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Aliberti (Hunimed): "Approccio multidisciplinare chiave in bronchiectasie"

(Adnkronos) - "L'approccio multidisciplinare nella gestione delle bronchiectasie è fondamentale. Si tratta di una patologia complessa come diagnosi, come eziologia, come caratteristiche microbiologiche e infiammatorie, quindi complessa anche nella sua gestione. Il gruppo ...

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Export, Napoleone (IT-EX): "Centrare obiettivo 700 mld, fiere centrali"

(Adnkronos) - "C'è bisogno di una grande azione che porti il risultato che vogliamo tutti: passare da 630 miliardi di export del nostro Paese a 700 miliardi nell'arco dei prossimi tre anni. E le fiere per il nostro Paese sono un veicolo raggiungibile, gestibile, di successo, ...

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Ue, studio: da Ets2 fino a 280 euro in più per auto e 600 euro per riscaldamento

(Adnkronos) - Rinviata di un anno ma per le imprese già oggetto di discussione, l’entrata in vigore dell’Ets2 che dal 2027, con effetti a partire dal 2028, comporterà a carico delle aziende costi che potrebbero incidere tra 2 e 15 mld di euro per il trasporto ...

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Aliberti (Hunimed): "Approccio multidisciplinare chiave in bronchiectasie"

(Adnkronos) - "L'approccio multidisciplinare nella gestione delle bronchiectasie è fondamentale. Si tratta di una patologia complessa come diagnosi, come eziologia, come caratteristiche microbiologiche e infiammatorie, quindi complessa anche nella sua gestione. Il gruppo multidisciplinare vede lo pneumologo come leader e organizzatore del percorso di cura. Al suo fianco c'è un fisioterapista respiratorio in quanto la disostruzione delle vie aeree fa parte della gestione principale di questa patologia. In sua assenza, lo pneumologo, l’infermiere, il professionista sanitario, devono essere in grado di supportare e insegnare al paziente una corretta disostruzione delle vie aeree, proprio perché l'eliminazione dell’espettorato è il primo passo per il controllo di questa malattia". Lo ha detto Stefano Aliberti, professore di Malattie dell'apparato respiratorio presso il dipartimento di Scienze biomediche dell'Humanitas University e direttore Uo di Pneumologia, Irccs Humanitas Research Hospital di Rozzano (Mi), partecipando all’incontro organizzato dalla farmaceutica Insmed, a Milano per fare il punto sull’evoluzione della gestione clinica delle bronchiectasie e sulle nuove opzioni terapeutiche in fase di sviluppo. "Da un punto di vista epidemiologico - fa notare l’esperto - come patologia respiratoria cronica, in Italia le bronchiectasie hanno una prevalenza di circa 160 soggetti adulti su 100mila. Queste sono le persone che ad oggi pensiamo poterne essere affette, ma i dati del nostro Paese sono sottostimati per una serie di motivi di carattere diagnostico e di carattere di individuazione della patologia, da un punto di vista di reti amministrative. Ci aspettiamo che come prevalenza nei prossimi anni arriveremo a numeri leggermente più alti, ma già queste cifre ci confermano che si tratta di una patologia importante. La terza patologia respiratoria cronica dopo Bpco (broncopneumopatia cronica ostruttiva) e asma e che ha sicuramente bisogno di più attenzione da parte del pubblico generale, ma anche da parte di noi medici, compresi noi pneumologi". Nella rosa di specialisti che partecipano all’approccio multidisciplinare alle bronchiectasie, "oltre al fisioterapista respiratorio - aggiunge Aliberti - il collega otorinolaringoiatra, il collega immunologo, il collega radiologo, sono importanti per la concomitante presenza di altre patologie, come la rinosinusite cronica, o per la necessità di un'analisi più dettagliata di alcuni aspetti radiologici di malattia - come lo studio delle arterie bronchiali - o addirittura per il trattamento di una possibile causa eziologica, come nei casi di immuno deficit primitivo. Altri colleghi poi fanno parte del team multidisciplinare, come i colleghi gastroenterologi, i colleghi nutrizionisti". E, ultimo ma non meno importante, "il collega psicologo e psichiatra, in quanto l'impatto di questa patologia respiratoria cronica sulle attività di vita quotidiane e sulla psicologia di questi soggetti è molto importante", conclude.

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Export, Napoleone (IT-EX): "Centrare obiettivo 700 mld, fiere centrali"

(Adnkronos) - "C'è bisogno di una grande azione che porti il risultato che vogliamo tutti: passare da 630 miliardi di export del nostro Paese a 700 miliardi nell'arco dei prossimi tre anni. E le fiere per il nostro Paese sono un veicolo raggiungibile, gestibile, di successo, che riesce con il proprio tipico sistema dell'aggregazione a sostenere tutto il sistema manifatturiero meglio di chiunque altro". Così, in un'intervista ad Adnkronos/Labitalia, Raffaello Napoleone, presidente di IT-EX, l'associazione che rappresenta le fiere italiane a valenza internazionale. Napoleone infatti ricorda che "la singola azienda, evidentemente grande o piccola che sia, riesce a fare le sue attività in base al fatturato che realizza, all'organizzazione, alla storia, all'heritage che si porta dietro, ma l'insieme delle capacità creative, qualitative, uniche del nostro sistema industriale, nel momento in cui c'è aggregazione e una buona rappresentazione, rappresentano il massimo. Tra l'altro uno dei grandi veicoli su cui sarà da lavorare è proprio il sistema delle ambasciate italiane, che stanno cambiando il loro ruolo aumentando rispetto a prima il ruolo di sostegno commerciale e di immagine alla nostra impresa, al made in Italy nei diversi Paesi del mondo", sottolinea il presidente di IT-EX. Per Napoleone quelle del made in Italy "sono capacità oggettivamente di leadership assoluta in alcuni settori e, attraverso le fiere italiane quando si fanno in Italia, e internazionali quando andiamo all'estero, riusciamo a rafforzare questa posizione. Per cui sempre più andare aggregati, in maniera qualitativa con progetti unici, e devo dire di gran qualità, ci permette di riuscire ad affermare questa leadership", spiega. Ruolo centrale sarà per le fiere quello delle nuove tecnologie. "Si parla tanto di intelligenza artificiale, si vedono degli esempi però è poco praticata, per una mancanza di know-how di conoscenze, di personale in grado a gestirla. Di certo le nuove tecnologie saranno parte integrante del settore in particolare nella gestione dei rapporti con i compratori, nella gestione dei rapporti con tutto il sistema che gira intorno al settore. E l'ia poi diventerà anche molto importante dal punto di vista della creatività se non altro per avere delle linee di riferimento di quello che sta succedendo. E' centrale però restare concentrati sull'Italia del saper fare bene le cose, fatte a mano e con grande qualità", conclude.

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Ue, studio: da Ets2 fino a 280 euro in più per auto e 600 euro per riscaldamento

(Adnkronos) - Rinviata di un anno ma per le imprese già oggetto di discussione, l’entrata in vigore dell’Ets2 che dal 2027, con effetti a partire dal 2028, comporterà a carico delle aziende costi che potrebbero incidere tra 2 e 15 mld di euro per il trasporto stradale e tra 0,7 e 5 mld di euro per il residenziale al 2030. Forchetta che dipende dal range del prezzo delle quote CO2. Ne dà conto uno studio di Bip, multinazionale di consulenza strategica con consolidata esperienza nell’analisi degli impatti economici, industriali e regolatori delle politiche di transizione energetica, commissionato da Assogasliquidi-Federchimica. Dallo studio emerge come l’introduzione dell’Ets2 possa tradursi in un significativo incremento dei costi per famiglie e imprese della spesa annuale per il riscaldamento fino a 600 €/anno. Inoltre, nel settore della mobilità leggera la spesa annuale per la quota carburante potrebbe subire un incremento fino a 280 €/anno. “Dopo aver stimato l’impatto nei settori del trasporto pesante - ricorda Matteo Cimenti, presidente Assogasliquidi-Federchimica - abbiamo conferma che anche su trasporto leggero e residenziale l’Emission Trade System inciderà molto sull’economia italiana e il suo impatto si sommerà a quello della direttiva Red III; ciò suggerisce flessibilità e cautela in sede applicativa. Dalle analisi di Bip - prosegue Cimenti - emerge, nei diversi scenari di applicazione dell’Ets2, la capacità del Gpl di mantenere competitività economica rispetto alle altre fonti e vettori. Al tempo stesso risulta evidente anche l’urgenza di sostenere la crescita di disponibilità delle soluzioni bio e rinnovabili (bio Gpl e rDme). Perciò abbiamo chiesto di impiegare le risorse derivanti dalle aste per incrementare bioGpl e Dme rinnovabili e ridurre i costi generati dalla normativa sulle famiglie, con apposite compensazioni sul costo della bolletta energetica”. Lo studio Bip ha anche calcolato l’impatto dell’Ets2 sul Tco (Total Cost of Ownership), parametro indispensabile per conoscere il costo totale di un bene lungo tutto il suo ciclo di vita e le alimentazioni a Gpl registrano un Tco inferiore del 10-40% rispetto alle alternative. “Il Gpl si conferma tra le alimentazioni preferite dai consumatori - sottolinea Dario Stefano, presidente del Gruppo Gpl Autotrazione di Assogasliquidi-Federchimica - ma il comparto continua a essere penalizzato dalle incertezze che permangono a livello europeo in ordine ad una necessaria nuova fase. Il documento della Commissione europea sulla revisione del regolamento sulle emissioni di CO2, infatti, non garantisce ancora il pieno rispetto del principio di neutralità tecnologica, riservando ai biocarburanti un ruolo marginale e, peraltro, solo a partire dal 2035. È dunque necessario intervenire con rapidità e coraggio, per riconoscere da subito il contributo dei biocarburanti, invertire la tendenza e rilanciare le immatricolazioni, indispensabili per il rinnovo del vetusto parco auto circolante. Sul piano nazionale, riteniamo non più rinviabile l’adozione, da parte del governo, del rinnovo della misura di sostegno al retrofit a gas dei veicoli già in circolazione, in un’ottica triennale, come peraltro sembrerebbe emergere da una bozza di provvedimento allo studio del Mimit. Come pure, in vista del Tavolo Automotive del prossimo 30 gennaio, ci attendiamo segnali concreti e positivi per i consumatori e per un settore che rappresenta un’eccellenza industriale nazionale, riconosciuta ed esportata a livello globale. Non è più tempo di tentennamenti”. Anche nel residenziale off-grid, in termini di analisi del Tco, il Gpl si rivela soluzione più competitiva, inferiore del 30-50% rispetto alle alternative. “Nel settore residenziale l’entrata in vigore dell’Ets2 va a sovrapporsi all’applicazione della direttiva Epbd ('Case Green') - avverte Marco Roggerone, presidente Gruppo Gpl Combustione di Assogasliquidi-Federchimica - e delle sue linee guida applicative. In continuità con precedenti analisi condotte da Bip, emerge come le moderne caldaie a condensazione a gas, sempre più alimentate da gas rinnovabili, consentirebbero di raggiungere i target di decarbonizzazione indicati nella direttiva con costi di gran lunga più contenuti rispetto a una conversione 100% elettrica e senza disagi abitativi per i consumatori; ma l’attuale formulazione prevede ancora il bando della commercializzazione delle caldaie a partire dal 2040". "L’apertura della Commissione alla revisione del Regolamento Ecodesign sembra un passo importante verso il ripensamento dei limiti introdotti, che altrimenti presenterebbero un conto salato alle famiglie per il soddisfacimento dei loro bisogni primari di riscaldarsi, cucinare e produrre acqua calda sanitaria. E a proposito di bisogni primari, il GPL rappresenta da sempre una soluzione ideale per consentire alle fasce di popolazione che vivono in zone rurali o montane di riscaldarsi, cucinare e disporre di acqua calda sanitaria, a basse emissioni di CO2 e valori di inquinanti locali praticamente nulli”, dice Roggerone. Lo studio Bip si conclude con un’analisi degli impatti Ets2 anche sulle industrie presenti nelle zone off-grid e montane, dove il Gpl figura tra le fonti più competitive, garantendo un adeguato supporto energetico.

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