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Iran, Trump valuta tre opzioni: da diplomazia a caduta regime, gli scenari

(Adnkronos) - Dopo aver ordinato il più grande rafforzamento militare americano in Medio Oriente dai tempi della guerra in Iraq, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, deve decidersi come muoversi sull'Iran. Lo evidenzia la Cnn, spiegando che le opzioni sul tavolo ...

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Parità di genere, Iannicelli: "Non possiamo permetterci di lasciare talenti inespressi"

(Adnkronos) - Il tema della parità di genere non riguarda solo "aspetti di equità sociale e politica ma anche la competitività del Paese. In un contesto che cambia radicalmente e che ci spinge verso una forte competizione - penso alla transizione digitale, a ...

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Rifiuti, Piunti (Conou): "Portiamo avanti la sfida della qualità"

(Adnkronos) - Qualità, lotta all’evasione e sensibilizzazione sui temi dell’economia circolare. Queste le prossime sfide su cui si concentra il Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. L’economia circolare dell’olio usato ...

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Iran, Trump valuta tre opzioni: da diplomazia a caduta regime, gli scenari

(Adnkronos) - Dopo aver ordinato il più grande rafforzamento militare americano in Medio Oriente dai tempi della guerra in Iraq, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, deve decidersi come muoversi sull'Iran. Lo evidenzia la Cnn, spiegando che le opzioni sul tavolo sono tre e tutte ben delineate: lasciare spazio alla diplomazia, ordinare un attacco limitato oppure lanciare un'operazione su larga scala per tentare di rovesciare il regime. Secondo l'emittente, Trump potrebbe scegliere di non ordinare alcuna azione militare, confidando che la presenza di due portaerei, decine di navi da guerra al largo delle coste iraniane e di un centinaio di caccia convinca Teheran a stringere un accordo. In alternativa, potrebbe autorizzare raid mirati contro siti militari, installazioni legate al programma nucleare o strutture dei Guardiani della Rivoluzione, per costringere l'Iran ad abbandonare ogni capacità di costruire armi atomiche. L'opzione più radicale sarebbe un attacco su larga scala mirato a far cadere la Repubblica islamica, anche se resta l'incognita sul dopo: l'Amministrazione non avrebbe un quadro chiaro su chi potrebbe sostituire l'attuale leadership né garanzie che un'operazione massiccia porterebbe alla caduta del regime. Resta incerto anche se un attacco convincerebbe Teheran a negoziare o rafforzerebbe la sua determinazione a resistere. Funzionari regionali ritengono che l'Iran difficilmente tornerebbe al tavolo dopo un raid, qualunque sia la sua portata. Un attacco comporterebbe inoltre il rischio di ritorsioni contro obiettivi americani in Medio Oriente, eventualità più volte segnalata a Trump nei briefing delle ultime settimane. Secondo la Cnn, non è chiaro anche cosa il capo della Casa Bianca voglia ottenere esattamente, perché stia valutando un'azione proprio ora e su quali basi legali potrebbe fondarsi per lanciare un secondo attacco contro l'Iran in otto mesi. Intanto resta fissato per giovedì a Ginevra un nuovo round di colloqui tra le parti. "Tutto ciò che è stato scritto su una potenziale guerra con l'Iran è stato scritto in modo errato, e intenzionalmente. Sono io a prendere le decisioni, preferirei raggiungere un accordo piuttosto che non farlo, ma se non raggiungeremo un accordo, sarà un giorno molto brutto per quel Paese e, purtroppo, per la sua gente, perché sono persone fantastiche e meravigliose, e una cosa del genere non avrebbe mai dovuto accadere loro", ha scritto Trump ieri su Truth Social, rinnovando la richiesta a Teheran di scegliere l'opzione diplomatica. Le parti hanno però linee rosse apparentemente inconciliabili: Trump chiede che all'Iran non sia consentito arricchire uranio, mentre Teheran rivendica questo diritto. L'esercito degli Stati Uniti ha rafforzato la sua presenza nei pressi dell'Iran e ha trasferito oltre 150 velivoli in basi in Europa e Medio Oriente dalla fine del secondo round di colloqui tra Washington e Teheran, conclusosi senza una svolta il 17 febbraio. Lo riporta il Washington Post facendo riferimento ai dati di tracciamento dei voli disponibili al pubblico e delle immagini satellitari esaminate. Nonostante l'imponente schieramento di forze militari nella regione, tra cui due portaerei, Israele ritiene che gli Stati Uniti abbiano la capacità di sostenere solo quattro o cinque giorni di intenso attacco aereo contro l'Iran. Lo ha detto un funzionario dell'intelligence israeliana al Financial Times, aggiungendo che le forze americane potrebbero proseguire con attacchi di minore intensità per una settimana. Intanto le forze dei Guardiani della Rivoluzione stanno conducendo delle esercitazioni su larga scala nel sud dell'Iran. Lo ha riferito la tv di Stato di Teheran. Le nuove esercitazioni, che "si concentrano sulle coste meridionali e sulle isole", includono l'impiego di missili, artiglieria, droni, forze speciali e veicoli blindati, ha riferito l'emittente, precisando che manovre militari analoghe si stanno svolgendo anche in altre aree del Paese.

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Parità di genere, Iannicelli: "Non possiamo permetterci di lasciare talenti inespressi"

(Adnkronos) - Il tema della parità di genere non riguarda solo "aspetti di equità sociale e politica ma anche la competitività del Paese. In un contesto che cambia radicalmente e che ci spinge verso una forte competizione - penso alla transizione digitale, a quella ambientale ma anche a quella geopolitica - avere talenti che non riescono a esprimere il proprio potenziale, anche dal punto di vista professionale, è un limite". Sono le parole di Carmelo Iannicelli, consigliere tesoriere dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano, partecipando all’evento 'Progetto Donna', promosso dall’Ordine professionale provinciale a Palazzo Isimbardi e dedicato al tema dell’equità di genere nelle professioni tecniche e scientifiche e al rafforzamento della presenza femminile nei ruoli tecnici e decisionali. "Proprio per questo, oggi abbiamo deciso di improntare la giornata con un approccio diverso -spiega- da una parte abbiamo il tema dell’alleanza, con le istituzioni e le aziende che interverranno, dall’altra parte portiamo invece elementi di consapevolezza, grazie alle esperienze che ascolteremo. E infine, una parte di misurazione e strumenti. Chiudiamo la giornata con un intervento specifico sugli strumenti per migliorare e aumentare l’autoconsapevolezza", conclude.

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Rifiuti, Piunti (Conou): "Portiamo avanti la sfida della qualità"

(Adnkronos) - Qualità, lotta all’evasione e sensibilizzazione sui temi dell’economia circolare. Queste le prossime sfide su cui si concentra il Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. L’economia circolare dell’olio usato in Italia funziona ma il Conou, che la gestisce, continua a guardare al futuro. “La battaglia della qualità è fondamentale: controllo dell'olio in ingresso, attraverso la verifica del rispetto di tutti parametri previsti (oggetto di interesse di altri Paesi perché è un sistema che copre tutti gli aspetti dei possibili inquinanti), e qualità in uscita. Le nostre basi rigenerate devono continuare ad essere allo stesso livello delle basi vergini, assolutamente intercambiabili. Se non c'è dietro uno standard tecnico dettagliato, la rigenerazione non significa niente”, spiega all’Adnkronos il presidente del Conou Riccardo Piunti. Guardando alla normativa europea, “oggi c’è un tema molto specifico che riguarda i regolamenti di controllo degli inquinanti persistenti. Nella filiera degli oli minerali abbiamo un inquinante, il Pcb, che, se rinvenuto al di sopra di una certa soglia, manda l'olio che lo contiene a distruzione. Ne troviamo molto poco dal momento che non si produce più da 40 anni e che si trova ormai solo nei piccoli trasformatori. Oggi, però, l'Europa sta cercando di inserire nel regolamento un limite molto più basso di quello attuale e noi ci stiamo battendo perché questo sia compatibile con il funzionamento della nostra filiera, magari attraverso una riduzione progressiva di tale soglia”. “L'altra sfida è il controllo dell'evasione del contributo ambientale, attraverso il quale vengono finanziate le nostre attività di raccolta e di rigenerazione: è fondamentale, quindi, che non ci sia evasione contributiva”, avverte Piunti. C’è poi il tema della comunicazione. “Noi vogliamo - sottolinea - che il modello consortile del Conou e, in generale, il modello consortile italiano per i rifiuti, sia conosciuto perché ci sono degli elementi che possono aiutare la realizzazione dell'economia circolare in tutti i Paesi, sia quelli più avanzati, come quelli europei, dove magari questo modello non è applicato allo stesso modo o non c'è, sia i Paesi più arretrati che devono mettere insieme un sistema per la raccolta dei rifiuti e in particolare dell'olio minerale usato”. C’è poi un aspetto sul quale si concentra l’attenzione del Consorzio. “Il sistema della raccolta nasce negli anni ‘50 con aziende di natura familiare: all'inizio erano veramente imprese piccole, c'era un signore con un motocarro e due fusti dietro che andava a raccogliere l'olio dai meccanici. Adesso le nostre 58 imprese sono aziende con depositi, autobotti, autisti, strumentazioni, ecc…. Però il sistema di impresa familiare, come accade da noi e come è accaduto anche in tanti altri settori dell'imprenditoria italiana, arrivata la terza generazione, comincia ad avere qualche problema. Quindi noi ci stiamo preoccupando di capire quale sarà il futuro di queste imprese familiari, come evolveranno. C'è una mutazione in corso e noi vorremmo accompagnarla: la crisi dell'impresa familiare della terza generazione è un tema che non si può trascurare”, conclude Piunti.

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