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Apple, così 50 anni fa nacque il mito: tre paginette, Newton e un fondatore 'dimenticato'

(Adnkronos) - Oggi vale circa 3.600 miliardi di dollari (circa una volta e mezza il Pil dell'intera Italia) ma per farla nascere bastarono 1.300 dollari, faticosamente racimolati da Steve Jobs e Steve Wozniak vendendo il Volkswagen Bus del primo e la ...

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Contratti: ecco Ccnl per lavoratori Stem e professioni innovative

(Adnkronos) - Un’occasione di confronto tra imprese professionisti, rappresentanze sindacali e mondo dell’innovazione. E’ stato presentato ieri a Palazzo Valentini a Roma il Ccnl per lavoratori Stem e professioni innovative che interessa oltre 200mila lavoratori, professionisti ...

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Blue Green Economy Award 2026, candidature fino al 31 maggio

(Adnkronos) - Parte l’edizione 2026 del Blue Green Economy Award, promosso dall'Associazione For Human Community, iniziativa del network Comunicazione Italiana dedicata alle imprese e ai manager che si distinguono per visione, impegno e concretezza nei percorsi di sostenibilità ...

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Apple, così 50 anni fa nacque il mito: tre paginette, Newton e un fondatore 'dimenticato'

(Adnkronos) - Oggi vale circa 3.600 miliardi di dollari (circa una volta e mezza il Pil dell'intera Italia) ma per farla nascere bastarono 1.300 dollari, faticosamente racimolati da Steve Jobs e Steve Wozniak vendendo il Volkswagen Bus del primo e la calcolatrice HP del secondo. Basterebbero queste cifre per raccontare l'incredibile parabola di Apple che il 1° aprile festeggia i suoi 'primi 50 anni' dal momento che è in questa data del 1976 che venne fondata l'azienda destinata a cambiare il modo di progettare, produrre e anche di vivere la tecnologia. Un approccio che - mezzo secolo dopo - è stato imitato da molti ma mai superato, nonostante nella storia di Apple non siano mancati i momenti bui, le marce indietro, i flop anche colossali. Guardando indietro molti dei segni di quello che sarebbe diventata la casa della mela morsicata erano già leggibili in quel primo aprile 1976 quando i tre fondatori firmarono un contratto di tre paginette, preliminare per la commercializzazione del primo prodotto, l'Apple I. Già perché nella storia dell'azienda - seppur brevemente ma con un ruolo importante - c'è un terzo personaggio, Ronald Wayne, il 'fondatore dimenticato', che aveva conosciuto i due Steve nel suo lavoro presso Atari e che con i suoi 41 anni all'epoca era l''adulto' del gruppo (Jobs ne aveva 21 e Wozniak 26). Impressionato dalla visione, dall'eloquenza e dalle conoscenze tecniche dei due, Wayne accettò di entrare nella Apple Computer Inc., redigendo il testo dell'accordo sulla sua macchina da scrivere, scrivendo il primo manuale di istruzioni dell'Apple I e progettando il primo logo della nuova azienda. Che - a differenza di quanto si possa pensare - non è una versione primitiva della mela morsicata - ormai onnipresente - ma raffigura Isaac Newton seduto sotto un melo. L'immagine è ispirata a una citazione di Wordsworth, anch'essa incisa nel logo, che recita: "Newton... una mente che viaggia per sempre attraverso strani mari del pensiero". E' indubbio che sin dall'inizio la 'start-up' (oggi la chiameremmo così) puntava in alto con un riferimento a uno dei più celebri scienziati di ogni tempo. In realtà - nel nome come nell'immagine - l'elemento chiave è proprio la mela. Un riferimento scelto per motivi piuttosto banali, visto che a Jobs piacevano gli alberi di mele e aveva passato del tempo in una piantagione in Oregon durante uno dei suoi precedenti viaggi 'spirituali'. Sette curiosità sulla 'mela' che ha cambiato il mondo Ma fu proprio la spregiudicatezza di Jobs - che si sarebbe trasformato nel tempo in un leader visionario ma anche spietato - a spingere Wayne a uno dei più clamorosi 'suicidi finanziari' della storia. Al manager Atari i due fondatori (che detenevano il 45% delle quote) assegnarono un pacchetto di azioni pari al 10% del totale. Jobs e Wozniak con poche centinaia di dollari avevano assemblato a mano l’Apple I: una scheda madre venduta senza monitor, senza tastiera, senza case. Ma il loro rapporto era sin dall'inizio destinato a procedere su strade divergenti per le personalità quasi inconciliabili: Jobs era ferocemente attento alle questioni economiche e a promuovere la sua visione aziendale mentre l'altro - che oggi chiameremmo 'nerd' - era più affascinato dall'informatica e dai problemi tecnici. Consapevole di questa distanza, Jobs ebbe l'idea di dividere le quote tra sé e Wozniak, lasciando il restante 10% a Wayne, che avrebbe fatto da mediatore nelle controversie tra i due. Tuttavia nei primi giorni dopo la nascita della società Wayne iniziò a registrare una serie di comportamenti preoccupanti. Jobs 'caricò' l'azienda con un ordine di 50 computer dal Byte Shop di Mountain View, che pensava di evadere grazie a un prestito di 5.000 dollari in contanti e componenti per un valore di 15.000 dollari. Peraltro il Byte Shop — uno dei primi negozi di computer al dettaglio — aveva una scarsa reputazione sul pagare i propri debiti. E siccome Jobs e Wozniak erano praticamente senza un soldo, Wayne - che 5 anni prima aveva vissuto un fallimento traumatico in una azienda di slot machine a Las Vegas - temeva che i creditori prima o poi si sarebbero rivolti a lui, dal momento che era l'unico ad avere beni sui quali rivalersi. Così, appena dodici giorni dopo aver redatto il documento che sanciva la nascita di Apple, Wayne tornò all'ufficio del registro delle imprese e rinunciò al suo ruolo nella società in cambio di 800 dollari. Quando Jobs e Wozniak presentarono la domanda di costituzione un anno dopo, Wayne ricevette una lettera in cui gli veniva chiesto di rinunciare ufficialmente a qualsiasi pretesa nei confronti dell'azienda, e ricevette un altro assegno, questa volta di 1.500 dollari. Inutile sottolineare come i i 2.300 dollari incassati come fondatore di Apple oggi varrebbero 360 miliardi. Wayne, oggi 91enne, ha più volte affermato di non avere rimpianti per la scelta di allora: "Ho preso la decisione migliore che ritenevo fosse giusta in quel momento - ha spiegato a un giornalista - Non ha senso ripensare al passato e pensare cosa sarebbe successo se non avessi fatto una cosa del genere. Questa faccenda è finita in passato e pensarci non cambierà nulla". Nei 50 anni successivi, invece, partendo da quel computer primordiale, prodotto in 200 esemplari, Apple ha cambiato il mondo: come ha scritto in una lettera per i 50 anni l'attuale ad Tim Cook "se c’è qualcosa che abbiamo imparato da voi è che le persone folli abbastanza da pensare di poter cambiare il mondo sono quelle che alla fine ci riescono". Ronald Wayne, evidentemente, non era abbastanza folle per Apple.

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Contratti: ecco Ccnl per lavoratori Stem e professioni innovative

(Adnkronos) - Un’occasione di confronto tra imprese professionisti, rappresentanze sindacali e mondo dell’innovazione. E’ stato presentato ieri a Palazzo Valentini a Roma il Ccnl per lavoratori Stem e professioni innovative che interessa oltre 200mila lavoratori, professionisti dell’economia della conoscenza nell’era AI. Il contratto sottoscritto per la parte sindacale da Federazione Stem, Cse, Ciu UnionQuadri e Sning e da FederItaly per la parte datoriale, punta su un modello organzzativo diverso, moderno, lavorare per obiettivi, tutela della proprietà intellettuale rispetto anche a paternità e valorizzazione economica dell’innovazione. Ma punta anche su parità retributiva e inclusione, fissa la settimana lavorativa in 36 ore, e favorisce lo smart working (accordato per almeno il 40% di presenze mensili) e diritto alla disconnessione, oltre a stabilire un budget dedicato per la formazione professionale continua. Oltre alla tutela e alla crescita professionale delle categorie interessate, il contratto favorisce la crescita e l’innovatività delle imprese e l’attrattività verso i talenti, obiettivi contenuti nel programma della Federazione Stem nata un anno fa proprio per introdurre un nuovo sistema di valorizzazione delle competenze e dei risultati dei lavoratori e professionisti che vada oltre l’impostazione tradizionale scandita soltanto dal tempo dedicato alle singole mansioni. “Vogliamo valorizzare -ha detto Beniamino Romano, segretario generale di Federazione Stem- la responsabilità progettuale, l’autonomia della professione e la certificazione delle competenze, considerando il contesto imprenditoriale in cui lavorano i professionisti che rappresentiamo e che si fa sempre più ricco di innovazione. Nell’economia della conoscenza il valore non si misura nel tempo lavorato, ma nella capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati, generare competenza, creare valore, trasformazione e futuro. L’obiettivo di fondo è evitare la 'fuga dei cervelli' favorendo la valorizzazione del talento italiano e la collaborazione tra imprese tech, startup, ricerca e pa. E quindi un Paese più competitivo”. La Federazione, che associa ed organizza le donne e gli uomini che operano nell’ambito delle Professioni Stem (science, technology, engineering e mathematics), estese a tutti coloro che a diverso titolo contribuiscono all’Innovazione e alla Ricerca per lo sviluppo del Sistema Paese propone un nuovo modello per l’azione della pa, con l’introduzione del Project Management e il Program Management che è stato adottato da qualche anno con successo negli Usa (Pmiaa Law del Pres. Obama)). Altri obiettivi consistono nell’applicazione di un nuovo modello di gestione della sicurezza sul lavoro, ispirato ai modelli europei (UK, Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Svizzera), nella creazione di un osservatorio Nazionale sulle Professioni di rappresentate e avvio della SystemAcademy, piattaforma formativa della federazione dedicata a diffondere le competenze stem, digitali e manageriali.

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Blue Green Economy Award 2026, candidature fino al 31 maggio

(Adnkronos) - Parte l’edizione 2026 del Blue Green Economy Award, promosso dall'Associazione For Human Community, iniziativa del network Comunicazione Italiana dedicata alle imprese e ai manager che si distinguono per visione, impegno e concretezza nei percorsi di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Il Premio si conferma un punto di riferimento per la valorizzazione delle buone pratiche Esg e delle iniziative legate alla Blue Economy, l’insieme delle attività economiche connesse a mari e oceani. La partecipazione cresce di edizione in edizione: 198 aziende candidate nel 2024, 220 nel 2025. Le candidature per l'edizione 2026 sono aperte dal 19 marzo al 31 maggio. Possono partecipare aziende e organizzazioni di qualsiasi dimensione - grandi, medie e piccole - che abbiano realizzato progetti nelle tre categorie principali: - Sostenibilità ambientale; - Sostenibilità sociale; - Sostenibilità economica. Accanto alle categorie principali, l’edizione 2026 introduce quattro premi speciali dedicati a temi emergenti: - Premio Benessere e Sport, progetti dedicati alla salute e al benessere delle persone; - Premio Blue, iniziative per la tutela del mare e dell'ambiente marino; - Premio Innovazione e Intelligenza Artificiale, progetti che integrano l'Ia nei processi di sostenibilità; - Premio Startup, iniziative sviluppate da startup e realtà imprenditoriali emergenti. I progetti saranno valutati da una giuria composta da esperti di sostenibilità, rappresentanti del mondo accademico, manageriale e istituzionale. La rosa dei finalisti sarà annunciata entro il 15 luglio 2026. L'evento conclusivo si terrà il 16 settembre 2026 a Napoli, al Salone Margherita, nell'ambito della Blue Green Week, il percorso di incontri e iniziative dedicato all'innovazione sostenibile e alla valorizzazione delle migliori esperienze d'impresa.

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