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Groenlandia, soldati Nato per proteggere isola da Russia e Cina: basterà a Trump?

(Adnkronos) - Il Regno Unito in campo per placare Donald Trump e 'salvare' la Groenlandia. Il presidente degli Stati Uniti considera l'isola, territorio autonomo controllato dalla Danimarca, vitale per la sicurezza nazionale a stelle e strisce. "O facciamo un accordo ...

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Scuola, Anief: firmiamo perché abbiamo certezza che recupereremo entro il 2030 l'inflazione

(Adnkronos) - “Rispetto al passato quando non si aveva contezza dei futuri aumenti (2016-2018) dopo il blocco decennale del contratto, oggi firmiamo perché abbiamo la certezza che recupereremo entro il 2030 l'inflazione schizzata nell'ultimo triennio post ...

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Più caldo ed eventi estremi in Italia, come sarà il clima fino al 2100

(Adnkronos) - Più caldo e, insieme, una riduzione media delle precipitazioni entro la fine del secolo in tutto il bacino del Mediterraneo e in Italia dove questi cambiamenti saranno accompagnati da un marcato incremento della frequenza degli eventi estremi con temporali ...

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Groenlandia, soldati Nato per proteggere isola da Russia e Cina: basterà a Trump?

(Adnkronos) - Il Regno Unito in campo per placare Donald Trump e 'salvare' la Groenlandia. Il presidente degli Stati Uniti considera l'isola, territorio autonomo controllato dalla Danimarca, vitale per la sicurezza nazionale a stelle e strisce. "O facciamo un accordo con le buone o lo facciamo con le cattive. Se non otteniamo la Groenlandia, lo faranno Russia e Cina. La difesa della Groenlandia ora è rappresentata da due slitte...", ripete Trump, che vuole muoversi rapidamente per arginare l'influenza di Mosca e Pechino nell'Artico. "Noi puntiamo ad acquisire la Groenlandia, non pensiamo a soluzioni provvisorie. Altrimenti, la prenderanno Russia e Cina. E non succederà finché sono io il presidente", aggiunge. Per evitare che Trump ricorra alle 'cattive maniere', ecco l'iniziativa a cui lavora il premier britannico Keir Starmer. Downing Street, come riferisce il Telegraph, starebbe trattando con gli alleati europei l'invio di una forza militare in Groenlandia che venga incontro all'esigenza di proteggere l'Artico espressa dalla Casa Bianca. I funzionari britannici, in un'iniziativa che coinvolgerebbe alleati Nato, hanno incontrato i loro omologhi di paesi quali Germania e Francia per avviare i preparativi. I piani, ancora in fase embrionale, potrebbero prevedere lo schieramento di soldati, navi da guerra e aerei britannici per proteggere la Groenlandia dalle mire di Mosca e Pechino. "Condividiamo l'opinione del presidente Trump: la crescente aggressività della Russia nell'Estremo Nord deve essere scoraggiata e la sicurezza euro-atlantica rafforzata. Le discussioni della Nato sul rafforzamento della sicurezza nella regione continuano e non potremmo mai fornire anticipazioni", le parole di una fonte governativa britannica. "Il Regno Unito sta collaborando con gli alleati della Nato per guidare gli sforzi volti a rafforzare la deterrenza e la difesa nell'Artico. Il Regno Unito continuerà a collaborare con gli alleati, come ha sempre fatto, su operazioni nel nostro interesse nazionale, proteggendo le persone in patria", continua la fonte. Con sentinelle occidentali, Trump si accontenterà? Poco probabile, se si considera che per il presidente americano "Putin non teme l'Europa, teme me". Washington, d'altra parte, non sembra tener conto della versione proposta da diplomatici di paesi nordici che, citati dal Financial Times, contestano la narrazione trumpiana secondo cui navi russe e cinesi opererebbero vicino alla Groenlandia. "Non è affatto vero che i cinesi e i russi siano lì. Ho visto le informazioni dei servizi segreti. Non ci sono navi, né sottomarini", le parole di una fonte. "L'idea che le acque intorno alla Groenlandia siano piene di navi o sottomarini russi e cinesi non è affatto vera. Sono nell'Artico, sì, ma sul lato russo", il quadro delineato dall'altro funzionario. Gli Stati Uniti intanto continuano a muoversi autonomamente alla ricerca di una soluzione diplomatica. La premier danese Mette Frederiksen conferma che il ministro degli Esteri Lars Løkke Rasmussen incontrerà il segretario di stato americano Marco Rubio la prossima settimana. "Siamo a un bivio", dice Frederiksen durante una conferenza del partito. Nei giorni scorsi Rubio aveva dichiarato di voler incontrare i rappresentanti danesi in tempi brevi. A perorare la causa di Copenhagen provvede il primo ministro svedese, Ulf Kristersson, che boccia la "retorica minacciosa" dell'amministrazione americana e elogia la Danimarca, un alleato "molto fedele" degli Stati Uniti. In primavera, il vicepresidente JD Vance aveva definito la Danimarca un 'cattivo alleato', scatenando l'ira degli interessati, che avevano ricordato di aver affiancato gli americani in particolare in Iraq e in Afghanistan. "Gli Stati Uniti dovrebbero invece ringraziare la Danimarca, che nel corso degli anni è stata un alleato molto leale", dice Kristersson. "La Svezia, i paesi nordici, gli Stati baltici e diversi grandi paesi europei sono solidali con i nostri amici danesi".

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Scuola, Anief: firmiamo perché abbiamo certezza che recupereremo entro il 2030 l'inflazione

(Adnkronos) - “Rispetto al passato quando non si aveva contezza dei futuri aumenti (2016-2018) dopo il blocco decennale del contratto, oggi firmiamo perché abbiamo la certezza che recupereremo entro il 2030 l'inflazione schizzata nell'ultimo triennio post Covid e guerra Ucraina : certamente, con la parte pubblica ci siamo impegnati a portare a termine entro la fine del 2026 la parte economica anche del ccnl 2025-2027, così da fare avere, a partire da inizio 2027, per la prima volta prima della scadenza del contatto, almeno ulteriori 160 euro in media mensili di aumento al lordo della ultima indennità di vacanza contrattuale, che sommati a quelli definiti oggi porterebbero gli aumenti a 300 euro medi lordi nell’arco di circa 12 mesi”. Così Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal oggi presente all’Aran, commenta la firma del contratto collettivo nazionale di lavoro 2022-24. (VIDEO) “Per il prossimo contratto - continua Pacifico - siamo disponibili a trattare, ma ci aspettiamo fin da subito il riconoscimento del buono pasto e con la prossima legge di bilancio, risorse aggiuntive dedicate al solo personale scolastico, che deve assolutamente recuperare il ritardo stipendiale rispetto alla media della pubblica amministrazione, a partire dalle Funzioni centrali, rispetto alle quali oggi esiste un gap di ben 10 mila euro annue, che fa pensare molto considerando che 25 anni fa guadagnavano in media addirittura 1.000 euro in meno”. “Ma - avverte - con il prossimo rinnovo triennale vorremmo anche arrivare al riconoscimento del burnout, del riscatto agevolato della laurea, della parità di trattamento del personale precario rispetto a quello di ruolo, del ripristino del primo gradino stipendiale, delle immissioni in ruolo e dei trasferimenti su tutti i posti vacanti, della mobilità intercompartimentale e, non certo per ultimo, del doppio canale di reclutamento che permetterebbe l’immissione in ruolo di tantissimi precari oggi ancora al palo senza dimenticare la valorizzazione delle figure di sistema e degli ex dsga”. Il sindacato Anief ricorda che "per il ccnl 2022-2024, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha stanziato 240 milioni di euro aggiuntivi per finanziare un bonus 'una tantum' destinato a docenti e Ata: secondo i dati diffusi dall’Aran, gli arretrati spettanti al personale ammontano a 1.948 euro medi lordi per i docenti e 1.427 euro medi lordi per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, ai quali si aggiungono circa 585 euro per i docenti e 455 euro per gli Ata derivanti dall’anticipo di parte delle risorse del triennio successivo. Inoltre è notizia di queste ore che da gennaio potrebbe essere garantito la copertura della assicurazione sanitaria, welfare fortemente caldeggiato dal sindacato Anief". "Il prossimo ccnl 2025-2027 - sottolinea - porterà ulteriori incrementi retributivi per il personale scolastico. Se le parti riuscissero a firmare anche quell’accordo entro un anno, a partire dal 1° gennaio 2026 sono previsti incrementi medi mensili stimati di circa 245 euro per i docenti e 179 euro per il personale Ata, che saliranno a 293 euro e 214 euro dal 1° gennaio 2027. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha dichiarato che 'è un risultato storico: per la prima volta nella scuola italiana garantiamo continuità contrattuale e ci sono tutte le premesse per chiudere il più presto possibile anche quello del triennio 2025-2027'. L’accordo prevede anche il rafforzamento delle materie oggetto di relazioni sindacali e l’incremento delle risorse destinate al Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, pari a 93,7 milioni di euro per il personale docente e 19,1 milioni di euro per il personale Ata. Gli incrementi complessivi lordi mensili a regime, sommando i due trienni contrattuali, porterebbero fino a 416 euro agli insegnanti e 303 euro al personale amministrativo, tecnico e ausiliario".

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Più caldo ed eventi estremi in Italia, come sarà il clima fino al 2100

(Adnkronos) - Più caldo e, insieme, una riduzione media delle precipitazioni entro la fine del secolo in tutto il bacino del Mediterraneo e in Italia dove questi cambiamenti saranno accompagnati da un marcato incremento della frequenza degli eventi estremi con temporali intensi e alluvioni improvvise soprattutto durante la stagione autunnale sulle Alpi. È quanto emerge da uno studio Enea. “Abbiamo utilizzato proiezioni climatiche regionali ad altissima risoluzione (fino a 5 km) che, come una lente di ingrandimento, ci hanno permesso di conoscere con estrema precisione gli impatti attesi al 2100, soprattutto in relazione agli eventi estremi e ai fenomeni locali - spiega la coordinatrice dello studio Maria Vittoria Struglia, ricercatrice del Laboratorio Enea Modelli e servizi climatici - Le proiezioni climatiche regionali sono uno strumento estremamente utile per stimare in modo più affidabile gli impatti del cambiamento climatico su scala locale. Consentono inoltre di progettare strategie di adattamento mirate, che tengano conto delle specificità territoriali e stagionali”. Il team Enea ha realizzato simulazioni sia per il clima passato (1980-2014), utili a quantificare le variazioni già in atto, sia per il clima futuro (2015-2100), utilizzando tre scenari socioeconomici e climatici di riferimento. Gli scenari spaziano da quelli in cui vengono attuate politiche di sostenibilità ambientale a quelli in cui le politiche di decarbonizzazione non sono centrali nei modelli di sviluppo. Sulla base di queste proiezioni, sono stati stimati gli effetti del cambiamento climatico sulla temperatura superficiale e sulle precipitazioni in Italia. Secondo lo studio, nelle aree montuose si prevede un aumento delle temperature estive con punte fino a +4,5 °C e fino a +3,5 °C in autunno nello scenario a più elevato impatto. Si tratta di un riscaldamento significativo che, in queste zone, non è riprodotto dai modelli globali a bassa risoluzione. Sul fronte delle precipitazioni il clima tenderà a diventare generalmente più secco in tutte le stagioni, in particolare durante l’estate. Tuttavia, nei due scenari più critici, ci si attende un aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi meteorologici estremi soprattutto sull’Italia settentrionale e, in particolare, nelle zone alpine e subalpine. Entrando nel dettaglio delle elaborazioni Enea, alla fine del secolo (2071-2100), in inverno si potrebbe verificare un aumento dell’intensità delle precipitazioni soprattutto nelle Alpi occidentali, a differenza delle Alpi orientali dove si registra una lieve diminuzione; mentre nell’Italia meridionale l’intensità diminuirà, con un calo particolarmente marcato sui rilievi principali della Sicilia. In primavera il quadro è simile a quello invernale, ma con un aumento più diffuso dell’intensità sull’intero arco alpino. In estate viene rilevata una diminuzione generalizzata dell’intensità delle precipitazioni estreme, soprattutto lungo le coste tirreniche. In autunno, nello scenario più severo, infine, si registra un aumento significativo dell’intensità delle piogge estreme su gran parte del territorio italiano, con incrementi più marcati nelle aree in cui gli impatti climatici previsti risultano già più intensi (Nord Italia). La simulazione regionale ad alta risoluzione mostra un cambiamento delle precipitazioni diverso - e in alcune aree persino opposto - rispetto a quanto previsto dal modello globale a bassa risoluzione. “Negli ultimi anni, lo sviluppo di tecnologie sempre più potenti ha reso possibile proiezioni climatiche regionali molto più dettagliate che hanno permesso di valutare gli impatti locali del cambiamento climatico e dei rischi connessi al clima, nonché supportare politiche di adattamento e mitigazione. Questo rappresenta un progresso significativo per la regione mediterranea, un hotspot climatico caratterizzato da una morfologia fortemente eterogenea (un bacino semi-chiuso circondato da rilievi montuosi alti e complessi), che richiede analisi ad alta risoluzione. La regione è infatti particolarmente vulnerabile agli impatti di fenomeni meteorologici estremi su scala locale, che possono influenzare in modo significativo il benessere e l’economia delle comunità locali”, conclude Struglia.

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