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(Adnkronos) - L'indagine penale contro Jerome Powell per la ristrutturazione da 2,5 miliardi di dollari della sede storica della Federal Reserve è l’ultimo passo del duro scontro con Donald Trump e dei suoi tentativi di ingerenza nelle scelte di politica monetaria. Laurea a Princeton ma niente master, già sottosegretario al Tesoro con Bush senior, il presidente Fed arriva alla carica di banchiere centrale il 5 febbraio 2018 (giusto un giorno dopo il suo compleanno il 4 febbraio). Oggi 72enne, scelto dallo stesso Trump al suo primo mandato per sostituire con un repubblicano l'iron lady Janet Yellen. Oggetto degli strali di Trump al suo ritorno alla Casa Bianca, Powell potrebbe dimettersi prima della scadenza del mandato a maggio sotto la pressione dei detrattori. Il lungo duello con Trump, con tanto di insulti dal tycoon, va in scena da tempo con il presidente Usa che spinge per tagliare tassi e il banchiere che si muove con la prudenza di chi si fa guidare solo dai dati dell'inflazione e della disoccupazione. Lunga la serie di nomignoli irrisori affibbiatigli da Trump: mister 'troppo tardi'; 'stupido'. Ogni diniego di Powell era seguito da un'ondata di improperi di Trump. In passato altri presidenti si sono già lamentati delle decisioni sui tassi di interesse: si racconta che Lyndon Johnson avrebbe spinto contro un muro l'allora presidente della Fed William McChesney Martin. Tuttavia, l'indipendenza della banca centrale dalla Casa Bianca è stata per decenni un principio fondamentale della politica economica. Principio che oggi sembra scricchiolare. Ad ogni modo o Powell si dimetterà o qualsiasi tentativo di 'licenziarlo' finirebbe probabilmente in tribunale, dove sono già state contestate le iniziative di Trump volte a rimuovere Lisa Cook dalla carica di governatore della Fed. La Corte Suprema è pronta a esaminare alla fine del mese le argomentazioni relative alla portata del potere del presidente di licenziare i funzionari della Fed. Ma, secondo il Wsj, "le conseguenze andranno oltre Powell. Domenica alcuni investitori hanno reagito alla notizia con shock, chiedendosi come un eventuale successore possa essere considerato indipendente se sfidare il presidente potrebbe portare a un'indagine penale". Il prossimo presidente della Fed sarà confermato in questo clima. "Chiunque esso sia dovrà affrontare un'audizione in cui i senatori e i mercati - conclude il Wsj - porranno una domanda che prima di domenica sera non esisteva: questa persona rischierebbe un procedimento penale per svolgere il lavoro come ha fatto Powell?".
(Adnkronos) - Prende il via a Bologna, il 14 e 15 gennaio, la 22ª edizione di Marca by BolognaFiere & Adm, la fiera internazionale dedicata alla marca del distributore, oggi riconosciuta come appuntamento irrinunciabile per l’intero ecosistema della private label. L’evento apre l’anno del retail e riunisce industria, distribuzione moderna organizzata e filiera in un contesto orientato al business, al confronto strategico e all’innovazione. I numeri dell'edizione 2026 confermano una crescita sostenuta: 10 padiglioni (+19% di superficie espositiva), 28 insegne della dmo con stand, 1.540 espositori e 25.000 visitatori attesi, con oltre 5.000 buyer profilati da Europa, Medio Oriente, Nord Africa, Nord America, Latam e Asia. Una dimensione che consolida il posizionamento di Marca by BolognaFiere & Adm come manifestazione unica nel panorama fieristico internazionale, la sola in cui i retailer sono anche espositori e attori centrali del dialogo con l’industria. Organizzata da BolognaFiere e Adm-Associazione della distribuzione moderna, Marca integra in un unico format aree espositive e contenuti di approfondimento capaci di coprire l’intero universo della marca commerciale: food, fresco, non food, packaging, servizi e soluzioni per la filiera. Un ecosistema completo che connette ogni anello della catena del valore e rende la manifestazione un punto di riferimento decisionale per la dmo italiana e internazionale. Marca by BolognaFiere & Adm 2026 si apre in un contesto di mercato che conferma il ruolo sempre più strategico della marca del distributore. Nel perimetro omnichannel, la quota di mercato della Mdd è balzata dal 26,6% del 2019 al 30,4%, con una proiezione di fatturato pari a 31,5 miliardi di euro per il 2025 (fonte: elaborazione Teha group su dati Circana, 2026). Un’evoluzione strutturale che segna il passaggio della Mdd da leva tattica di convenienza a strategia di lungo periodo, capace di sostenere i consumi alimentari e non alimentari in un contesto economico nazionale a bassa crescita. "La significativa performance della Mdd nel 2025 conferma quello che osserviamo ogni anno a marca: la Mdd è diventata il laboratorio dell'innovazione della dmo e i consumatori la scelgono sempre di più per qualità e fiducia, non più solo per convenienza economica", dichiara Rossano Bozzi, direttore business unit di BolognaFiere. "La crescita esponenziale di Marca by BolognaFiere & Adm certifica l'unicità della manifestazione come punto di riferimento del settore Private Label a livello internazionale e come piattaforma strategica dove si definisce il futuro della distribuzione europea". L'edizione 2026 rafforza ulteriormente gli asset distintivi che rendono Marca un unicum nel panorama fieristico internazionale: Marca fresh raddoppia la superficie espositiva e arriva a oltre 80 espositori, confermando l'eccellenza italiana nel fresco come benchmark europeo; Marca tech presidia l'intera filiera upstream, dal packaging alla logistica, posizionata quest'anno in sinergia con Marca fresh nel padiglione 19; Marca trend, la nuova area dedicata all'innovazione, ospita i finalisti dei Marca awards: best innovation product per le migliori innovazioni di prodotto e best copacker profile per l'eccellenza dei partner produttivi. Cresce anche la dimensione internazionale della manifestazione, culmine di un progetto permanente che include Marca Poland e Marca China. L’International Buyers Program realizzato in collaborazione con Agenzia ICE porterà a Bologna buyer selezionati da Europa, Medio Oriente, Nord Africa, Nord America, Latam e Asia. La Preview del 13 gennaio, interamente dedicata al business matching con gli espositori e i buyer esteri, anticipa l’apertura ufficiale e consolida il ruolo di Marca by BolognaFiere & Adm come piattaforma di networking globale. Infine, il programma convegnistico offrirà momenti di approfondimento di alto profilo. Il 14 gennaio il convegno organizzato da Adma-Associazione distribuzione moderna, durante il quale sarà presentato il position paper elaborato da Teha-Ambrosetti con la partecipazione di Ipsos, aprirà i lavori alla presenza delle autorità istituzionali, seguito nel pomeriggio dalla tavola rotonda Conai sul nuovo Regolamento Ppwr e le sue implicazioni per imprese e Dmo. Il 15 gennaio sarà protagonista il 22° Rapporto Marca di Circana, riferimento fondamentale per analizzare le dinamiche del settore, affiancato dall'Osservatorio non food di GS1 Italy su esperienze d'acquisto frictionless e intelligenza artificiale, in un palinsesto denso di workshop tecnici sui temi più attuali per il retail. "Marca by BolognaFiere & Adm 2026 non è solo una fiera: è il momento decisionale della Dmo italiana e l'unico ecosistema capace di connettere l'intera filiera della mdd", conclude Antonella Maietta, exhibition manager della manifestazione. "L’appuntamento inaugura l'anno della marca commerciale: è qui che si anticipano i trend, si definiscono le strategie e si costruiscono le relazioni che guideranno il mercato nei dodici mesi a venire".
(Adnkronos) - Sono 2,4 milioni - il 9,1% del totale - le famiglie che nel 2024 si sono trovate in condizione di povertà energetica secondo l’Oipe, Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica. Un valore che, pur rappresentando il massimo storico della serie, risulta solo in lieve aumento rispetto all’anno precedente quando la povertà energetica toccava 2,36 milioni di famiglie, il 9%. Queste le evidenze presentate oggi a Milano durante il seminario 'La povertà energetica in Italia', ospitato da Arera e promosso da Oipe e Fondazione Banco dell’energia, ente filantropico che ha tra i suoi obiettivi quello di sostenere persone e famiglie vulnerabili attraverso progetti solidali. A livello territoriale la quota di famiglie aumenta nelle Isole (+0,8%) e nel Nord Ovest (+0,7%) mentre si riduce di quasi 1 punto percentuale nel Sud e rimane invariata nel Centro e nel Nord Est. Si conferma inoltre una maggior concentrazione del fenomeno nelle periferie e nei piccoli centri. A livello regionale, la percentuale di famiglie in povertà energetica oscilla tra il 5% del Lazio e il 18,1% della Puglia (nel 2023 ultima in classifica era la Calabria). La Sardegna è la regione che registra l’incremento maggiore (+2,8 punti percentuali) seguita dal Piemonte (+2,3 p.p.) e dall’Umbria (+1,6 p.p.). Bene invece la Basilicata (-3,7 p.p.) seguita dalla Campania (-1,8 p.p.) e dalla Calabria (-1,7 p.p.). “La povertà energetica è un fenomeno che riguarda strutturalmente oltre 2 milioni di famiglie, in particolare nelle aree periferiche, piccoli centri, e che affligge le famiglie con minori e stranieri. Occorre intervenire sul fronte delle politiche di contrasto per renderle più selettive ed efficaci”, dice Luciano Lavecchia, economista, Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica. La quota di famiglie in povertà energetica con minori è in aumento rispetto al 2023 (+0,8 punti percentuali) e si attesta all’11,4% del totale, un dato superiore alla media complessiva (9,1%). Il fenomeno interessa 1,1 milioni di bambini, in riduzione del 5% rispetto all’anno precedente. L’incidenza della povertà energetica rimane più concentrata nelle famiglie la cui persona di riferimento è straniera. In particolare, rispetto al 2023, c’è una significativa riduzione del numero di minori coinvolti appartenenti a famiglie straniere (-12,5%) a fronte di una riduzione più contenuta per quelli di famiglie italiane (-1,2%). A livello territoriale, si riduce il numero complessivo di minori coinvolti nel Mezzogiorno (-22%) e nel Centro (-4%) a fronte di un aumento nel Nord (+9%). In generale, l’incidenza del fenomeno è maggiore nelle famiglie 'straniere', sia con minori (2,5 volte superiore) sia senza (2,8 volte). Le famiglie italiane con meno disponibilità economiche continuano a destinare una quota molto elevata della propria spesa complessiva ai beni energetici: l’8-9%, contro il 3-4% delle famiglie più benestanti. Questo divario persiste nonostante nel 2024 la spesa domestica per l’energia sia diminuita complessivamente di quasi il 15% rispetto al 2023, grazie a una sostanziale contrazione dei prezzi. Nel 2024 i bonus sociali per elettricità e gas sono tornati a un regime ordinario, a seguito dell’eliminazione della componente integrativa e dell’abbassamento della soglia di accesso a 9.530 euro dai 15mila del 2023. Contestualmente è venuta meno anche la gradualità che prevedeva un sostegno ridotto fino a 15mila euro. Questi cambiamenti hanno determinato una riduzione significativa nel 2024 del numero di bonus erogati, pari a 4,5 milioni (-40,5% su base annua), e degli importi complessivi, scesi del 78,8% da 2.143 a 453 milioni di euro (fonte: Arera). Negli anni precedenti, in particolare nel 2022 e per tutto il 2023, il caro energia aveva portato all’introduzione di misure straordinarie: l’automatismo e l’innalzamento temporaneo delle soglie Isee avevano ampliato la platea dei potenziali beneficiari, facendo crescere il numero dei bonus erogati da 1,35 milioni nel 2020 al picco di 7,58 milioni nel 2023. "La giornata di oggi offre un’opportunità di confronto necessario per approfondire, partendo dai dati, un fenomeno che interessa 2,4 milioni di famiglie in Italia con un impatto differente sui territori. Per la Fondazione Banco dell’energia questi numeri indicano che dobbiamo continuare a costruire interventi capaci di sostenere i nuclei familiari più fragili, affiancandoli anche con attività di sensibilizzazione sui consumi. Sappiamo che per raggiungere un risultato duraturo occorre un impegno condiviso: per questo vogliamo proseguire nello sviluppo di alleanze territoriali e di iniziative capaci di generare effetti positivi nel medio-lungo periodo. In questa prospettiva, il contributo dell’Osservatorio e l’analisi di oggi sono essenziali per orientare scelte strategiche ed efficaci, a beneficio delle comunità", osserva Roberto Tasca, presidente Fondazione Banco dell’energia e presidente di A2A. “Di fronte alle 2,4 milioni di famiglie toccate dal fenomeno della povertà energetica in Italia, secondo i nuovi dati Oipe, continuiamo a sentire la responsabilità di trasformare i numeri in azioni concrete. L'obiettivo di Edison resta fare sistema con imprese, istituzioni ed enti del terzo settore, e siamo convinti che il confronto su esperienze e dati, come avvenuto oggi presso la sede di Arera, aiuti a trovare soluzioni per supportare le famiglie in difficoltà e generare un impatto positivo. Crediamo nella forza delle alleanze: la Fondazione è il luogo in cui la responsabilità sociale diventa progetto condiviso, misurabile e duraturo”, dichiara Nicola Monti, vicepresidente di Fondazione Banco dell'energia e amministratore delegato di Edison.