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Gesualdo (Fism): "Società scientifiche chiave per sostenere Ssn tra innovazione e digitale"

(Adnkronos) - "I ruoli che le società scientifiche possono svolgere in termini di innovazione accessibile sono veramente tanti. Innanzitutto, devono saper fare squadra fra di loro. Oggi se vogliamo rendere sostenibile il nostro sistema sanitario nazionale ...

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Pasqua: fra tradizione e novità ecco come sarà la festività degli italiani

(Adnkronos) - In viaggio o a casa? Uova di cioccolato o colomba? Tradizione o novità? Queste e tante altre le opzioni per gli italiani per la prossima Pasqua, che quest'anno tra tensioni geopolitiche, boom delle bollette, carburanti in risalita e prezzi dei beni di ...

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Ambiente, sviluppo e realismo: la lezione di Vincenzo Pepe tra tecnologia e cultura

(Adnkronos) - Che cos’è davvero l’ambiente? Non solo natura, ma un sistema complesso che include cultura, tradizioni, tecnologia e identità. È da qui che parte la riflessione di Vincenzo Pepe, ospite del podcast “Italia in transizione” di Adnkronos e ...

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Gesualdo (Fism): "Società scientifiche chiave per sostenere Ssn tra innovazione e digitale"

(Adnkronos) - "I ruoli che le società scientifiche possono svolgere in termini di innovazione accessibile sono veramente tanti. Innanzitutto, devono saper fare squadra fra di loro. Oggi se vogliamo rendere sostenibile il nostro sistema sanitario nazionale ognuno deve giocare la propria parte e l'innovazione ormai non può più essere fermata”. Lo ha detto Loreto Gesualdo, presidente della Federazione delle società medico-scientifiche italiane (Fism), in occasione dell’incontro ‘Dialoghi sull’Innovazione accessibile – Innovaction' a Roma, promosso da Gsk e Adnkronos, con il patrocinio di Farmindustria. "Le società scientifiche – ha aggiunto Gesualdo – possono aiutare le istituzioni a fare sostenibilità essenzialmente sviluppando nuovi modelli di presa in cura del paziente con patologie rare, oncologiche e cronico-degenerative che come sappiamo occupano ormai il 70-80% del budget speso in sanità”. In particolare “Le prese in cura non possono più essere quelle attuali. Il paese sta invecchiando e quindi aumentano il numero delle patologie cronico-degenerative. Sappiamo che un paziente di 70 anni comorbido spesso impiega più di sei mesi prima di arrivare a una prescrizione definitiva". Un aiuto può arrivare dall’intelligenza artificiale e, grazie ad essa, le società scientifiche "devono sviluppare delle prese in cura in grado di spostare l’asse dall’ospedale verso il territorio. Per farlo bisogna utilizzare le piattaforme digitali, il percorso del paziente deve essere potenziato digitalmente per arrivare al sogno nel cassetto di tutti i sistemi sanitari mondiali rappresentato dalla prescrizione unica" ha poi concluso.

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Pasqua: fra tradizione e novità ecco come sarà la festività degli italiani

(Adnkronos) - In viaggio o a casa? Uova di cioccolato o colomba? Tradizione o novità? Queste e tante altre le opzioni per gli italiani per la prossima Pasqua, che quest'anno tra tensioni geopolitiche, boom delle bollette, carburanti in risalita e prezzi dei beni di consumo 'esplosivi' si preannuncia diversa da quelle degli ultimi anni. No allo spreco Secondo un’indagine condotta da Too good to go, azienda impegnata nella lotta allo spreco alimentare, sugli utenti della sua community , oltre 8 intervistati su 10 (86%) dichiarano di celebrare la ricorrenza acquistando uova di cioccolato e dolci tipici, per sé e/o per gli altri. Eppure, per un intervistato su tre, sono proprio i prodotti pasquali tradizionali a finire più facilmente tra gli sprechi. Non mancano però segnali incoraggianti: complice forse anche il contesto del caro vita, cresce l’attenzione verso un consumo più consapevole. Quasi un intervistato su due (45%) afferma infatti che quest’anno sprecherà meno rispetto al passato. La tradizione resta forte: le tavole pasquali continuano a riempirsi di prodotti simbolici, con una spesa generalmente contenuta ma diffusa. Circa 1 intervistato su 3 (34%) spende meno di 20 euro per dolci e uova, mentre quasi 2 su 3 (64%) restano sotto i 30 euro. Natura e cultura Per gli italiani che hanno scelto di passare una Pasqua in viaggio spicca la voglia di immersione in contesti naturali, un orientamento che prefigura una forte domanda per il turismo di prossimità e all'aria aperta per tutta la stagione. E' quanto sottolinea Trainline, la piattaforma leader in Europa per la prenotazione di treni e pullman, che ha esaminato i dati di viaggio relativi al periodo di Pasqua (1-5 aprile 2026). Secondo Trainline le festività pasquali, con la domenica che quest'anno cade il 5 aprile, rappresentano il primo, fondamentale banco di prova per il settore turistico italiano. Questo periodo agisce come un indicatore chiave in grado di anticipare le dinamiche e le preferenze dei viaggiatori in vista della stagione primaverile ed estiva. L'analisi, confrontando i flussi con quelli delle settimane precedenti di marzo, rivela un'eccezionale concentrazione della domanda a ridosso della festività e delinea traiettorie di crescita consolidate, posizionando il treno come motore del segmento turistico leisure. L'analisi dei dati di prenotazione indica appunto una netta preferenza per destinazioni che offrono un'immersione in contesti naturali, un orientamento che prefigura una forte domanda per il turismo di prossimità e all'aria aperta per tutta la stagione. Le località lacustri guidano questa dinamica: Peschiera del Garda segna una performance record con un picco di domanda del +195%. L'interesse per l'area dei laghi è confermato dai dati di Varenna-Esino-Perledo (+91%) e della città di Como (+81%). L'esame dei flussi di viaggio conferma una duplice dinamica che definisce la mobilità nazionale: i viaggi culturali e i flussi interregionali. Da un lato, si registra una solida domanda verso i poli culturali del Paese, con Pisa che mostra un aumento di interesse dell'+88%. Dall'altro, emerge con forza il ruolo del treno come strumento di connessione territoriale, specialmente lungo l'asse Nord-Sud. La crescita esponenziale di Foggia (+193%), Lecce (+146%) e Lamezia Terme (+81%) non rappresenta solo il fenomeno dei ricongiungimenti familiari, ma funge da indicatore per i flussi turistici estivi. Boom dei prezzi I prezzi di hotel e ristoranti per la prossima Pasqua hanno subito forti rialzi nelle principali città d’arte sia rispetto al 2025, sia rispetto al weekend precedente. Per quanto riguarda gli alberghi, il pernottamento in camera doppia per due persone, nel weekend di Pasqua, con colazione compresa, costa mediamente il +55% rispetto al weekend precedente e il +10% rispetto al 2025. E' quanto rileva l’Onf, Osservatorio Nazionale Federconsumatori. Anche i menu dei ristoranti segnano aumenti rispetto ad altri periodi: un pasto completo, per 2 persone, costa mediamente il 4% in più rispetto al weekend precedente e il 5% in più rispetto a Pasqua 2025. Rincari che renderanno difficile e in molti casi proibitiva la scelta di partire: secondo le nostre stime solo 1 famiglia su 7 (pari a circa 3,8 milioni di famiglie) sceglierà di trascorrere le festività pasquali lontano da casa (di questi oltre il 96% resterà in Italia). Molti, visti i costi elevati degli hotel, approfitteranno dell’ospitalità di amici e parenti, oppure sceglieranno soluzioni low cost in b&b, agriturismi o appartamenti in affitto. Anche il numero di famiglie che mangerà fuori casa sarà limitato: per Pasqua o Pasquetta solo 1 famiglia su 4 farà tale scelta, preferendo soprattutto agriturismi e ristoranti dalla cucina tradizionale. Per risparmiare, in molti opteranno per il consueto pic nic o barbecue all’aperto, o, se il tempo non lo permette, si riuniranno a casa di amici. Attenzione alla qualità Ma sarà anche una pasqua all’insegna della qualità sulla tavola degli italiani. Nonostante una congiuntura caratterizzata da disponibilità limitate e rincari stagionali su alcuni prodotti simbolo, l’Osservatorio Prezzi del Car (Centro Agroalimentare Roma) registra segnali di fiducia per i consumi in vista del weekend festivo. Il mercato resta caratterizzato da aumenti consistenti dei prezzi, in particolare dei prodotti provenienti dal Sud Italia, con acquisti più orientati verso le verdure tipiche della stagione primaverile. Queste offrono infatti un ottimo rapporto qualità-prezzo grazie alla provenienza da aree produttive locali e alla loro natura di prodotti a filiera corta. Un esempio è rappresentato dai prodotti solitamente più gettonati in vista della festività come le fave, attualmente nel pieno della stagione produttiva, che si attestano su quotazioni intorno a 2,20 euro/kg. Anche il mercato degli agretti mostra segnali di flessione, in particolare nel Lazio, dove i prezzi si collocano intorno a 2,50 euro/kg, mentre il carciofo romanesco laziale resta una scelta particolarmente conveniente, grazie a una qualità eccellente e a prezzi stabili compresi tra 0,80 e 1,20 euro/kg. I dolci preferiti Con l’avvicinarsi della Pasqua, l’Osservatorio shopping DoveConviene, l’app che semplifica lo shopping facendo risparmiare tempo e denaro, ha analizzato le intenzioni e i comportamenti d’acquisto degli italiani, mettendo in luce tendenze, preferenze e dinamiche che caratterizzeranno il mercato dei dolci pasquali nel 2026: secondo l’indagine quasi 3 italiani su 4 (75%) acquisteranno dolci pasquali, a conferma di una tradizione ancora fortemente radicata nelle abitudini di consumo. Le uova di cioccolato industriali restano il prodotto più diffuso, soprattutto quelle con personaggi, scelte da oltre la metà degli intervistati (54%). Accanto a queste, risulta alto l’interesse verso la colomba artigianale (32%), seguita dalle colombe industriali (25%), dalle uova artigianali (34%) e dai dolci tipici locali (17%), che mantengono un’importante nicchia di mercato. Ma c’è un dolce che più di ogni altro simboleggia la Pasqua: la colomba. Ma, al di là delle ricette e delle interpretazioni più o meno innnovative, esiste un vero e proprio rito, che non tutti conoscono: quello della degustazione. Parola di Dario Loison, alla guida della pasticceria veneta che porta il nome della famiglia che da tre generazioni la gestisce con la stessa passione. "Perché la colomba non si 'consuma' soltanto: si ascolta, si annusa, si legge nella sua trama e nel suo equilibrio. E soprattutto si condivide", spiega. "Nella degustazione si manifesta un aspetto che va oltre la tecnica: la colomba è un dolce che nasce per essere messo al centro. La sua forma stessa suggerisce un gesto collettivo, e l’esperienza si compie nella convivialità: si taglia, si passa, si commenta, si confrontano impressioni e ricordi. In un tempo in cui tutto corre, la colomba conserva una funzione rara: riunire. Raccontarla attraverso la grammatica del gusto significa restituire dignità a un piacere semplice: non 'mangiare un dolce', ma prendersi un momento. È qui che il grande classico si fa contemporaneo: nella capacità di essere familiare e, allo stesso tempo, sorprendente quando lo si ascolta davvero", afferma. Ecco allora svelato il metodo per una perfetta degustazione. L’assaggio efficace parte prima della bocca. "Un metodo semplice, replicabile da chiunque, aiuta a 'leggere' la colomba come si farebbe con un pane ricco o un dolce da forno importante, spiega Loison.

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Ambiente, sviluppo e realismo: la lezione di Vincenzo Pepe tra tecnologia e cultura

(Adnkronos) - Che cos’è davvero l’ambiente? Non solo natura, ma un sistema complesso che include cultura, tradizioni, tecnologia e identità. È da qui che parte la riflessione di Vincenzo Pepe, ospite del podcast “Italia in transizione” di Adnkronos e Shared Ground. Professore ordinario di diritto ambientale alla Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, presidente di FareAmbiente e responsabile ambiente della Lega, Pepe propone una visione ampia e non riduzionista: "L’ambiente è “tutto ciò che ci circonda”: natura, ma anche opere dell’uomo, cultura, lingua, tradizioni". Non è dunque solo tutela delle risorse naturali, ma qualità della vita. E dentro questa qualità rientra anche la tecnologia, che – sottolinea – non va demonizzata, ma resa sostenibile. Uno dei punti centrali della puntata è il rapporto tra ambiente ed economia. Pepe rifiuta sia il negazionismo sia il catastrofismo, proponendo una terza via: il realismo. Il concetto chiave è semplice: “Rischio zero non esiste. Rifiuto zero non esiste". La sostenibilità, nella sua visione, è mitigazione del rischio: scegliere il rischio minore compatibile con una buona qualità della vita. Un’impostazione che si oppone tanto alla “decrescita felice” teorizzata da Serge Latouche, quanto agli approcci puramente produttivisti. Lo sviluppo è inevitabile – e necessario – ma deve essere governato. Nel confronto con Giorgio Rutelli, vicedirettore Adnkronos, emerge uno dei grandi dilemmi della transizione: chi deve guidarla? Da un lato il Green Deal europeo promosso dalla Commissione di Ursula von der Leyen, con il suo impianto regolatorio ambizioso; dall’altro le preoccupazioni industriali di Paesi come Italia e Germania. La risposta di Pepe non è ideologica: la sostenibilità parte dai comportamenti individuali, ma deve tradursi anche in scelte collettive informate da metodo scientifico, non “dalla pancia”. In questo quadro, critica sia gli eccessi regolatori sia le illusioni di autoregolazione del mercato. Il punto è trovare un equilibrio tra responsabilità individuale e politiche pubbliche efficaci. Uno dei passaggi più netti riguarda la scuola. Pepe denuncia l’assenza di una vera educazione ambientale: “Sappiamo tutto di Dante, ma non sappiamo come rapportarci quotidianamente con le risorse naturali". Per lui, l’educazione ambientale dovrebbe diventare una disciplina obbligatoria, una nuova forma di educazione civica capace di incidere sui comportamenti concreti: rifiuti, energia, consumi. La tecnologia è al centro della riflessione, ma sempre accompagnata da una domanda: come gestirne le conseguenze? L’esempio è quello dei rifiuti ospedalieri o radioattivi. Non possono essere eliminati, perché servono anche a salvare vite. Il problema diventa allora dove e come gestirli, evitando atteggiamenti come il “not in my backyard”. È qui che emerge la dimensione etica dell’ambientalismo: "Responsabilità significa accettare il problema e gestirlo, non spostarlo altrove", Sul cambiamento climatico, Pepe rifiuta sia il negazionismo sia l’allarmismo: sì alla riduzione delle emissioni, per la salute delle persone; ma anche attenzione all’adattamento, spesso trascurato nel dibattito pubblico. Cita i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità sulle morti legate alle polveri sottili per sottolineare un punto cruciale: le politiche ambientali servono anche a migliorare la salute qui e ora, indipendentemente dall’impatto globale. Uno dei passaggi più geopolitici riguarda il ruolo dell’Europa tra Stati Uniti e Cina. Secondo Pepe gli Stati Uniti tendono a un approccio più “negazionista”, la Cina combina uso intensivo di carbone e leadership nelle tecnologie green, l’Europa rischia di restare schiacciata. La soluzione? Realismo industriale e investimenti in ricerca, evitando sia la deindustrializzazione sia la dipendenza tecnologica. Sul tema energetico, Pepe è netto: serve un mix. Accanto a rinnovabili (solare, eolico, idroelettrico, geotermico), propone di investire anche nel nucleare: ricerca su fissione e fusione; sviluppo di piccoli reattori; riduzione della dipendenza dall’estero. L’Italia importa già energia nucleare da altri Paesi, senza produrla direttamente. Una contraddizione che, secondo Pepe, va affrontata. La conclusione della puntata: "La vera transizione non è solo energetica o ambientale, ma culturale". Serve tempo, gradualità e capacità di evitare effetti di rigetto sociale. Le politiche troppo spinte, senza consenso e senza realismo, rischiano infatti di produrre reazioni opposte. Anche i movimenti come quelli di Greta Thunberg – riconosce Pepe – hanno avuto il merito di portare il tema al centro, ma la fase successiva richiede pragmatismo. Il filo conduttore della puntata è chiaro: superare le polarizzazioni. Né catastrofismo né negazionismo, ma scienza al posto dell’ideologia, responsabilità al posto della rimozione, equilibrio tra sviluppo e sostenibilità. Un ambientalismo che, nelle parole di Pepe, è prima di tutto cura della “casa comune”, riprendendo l’insegnamento di Papa Francesco. E che si traduce in una domanda di fondo: qual è il rischio accettabile per vivere meglio, oggi e domani? YouTube: https://youtu.be/VQFB0n1K3ac?si=1G9aUzb__iXT_9kj Spotify: https://open.spotify.com/episode/6ICBNds4DypQu34puFsM1x?si=C7xd_IPkS127U5pWdOMPiA Podcast Adnkronos: https://podcast.adnkronos.com/podcast/ep-2-custodire-per-progredire-con-il-prof-vincenzo-pepe/

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