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(Adnkronos) - Bob Weir, cofondatore dei Grateful Dead, chitarrista ritmico tra i più originali della storia del rock e custode di un'idea di musica come esperienza collettiva, è morto all'età di 78 anni. A darne notizia è stata la famiglia con un messaggio pubblicato su Instagram: Weir si è spento serenamente, circondato dall'affetto dei suoi cari, dopo aver combattuto il cancro con la determinazione che lo ha sempre contraddistinto. La causa del decesso sono state complicazioni legate a problemi polmonari. "Bobby sarà per sempre una forza guida", hanno scritto i familiari. "La sua arte unica ha rimodellato la musica americana. Il suo lavoro non riempiva solo le sale di note, ma di luce: costruiva una comunità, un linguaggio, un senso di famiglia che generazioni di fan portano con sé". Un messaggio che restituisce l'essenza di Weir più di qualsiasi biografia: un musicista per il quale il palco era un luogo di condivisione, non di esibizione. Nato a San Francisco, in California, il 16 ottobre 1947, adottato da una famiglia della Bay Area e segnato fin da giovane da una dislessia mai diagnosticata, Weir trovò nella chitarra una via di fuga e di espressione. L'incontro decisivo avvenne la notte di Capodanno del 1963, quando, ancora adolescente, incrociò Jerry Garcia in un negozio di strumenti a Palo Alto. Da quella jam improvvisata nacque un sodalizio destinato a cambiare la storia della musica rock. Nel 1965, con Garcia, Ron 'Pigpen' McKernan, Phil Lesh e Bill Kreutzmann, Weir fondò i Grateful Dead. La band, partita da radici folk e blues, si trasformò rapidamente in un laboratorio sonoro in cui rock psichedelico, improvvisazione jazz e narrazione americana si fondevano in concerti spesso irripetibili. Weir ne fu l'architetto: il suo stile ritmico, fatto di accordi spezzati, controtempi e soluzioni armoniche inusuali, creava lo spazio in cui Garcia poteva muoversi liberamente. Autore e voce principale di molti brani simbolo del repertorio dei Grateful Dead, Weir firmò canzoni diventate veri e propri rituali dal vivo: Sugar Magnolia, con il suo inno solare alla libertà; Playing in the Band, che nei concerti poteva dilatarsi fino a superare i quaranta minuti; The Other One, cuore oscuro e sperimentale della band; Cassidy, dedicata al figlio dello scrittore Beat Neal Cassady; Throwing Stones, tra i brani più esplicitamente politici del gruppo. Ogni canzone era un punto di partenza, mai una destinazione. Dopo la morte improvvisa di Jerry Garcia nel 1995, Weir affrontò quello che lui stesso definì un vuoto esistenziale. Ma, come ricordò il regista Mike Fleiss, "l'unico modo che conosceva per sopravvivere era continuare a suonare". Da allora portò avanti l'eredità dei Grateful Dead con numerosi progetti: Rat Dog, The Other Ones, The Dead, Furthur e infine Dead & Company, dimostrando che quel repertorio non apparteneva al passato, ma continuava a evolversi. Nel 2011 fondò i TRI Studios a San Rafael, definendoli "il parco giochi definitivo per un musicista": uno spazio aperto alla sperimentazione, frequentato da artisti di mondi diversi, dai Phish ai Vampire Weekend. Anche visivamente, Weir incarnava una continuità fuori dal tempo: capelli lunghi ormai argentati, barba folta, pantaloncini sul palco, indifferente alle mode e al culto della celebrità. La famiglia, nel saluto finale, ha voluto sottolineare la dimensione quasi spirituale del suo lascito: "Non c'è un vero sipario finale. Solo la sensazione che qualcuno stia ripartendo per un altro viaggio. Bobby parlava spesso di un’eredità di trecento anni, determinato a far sì che questo repertorio sopravvivesse ben oltre lui". Bob Weir non temeva la morte. In una delle sue ultime interviste aveva dichiarato: "La considero l'ultima e migliore ricompensa per una vita ben vissuta". A giudicare dalla comunità che ha costruito e dalle canzoni che continuano a essere suonate, quella ricompensa è già diventata memoria collettiva. (di Paolo Martini)
(Adnkronos) - “Rispetto al passato quando non si aveva contezza dei futuri aumenti (2016-2018) dopo il blocco decennale del contratto, oggi firmiamo perché abbiamo la certezza che recupereremo entro il 2030 l'inflazione schizzata nell'ultimo triennio post Covid e guerra Ucraina : certamente, con la parte pubblica ci siamo impegnati a portare a termine entro la fine del 2026 la parte economica anche del ccnl 2025-2027, così da fare avere, a partire da inizio 2027, per la prima volta prima della scadenza del contatto, almeno ulteriori 160 euro in media mensili di aumento al lordo della ultima indennità di vacanza contrattuale, che sommati a quelli definiti oggi porterebbero gli aumenti a 300 euro medi lordi nell’arco di circa 12 mesi”. Così Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal oggi presente all’Aran, commenta la firma del contratto collettivo nazionale di lavoro 2022-24. (VIDEO) “Per il prossimo contratto - continua Pacifico - siamo disponibili a trattare, ma ci aspettiamo fin da subito il riconoscimento del buono pasto e con la prossima legge di bilancio, risorse aggiuntive dedicate al solo personale scolastico, che deve assolutamente recuperare il ritardo stipendiale rispetto alla media della pubblica amministrazione, a partire dalle Funzioni centrali, rispetto alle quali oggi esiste un gap di ben 10 mila euro annue, che fa pensare molto considerando che 25 anni fa guadagnavano in media addirittura 1.000 euro in meno”. “Ma - avverte - con il prossimo rinnovo triennale vorremmo anche arrivare al riconoscimento del burnout, del riscatto agevolato della laurea, della parità di trattamento del personale precario rispetto a quello di ruolo, del ripristino del primo gradino stipendiale, delle immissioni in ruolo e dei trasferimenti su tutti i posti vacanti, della mobilità intercompartimentale e, non certo per ultimo, del doppio canale di reclutamento che permetterebbe l’immissione in ruolo di tantissimi precari oggi ancora al palo senza dimenticare la valorizzazione delle figure di sistema e degli ex dsga”. Il sindacato Anief ricorda che "per il ccnl 2022-2024, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha stanziato 240 milioni di euro aggiuntivi per finanziare un bonus 'una tantum' destinato a docenti e Ata: secondo i dati diffusi dall’Aran, gli arretrati spettanti al personale ammontano a 1.948 euro medi lordi per i docenti e 1.427 euro medi lordi per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, ai quali si aggiungono circa 585 euro per i docenti e 455 euro per gli Ata derivanti dall’anticipo di parte delle risorse del triennio successivo. Inoltre è notizia di queste ore che da gennaio potrebbe essere garantito la copertura della assicurazione sanitaria, welfare fortemente caldeggiato dal sindacato Anief". "Il prossimo ccnl 2025-2027 - sottolinea - porterà ulteriori incrementi retributivi per il personale scolastico. Se le parti riuscissero a firmare anche quell’accordo entro un anno, a partire dal 1° gennaio 2026 sono previsti incrementi medi mensili stimati di circa 245 euro per i docenti e 179 euro per il personale Ata, che saliranno a 293 euro e 214 euro dal 1° gennaio 2027. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha dichiarato che 'è un risultato storico: per la prima volta nella scuola italiana garantiamo continuità contrattuale e ci sono tutte le premesse per chiudere il più presto possibile anche quello del triennio 2025-2027'. L’accordo prevede anche il rafforzamento delle materie oggetto di relazioni sindacali e l’incremento delle risorse destinate al Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, pari a 93,7 milioni di euro per il personale docente e 19,1 milioni di euro per il personale Ata. Gli incrementi complessivi lordi mensili a regime, sommando i due trienni contrattuali, porterebbero fino a 416 euro agli insegnanti e 303 euro al personale amministrativo, tecnico e ausiliario".
(Adnkronos) - La consegna degli attestati 2025 del Premio Gallura, assegnati dalla giuria a Loiri il 6 aprile, si è svolta sabato scorso a bordo della nave Moby Fantasy, il traghetto più grande ed ecologicamente sostenibile del Mediterraneo insieme alla gemella Moby Legacy. La consegna dei premi è stata preceduta da alcuni interventi sul Premio Gallura che, oltre ad aver svolto un ruolo sociale in tutti questi anni, ha stimolato la nascita di numerose aziende; ultime due in ordine di tempo la Cantina Gian Mario Uggias di Olbia e la Cantina Tonino Cosseddu di Benetutti, che ha fatto il suo esordio proprio in questa occasione. Ha aperto il convegno Giuliano Lenzini e il suo intervento è stato seguito da quelli del responsabile commerciale di Moby Alessandro Onorato, del sindaco di Loiri Porto San Paolo Francesco Lai, del consigliere regionale Angelo Cocciu, del dirigente Moby Pierre Canu, del comandante della Moby Fantasy, di Fabio Fiori, presidente albergatori Olbia, e di Nicola Pandolfi in rappresentanza dell'A.I.S. regionale e della sezione Gallura. Presenti anche Li Femini di Gaddura e il circolo gallurese Veicoli d'Epoca di Olbia. Una targa è stata consegnata alla cantina Alba di Ossi, che ha iniziato l'attività proprio dopo aver partecipato al Premio Gallura, per il suo Cagnulari che quest'anno ha ricevuto numerosi riconoscimenti e inoltre produce un formato speciale “Rombo di Tuono”, un vino nato dall'incontro tra Bastiano e Gigi Riva, che ha voluto ricordare, con molta emozione. Il Premio Gallura di cui è stato insignito Vincenzo Onorato, armatore di Moby, è stato ritirato dal figlio Alessandro, responsabile commerciale della compagnia. La motivazione del riconoscimento è parte dei ricordi di Giuliano Lenzini, che rappresentano un pezzo di storia della Sardegna: “La prima nave su cui sono salito nel 1962 si chiamava 'Città di Napoli' e insieme alla gemella 'Città di Nuoro', collegava Olbia a Civitavecchia e poteva trasportare 1200 passeggeri e 32 auto e aveva 182 cabine. In quel momento storico, nonostante la riforma agraria fortemente voluta dal ministro e poi presidente della Repubblica Antonio Segni, che mise la prima pietra alla cantina del Vermentino di Monti, la Sardegna viveva un momento molto difficile, e solo con l'arrivo dell'Aga Khan e la nascita della Costa Smeralda è cominciata una rinascita che riflette l'attuale sviluppo economico dell'isola legato al turismo”. Continua Lenzini: “Da qui l'esigenza degli armatori di modernizzare i mezzi di trasporto da e per la Sardegna. Con il varo delle navi gemelle Moby Legacy e Moby Fantasy, i due più grandi traghetti del Mediterraneo, con 441 cabine e la possibilità di trasportare 2370 passeggeri e 1300 auto, la Moby raggiunge un primato che insieme alla modernità dei servizi permette di viaggiare in maniera piacevole”.