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(Adnkronos) - Proteste e polemiche in Juventus-Napoli. Nel big match di oggi, domenica 25 gennaio, valido per la 22esima giornata di Serie A, Antonio Conte ha reclamato un calcio di rigore per un doppio contatto sospetto in area bianconera, su cui però l'arbitro Maurizio Mariani ha lasciato proseguire dopo un rapido check con il Var. Ma cos'è successo all'Allianz Stadium? Accade tutto al 39'. Una palla vagante in area bianconera provoca un doppio contatto, giudicato quantomeno sospetto dalla panchina partenopea: Bremer contrasta con forza Hojlund, mentre Kalulu si scontra con Vergara. I giocatori cadono a terra e alzano le braccia in evidente segno di protesta, ma l'arbitro Mariani lascia proseguire. Pochi istanti dopo il direttore di gara viene richiamato dal Var e ferma il pallone. I giocatori del Napoli fanno il segno del monitor, ma il controllo termina poco dopo e Mariani fa segno di riprendere gioco. Immediate le proteste di Conte: "Non lo vai nemmeno a vedere?", ha urlato l'allenatore del Napoli. Una richiesta rimasta vana.
(Adnkronos) - Assopannelli, l’associazione di FederlegnoArredo che riunisce i produttori di pannelli e semilavorati, e la European panel federation (Epf) lanciano l’allarme sul Cbam, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (carbon border adjustment mechanism). Una normativa europea, pensata per proteggere i produttori locali da concorrenti extra-Ue, che rischia di avere effetti inattesi sull’industria dei pannelli in legno e dei mobili, aumentando i costi di produzione con ricadute sull’intera filiera del mobile europeo. Assopannelli ed Epf, riunite oggi presso la sede di Federlegnoarredo, chiedono la sospensione del Cbam sull’urea industriale, materia prima essenziale per colle, resine e produzione di pannelli in legno per edilizia e arredamento. Dal 1° gennaio 2026 il Cbam applica un costo alle emissioni di carbonio contenute in alcune merci importate, inclusa l’urea. Secondo le stime di Assopannelli, il Cbam potrebbe aumentare i costi di produzione dei pannelli in legno di circa il 10%/12% in 4 anni essendoci un incremento pari a 40–60 euro per tonnellata dell’urea dal 1 gennaio 2026 ripetuto per 4 anni, con ripercussioni sull’intera filiera del mobile europeo. Tali incrementi si tradurrebbero in una perdita di competitività dei manufatti europei rispetto ai prodotti finiti importati da Paesi extra-eE, anche alla luce del fatto che la produzione europea di urea copre oggi solo il 20% del fabbisogno industriale, rendendo strutturale il ricorso alle importazioni. "L’applicazione del Cbam all’urea industriale senza adeguati correttivi - ha dichiarato il direttore di Epf Matti Rantanen - rischia di penalizzare le imprese europee. L’urea è una sostanza utilizzata sia come fertilizzante in agricoltura sia come materia prima per colle e resine industriali. Abbiamo chiesto a novembre alla Commissione europea di escludere l’urea a uso industriale, ma la proposta è stata respinta. Per questo chiediamo una sospensione dell’applicazione, alla luce dei suoi impatti sul mercato interno e sulle filiere a valle. Ribadiamo inoltre che la sospensione dei dazi sui fertilizzanti, annunciata dalla Commissione europea il 14 gennaio, non è sufficiente: l’urea importata dalle nostre imprese proviene in larga parte da Paesi già esenti. L’incontro di oggi - che anticipa l’assemblea annuale di Epf in programma a Milano dal 10 al 12 giugno su invito di FederlegnoArredo - conferma la volontà di Epf e Assopannelli di lavorare insieme, per sensibilizzare le istituzioni europee e tutelare la competitività dell’intero settore del pannello e del mobile europeo". "E' fondamentale - ha sottolineato Paolo Fantoni, presidente di Assopannelli di FederlegnoArredo - che le politiche europee tengano conto delle specificità dell’industria del pannello, a partire dall’utilizzo dell’urea a uso industriale. Trasformando il legno in semilavorati, rappresentiamo l’anello di collegamento tra la filiera del legno e quella dell’arredo. Comprendiamo e apprezziamo i passi positivi intrapresi dal Governo a tutela del settore agricolo sul tema dell’urea, ma allo stesso tempo raccogliamo con grande attenzione le preoccupazioni espresse dalla European Panel Federation. Inoltre il Cbam si applica alle materie prime e ai semilavorati, ma non ai prodotti finiti: questo rischia di favorire mobili realizzati fuori dall’Ue che, pur contenendo urea, entrano nel mercato europeo senza oneri aggiuntivi. E' paradossale che una norma pensata per evitare fenomeni di carbon leakage e tutelare la produzione europea, rischi di avere effetti opposti per un settore che è altamente sostenibile. Tanto più se consideriamo che oggi oltre il 60% dei pannelli prodotti in Europa utilizza legno riciclato".
(Adnkronos) - “L'olio di palma certificato sostenibile, oltre a garantire la sostenibilità sociale e ambientale, garantisce anche la sicurezza e la qualità del prodotto. È conosciuto e usato in tutto il mondo”. Lo ha detto Vincenzo Tapella, presidente Uiops, l’Unione italiana per l’Olio di palma sostenibile, partecipando oggi a Rimini al seminario organizzato con l’Associazione italiana dell'industria Olearia, nell’ambito del Sigep, il Salone internazionale dedicato a gelato, pastry&chocolate, coffee, bakery e pizza. Durante l’incontro è stato presentato il position paper "Olio di palma sostenibile: nutrizione e sicurezza alimentare", recentemente adottato dal Comitato tecnico scientifico Uiops. “Il Comitato Tecnico Scientifico dell’Unione – spiega il presidente - è un organismo interdisciplinare esterno di esperti scelti per assicurare autorità, rigore scientifico e obiettività nei contenuti pubblicati o adottati dall’associazione stessa. Ha una funzione di supporto scientifico e di validazione oggettiva per tutte le attività di comunicazione e posizionamento dell’Unione sui temi dell’olio di palma sostenibile, in termini di sostenibilità ambientale, nutrizionale, sociale e di filiera”. Per Tapella la scelta di presentare il documento alla manifestazione è strategica: “Sigep è una fiera importantissima per quanto riguarda il settore alimentare - afferma - Vogliamo informare sull’evoluzione dell’olio di palma e far conoscere al pubblico le sue caratteristiche e le sue peculiarità. Questo position paper è rivolto a cascata, non soltanto ai produttori di prodotti alimentari ma anche al consumatore come garanzia di sicurezza, qualità e la sostenibilità dell'olio di palma”, aggiunge.