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M5S, ecco 'Una nuova primavera'. Conte presenta il suo manifesto: "Ci sono premesse per vincere elezioni"

(Adnkronos) - E' un parterre d'onore quello che si riunisce al Tempio di Adriano, in pieno centro a Roma, per la presentazione del primo libro di Giuseppe Conte da politico, 'Una nuova primavera. La mia storia, i nostri valori, la sfida ...

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Vino: per esperti e produttori è leva di marketing turistico e asset unico che promuove Italia di qualità

(Adnkronos) - “Il vino? Io ritengo che, oggi come oggi, sia il più efficace acceleratore di marketing per il turismo in Italia, che porta più turisti della moda, della Ferrari e, senza dubbio alcuno, più di qualsiasi influencer-avatar ...

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Energia, le proposte Fire a breve termine per l’efficienza

(Adnkronos) - La Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia (Fire) ha redatto un documento di proposte per l’uso dell’energia evidenziando come "il tema è drammaticamente al centro del dibattito, per la seconda volta in un lustro, e mostra nuovamente il peso delle ...

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M5S, ecco 'Una nuova primavera'. Conte presenta il suo manifesto: "Ci sono premesse per vincere elezioni"

(Adnkronos) - E' un parterre d'onore quello che si riunisce al Tempio di Adriano, in pieno centro a Roma, per la presentazione del primo libro di Giuseppe Conte da politico, 'Una nuova primavera. La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l’Italia'. C'è tutto il Movimento 5 stelle, compresa Virginia Raggi, Paola Taverna, Barbara Floridia; ci sono la compagna Olivia Paladino e il figlio Nicolò; ci sono giornalisti, dal vicedirettore del Tg1 Senio Bonini a Serena Bortone, dal direttore dell'Adnkronos, Davide Desario, a Myrta Merlino e Claudia Mazzola, da Tommaso Cerno, direttore del Giornale, a Rocco Casalino, suo storico portavoce ai tempi di palazzo Chigi, ora direttore della Sintesi; ci sono il direttore dell'area approfondimenti della Rai, Paolo Corsini, e i consiglieri nel cda della Rai Roberto Natale e Alessandro Di Majo; e ci sono soprattutto posti in piedi, tutti là per ascoltare quello che è il manifesto valoriale dei pentastellati e, in particolare, dell'ex presidente del Consiglio, sempre più lanciato ad assumere i galloni di leader del campo largo, anche se, ammette, se alle primarie dovesse vincere la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, il Movimento 5 stelle in coalizione ci sarà lo stesso. Nella lunga conversazione che Conte tiene con Giovanni Floris si parla di tutto. Si parte dalla giovinezza, quando il presidente pentastellato, da sempre molto attento alla politica anche se non aveva nessuna tessera di partito, era "molto incuriosito dal cattolicesimo democratico", nonostante non avesse "un partito di riferimento" neanche la Dc "che votai" quando De Mita chiamò Scoppola, o i Radicali: "Cercavo ogni volta un partito più confacente a quel sistema di valori della mia coscienza"; per arrivare alla poltrona di presidente del Consiglio, quando nessuno, per davvero, lo aveva visto arrivare, e in quegli anni, prima con il governo gialloverde, poi con quello giallorosso, ha scritto una parte importante della storia dell'Italia. Anche con Luigi Di Maio, all'epoca capo politico dei pentastellati, ora rappresentante speciale dell'Unione europea per il Golfo Persico. Che in mattinata, dopo l'uscita di qualche anticipazione sui quotidiani del libro dell'ex premier, gli tira le orecchie perché va a braccetto, ora, con chi un tempo lo aveva reso vittima. "Mi ha molto stupito che con tutto quello che sta succedendo in Medio Oriente abbia avuto il tempo di leggere la rassegna stampa di oggi, però deve leggere tutto il libro per avere un'impressione più completa", risponde Conte all'ex ministro degli Esteri. E tra gli argomenti scomodi, il leader pentastellato non si sottrae neanche nel parlare del Movimento 5 stelle e dei suoi due co-fondatori Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, "personalità che mi avevano incuriosito". "Non mi sono mai considerato nemico di Beppe Grillo - dice -. Semmai sono stato attaccato da lui, ma io non l'ho mai attaccato dal punto di vista personale anche perché ho sempre apprezzato il suo ruolo di fondatore". Nel merito della disputa per nome e simbolo non ha paura: "Essendo avvocato ho studiato bene le cose", e quindi il comico genovese troverà pane per i suoi denti. Ma c'è soprattutto il futuro, del Paese, dell'alleanza progressista, nello scenario internazionale a riempire l'ora in cui l'ex premier parla con il giornalista di La7. "Ci sono ottime premesse per battere questo governo ma bisogna lavorarci con serietà e unità", dice innanzitto Conte, anche perché la postura di Giorgia Meloni con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, potrebbe facilitare le cose al centrosinistra. Che pero, come è noto, deve trovare un suo candidato unitario, oltre che un programma. Partendo da quello, spiega il leader del movimento, si troveranno i compagni con cui affrontare il percorso, ma soprattutto si delineeranno le regole del gioco. Il criterio che il partito che prende un voto in più esprime il premier, spiega Conte, è "un automatismo che funziona a destra" dove "c'è una consuetudine di alleanza, per quanto siano divisi". Nel "campo progressista non c'è questa consuetudine" e quindi le primarie: che devono essere aperte, anche ai non iscritti, perché non devono essere "di partito". A correre ci sarà lui, certamente, ma anche la leader dem Schlein, e se fosse lei a spuntarla, "Certo" che il Movimento 5 stelle sarebbe dentro ai giochi, risponde senza battere ciglio: "Se le primarie non le vince un rappresentante del M5s allora non si dice che non valgono più", aggiunge poi. Quanto al perimetro, sembra superato anche il niet a Matteo Renzi. Con il "Partito democratico, Movimento 5 stelle, Avs siamo già" a metà dell'opera, da quello che si è fatto in Parlamento, con le varie mozioni, progetti di legge si parte, "e poi vedremo altri che vorranno partecipare" anche perché "non siamo esclusivisti", chiarisce. Dopo tutto, anche sull'Ucraina si può e si deve trovare un punto d'incontro con le forze che animano il campo largo. Conte ricorda che ai tempi del governo Draghi il Movimento 5 stelle aveva votato il primo pacchetto di aiuti per Kiev, solo dopo si è smesso di farlo e perché serve una svolta negoziale, che potrebbe anche propiziare al ritorno del più economico gas russo. "Ieri c'è stata la dichiarazione del nostro Descalzi, di Eni... - dice l'ex presidente del Consiglio - oggi è facile dire di andare a prenderci il gas. Io oggi per coerenza dico 'andiamo a prenderci il negoziato', lo abbiamo lasciato a Trump, non c'è un governante europeo che abbia il coraggio o la forza di intestarsi una svolta negoziale. Facciamo quello e un attimo dopo andiamo a prendere il gas".

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Vino: per esperti e produttori è leva di marketing turistico e asset unico che promuove Italia di qualità

(Adnkronos) - “Il vino? Io ritengo che, oggi come oggi, sia il più efficace acceleratore di marketing per il turismo in Italia, che porta più turisti della moda, della Ferrari e, senza dubbio alcuno, più di qualsiasi influencer-avatar ‘botticelliano’ o altra campagna pubblicitaria ministeriale”. Così, con Adnkronos/Labitalia, Davide Ciliberti, esperto del gruppo di comunicazione Purple & Noise, in occasione del Vinitaly in corso a Verona. “Perché il vino - continua l’esperto - entra nelle case, sulle tavole di tutto il mondo ed è protagonista di occasioni speciali o momenti felici. E’, a differenza di altri prodotti iconici del made in Italy, per prezzo, accessibile a tutti e facilmente stimola la curiosità circa il luogo di origine". "In termini di geomarketing, è capillarmente distribuito, perché, se è vero che in ogni angolo del mondo v’è un ristorante italiano, è ancor più certo che su quelle tavole e in quelle delle case di chi li frequenta vi sarà un vino italiano”, dichiara Vicky Gitto, pubblicitario italiano notoa livello mondiale. I dati del recente Rapporto Aite-Associazione italiana turismo enogastronomico (2025) confermano, infatti, che il 70% degli intervistati dichiara di aver svolto almeno una vacanza negli ultimi tre anni alla ricerca di cibo, vino, olio e tutte le altre tipicità agroalimentari del territorio italiano, con un incremento medio annuo del +13% circa. Globalmente, l’enoturismo da solo vale quasi 40 miliardi di euro all’anno. Di questi oltre la metà finiscono in Europa, con Francia, Italia e Spagna come mete preferite e un trend medio annuo di crescita del +13% circa anche in periodi come quello attuale nei quali, a causa delle varie guerre e dei dazi trumpiani, il mercato del vino è in sofferenza. “Anche da noi in Toscana l’enoturismo è in forte crescita - conferma Tiziana Frescobaldi, presidente della Holding Compagnia de’ Frescobaldi e ideatrice del progetto di mecenatismo ‘Artisti per Frescobaldi’ - e lo vediamo nelle nostre tenute: da Perano nel Chianti Classico, a Nipozzano, a Pomino, a Montalcino". "A Castel Giocondo, luogo di produzione dell’omonimo Castel Giocondo Brunello di Montalcino, dove peraltro, e questo aiuta a spiegare - rimarca - come sta evolvendo la vigna, abbiamo una piccola struttura, una hospitality, dove si può soggiornare e vivere un’esperienza unica e immersiva, tra i filari e la cantina, dove le persone vengono per degustare i vini della tenuta, e anche per assaporare un po’ della nostra storia. E proprio a Castel Giocondo dal 2012 abbiamo avviato un progetto che unisce il vino e l'arte contemporanea: ‘Artisti per Frescobaldi’, che vanta una collezione di opere di artisti italiani e internazionali ispirate al territorio e al mondo del vino, aperta al pubblico”. “Crediamo nel binomio - prosegue Tiziana Frescobaldi - tra vino e l’arte: insieme alla cucina e alla bellezza del nostro paesaggio sono un’alchimia perfetta, unica nel mondo. Infatti, di recente sono stata in Corea, in Ambasciata, per parlare di made in Italy e della percezione agli occhi di un paese in grande e forte crescita e dalla cultura, anche in termini di gusto alimentare, così diversa dalla nostra, e arte, vino e cucina rappresentano gli aspetti di maggiore richiamo e interesse. Un unicum nel mondo sul quale dobbiamo, però, a mio parere, continuare ad investire e progredire in termini di qualità, valore dei nostri e cura del paesaggio e di una natura così generosa”. “Il vino rappresenta certamente uno straordinario veicolo di conoscenza dei territori - commenta Allegra Antinori, vicepresidente di Marchesi Antinori, che in azienda si occupa delle attività legate all’ospitalità - ma per noi il suo valore aggiunto risiede soprattutto nella capacità di raccontare una tradizione fatta di radici profonde e di continua evoluzione. Le nostre cantine nascono proprio con questo intento: essere luoghi che esprimono e valorizzano il territorio, completamente integrate nel paesaggio in cui il vino prende forma". "È lì che si custodisce la nostra storia, ma anche - osserva - la parte più contemporanea e innovativa del nostro lavoro. Lo vediamo ogni giorno; alla cantina Antinori nel Chianti Classico, dove la lunga tradizione vitivinicola è parte integrante dell’identità di un territorio storico per la produzione del vino come il Chianti Classico, così come a Le Mortelle, in Maremma, dove invece si racconta un territorio ancora in parte da scoprire". “Ogni nostra realtà - aggiunge Allegra Antinori - ha la propria cantina e una propria dimensione di ospitalità, pensata per accogliere i nostri ospiti e accompagnarli nella conoscenza di un luogo, della sua storia e della sua identità. Quando questo legame si crea, il vino diventa memoria: un racconto che continua nel tempo e che, una volta ritrovato nel calice, riporta naturalmente al territorio da cui nasce. Ed è proprio in questo rapporto profondo con il territorio che risiede, a nostro avviso, la sua forza anche dal punto di vista turistico". D’accordo con i marketing manager anche il produttore Diego Cusumano, dell’omonima casa vinicola siciliana. “Il nostro vino - racconta il vignaiolo siciliano - è distribuito nei cinque continenti e da me personalmente o dagli esportatori e quotidianamente presentato, sublimato come prodotto della nostra terra, la Sicilia. E il nostro cliente nell’apprezzare il nostro vino si appassiona anche al luogo della sua origine, quel territorio, che la vigna medesima rende bellezza, rende paesaggio". "Si pensi - esemplifica Cusumano - all’Etna vent’anni fa e all’Etna oggi: meta super-turistica proprio grazie al vino e ai suoi produttori che nel promuoversi, negli anni, hanno incuriosito prima i wine-lovers, poi attivato il passa-parola, per poi conquistare gli enoturisti e infine da farlo assurgere oggi a luogo da visitare a livello mondiale. Con indotto e benefici a ciò connessi”. “E lo stesso - sottolinea il produttore - vale per tutti i luoghi d’Italia, dal famosissimo Chiantishire sino ai piccoli borghi e territori, ognuno dei quali ci regala il suo prodotto, la sua etichetta, racconta la sua storia, la sua tradizione, il ‘soul’ di quel luogo”. “Il vino può certamente essere una leva di marketing per il Made in Italy e per il turismo, ma la definizione è limitante: il vino è soprattutto un’infrastruttura culturale ed economica capace di generare reputazione e desiderabilità territoriale nel lungo periodo”, afferma Cristina Mercuri, prima donna italiana a raggiungere il titolo di 'Master of Wine' (Mw), il più alto e prestigioso nel mondo del vino, rilasciato dall'omonimo Institute of Masters of Wine (Imw) di Londra che certifica una competenza eccezionale, non solo in degustazione, ma anche in viticoltura, enologia, commercio e marketing del vino. “Il caso dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero-Monferrato, riconosciuti patrimonio Unesco, dimostra come il vino possa attivare un ecosistema più ampio che coinvolge ospitalità, gastronomia e investimenti internazionali. Allo stesso tempo, evidenzia anche possibili criticità, come il rischio di pressione turistica e standardizzazione dell’identità locale. Questo conferma che il vino è una leva molto potente, ma richiede visione strategica per preservare autenticità e coerenza", avverte. “Il vino non promuove solo un prodotto, ma costruisce un immaginario di qualità che rafforza l’intero sistema Paese. Perché questo potenziale si realizzi pienamente, è necessario investire in managerialità strutturata e capacità di coordinamento strategico nel lungo periodo”, spiega. “Sommate il tutto e in un sol colpo avete la più massiccia campagna di marketing territoriale del nostro Paese che porta tanti nuovi arrivi ed è il miglior antidoto all’overturism”, dice ancora Vicky Gitto. “E il grande impegno dei singoli produttori che nel promuovere il loro prodotto raccontano in giro per il mondo la migliore Italia - rilancia Davide Ciliberti di Purple & Noise PR - andrebbe concretamente sostenuto dal governo e dalle amministrazioni locali che, anziché disperdere tanti denari pubblici in inefficaci campagne di marketing e comunicazione, peraltro scoordinate e senza un piano a medio termine, destini ai vignaioli i tanti fondi che dallo Stato, alle Regioni sino alle Pro loco vendono destinati al turismo e spesi senza particolare ritorno". "E, se non saranno denari, siano almeno sconti fiscali per chi comunica contribuendo a un piano di comunicazione nazionale”, conclude.

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Energia, le proposte Fire a breve termine per l’efficienza

(Adnkronos) - La Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia (Fire) ha redatto un documento di proposte per l’uso dell’energia evidenziando come "il tema è drammaticamente al centro del dibattito, per la seconda volta in un lustro, e mostra nuovamente il peso delle mancate scelte (di una parte delle imprese, degli enti e dei cittadini) e di una governance poco attenta all’efficienza energetica e altalenante sulle fonti rinnovabili". Secondo Fire, "le soluzioni emergenziali adottate negli ultimi anni risultano poco efficaci e caratterizzate da un uso inefficiente delle risorse economiche"; poiché "le scelte vengono assunte con urgenza, la disponibilità dell’offerta di fronte alla domanda improvvisa mostra limiti di disponibilità e porta a costi più alti e, in una fase di crisi, ci si confronta con una contrazione delle risorse economiche e questo rende più difficile investire sull’uso dell’energia". Il documento individua tre obiettivi centrali: ridurre i consumi nel breve periodo con interventi immediatamente attuabili; rafforzare strutturalmente il sistema energetico migliorando l’efficienza negli usi finali; aumentare la resilienza e la competitività del Paese nel medio periodo. L’efficienza energetica viene indicata come "la leva più costo-efficace", in quanto consente di "ridurre la domanda e, conseguentemente, la necessità di investimenti in capacità di generazione, infrastrutture e approvvigionamenti". Alcune proposte di Fire contenute nel documento riguardano il rafforzamento della governance e la stabilità normativa: estendere l’obbligo di nomina dell’energy manager nel settore industriale a partire da 1.000 tep (dagli attuali 10.000 tep), allineandolo al settore civile e includendo i settori dell’agricoltura e della pesca; accelerare il recepimento delle direttive Eed ed Epbd, in ritardo rispetto alle scadenze europee (il rinvio si traduce in incertezza per le imprese e in costi crescenti di adeguamento; la direttiva Eed introduce, tra l’altro, l’obbligo dei sistemi di gestione dell’energia per le imprese oltre una certa soglia, uno strumento che, a regime, produce benefici strutturali in termini di competitività). E ancora: garantire continuità e prevedibilità agli schemi incentivanti esistenti, assicurando interventi tempestivi dei ministeri competenti in caso di problematiche e blocchi applicativi, come già accaduto con Transizione 5.0 e il Conto Termico; rilanciare il Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica (Fnee), istituito nel 2017 e mai pienamente operativo, con una revisione che ne semplifichi l’accesso e valorizzi la componente di garanzia rotativa. Altre proposte riguardano: strumenti finanziari per la mobilitazione degli investimenti; misure di riduzione immediata dei consumi; evoluzione del sistema energetico e dei mercati; ottimizzazione delle risorse energetiche e controllo dei data center. "Senza politiche stabili e coordinate - avverte Fire - le crisi energetiche continueranno a ripetersi, con costi crescenti per il Paese".

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