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Bassetti replica a Belen: "Se parla del vaccino anti-Covid è un'uscita infelice"

(Adnkronos) - "Chi fa spettacolo si occupi di quello e lasci a medici e sanitari le questione sanitarie. Se Belen avesse fatto il vaccino dell'influenza, probabilmente avrebbe avuto meno problemi". Mentre "se si riferisce all'anti-Covid, quando parla di vaccini, è ...

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Milano-Cortina, Gruppo Tempocasa: "Prezzi immobili in ascesa nei quartieri chiave del capoluogo lombardo"

(Adnkronos) - Le Olimpiadi non sono ancora iniziate, ma a Milano il loro riflesso è già ben visibile. Cantieri aperti, interventi di rigenerazione urbana e nuove infrastrutture stanno ridisegnando porzioni strategiche della città, incidendo ...

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Meno piogge ma più intense, le precipitazioni in Italia negli ultimi 200 anni

(Adnkronos) - In Italia piove meno ma in modo più violento. È questo il quadro delineato da un nuovo studio dell’Università di Pisa, firmato da Marco Luppichini e Monica Bini del Dipartimento di Scienze della Terra e pubblicato sulla rivista internazionale ...

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Bassetti replica a Belen: "Se parla del vaccino anti-Covid è un'uscita infelice"

(Adnkronos) - "Chi fa spettacolo si occupi di quello e lasci a medici e sanitari le questione sanitarie. Se Belen avesse fatto il vaccino dell'influenza, probabilmente avrebbe avuto meno problemi". Mentre "se si riferisce all'anti-Covid, quando parla di vaccini, è un'uscita infelice: è dimostrato che il vaccino anti-Covid ha cambiato in meglio la vita di tutti noi senza nessun aumento di patologie". Così all'Adnkronos Salute l'infettivologo Matteo Bassetti, replicando a Belen Rodriguez che ha raccontato sui social di essere rimasta per 3 giorni a letto, immobilizzata da febbre e tosse. "Mi sono ripresa ora, ma sono stata con 39 di febbre, tosse, completamente Ko", ha spiegato la showgirl argentina. Belen ha poi aggiunto di non essere l'unica a sentirsi così: "Molti miei amici stanno passando la stessa cosa. Sono una di quelle persone che pensa che dopo il vaccino ci sentiamo tutti un po' così...", ha detto senza entrare nei particolari. "Sono da sempre estimatore di Belen, donna molto capace e anche intelligente. Spero che le sia scappata" l'uscita sui vaccini, aggiunge il medico. "In un momento come questo - conclude Bassetti - non si devono confondere le idee alle persone, altrimenti abbiamo risultati al contrario".

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Milano-Cortina, Gruppo Tempocasa: "Prezzi immobili in ascesa nei quartieri chiave del capoluogo lombardo"

(Adnkronos) - Le Olimpiadi non sono ancora iniziate, ma a Milano il loro riflesso è già ben visibile. Cantieri aperti, interventi di rigenerazione urbana e nuove infrastrutture stanno ridisegnando porzioni strategiche della città, incidendo in modo concreto – seppur differenziato – sul mercato immobiliare. Prezzi, domanda e dinamiche di compravendita raccontano di un cambiamento in atto, che secondo Gruppo Tempocasa assume forme diverse a seconda delle aree coinvolte. Tra i quartieri più interessati dalle trasformazioni spiccano Porta Romana, Rogoredo e Santa Giulia. Tre zone vicine geograficamente, ma con identità, maturità urbanistica e traiettorie immobiliari diverse. Da zona solida ma 'di passaggio', a Porta Romana il progetto di riqualificazione dell’ex scalo ferroviario e la realizzazione del Villaggio Olimpico hanno rafforzato un percorso di valorizzazione già avviato negli anni precedenti. "L’area ha registrato un progressivo consolidamento dei valori immobiliari, con quotazioni che oggi si collocano su livelli medio-alti del mercato milanese. I prezzi medi si attestano indicativamente tra i 4.800 e i 5.500 euro al metro quadro, ma nelle vie più centrali e per immobili ristrutturati o di nuova realizzazione si possono raggiungere valori sensibilmente superiori, fino a 7.000–8.000 euro al metro quadro, con punte più elevate per soluzioni di pregio" commenta Fabian Mamaj, titolare dell’agenzia Tempocasa di Porta Romana. La zona si conferma particolarmente attrattiva per l’investimento, grazie alla posizione semicentrale, alla dotazione infrastrutturale e alle prospettive legate alla futura riconversione del Villaggio Olimpico, destinato a diventare un grande residenza universitaria, con circa 1.700 posti letto. Un elemento che sostiene la domanda per le locazioni - soprattutto in ottica di medio-lungo periodo - anche alla luce del nuovo quadro normativo: la Legge di Bilancio 2026 ha infatti introdotto una regolamentazione più stringente sugli affitti brevi, favorendo una maggiore stabilità del mercato e riportando l’attenzione sulle locazioni tradizionali e studentesche. In questo contesto, secondo le stime di mercato, nei prossimi anni Porta Romana potrebbe beneficiare di un ulteriore apprezzamento dei valori, stimato in un range compreso tra il 20% e il 30%, legato alla piena operatività delle nuove infrastrutture e del parco urbano. Scenario diverso a Rogoredo, dove l’impatto dei grandi interventi urbani si traduce in una crescita più graduale e diffusa. "I valori immobiliari si collocano su una fascia ancora accessibile, variabile in base a vie, tipologie e stato degli immobili, e continuano ad alimentare una domanda molto vivace. I valori immobiliari oscillano tra 2.500 e 3.500 euro al metro quadro circa. La domanda è sostenuta da utilizzatori finali già residenti in zona, giovani coppie in cerca della prima casa e investitori attenti al rendimento, attratti da un mercato delle locazioni dinamico e da opportunità di valorizzazione legate a ristrutturazioni e frazionamenti. Per esempio, un bilocale si affitta oggi tra 950 e 1.100 euro al mese", spiega Daniela De Angelis, titolare dell'agenzia Tempoagency di Rogoredo/Santa Giulia. Qui l’effetto Olimpiadi si traduce in una crescita graduale ma solida, che rafforza l’attrattività senza snaturare il tessuto esistente. Ancora diversa la dinamica di Santa Giulia. Quartiere di nuova generazione, nato nel 2008, rappresenta il volto più contemporaneo dello sviluppo urbano nell’area sud-est di Milano. "Si tratta di un mercato con valori già elevati, sostenuti da immobili recenti, servizi moderni e da una domanda con capacità di spesa medio-alta. Le quotazioni immobiliari di Santa Giulia partono da 4.400 euro al metro quadro circa e possono arrivare fino a 5mila, mentre per i bilocali che difficilmente scendono sotto la soglia dei 300mila euro. Anche sul fronte affitti, la richiesta resta sostenuta, con canoni per bilocali compresi tra 1.000 e 1.200 euro al mese, accessibili solo a un target ben definito", conclude De Angelis. Secondo Gruppo Tempocasa, l’effetto Olimpiadi agisce come catalizzatore selettivo e premia i quartieri capaci di intercettare domanda reale, qualità urbana, accessibilità e servizi, accelerando processi già in atto e ridisegnando, area per area, la geografia immobiliare della città.

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Meno piogge ma più intense, le precipitazioni in Italia negli ultimi 200 anni

(Adnkronos) - In Italia piove meno ma in modo più violento. È questo il quadro delineato da un nuovo studio dell’Università di Pisa, firmato da Marco Luppichini e Monica Bini del Dipartimento di Scienze della Terra e pubblicato sulla rivista internazionale Atmospheric Research. La ricerca ha analizzato per la prima volta oltre 200 anni di dati pluviometrici provenienti da archivi storici e reti strumentali moderne per ricostruire l’evoluzione delle piogge in sei grandi aree climatiche italiane. Dai risultati emerge che le minori quantità di pioggia si registrano soprattutto in Pianura Padana e nell’Alto Adriatico, con tre grandi minimi storici attorno al 1820, 1920 e 1980. Gli eventi più estremi, cioè i picchi di maggiore intensità delle precipitazioni, emergono nella stessa area con valori massimi intorno al 1870, 1930 e 2003. Un aumento marcato dell’intensità delle precipitazioni riguarda anche le regioni liguri-tirreniche, comprese Toscana e Lazio, lungo tutto il periodo dal XIX secolo a oggi. Secondo lo studio, la causa principale di questo cambiamento è il riscaldamento globale, che sta modificando il modo in cui circolano le masse d’aria sopra l’Europa e il Mediterraneo. Le perturbazioni atlantiche arrivano meno spesso in Italia perché alcune grandi configurazioni atmosferiche, come l’anticiclone delle Azzorre, sono diventate più forti e bloccano le piogge. Allo stesso tempo, si è indebolito il sistema ciclonico del Golfo di Genova, che normalmente porta molta della pioggia nella penisola. Al quadro si aggiunge un Mediterraneo sempre più caldo che genera umidità ed energia a livello atmosferico: questo non fa aumentare la pioggia, ma rende le singole precipitazioni più intense e violente. “Questa combinazione, meno piogge ma più intense, delinea scenari futuri complessi - spiega Marco Luppichini - da un lato, il calo della precipitazione media riduce la capacità di ricarica delle falde, accentua la siccità estiva e mette sotto pressione i sistemi idrici, soprattutto nelle zone più popolate e agricole come la pianura Padana, le regioni tirreniche e l’entroterra appenninico. Dall’altro, l’aumento dell’intensità degli eventi meteorici amplifica la possibilità di frane, alluvioni improvvise e sovraccarichi delle infrastrutture urbane, con ricadute già oggi osservabili in molte aree del Nord-Ovest e del Tirreno centrale”. Nel dettaglio, negli ultimi due secoli l’andamento nelle sei grandi aree climatiche italiane è simile, anche se con intensità diverse. Nelle Alpi la quantità di pioggia è rimasta nel complesso stabile, ma sono aumentati gli episodi più intensi. La Pianura Padana e l’Alto Adriatico sono l’area dove il cambiamento è più evidente, con forti cali delle precipitazioni totali e un aumento continuo dell’intensità. L’Adriatico centro-meridionale ha visto una diminuzione delle piogge e una forte variabilità dell’intensità, che risale negli ultimi vent’anni. Le regioni liguri e tirreniche mostrano un leggero ma costante calo delle precipitazioni e un aumento regolare della loro intensità. Nell’Appennino centro-meridionale le piogge diminuiscono nettamente dal Novecento, mentre l’intensità cresce in modo irregolare. Anche il Sud e la Sicilia confermano il trend nazionale: dopo un primo aumento, le piogge totali si stabilizzano e calano negli anni Ottanta, mentre l’intensità cresce soprattutto negli ultimi decenni. “Comprendere queste dinamiche è fondamentale per progettare misure di adattamento efficaci - conclude Bini - A causa del riscaldamento globale, gli andamenti che abbiamo rilevato nelle serie storiche potrebbero accentuarsi nei prossimi decenni rendendo lo scenario futuro ancora più instabile, con meno piogge ed episodi più estremi”.

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