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Sonno 'medicina' trascurata da over 60, non conta orario della sveglia ma bisogna dormire 7 ore

(Adnkronos) - Il sonno è una vera e propria medicina troppo spesso trascurata, in particolare quando gli anni avanzano e si superano i 60. "In realtà a 60anni si è abbastanza giovani, ma andando avanti si tende a dormire di meno. Quindi bisogna attuare ...

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Violenza su donne, UniMarconi e Doppia Difesa sottoscrivono il protocollo 'Ricomincio da me'

(Adnkronos) - L’Università degli Studi Guglielmo Marconi ha sottoscritto con Fondazione Doppia Difesa Onlus il protocollo di intesa 'Ricomincio da me', un accordo finalizzato al sostegno delle donne vittime di violenza e alla promozione di iniziative di ...

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Antartide, inaugurato l'archivio del ghiaccio per conservare la storia del clima

(Adnkronos) - Dalle Alpi al plateau antartico per conservare la storia del clima. E' stato inaugurato l'Ice Memory Sanctuary, l'infrastruttura scavata sotto strati compatti di neve dove sono state trasferite le due carote di ghiaccio alpino estratte dal Monte Bianco ...

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Sonno 'medicina' trascurata da over 60, non conta orario della sveglia ma bisogna dormire 7 ore

(Adnkronos) - Il sonno è una vera e propria medicina troppo spesso trascurata, in particolare quando gli anni avanzano e si superano i 60. "In realtà a 60anni si è abbastanza giovani, ma andando avanti si tende a dormire di meno. Quindi bisogna attuare tutte le strategie utili per favorire un riposo sufficientemente lungo e ininterrotto. Questo perché il sonno è una delle cose più importanti e più trascurate del ciclo dell'attività giornaliera", spiega all'Adnkronos Salute Giorgio Sesti, docente di Medicina interna all'università Sapienza di Roma. Il sonno, infatti, "serve per ricaricare le batterie organiche, la biologia del nostro corpo - illustra il medico - perché riduce la frequenza cardiaca, quindi mette a riposo il cuore, mette a riposo il cervello, mette a riposo i polmoni, mette a riposo il metabolismo e così via". La prova del 9 è l'insonnia. "Tutti quelli che ne soffrono hanno più problemi cardiovascolari, più problemi di metabolismo, di diabete. Addirittura se si dorme di meno si aumenta di peso: sembra un paradosso, ma in realtà la mancanza di sonno incide sul setting ormonale. Durante il sonno anche nell'età adulta (seppure molto meno rispetto all'età pediatrica) noi produciamo l'ormone della crescita, molto importante perché serve anche a mantenere la massa muscolare e le funzioni biologiche dei vari organi. Anche la piccola quantità che si produce da adulti durante la notte è estremamente rilevante. Abbiamo assolutamente bisogno di un sonno riposante". Ma come si fa per dormire? "Bisogna creare le condizioni per farlo - suggerisce Sesti - Innanzitutto quelle ambientali. Al buio, perché tutte le fonti di luce stimolano il cervello. Si deve ridurre il rumore. Si discute anche dell'inquinamento da elettrodomestici, cellulari, radio, televisione. Non abbiamo molti dati su quest'ultimo tema, ma in ogni caso l'ideale sarebbe quello di non averne nella camera da letto". "Inoltre la temperatura della stanza deve essere tra i 19-21 gradi, quindi né troppo fredda né troppo calda, perché esagerare in un senso o nell'altro non facilita il sonno. Ovviamente bisogna avere un buon letto, un materasso riposante: non deve troppo duro (che ci fa agitare) o troppo morbido, dove si sprofonda. Importante anche scegliere l'altezza giusta del cuscino e tutti gli elementi di comfort", aggiunge. Da evitare poi tutti gli elementi che impediscono l'addormentamento. "Per esempio - prosegue l'internista - andare a letto subito dopo aver mangiato non facilita perché servono almeno un paio di ore per la digestione, l'organismo è occupato a digerire e il riposo non è favorito. Stessa cosa per l'attività motoria, da non fare troppo tardi perché è un eccitante, è utile evitare di fare ginnastica alle 10 di sera". Il sonno, inoltre, deve essere sufficientemente lungo "7-8 ore" e senza interruzioni. "Le ore di 'sonnellino' pomeridiano - precisa Sesti - non si sommano a quelle notturne. E una dormita pomeridiana può essere deleteria perché può rendere più difficile l'addormentamento notturno. Un riposino di 10 minuti durante la giornata può andar bene, ma va evitato un sonno più lungo se rischia di 'sabotare' il riposo durante la notte". L'orario della sveglia, se si rispettano le 7-8 ore di sonno, "non incide. Dipende dalle abitudini e dalle esigenze. Ci sono le persone abituate a svegliarsi tutti i giorni alle 6 del mattino, ma se sono andati a letto alle 10 di sera va benissimo", conclude l'esperto.

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Violenza su donne, UniMarconi e Doppia Difesa sottoscrivono il protocollo 'Ricomincio da me'

(Adnkronos) - L’Università degli Studi Guglielmo Marconi ha sottoscritto con Fondazione Doppia Difesa Onlus il protocollo di intesa 'Ricomincio da me', un accordo finalizzato al sostegno delle donne vittime di violenza e alla promozione di iniziative di prevenzione culturale rivolte ai giovani. L’intesa individua nella formazione universitaria uno strumento concreto per favorire autonomia, inclusione e reinserimento sociale. In questo ambito, UniMarconi metterà a disposizione fino a dieci borse di studio per corsi di laurea triennale e master di primo livello, destinate a donne che ricevono o hanno ricevuto assistenza legale e psicologica da Doppia Difesa. L’obiettivo è offrire loro una reale possibilità di ripartenza attraverso l’accesso allo studio, favorendone l’inserimento professionale e accompagnandole verso il raggiungimento dell’indipendenza economica. Accanto al sostegno individuale, l’intesa si muove sul terreno della prevenzione culturale. Sono in programma attività di sensibilizzazione rivolte alla comunità studentesca, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sulle diverse forme di violenza contro le donne, anche tenendo conto del fatto che i dati più recenti rivelano un aumento significativo delle violenze sessuali subite da ragazze molto giovani. Il contesto nazionale conferma la portata del problema. In Italia la violenza di genere si manifesta prevalentemente all’interno delle relazioni affettive e può essere fisica, psicologica ed economica. Proprio la mancanza di autonomia finanziaria rappresenta uno dei principali fattori di vulnerabilità, rendendo più difficile per molte donne uscire da situazioni di abuso. La violenza contro le donne è riconosciuta, anche a livello europeo, come una forma di discriminazione strutturale, legata a disuguaglianze di potere ancora radicate. In questo quadro, la sensibilizzazione ha un ruolo strategico per intervenire sulle cause profonde del fenomeno e favorire un cambiamento culturale duraturo. "Il contrasto alla violenza di genere rappresenta un tema che UniMarconi, quale ente non profit, considera di fondamentale rilevanza, sia in relazione alla storica e significativa presenza femminile all’interno della propria comunità accademica e studentesca, sia per la funzione socioculturale che l’ateneo è chiamato a svolgere come istituzione accreditata", ha dichiarato Alessio Acomanni, presidente dell’Università degli Studi Guglielmo Marconi. "Con questa iniziativa l’Ateneo, già da anni impegnato nel sociale, offre gratuitamente un contributo serio e strutturato per la formazione universitaria a donne coinvolte in complessi percorsi di recupero dalla violenza, uno strumento quindi concreto ed efficace per la costruzione di percorsi di autonomia e di reinserimento professionale". "Doppia Difesa opera per proteggere le vittime di violenza, ma è molto attiva anche nella prevenzione, con iniziative di vario genere: per aumentare il livello di autonomia ed emancipazione delle donne; per accrescere la consapevolezza della gravità del fenomeno attraverso la sensibilizzazione; per diffondere informazioni sugli strumenti di tutela e per promuovere il superamento di stereotipi di ruolo”, ha spiegato Michelle Hunziker, presidente di Fondazione Doppia Difesa Onlus. “Con questo protocollo vogliamo favorire la ricostruzione dei percorsi di vita delle vittime di violenza, che aiutiamo sul piano legale e/o psicologico, e rinsaldare nelle giovani generazioni la cultura del rispetto, favorendo il superamento di stereotipi che possono ostacolare gli stessi percorsi professionali”.

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Antartide, inaugurato l'archivio del ghiaccio per conservare la storia del clima

(Adnkronos) - Dalle Alpi al plateau antartico per conservare la storia del clima. E' stato inaugurato l'Ice Memory Sanctuary, l'infrastruttura scavata sotto strati compatti di neve dove sono state trasferite le due carote di ghiaccio alpino estratte dal Monte Bianco (Col du Dôme, Francia) e dal Grand Combin (Svizzera). Contenenti la memoria dell'atmosfera del passato, le carote di ghiaccio sono ora conservate in sicurezza alla Stazione Concordia in una grotta nel ghiaccio progettata per preservare i campioni dei ghiacciai montani per le future generazioni di scienziate e scienziati. L'apertura in Antartide del primo archivio per la conservazione delle carote di ghiaccio - spiegano i partner fondatori di Ice Memory Foundation - segna un momento storico per il progetto Ice Memory, lanciato nel 2015 da Consiglio Nazionale delle Ricerche e Università a Ca' Foscari Venezia con Cnrs, Ird e Université Grenoble-Alpes (Francia) e Paul Scherrer Institute (Svizzera). Dopo un viaggio di più di 50 giorni a bordo della rompighiaccio Laura Bassi, salpata da Trieste, due preziosi campioni di ghiaccio provenienti da ghiacciai alpini in ritiro, prelevati con il supporto della Ice Memory Foundation, hanno raggiunto la Stazione italo-francese di Concordia, nel cuore dell'altopiano antartico. Avvenuto nell'ambito del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (Pnra), il trasporto è stato gestito dall'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs). Arrivate a destinazione, le carote di ghiaccio sono state archiviate nell'Ice Memory Sanctuary inaugurato oggi: una grotta ricavata nel ghiaccio e progettata appositamente per diventare un archivio naturale e permanente di campioni di ghiaccio. Anche qualora i ghiacciai dovessero scomparire, queste carote di ghiaccio rappresentano un'eredità per le generazioni future: costituiranno una risorsa a lungo termine per la ricerca scientifica e per i processi decisionali basati su evidenze scientifiche. Vere e proprie capsule del tempo, racchiudono l'atmosfera del passato che da oggi sarà protetta per i decenni e i secoli a venire. Le due carote di ghiaccio alpine sono state estratte dal Monte Bianco (Col du Dôme, Francia, 2016) e dal Grand Combin (Svizzera, 2025). I due campioni sono salpati a metà ottobre 2025 a bordo della nave rompighiaccio italiana Laura Bassi, nell'ambito della 41esima campagna del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra). Operato dall'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs), il carico di 1,7 tonnellate di ghiaccio è stato mantenuto a una temperatura costante di -20 °C / -4 °F per l'intera durata del viaggio. Ha attraversato il Mar Mediterraneo, l'Oceano Atlantico, il Pacifico, quindi l'Oceano Meridionale e il Mare di Ross prima di raggiungere la Stazione Mario Zucchelli il 7 dicembre 2025. Da qui, un volo speciale reso possibile dall'Enea nell'ambito del Pnra e operato senza riscaldamento nella stiva di carico per garantire l'integrità dei campioni a -20 °C, ha trasportato le carote di ghiaccio attraverso l'interno del continente antartico fino alla Stazione italo-francese Concordia, a 3.233 metri di altitudine. L'Ice Memory Sanctuary è una grotta lunga 35 metri e alta e larga 5 metri, scavata interamente negli strati di neve compatta a circa 5 metri sotto la superficie, per una profondità totale di 9 metri. Sotto il coordinamento tecnico e la progettazione dell'Unità Tecnica Antartica dell'Enea e con la collaborazione dell'Istituto Polare Francese (Ipev), sono stati condotti diversi test (a partire dalla campagna estiva 2018-2019) per garantire la massima durata possibile del deposito, limitando al contempo l'impatto della costruzione sull'ambiente antartico, in conformità con il Protocollo di Madrid. La struttura non ha richiesto materiali da costruzione, fondamenta né sistemi di refrigerazione meccanica. La sua stabilità è assicurata dalle temperature antartiche estreme e naturalmente costanti, che tutto l'anno si mantengono prossime a -52 °C. La condizione di conservazione delle carote di ghiaccio garantisce che i campioni siano protetti dalle fluttuazioni ambientali e dalle contaminazioni. In risposta alla fusione irreversibile dei ghiacciai del mondo, la Ice Memory Foundation ha individuato ghiacciai a rischio di scomparsa e siti di particolare rilevanza e, dal 2015, ha già coordinato, realizzato o sostenuto dieci campagne di perforazione di carote di ghiaccio a livello globale, coinvolgendo team scientifici di oltre tredici Paesi. "Salvaguardando campioni fisici di gas atmosferici, aerosol, inquinanti e polveri intrappolati negli strati di ghiaccio, la Ice Memory Foundation garantisce che le future generazioni di ricercatrici e ricercatori possano studiare le condizioni climatiche del passato utilizzando tecnologie che magari non esistono ancora", spiega Carlo Barbante, vicepresidente della Ice Memory Foundation, professore all'Università Ca' Foscari Venezia e senior associate member del Cnr-Isp. Decine di altre carote di ghiaccio del patrimonio Ice Memory provenienti da tutto il mondo - Ande, Pamir, Caucaso, ecc… - si uniranno a queste prime due nel loro nuovo 'rifugio' negli anni a venire. Il patrimonio Ice Memory è concepito come eredità comune dell'umanità. "Affinché queste carote possano continuare a servire la scienza tra cento anni, devono essere gestite come un bene comune globale. La creazione di un simile modello di governance rappresenterebbe un risultato fondamentale del Decennio delle Nazioni Unite per l'Azione nelle Scienze della Criosfera", dichiara Thomas Stocker, Università di Berna, presidente della Ice Memory Foundation. "Siamo l'ultima generazione che può agire - afferma Anne-Catherine Ohlmann, direttrice della Ice Memory Foundation - È una responsabilità che condividiamo tutti. Salvare questi archivi di ghiaccio non è solo una responsabilità scientifica: è un'eredità per l'umanità".

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