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Gli amori di Gino Paoli, da Stefania Sandrelli a Ornella Vanoni

(Adnkronos) - Gino Paoli ha incarnato per decenni l’idea del cantautore tormentato e irresistibile, protagonista di una vita sentimentale complessa, segnata da slanci intensi e da un episodio mai davvero archiviato: quel colpo di pistola al cuore nel 1963, sopravvissuto come simbolo ...

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Athora Italia, solo 8% non pensionati ha organizzato con cura vita post-lavoro

(Adnkronos) - Athora Italia, compagnia assicurativa vita del Gruppo Athora, ha presentato in collaborazione con Nomisma la seconda edizione dell’Osservatorio Look to the Future, l’indagine che fotografa il sentiment degli italiani sui temi del risparmio e degli ...

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Blue Green Economy Award 2026, candidature fino al 31 maggio

(Adnkronos) - Parte l’edizione 2026 del Blue Green Economy Award, promosso dall'Associazione For Human Community, iniziativa del network Comunicazione Italiana dedicata alle imprese e ai manager che si distinguono per visione, impegno e concretezza nei percorsi di sostenibilità ...

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Gli amori di Gino Paoli, da Stefania Sandrelli a Ornella Vanoni

(Adnkronos) - Gino Paoli ha incarnato per decenni l’idea del cantautore tormentato e irresistibile, protagonista di una vita sentimentale complessa, segnata da slanci intensi e da un episodio mai davvero archiviato: quel colpo di pistola al cuore nel 1963, sopravvissuto come simbolo di un’esistenza vissuta sempre sul confine tra eccesso e poesia. Due matrimoni, relazioni celebri, cinque figli e una lunga scia di cronache che, soprattutto negli anni Sessanta, hanno raccontato con curiosità e talvolta moralismo la sua vita privata, spesso fuori dagli schemi dell’epoca. Il 1954 segna l’incontro con Anna Fabbri, che diventa sua moglie nel 1957. Un’unione che durerà ufficialmente fino al 1970, attraversando però anni difficili. Nel 1964 nasce il loro figlio Giovanni, mentre il matrimonio è già messo alla prova da relazioni parallele e dall’esposizione mediatica. Fabbri, sempre lontana dai riflettori, resta una presenza discreta ma fondamentale anche nei momenti più complessi. Giovanni è scomparso il 7 marzo 2025 a 60 anni per un infarto. All’inizio degli anni ’60 entra nella vita del cantautore Ornella Vanoni. Il loro rapporto nasce come collaborazione professionale e si trasforma presto in una relazione sentimentale. Il legame si sviluppa nei primi anni del decennio, quando Paoli è già sposato, e si conclude dopo poco tempo, senza però interrompere una complicità che continuerà negli anni successivi, anche sul piano artistico, fino agli anni ’80 e oltre. Il 1961 è un anno decisivo: il 5 giugno, durante una serata alla Bussola di Viareggio, Paoli incontra Stefania Sandrelli. Lei ha 15 anni e ha appena debuttato al cinema con tre film, tra cui 'Divorzio all’italiana' di Pietro Germi accanto a Marcello Mastroianni. Da quell’incontro nella sala da ballo nasce una storia travolgente che si protrarrà fino al 1968, alimentando l’attenzione della stampa per quell'amore all'epoca scandaloso. Nel 1963, nel pieno di questa fase turbolenta, Paoli compie il gesto estremo che segnerà per sempre la sua biografia: un colpo di pistola al cuore da cui sopravvive. L’anno successivo, nel 1964, nasce Amanda, figlia della relazione con Sandrelli, mentre a pochi mesi di distanza era già diventato padre di Giovanni con la moglie. Gli anni Settanta e Ottanta segnano una fase di transizione, fino all’approdo a una nuova stabilità. Nel 1991 Paoli sposa Paola Penzo, compagna già da tempo. Con lei costruisce un rapporto più solido e duraturo, destinato ad accompagnarlo fino alla fine. Dalla loro unione nascono tre figli: Niccolò (1981), Tommaso (1992) e Francesco (2000). (di Paolo Martini)

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Athora Italia, solo 8% non pensionati ha organizzato con cura vita post-lavoro

(Adnkronos) - Athora Italia, compagnia assicurativa vita del Gruppo Athora, ha presentato in collaborazione con Nomisma la seconda edizione dell’Osservatorio Look to the Future, l’indagine che fotografa il sentiment degli italiani sui temi del risparmio e degli investimenti, della previdenza e della protezione, con il capitolo rivolto alla longevità e alla previdenza complementare. Ne hanno discusso oggi Jozef Bala, ceo di Athora Italia, Silvia Zucconi, direttore New Market Intelligence di Nomisma e Sergio Sorgi, sociologo e fondatore di Progetica. La prospettiva di vivere a lungo genera infatti sentimenti contrastanti nel tessuto sociale italiano: se oltre la metà della popolazione in pensione guarda al futuro con ottimismo (63%), tra i non pensionati la longevità è spesso associata ad ansia e preoccupazione (29%). La ricerca evidenzia una contraddizione sociologica profonda, dove il timore per la perdita di vigoria fisica e autonomia prevale sulla pianificazione economica. Tre italiani su quattro (74%) si dicono preoccupati dalla prospettiva di una futura non autosufficienza, temendo soprattutto il carico di cura sui familiari, la necessità di modificare radicalmente le proprie abitudini di vita e l’impegno economico. Nonostante queste paure, prevale un diffuso 'breve-terminismo': solo l’8% dei non pensionati dichiara di aver già organizzato con cura la propria vita post-lavoro. Gli italiani attribuiscono al risparmio un valore centrale, ma adottano spesso strategie basate sul senso comune, più che sul buon senso: il 47% punta sulla riduzione delle spese non necessarie, agendo come accantonatori di risorse, ma senza una reale finalizzazione. Ci troviamo di fronte a un risparmio spesso 'primitivo' e non pianificato. E tra chi non sta accumulando risorse economiche per la propria vecchiaia, il 53% ammette difficoltà ad accantonare risorse sufficienti. Ma è la difficoltà di visione a riflettersi in una marcata sottostima del tempo e della realtà previdenziale. Oltre un terzo dei lavoratori prevede infatti di andare in pensione all’età di vecchiaia prevista di 65-67 anni. Parallelamente, solo un terzo (33%) di chi lavora immagina di trascorrere più di 20 anni in pensione, mentre chi ha già concluso l’attività lavorativa ha ben compreso che il tempo della longevità sarà molto più esteso (57%). A ciò si aggiunge un mix di sfiducia e scarsa conoscenza del sistema pubblico: il 70% dei non pensionati teme di non ricevere un assegno adeguato allo stile di vita desiderato e il 42% è convinto che i contributi versati oggi serviranno ad erogare le pensioni di domani. Eppure, la preoccupazione per il futuro non si traduce in attivazione: solo il 27% degli italiani dichiara di avere attivato un piano pensionistico integrativo, mentre il 36% dichiara che si attiverà, manifestando tuttavia una chiara tendenza alla procrastinazione. A questo si accompagna una certa ingenuità nel rapporto tra versamenti e prestazioni, dove si genera un’asimmetria: se il 36% di coloro che conoscono fondi pensione o PIP desidera un’integrazione superiore ai 700 euro mensili, la disponibilità media a investire rimane modesta, con il 75% del campione che non sarebbe disposto a superare i 200 euro al mese. Un punto centrale emerso dall’indagine riguarda il cosiddetto costo del rimpianto: la ricerca mostra come la consapevolezza dell’importanza di una pianificazione tempestiva cresca con l’avanzare dell’età. La metà degli over 50 (50%) dichiara apertamente che avrebbe dovuto pensare alla propria previdenza complementare molto prima di quanto effettivamente fatto. Questo sentimento è confermato da chi è già in pensione: il 20% dei pensionati ammette che, potendo tornare indietro, pianificherebbe il pensionamento con molto più anticipo. Di contro, per il 27% che ha agito, l’assenza di rimpianto è totale: il 91% dei sottoscrittori di piani pensionistici si dichiara tra soddisfatto ed estremamente soddisfatto della scelta fatta. Un ostacolo determinante alla pianificazione è rappresentato dalle modalità con cui gli italiani si informano. Nonostante la complessità della materia, solo il 21% degli italiani che non conoscono questi strumenti dichiara di voler approfondire attivamente il funzionamento dei prodotti previdenziali, contro il 45% dei poco o per nulla interessati. In questo vuoto informativo, le scelte vengono spesso delegate ad amici e parenti, ritenuti più attendibili rispetto alle figure professionali, o ci si affida alla consulenza bancaria o finanziaria. Questa tendenza a cercare risposte nel “senso comune” piuttosto che nelle competenze tecniche alimenta il rischio di scelte inefficienti, confermando l’urgenza di un nuovo modello di consulenza che sappia parlare un linguaggio diretto, empatico e quotidiano. In occasione della presentazione, Jozef Bala, ceo di Athora Italia, ha dichiarato: “I dati dell’Osservatorio ci consegnano l’immagine di un’Italia che risparmia con sacrificio, ma che fatica a trasformare quel risparmio in un progetto di vita solido. Come Compagnia assicurativa abbiamo il dovere di comunicare che la previdenza complementare è una strategia per mitigare il rimpianto futuro e garantire quella serenità che, come dimostra la ricerca, appartiene oggi solo a chi ha saputo pianificare per tempo. Che sia la strada da percorrere ce lo dice chiaramente quel 91% tra i sottoscrittori di strumenti integrativi soddisfatti della scelta fatta. In continuità con gli insight emersi nella prima edizione della ricerca, si rafforza il bisogno di avvicinare il ruolo dell’assicuratore a vero consulente finanziario e troviamo anche conferma della necessità di implementare percorsi di educazione finanziaria rivolti soprattutto alle giovani generazioni, che aiutino a superare la sottovalutazione del tempo e la procrastinazione, supportando scelte più informate e consapevoli”.

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Blue Green Economy Award 2026, candidature fino al 31 maggio

(Adnkronos) - Parte l’edizione 2026 del Blue Green Economy Award, promosso dall'Associazione For Human Community, iniziativa del network Comunicazione Italiana dedicata alle imprese e ai manager che si distinguono per visione, impegno e concretezza nei percorsi di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Il Premio si conferma un punto di riferimento per la valorizzazione delle buone pratiche Esg e delle iniziative legate alla Blue Economy, l’insieme delle attività economiche connesse a mari e oceani. La partecipazione cresce di edizione in edizione: 198 aziende candidate nel 2024, 220 nel 2025. Le candidature per l'edizione 2026 sono aperte dal 19 marzo al 31 maggio. Possono partecipare aziende e organizzazioni di qualsiasi dimensione - grandi, medie e piccole - che abbiano realizzato progetti nelle tre categorie principali: - Sostenibilità ambientale; - Sostenibilità sociale; - Sostenibilità economica. Accanto alle categorie principali, l’edizione 2026 introduce quattro premi speciali dedicati a temi emergenti: - Premio Benessere e Sport, progetti dedicati alla salute e al benessere delle persone; - Premio Blue, iniziative per la tutela del mare e dell'ambiente marino; - Premio Innovazione e Intelligenza Artificiale, progetti che integrano l'Ia nei processi di sostenibilità; - Premio Startup, iniziative sviluppate da startup e realtà imprenditoriali emergenti. I progetti saranno valutati da una giuria composta da esperti di sostenibilità, rappresentanti del mondo accademico, manageriale e istituzionale. La rosa dei finalisti sarà annunciata entro il 15 luglio 2026. L'evento conclusivo si terrà il 16 settembre 2026 a Napoli, al Salone Margherita, nell'ambito della Blue Green Week, il percorso di incontri e iniziative dedicato all'innovazione sostenibile e alla valorizzazione delle migliori esperienze d'impresa.

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