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(Adnkronos) - Un Hub Formativo dei Porti di Roma e del Lazio per rispondere alla crescente difficoltà di reperimento di personale qualificato nel settore portuale, crocieristico e della blue economy. Si è svolta ieri la prima riunione promossa dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, che ha visto il coinvolgimento di istituzioni, compagnie armatoriali, imprese e sistema Its, con l’obiettivo di avviare un confronto esplorativo sulla creazione di un Hub della Formazione dedicato al sistema portuale laziale. Il porto di Civitavecchia, primo porto crocieristico del Mediterraneo e in costante e continua crescita, insieme ai porti di Fiumicino e Gaeta, rappresenta un sistema con un enorme potenziale occupazionale. Si stima un bacino di riferimento molto rilevante, nell'ambito del numero complessivo di transiti (circa 1,3 milioni) nello scalo di membri di equipaggio nel corso del 2025. Durante l’incontro sono emerse alcune priorità condivise: la necessità di figure professionali immediatamente operative, competenze tecniche, linguistiche e comportamentali sempre più specialistiche e certificate, la riduzione dei tempi e dei costi di formazione e una maggiore continuità e qualità dell’offerta formativa, costantemente aggiornata sui reali fabbisogni del mercato. "La crescita del porto di Civitavecchia e dell’intero network laziale – ha dichiarato il Presidente dell’AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Raffaele Latrofa – impone una riflessione seria e strutturata sul tema delle competenze. Oggi il vero fattore competitivo è il capitale umano. Con l’Hub Formativo vogliamo costruire un modello condiviso che metta in rete istituzioni, compagnie armatoriali, imprese e sistema Its, riduca il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro e renda il Lazio un laboratorio di formazione innovativa, replicabile anche in altri contesti portuali. L'obiettivo inoltre è di far partecipe del progetto la città anche attraverso l'individuazione di spazi adeguati da parte degli enti presenti sul territorio". Il tavolo ha, inoltre, sottolineato l’importanza di rendere più visibili e attrattive le opportunità di lavoro offerte dalla blue economy, a partire dal settore crocieristico, favorendo l’incontro tra giovani, lavoratori e imprese. Al termine dei lavori è stata condivisa la decisione di avviare un percorso operativo che prevede la costituzione di un tavolo tecnico ristretto, l’individuazione dei profili professionali prioritari, la mappatura delle sedi formative esistenti e la definizione di un Protocollo d’Intesa che sarà sottoscritto da istituzioni, armatori e soggetti della formazione, primo passo concreto verso l’avvio di un progetto pilota. L’obiettivo finale del progetto, coordinato dal dirigente della Promozione e del Marketing del territorio dell'AdSP Malcolm Morini, è la realizzazione di un Hub della Formazione inteso non come un singolo luogo, ma come un sistema coordinato e flessibile, capace di evolvere nel tempo fino a dotarsi di strutture dedicate, simulatori di ultima generazione e spazi operativi per le esercitazioni, integrando sempre più i percorsi formativi con le esigenze delle compagnie e del mercato del lavoro.
(Adnkronos) - L’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli acquisisce al patrimonio dell’ateneo la chiesa di Santa Maria delle Dame Monache di Capua. Il monastero, adiacente alla sede del Dipartimento di Economia dell’ateneo campano, è stato consegnato oggi, 19 gennaio 2026, al rettore, Gianfranco Nicoletti, alla presenza del delegato all’edilizia, Gianfranco De Matteis, del Sindaco di Capua, Adolfo Villani, del vicesindaco ed assessore alla Pubblica Istruzione, Marisa Giacobone e della responsabile del Servizio patrimonio del Comune, Raffaella Esposito. L’acquisizione, realizzata mediante donazione modale da parte del Comune di Capua, è vincolata all’onere di destinare l’immobile alle attività proprie dell’Università, per l’accrescimento culturale dei giovani nonché per importanti iniziative di elevato livello culturale e sociale di interesse della comunità locale. L’obiettivo è la valorizzazione della Chiesa, attualmente in disuso, attraverso la realizzazione di una sala di rappresentanza dell’Ateneo per lo svolgimento di eventi pubblici ma anche di attività specifiche a supporto del Dipartimento di Economia. La Chiesa conventuale, conosciuta come Santa Maria delle Dame Monache, è un gioiello di architettura medievale, ubicata ad est del Corso Gran Priorato di Malta, un tempo, al di fuori della porta urbica definita Sant’Angelo. La sua costruzione, secondo alcuni, si farebbe risalire all’871, mentre altri studiosi la posticipano al 943, quando venne distrutto il convento di Alife in seguito ad un’incursione saracena, facendo trasferire le monache in sede capuana. L’edificio attuale presenta una pianta a croce greca a cinque navate, con bracci a terminazione curva e un portico a tre campate voltate a botte, sorretto da capitelli corinzi. La facciata è scandita da tre serliane e sormontata da un elegante fastigio barocco. Importanti ampliamenti furono realizzati tra il basso medioevo e l’età moderna: il refettorio, il dormitorio, il chiostro, il coro e il campanile (intorno al 1174); la ricostruzione della tribuna e dell’altare maggiore nel 1494; e nel XVI secolo un riassetto generale del monastero benedettino ad opera di Benvenuto Tortelli, che lo trasformò in una sorta di insula delimitata da vie pubbliche.
(Adnkronos) - "L'olio di palma sostenibile è un ingrediente molto importante per l'industria alimentare. In virtù della sua grande versatilità e della sua stabilità organolettica nel tempo, può essere impiegato in numerose applicazioni, sia tal quale, sia trasformato”.Sono le parole di Lucia Gramigna, R&D Oils and fats manager di Unigrà, azienda italiana che opera nel settore della trasformazione e vendita di oli e grassi alimentari, margarine e semilavorati destinati alla produzione alimentare, in occasione del seminario organizzato dall’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile (Uiops) e dell'Associazione italiana dell'industria olearia (Assitol), nell’ambito del Sigep, il Salone internazionale dedicato a Gelato, pastry&chocolate, coffee, bakery e pizza, a Rimini. Un incontro durante il quale è stato presentato il Position Paper "Olio di palma sostenibile: nutrizione e sicurezza alimentare", recentemente adottato dal Comitato Tecnico Scientifico Uiops. Gramigna si sofferma poi sulla sicurezza dell’olio di palma utilizzato dall’Industria italiana: “Subisce un processo di raffinazione - illustra - e durante questo processo, tutti gli step sono controllati nella maniera più dettagliata e precisa possibile per assicurare al consumatore un olio neutro, stabile e sicuro da tutti i punti di vista”, afferma. “Come azienda produttrice di olio di palma raffinato e di molti prodotti che lo utilizzano - approfondisce - proponiamo prodotti in cui i vantaggi dell'olio di palma sono esaltati al meglio, grazie alla qualità che riusciamo a garantire durante i processi per la sua produzione”, le sue parole.