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(Adnkronos) - La Commissione europea ha concesso l'autorizzazione all'immissione in commercio condizionata per belumosudil come trattamento della malattia cronica da trapianto contro l'ospite (cGvhd) in pazienti adulti e pediatrici di età pari o superiore a 12 anni con un peso corporeo di almeno 40 kg. Il farmaco è indicato quando le altre opzioni terapeutiche forniscono un beneficio clinico limitato, non risultano adeguate o sono state esaurite. Lo annuncia Sanofi in una nota, precisando che l'Aic condizionata è subordinata al completamento di uno studio controllato randomizzato e confermativo. Il via libera Ue segue il parere positivo del Comitato per i medicinali ad uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea dei medicinali (Ema), pubblicato il 30 gennaio 2026. "La Gvhd cronica è una condizione grave e potenzialmente fatale che comporta un profondo impatto fisico ed emotivo a una popolazione rilevante di pazienti dopo il trapianto di cellule staminali ematopoietiche allogeniche - afferma Mohamad Mohty, professore di Ematologia e Head of the Haematology and Cellular Therapy Department all’Hôpital Saint-Antoine e Sorbonne University, Parigi - In tutta Europa, molti pazienti continuano ad affrontare sfide significative nella gestione di questa malattia, soprattutto quando le terapie esistenti non offrono un beneficio adeguato. Questa approvazione rappresenta un importante traguardo, offrendo una nuova opzione terapeutica che ha il potenziale di migliorare significativamente la vita dei pazienti". Dichiara Olivier Charmeil, Interim Ceo & Executive Vice President, General Medicines, Sanofi: "Quasi 1 paziente su 2 con Gvhd cronica necessita di un trattamento di terza linea, eppure le opzioni terapeutiche disponibili per i pazienti in Europa in questa fase avanzata della malattia sono ancora limitate. Ci impegniamo con continuità a supportare i pazienti con Gvhd cronica e i loro caregiver e siamo lieti di offrire questa nuova opzione terapeutica ai pazienti che vivono con questa condizione debilitante e a lungo termine". L'approvazione si basa sui risultati di sicurezza ed efficacia di diversi studi clinici e su dati di mondo reale, riporta la nota. Questi includono lo studio randomizzato e multicentrico di fase 2 ROCKstar (studio clinico NCT03640481), che ha dimostrato risposte clinicamente significative e durature con belumosudil per pazienti che vivono con Gvhd cronica dopo trapianto di cellule staminali e almeno due linee precedenti di terapia sistemica. Il trattamento è stato generalmente ben tollerato. Sotto l'autorizzazione all'immissione in commercio condizionata, Sanofi condurrà un nuovo studio confermativo, controllato e randomizzato. Nel 2019 il medicinale è stato designato come 'farmaco orfano' (usato nelle malattie rare) per il trattamento della malattia cronica da trapianto contro ospite. A seguito di questa Aic condizionata, il Chmp dell'Ema ha anche formalmente adottato un parere sul mantenimento dello status di designazione di farmaco orfano per belumosudil. Oltre all'Ue, belumosudil è approvato in 20 Paesi, tra cui Stati Uniti, Regno Unito e Canada, per il trattamento di pazienti di età pari o superiore a 12 anni con Gvhd cronica dopo fallimento di almeno due linee precedenti di terapia sistemica, e in Cina dopo il fallimento di una linea precedente di terapia sistemica. Da allora, più di 20mila pazienti affetti da Gvhd cronica sono stati trattati con belumosudil dalla sua prima approvazione negli Usa nel luglio 2021. Belumosudil - dettaglia la nota - è il primo inibitore selettivo di Rock2 (proteina chinasi-2 associata a Rho contenente un dominio coiled-coil) (Rock2i) di Sanofi. Ha dimostrato di apportare beneficio in diverse tipologie di pazienti affetti da malattia cronica del trapianto contro l'ospite dopo il fallimento di almeno due linee di terapia precedenti. Sanofi è impegnata a studiare la sicurezza e l'efficacia di belumosudil in altre fasce di età e indicazioni, anche attraverso studi in corso in pazienti pediatrici a partire da 1 anno di età con cGvhd che sono stati trattati con almeno due precedenti linee di terapia sistemica e in pazienti con disfunzione cronica da allotrapianto polmonare. Queste indicazioni aggiuntive sono attualmente in fase di studio e non sono state approvate dalle autorità regolatorie. ROCKstar è uno studio registrativo di fase 2, in aperto, non controllato, randomizzato e multicentrico che ha valutato l'efficacia e la sicurezza di belumosudil in pazienti con malattia del trapianto contro l'ospite cronica che avevano ricevuto da due a 5 linee precedenti di terapia sistemica e necessitavano di terapia aggiuntiva. Un'analisi di follow-up di 3 anni, in aperto, dello studio ROCKstar ha valutato l'efficacia a lungo termine di belumosudil. Il trattamento consisteva in belumosudil 200 mg ed è stato somministrato continuativamente fino alla progressione clinicamente significativa della cGvhd o al manifestarsi di una tossicità inaccettabile. L'endpoint primario era il tasso di risposta complessiva (Overall response rate, Orr) a qualsiasi valutazione. I risultati dello studio hanno dimostrato un Orr migliore clinicamente significativo e statisticamente significativo del 74% in trattamento con belumosudil (n=77, Ic 95%, 63-83). Le reazioni avverse più comuni sono state affaticamento (46%), diarrea (35%), nausea (35%), dispnea (32%), tosse (30%) e infezioni delle vie respiratorie superiori (26%). La malattia cronica del trapianto contro l'ospite è una complicanza potenzialmente letale che può verificarsi dopo un trapianto di cellule staminali (o trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche) in cui le cellule del donatore (graft) attaccano le cellule dell'ospite, portando a infiammazione e fibrosi (cicatrizzazione o ispessimento) che possono danneggiare molteplici tessuti e organi. La cGvhd compromette gravemente la vita e interessa fino al 50% dei pazienti sottoposti a trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche. La cGvhd è considerata una delle principali cause di morbilità e mortalità tardiva non correlata a recidiva dopo il trapianto di cellule staminali. Le conseguenze sono di vasta portata, sia in termini di onere che può gravare sul benessere fisico ed emotivo dell'individuo, sia in termini di più ampio impatto socioeconomico.
(Adnkronos) - Guidata dalla visione creativa del celebre designer statunitense David Carson, The Macallan veste di nuovo alcuni tra i suoi storici whisky, e lo fa attraverso simboli che raccontano i primi due secoli di una distilleria mitica, che ora si proietta con forza verso il futuro. Il restyling grafico riguarda le 'Timeless vollections', e cioè le serie Double Cask e Sherry Oak, e incarna la capacità e la dedizione di The Macallan nella creazione di Single Malt Scotch Whisky ineguagliabili. Questi nuovi abiti esprimono una visione lungimirante che celebra la maestria e la creatività della distilleria, frutto di una consolidata esperienza. Pur presentando un’identità visiva rinnovata, i whisky restano invece fedeli all’inconfondibile gusto che ha reso The Macallan celebre: armoniosi, decisi e raffinati. E il claim della campagna di lancio ben riassume questa impostazione: 'You know me so well'. David Carson, che è considerato il padre della 'grunge typography' e che ha già collaborato a più riprese con il brand, ha tratto ispirazione dai pilastri produttivi di Macallan, integrandoli nelle etichette e dando così vita alla nuova e suggestiva visione delle Timeless Collections. Secondo il celebre artista “come nel whisky, anche nel design tutto sta nell’equilibrio. E con The Macallan ho voluto creare un’identità visiva che onorasse la sua prestigiosa storia, ma che al contempo ne riflettesse lo spirito pionieristico. Ogni dettaglio, dall’etichetta alla forma della bottiglia, è un tributo alla maestria che contraddistingue ogni sorso”. E così l’iconico tetto erboso e ondulato della distilleria ha ispirato la silhouette sinuosa della nuova bottiglia e del nuovo logo, creando un legame diretto tra il packaging e la Macallan Estate. Altro elemento fondamentale è l’etichetta triangolare posizionata appena sotto il collo della bottiglia a evocare il 'Triangolo dello Sherry' in Andalusia, regione celebre per la produzione del famoso vino fortificato e patria delle eccezionali botti stagionate che conferiscono colore e sapore naturale ai whisky. A proposito di colore, il rosso è il colore dominante, un richiamo alla pigmentazione naturale che i whisky sviluppano durante l’invecchiamento, ma anche un tratto costante nella storia secolare della distilleria. Il colore della scritta The Macallan è stato sviluppato assieme al Pantone Colour Institute e registrato come 'The Macallan red'. A fare da contrasto il colore bianco, elegante citazione dell’Albariza, il tipico suolo calcareo dominante nell’area di Jerez, dove crescono le uve che diventeranno vino Sherry. Cambiano anche gli astucci, con il 'wave pattern' che li caratterizza immaginato da Carson come citazione del fiume Spey, che attraverso in tutta la regione e ha sostenuto per secoli la produzione di whisky. Infine la retroetichetta, rifugio sicuro per la curiosità dei whisky lovers più esigenti: qui nuovi simboli identificano il tipo di botte, evidenziando l’influenza aromatica delle botti di quercia americana ed europea, mentre un codice QR univoco conduce a ulteriori approfondimenti per un coinvolgimento totale. Il connubio fra Sherry e quercia resta il nucleo di ogni espressione di Macallan, plasmando il gusto del whisky in modo esemplare. Inoltre gli anni di invecchiamento, sempre indicati in etichetta, intervengono come un ulteriore elemento di complessità, moltiplicando le nuances organolettiche delle due collezioni. Double Cask collection: i whisky della serie nascono da una perfetta combinazione di botti in quercia europea e americana, stagionate con vino Sherry nelle bodegas di Jerez de la Frontera. La Double Cask collection è un tributo alle eccezionali botti di The Macallan e alla loro straordinaria storia: un viaggio lungo 200 anni e migliaia di chilometri, dalle foreste di due continenti alle vigne dell’Andalusia. I whisky sono tre: 12, 15 e 18 anni e sono caratterizzati da un profilo morbido e cremoso con note di frutta gialla matura e toffee provenienti dal rovere americano, arricchite da spezie delicate e frutta secca donate dalla quercia europea. Sherry Oak collection: i due whisky delle Sherry Oak collection, un 12 e un 18 anni, sono invecchiati esclusivamente in botti di quercia europea che hanno contenuto in precedenza sherry. Con naturali sfumature color mogano, questi whisky rappresentano l’apice dello ‘stile Macallan’, impreziositi da intrecci di frutta secca e frutta rossa, e sorretti da un’intensa speziatura legnosa. Una collezione che esprime in pieno la profondità e la raffinatezza dell’Heritage di The Macallan.
(Adnkronos) - Misurare il valore generato dalle attività di stakeholder engagement per imprese e comunità locali, dimostrando che la Just Transition è un percorso che conviene al territorio e imprese. È questo l'obiettivo dell’Engagement Value Index, il Report con cui A2A ha misurato gli impatti generati sui territori, con Sda Bocconi School of Management e sul business, con il contributo di Teha (The European House – Ambrosetti), proponendo due indici complementari. Lo studio, basato sul programma di dialogo e ascolto annuale sviluppato da A2A nelle aree in cui è presente, rivela che il coinvolgimento degli stakeholder migliora la qualità della relazione con l’azienda di quasi il 30% e che, nell’80% dei casi, i benefici reputazionali si riflettono sull’intera organizzazione. Le iniziative di engagement favoriscono la condivisione delle conoscenze e facilitano la nascita o il rafforzamento di sinergie tra attori diversi su tematiche che richiedono un approccio cooperativo. Oltre il 75% dei partecipanti allo studio dichiara di sentirsi più motivato e sicuro nella propria capacità di contribuire concretamente alla transizione sostenibile e il 65% si dichiara intenzionato a riprendere o consolidare i contatti con altri partecipanti per avviare progetti in ambito sostenibilità. In apertura dell’evento, tenutosi nella sede di Assonime è intervenuto Roberto Tasca, Presidente di A2A e Stefano Firpo, Direttore Generale di Assonime. “Il coinvolgimento degli stakeholder è una leva strategica nel perseguimento della Just Transition ma affinché sia realmente efficace deve essere integrato sistematicamente nei processi decisionali e nella cultura aziendale” commenta Roberto Tasca, Presidente di A2A. “Nel nostro Gruppo, dal 2015 il Comitato Esg e Rapporti con i Territori affianca il Consiglio di Amministrazione nella definizione delle iniziative di engagement e, nel 2022 ha promosso la redazione di una policy strutturata che ne definisce il quadro strategico e operativo. L’impegno a misurare gli effetti di questi processi sull’azienda e sui territori coinvolti è per noi una conseguenza naturale. I ritorni sono tangibili nel dialogo e nella partecipazione ma abbiamo voluto valutare impatto concreto e capacità di empowerment che abilitano. Per questo abbiamo accolto con partecipazione le ultime linee guida emanate dal Comitato per la Corporate Governance, che mirano a rafforzare il ruolo del board nella definizione delle strategie di ascolto e coinvolgimento degli stakeholder. Ci riconosciamo in queste indicazioni che confermano l’importanza degli strumenti di engagement per la creazione di valore a lungo termine e la centralità del dialogo per innescare dinamiche di sinergia per lo sviluppo sostenibile”. Nel suo intervento, Stefano Firpo Direttore Generale di Assonime ha sottolineato come: “Il dialogo con tutti gli stakeholder rilevanti è diventato un asse portante del modello di impresa contemporaneo e costituisce uno strumento essenziale per una creazione di valore che tenga conto della sostenibilità ambientale e sociale. Le analisi di Assonime mostrano un impegno crescente delle imprese in questa direzione ma anche l’esigenza di rafforzare l’integrazione del dialogo con gli stakeholder nella definizione delle strategie e del modello di business. In questo senso va la raccomandazione del Comitato per la Corporate Governance dello scorso dicembre che invita le società quotate ad adottare una specifica “politica di stakeholder engagement” nella quale il consiglio di amministrazione svolge una funzione fondamentale di indirizzo e di monitoraggio”.