ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - Sono marito e moglie, italiani di 70 e 64 anni, e il figlio di 41 anni, le vittime dell'incidente provocato da un'auto in fuga ieri sera in via Collatina a Roma. L'uomo e la donna sono morti sul colpo mentre il figlio poco dopo l'arrivo in ospedale. Sul posto sono intervenute diverse pattuglie della Polizia Locale di Roma Capitale dei Gruppi VI Torri, V Casilino e VII Tuscolano. Secondo quanto si apprende, le tre vittime stavano tornando a casa dopo una festa di famiglia. Alessio Ardovini, 41 anni, il padre Giovanni Battista Ardovini, di 70 anni, e la madre Patrizia Capraro di 64 anni abitavano a Casetta Mistica. I genitori erano pensionati mentre il figlio lavorava in un fast food. La famiglia, che era residente a Guidonia, viaggiava a bordo di una Fiat Punto mentre i fuggitivi erano su una Toyota Yaris. A provocare lo scontro sarebbe stata l'auto in fuga che ha invaso la corsia di marcia opposta lungo via Collatina, in prossimità del civico 661. Il conducente e i passeggeri della Toyota, di origine sudamericana, sono stati trasportati due al Policlinico di Tor Vergata e uno all’ospedale Sandro Pertini. Gli agenti intervenuti hanno provveduto a circoscrivere temporaneamente l’area per consentire i soccorsi e procedere ai rilievi del caso. Le indagini sulla dinamica dell’incidente sono tuttora in fase di svolgimento da parte del VI Gruppo Torri della Polizia Locale. Secondo quanto ricostruito, la Yaris è fuggita a un controllo di un equipaggio della Polizia nella zona del Quarticciolo. L'inseguimento, nato per una segnalazione per spaccio, è iniziato all'incrocio tra via Palmiro Togliatti e la Prenestina in via Ascoli Satriano. Durante la corsa, l’equipaggio della Polizia è rimasto in scia, sebbene a distanza, per non generare rischi. Il veicolo in fuga, giunto all’altezza di via Collatina, ha invaso il senso di marcia opposto, impattando contro la Punto. Nella Yaris sono stati trovati jammer e cacciaviti atti allo scasso. I tre sudamericani che erano a bordo dell'auto sono stati arrestati per omicidio stradale dalla Polizia. I tre sono anche accusati di violazione degli obblighi verso funzionari, ufficiali e agenti, resistenza, porto di oggetti atti allo scasso e resistenza in vincolo di continuazione. A quanto si apprende, uno dei tre uomini ha precedenti per maltrattamenti e furto in abitazione.
(Adnkronos) - "L'intelligenza artificiale è già dentro le nostre fabbriche. Io ne sono entusiasta, sono convinto che migliorerà al meglio non solo il lavoro ma la vita di tutti noi. Io credo che sia un'ottima occasione per l'Italia e l'Europa per mantenere i livelli di occupazione che abbiamo avuto finora. Dovremo vedere come fare per avere la migliore applicazione possibile. Cosa dobbiamo fare? Innovazione, innovazione, innovazione". Lo ha detto Maurizio Marchesini, vice presidente di Confindustria, intervenendo all'evento 'Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità', promosso dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali e in corso a Roma. Marchesini ha sottolineato: "Oggi ho sentito parlare molto più di rischi che di opportunità. Ma la forza di questa tecnologia è talmente grande che non possiamo assolutamente trascurarla né pensare di ostacolare l'applicazione dell'intelligenza artificiale. Anzi, dobbiamo trovare tutti i modi possibili per favorirla, tenendo presente ovviamente che ci saranno delle problematiche di tipo individuale che dovremo risolvere in maniera collettiva naturalmente", ha sottolineato. Per il vice presidente di Confindustria centrale sarà la formazione. "L'intelligenza artificiale -ha detto- non è un sostitutore di lavoro, ma un potenziatore di lavoro. Dobbiamo tenere presente la struttura industriale del nostro Paese, che è composta soprattutto di piccolissime imprese. Quindi, ben lontani da ostacolarla, dobbiamo, tenendo conto evidentemente delle problematiche che possono insorgere, incentivare l'applicazione dell'Ia. Chiaramente c'è un compito anche delle parti sociali in tutto questo, che è di osservare quello che succede, di prevenire e risolvere gli eventuali problemi", conclude.
(Adnkronos) - Nel contesto dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026, evento che intreccia sport, sostenibilità e innovazione, Gruppo Saviola contribuisce all’arredamento delle foresterie dell’Alta Valtellina attraverso l’allestimento delle aree di accoglienza di Bormio, Livigno, San Rocco e Trepalle (in provincia di Sondrio), destinate al personale sanitario. Grazie all’utilizzo del 'Pannello Ecologico' - fa sapere l'azienda in una nota - prodotto al 100% da legno riciclato e interamente Made in Italy, l’interior design segue i principi dell’architettura sostenibile, privilegiando soluzioni progettate per essere riutilizzate al termine dei Giochi. Un approccio circolare che permette di prolungare la vita delle strutture, ridurre gli sprechi e valorizzare al massimo le risorse impiegate, in piena coerenza con la filosofia del Gruppo. L’allestimento degli ambienti abitativi è frutto della collaborazione di Gruppo Saviola con Missaglia Srl, realtà di Lissone (MB), responsabile dello sviluppo, della progettazione e dell’installazione degli spazi. Il progetto è poi stato realizzato da S75 Spa, produttore degli arredi realizzati, utilizzando i decorativi Saviola. L’impiego del legno rigenerato Saviola ha inoltre permesso di risparmiare 103 alberi. “Essere parte delle Olimpiadi Milano Cortina 2026 rappresenta per noi non solo un orgoglio, ma anche una responsabilità. Portiamo nell’Alta Valtellina un modello di economia circolare e di upcycling che da oltre 30 anni guida le nostre scelte industriali. Sapere che anche dopo le olimpiadi resteranno disponibili ambienti realizzati con materiali sostenibili e di alta qualità italiana è per noi motivo di grande soddisfazione. Questa collaborazione dimostra che la sostenibilità è sempre più un vantaggio competitivo: un’opportunità per creare valore, innovazione e bellezza”, dice Alessandro Saviola, presidente di Gruppo Saviola.