enti pubblici e operatori economici di applicare i Criteri Ambientali Minimi, promuovendo pratiche di acquisto sostenibile. Per la categoria ‘comunicazione della circolarità e trasparenza’ è stata premiata l’azienda marchigiana Matrec con un software che consente di misurare e monitorare la circolarità di materiali, prodotti e servizi. In tema di ‘innovazione sociale, inclusione e impatto sulla comunità’ il riconoscimento è andato alla rete Let’s Do It! Italy, che in provincia di Napoli ha sviluppato un modello territoriale innovativo capace di integrare educazione ambientale, cittadinanza attiva ed economia circolare, contribuendo alla riduzione dei rifiuti e al miglioramento degli spazi pubblici. Infine, per la categoria ‘rigenerazione territoriale, natura e sistemi locali’ è stata premiata l’azienda pugliese Tondo per la piattaforma che ha messo in rete numerose realtà attive nell’economia circolare della provincia di Taranto e accelerato nove startup e progetti innovativi. Menzioni speciali sono state assegnate all’azienda Rinnovative per il riciclo di un materiale derivato del legno molto diffuso; al Mercatino del riuso, uno spazio dedicato a dare nuova vita agli oggetti, riducendo sprechi ed emissioni; ai centri del riuso della Regione Emilia-Romagna, una rete che trasforma il riuso in un valore concreto per l’ambiente e le comunità; alla diagnostica molecolare avanzata e integrata per la prevenzione sanitaria e ambientale sviluppata dallo spin-off Aida dell’Università di Catania. Infine, la menzione speciale in ‘Comunicazione della circolarità e trasparenza’, con premio conferito da EconomiaCircolare.com, è stata assegnata alla buona pratica ‘Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti’, coordinata in Italia dall’Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale (Aica). “Enea svolge un ruolo di primo piano nello sviluppo della piattaforma Icesp, l’hub nazionale della Piattaforma Europea per l’Economia Circolare, con una presenza attiva in tutti i suoi ambiti tematici e nei principali tavoli istituzionali nazionali ed europei su economia circolare, ecodesign e materie prime critiche, nonché in forum e iniziative strategiche a supporto delle politiche di sostenibilità", commenta la presidente di Enea Francesca Mariotti. “Le buone pratiche sono fondamentali per capire come i principi dell’economia circolare possano tradursi in soluzioni concrete nei diversi settori produttivi e nei territori, contribuendo alla riduzione degli impatti ambientali, a un uso più efficiente delle risorse e allo sviluppo di modelli economici più sostenibili", dichiara il presidente del Cetma e della Piattaforma Icesp Roberto Morabito.

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