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(Adnkronos) - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato anche oggi di imporre dazi del 200% su vini e champagne francesi dopo che il capo dell'Eliseo Emmanuel Macron si è rifiutato di aderire al 'Board of Peace' per Gaza. "Applicherò dazi del 200% sui suoi vini e champagne. E lui accetterà. Ma non è obbligato a farlo", le parole di Trump ai giornalisti in Florida. “Macron ha detto che non entrerà nel consiglio di pace per Gaza? Nessuno lo vuole, tra poco non sarà più in carica. Metterò dazi del 200% su vino e champagne ed entrerà… ma va bene lo stesso… Non deve farlo” per forza. “Se ha detto così, non è un problema. Tra pochi mesi non sarà in carica”, ha affermato ancora il tycoon. Trump nel frattempo ha confermato di aver invitato anche il leader del Cremlino Vladimir Putin a far parte del Board. Il presidente americano ha poi condiviso su Truth Social alcuni screenshot di un messaggio ricevuto oggi dal capo dell'Eliseo ''Nota dal presidente Macron al presidente Trump. Caro amico, siamo perfettamente in linea rispetto alla Siria. Possiamo fare grandi cose sull'Iran. Non capisco quello che stai facendo sulla Groenlandia'', si legge nella nota che Macron avrebbe scritto a Trump. "Posso organizzare una riunione del G7 dopo Davos, a Parigi, giovedì pomeriggio. Posso invitare gli ucraini, i danesi, i siriani e i russi a margine",bavrebbe scritto ancora Macron al presidente americano nel messaggio condiviso da Trump. "Ceniamo insieme a Parigi giovedì prima che torni negli Stati Uniti", termina il messaggio firmato 'Emmanuel'. Intanto, secondo il numero uno Usa, i leader europei alla fine ''non opporranno troppa resistenza'' al suo piano per controllare la Groenlandia, definita ancora una volta "fondamentale per la sicurezza nazionale e mondiale". "Non si può tornare indietro. Su questo, tutti sono d'accordo", ha continuato il tycoon. "La Groenlandia è fondamentale per la sicurezza nazionale e mondiale - ha aggiunto Trump nel suo post - Non si può tornare indietro. Su questo, tutti sono d'accordo!". Trump ha poi scritto su 'Truth Social' di aver avuto una "ottima telefonata" con il Segretario generale della Nato Mark Rutte sul tema e di aver accettato di incontrare "diverse parti" al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, questa settimana. Il tycoon ancora una volta ha poi condiviso su Truth alcuni messaggi che avrebbe ricevuto dal numero uno Nato. ''Mr President, caro Donald, quello che hai raggiunto in Siria oggi è incredibile. Userò i miei incontri con i media a Davos per mettere in risalto il tuo lavoro là, a Gaza e in Ucraina'', si legge nel messaggio che Rutte avrebbe inviato a Trump. ''Mi sto impegnando a trovare una soluzione per la Groenlandia. Non vedo l'ora di vederti. Tuo, Mark'', conclude il messaggio postato dal tycoon. ''Vedremo cosa succederà. Ma mettiamola così: sarà una Davos molto interessante". Così il presidente americano Donald Trump ha risposto ai giornalisti a bordo dell'Air Force One commentando il vertice di Davos, in Svizzera, durante il quale ci saranno ''incontri tra le parti'' sulla Groenlandia. In giornata anche la nuova stoccata sul Nobel mancato. Secondo Trump, esiste infatti ''un consiglio'' per l'assegnazione del Premio ed ''è controllato dalla Norvegia''. "Non mi interessa - ha detto - il Premio Nobel. Una donna molto perbene pensava che lo meritassi e voleva davvero che lo vincessi'', ha spiegato riferendosi alla leader venezuelana Maria Corina Machado che gli ha consegnato la medaglia che aveva ricevuto per il Premio Nobel per la pace. Intanto da Parigi arriva la reazione. Le minacce di Trump sui dazi sono considerate ''inaccettabili e inefficaci'', ha riferito l'entourage di Macron all'emittente Bfmtv spiegando di aver ''preso atto'' delle dichiarazioni del presidente Usa. L'Eliseo ha quindi confermato che il messaggio condiviso dal presidente americano su Truth è effettivamente del presidente francese. Si trattava di ''un messaggio privato'', ha dichiarato l'entourage di Macron. L'Unione Europea cerca intanto una linea comune per reagire alle minacce del presidente americano Donald Trump, che ha annunciato dazi aggiuntivi, a partire dal primo febbraio, sulle importazioni negli Usa provenienti dai Paesi europei che hanno inviato militari in Groenlandia, la grande isola artica che fa parte del Regno di Danimarca e che gli Stati Uniti vorrebbero acquisire, con le buone o con le cattive. Diversi Paesi europei, tra cui Germania, Svezia, Francia, Norvegia, Olanda e Finlandia hanno inviato personale militare in Groenlandia, con numeri estremamente limitati, largamente inferiori ai 200 militari Usa di stanza nella base di Pituffik, nel nordovest della Groenlandia. All'Eurogruppo a Bruxelles i ministri delle Finanze di Francia e Germania, Roland Lescure e Lars Klingbeil, si sono presentati insieme davanti ai giornalisti, per dire che l'Unione dovrebbe essere pronta ad usare tutti gli strumenti a sua disposizione, se necessario, incluso lo strumento anticoercizione. L'Europa, ha affermato Lescure, "deve essere forte e deve assicurarsi che le minacce che sono state formulate non si traducano in realtà. Per questo dobbiamo essere in grado di mostrare che siamo disposti a usare tutti gli strumenti che abbiamo, che siano i dazi, che siano gli accordi commerciali o lo strumento anticoercizione". L'Unione Europea, gli ha fatto eco Klingbeil, dispone di un "ampio portafoglio di strumenti" per rispondere alla minaccia degli Usa, quindi ora "tutte le opzioni devono essere preparate ed esaminate", dopodiché "le discussioni continueranno". Creato nel 2023 per rispondere alla Cina, lo strumento spesso definito 'bazooka' permette all'Ue di adottare una serie di contromisure economiche, che includono l'imposizione di dazi, restrizioni al commercio di servizi e aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale, nonché restrizioni all'accesso agli investimenti diretti esteri e agli appalti pubblici, nei confronti del Paese terzo che tenti di esercitare un ricatto economico su uno Stato membro. La Commissione ha chiarito che la priorità non è cercare "l'escalation" con gli Usa, bensì "impegnarsi nel dialogo" con gli Usa per evitare che i dazi vengano imposti, cosa che, tra l'altro, farebbe saltare di fatto l'accordo Ue-Usa firmato l'estate scorsa in un golf resort di proprietà di Donald Trump da Ursula von der Leyen. L'accordo deve essere ancora approvato dal Parlamento Europeo: i gruppi della maggioranza hanno fatto sapere che l'iter di approvazione dell'intesa 'ineguale' è stata messa in pausa. Se Germania e Francia ostentano una linea più ferma, non tutti i Paesi Ue sono pronti sfidare Donald Trump. La relazione commerciale transatlantica, ha ricordato il commissario all'Economia Valdis Dombrovskis, che è lettone, "è la maggiore del mondo. Sia l'Ue che gli Usa hanno molto da perdere. Quindi, dobbiamo lavorare per trovare una soluzione costruttiva", che eviti l'adozione di dazi aggiuntivi da parte degli Usa. Lo strumento anticoercizione, Aci in gergo, venne adottato nel 2023 dall'Ue, in risposta all'azione della Cina nei confronti della Lituania, che aveva rafforzato i legami con Taiwan, considerata da Pechino come una provincia ribelle. Ora quello strumento, concepito per rispondere alla Cina di Xi Jinping e del Pcc, potrebbe essere attivato, per la prima volta, nei confronti degli Stati Uniti d'America, a tutt'oggi l'alleato cui l'Europa demanda la tutela della propria sicurezza. Non è detto che vada a finire così. Anche perché, se Francia e Germania sembrano sintonizzati sulla stessa lunghezza d'onda, altri Paesi sono assai meno restii a fare la voce grossa nei confronti di Washington. Il ministro delle Finanze lituano, Kristupas Vaitiekuenas, è uscito allo scoperto dicendo che "anche parlare dell'uso" dello strumento anticoercizione dell'Ue per rispondere ai dazi minacciati dagli Usa "è prematuro", perché "ci sono altre misure minori che si possono adottare prima". Giovedì sera i leader dell'Ue si riuniranno a Bruxelles per un Consiglio Europeo straordinario, convocato dal presidente Antonio Costa per cercare di dare una risposta unitaria alle minacce americane.
(Adnkronos) - Il dibattito sulla normativa Cbam (Carbon border adjustment mechanism) continua a essere acceso, con la Commissione Ue che annuncia la soppressione dei dazi sui fertilizzanti, categoria che include anche l’urea utilizzata per la produzione di colle impiegate nella fabbricazione dei pannelli a base legno. Questo si aggiunge al possibile inserimento della clausola che permette di sospendere l’applicazione del Cbam per l'urea e i fertilizzanti in caso di onerosità ridondanti. “Una proposta, quest’ultima, che va nella giusta direzione, anche se preoccupano le tempistiche e le modalità di applicazione: abbiamo bisogno di certezze” spiega Paolo Fantoni, presidente Assopannelli di FederlegnoArredo. “Di fatto - afferma - la quota di importazioni provenienti da Paesi effettivamente soggetti recentemente a dazi è marginale rispetto al totale delle forniture verso l’Ue: l’impatto della loro eliminazione sarebbe sostanzialmente residuale e non compenserebbe i costi aggiuntivi derivanti dall’entrata in vigore del meccanismo Cbam. Come Assopannelli di FederlegnoArredo, auspichiamo l’apertura di un confronto con le istituzioni, valutando la possibilità di eliminare urea e fertilizzanti dalla lista dei materiali soggetti a Cbam, oltre a eventualmente scaglionare nel tempo la piena operatività del meccanismo”.
(Adnkronos) - “L'olio di palma certificato sostenibile, oltre a garantire la sostenibilità sociale e ambientale, garantisce anche la sicurezza e la qualità del prodotto. È conosciuto e usato in tutto il mondo”. Lo ha detto Vincenzo Tapella, presidente Uiops, l’Unione italiana per l’Olio di palma sostenibile, partecipando oggi a Rimini al seminario organizzato con l’Associazione italiana dell'industria Olearia, nell’ambito del Sigep, il Salone internazionale dedicato a gelato, pastry&chocolate, coffee, bakery e pizza. Durante l’incontro è stato presentato il position paper "Olio di palma sostenibile: nutrizione e sicurezza alimentare", recentemente adottato dal Comitato tecnico scientifico Uiops. “Il Comitato Tecnico Scientifico dell’Unione – spiega il presidente - è un organismo interdisciplinare esterno di esperti scelti per assicurare autorità, rigore scientifico e obiettività nei contenuti pubblicati o adottati dall’associazione stessa. Ha una funzione di supporto scientifico e di validazione oggettiva per tutte le attività di comunicazione e posizionamento dell’Unione sui temi dell’olio di palma sostenibile, in termini di sostenibilità ambientale, nutrizionale, sociale e di filiera”. Per Tapella la scelta di presentare il documento alla manifestazione è strategica: “Sigep è una fiera importantissima per quanto riguarda il settore alimentare - afferma - Vogliamo informare sull’evoluzione dell’olio di palma e far conoscere al pubblico le sue caratteristiche e le sue peculiarità. Questo position paper è rivolto a cascata, non soltanto ai produttori di prodotti alimentari ma anche al consumatore come garanzia di sicurezza, qualità e la sostenibilità dell'olio di palma”, aggiunge.