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(Adnkronos) - Donald Trump è convinto che "domani sera in Pakistan" sarà firmato l'accordo con l'Iran come ha riferito oggi, lunedì 20 aprile, la giornalista di Fox News, Maria Bartiromo, rivelando in diretta tv di aver parlato con il presidente. "Mi ha detto che si aspetta che l'Iran firmi un accordo domani sera in Pakistan e che tutti i punti sono stati ormai negoziati. Tuttavia, il presidente ha aggiunto che, se non firmeranno l'accordo, gli Stati Uniti faranno saltare in aria in Iran tutte le centrali elettriche e molto altro", ha dichiarato la giornalista. "Il presidente - ha proseguito - mi ha detto pochi istanti fa che dovrebbe essere una cosa 'rapida' perché il negoziato è concluso, che hanno cercato di tirarsi indietro sull'accordo ma ora non lo faranno più". Intervistato dal New York Post, Trump si è detto poi disponibile a incontrare personalmente la leadership di Teheran. "Non ho nessun problema ad incontrarli, se vogliono incontrarsi, noi abbiamo persone molto capaci, ma io non ho problemi ad incontrarli". E alla domanda se gli Stati Uniti sanno chi in questo momento sta guidando il Paese, Trump risponde: "Abbiamo idee abbastanza chiare, e pensiamo che stiamo negoziando con le persone giuste". Quantoal negoziato ribadisce la richiesta non negoziabile: "Si devono liberare delle armi nucleari, è molto semplice, non ci devono essere armi nucleari". Ma con la scadenza della tregua di due settimane alle porte, il tycoon dice di "non voler entrare nei dettagli in questo momento" di quello che succederebbere se Teheran non accetta le sue condizioni. "Lo potete immaginare, non sarebbe bello". La delegazione Usa guidata dal vice presidente DJ Vance, dall'inviato speciale Steve Witkoff e da suo genero Jared Kushner, intanto è "in viaggio in questo momento, saranno lì questa notte, ora di Islamabad", ha confermato Trump. "Dovremmo avere dei colloqui", ha aggiunto, respingendo i dubbi sul fatto che i negoziati possano naufragare. "Quindi presumo che a questo punto nessuno stia facendo giochetti".
(Adnkronos) - Il contesto internazionale sta modificando in modo concreto il mercato turistico. Guerre, tensioni commerciali, incertezza valutaria e instabilità geopolitica influenzano le scelte dei viaggiatori e ridisegnano i flussi verso destinazioni percepite come più sicure, accessibili e affidabili. "Le intenzioni di viaggio per il 2026 restano elevate, ma i turisti mostrano una maggiore attenzione al contesto politico e sociale delle mete", spiega Francesco Zorgno, presidente di CleanBnB, principale property manager italiano. "Oggi, cresce sempre più il peso della sicurezza percepita nella scelta della destinazione, insieme alla ricerca di autenticità, patrimonio culturale e qualità dell’esperienza. Sono elementi che rafforzano l’appeal dell’Italia e che possono tradursi in nuove opportunità per il mercato della ricettività in appartamento", avverte. Uno degli aspetti più interessanti di questi nuovi flussi riguarda gli Stati Uniti. "Secondo un’indagine Ipsos -riferisce CleanBnB - l'aggressività commerciale e retorica dell’amministrazione Trump sta producendo un effetto boomerang: gli Usa sono entrati tra i primi cinque paesi che i viaggiatori di tutto il mondo dichiarano di voler evitare per ragioni politiche. Questo spostamento delle preferenze può favorire le destinazioni europee e, in particolare, quelle italiane. Milioni di europei che in altri anni avrebbero preso un volo per New York o Miami stanno cercando alternative. Mete come Toscana, Lago di Como e i centri storici delle città d’arte continuano oggi più che mai a rappresentare un punto di riferimento per chi cerca soggiorni di qualità in contesti ricchi di identità e attrattività". "Parallelamente, resta rilevante - prosegue - il contributo del turismo americano in ingresso. Il calo delle tariffe aeree transatlantiche rende oggi l’Europa più accessibile per i viaggiatori statunitensi, che continuano a distinguersi per un’elevata capacità di spesa. I turisti americani hanno una spesa media che si attesta a 184,7 euro per notte, quasi il doppio degli altri turisti stranieri. Per il mercato italiano degli affitti brevi questo dato rappresenta un fattore di interesse concreto, soprattutto nelle destinazioni ad alta vocazione turistica e negli immobili in grado di offrire standard elevati di accoglienza e gestione". Per Zorgno, quindi, "l’Italia ha tutte le caratteristiche per rafforzare il proprio posizionamento e gli affitti brevi gestiti in modo professionale possono intercettare una domanda molto interessante". A rendere più interessante il quadro c’è anche la riduzione dell’offerta. Gli annunci attivi sulle principali piattaforme risultano in calo rispetto all’anno scorso e in alcune città la contrazione è ancora più evidente. Il progressivo aumento degli adempimenti normativi, sostiene CleanBnB, e l’introduzione del Codice Identificativo hanno contribuito a selezionare il mercato, favorendo gli operatori più strutturati e i proprietari che hanno scelto di affrontare il settore con un approccio professionale. L'81% delle strutture ha ottenuto il codice identificativo, ma una parte del mercato ha scelto di non affrontare la complessità burocratica e i costi aggiuntivi. In questo scenario, la gestione professionale assume un ruolo sempre più centrale. "Un mercato più selettivo, con ospiti più esigenti e comportamenti di prenotazione meno prevedibili, richiede competenze specifiche: pricing dinamico, distribuzione su più canali, organizzazione operativa, presidio normativo e attenzione costante alla customer experience. Per il singolo proprietario non è semplice governare tutti questi aspetti con continuità ed efficacia", aggiunge Zorgno. È su questo terreno che la voce di CleanBnB si fa ancora più autorevole. La società ha chiuso il 2025 con 19,9 milioni di euro di ricavi consolidati, in crescita del 7% rispetto all’anno precedente. I soggiorni gestiti sono stati 135.414, in aumento dell’8%, mentre il portafoglio ha raggiunto 3.115 appartamenti, pari a una crescita del 6%, distribuiti in oltre 100 località italiane. Il gross booking ha superato i 51,7 milioni di euro. Numeri che raccontano non solo una crescita dimensionale, ma anche la capacità di leggere il mercato e presidiare il territorio con una logica industriale. Elementi decisivi per cogliere le opportunità che si stanno aprendo.
(Adnkronos) - “In un contesto storico e geopolitico peculiare come quello attuale il senso istituzionale di convertire un decreto che affronta il tema del caro energia è prevalso su ogni altra considerazione. Il governo, con l’arricchimento del lavoro parlamentare, ha operato per dare un segnale forte di sostegno alle famiglie e alle piccole e medie imprese, intervenendo sia sulla riduzione dei costi in bolletta sia sul fronte della sicurezza energetica nazionale. Centrale, in quest'ottica, la promozione della contrattazione di lungo periodo per le imprese: disaccoppiando il prezzo dell'energia elettrica da quello del gas, le aziende potranno accedere a prezzi calmierati, con ricadute positive sulla competitività del sistema Paese”. Così il sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza energetica, Claudio Barbaro, è intervenuto in Aula alla Camera in occasione della discussione sul decreto bollette. “Il lavoro in Parlamento è stato cruciale poiché ha reso possibile integrare i contenuti del decreto con emendamenti approvati in Commissione che hanno rafforzato ulteriormente le esigenze di contenimento dei costi energetici, il perseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione e la salvaguardia della sicurezza energetica del sistema Paese mantenendo sempre primario l’interesse di tutela delle famiglie italiane”, ha aggiunto. Tra le novità introdotte, "l'estensione al teleriscaldamento delle agevolazioni già previste per il gas naturale a favore degli utenti finali. Rafforzata anche la tutela dei consumatori vulnerabili, con misure per garantire maggiore trasparenza nella fatturazione e nelle bollette e un contrasto più efficace alle pratiche aggressive del telemarketing nel settore energetico. Parallelamente, con il nuovo assetto dei rimborsi ai produttori termoelettrici a gas si interviene sui costi di generazione elettrica, riducendo componenti tariffarie e, subordinatamente all’autorizzazione europea, compensando parte dei costi Ets". In questo modo, "il decreto agisce direttamente sul prezzo all’ingrosso dell’energia, con benefici che si riflettono sull’intero sistema, pur mantenendo un quadro di coerenza con la normativa europea e con gli obiettivi climatici. Il decreto interviene inoltre su uno dei nodi più discussi dello sviluppo delle energie rinnovabili: la cosiddetta saturazione virtuale della rete, un ostacolo strutturale che fino ad oggi nessun governo aveva affrontato e che rischiava di rallentare la transizione energetica del Paese. Questo decreto non si limita a misure temporanee di sostegno. Ridisegna il comparto energetico per i prossimi anni, con la tutela delle famiglie italiane sempre al primo posto”. “Siamo consapevoli che è solo un primo intervento e continueremo a vigilare sull’andamento dei prezzi in relazione al contesto internazionale, pronti come sempre a sostenere il mondo produttivo e il potere di acquisto delle famiglie. Vogliamo estendere, in finale, il ringraziamento al Parlamento, al ministro Pichetto e a tutte le strutture tecniche del Mase che hanno lavorato in stretta collaborazione con gli uffici della Presidenza del Consiglio per promuovere un provvedimento che avesse a cuore tutte le questioni ritenute di preminente interesse nazionale”, ha concluso.