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Dal Bangladesh agli Usa ma anche Ungheria, Russia e Israele: dieci elezioni da seguire nel 2026

(Adnkronos) - Il calendario elettorale del 2026 concentra una serie di appuntamenti ad alto impatto geopolitico, con elezioni previste in almeno una decina di Paesi chiave tra America, Europa, Asia e Medio Oriente. In un contesto internazionale segnato da ...

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EY-Parthenon rinnova sostegno al 'Claudio Dematté Private Equity of the Year'

(Adnkronos) - EY-Parthenon rinnova il sostegno al 'Premio Claudio Dematté Private Equity of the Year', iniziativa di AIfi che dal 2004 valorizza il ruolo del Private Equity e del Venture Capital nella crescita delle imprese italiane. Il premio riconosce le eccellenze che ...

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Sostenibilità, al via 'Energia in Franciacorta': progetto per famiglie vulnerabili

(Adnkronos) - Un fondo di 60mila euro per il pagamento di bollette di luce e gas e la promozione di un percorso di educazione e consapevolezza per i consumi: nasce 'Energia in Franciacorta', il progetto realizzato grazie all’accordo tra Banco dell’energia, ...

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Dal Bangladesh agli Usa ma anche Ungheria, Russia e Israele: dieci elezioni da seguire nel 2026

(Adnkronos) - Il calendario elettorale del 2026 concentra una serie di appuntamenti ad alto impatto geopolitico, con elezioni previste in almeno una decina di Paesi chiave tra America, Europa, Asia e Medio Oriente. In un contesto internazionale segnato da guerre, competizione tra grandi potenze e instabilità economica, il voto in Stati Uniti, Russia, Brasile, Israele e in numerose economie emergenti è destinato a influenzare l'evoluzione delle principali crisi e gli assetti di potere globali. 12 febbraio. Elezioni generali e referendum costituzionale segneranno il primo voto realmente competitivo in oltre un decennio, dopo la rimozione nel 2024 dell'ex premier Sheikh Hasina, condannata a morte per crimini contro l'umanità. Il governo ad interim, guidato da Muhammad Yunus, ha escluso l'Awami League di Hasina, invocando l'Anti-Terrorism Act. A contendersi il potere sono il Bangladesh Nationalist Party (centrodestra) - il cui leader di fatto Tarique Rahman è tornato oggi a Dacca, dopo 17 anni di esilio a Londra - e Jamaat-e-Islami (islamisti). In parallelo si voterà sulla 'July Charter', che propone una revisione della Costituzione per prevenire futuri ritorni all'autoritarismo. Tema centrale anche l’economia, tra disoccupazione e corruzione. Per la prima volta potranno votare anche i 10-15 milioni di cittadini espatriati. 12 aprile. Le elezioni parlamentari rappresentano la sfida più dura per Viktor Orbán e il suo partito Fidesz dopo 16 anni al potere. L’opposizione è guidata dal partito Tisza di Péter Magyar, ex alleato del governo, accreditato dai sondaggi di un testa a testa se non addirittura di un lieve vantaggio. Al centro del confronto: corruzione, stagnazione economica, rapporti con l’Ue e allineamento geopolitico. Una vittoria dell’opposizione potrebbe segnare la fine della "democrazia illiberale" di Orbán e incidere sugli equilibri europei, in particolare su Ucraina e stato di diritto. 31 maggio. Con il presidente uscente Gustavo Petro non ricandidabile, il Paese affronta elezioni presidenziali in un clima segnato da violenza politica e insurrezioni di gruppi armati dissidenti delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia. Il Patto Storico di sinistra, quello del presidente uscente, candida il senatore Iván Cepeda, favorito nei sondaggi. Tra gli sfidanti principali figurano il centrista Sergio Fajardo e il conservatore Abelardo de la Espriella. È probabile un ballottaggio. 1 giugno. Le elezioni generali si svolgeranno in un contesto, dominato dal Prosperity Party del premier Abiy Ahmed, largamente favorito come nel 2021 (ottenne 96%). Nonostante alcune riforme tecniche del processo elettorale, opposizione e osservatori denunciano uno spazio politico limitato. Il voto sarà un test cruciale per la stabilità del secondo Paese più popoloso d'Africa, sempre più segnato dai conflitti persistenti in regioni chiave come Amhara, Oromia e Tigray: un voto non inclusivo rischia di acuire divisioni etniche, instabilità e crisi economica/umana, influenzando l'intero Corno d'Africa. 7 giugno. Il premier Nikol Pashinyan e il suo partito Contratto Civile cercano la riconferma, puntando su negoziati di pace con l'Azerbaigian (testo dell'accordo finalizzato, ma serve referendum costituzionale) e sul progressivo distacco dalla Russia in favore dell'Occidente. La popolarità di Pashinyan è ai minimi (intorno all'11-17% nei sondaggi recenti), con l'opposizione che, seppur frammentata, si è rafforzata. Secondo numerose analisi indipendenti e report di watchdog - tra cui NewsGuard, DfrLab, Evn Report e think tank come Fdd e Carnegie - il rischio di interferenze russe è concreto se non già in atto. 13 settembre. Il governo di centrodestra del blocco Tido, guidato da Ulf Kristersson (Partito Moderato, con Democratici Cristiani e Liberali, supportati esternamente dai Democratici Svedesi), affronta un test sulla linea dura su immigrazione, criminalità e politica energetica. Gli ultimi sondaggi vedono in leggero vantaggio l'opposizione di centrosinistra (Socialdemocratici in testa intorno al 35%, con Verdi, Sinistra e Centro), con un gap di 5-7 punti sul blocco Tido (Democratici Svedesi intorno al 20-21%, secondo partito). Si prevede una campagna polarizzata su immigrazione/criminalità (favorevole al governo) contro economia/costo vita (favorevole all'opposizione). Entro il 20 settembre. Le elezioni legislative per la Duma di Stato vedranno Russia Unita, il partito legato a Vladimir Putin, nettamente favorito per mantenere la maggioranza assoluta (oltre il 50% nei sondaggi, in leggero calo rispetto al 70% dei seggi attualmente controllati). Opposizione sistemica (comunisti Kprf, nazionalisti Ldpr, Russia Giusta) si dividerà i seggi restanti; l'opposizione non-sistemica tollerata dal Cremlino è frammentata e repressa, e il suo esponente di punta è Nuova Gente, di orientamento liberale e comunitario, che può ambire a ottenere tra il 5-10% dei seggi, sufficiente per entrare in Parlamento. Il 4 ottobre si rinnoverà presidente e Parlamento. Luiz Inácio Lula da Silva ha annunciato che correrà per un quarto mandato, mentre Jair Bolsonaro è escluso per motivi giudiziari. Lula è nettamente favorito nei sondaggi, con 45-50% al primo turno e vantaggio in quasi tutti i ballottaggi. Occhio ai possibili sfidanti a destra: Tarcísio de Freitas (governatore di San Paolo, il più competitivo, intorno al 35-40% contro Lula), Flávio Bolsonaro (senatore, figlio di Jair, che ha ricevuto l'endorsement paterno) e altri come Michelle Bolsonaro o governatori locali (Zema, Caiado). Probabile ballottaggio. Temi dominanti: economia (crescita, inflazione), sicurezza pubblica ed eredità bolsonarista. Entro IL 27 ottobre le elezioni alla Knesset chiuderanno il mandato del governo Netanyahu, formato dopo le elezioni del 2022. Benjamin Netanyahu punta a ricandidarsi per consolidare la coalizione di destra-religiosa, nonostante critiche per la gestione della guerra a Gaza e delle riforme giudiziarie. Dai sondaggi più recenti non emergono chiari favoriti: il Likud è spesso primo ma senza maggioranza chiara per la coalizione attuale, segue il nuovo partito di centrodestra di Naftali Bennett ("Bennett 2026", intorno ai 18-22 seggi). I temi dominanti sono sicurezza nazionale, conflitti regionali (Gaza, Hezbollah), ostaggi e polarizzazione interna. Queste elezioni sono cruciali per la stabilità del paese: potrebbero rafforzare Netanyahu o portare a un cambio di governo, influenzando la politica estera israeliana, i rapporti con gli Usa e la gestione dei conflitti in corso. Il 3 novembre le elezioni di midterm determineranno il controllo della Camera e del Senato e saranno un test per il presidente Donald Trump, con i Repubblicani che controllano attualmente Congresso e Presidenza. Si rinnovano tutti i 435 seggi della Camera, un terzo del Senato (33-35 seggi) e numerosi governatori/stati locali. Storicamente sfavorevoli al partito al potere, i midterm saranno influenzati da economia, inflazione, dazi e dagli sviluppi del caso Epstein, che ha già evidenziato fratture nel fronte repubblicano. L’esito inciderà in modo determinante sulla capacità di Trump di portare avanti la propria agenda negli ultimi due anni di mandato.

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EY-Parthenon rinnova sostegno al 'Claudio Dematté Private Equity of the Year'

(Adnkronos) - EY-Parthenon rinnova il sostegno al 'Premio Claudio Dematté Private Equity of the Year', iniziativa di AIfi che dal 2004 valorizza il ruolo del Private Equity e del Venture Capital nella crescita delle imprese italiane. Il premio riconosce le eccellenze che guidano l’evoluzione del settore, promuovendo competitività e innovazione. Il private equity si conferma leva strategica per l’innovazione e la competitività del tessuto produttivo e imprenditoriale. Non solo un semplice strumento finanziario, ma un acceleratore della competitività e dell’internazionalizzazione delle imprese. Lo dimostra la XXII edizione del 'Premio Claudio Dematté Private Equity of the Year', organizzato da Aifi con il supporto di EY-Parthenon, che dal 2004 celebra le operazioni di successo nel settore. Il 18 dicembre, a Milano, sono state premiate 19 realtà finaliste, selezionate da una giuria composta da esperti industriali, finanziari e accademici. Le aziende, attive in settori che spaziano dall’alimentare al farmaceutico, condividono una forte vocazione alla crescita: circa la metà ha compiuto il salto da player regionale a protagonista nazionale o internazionale, confermando il ruolo del private equity come acceleratore di sviluppo e innovazione. Il Premio Demattè fotografa anche le nuove tendenze: attenzione crescente alle Pmi innovative e alle imprese tra 20 e 50 milioni di fatturato, oltre a un interesse in espansione verso Centro e Sud Italia, territori ricchi di storie imprenditoriali ad alto potenziale. Marco Ginnasi, Private Equity Leader EY-Parthenon, Italia, commenta: “Le operazioni premiate dal Dematté dimostrano come il private equity sia in grado di trasformare imprese locali in player nazionali e internazionali. Nel 2025 il 45% dei player è rappresentato da fondi e il 48% delle operazioni è avvenuto tramite portfolio companies: partnership solide e investimenti mirati hanno accelerato crescita, innovazione e passaggi generazionali". “Per gli operatori di private capital, il premio Dematté rappresenta molto più di un indicatore di performance: è la conferma di un approccio che mette al centro la costruzione di valore reale e duraturo. Non si premia solo il successo finanziario, ma la capacità di trasformare le aziende, rafforzarne la cultura, accelerarne l’apertura verso nuovi mercati e nuove competenze. Questo riconoscimento racconta l’evoluzione di un settore in cui gli investitori non sono più semplici fornitori di capitale, ma catalizzatori di crescita, innovazione e visione imprenditoriale”, afferma Innocenzo Cipolletta, presidente AIFI. Secondo l’EY-Parthenon Bulletin, nel 2025 i fondi di private equity e infrastrutturali hanno partecipato a 615 operazioni su target italiane, per un valore complessivo di 23,5 miliardi di euro. Non solo capitale: i fondi portano competenze strategiche, digitalizzazione e sostenibilità, trasformando il private equity in una partnership di lungo periodo. “Il private equity è oggi una leva fondamentale per la competitività del sistema produttivo che, oltre a fornire risorse finanziarie, porta competenze e capacità di accelerare processi di trasformazione che altrimenti richiederebbero anni. È un catalizzatore di crescita per l’economia reale”, dichiara Umberto Nobile, Private Equity Leader EY Italia. Leggi l’articolo completo.

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Sostenibilità, al via 'Energia in Franciacorta': progetto per famiglie vulnerabili

(Adnkronos) - Un fondo di 60mila euro per il pagamento di bollette di luce e gas e la promozione di un percorso di educazione e consapevolezza per i consumi: nasce 'Energia in Franciacorta', il progetto realizzato grazie all’accordo tra Banco dell’energia, Fondazione Lgh, Cogeme Spa e Associazione Riuso 3, ente attuatore dell’iniziativa 'Banco del riuso', un servizio orientato alla solidarietà e alla condivisione, al non spreco, al riutilizzo degli oggetti e delle risorse e alla promozione delle capacità individuali, con il coinvolgimento di 11 Comuni del Sud Ovest bresciano. Il progetto si propone l’obiettivo di sostenere i nuclei familiari a rischio di povertà, anche energetica, grazie al contributo di Fondazione Lgh, fondazione del gruppo A2A attiva in Lombardia, tra i fondatori della Fondazione Banco dell’energia. 'Energia in Franciacorta' rientra nel filone 'Energia in periferia', promosso da Banco dell’energia per supportare le famiglie in situazioni di vulnerabilità energetica, residenti nelle zone più periferiche delle città italiane e nei piccoli comuni. Uno strumento sempre più importante, se si guarda ai numeri del fenomeno in Italia che, secondo i dati Oipe - Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica 2023, interessa 2,36 milioni di famiglie, pari a circa il 9% del totale, un dato in rapida crescita. “Affrontare la povertà energetica significa riconoscere che l’accesso all’energia è una condizione essenziale per la dignità e l’autonomia delle persone. Come Fondazione Banco dell’energia lavoriamo per far sì che nessuno sia escluso, sostenendo le famiglie nei momenti di maggiore fragilità. La collaborazione con i nostri partner ci permette di trasformare questo impegno in risultati concreti, offrendo ai territori strumenti capaci di generare valore sociale nel lungo periodo”, spiega Silvia Pedrotti, Responsabile Fondazione Banco dell’energia. Banco dell’energia condivide con Cogeme l’obiettivo di sostenere persone e famiglie appartenenti a fasce sociali deboli attraverso iniziative solidali di tipo economico, attività educative e realizzazione di modelli di intervento legati alla promozione e allo sviluppo di energie rinnovabili; Riuso 3 nasce con finalità sociali per favorire lo scambio di beni, servizi e attività tra le persone, creando un modello orientato alla solidarietà e alla condivisione, al non spreco e al riutilizzo di oggetti e risorse: da qui l’accordo per rispondere al bisogno di singoli e famiglie vulnerabili che vivono sul territorio della Franciacorta e dell’ovest bresciano, coinvolgendo anche i Servizi Sociali di 11 amministrazioni, tutte aderenti dal 2018 al progetto 'Banco del riuso' (Berlingo, Castegnato, Cazzago San Martino, Castrezzato, Cologne, Iseo, Lograto, Maclodio, Paderno Franciacorta, Passirano, Rovato) con l’obiettivo di consolidare un network territoriale già costituito e impegnato in attività solidali sul territorio. Oltre al pagamento diretto delle bollette, saranno organizzati eventi formativi rivolti agli operatori per fornire loro le competenze necessarie per informare e sensibilizzare le famiglie beneficiare sui temi dell’efficientamento e del risparmio energetico e a tal fine verranno create e coordinate le figure dei Ted - Tutor per l’Energia Domestica. “Siamo particolarmente fieri, come Fondazione Lgh e co-fondatori di Banco dell’energia, di poter sostenere un nuovo progetto volto a contrastare la povertà energetica nei territori in cui operiamo - afferma Giorgio Bontempi, presidente di Fondazione Lgh - La povertà energetica è una realtà che tocca molte famiglie, e il progetto ‘Energia in Franciacorta’ ne è una risposta concreta, in grado di offrire un sostegno immediato e allo stesso tempo proporre un percorso formativo che aiuti le persone a diventare protagoniste consapevoli delle proprie scelte energetiche. Non parliamo di semplice assistenza, ma di un accompagnamento strutturato che mira a rafforzare le competenze e la capacità di gestione, generando un impatto positivo e duraturo sulla qualità della vita”. “Siamo nati nel territorio e per il territorio da più di cinquant’anni e questa mission la traduciamo nel nostro agire quotidiano. Fare servizi di pubblica utilità significa avere uno sguardo che va oltre le dinamiche classiche del fare impresa: significa creare un impatto positivo per le nostre comunità, a maggior ragione se il nostro operato va ad aiutare le famiglie in condizione di 'fragilità sociale'. Per questo abbiamo raccolto con grande convinzione questa iniziativa integrando la dotazione economica prevista e veicolandola ai comuni legati ad uno dei nostri progetti più emblematici, ovvero il 'Banco del riuso', grazie al supporto della nostra Fondazione”, afferma Giacomo Fogliata, presidente Cogeme Spa. “Pochi mesi fa abbiamo presentato uno dei primi report di valutazione d’impatto e abbiamo dimostrato che restituiamo al territorio tre volte tanto, rispetto a quanto abbiamo in dotazione. ‘Energia in Franciacorta’ ci permette di rafforzare ulteriormente questi risultati e di integrare l’offerta socio ambientale già in essere grazie ai Banchi del riuso e l’Associazione Riuso 3”, dice Gabriele Archetti, presidente Fondazione Cogeme ets.

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