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(Adnkronos) - Procedimenti penali solo su richiesta del ministro e argine all'esposizione mediatica degli agenti. Al Senato arriva un nuovo disegno di legge targato Fdi - con Renato Ancorotti come primo firmatario - che ridisegna le tutele giuridiche per le forze dell'ordine, intervenendo sull'articolo 32 della legge n. 152 del 1975 e aprendo la strada a uno 'scudo procedurale' per agenti e militari impegnati in operazioni di ordine pubblico. Ma poi il senatore di ripensa e lo ritira. "Ho deciso di ritirare il disegno di legge sulla tutela delle forze dell’ordine, che prevede modifiche sull'articolo 32 della legge n. 152 del 1975, peraltro ancora in fase di drafting e non pubblicato. Constatato che ha creato confusione ed è stato indicato come espressione della linea del partito preferisco, per chiarezza, chiuderne il percorso, che era semplicemente una iniziativa personale", ha chiarito Ancorotti. La bozza del provvedimento introduceva la richiesta di procedimento del ministro competente come "condizione di procedibilità" per i reati commessi in servizio nell'uso delle armi o di altri mezzi di coazione fisica. Una scelta che, nelle intenzioni del proponente, non attribuisce privilegi personali ma tutela la funzione pubblica svolta dagli operatori di sicurezza, evitando l'automatismo dell'azione penale in contesti operativi complessi e ad alto rischio. A chiarire l'impianto politico della proposta era stato lo stesso Ancorotti, che all'Adnkronos aveva precisato: "Non stiamo facendo l'Ice, abbiamo forze dell'ordine che sono di primissimo rango e sono all'altezza. Non si tratta di una copertura delle forze dell'ordine: vogliamo solo che abbiano la possibilità di prendere avvocati attraverso il ministero e che non paghino tutto loro. La riforma mira a proteggere l'efficacia operativa degli agenti ma non deroga ad alcun principio costituzionale". Il testo optava per la richiesta di procedimento e non per l'autorizzazione, richiamando implicitamente la giurisprudenza della Corte costituzionale che nel 1963 dichiarò illegittime analoghe previsioni del Codice Rocco per violazione degli articoli 3 e 28 della Costituzione. Restavano comunque ferme la responsabilità penale, civile e amministrativa dei pubblici ufficiali, che si consolidavano in caso di dolo o colpa grave, ipotesi nelle quali lo Stato avrebbe potuto esercitare il diritto di rivalsa. Sul piano procedurale, l'iniziativa - assicuravano i proponenti - non avrebbe bloccato né l'attività investigativa né l'accertamento dei fatti. L'iscrizione nel registro degli indagati sarebbe rimasta possibile ai sensi dell'articolo 335 del codice di procedura penale, purché la notizia di reato fosse fondata su fatti determinati e non inverosimili e non fossero emerse cause di giustificazione. Parallelamente, sarebbe stata riaffermata la tutela dei cittadini contro eventuali abusi: l'articolo 393-bis del codice penale continua infatti a escludere la punibilità per resistenza, violenza o oltraggio a pubblico ufficiale quando sia quest'ultimo ad aver ecceduto con atti arbitrari i limiti delle proprie attribuzioni. Uno dei punti principali riguardava la difesa legale degli operatori coinvolti in procedimenti penali. Il disegno di legge prevedeva che, fino all'accertamento definitivo delle responsabilità, le spese restassero sempre a carico del Ministero. La restituzione delle somme anticipate dallo Stato sarebbe scattata anche in caso di colpa grave e non solo di dolo. "Trump fa scuola per la destra italiana. Leggiamo che Fratelli d’Italia propone procedimenti penali per le forze dell’ordine solo su richiesta del ministro - era insorto il capogruppo dell’Alleanza verdi e sinistra in Senato, Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama - . Questa proposta non solo modifica le tutele giuridiche e introduce una sorta di scudo penale per gli agenti, e i militari, impegnati in operazioni di ordine pubblico ma, dà al ministro dell’Interno di turno un potere enorme che addirittura gli permetterebbe di stoppare l’automatismo dell’azione penale. Lo scudo penale - aveva proseguito De Cristofaro - rischia di essere una palese violazione del principio di eguaglianza, e dell’articolo 3 della Costituzione italiana che pone tutti i cittadini uguali davanti alla legge. Un po' quello di cui gode la tanto contestata Ice americana. Una cosa gravissima, uno scudo e un privilegio per gli agenti ma anche l’ennesimo attacco alla magistratura".
(Adnkronos) - "Le Olimpiadi rappresentano sicuramente un’ottima vetrina internazionale per Milano e per tutte le altre aree coinvolte nell’evento. L’eredità importante che eventi come questi lasciano sul territorio è data in particolare dalle infrastrutture (in termini di viabilità, collegamenti, impianti sportivi, strutture dedicate) che sul mercato immobiliare ha sempre avuto un impatto positivo, in parte è stato già scontato nel 2025 con un maggiore interesse da parte di investitori che hanno comprato per mettere a reddito la casa durante l’evento". Lo dice all'Adnkronos/Labitalia Fabiana Megliola, responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa. "A beneficiare delle Olimpiadi Invernali nel primo semestre del 2025 - sostiene - è stata l’area di Rogoredo che ha visto una crescita dei prezzi del 16% da attribuire in modo particolare agli investitori che hanno acquistato in vista proprio di questo importante avvenimento sportivo. Hanno scelto soprattutto Rogoredo Vecchia, dove ci sono immobili ante ’67 che si scambiano a prezzi medi di 3000 euro al mq. Hanno acquistato bilocali da 140-150 mila euro. Anche l’area intorno a via Ripamonti, pur registrando prezzi stabili, ha avuto delle migliorie e un maggiore interesse nell’acquisto. Erediterà lo studentato a cui sarà destinato il Villaggio Olimpico: 1700 posti-letto accessibili nei prossimi anni". "Eventi come le Olimpiadi - spiega - lasciano anche strutture impiantistiche rinnovate o nuove che sono apprezzate soprattutto da chi pratica sport e che potrebbe interessarsi ad affittare o acquistare una casa vacanza nei luoghi migliorati. Su Milano a prescindere dalle Olimpiadi prevediamo, per il 2026, un aumento dei prezzi compreso tra +2% e +4%". "I giochi olimpici - sottolinea - porteranno soprattutto turisti (si stimano 2,5 milioni di visitatori, molti stranieri con una permanenza media di tre notti) e questo avrà un effetto positivo sul settore ricettivo, sulla ristorazione, sul commercio. Anche Milano, che già da diverso tempo attira acquirenti stranieri, potrà beneficiare di un aumento di interesse anche per l’immobiliare. Le Olimpiadi genereranno ricchezza che potrebbe poi essere investita nel mattone, sia esso residenziale sia non residenziale". "Il commercio della città inclusa la ristorazione - osserva Fabiana Megliola - trarrà beneficio dall’evento. Il retail a Milano nella prima parte del 2025 ha dato segnali positivi, grazie anche ai flussi turistici che hanno spinto il commercio in città. Questi ultimi si sono riversati soprattutto nelle zone centrali, tra cui via Torino che continua a rappresentare un polo di attrazione per il settore della ristorazione, inclusa quella da asporto, con valori di vendita compresi tra 6500 e 14500 euro al mq e canoni di locazione tra 550 e 1400 euro al mq annuo". "Se - avverte - guadiamo all’area più vicina ai siti olimpici, negli ultimi tempi, si registra un discreto dinamismo nell’area della Fondazione Prada, dove si stanno affittando spazi destinati a gallerie d’arte e organizzazione di eventi, con canoni medi di 200-250 euro al mq annuo. Non distante su corso di Porta Romana si osserva prevalentemente l’insediamento di attività di servizi alla persona e di ristorazione; si affitta da 320 a 600 euro al mq annuo. Sempre elevato l’interesse per i locali commerciali del distretto della ristorazione di via Marghera, via Ravizza e via Sanzio dove, negli ultimi tempi, si sono posizionate nuove attività legate al food. Si affitta da 500 a 1000 euro al mq annuo, si vende intorno 10 mila euro al mq".
(Adnkronos) - “Puntiamo a integrare innovazione, tecnologia, affidabilità e attenzione all’ambiente per trasformare l’acqua in un’esperienza sempre più trasparente e migliore per i consumatori. I nuovi prodotti che stiamo lanciando, Purity e Smart Modernity, rappresentano una risposta concreta a questa sfida: soluzioni semplici e intuitive che integrano tecnologia IoT (Internet of Things) avanzata e contribuiscono a creare un vero e proprio ecosistema di acqua connessa”. Lo ha detto oggi a Milano Giulio Giampieri, presidente di Culligan Italia, player di rilievo nei sistemi di trattamento dell’acqua, intervenendo al talk ‘L’acqua del futuro è smart’, nel corso del quale sono state lanciate le due nuove soluzioni smart e presentati, in anteprima nazionale, i risultati di una nuova ricerca Ipsos Doxa realizzata per Culligan, che evidenzia la crescente attenzione degli italiani verso la qualità dell’acqua da bere e il suo impatto sulla sostenibilità. “I consumatori chiedono sempre più trasparenza, affidabilità e responsabilità alle aziende – riprende Giampieri – Culligan si è sempre posta, e continuerà a porsi, come facilitatore del cambiamento, creando cultura dell’acqua e mettendo a disposizione informazioni chiare, supportate da evidenze scientifiche, che aiutino le persone a comprendere meglio l’acqua che bevono e, di conseguenza, a compiere scelte più consapevoli. Le nostre soluzioni promuovono l’idratazione e il benessere delle persone e, allo stesso tempo – aggiunge – consentono di ridurre, o meglio ancora eliminare, l’utilizzo di bottiglie in plastica monouso, facilitando scelte di vita più rispettose dell’ambiente”. “Nel 2025, l’utilizzo delle soluzioni Culligan a livello globale ha consentito di ridurre l’equivalente di 45 miliardi di bottiglie di plastica monouso: un dato che, meglio di qualsiasi parola, racconta il valore che le nostre soluzioni possono portare sul mercato”, sottolinea. Ma in che modo per l’azienda “il futuro dell’acqua è smart”? “La tecnologia serve a migliorare la qualità della vita, a creare efficienza operativa e, soprattutto, a offrire tranquillità e controllo ai nostri clienti – afferma Giampieri – L’innovazione, infatti, non è solo tecnologica, ma riguarda anche i servizi, che sono il cuore della nostra azienda. Crediamo fortemente che ogni interazione con i consumatori sia un’opportunità per costruire valore e fiducia nel tempo”. “Con queste nuove soluzioni – evidenzia – Culligan vuole essere più di una semplice azienda di servizi: aspiriamo a diventare una vera e propria community, con l’obiettivo chiaro e condiviso di portare ogni giorno acqua migliore, ovunque. È così che costruiamo un brand forte, riconoscibile e fondato, prima di tutto, sulla fiducia dei consumatori”. Acqua migliore e a basso impatto. Il presidente sottolinea inoltre l’impegno dell’azienda nel “ridurre il proprio impatto ambientale diretto”. Un esempio concreto è il progetto ‘Swap to Reusable’, che mira a convertire i boccioni monouso in boccioni multiuso, con l’obiettivo di raggiungere entro il 2028 almeno l’80% della produzione riutilizzabile. “Si tratta di un importante progetto di sostenibilità industriale – sottolinea – che richiede investimenti significativi ma che produrrà risultati concreti e misurabili”. L’impegno di Culligan è misurabile anche attraverso la partecipazione come water partner alla Maratona di Bologna. “Nell’edizione 2025 abbiamo idratato, con acqua filtrata a chilometro zero, oltre 50mila tra atleti e visitatori, consentendo un risparmio di più di 80mila bottiglie di plastica monouso – ricorda Giampieri – Nel 2026 saremo nuovamente partner dell’iniziativa, con l’ambizione di raggiungere risultati ancora più significativi”, conclude.