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Meloni torna a Niscemi: "Mercoledì il decreto, 150 milioni per case, indennizzi e messa in sicurezza"

(Adnkronos) - La premier Giorgia Meloni è tornata oggi, lunedì 16 febbraio, in Sicilia per una ricognizione nelle aree colpite dal ciclone Harry, a cominciare da Niscemi. Accompagnata dal capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabio ...

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Nomisma, una famiglia su due considera il calore a biomassa in alternativa al gas

(Adnkronos) - In un contesto caratterizzato dalle preoccupazioni sui rincari dei costi energetici i sistemi di riscaldamento a biomassa diventano un’opzione a cui sempre più famiglie italiane guardano con favore. Legna e pellet sono realtà già diffuse, ...

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Da agroecologia a bioeconomia, da Legambiente 30 idee per rilancio green

(Adnkronos) - Energia, bioeconomia, economia circolare, risorse idriche, agroecologia, velocizzazione degli iter autorizzativi, lotta all’illegalità, rafforzamento dei controlli. Sono i temi al centro del ‘Libro Bianco’ di Legambiente sulla riconversione green ...

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Meloni torna a Niscemi: "Mercoledì il decreto, 150 milioni per case, indennizzi e messa in sicurezza"

(Adnkronos) - La premier Giorgia Meloni è tornata oggi, lunedì 16 febbraio, in Sicilia per una ricognizione nelle aree colpite dal ciclone Harry, a cominciare da Niscemi. Accompagnata dal capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, ha fatto un sopralluogo nella zona rossa del Comune di Niscemi. Da Niscemi la premier ha annunciato un decreto con risorse subito per 150 milioni di euro al Cdm di mercoledì. "Il decreto arriva mercoledì, è immediatamente operativo, quindi le risorse dal giorno dopo ci sono", ha annunciato la presidente del Consiglio. Per Niscemi abbiamo ''un commissario straordinario, che è il capo della protezione civile, il prefetto Fabio Ciciliano, perché - ha spiegato Menoli - non volendo perdere neanche un giorno di tempo così siamo già operativi con la struttura. Le risorse sono dedicate alle tre grandi priorità soprattutto: la demolizione delle case che devono essere demolite, la messa in sicurezza del territorio e ovviamente gli indennizzi per chi ha perso le case e anche per le attività produttive al netto di quello che è stato già fatto e al netto di quel che prevede il resto del decreto". Per quanto riguarda altre tempistiche come la definizione della fascia di rispetto che è sul fronte di frana. "Queste sono decisioni che si possono prendere su dati tecnici. Se io forzassi delle decisioni perché voglio dare delle risposte certe ai cittadini e mettessi la loro sicurezza a repentaglio, sarei una pazza. Questo non lo voglio fare", ha affermato Meloni. "Penso che non si debba forzare per la sicurezza, la salute e per la certezza. Noi - ha sottolineato la premier - vogliamo dare delle risposte certe. Su questo non posso e non voglio dare una tempistica di cui non sono certa. Posso dire che oggi Niscemi sia il Comune più monitorato d'Europa e ci sono tutte le migliori eccellenze che noi abbiamo - avete visto il genio militare, la Protezione civile, i vigili del fuoco - e puntiamo a dare risposte certe quando lo sono. Per fare questo ci vuole del tempo, non è una decisione che si può forzare per assecondare politicamente, sarebbe irresponsabile". "E' stato molto importante incontrare i cittadini - ha detto Meloni dopo il sopralluogo - penso che faccia la differenza sempre quando ci si mette la faccia e si parla direttamente con le persone per capire anche quali sono le loro paure, ma anche quali sono le loro speranze. Poi ci sono quelle cose sulle quali si può rispondere positivamente, altre sulle quali magari è più difficile. Ma se non si riesce a parlare, non si possono dare queste risposte". "Abbiamo parlato con il sindaco di Niscemi - ha spiegato Meloni - ma anche con i comitati che rappresentano i cittadini per cercare di avere anche da loro elementi e vorremmo che fosse partecipato tutto il confronto, che poi porterà ovviamente a dover dare vita alle ordinanze. Al netto di questo stanziamento e di questo lavoro che riguarda la demolizione, la ricostruzione, gli indennizzi ai cittadini, c'è tutto un lavoro che si sta facendo sulla viabilità, sulle scuole, sulla sistemazione temporanea dei cittadini che poi dovranno cercare un'altra casa e che verranno indennizzati per poter comprare un'altra casa. E' un lavoro molto complesso - ha ammesso - ma che vorremmo che andasse in velocità. Per me qui è molto importante che non accada quello che è accaduto con la frana di fine anni 90". "Stiamo cercando di dare una risposta complessiva a tutti i territori coinvolti, chiaramente in raccordo con i presidenti delle Regioni interessate, Schifani, Occhiuto e Todde, mentre per Niscemi c'è il commissario straordinario Ciciliano. Per il solo Comune di Niscemi c'è uno stanziamento di 150 milioni di euro. E' un lavoro molto complesso ma che vorremmo andasse in velocità''. "Accolgo con grande apprezzamento il suo ritorno oggi a Niscemi e nelle altre aree interessate dall’emergenza. La sua presenza, accompagnata dal capo del Dipartimento Protezione Civile Fabio Ciciliano, conferma l’attenzione concreta verso le nostre comunità, già dimostrata con la prima visita dello scorso 28 gennaio", scrive sui social il governatore siciliano Renato Schifani. "In queste ore mi trovo a Roma per una serie di interlocuzioni istituzionali legate agli ulteriori interventi necessari, con l’obiettivo di accelerare procedure e risorse a sostegno di famiglie, imprese e amministrazioni locali - dice - La collaborazione tra Governo e Regione Siciliana è fondamentale per garantire risposte rapide ed efficaci. Continuiamo a lavorare, insieme, per assicurare alla #Sicilia il supporto e gli strumenti di cui ha bisogno in questa fase delicata". "Sono sicuro che il governo nazionale avrà una grande sensibilità, così come è stato da parte del governo regionale". Lo ha detto, nel corso di una diretta Fb, il sindaco di Niscemi (Caltanissetta), Massimiliano Conti. Che poi ha aggiunto: "Dobbiamo risollevarci e riguadagnare fiducia. Dobbiamo continuare la nostra vita affrontando l'emergenza con il confronto".

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Nomisma, una famiglia su due considera il calore a biomassa in alternativa al gas

(Adnkronos) - In un contesto caratterizzato dalle preoccupazioni sui rincari dei costi energetici i sistemi di riscaldamento a biomassa diventano un’opzione a cui sempre più famiglie italiane guardano con favore. Legna e pellet sono realtà già diffuse, rappresentando un mercato strutturato, con una famiglia su 4 che le utilizza per riscaldarsi, soprattutto nelle aree rurali, e in piccoli comuni. La biomassa evoca calore, comfort, sostenibilità e qualità della vita, ed è percepita come più conveniente e più sostenibile del gas. Per questo oltre il 50% delle famiglie prenderebbe in considerazione l’installazione di un impianto a biomassa, puntando soprattutto sul pellet come combustibile più desiderato. Sono alcuni dei dati che emergono da una survey inedita realizzata da Nomisma, che fotografa la conoscenza e la percezione dei sistemi di riscaldamento a biomasse legnose tra le famiglie italiane. Dati che aprono prospettive di mercato positive per una filiera che si darà appuntamento a Progetto Fuoco, il più importante evento mondiale dedicato agli apparecchi per il riscaldamento e la produzione di energie attraverso la biomassa, organizzato da Veronafiere e in programma dal 25 al 28 febbraio nel quartiere fieristico veronese. Con un fatturato di oltre 4 miliardi di euro, superando i 72mila addetti le aziende italiane produttrici di tecnologie sono market leader europeo, rappresentando oltre il 70% del mercato. Dalle stufe ai caminetti passando per caldaie, barbecue e cucine a legna e pellet: a Progetto Fuoco saranno presenti 430 brand, di cui il 42% da 38 paesi esteri, che presenteranno tutte le novità del mercato su una superficie espositiva di 65mila metri quadri, distribuita su 7 padiglioni e un’area esterna. Attesi a Verona più di 40mila visitatori professionali, 10mila dei quali dall’estero, che potranno conoscere da vicino almeno 5.000 prodotti in esposizione, la maggior parte dei quali sarà funzionante, grazie ad un apposito sistema di aspirazione dei fumi. La manifestazione sarà occasione anche di confronto sulle più attuali novità normative in ambito di efficienza energetica e di gestione sostenibile delle foreste, oltre ad offrire un ricco programma di convegni, workshop, tavole rotonde e momenti di aggiornamento professionale. L’edizione 2026 di Progetto Fuoco è stata presentata nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta alla Dream Factory di Milano. All’appuntamento erano presenti Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, Monica Pontarin, event manager di Progetto Fuoco, Emanuele Di Faustino, responsabile Industria, Retail e Servizi di Nomisma, Annalisa Paniz, direttrice generale di Aie, Adolfo Rebughini, direttore generale di Veronafiere e Valeria Santolin, exhibition manager area B2B di Veronafiere. "I dati presentati da Nomisma - commenta Federico Bricolo, presidente di Veronafiere - confermano che il riscaldamento a biomassa è una risposta concreta, moderna e sostenibile alle sfide energetiche attuali. In questo contesto, Progetto Fuoco, dal 1999, è la casa naturale della filiera legno-energia: un appuntamento leader al mondo, costruito insieme alle imprese e riconosciuto dal mercato. Il format internazionale continuerà a crescere anche all’estero, con un nuovo progetto dedicato al Nord-Est Europa che debutterà a gennaio 2027". L’indagine curata da Nomisma per Progetto Fuoco, condotta a gennaio 2026 su un campione di 800 intervistati rappresentativi della popolazione italiana, si colloca in un contesto caratterizzato da forte incertezza economica e geopolitica, in cui il tema del caro energia rappresenta una preoccupazione centrale per circa 1 famiglia su 4, creando un terreno favorevole alla valutazione di soluzioni di riscaldamento alternative rispetto ai sistemi tradizionali. In questo scenario, le biomasse legnose mostrano un buon livello di maturità in termini di conoscenza e diffusione. Oltre la metà delle famiglie italiane dichiara di averne sentito parlare e più di 4 su 10 affermano di averne una conoscenza approfondita. Anche l’adozione è tutt’altro che marginale: circa 1 famiglia su 4 utilizza oggi sistemi di riscaldamento a biomassa - nella prima e/o nella seconda casa -, confermando che si tratta di una tecnologia già radicata nel panorama energetico domestico. L’analisi del profilo degli utilizzatori evidenzia una maggiore diffusione in piccoli comuni (37% del campione) e aree rurali (40%), soprattutto nel Sud Italia (30%), e in abitazioni indipendenti. Dal punto di vista percettivo, il riscaldamento a biomassa è associato principalmente a calore, relax e convivialità. Nel confronto diretto con i sistemi tradizionali a gas, esso viene percepito come più conveniente, più sostenibile e più performante, soprattutto da parte degli utenti che ne fanno già esperienza diretta. Tra chi già utilizza questo tipo di impianti prevalgono camini e termocamini (49%), seguiti da stufe e termostufe (45%), mentre le caldaie a biomassa risultano una soluzione più residuale (6%). Il quadro che emerge è quello di un patrimonio impiantistico nel complesso piuttosto vetusto: oltre la metà degli utenti ha infatti installato il proprio impianto da più di dieci anni, evidenziando un significativo potenziale di turn-over tecnologico. In questo contesto gli incentivi pubblici giocano un ruolo cruciale: strumenti come Ecobonus, Conto termico e Bonus casa vengono percepiti come una leva concreta per favorire l’adozione. Tuttavia, la loro conoscenza non è ancora pienamente consolidata, risultando limitata a poco più di un italiano su tre. Una volta adottata, la biomassa genera un’esperienza d’uso complessivamente positiva, con potenziali effetti di fidelizzazione e passaparola: gli utilizzatori di impianti a biomassa si dichiarano complessivamente più soddisfatti (49%) rispetto a chi dispone di altre soluzioni (45%), con comfort termico e controllo dei consumi che emergono come i principali driver di soddisfazione. In prospettiva futura, il potenziale di crescita appare rilevante. In uno scenario ipotetico di nuova abitazione, oltre 1 famiglia su 2 prenderebbe in considerazione l’installazione di un impianto a biomassa legnosa; tra gli utenti attuali, la maggioranza rifarebbe questa scelta, con la quota che arriva a superare il 70%. Tra le novità di Progetto Fuoco un’area tematica in cui saranno protagoniste startup selezionate che presenteranno soluzioni all'avanguardia basate sull'Intelligenza Artificiale a supporto delle energie rinnovabili. E' l’Hub AI, realizzato in collaborazione con Clover Venture, un format che offrirà alle startup un programma di workshop che nell’arco delle tre giornate si concentreranno su intelligenza artificiale, innovazione sostenibile e strategie di crescita, progettati per fornire strumenti concreti e immediatamente applicabili. L’edizione 2026 sarà arricchita da un appuntamento di rilievo assoluto, lo European pellet forum, che per la prima volta approda in Italia, consolidando il ruolo del nostro Paese come protagonista della transizione energetica e della filiera del legno a livello europeo. Il forum, organizzato da Aiel-Associazione italiana energie agroforestali, partner tecnico di Progetto Fuoco, in collaborazione con European pellet council e Bioenergy Europe, si terrà il 27 febbraio, dalle ore 9:00 alle 13:00, e offrirà un’occasione unica di confronto tra produttori, distributori, tecnici, istituzioni e stakeholder sulle dinamiche del mercato del pellet e sulle politiche energetiche e ambientali europee. Il settore forestale, asset strategico delle politiche industriali, energetiche e ambientali nazionali, è al centro di diversi convegni e tavole rotonde che si terranno nel corso dei quattro giorni di Progetto Fuoco. In qualità di partner tecnico della manifestazione, Aiel (Associazione italiana energie agroforestali) arricchirà il dibattito proponendo una serie di incontri di approfondimento. Tra questi giovedì 26 febbraio un confronto istituzionale sulle azioni del piano nazionale Aria in ambito energetico, dall’aggiornamento del DM 186/2017 al rafforzamento delle attività di controllo e informazione. Mentre venerdì 27 febbraio alle 9.30 si parlerà di foreste e valorizzazione del ruolo e delle competenze femminili nell’ambito di un incontro dal titolo “Foreste, femminile plurale”. Una serie di workshop e incontri di taglio tecnico saranno inoltre proposti in collaborazione con Anfus (Associazione nazionale fumisti e spazzacamini) e con Assocosma, Associazione nazionale che rappresenta gli artigiani costruttori di stufe e i professionisti del settore. Tra questi ci saranno dimostrazioni e buone pratiche per la manutenzione e pulizia dei caminetti, appuntamenti di formazione su normative e sicurezza, oltre alla presentazione della Scuola professionale nazionale per fumisti e spazzacamini, in programma mercoledì 28 febbraio alle 14.30. Nell’area esterna antistante i padiglioni di Progetto Fuoco torna una nuova edizione di Progetto Bosco, l’area tematica di 5.000 metri quadri dedicata al bosco, alla meccanizzazione forestale, ai lavori su fune e all’arboricoltura. La sezione espositiva sarà arricchita da seminari e workshop che metteranno al centro temi come i numeri del bosco e i suoi collegamenti con la filiera legno-energia, ma anche i benefici socio-economici e ambientali legati alla gestione sostenibile delle foreste.

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Da agroecologia a bioeconomia, da Legambiente 30 idee per rilancio green

(Adnkronos) - Energia, bioeconomia, economia circolare, risorse idriche, agroecologia, velocizzazione degli iter autorizzativi, lotta all’illegalità, rafforzamento dei controlli. Sono i temi al centro del ‘Libro Bianco’ di Legambiente sulla riconversione green dell’industria italiana: 30 proposte per otto settori chiave con sei pilastri per rilanciare la manifattura italiana e renderla più competitiva e sostenibile. Un obiettivo: “dare gambe” al Clean Industrial Deal Made in Italy, fondato su lotta alla crisi climatica, innovazione e competitività. Per farlo, è necessario accelerare il passo avendo come come pilastri la decarbonizzazione, la circolarità, l’innovazione, la legalità, nuova occupazione green e inclusione. In questo quadro dunque, l’Italia, deve “colmare ritardi e vuoti normativi, superando iter troppo lenti e burocratici, alti costi energetici e il mancato rispetto delle norme ambientali, tutti ostacoli non tecnologici che ad oggi ne frenano il pieno sviluppo”. In particolare, spiega Legambiente, bisogna spingere sull’applicazione e il rispetto delle norme ambientali, come evidenziato anche dalla Commissione Ue nel suo recente riesame dell’attuazione delle politiche ambientali, che “possono far risparmiare all’economia europea ben 180 miliardi di euro annui (circa l’1% del Pil Ue)”. “Il Clean Industrial Deal è un’opportunità che l’Italia non deve assolutamente sprecare per varare una politica industriale all’altezza della sfida climatica e per far ridurre alle imprese i costi dell’energia, evitando, però, la pericolosa scorciatoia della deregulation ambientale”, ha evidenziato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, intervenuto stamattina alla terza edizione del forum ‘L’Italia in cantiere. Un clean industrial deal made in Italy’. “Investire in un’ambiziosa politica industriale significa favorire la competitività delle imprese, facendo occupare dall’Italia, prima degli altri Paesi, l’esponenziale mercato globale delle tecnologie green”, ha affermato, sottolineando che “con questo spirito abbiamo deciso di scrivere il nostro ‘Libro bianco’, pensato come un vero e proprio piano industriale per l’Italia, indirizzando delle proposte a governo e Parlamento e raccontando, con l’esperienza dei tanti campioni nazionali della transizione ecologica, quello che il Paese sta già facendo”.

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