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(Adnkronos) - “Da un punto di vista di ricerca, Philip Morris nella propria trasformazione ha depositato ben 5.000 brevetti. Devialet nella sua breve storia è riuscita a depositare 250 brevetti in un ambito estremamente competitivo. Due dati che illustrano quanto la ricerca e la tecnologia siano la chiave del successo sia per Devialet sia per Philip Morris”. Così Pasquale Frega, presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia in occasione della presentazione di Soundsorial Design, il progetto realizzato per la Milano Design Week da Iqos, il sistema di riscaldamento del tabacco numero uno al mondo, e Devialet, leader internazionale nell’ingegneria acustica. “È l’undicesimo anno consecutivo di presenza di Iqos alla Milano Design Week – spiega Frega – abbiamo iniziato questo percorso per capire dove andava il design, in realtà siamo diventati contributori della creazione di design attraverso gli anni. Philip Morris accompagna la propria trasformazione con prodotti che sono altamente iconici e la collaborazione di quest'anno con Devialet vede due aziende impegnate nella ricerca, nell'innovazione e nella creazione di quello che non esiste. Siamo molto felici di poter condividere con tutti Soundsorial, che è un'esperienza che mette a fattore comune la musica, il suono e la creazione appunto di cose che non esistono”.
(Adnkronos) - L’Ismea (istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) e l’Anasb (Associazione Nazionale Allevatori Specie Bufalina) hanno sottoscritto un protocollo di intesa finalizzato a rafforzare la trasparenza, la competitività e la valorizzazione della filiera bufalina italiana. L’accordo prevede una collaborazione strutturata tra le due organizzazioni per lo sviluppo di iniziative congiunte in ambito di raccolta ed elaborazione dei dati economici del settore, con particolare attenzione ai prezzi di mercato e ai costi medi di produzione nei principali areali di allevamento. Grazie alle competenze di analisi e monitoraggio dei mercati di Ismea e al ruolo di Anasb, quale ente selezionatore della razza Bufala Mediterranea Italiana, il protocollo punta a migliorare la conoscenza del comparto, ridurre le asimmetrie informative e sostenere la crescita di una filiera strategica per l’agroalimentare nazionale. Un passo concreto, in linea con gli indirizzi del ministero dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, per accompagnare il settore bufalino verso modelli sempre più competitivi, trasparenti e orientati alla valorizzazione delle produzioni di qualità.
(Adnkronos) - Nel 2024 le emissioni nazionali di gas serra registrano una riduzione del 30% rispetto ai livelli del 1990 e in calo del 3,6% rispetto al 2023, attestandosi a poco più di 360 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. Il risultato è legato alla crescente diffusione delle fonti rinnovabili, in particolare idroelettrico ed eolico, al miglioramento dell’efficienza energetica e alla progressiva sostituzione dei combustibili più emissivi con alternative a minor contenuto di carbonio. Sono alcuni dei dati elaborati da Ispra nell’ambito dell’Inventario nazionale delle emissioni dei gas serra e dell’Inventario delle emissioni atmosferiche, trasmessi agli organismi europei e internazionali, in particolare la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (Unfccc) e la Commissione Economica per l'Europa delle Nazioni Unite (Unece). Per il 2025 si prevede un lieve aumento delle emissioni (0,3%) dovuto soprattutto a un maggiore ricorso al gas naturale per la produzione di energia elettrica, anche in relazione a una riduzione della produzione idroelettrica. Prosegue invece il calo delle emissioni associate all’uso del carbone, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione. Non tutti i settori mostrano una riduzione nel 2024: le emissioni dei trasporti, responsabili del 31% del totale nazionale e per oltre il 90% legate al trasporto stradale, continuano a crescere e risultano superiori di oltre il 10% rispetto al 1990. Insieme ai trasporti, i settori della produzione di energia (18%), del residenziale (18%) e dell’industria manifatturiera (13%) contribuiscono complessivamente a circa l’80% delle emissioni nazionali. A partire dai primi anni 2000, poi, si osserva un progressivo disaccoppiamento tra crescita economica ed emissioni di CO2: dopo una breve ripresa post-pandemica, le emissioni tornano a diminuire mentre il Pil continua a crescere, rafforzando questa tendenza. Anche sul fronte degli inquinanti atmosferici si registrano riduzioni significative tra il 1990 e il 2024, grazie a efficienza energetica, rinnovabili, innovazione tecnologica, limiti emissivi più severi e combustibili più puliti, tra questi: ossidi di zolfo -96%; ossidi di azoto -75%; monossido di carbonio -77%; black carbon -67%; cadmio -64%; mercurio -65%; piombo -96%. Il settore energetico - spiega Ispra - resta la principale fonte di emissioni per molti inquinanti (oltre l’80%), mentre i processi industriali incidono soprattutto su particolato, metalli pesanti e inquinanti organici persistenti. Le emissioni di ammoniaca (NH3), derivano quasi esclusivamente dall’agricoltura (oltre il 90%) mentre il settore dei rifiuti, in particolare l’incenerimento, contribuisce in modo rilevante a black carbon, cadmio, esaclorobenzene e diossine. "I dati sulle emissioni di gas serra e sugli inquinanti atmosferici ci consegnano un messaggio chiaro: il percorso intrapreso sta producendo risultati concreti - spiega Maria Alessandra Gallone, presidente Ispra e Snpa - È un segnale incoraggiante, che dimostra come politiche mirate, innovazione tecnologica e comportamenti responsabili possano davvero fare la differenza. Allo stesso tempo, questi numeri ci ricordano che la sfida non è ancora vinta. Ed è proprio per questo che i progressi vanno letti come uno stimolo ad accelerare, non a rallentare. Come Ispra e come Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente abbiamo il compito di garantire dati solidi, trasparenti e tempestivi, perché è sui dati che si costruiscono decisioni efficaci e politiche credibili. Abbiamo le competenze, gli strumenti e la consapevolezza per continuare a ridurre le emissioni e migliorare la qualità dell’aria nel nostro Paese. Il futuro che vogliamo costruire è già in movimento: sta a noi consolidarlo, trasformando i segnali positivi di oggi in risultati strutturali e duraturi per l’ambiente e per la salute di tutti”.