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Tregua Iran-Usa e caro carburanti, per il calo dei prezzi bisognerà aspettare

(Adnkronos) - Se i mercati tirano un sospiro di sollievo per la tregua di due settimane raggiunta tra Iran e Stati Uniti, i consumatori dovranno aspettare ancora un bel po' per ritrovarne gli effetti alla pompa, sui prezzi dei carburanti. Con una dinamica che lascia ...

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Startmeup Aps, 1° Fondo cultura d'impresa per educazione imprenditoriale

(Adnkronos) - Startmeup Aps annuncia ufficialmente il lancio del Fondo cultura d'impresa, il primo fondo pensato per costruire una generazione di studenti capaci di leggere, progettare e abitare il mondo dell'impresa: una risposta concreta a un sistema scolastico che ancora ...

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E.On apre nuovo punto vendita ad Asti, gruppo rafforza vicinanza a clienti e territorio

(Adnkronos) - “In un contesto energetico segnato da incertezze e dalla crescente attenzione alla gestione consapevole dei consumi, E.On, tra i principali operatori del settore in Italia, rafforza la propria presenza sul territorio con l’apertura di un nuovo ...

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Tregua Iran-Usa e caro carburanti, per il calo dei prezzi bisognerà aspettare

(Adnkronos) - Se i mercati tirano un sospiro di sollievo per la tregua di due settimane raggiunta tra Iran e Stati Uniti, i consumatori dovranno aspettare ancora un bel po' per ritrovarne gli effetti alla pompa, sui prezzi dei carburanti. Con una dinamica che lascia sempre perplessi gli automobilisti, infatti, i listini di benzina e gasolio saliti così in fretta allo scoppio della crisi (al punto da costringere il governo a varare - e prolungare - un taglio delle accise) impiegheranno molto più tempo, nella migliore delle ipotesi, per ridiscendere a prezzi 'umani'. Tecnicamente si chiama 'effetto rockets and feathers', ovvero con un aumento da 'razzi' (rapidissimi in salita) e discese da 'piume' (che veleggiano lentamente verso il basso). Prima della crisi - mediamente - la benzina si aggirava intorno a 1,65 euro il litro e il gasolio a 1,75. Oggi, secondo i dati Mimit, la prima sfiora 1,79 euro mentre il gasolio è a un passo da quota 2,18 (con molte pompe su livelli assai più elevati). La percentuale di ribasso che i consumatori si attendono è fra il 10 e il 15% (quindi con benefici fra i 100 e i 150 euro l'anno per ogni 1000 euro spesi in carburante): non poco, sia per i bilanci delle famiglie che per i costi delle imprese. Come ha ricordato Carlo Cottarelli peraltro - nonostante il repentino rincaro, fino a oltre 110 dollari al barile per il petrolio e 65 euro al megawattora per il gas - i prezzi si sono mantenuti ancora moderati in una prospettiva storica: nel 2008 il prezzo del greggio raggiunse i 150 dollari al barile, che, corretti per l’inflazione, significano 226 dollari di oggi, e nel 2022 il gas raggiunse i 320 euro al megawattora che, sempre corretti per l’inflazione, equivalgono a 355 euro di oggi. Una analisi del 'Corriere della sera' su dati dal 2018 in poi ha mostrato come quando il greggio sale il prezzo della benzina ha un andamento in crescita quasi quattro volte più veloce di quello che si registra nelle fasi di discesa. I fattori da tenere presente sono molti: i rialzi verticali sono stati causati dalle preoccupazioni di distributori e le compagnie petrolifere che hanno comprato a prezzi più bassi ma temendo di dover spendere molto di più in futuro. Di qui un 'anticipo' sui costi futuri, a spese ovviamente dei consumatori. Certo, al momento le quotazioni (che sono sulle forniture future, ricordiamo) sono in rapido calo, ma non ci sono certezze su quanto accadrà nelle prossime settimane. Peraltro non è ancora chiaro quanto e come la possibile imposizione di pedaggi da parte di Iran e Oman sui prodotti in transito per lo stretto di Hormuz avrà un impatto sui costi energetici finali. Come abbiamo imparato, peraltro, non si tratta di quantitativi trascurabili. Oggi la Commissione Europea ha ricordato come dallo stretto di Hormuz normalmente transita l'8,5% del gas naturale liquefatto (Gnl) importato complessivamente dall'Unione europea, il 7% circa di petrolio greggio e raffinati, e il 40% di diesel e carburanti per l'aviazione. Il blocco già visto in queste settimane deve ancora dispiegare appieno i suoi effetti, ma - come ha aggiunto la Commissione - "quello che possiamo già prevedere è che la crisi non sarà di breve durata", anche nel migliore degli scenari. In questo contesto percio' nessuno degli operatori se la sente di ribassi alla cieca. Sull'andamento dei prezzi è importante il ruolo delle scorte stoccate nelle raffinerie. Si tratta di quantità che coprono più o meno due settimane di consumi (così da avere il tempo di adeguarsi in caso di crisi) e che vengono rilasciate progressivamente sul mercato. E' evidente che - pur con un calo verticale delle quotazioni del barile - nessun operatore è disposto a immettere carburanti ottenuti da greggio comprato a prezzi assai più elevati. Servono pertanto diverse settimane perché alla pompa arrivino prodotti acquistati alle 'nuove' quotazioni. E' una asimmetria che va a sfavore degli automobilisti e appesantisce gli effetti delle dinamiche del greggio sull'inflazione, con ricadute quindi su tutti i consumatori. Una nota positiva - tuttavia - potrebbe arrivare dalla concorrenza reciproca: venute meno le tensioni geopolitiche, sarebbero soprattutto le politiche commerciali dei singoli gestori a fare la differenza. Per capirci, avendo sufficienti 'rassicurazioni' sulla stabilità dei listini, un singolo operatore potrebbe essere tentato di giocare d'anticipo sui ribassi, tagliando i listini. A quel punto, gli automobilisti - che hanno a disposizione diversi metodi per tenere d'occhio i prezzi dei carburanti nella propria zona - potrebbero facilmente riversarsi sul distributore più conveniente. Le file sarebbero assicurate, ma anche il risparmio. E questo inevitabilmente spingerebbe gli altri operatori a non farsi tagliare fuori, ribassando i listini a loro volta. Un circolo virtuoso, si spera, per lasciarsi alle spalle gli extra-costi di una crisi che in Europa nessuno voleva.

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Startmeup Aps, 1° Fondo cultura d'impresa per educazione imprenditoriale

(Adnkronos) - Startmeup Aps annuncia ufficialmente il lancio del Fondo cultura d'impresa, il primo fondo pensato per costruire una generazione di studenti capaci di leggere, progettare e abitare il mondo dell'impresa: una risposta concreta a un sistema scolastico che ancora fatica a preparare i giovani alle sfide del lavoro e dell'innovazione. Il Fondo nasce dalla visione di GianMarco Ingafù Del Monaco, presidente di Startmeup Aps, che da anni lavora per costruire un'infrastruttura educativa capace di portare cultura d'impresa nelle aule italiane con metodo, continuità e indipendenza pedagogica. E' lo strumento attraverso cui privati, imprese, fondazioni e istituzioni potranno sostenere l'educazione imprenditoriale e civica nelle scuole secondarie italiane, nel pieno rispetto dell'autonomia didattica e dell'indipendenza dei contenuti formativi. L’idea nasce da una convinzione precisa: chi sostiene la formazione non deve poter orientare ciò che viene insegnato. E' una distinzione che sembra ovvia, ma che raramente trova forma contrattuale e strutturale nella realtà italiana. Proprio per questo, il Fondo cultura d'Impresa la garantisce per costruzione, non per dichiarazione. Startmeup Aps è oggi presente in cinque regioni italiane - Lazio, Lombardia, Campania, Sicilia e Marche - con un programma triennale di educazione imprenditoriale e civica rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Il percorso è strutturato su tre anni: fondamenti e metodo nel terzo anno, pianificazione e gestione di progetto nel quarto, sintesi, leadership e orientamento nel quinto. Il programma è erogato attraverso un videocorso asincrono, strumento standard progettato per docenti e studenti, certificabile ai fini delle attività di Formazione e sviluppo delle competenze, allineato al Sillabo Miur per l'Educazione imprenditoriale e ai framework europei Entrecomp e Digcomp. I docenti accedono al percorso senza oneri: la centralità della figura insegnante è un principio non negoziabile del modello Startmeup. Ad oggi Startmeup in meno di due anni ha raggiunto oltre 4.000 studenti in tutta Italia, coinvolto più di 15 università e attivato percorsi in decine di scuole secondarie distribuite in diverse regioni. Il Fondo Cultura d’Impresa nasce con tre obiettivi chiari e misurabili. Il primo è la continuità programmatica: garantire stabilità ai percorsi formativi avviati nelle scuole, evitando interruzioni legate alla mancanza di risorse e assicurando una copertura pluriennale agli istituti coinvolti. Il secondo è l’equità territoriale: estendere l’accesso alla formazione imprenditoriale anche alle aree più distanti dai principali hub dell’innovazione, dove il divario tra sistema scolastico e mondo del lavoro è più marcato e difficilmente colmabile con strumenti ordinari. Infine, il Fondo punta su qualità e aggiornamento dei contenuti: investire in ricerca e nello sviluppo di nuovi moduli didattici, mantenendo un allineamento costante con i framework europei, affinché le competenze trasmesse siano coerenti con le esigenze attuali del mercato e dell’ecosistema dell’innovazione, non con quelle di ieri. "In Italia continuiamo a formare studenti per un mondo che non esiste più. Non è colpa degli insegnanti, non è colpa delle scuole: è un problema di infrastruttura. Il Fondo Cultura d'Impresa nasce per costruire quella infrastruttura, con metodo, con risorse vere e con una garanzia precisa: nessuno che finanzia potrà mai decidere cosa si insegna. Abbiamo visto troppi programmi educativi trasformarsi in strumenti di comunicazione aziendale. Il nostro modello esiste per evitare esattamente questo. Le imprese che scelgono di aderire al Fondo non stanno comprando visibilità: stanno investendo nel capitale umano del Paese. E' un atto di responsabilità, prima ancora che di interesse”, conclude GianMarco Ingafù Del Monaco, presidente di Startmeup Aps. Le aziende che aderiscono non acquistano spazio in aula né visibilità nei contenuti didattici: il loro contributo si traduce direttamente in ore di formazione erogate, studenti raggiunti, docenti supportati. Dal punto di vista fiscale, le erogazioni al Fondo sono strutturate come sponsorizzazioni ai sensi dell'art. 108 del TUIR, strumento preferibile per le imprese che non beneficiano ancora delle deduzioni previste dall'art. 83 del Codice del Terzo Settore.

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E.On apre nuovo punto vendita ad Asti, gruppo rafforza vicinanza a clienti e territorio

(Adnkronos) - “In un contesto energetico segnato da incertezze e dalla crescente attenzione alla gestione consapevole dei consumi, E.On, tra i principali operatori del settore in Italia, rafforza la propria presenza sul territorio con l’apertura di un nuovo punto vendita ad Asti, con l’obiettivo di essere sempre più vicina a clienti e comunità locali, offrendo supporto concreto nella scelta delle soluzioni più adatte”. Così in una nota E.On. “Il nuovo punto vendita - prosegue E.On - nasce per offrire assistenza diretta e consulenza personalizzata, accompagnando famiglie e imprese verso scelte energetiche più sostenibili, efficienti e orientate al risparmio”. Qui i clienti, spiega E.On, “possono ricevere informazioni e assistenza su un’ampia gamma di soluzioni: dalle offerte luce e gas agli impianti fotovoltaici su misura, fino ai servizi per il riscaldamento e il raffrescamento e alle proposte dedicate alla ricarica dei veicoli elettrici”. In collaborazione con il partner Nordcom, E.On “consolida così il proprio impegno nel fornire un servizio sempre più capillare e di qualità”. Lo spazio è stato inaugurato venerdì 27 marzo alla presenza di rappresentanti istituzionali del Comune di Asti, “a testimonianza del rapporto di collaborazione e dialogo che l’azienda intende rafforzare con il territorio. In questa occasione, è stata illustrata la guida pratica alla bolletta, uno strumento gratuito pensato per semplificare la comprensione dei consumi e dei costi, aiutando i cittadini a orientarsi nelle modalità di lettura e gestione della bolletta”, sottolinea E.On. “E.On crede nel valore dei punti di contatto fisici come luoghi di ascolto e relazione con i clienti, dove è possibile ricevere supporto nella comprensione dei propri consumi energetici e delle soluzioni offerte. Oltre al punto di piazza San Secondo, aperto dal lunedì a venerdì dalle 08:30 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 17:00, i clienti possono contare su diversi canali di contatto offerti da E.On: il call center, l’area riservata sul sito e l'app E.On. Quest’ultima consente non solo di gestire contratti, leggere bollette, effettuare pagamenti e inviare autoletture, ma anche di monitorare i propri consumi in modo semplice, permettendo agli utenti di avere maggiore consapevolezza e controllo delle proprie abitudini energetiche”, precisa E.On. “Con l’apertura del nuovo punto di Asti rafforziamo la nostra vicinanza ai cittadini e al territorio, offrendo un supporto diretto e soluzioni concrete per accompagnare famiglie e imprese verso scelte energetiche più sostenibili ed efficienti, con particolare attenzione al risparmio sui consumi e sulla spesa energetica. Questa inaugurazione rappresenta un passo importante nel nostro percorso di ascolto, dialogo e presenza attiva nelle comunità locali” spiega Annette Peters, chief commercial officer e board member di E.On Italia. “Da sempre vicina ai propri clienti, con questa nuova apertura, E.On conferma il proprio impegno nel promuovere un uso più consapevole dell’energia, supportando cittadini e imprese nel migliorare l’efficienza dei consumi, ridurre la spesa energetica e contribuire attivamente alla transizione energetica”, conclude.

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