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(Adnkronos) - "Partendo dal presupposto che il lavoro riveste un'importanza capitale all'interno della nostra comunità, delle nostre famiglie, credo che tutte le forze che operano per dare stabilità, miglioramenti, garanzie, sicurezza all'interno del mondo del lavoro debbano parlarsi con frequenza, con intensità e con passione". E' il commento di Renzo Testolin, presidente della Regione Autonoma Valle d'Aosta, intervenuto in apertura del congresso interregionale Piemonte Valle d'Aosta dei consulenti del lavoro, alle Ogr di Torino. "Credo - spiega - che il compito delle amministrazioni e quello dei consulenti del lavoro siano complementari, dove la tecnica si deve agganciare a quelle che sono delle visioni strategiche per poter dare risposte molto concrete, molto reali a chi cerca nel lavoro non solo un motivo di sussistenza, ma anche una conciliazione con la propria situazione familiare e un momento di crescita anche professionale". "Bisogna quindi cercare - auspica - di allineare tutte queste necessità. Il lavoro importante che i consulenti del lavoro stanno svolgendo all'interno, nel caso della Valle d'Aosta, del Consiglio delle politiche del lavoro, è la ricerca di un'alleanza per un lavoro di qualità, che possa garantire serenità alle famiglie, alle donne che, tra l'altro, in Valle d'Aosta hanno uno dei massimi tassi di occupazione rispetto al resto d'Italia. Abbiamo ancora da affinare delle situazioni di allineamento con quelli che sono i bisogni familiari e le necessità di crescita professionale, e su questo sicuramente possiamo trovare preziosi alleati nei consulenti e in tutti coloro che hanno voglia di lavorare in tal senso".
(Adnkronos) - "Quello che abbiamo creato è un ecosistema, il Siisl, che nasce da un 'incrocio' di bisogni e di necessità per dare al meglio servizi ai cittadini, ai datori di lavoro, ai professionisti, per poter interpretare al meglio ciò che è visione del mondo del lavoro, incrocio domanda-offerta. Con un aspetto che io ritengo fondamentale, che è quello che il Ministro Calderone già dal G7 di Cagliari ha introdotto: non lasciare indietro nessuno. L'uomo deve essere al centro, non deve essere lasciato indietro, deve essere accompagnato in caso di difficoltà, non più con semplici politiche assistenziali, ma per essere reintrodotto nel mercato del lavoro con formazione continua, ma anche predittiva, cioè ciò che il mercato del lavoro vuole in questo momento e vorrà domani. Perché noi dobbiamo essere sempre più efficaci e efficienti nell'anticipare le nuove tendenze. Questo ci permetterà anche di governare eventuali criticità, di capire come eventualmente intervenire per poterle superare. Il Siisl dà questo", ha detto Andrea Piscopo, direzione generale per l’innovazione e l’organizzazione digitale, la statistica e la ricerca del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, intervenendo alla tavola rotonda 'L’eredità di Marco Biagi e il futuro del diritto del lavoro' nel corso dell'evento 'Dentro il futuro', in corso a Torino e trasmesso in diretta sulla web tv dei consulenti del lavoro 'Diciottominuti - edizione speciale'. "La norma" prevista dal decreto sicurezza varato a fine 2025 e che prevede la pubblicazione all'interno della piattaforma Siisl anche delle vacancy per i datori di lavoro che vogliono assumere, usufruendo di incentivi contributivi, oltre ovviamente all'invio delle comunicazioni obbligatorie "in questo momento è in fase di concertazione, il 2 di aprile molto sicuramente andremo in Conferenza unificata. Molte competenze sono del Ministero, ma sono anche con le Regioni, per cui c'è stata una fase di concertazione per permettere di arrivare a trovare l'adeguata composizione della norma. Le vacancy sono importanti perché anche qui ricordo il pensiero del professor Biagi. Un mercato del lavoro è equo e inclusivo quando le offerte sono circolari e pubbliche e possono trovare la massima pubblicità nel mondo del lavoro. Perché più pubblicità nel mondo del lavoro abbiamo, più possibilità di ricollocazione e di inserimento lavorativo ci sono, più persone possono trovare la giusta collocazione e contemporaneamente più i datori di lavoro possono trovare il personale che manca. Quindi l'ottica di poter mettere le vacancy in un sistema nazionale è in linea con la circolarità e il potenziamento dell'incrocio della domanda-offerta di lavoro. Questa è la vera novità dell'obbligatorietà della vacancy sul sistema Siisl", ha detto Piscopo. Secondo Piscopo quindi "per garantire una diffusione, un utilizzo delle offerte di lavoro in maniera sempre più efficace e pervasiva. Ma deve essere un'offerta di lavoro attinente alle professioni che stanno nascendo, che non sono più richieste e per questo verranno accompagnate anche da un sistema di formazione sempre più dinamico in termini di tutoraggio. Per quanto riguarda la messa a terra del decreto attuativo della norma prevista dal Decreto sicurezza, per quanto riguarda le vacancy e il Siisl, accompagneremo sicuramente con percorsi paralleli per un certo periodo. Ci sarà una strada parallela, l'attuale e il nuovo. Questo per non lasciare indietro nessuno e per non creare anche problemi dal punto di vista operativo", ha concluso.
(Adnkronos) - Italia più vicina agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) anche se resta ancora un ampio divario da colmare. Il dato emerge dal Rapporto dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS Ets), realizzato con il sostegno e il contributo scientifico della Fondazione Enel (come Knowledge Partner) e Unioncamere, che analizza il contributo del Pnrr al percorso dell’Italia verso l’attuazione dell’Agenda 2030. Il Rapporto è stato presentato oggi a Roma al Consiglio dell’Economia e del Lavoro (Cnel), nel corso dell’evento 'L’impatto del Pnrr sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile', con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico e della ricerca. Se a livello nazionale, nel 2021 si rilevava una distanza media dagli obiettivi analizzati pari al 78%, nel 2026, grazie al Pnrr, tale valore scende al 39%, cosicché per centrarli entro il 2030 sarebbero necessari circa 20 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi, un valore pari al 14% degli investimenti del Pnrr diretti a specifiche Regioni/Pa e a 338 euro pro capite. L’analisi, sviluppata dall’ASviS utilizzando una metodologia innovativa applicata alle singole Regioni e Province Autonome, evidenzia in primo luogo come gli investimenti del Pnrr si concentrino soprattutto su alcuni ambiti dello sviluppo sostenibile. Le quote più rilevanti di spesa riguardano l’energia (circa il 25% delle risorse), l’innovazione, le infrastrutture e il sistema produttivo (20%), e le città sostenibili (14%). Rilevanti sono anche gli investimenti destinati a salute e istruzione, che assorbono ciascuno circa l’11 % dei fondi. Al contrario, risultano molto limitati o quasi assenti gli investimenti direttamente orientati agli Obiettivi dell’Agenda 2030 riguardanti la parità di genere, la riduzione delle disuguaglianze, la tutela della biodiversità e la partnership globale. “Questo Rapporto, basato su un approccio metodologico molto innovativo, mostra come il Pnrr abbia rappresentato un passaggio importante per sostenere la trasformazione dell’Italia verso uno sviluppo più sostenibile, grazie alla forte spinta impressa agli investimenti pubblici e privati lungo linee progettuali in gran parte coerenti con gli Obiettivi dell’Agenda 2030 - osserva Marcella Mallen, presidente dell’ASviS - Ma ancora molta strada resta da fare. Da questo punto di vista la prossima programmazione europea può consentire, se ben orientata, un ulteriore passo avanti per migliorare la qualità della vita delle persone e la competitività delle nostre imprese”. Dall’analisi emergono significative differenze territoriali: tra le Regioni che beneficiano maggiormente del contributo del Pnrr in termini di progresso verso gli Obiettivi figurano Abruzzo, Marche e Basilicata, mentre all’estremo opposto si collocano Provincia autonoma di Bolzano, Liguria, Provincia autonoma di Trento e Umbria. Per colmare il divario residuo, il Rapporto stima i fabbisogni finanziari aggiuntivi per raggiungere gli 11 Obiettivi considerati, fabbisogni molto differenti tra le Regioni anche in funzione della loro dimensione demografica: si va da circa 30 milioni di euro per la Valle d’Aosta a 42 milioni per il Molise a oltre tre miliardi per la Lombardia e il Lazio. “La sfida ora è guardare oltre il Pnrr e rafforzare la capacità del Paese di programmare politiche pubbliche coerenti con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile - dichiara Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS - Il modello sviluppato dall’ASviS può essere utilizzato dalle istituzioni europee, nazionali e territoriali anche per programmare le politiche successive al 2026, contribuendo a ridurre i divari esistenti e ad accelerare il percorso dell’Italia verso uno sviluppo più sostenibile, anche in vista della definizione delle priorità del bilancio europeo per il periodo 2028-2034”. “Questo lavoro fotografa a livello regionale e in diversi casi anche provinciale la distanza dagli obiettivi di Agenda 2030 - sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli - L’Italia ha ricevuto a questo riguardo una spinta importante dal Pnrr. Certo non erano sufficienti le pur ingenti risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza per raggiungere tutti gli obiettivi Onu di sviluppo sostenibile. Con questo rapporto, però, i decisori pubblici avranno uno strumento che consentirà loro di capire come, su cosa e dove intervenire per colmare i divari, utilizzando al meglio le risorse del ciclo finanziario europeo 2028-2034”.