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Brambilla di Carpiano (Italia-Iran): "Intervento militare contro il regime. Pahlavi democratico, nessun rischio Savak"

(Adnkronos) - "Siamo in mobilitazione permanente perché ce lo chiede la comunità degli iraniani in Italia: in Iran non è in corso una protesta, ma una rivoluzione nazionale". Lo dice all’AdnKronos Mariofilippo Brambilla di ...

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A Nhrg riconoscimento 'Campioni della crescita 2026'

(Adnkronos) - Nhrg ha chiuso il 2025 con una crescita solida e diffusa, registrando un rafforzamento significativo in termini di fatturato, clienti, occupazione e riconoscimenti. Nell’anno appena concluso Nhrg ha ottenuto, infatti, la certificazione Happyindex®atwork per il secondo anno ...

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Antartide, inaugurato l'archivio del ghiaccio per conservare la storia del clima

(Adnkronos) - Dalle Alpi al plateau antartico per conservare la storia del clima. E' stato inaugurato l'Ice Memory Sanctuary, l'infrastruttura scavata sotto strati compatti di neve dove sono state trasferite le due carote di ghiaccio alpino estratte dal Monte Bianco ...

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Brambilla di Carpiano (Italia-Iran): "Intervento militare contro il regime. Pahlavi democratico, nessun rischio Savak"

(Adnkronos) - "Siamo in mobilitazione permanente perché ce lo chiede la comunità degli iraniani in Italia: in Iran non è in corso una protesta, ma una rivoluzione nazionale". Lo dice all’AdnKronos Mariofilippo Brambilla di Carpiano, membro del team del Principe Reza Pahlavi e presidente dell’Associazione Italia-Iran, commentando le nuove manifestazioni contro la Repubblica Islamica. Altra giornata di mobilitazione. Cosa chiedete adesso? "Noi siamo perennemente mobilitati perché ce lo chiede la comunità degli iraniani in Italia, che noi sosteniamo. La mobilitazione è permanente perché, anche se non trapelano più notizie dall’Iran – dato che il regime criminale della Repubblica Islamica ha chiuso internet – le strade sono ancora presidiate dai manifestanti. Le proteste sono in corso e non si tratta più di una semplice contestazione, ma di una vera e propria rivoluzione nazionale. Tutte e 31 le province iraniane sono insorte, milioni di persone sono scese in piazza nelle principali città e il numero delle vittime, che secondo le nostre fonti ha raggiunto cifre drammatiche in pochi giorni, è purtroppo in continua crescita". Auspicate un intervento militare degli Stati Uniti? "Noi auspichiamo un intervento della comunità internazionale e, nello specifico, degli Stati Uniti, contro gli apparati repressivi della Repubblica Islamica: i Basij, le caserme dei Pasdaran. Non parliamo di un intervento contro l’Iran o contro i civili, ma di un’azione mirata contro il regime e le sue strutture repressive. La nazione iraniana è una cosa, il regime che la tiene in ostaggio da 47 anni è un’altra. L’unica soluzione, in questo momento, è indebolire l’apparato militare repressivo del regime. Gli unici in grado di farlo sono gli Stati Uniti, con l’appoggio della comunità internazionale occidentale". Durante le manifestazioni si vedono molte bandiere con lo stemma dello Scià. Perché? "La nostra posizione riflette quella della maggioranza degli iraniani che sono scesi in piazza rischiando la vita, e in molti casi perdendola. I manifestanti hanno indicato chiaramente una figura di riferimento e una parola d’ordine che ha caratterizzato queste proteste: “Javid Shah”, lunga vita allo Scià. È uno slogan gridato in Iran, non imposto dall’esterno. Nonostante la crisi economica, la crisi climatica e i tanti problemi che affliggono il Paese, gli iraniani chiedono prima di tutto un cambio di regime, ancora prima del pane". L’alternativa sarebbe quindi Reza Pahlavi? "Sì. Reza Pahlavi è oggi il leader dell’opposizione maggiormente riconosciuto dagli iraniani, sia dentro che fuori dal Paese". Il regime dello Scià in passato non ha attuato repressioni. È una pagina chiusa? "Il paragone non regge. Sono passati quasi 50 anni e si tratta di due persone diverse. Mohammad Reza Pahlavi, il padre, è morto nel 1980. Suo figlio ha trascorso 47 anni come leader politico in esilio, formandosi nei principi della democrazia. Il suo progetto politico non riguarda la restaurazione della monarchia né l’imposizione di un sistema, ma la gestione di una transizione. La sua figura è unitaria e può tenere insieme il Paese durante una fase delicata". Quale sarebbe il percorso dopo la caduta del regime? "Una transizione democratica, seguita da una fase costituente, al termine della quale la scelta spetterà esclusivamente al popolo iraniano tramite un referendum. Se gli iraniani voteranno per una monarchia costituzionale, sarà una loro decisione. Se voteranno per una repubblica, sarà ugualmente rispettata. Reza Pahlavi ha sempre ribadito che favorirà qualsiasi scelta democratica". Non c’è il rischio di passare dai Pasdaran alla Savak (polizia politica del vecchio Scià)? "La Savak non esiste più. Il patto tra Reza Pahlavi e il popolo iraniano si fonda sul ripristino delle libertà civili. Un ritorno a forme di repressione di quel tipo non sarebbe pensabile". (di Andrea Persili)

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A Nhrg riconoscimento 'Campioni della crescita 2026'

(Adnkronos) - Nhrg ha chiuso il 2025 con una crescita solida e diffusa, registrando un rafforzamento significativo in termini di fatturato, clienti, occupazione e riconoscimenti. Nell’anno appena concluso Nhrg ha ottenuto, infatti, la certificazione Happyindex®atwork per il secondo anno consecutivo e il riconoscimento 'Campioni della crescita 2026'. Un percorso di sviluppo, quindi, accompagnato da una crescente consapevolezza del proprio ruolo nel mercato del lavoro, sempre più orientato a offrire soluzioni di valore, competenza consulenziale e continuità alle imprese partner e con un’attenzione speciale alla costruzione di un’azienda serena in cui si è felici di lavorare. Dai dati di Nhrg la logistica, con una crescita del 32%, si conferma come principale motore occupazionale, sostenuto dallo sviluppo dell’e-commerce, dai sistemi di distribuzione e dalla necessità di gestire picchi produttivi sempre più frequenti. Seguono il metalmeccanico con un +16,2% e il turismo–pubblici esercizi con un +14,4%, comparti che continuano a esprimere una domanda elevata di manodopera specializzata e flessibile. Infine, si registra un + 12,4% per i settori dei multiservizi e un +9,1% per commercio/retail. Nel complesso, il quadro restituisce l’immagine di un mercato polarizzato su comparti ad alta intensità di lavoro, nei quali la somministrazione si conferma uno strumento strategico per la gestione dei volumi, della stagionalità e delle competenze. “Le prospettive per il 2026 - dichiara Gianni Scaperrotta, ceo di Nhrg - confermano un trend di crescita costante dovuto anche alle aperture di tre nuove filiali a Bari, Firenze e Jesi, che rafforzano la nostra presenza territoriale e la capacità di risposta alle esigenze delle aziende clienti. A questo si affiancano investimenti continui nella totale digitalizzazione dei nostri processi, nella formazione interna, nello sviluppo delle competenze e nelle politiche di work-life balance, elementi centrali nella visione di Nhrg per costruire un’organizzazione solida, attrattiva e orientata al lungo periodo”.

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Antartide, inaugurato l'archivio del ghiaccio per conservare la storia del clima

(Adnkronos) - Dalle Alpi al plateau antartico per conservare la storia del clima. E' stato inaugurato l'Ice Memory Sanctuary, l'infrastruttura scavata sotto strati compatti di neve dove sono state trasferite le due carote di ghiaccio alpino estratte dal Monte Bianco (Col du Dôme, Francia) e dal Grand Combin (Svizzera). Contenenti la memoria dell'atmosfera del passato, le carote di ghiaccio sono ora conservate in sicurezza alla Stazione Concordia in una grotta nel ghiaccio progettata per preservare i campioni dei ghiacciai montani per le future generazioni di scienziate e scienziati. L'apertura in Antartide del primo archivio per la conservazione delle carote di ghiaccio - spiegano i partner fondatori di Ice Memory Foundation - segna un momento storico per il progetto Ice Memory, lanciato nel 2015 da Consiglio Nazionale delle Ricerche e Università a Ca' Foscari Venezia con Cnrs, Ird e Université Grenoble-Alpes (Francia) e Paul Scherrer Institute (Svizzera). Dopo un viaggio di più di 50 giorni a bordo della rompighiaccio Laura Bassi, salpata da Trieste, due preziosi campioni di ghiaccio provenienti da ghiacciai alpini in ritiro, prelevati con il supporto della Ice Memory Foundation, hanno raggiunto la Stazione italo-francese di Concordia, nel cuore dell'altopiano antartico. Avvenuto nell'ambito del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (Pnra), il trasporto è stato gestito dall'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs). Arrivate a destinazione, le carote di ghiaccio sono state archiviate nell'Ice Memory Sanctuary inaugurato oggi: una grotta ricavata nel ghiaccio e progettata appositamente per diventare un archivio naturale e permanente di campioni di ghiaccio. Anche qualora i ghiacciai dovessero scomparire, queste carote di ghiaccio rappresentano un'eredità per le generazioni future: costituiranno una risorsa a lungo termine per la ricerca scientifica e per i processi decisionali basati su evidenze scientifiche. Vere e proprie capsule del tempo, racchiudono l'atmosfera del passato che da oggi sarà protetta per i decenni e i secoli a venire. Le due carote di ghiaccio alpine sono state estratte dal Monte Bianco (Col du Dôme, Francia, 2016) e dal Grand Combin (Svizzera, 2025). I due campioni sono salpati a metà ottobre 2025 a bordo della nave rompighiaccio italiana Laura Bassi, nell'ambito della 41esima campagna del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra). Operato dall'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs), il carico di 1,7 tonnellate di ghiaccio è stato mantenuto a una temperatura costante di -20 °C / -4 °F per l'intera durata del viaggio. Ha attraversato il Mar Mediterraneo, l'Oceano Atlantico, il Pacifico, quindi l'Oceano Meridionale e il Mare di Ross prima di raggiungere la Stazione Mario Zucchelli il 7 dicembre 2025. Da qui, un volo speciale reso possibile dall'Enea nell'ambito del Pnra e operato senza riscaldamento nella stiva di carico per garantire l'integrità dei campioni a -20 °C, ha trasportato le carote di ghiaccio attraverso l'interno del continente antartico fino alla Stazione italo-francese Concordia, a 3.233 metri di altitudine. L'Ice Memory Sanctuary è una grotta lunga 35 metri e alta e larga 5 metri, scavata interamente negli strati di neve compatta a circa 5 metri sotto la superficie, per una profondità totale di 9 metri. Sotto il coordinamento tecnico e la progettazione dell'Unità Tecnica Antartica dell'Enea e con la collaborazione dell'Istituto Polare Francese (Ipev), sono stati condotti diversi test (a partire dalla campagna estiva 2018-2019) per garantire la massima durata possibile del deposito, limitando al contempo l'impatto della costruzione sull'ambiente antartico, in conformità con il Protocollo di Madrid. La struttura non ha richiesto materiali da costruzione, fondamenta né sistemi di refrigerazione meccanica. La sua stabilità è assicurata dalle temperature antartiche estreme e naturalmente costanti, che tutto l'anno si mantengono prossime a -52 °C. La condizione di conservazione delle carote di ghiaccio garantisce che i campioni siano protetti dalle fluttuazioni ambientali e dalle contaminazioni. In risposta alla fusione irreversibile dei ghiacciai del mondo, la Ice Memory Foundation ha individuato ghiacciai a rischio di scomparsa e siti di particolare rilevanza e, dal 2015, ha già coordinato, realizzato o sostenuto dieci campagne di perforazione di carote di ghiaccio a livello globale, coinvolgendo team scientifici di oltre tredici Paesi. "Salvaguardando campioni fisici di gas atmosferici, aerosol, inquinanti e polveri intrappolati negli strati di ghiaccio, la Ice Memory Foundation garantisce che le future generazioni di ricercatrici e ricercatori possano studiare le condizioni climatiche del passato utilizzando tecnologie che magari non esistono ancora", spiega Carlo Barbante, vicepresidente della Ice Memory Foundation, professore all'Università Ca' Foscari Venezia e senior associate member del Cnr-Isp. Decine di altre carote di ghiaccio del patrimonio Ice Memory provenienti da tutto il mondo - Ande, Pamir, Caucaso, ecc… - si uniranno a queste prime due nel loro nuovo 'rifugio' negli anni a venire. Il patrimonio Ice Memory è concepito come eredità comune dell'umanità. "Affinché queste carote possano continuare a servire la scienza tra cento anni, devono essere gestite come un bene comune globale. La creazione di un simile modello di governance rappresenterebbe un risultato fondamentale del Decennio delle Nazioni Unite per l'Azione nelle Scienze della Criosfera", dichiara Thomas Stocker, Università di Berna, presidente della Ice Memory Foundation. "Siamo l'ultima generazione che può agire - afferma Anne-Catherine Ohlmann, direttrice della Ice Memory Foundation - È una responsabilità che condividiamo tutti. Salvare questi archivi di ghiaccio non è solo una responsabilità scientifica: è un'eredità per l'umanità".

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