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(Adnkronos) - Il governo italiano definisce "un oltraggio alle vittime" la scarcerazione di Jacques Moretti. Il proprietario del bar Le Constellation a Crans-Montana, dove sono morte 40 persone a Capodanno, ha pagato la cauzione di 215mila euro (200mila franchi) per uscire dal carcere di Sion. Il Tribunale vallesano per i provvedimenti coercitivi (TMC) ha annunciato oggi la revoca della detenzione preventiva. Moretti sarà comunque sottoposto a misure cautelari: "Si tratta delle misure classiche che consistono nel divieto di lasciare il territorio svizzero, nell'obbligo di depositare tutti i documenti di identità e di soggiorno presso il Ministero pubblico, nell'obbligo di presentarsi quotidianamente alla polizia e quindi nell'obbligo di versare una cauzione". Il TMC di Sion ha fissato cauzione secondo un "importo stabilito dal Ministero pubblico e che il tribunale ha ritenuto adeguato e dissuasivo". La somma è stata versata oggi sul conto del Ministero pubblico. Il TMC è giunto a questa conclusione dopo "una nuova valutazione del rischio di fuga e dopo aver esaminato l'origine dei fondi e la natura dei rapporti tra l'imputato e la persona che ha versato tale importo, che è uno dei suoi amici stretti", si legge nell'istanza. Il tribunale aveva ordinato la detenzione preventiva per un periodo iniziale di tre mesi, a causa del rischio di fuga. Moretti era detenuto nel carcere di Sion dal 9 gennaio scorso. Assieme alla moglie Jessica è indagato per omicidio, lesioni personali e incendio colposi. Il tribunale ha ricordato che per l'imputato vale la presunzione di innocenza fino all'entrata in vigore di una sentenza di condanna. "Il principio cardine del procedimento penale svizzero è quindi che l'imputato rimanga in libertà fino al processo, poiché la detenzione preventiva può essere disposta solo in casi eccezionali come ultima ratio per garantire il corretto svolgimento delle indagini", viene sottolineato. "Pertanto, se misure meno coercitive della detenzione preventiva consentono di ottenere lo stesso risultato, tali misure (dette sostitutive) devono essere obbligatoriamente disposte al posto della detenzione. Si sottolinea infine che la detenzione preventiva subita finora dall'imputato non aveva lo scopo di punirlo", ha precisato ancora il tribunale. La reazione di Romain Jordan, avvocato di diverse famiglie delle vittime, non si è fatta attendere. In un comunicato, il legale scrive di non voler commentare "le questioni relative alla detenzione preventiva. Per quanto riguarda le indagini, aggiunge il legale, "i miei clienti sottolineano che, ancora una volta, non viene presa in considerazione la possibilità di collusione e di distruzione delle prove, un rischio che li preoccupa fortemente e compromette l'integrità dell'istruzione penale". Dal canto loro, gli avvocati Yaël Hayat, Nicola Meier et Patrick Michod, legali dei proprietari del Le Constellation, dichiarano in una nota che "i coniugi Moretti prendono pienamente atto della decisione resa e degli obblighi che essa impone. Jessica e Jacques Moretti continueranno ora a rispondere insieme a ogni richiesta delle autorità. I loro pensieri restano costantemente rivolti alle vittime di questa tragedia".
(Adnkronos) - In qualità di partner mondiale dei Giochi Olimpici e Paralimpici, Airbnb continua a mettere gli atleti al centro del proprio programma per Milano Cortina 2026, accompagnandoli lungo tutto il percorso: dalla preparazione e qualificazione fino alla competizione, al recupero e alla vita oltre i Giochi. Questo approccio rientra nell’impegno globale pluriennale da 40 milioni di dollari di Airbnb a sostegno degli spostamenti degli atleti, attivo tra il 2020 e il 2028 attraverso due programmi di punta sviluppati in collaborazione con il Comitato olimpico internazionale (Cio) e il Comitato paralimpico internazionale (Ipc): l’Airbnb athlete travel grant (Aatg) e Airbnb500. Dalla loro introduzione, questi programmi hanno supportato oltre 30.000 atleti con soggiorni in più di 100 Paesi. In vista di Milano Cortina 2026, Airbnb500 - il contributo di viaggio da 500 dollari aperto a tutti gli atleti in gara ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali - entra in una nuova fase con l’apertura delle candidature. A partire dal 30 gennaio, gli atleti Olimpici e Paralimpici in competizione potranno registrarsi all’edizione dedicata ai Giochi di Milano Cortina, con la possibilità, per gli atleti aventi diritto, di utilizzare il contributo per celebrare i propri traguardi, concedersi un periodo di riposo e recupero o viaggiare dopo le competizioni. A seguito del successo delle edizioni di Tokyo 2020, Pechino 2022 e Parigi 2024, Airbnb500 ha già supportato oltre 18.000 atleti in tutto il mondo. Accanto ad Airbnb500, Airbnb continua a sostenere gli atleti fin dalle fasi iniziali del loro percorso attraverso l’Airbnb Athlete Travel Grant. Ogni anno, il programma mette a disposizione di 1.000 atleti un contributo di 2.000 dollari per prenotare soggiorni Airbnb in tutto il mondo, legati a trasferte per competizioni o allenamenti. L’iniziativa è pensata per alleggerire il peso economico degli spostamenti, permettendo al contempo agli atleti di sentirsi a casa anche lontano dai propri contesti abituali. Un senso di comfort e stabilità che può fare una differenza concreta nelle routine di allenamento, nel recupero fisico e nel benessere mentale. A raccontare il valore concreto dei programmi Airbnb a supporto degli atleti, Jacopo Luchini, para snowboarder e surfista, vincitore di tre Coppe del Mondo: "A seconda della stagione mi alleno tra snowboard e surf, e il surf è parte integrante della mia preparazione, anche mentale, in vista delle competizioni sulla neve. Grazie all’Airbnb Athlete Travel Grant ho potuto trascorrere diversi mesi in Indonesia, allenandomi in luoghi remoti e straordinari come Java, e dedicarmi anche a periodi di preparazione in montagna. Airbnb mi ha permesso di soggiornare in case immerse nella natura, spazi autentici e silenziosi, ideali per prepararmi alle sfide di Milano Cortina", spiega. Anche Andrea Macrì, il leggendario difensore della Nazionale italiana di para ice-hockey, impegnato nella preparazione della sua quinta Paralimpiade, racconta il valore concreto dell’ Airbnb Athlete Travel Grant. “Sono basato a Torino, ma per i miei allenamenti -spiega- mi sposto spesso a Varese. Questo supporto è fondamentale per affrontare la preparazione con maggiore serenità, energia e concentrazione. Mi consente di muovermi con la certezza di poter contare su sistemazioni accoglienti, capaci di farmi sentire a casa. Airbnb è inoltre una scelta che accompagna spesso anche i miei viaggi nei periodi di riposo, momenti essenziali per recuperare le energie e tornare allo sport con la giusta motivazione”.
(Adnkronos) - “Siamo leader in economia circolare ma per raggiungere i target Ue occorre migliorare la governance con regole omogenee a livello territoriale, continuando a puntare sull’innovazione”. Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), in una intervista all’Adnkronos, fotografa progressi e limiti della filiera dell’economia circolare in Italia. “I dati mostrano che la filiera italiana è una delle leader a livello internazionale: tra i 17 indicatori compositi dell'Agenda 2030, che l'ASviS calcola ogni anno, quello relativo all'obiettivo 12, dell'economia circolare, presenta la crescita maggiore e anche un incremento generalizzato nelle diverse regioni italiane. Tutto ciò, però, non è sufficiente a raggiungere i target europei né ad utilizzare al meglio le tecnologie che consentirebbero un ulteriore salto della nostra manifattura all'insegna della circolarità della materia e della sostenibilità”, premette Giovannini. “Nel corso del 2025 abbiamo fatto uno studio - spiega - sul ruolo del deposito cauzionale sui contenitori di plastica, in alluminio e in vetro, uno strumento che sta avendo effetti estremamente significativi nei paesi europei che l'hanno già introdotto o lo stanno introducendo. E siamo molto contenti che proprio a seguito della nostra iniziativa ora ci sia una proposta di legge in Parlamento per la sua introduzione”. Non solo. C’è anche un tema, centrale, relativo alla governance. “Purtroppo, abbiamo regolamentazioni regionali abbastanza diversificate su ciò che è rifiuto e cosa è materia prima seconda, e quindi riutilizzabile. Anche dal punto di vista della governance del sistema possiamo e dobbiamo fare dei salti importanti perché il resto del mondo non sta fermo: pensiamo all’introduzione, appunto, del deposito cauzionale ma anche a quello che sta accadendo al mercato internazionale delle plastiche vergini provenienti da altre parti del mondo in maniera non sostenibile, i cui prezzi sono crollati. Una considerazione riguarda, poi, l'efficienza delle pubbliche amministrazioni per assicurare la filiera del riciclo, a partire dalla raccolta differenziata, e il sostegno dei cittadini a questo tipo di operazione, per i quali la situazione è a pelle di leopardo”. In questo quadro un mercato europeo unico delle materie prime seconde potrebbe agevolare i progressi nell'ambito del riciclo “perché le economie di scala contano anche in questo settore ed è proprio la diversità nelle definizioni che frena l'applicazione nel nostro paese. Ricordiamo, poi, che il negoziato internazionale per il trattato sulla plastica è stato bloccato dall'opposizione di alcuni Paesi (tra cui la Russia, l'India e l'Arabia Saudita), il che non favorisce Paesi come l'Italia che hanno fatto passi importanti verso il riciclo". In vista del Circular Economy Act un ruolo chiave, secondo Giovannini, è affidato all’innovazione tecnologica (“è una gara, il resto del mondo non sta fermo”) e all’ecodesign affinché si punti al riuso della materia (“ancor più necessario nel momento in cui si crea una filiera anche europea”). Ma, insiste, “bisogna armonizzare definizioni e approcci. Fare delle riforme o delle nuove normative a livello europeo e poi destinare alle singole Regioni l'attuazione, magari ognuno con standard diversi, non ci farebbe fare grandi passi avanti. Quindi le politiche nazionali devono assicurare la standardizzazione, gli investimenti in questa direzione e dunque anche l'omogenizzazione delle regole”. Su tutto pesa, però, il costo dell’energia. “Su questo l'Italia non sta facendo quello che dovrebbe benché le tecnologie rinnovabili stiano procedendo a grande velocità, grazie a innovazioni nello stoccaggio, quindi nella continuità dei sistemi, e verso l'uso dell'intelligenza artificiale nelle reti di gestione - conclude - E invece si continua a frenare il passaggio alle rinnovabili, magari affidandosi al gas liquefatto che viene dagli Stati Uniti e che è costosissimo”.