ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - "La nostra rete, composta da circa 26 mila siti, è il risultato di 40 anni di lavoro di Tim, Vodafone e Inwit, che hanno potuto beneficiare del vantaggio del first-mover per costruire siti di massima qualità nelle migliori posizioni disponibili. Il 35% dei nostri siti si trova in posizioni uniche, come nel cuore delle grandi città, così come aree montane e borghi, più in generale circa il 75% della nostra rete non è replicabile. Uscire dalla rete Inwit vuol dire avere piano di rete alternativa con la costruzione di almeno 15 mila nuove torri che con un roll-out medio di 500 torri, richiederebbe 30 anni, con impatti sulla qualità del servizio e con un costo di ulteriori 2 miliardi. Ma anche con impatti ambientali notevoli con l’emissione di oltre 500.000 tonnellate di CO2. La duplicazione delle reti infrastrutturali non ha senso industriale, economico ed ambientale". Lo ha detto il direttore generale di Inwit, Diego Galli, nel corso di una conference call straordinaria con gli analisti per fare chiarezza su alcune informazioni e dichiarazioni riguardanti il Master Service Agreement (Msa) e il rapporto i clienti 'anchor', Tim e Fastweb+Vodafone. "A ciò - ha ricordato - si aggiunge un tema di densificazione che sarebbe più rapida se i nostri anchor tenant si affidassero a Inwit che garantisce la migliore qualità ed estensione. In questi anni siamo diventati una macchina operativa efficiente realizzando 800 torri nuove ogni anno: è il processo migliore per la densificazione ma anche per la gestione finanziaria". Per Galli "è importante chiarire che, tutti i nostri prezzi sono in linea con il mercato. Sono anzi più vantaggiosi, e ben al di sotto della media europea perchè il canone Msa include anche diritti esclusivi a beneficio degli 'anchor', come il diritto di veto e spazi riservati extra sui siti esistenti, che non rientrano nei termini standard degli Msa nei benchmark internazionali. Precisiamo anche che "nel caso in cui un 'anchor' dovesse recedere, l'altro continuerà a beneficiare delle medesime condizioni economiche. Sottoscrivere un accordo per poi recedere dall'Msa dopo otto anni equivale a contrarre un mutuo ventennale con una banca per poi smettere di rimborsarlo dopo otto anni". Dopo la call il titolo Inwit ha chiuso con un rialzo del +3,26%.
(Adnkronos) - "Questa mostra ha un valore molto importante. Come Direzione Generale Musei e Direzione Musei della Città di Roma siamo molto impegnati a promuovere il concetto chiave dell’accessibilità. I nostri musei non si rivolgono più a un pubblico indistinto, ma a tutti i tipi di pubblico e sono interessati ad abbattere le barriere". Così Luca Mercuri, direttore dell’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo - Direzione Musei nazionali della città di Roma, durante l’inaugurazione della mostra fotografica a cura di Cosmo Muccino Amatulli, organizzata da Accademia del Lusso e dalla Onlus 'Modelli si Nasce' che nasce dall’incontro tra formazione, creatività e inclusione. "Le barriere non sono più solo architettoniche, per il supporto alle persone con disabilità o difficoltà motorie, ma includono anche ostacoli culturali, percettivi e sensoriali, che spesso si frappongono tra il nostro patrimonio e i visitatori. Mostre come 'Turbanti' aiutano a colmare questo divario e a rendere i musei luoghi davvero inclusivi", conclude Mercuri.
(Adnkronos) - "L’integrazione tra la cultura aziendale e strategica di A2a e la Just transition è avvenuta incrociando tre dimensioni, quella organizzativa, quella economico - finanziaria e quella culturale, in questo modo siamo riusciti a considerare la Just transition come un passaggio del nostro piano industriale nella valutazione dei nostri investimenti”. Lo ha detto Roberto Tasca, Presidente di A2a, intervenendo oggi a Roma a ‘Stakeholder engagement. Misurare l’impatto per creare valore’, l’evento del Gruppo - realizzato in collaborazione con Assonime e con il contributo di partner strategici quali The European House Ambrosetti e Sda Bocconi School of Management di Milano - dove è stato presentato l’Engagement Value Index report. Poi entra nel dettaglio: “In merito alla dimensione organizzativa, e successivamente a quella economico - finanziaria, ci siamo dotati di una funzione interna che si occupasse strettamente di declinare per noi questi temi con una visione e una rilevanza internazionale. Lo abbiamo fatto trasformando le nostre analisi degli investimenti in processi che tengono conto di questi elementi. Just transition vuol dire, fondamentalmente, occuparsi del futuro del nostro pianeta, delle nostre comunità e dei nostri territori, quindi abbiamo poi cercato di sintetizzare nel nostro piano, che è un piano decennale, quelle che sono le indicazioni”. “Quanto alla terza dimensione - prosegue ancora Tasca - è la dimensione culturale. Abbiamo operato a livello aziendale affinché questi temi fossero compresi, conosciuti e approfonditi e soprattutto affinchè si superasse quel grado di diffidenza che un po' li governa; ovvero: anche oggi, a seguito di quelli che sono i cambiamenti politici europei e internazionali e quelli che sono anche i fattori critici geopolitici del momento, vediamo come in realtà ci sia una resistenza psicologica, anche ad affrontare queste tematiche, legata soprattutto al fatto che si ritengono molto lontane da noi, ecco perché, anche con un passaggio culturale importante, abbiamo lavorato su questo” conclude.