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(Adnkronos) - Stati Uniti e Iran al bivio. Washington e Teheran Si avvicinano tra le tensioni al secondo round dei negoziati a Islamabad, in Pakistan, per porre fine alla guerra. Donald Trump già scommette sull'accordo, a poche ore dalla fine della tregua che scade formalmente il 21 aprile, ma si dice pronto a "bombardare tutto". La giornata di oggi sarà una svolta, in un senso o nell'altro, nella crisi caratterizzata soprattutto dalla paralisi dello Stretto di Hormuz: l'Iran tiene sotto scacco la via fondamentale per il 20% del commercio mondiale di petrolio, gli Usa rispondono imponendo il blocco navale alle navi della Repubblica Islamica. Il braccio di ferro prosegue, intanto il presidente degli Stati Uniti annuncia l'invio della delegazione, guidata dal vicepresidente JD Vance e completata dall'inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner, emissario e genero di Trump. Teheran formalmente non comunica la presenza dei propri rappresentanti in Pakistan. Nelle prossime ore, riferisce però il Wall Street Journal, la delegazione della Repubblica islamica - con il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf - sbarcherà a Islamabad. In base al programma anticipato da Al Jazeera, i due team dovrebbero arrivare praticamente in contemporanea per iniziare i colloqui alle 12 locali. L'incertezza e le tensioni crescenti, con il sequestro di un mercantile iraniano da parte degli Usa, influiscono sulle quotazioni del greggio e a cascata sui prezzi dei carburanti e dell'energia, tema caldissimo in molti paesi - Italia compresa - che attendono news. La mediazione di Pakistan e Egitto tiene vivo il dialogo anche nei momenti più critici, quando la rottura completa e la ripresa della guerra sembra una prospettiva concreta. Il ministro dell'Interno pakistano, Mohsin Naqvi, ha informato l'ambasciatore iraniano in Pakistan, Reza Amiri Moghadam, sul completamento dei preparativi per il secondo round di colloqui. Il capo di Stato maggiore dell'esercito pakistano, Asim Munir, a Trump - negli ultimi contatti - ha detto chiaramente che il blocco navale imposto dagli Usa ai porti iraniani è un ostacolo sulla strada della diplomazia. Le fibrillazioni di queste ore, apparentemente, non condizionano Trump. Il presidente degli Stati Uniti tira dritto esibendo certezze. "Gli iraniani dovrebbero esserci, se non saranno ai negoziati va bene lo stesso. Noi abbiamo accettato di esserci", dice, escludendo la possibilità di prorogare la tregua in scadenza: "Che succederebbe? Molte bombe cominceranno a cadere". Come ormai consuetudine, il numero 1 della Casa Bianca regala dichiarazioni a getto continuo a varie testate, con risposte e concetti che spesso cambiano di ora in ora. La chiacchierata con Maria Bartiromo, giornalista di Fox News, delinea una novità decisiva: Trump, dice Bartiromo, si aspetta che "martedì sera in Pakistan" sarà firmato l'accordo con l'Iran. Tuttavia, il presidente ha aggiunto che, se gli iraniani non firmeranno l'accordo, gli Stati Uniti faranno saltare in aria tutte le centrali elettriche e molto altro", dice la giornalista. Qualche ora più tardi è lo stesso Trump a fornire un ulteriore elemento: "L'accordo con l'Iran sarà molto migliore rispetto a quello firmato da Obama". Il riferimento è all'intesa sul nucleare siglato nel 2015. Al di là del 'promo', nessun dettaglio. Nei giorni scorsi, Trump si è sbilanciato fino ad annunciare che Teheran avrebbe consegnato agli Usa i 440 chili di uranio arricchito al 60%. Dopo le smentite iraniane, il presidente ora non tocca l'argomento. Non è chiaro quindi cosa prevederebbe il documento in discussione a Islamabad, ma a giudicare dai post del presidente la fumata è imminente: "Non sono sotto alcuna pressione, anche se succederà tutto in tempi relativamente brevi!". La pressione, semmai, è su Teheran: "Il blocco navale, che non revocheremo finché non ci sarà un 'accordo', sta completamente distruggendo l'Iran. Stanno perdendo 500 milioni di dollari al giorno, una cifra insostenibile per loro, anche a breve termine". Al pressing mediatico di Trump, l'Iran non risponde colpo su colpo pubblicamente. E quando lo fa, mantiene una linea improntata al "realismo", per usare le parole del portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baqaei. "Non siamo affatto ottimisti siamo realisti. Il pessimismo nei confronti del nemico è sinonimo di saggezza", dice con un approccio a dir poco prudente, se non addirittura scettico. Più nette le parole di Ghalibaf, che alludono anche alla ripresa della guerra: "Trump, con l'imposizione del blocco e la violazione del cessate il fuoco, vuole trasformare questo tavolo di negoziato in un tavolo di resa o giustificare una nuova ondata di provocazioni belliche. Non accettiamo negoziati all'ombra della minaccia e nelle ultime due settimane ci siamo preparati per mostrare nuove carte sul campo di battaglia". Da Teheran, attraverso i media legati al regime, filtrano le posizioni attribuibili ai vertici: oltre alla questione del blocco navale, vengono stigmatizzate altre richieste "eccessive" da parte americana che "non mostrano una prospettiva chiara" in vista dei nuovi colloqui, afferma l'agenzia Tasnim. Teheran ritiene che fino a quando gli Stati Uniti "si presenteranno al tavolo dei negoziati con gli stessi calcoli sbagliati che hanno portato alla loro pesante sconfitta sul campo militare, i negoziati saranno solo una perdita di tempo". "L'Iran - chiosa la Tasnim - ritiene inoltre che le notizie diffuse dai media sui negoziati possano essere fuorvianti ed è pronto ad affrontare uno scontro militare e a infliggere ulteriori punizioni agli Stati Uniti".
(Adnkronos) - “I manager in tutti i processi dove entra in campo l’Ai devono comunque assumersi la responsabilità delle decisioni e della considerazione dei fattori umani da ogni punto di vista. È un ruolo determinante per mettere davvero l’Ia al servizio dell’uomo e non cadere nella prospettiva contraria, rischiando di perdere di vista ruoli, comportamenti e valori non solo etici”. Questo in sintesi l’intervento di Monsignor Enzo Pecoraro presidente della Pontificia Accademia per la Vita sul ruolo del management, in occasione dell’incontro con i vertici Manageritalia in Vaticano presso la Casina Pio IV. Il presidente Manageritalia Marco Ballarè ha dialogato con Monsignor Pecoraro con la moderazione di Romano Benini, docente, giornalista e consulente per le politiche del welfare del Ministero del Lavoro, in un dialogo finalizzato a promuovere un confronto strutturato tra il mondo laico-istituzionale e quello cattolico per individuare orientamenti condivisi a sostegno dell’economia e del welfare. Prendendo spunto dal documento preparato da Manageritalia, il presidente Ballarè ha osservato: “L’Ai non è solo tecnologia, ma un ambiente che interpella responsabilità, etica e dignità del lavoro. Serve una vera educazione all’Ai per rafforzare giudizio umano, libertà e consapevolezza, non solo efficienza. Il ruolo dei manager è decisivo: guidare l’innovazione per liberare tempo, senso e progettualità, non controllo e dipendenza. La sfida non è fermare l’intelligenza artificiale, ma orientarla verso un modello di lavoro più umano, cooperativo e sostenibile”. Nel suo intervento, dopo aver richiamato le tante normative, anche europee, che stanno entrando in gioco per governare questa nuova dimensione tecnologica, Monsignor Pecoraro ha aggiunto: “L’Ai non si preoccupa di cosa è giusto o sbagliato, di cosa è bene o male. Dobbiamo farlo noi, e nel suo ambito deve farlo il manager contestualizzando le scelte e interpretando ogni situazione e gli stati d’animo di chi la vive. Se deleghiamo tutto all’Ai perdiamo la capacità di prendere decisioni e il ruolo manageriale”. L’incontro porterà alla redazione di un Libro bianco di Manageritalia sull’uso manageriale dell’Intelligenza artificiale nelle imprese, definendone principi, responsabilità e riferimenti etici.
(Adnkronos) - Sos mozziconi di sigaretta sulle spiagge italiane. A lanciarlo Legambiente con i nuovi dati dell’indagine Beach Litter diffusa oggi in vista della giornata nazionale del mare (11 aprile) e del weekend di mobilitazione del 10-12 aprile 'Spiagge e Fondali Puliti 2026'. In 12 anni di monitoraggi, dal 2014 al 2026, sono 50.053 i mozziconi di sigaretta raccolti e catalogati da Legambiente in 653 transetti: una media di 77 ogni 100 metri lineari di spiaggia. Dati che valgono ai mozziconi il secondo posto in classifica tra i materiali più trovati sui lidi, dopo i frammenti in plastica che si piazzano al primo posto (61.785 quelli raccolti). I mozziconi di sigaretta costituiscono, inoltre, l’87% dei 57.099 'rifiuti di fumo' (che includono anche accendini, pacchetti di sigarette o scatole per tabacco o sigarette in carta) trovati in questi anni nel corso dei monitoraggi. A questa fotografia scattata dall’indagine Beach Litter di Legambiente si aggiunge anche quella relativa agli scarti di ogni tipologia raccolti e monitorati in questi in 12 anni nei 653 transetti e che ammontano a 512.934 rifiuti di cui l’80% è plastica. Ovvero una media di 785 rifiuti ogni 100 metri lineari. Per questo Legambiente richiama tutti all’azione e ad un maggior senso di responsabilità collettiva con la 36esima edizione di 'Spiagge e Fondali Puliti', nelle giornate del 10, 11 e 12 aprile, che ha come partner principale Sammontana, supporter Traghettilines, e partner tecnico Erion Care. Obiettivo della campagna è quello di denunciare l'incuria e l'abbandono delle coste, accendere i riflettori sulla raccolta differenziata e la gestione sostenibile dei rifiuti, promuovere la tutela dell'ecosistema marino. Saranno oltre 80 le iniziative in programma in 16 regioni della Penisola organizzate da circoli e regionali di Legambiente e che vedranno in azione volontari e cittadini di tutte le età impegnati a ripulire dai rifiuti abbandonati lidi, coste, fondali ma anche foci dei fiumi e torrenti. “Il problema della dispersione dei rifiuti in mare e in spiaggia - commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente - resta un’emergenza in Italia e nel resto del mondo da affrontare al più presto. Per contrastare il marine e il beach litter è fondamentale ridurre l’usa e getta, prevedere più campagne di informazione e sensibilizzazione, ma anche più controlli e sanzioni effettive per chi getta i mozziconi di sigaretta a terra, in spiaggia o a mare. È inoltre fondamentale garantire la piena applicazione della direttiva Europa Sup 2019/904 sulla plastica monouso che prevede anche il principio della Responsabilità Estesa del Produttore (Epr) di tabacco, che obbliga i produttori a coprire i costi di gestione dei rifiuti, tra cui pulizia, trasporto e trattamento dei mozziconi abbandonati. Al ministero dell’Ambiente chiediamo di definire al più presto, tramite accordi di programma o altri strumenti attuativi, l’avvio dell’Epr come chiesto dalla direttiva e che ad oggi in Italia si basa solo su base volontaria”.