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Sabrina Buoro nuova presidente Sibioc: "Obiettivi innovazione e sostenibilità"

(Adnkronos) - "Oggi assistiamo a una crescente carenza di vocazione verso la medicina di laboratorio, una criticità sulla quale è necessario intervenire con decisione. Senza professionisti motivati, solidi, guidati da competenze scientifiche robuste e da una visione ...

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Ue, Assopannelli: "Su nuova proposta Commissione Ue chiediamo certezze e iter veloce"

(Adnkronos) - Il dibattito sulla normativa Cbam (Carbon border adjustment mechanism) continua a essere acceso, con la Commissione Ue che annuncia la soppressione dei dazi sui fertilizzanti, categoria che include anche l’urea utilizzata per la produzione di colle ...

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Moda circolare, nuovi capi dal riciclo di tessuti misti

(Adnkronos) - Al via una nuova era per la moda circolare con il riciclo dei capi in fibre miste. Radici InNova, la divisione di RadiciGroup dedicata alle attività di ricerca&innovazione, ha sviluppato un innovativo processo di riciclo basato su una tecnologia di dissoluzione selettiva in grado ...

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Sabrina Buoro nuova presidente Sibioc: "Obiettivi innovazione e sostenibilità"

(Adnkronos) - "Oggi assistiamo a una crescente carenza di vocazione verso la medicina di laboratorio, una criticità sulla quale è necessario intervenire con decisione. Senza professionisti motivati, solidi, guidati da competenze scientifiche robuste e da una visione sistemica, la medicina di laboratorio non è in grado di esprimere pienamente le proprie potenzialità a sostegno di una sanità equa e sostenibile e di una ricerca e sviluppo di qualità. Innovazione tecnologica, applicazioni dell'intelligenza artificiale, metodi diagnostici avanzati e sostenibilità rappresentano sfide centrali per il presente e il futuro del settore, ma devono essere governate da un pensiero scientifico strutturato e da una comunità professionale coesa, capace di orientare l'innovazione garantendo al tempo stesso equità di accesso, sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e modernizzazione nella ricerca e sviluppo. In questo contesto, Sibioc si colloca da sempre come una voce indipendente, metodologicamente solida e saldamente ancorata al metodo scientifico. Proprio per questo, la società è in grado di offrire un contributo concreto sia ai professionisti che alle istituzioni". Così Sabrina Buoro, nuova presidente Sibioc, Società italiana di biochimica clinica e biologia molecolare clinica - medicina di laboratorio, illustra alcuni dei temi chiave che guideranno le azioni del mandato che si conclude a fine 2027. Nel corso della seduta del nuovo Consiglio direttivo della Sibioc sono stati condivisi e approvati il piano di attività e la nuova struttura organizzativa della società: appropriatezza e proposte di aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea); promozione dell'innovazione e della sostenibilità in medicina di laboratorio; sostegno ai giovani professionisti; formazione ed educazione, insieme a una collaborazione strutturata e trasparente con l'industria della diagnostica, con le associazioni e a un rafforzamento delle sinergie con le altre società scientifiche, non solo cliniche. Autrice di numerose pubblicazioni scientifiche, Buoro guiderà la Sibioc nel prossimo biennio con l'obiettivo di rafforzare il ruolo strategico della medicina di laboratorio all'interno del Ssn "valorizzando le competenze dei professionisti e promuovendo modelli organizzativi e diagnostici sempre più appropriati, innovativi e sostenibili. Un percorso che passa anche attraverso un dialogo responsabile con il mondo industriale, la collaborazione interdisciplinare e una maggiore capacità di governo dell'innovazione, a beneficio dell'intero sistema sanitario". Secondo la neo presidente, "il decentramento delle attività sanitarie permetterà alla medicina di avvicinarsi ai cittadini. Per raggiungere questo obiettivo, la medicina di laboratorio deve cambiare veste e integrarsi pienamente nei percorsi di assistenza territoriale, garantendo un accesso di qualità anche in questi nuovi modelli organizzativi. Ci troviamo di fronte a un cambiamento strutturale, non a un semplice adattamento - osserva - Sibioc da anni contribuisce alla costruzione della governance della medicina di laboratorio decentrata, con una forte leadership scientifica, in particolare nell'ambito dell'implementazione del Dm 77 e delle Case della comunità, dove il laboratorio deve essere pienamente integrato per poter affiancare realmente il cittadino". Con l'approvazione del nuovo nomenclatore tariffario, "le società scientifiche hanno la possibilità di proporre nuovi Lea - sottolinea la presidente Sibioc - Questo crea uno spazio per uniformare le pratiche, colmare vuoti o avanzare nuove richieste. Se vogliamo lavorare davvero sul valore della medicina di laboratorio e sulla sostenibilità, dobbiamo essere propositivi. Possiamo cambiare il paradigma della prescrizione degli esami, riducendo il numero di accessi del paziente e favorendo percorsi più efficienti, come l'utilizzo dei reflex test e di percorsi riflessivi strutturati, cioè protocolli diagnostici che integrino il singolo esame, solo in caso di necessità e senza bisogno di ulteriori prescrizioni. Tutto questo, però, deve essere misurabile: se non definiamo criteri di misurazione, non possiamo dimostrare il valore reale delle attività che svolgiamo". In tema di sostenibilità, "dobbiamo adottare una visione ampia - avverte Buoro - Non si tratta solo di responsabilità ambientale, ma di un equilibrio complessivo della medicina di laboratorio. Dobbiamo chiederci di cosa abbiamo realmente bisogno oggi nel layout dei laboratori di diagnostica e di ricerca, come possiamo essere resilienti in un contesto di risorse limitate e spazi definiti, quali siano i requisiti tecnico-scientifici imprescindibili e quali i limiti oltre i quali non possiamo andare senza compromettere qualità e sicurezza. Resilienza significa anche saper rispondere alla carenza di personale, ripensando modelli organizzativi e processi. E' una sfida complessa, che siamo pronti ad affrontare con responsabilità, competenza e visione. In questa prospettiva, Sibioc ha deciso di istituire una nuova divisione dedicata a innovazione, sostenibilità e Green Lab, insieme ad altri gruppi di lavoro tematici, con l'obiettivo di fornire indirizzi scientifici e organizzativi". Le risorse umane, e in particolare i giovani, "rappresentano uno dei pilastri di questo mandato - puntualizza la presidente - Abbiamo una divisione Young Scientist molto attiva, ma intendiamo rafforzarla ulteriormente attraverso la creazione di una divisione di Mentoring e Professional Empowerment, nella quale l'esperienza e le competenze di chi ha costruito la Sibioc vengano messe al servizio delle nuove generazioni. L'obiettivo non è solo formare giovani eccellenti dal punto di vista scientifico, ma professionisti con una visione d'insieme, capaci di muoversi in una conoscenza circolare del sapere, in grado di comprendere i legami tra scienza, organizzazione, sostenibilità e impatto sul sistema sanitario e sulla ricerca e sviluppo. Il nostro obiettivo è che i giovani di oggi possano diventare, domani, protagonisti di un dervizio sanitario flessibile, capace di integrare assistenza sanitaria, capacità e competenze accademiche, ricerca e sviluppo per rispondere in modo completo ai bisogni della popolazione. E' un obiettivo ambizioso a cui tengo molto e che, come Sibioc - conclude - ci impegneremo a perseguire".

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Ue, Assopannelli: "Su nuova proposta Commissione Ue chiediamo certezze e iter veloce"

(Adnkronos) - Il dibattito sulla normativa Cbam (Carbon border adjustment mechanism) continua a essere acceso, con la Commissione Ue che annuncia la soppressione dei dazi sui fertilizzanti, categoria che include anche l’urea utilizzata per la produzione di colle impiegate nella fabbricazione dei pannelli a base legno. Questo si aggiunge al possibile inserimento della clausola che permette di sospendere l’applicazione del Cbam per l'urea e i fertilizzanti in caso di onerosità ridondanti. “Una proposta, quest’ultima, che va nella giusta direzione, anche se preoccupano le tempistiche e le modalità di applicazione: abbiamo bisogno di certezze” spiega Paolo Fantoni, presidente Assopannelli di FederlegnoArredo. “Di fatto - afferma - la quota di importazioni provenienti da Paesi effettivamente soggetti recentemente a dazi è marginale rispetto al totale delle forniture verso l’Ue: l’impatto della loro eliminazione sarebbe sostanzialmente residuale e non compenserebbe i costi aggiuntivi derivanti dall’entrata in vigore del meccanismo Cbam. Come Assopannelli di FederlegnoArredo, auspichiamo l’apertura di un confronto con le istituzioni, valutando la possibilità di eliminare urea e fertilizzanti dalla lista dei materiali soggetti a Cbam, oltre a eventualmente scaglionare nel tempo la piena operatività del meccanismo”.

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Moda circolare, nuovi capi dal riciclo di tessuti misti

(Adnkronos) - Al via una nuova era per la moda circolare con il riciclo dei capi in fibre miste. Radici InNova, la divisione di RadiciGroup dedicata alle attività di ricerca&innovazione, ha sviluppato un innovativo processo di riciclo basato su una tecnologia di dissoluzione selettiva in grado di trattare i rifiuti tessili misti - provenienti, ad esempio, da costumi da bagno, collant e pantacollant - e recuperare da essi le fibre di nylon e di fibra Lycra, rendendole poi disponibili per la realizzazione di nuovi capi di abbigliamento. La collaborazione con The Lycra Company e Triumph ha consentito di validare il processo utilizzando le fibre recuperate per la realizzazione di un coordinato intimo 100% riciclato. “Grazie a questo progetto, il tema del riciclo nel settore tessile entra in una nuova dimensione, dimostrando per la prima volta che è possibile recuperare fibre tessili da tessuti misti e riutilizzarle per la produzione di nuovi capi di abbigliamento. Si tratta di un’innovazione senza precedenti, che apre rivoluzionari scenari di sviluppo per l’industria tessile. Come RadiciGroup, siamo orgogliosi di aver ideato ed essere riusciti a raggiungere, insieme ai nostri partner, questo importante traguardo e siamo pronti a intraprendere i prossimi passi”, dichiara Stefano Alini, Ceo di Radici InNova. “Questo progetto innovativo mette in evidenza il ruolo che l’elastan può avere nel contribuire a far progredire la circolarità nell’industria dell’abbigliamento. Lavorando a stretto contatto con Radici InNova e Triumph, The Lycra Company ha dimostrato che le fibre di Lycra possono mantenere le loro prestazioni di elasticità e di capacità di recupero della forma originaria che le hanno rese note a livello mondiale, fornendo comfort, vestibilità e libertà di movimento, pur essendo reintegrate nel ciclo di filatura", commenta Nicholas Kurland, Product Development Director, Advanced Concepts di The LycraCompany. Il progetto ha inizio quattro anni fa, quando Radici InNova avvia lo studio di un processo per la dissoluzione e la separazione delle fibre tessili miste. Dopo la messa a punto iniziale del processo, i successivi test consentono di recuperare campioni di fibra Lycra da tessuti contenenti più materiali, campioni che vengono poi inviati a The Lycra Company per verificarne la riciclabilità. Si passa poi al caso concreto per dimostrare la fattibilità: Triumph mette a disposizione il proprio surplus di produzione, tessuto contenente il 16% di fibra Lycra. Da questo materiale, Radici InNova riesce a recuperare la fibra Lycra e il nylon. La fibra Lycra viene quindi rifilata da The Lycra Company, mentre RadiciGroup lavora il nylon riciclato trasformandolo in nuovo filato Renycle. Con questi filati riciclati (fibra Lycra e Renycle) viene realizzato un tessuto nero di 60 metri che Triumph utilizza per produrre un coordinato intimo - reggiseno e slip - dimostrando concretamente la possibilità di chiudere il ciclo di recupero (close loop): da scarto tessile a nuovo capo. Il risultato ad oggi raggiunto da Radici InNova, The Lycra Company e Triumph è da considerarsi come un prototipo (concept garment), pensato per dimostrare la fattibilità tecnica del riciclo di tessuti misti, in grado di porre le basi per sviluppare una sua successiva industrializzazione. “Pur essendo ancora nelle sue fasi iniziali, Triumph è orgogliosa di contribuire a questa iniziativa pionieristica e di esplorare il potenziale di questa innovativa tecnologia di riciclo per future applicazioni. Il nostro prossimo passo si concentrerà sulla creazione di una capsule collection, lavorando al contempo su soluzioni in grado di garantire l'identificazione del prodotto, la sua tracciabilità e i sistemi di circolarità, per far sì che i capi rimangano in uso il più a lungo possibile e, una volta giunti a fine vita, possano essere riciclati nel modo più appropriato. In Triumph, ci impegniamo a promuovere i principi di innovazione e collaborazione in materia di sostenibilità. Far parte di questo progetto rafforza la nostra convinzione che la circolarità dei capi di abbigliamento composti da fibre tessili miste sia possibile e siamo orgogliosi di contribuire a trasformare questa visione in realtà", dichiara Vera Galarza, Global Head of Sustainability Triumph.

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