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Proteine e dieta dopo i 50 anni, le 3 scelte per proteggere i muscoli

(Adnkronos) - Con l'avanzare dell'età, il corpo cambia in modo silenzioso ma significativo. Una delle trasformazioni più visibili – e spesso sottovalutate – è la perdita progressiva di massa e forza muscolare, un fenomeno noto come sarcopenia. Questo processo, che può ...

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Compagnie aeree a caccia di migliaia di piloti, hostess e tecnici

(Adnkronos) - Le compagnie aeree di tutto il mondo sono a caccia di migliaia di piloti, assistenti di volo e tecnici di manutenzione. La crescita esponenziale del trasporto aereo, anche in Italia, nei prossimi anni richiederà infatti un notevole aumento di nuovi professionisti ...

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Troppi rifiuti di imballaggio: come il Ppwr cambia il packaging in Europa

(Adnkronos) - La sostenibilità passa anche dagli imballaggi. Progettazione, riutilizzo e riciclabilità sono i pilastri su cui agire per minimizzare l’impatto ambientale del packaging e promuovere l’economia circolare anche in questo ambito. A dare la direzione è un ...

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Proteine e dieta dopo i 50 anni, le 3 scelte per proteggere i muscoli

(Adnkronos) - Con l'avanzare dell'età, il corpo cambia in modo silenzioso ma significativo. Una delle trasformazioni più visibili – e spesso sottovalutate – è la perdita progressiva di massa e forza muscolare, un fenomeno noto come sarcopenia. Questo processo, che può avviarsi già dopo i 30 anni e accelerare dopo i 50, non riguarda solo l'estetica: influisce su forza, equilibrio, autonomia e qualità della vita. Per contrastarlo, diventano fondamentali l'attività fisica e l'alimentazione. La sarcopenia è provocata da una combinazione di fattori: riduzione dell'esercizio, cambiamenti ormonali e minore efficienza nell'uso delle proteine da parte dell'organismo. Questi fattori contribuiscono a definire il quadro che caratterizza le condizioni di molte persone adulte: non si raggiunge il livello di proteine necessario per mantenere la massa muscolare, aumentando il rischio di fragilità e cadute. "È importante conoscere le proteine e assicurarsi di assumerne a sufficienza, perché sono un elemento fondamentale del nostro corpo", spiega la professoressa Marily Oppezzo, Nutrizionista e Responsabile dello Stanford Lifestyle Medicine Nutrition Pillar. "Dobbiamo assumere abbastanza proteine ogni giorno per ottenere i nutrienti essenziali necessari per una salute e un funzionamento ottimali". Per gli adulti oltre i 50 anni, la quantità di proteine consigliata è superiore a quella standard di 0,8 g per chilogrammo di peso corporeo, pensata solo per prevenire carenze. Gli studi più recenti suggeriscono che 1,0–1,2 g/kg al giorno (e in alcuni casi fino a 1,5 g/kg) può essere più efficace per conservare muscolo e funzione fisica, soprattutto se abbinato a esercizi di forza regolari. - Yogurt naturale, fiocchi di latte e ricotta: i latticini ad alto contenuto proteico sono tra le scelte più pratiche. Lo yogurt naturale o greco, i fiocchi di latte (cottage cheese) e la ricotta si integrano facilmente in colazione, spuntini o pasti principali. Oltre alle proteine, questi alimenti forniscono calcio, importante per la salute delle ossa – un altro aspetto critico con l'età. Le versioni più magre aiutano a controllare l'apporto di grassi saturi senza rinunciare alla qualità nutritiva. - Uova intere. un concentrato di nutrienti ad alto valore biologico: le uova intere forniscono proteine con tutti gli aminoacidi essenziali e sono estremamente versatili in cucina. Per anni si è temuto l'effetto del tuorlo sul colesterolo, ma oggi la scienza riconosce che un consumo moderato di uova non rappresenta un rischio per la maggior parte delle persone, mentre contribuisce a vitamine e minerali necessari per una funzione metabolica sana. - Pesce azzurro conservato: sardine, tonno e sgombro in scatola sono ottime fonti di proteine e di omega-3, grassi che supportano cuore, cervello e risposta infiammatoria. Perfetti per insalate, panini “smart” o piatti veloci, sono però più ricchi di sodio rispetto al pesce fresco, per cui è bene alternarli alle altre fonti proteiche. Anche senza alimenti di origine animale è possibile soddisfare le esigenze proteiche. Legumi e cereali si completano a vicenda: combinati nel corso della giornata possono fornire tutti gli amminoacidi necessari. Soia, fagioli, lenticchie, ceci e piselli sono tra i protagonisti vegetali con maggiore resa proteica. Oggi sono disponibili anche proteine vegetali isolate e shake proteici a base di pisello, soia o riso, che possono aiutare chi ha appetito ridotto o difficoltà a raggiungere i target nutrizionali solo con il cibo. Le proteine non servono solo alla massa muscolare. Sono fondamentali per:riparare i tessuti;sostenere il sistema immunitario;produrre ormoni ed enzimi;mantenere il metabolismo efficiente. Ecco perché aumentare l'apporto proteico dopo i 50 anni può portare benefici ben oltre la semplice forza fisica, soprattutto se integrato in uno stile di vita che include attività fisica regolare e allenamenti di resistenza.

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Compagnie aeree a caccia di migliaia di piloti, hostess e tecnici

(Adnkronos) - Le compagnie aeree di tutto il mondo sono a caccia di migliaia di piloti, assistenti di volo e tecnici di manutenzione. La crescita esponenziale del trasporto aereo, anche in Italia, nei prossimi anni richiederà infatti un notevole aumento di nuovi professionisti qualificati. E’ quanto emerge dagli ultimi dati diffusi dai due colossi aeronautici mondiali, la statunitense Boeing e l’europea Airbus. Secondo la Boeing, entro il 2044 nel mondo saranno necessari 600mila nuovi piloti, 1 milione di hostess e steward e 710mila tecnici. Simili le stime di Airbus, che sempre fino al 2044 prevede che saranno assunti a livello globale 633mila piloti, 1,01 milioni di assistenti di volo e 705mila tecnici. Le opportunità di lavoro offerte dal settore del trasporto aereo saranno tra i temi al centro di Fly Future 2026, l’unico evento nazionale di orientamento e informazione dedicato ai giovani che intendano entrare nei settori dell’aviazione e dello spazio. Questo evento, giunto alla quinta edizione, si svolgerà nei giorni 12 e 13 febbraio presso la Macroarea di Ingegneria dell’Università di Roma Tor Vergata. “Il settore aerospaziale è in notevole crescita, in Italia e in tutto il mondo, e le aziende sono alla ricerca di un gran numero di figure professionali, offrendo lavori sicuri, ben retribuiti e con prospettive di crescita per il futuro”, conferma Luciano Castro, presidente di Fly Future. “Durante il nostro evento, centinaia di giovani e studenti provenienti da istituti superiori e università di tutta Italia potranno incontrare manager e professionisti affermati del mondo dell’aviazione e dello spazio, da cui potranno trarre informazioni preziose per scegliere i percorsi formativi più adatti e per trovare le migliori opportunità di lavoro e di carriera”, aggiunge. Fly Future 2026 sarà aperto giovedì 12 febbraio da un convegno inaugurale sul tema 'Professione Volo. Le opportunità di lavoro e di carriera nel settore dell’aviazione di linea', che vedrà la partecipazione di piloti di primarie compagnie aeree, come Ita Airways, Aeroitalia, Neos, EasyJet e Wizz Air. Il programma delle due giornate prevede poi altri dieci convegni e conferenze, a cui parteciperanno piloti civili e militari, astronauti, manager di scuole di volo, dirigenti di enti e imprese aerospaziali, professionisti ed esperti. Sarà anche allestita un’ampia area espositiva con i desk di circa 25 aziende ed associazioni aerospaziali, oltre a due mostre aeromodellistiche dei velivoli utilizzati dalle Frecce Tricolori in 65 anni di attività e degli aerei che hanno fatto la storia di Alitalia. Saranno inoltre celebrati due importanti eventi della storia aerospaziale italiana: l’80° anniversario della fondazione nel 1946 delle compagnie aeree Lai-Lnee aeree italiane e Alii-Aerolinee italiane internazionali (che nel 1957 si fusero in Alitalia) e il 30° anniversario della missione Sts-75 dello shuttle Columbia che nel 1996 portò in orbita i due astronauti italiani Maurizio Cheli e Umberto Guidoni con il satellite a filo Tss-1R. 'Fly Future 2026' è organizzato dall’associazione Ifimedia, dall’Università di Roma Tor Vergata e da Mediarkè con la collaborazione di Enav. Main sponsor sono Urbe Aero Flight Academy, Avio e Its academy per Mobilità Sostenibile e Aerospazio Puglia, mentre i partner sono Professional Aviation Academy, Cantor Air, FlyBy Aviation Academy, Aero Club di Roma, Quick Turn Engine Center Europe, Mobilita Its Academy Lombardia e Its Meccatronico Lazio Academy.

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Troppi rifiuti di imballaggio: come il Ppwr cambia il packaging in Europa

(Adnkronos) - La sostenibilità passa anche dagli imballaggi. Progettazione, riutilizzo e riciclabilità sono i pilastri su cui agire per minimizzare l’impatto ambientale del packaging e promuovere l’economia circolare anche in questo ambito. A dare la direzione è un nuovo regolamento europeo, il Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation), che si occupa di fissare requisiti vincolanti per le imprese e nuove abitudini di consumo per i consumatori per quanto riguarda tutti i tipi di imballaggio. Il Regolamento (UE) 2025/40, il Ppwr appunto, è entrato in vigore l’11 febbraio 2025 con applicazione obbligatoria dal 12 agosto 2026. Il suo obiettivo è quello di ridurre rifiuti, sprechi e impatto ambientale degli imballaggi lungo tutto il ciclo di vita di questi ultimi. E allo stesso tempo, per questa via, contenere l’uso di materie prime vergini e favorire una transizione verso un’economia più sostenibile, circolare. Il problema non è da poco: in media, fa sapere la Commissione europea, ogni europeo genera quasi 180 kg di rifiuti di imballaggio all’anno. Senza contare che gli imballaggi sono uno dei principali utilizzatori di materiali vergini, poiché il 40% della plastica e il 50% della carta utilizzati nell’Unione sono destinati proprio agli imballaggi. Senza interventi, l’Unione registrerebbe un ulteriore aumento del 19% dei rifiuti di imballaggio entro il 2030, del 46% per quelli in plastica. Per evitare un simile scenario, il PPWR coinvolge ogni fase che riguardi gli imballaggi: dall’ideazione all’utilizzo, dal riuso al riciclo. Per le imprese, saranno necessari investimenti nella riprogettazione, nell’approvvigionamento di materiali riciclati e nell’adeguamento dei processi operativi. Ma anche i consumatori avranno un ruolo, perché dovranno adattarsi soprattutto alla raccolta differenziata e all’uso crescente di opzioni riutilizzabili. Più nel dettaglio, il Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, elemento chiave del Green Deal, sostituisce la vecchia Direttiva 94/62/CE ed è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri, senza necessità di essere recepito (a differenza, appunto, di una direttiva). Le nuove norme si applicano a tutti gli imballaggi, indipendentemente dal materiale (plastica, carta, metallo, vetro) e dalla provenienza (industriale, commerciale, domestica). L’obiettivo principale è ridurre questo tipo di rifiuti del 15% entro il 2040 per Stato membro e pro capite, rispetto al 2018. Secondo la Commissione, ciò porterebbe a una riduzione complessiva dei rifiuti nell’Ue di circa il 37% rispetto a uno scenario senza modifiche alla legislazione. Per fare ciò, la normativa parte dalla prevenzione, stabilendo obiettivi vincolanti di riduzione degli imballaggi, prosegue con il riuso, prevedendo quote minime obbligatorie per imballaggi riutilizzabili (soprattutto per horeca, trasporti, e-commerce) e introduce la riciclabilità totale entro il 2030 di tutti gli imballaggi. Il testo impone inoltre percentuali minime obbligatorie di plastica riciclata, il divieto di imballaggi inutili (es. doppi imballaggi, packaging solo estetico) e un’etichettatura con simboli e indicazioni uguali in tutta l’Ue in modo da facilitare il corretto smaltimento ovunque nel mercato europeo. Viene anche estesa ulteriormente la responsabilità del produttore (Erp): chi immette imballaggi sul mercato paga di più se inquina di più. Gli obblighi comunque avranno un’attuazione graduale: entro il 17 febbraio 2027 gli operatori della ristorazione e del takeaway devono consentire il riutilizzo di contenitori personali (bring-your-own) alle stesse condizioni economiche del monouso e il 17 febbraio 2028 è prevista l’attivazione di sistemi di imballaggi riutilizzabili nella vendita (condizioni non meno favorevoli rispetto al monouso). Entro il 2030, infine, devono essere raggiunti numerosi target vincolanti come la già citata riciclabilità di tutti gli imballaggi e il contenuto minimo di materiale riciclato (es. plastica). Alcune disposizioni (come etichettatura armonizzata o criteri specifici di riciclabilità) saranno precisate tramite atti delegati e successivi regolamenti di attuazione nei prossimi anni. Oltre ai produttori, anche i distributori finali (inclusi retailer e operatori horeca) saranno chiamati a rispettare requisiti sul riuso e sull’offerta di alternative al monouso. La non conformità alle disposizioni del PPWR potrebbe comportare sanzioni importanti. “Abbiamo tutti ricevuto prodotti ordinati online in scatole eccessivamente grandi. E ci siamo spesso chiesti come separare i rifiuti per il riciclo, cosa fare di quella busta biodegradabile o se tutto questo imballaggio verrà riutilizzato o almeno trasformato in nuovi materiali preziosi”, ha sottolineato Virginijus Sinkevičius, commissario per l’ambiente, gli oceani e la pesca dal 2019 al 2024, in occasione della presentazione della proposta di revisione della legislazione Ue sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio nel 2022. “Con le nuove norme (…) creeremo le condizioni giuste affinché i principi dell’economia circolare – ridurre, riutilizzare, riciclare – funzionino. Imballaggi e bioplastiche più sostenibili rappresentano nuove opportunità di business nella transizione verde e digitale, innovazione e nuove competenze, posti di lavoro locali e risparmi per i consumatori”, ha precisato ancora. Non sono mancate però le critiche: il PPWR di fatto incide direttamente su molti settori: industria alimentare, grande distribuzione e-commerce, vino, olio, cosmetica, farmaceutica e sistemi consortili (come quelli italiani). Il Regolamento, perciò, è stato molto dibattuto, anche in Italia, soprattutto per la complessità operativa ma anche per ragioni legate al divario con gli altri Paesi europei per quanto riguarda la raccolta differenziata e degli impianti di trattamento.

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