ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - "Gino Paoli è stato la colonna sonora della mia vita. Mi ricordo che da ragazzina, ero in campeggio a Marina di Massa e il primo ballo che feci con un ragazzino che mi piaceva tantissimo era sulle note de 'La Gatta'. Un momento indimenticabile". Così Iva Zanicchi ricorda con l'Adnkronos Gino Paoli, scomparso stanotte a 91 anni. "Gino - aggiunge Zanicchi - ha scritto canzoni memorabili come 'Senza fine' che Ornella (Vanoni, ndr) interpretò in maniera magistrale e 'Il 'Cielo in una stanza', portata al successo da Mina. Però quando le cantava lui avevano un altro sapore". "Gino era un uomo molto scherzoso, non era, come lo descrivono, un musone - sottolinea Zanicchi - anzi. Era molto intelligente ed ironico. Ricordo che quando mi incontrava mi storpiava sempre il nome: mi chiamava 'Zanicchiola'. E poi aveva un grande fascino: ha avuto donne bellissime, come la Sandrelli, ed era legatissimo a Ornella Vanoni, che non ha mai nascosto di averlo amato moltissimo'', conclude. In collegamento con La volta buona, Iva Zanicchi ha confessato che nel suo cuore resta un rammarico: non aver mai inciso una canzone insieme a Gino Paoli. "Una volta gli chiesi di scrivere una canzone per me, mi aveva detto che lo avrebbe fatto, non è successo e mi dispiace. Ma le sue poesie sono eterne". E ha aggiunto: "Ho invidiato tanto Ornella Vanoni, 'Senza fine' è una canzone che avrei tanto voluto cantare io".
(Adnkronos) - "'Turbanti' è una metafora, ovviamente descrive un accessorio che abbiamo realizzato con i miei 35 allievi dell'Accademia del Lusso, ma vuole anche mostrare come l’autismo e le persone autistiche vengono percepite dalla società". Così Cosmo Muccino Amatulli, curatore della mostra fotografica 'Turbanti' inaugurata presso la Casa Museo Boncompagni Ludovisi, organizzata e sostenuta da Accademia del Lusso e dalla Onlus 'Modelli si Nasce'. "Ho pensato a questo titolo proprio perché è uno degli accessori che mi ha sempre identificato da quando faccio questo lavoro - spiega Amatulli - e allo stesso tempo permette allo stesso oggetto di dare una sensazione di protezione. Di essere accolti, di essere avvolti e protetti all'interno di una comfort zone. Dopo aver scattato con i 35 modelli, è venuto in automatico il sottotitolo: l'arte di essere se stessi. Questo è ciò che ho imparato scattando insieme a Roberto Autuori, fotografo del progetto: riuscire ad essere me stesso all'interno di un contesto professionale pieno di sovrastrutture". La mostra "diventa così un’immersione nell’autismo, posizionando i ritratti in una forma più alta e introducendo installazioni finali che permettono allo spettatore di riflettersi nella prospettiva dei protagonisti", conclude.
(Adnkronos) - Italia più vicina agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) anche se resta ancora un ampio divario da colmare. Il dato emerge dal Rapporto dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS Ets), realizzato con il sostegno e il contributo scientifico della Fondazione Enel (come Knowledge Partner) e Unioncamere, che analizza il contributo del Pnrr al percorso dell’Italia verso l’attuazione dell’Agenda 2030. Il Rapporto è stato presentato oggi a Roma al Consiglio dell’Economia e del Lavoro (Cnel), nel corso dell’evento 'L’impatto del Pnrr sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile', con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico e della ricerca. Se a livello nazionale, nel 2021 si rilevava una distanza media dagli obiettivi analizzati pari al 78%, nel 2026, grazie al Pnrr, tale valore scende al 39%, cosicché per centrarli entro il 2030 sarebbero necessari circa 20 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi, un valore pari al 14% degli investimenti del Pnrr diretti a specifiche Regioni/Pa e a 338 euro pro capite. L’analisi, sviluppata dall’ASviS utilizzando una metodologia innovativa applicata alle singole Regioni e Province Autonome, evidenzia in primo luogo come gli investimenti del Pnrr si concentrino soprattutto su alcuni ambiti dello sviluppo sostenibile. Le quote più rilevanti di spesa riguardano l’energia (circa il 25% delle risorse), l’innovazione, le infrastrutture e il sistema produttivo (20%), e le città sostenibili (14%). Rilevanti sono anche gli investimenti destinati a salute e istruzione, che assorbono ciascuno circa l’11 % dei fondi. Al contrario, risultano molto limitati o quasi assenti gli investimenti direttamente orientati agli Obiettivi dell’Agenda 2030 riguardanti la parità di genere, la riduzione delle disuguaglianze, la tutela della biodiversità e la partnership globale. “Questo Rapporto, basato su un approccio metodologico molto innovativo, mostra come il Pnrr abbia rappresentato un passaggio importante per sostenere la trasformazione dell’Italia verso uno sviluppo più sostenibile, grazie alla forte spinta impressa agli investimenti pubblici e privati lungo linee progettuali in gran parte coerenti con gli Obiettivi dell’Agenda 2030 - osserva Marcella Mallen, presidente dell’ASviS - Ma ancora molta strada resta da fare. Da questo punto di vista la prossima programmazione europea può consentire, se ben orientata, un ulteriore passo avanti per migliorare la qualità della vita delle persone e la competitività delle nostre imprese”. Dall’analisi emergono significative differenze territoriali: tra le Regioni che beneficiano maggiormente del contributo del Pnrr in termini di progresso verso gli Obiettivi figurano Abruzzo, Marche e Basilicata, mentre all’estremo opposto si collocano Provincia autonoma di Bolzano, Liguria, Provincia autonoma di Trento e Umbria. Per colmare il divario residuo, il Rapporto stima i fabbisogni finanziari aggiuntivi per raggiungere gli 11 Obiettivi considerati, fabbisogni molto differenti tra le Regioni anche in funzione della loro dimensione demografica: si va da circa 30 milioni di euro per la Valle d’Aosta a 42 milioni per il Molise a oltre tre miliardi per la Lombardia e il Lazio. “La sfida ora è guardare oltre il Pnrr e rafforzare la capacità del Paese di programmare politiche pubbliche coerenti con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile - dichiara Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS - Il modello sviluppato dall’ASviS può essere utilizzato dalle istituzioni europee, nazionali e territoriali anche per programmare le politiche successive al 2026, contribuendo a ridurre i divari esistenti e ad accelerare il percorso dell’Italia verso uno sviluppo più sostenibile, anche in vista della definizione delle priorità del bilancio europeo per il periodo 2028-2034”. “Questo lavoro fotografa a livello regionale e in diversi casi anche provinciale la distanza dagli obiettivi di Agenda 2030 - sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli - L’Italia ha ricevuto a questo riguardo una spinta importante dal Pnrr. Certo non erano sufficienti le pur ingenti risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza per raggiungere tutti gli obiettivi Onu di sviluppo sostenibile. Con questo rapporto, però, i decisori pubblici avranno uno strumento che consentirà loro di capire come, su cosa e dove intervenire per colmare i divari, utilizzando al meglio le risorse del ciclo finanziario europeo 2028-2034”.