(Adnkronos) - L'influenza rischia di mettere a letto tanti italiani la prossima settimana. Il virus circola e in questi giorni è 'favorito' da due elementi che possono condizionare lo sviluppo della situazione. "Non si può prevedere quando si raggiungerà il picco dell'influenza 2026 - variante K compresa e delle altre infezioni respiratorie", dice il pediatra Italo Farnetani all'Adnkronos Salute. Ma "da un lato il freddo, che spinge a passare più tempo al chiuso", e dall'altro "la ripresa delle scuole" e dei contatti fra milioni di persone - studenti, personale scolastico, e genitori che accompagnano i ragazzi - sono due fattori che incidono sull'andamento dell'epidemia di malanni invernali. E "ci si aspetta che porteranno a un aumento del numero di malati, "possibile dalla settimana prossima". "Fare previsioni sul picco non è possibile - chiarisce l'esperto - perché l'andamento nell'intera popolazione dipende da diversi elementi, come la carica infettante e il numero degli agenti patogeni in circolazione - e non c'è motivo di ritenere che quest'anno sia sostanzialmente diverso rispetto agli anni scorsi, su questo fronte - ma anche le condizioni meteorologiche". "E questo è un fattore che fa la differenza non perché il freddo faccia ammalare in quanto tale, ma perché le temperature rigide, come quelle di questi giorni, spingono a stare di più in ambienti chiusi dove è più facile e rapida la trasmissione degli agenti infettivi e il contagio. Applicando questi principi alla situazione attuale -osserva ancora- è facilmente prevedibile che a un'impennata dei contatti corrisponda anche un aumento sostanziale nel numero di malati, dalla settimana che inizia il 12 gennaio". In questi giorni, ricorda Farnetani, "bambini e ragazzi sono rientrati a scuola. E così venti milioni di persone, fra gli studenti e chi li accompagna, i docenti e il personale scolastico, si incontreranno con la possibilità di scambiarsi agenti infettivi". Riflettori puntati soprattutto su bambini e ragazzi: "Basta pensare all'affollamento che c'è all'entrata e all'uscita dagli istituti scolastici per capire come si moltiplichino le occasioni di contatto. In questo contesto, fra scuola e lavoro, ogni singola persona incontra molti altri soggetti, in un numero che varia nell'arco della giornata. Ma matematicamente è un numero quotidiano elevato. Ci sono poi le condizioni climatiche: il peggioramento del meteo e l'abbassamento delle temperature inducono a stare sempre meno all'aria aperta". "Esaminandola dal punto di vista pediatrico, la situazione non va drammatizzata - assicura Farnetani - Il bambino piccolo presenta una sorta di 'verginità immunologica' e, poiché nei primi 6 anni di vita incontrerà circa 40 degli agenti patogeni che infettano l'essere umano, si ammalerà dalle 4 alle 5 volte l'anno. In questo periodo completerà il suo apprendimento immunologico. È prevedibile anche che possa arrivare a raggiungere fino a un monte di 100 giorni in cui presenta tosse - ovviamente non continuativi - nell'arco di un anno". "L'unico consiglio che do - prosegue - è di aprire le finestre, quando si sta in casa, almeno per 45 minuti al giorno. E raccomando che bambini si lavino accuratamente le mani, in media sono necessari almeno trenta secondi. Le infezioni respiratorie presenti in questo periodo si trasmettono infatti non solo attraverso l'aria che respiriamo, ma la seconda via di trasmissione è proprio attraverso le mani. Il contatto con agenti infettivi può avvenire pure tramite fazzoletti e indumenti ed è bene anche lavare le superfici, come quella del tavolo che viene toccata da più persone".
(Adnkronos) - Manageritalia e Federalberghi hanno sottoscritto il rinnovo del 'Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dirigenti di aziende alberghiere', con decorrenza dal 1° gennaio 2026 e validità fino al 31 dicembre 2028. Il contratto riguarda circa 219 dirigenti in un settore, quello alberghiero, che rappresenta circa il 10,8% del Pil nazionale stando agli ultimi dati Enit. La firma in prossimità della scadenza naturale del contratto (31 dicembre 2025), rappresenta una scelta di responsabilità e di visione strategica, volta a garantire stabilità, continuità e qualità nelle relazioni sindacali. Un segnale forte in un contesto economico ancora incerto, che tutela il potere d’acquisto dei manager e consente alle imprese una pianificazione efficace dei costi del lavoro. Ma le vere novità sono l’ulteriore investimento in welfare e l’innovazione sul tema dell’invecchiamento attivo al lavoro e misure per genitorialità e parità di genere e gli incentivi all’autoformazione. Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, ha dichiarato: “L’intesa raggiunta costituisce un risultato importante per la valorizzazione delle figure manageriali del settore, che svolgono un ruolo essenziale nel presidiare la qualità dei servizi, promuovendo l’innovazione e sostenendo la competitività complessiva dell’ospitalità italiana sui mercati nazionali e internazionali, in una fase economica particolarmente complessa. L’accordo rappresenta, in questa prospettiva, un passo significativo nel rafforzamento del capitale umano manageriale, fattore imprescindibile per accompagnare lo sviluppo sostenibile e l’evoluzione del sistema turistico, uno dei principali asset del Paese”. Giuseppe Roscioli, vicepresidente vicario di Federalberghi e presidente della Commissione sindacale, ha aggiunto: “Diamo una valutazione positiva di questo rinnovo contrattuale, che conferma l’impegno di Federalberghi nel dare continuità alla politica di aggiornamento e valorizzazione del dialogo sociale nel settore. Si tratta di un risultato che testimonia la volontà della nostra Federazione di garantire equilibrio, coerenza e responsabilità nei confronti dei propri interlocutori sindacali, nel solco della collaborazione che da sempre contraddistingue i rapporti con la rappresentanza dei manager del comparto”. Marco Ballarè, presidente di Manageritalia, ha dichiarato: “Questo rinnovo rappresenta un passo fondamentale per rafforzare la competitività dell’intero comparto alberghiero e turistico, un settore strategico per l’economia nazionale e per l’immagine del nostro Paese nel mondo. Abbiamo lavorato per costruire un accordo equilibrato, che consenta ai dirigenti di recuperare parte degli effetti dell’inflazione degli ultimi anni senza gravare in modo eccessivo sulle imprese, già impegnate in un contesto di forte trasformazione e crescente complessità gestionale. Con la firma di oggi aggiungiamo un tassello importante al nostro impegno per valorizzare la leadership manageriale nell’ospitalità, puntando su welfare, qualità del lavoro e strumenti innovativi per accompagnare l’evoluzione del settore. Abbiamo voluto dedicare particolare attenzione anche al tema dell’invecchiamento attivo, riconoscendo il ruolo prezioso dei dirigenti senior che, attraverso percorsi strutturati di tutoraggio e mentoring, potranno trasmettere competenze ed esperienza alle nuove generazioni, contribuendo così alla crescita professionale e alla continuità del know-how nelle aziende alberghiere”. Monica Nolo, Vicepresidente di Manageritalia e capo delegazione sindacale, ha proseguito: “Questo contratto che viene siglato prima della scadenza è un gesto concreto che rafforza il ruolo della contrattazione e mette al centro la qualità del lavoro e delle relazioni sindacali moderne. E' una scelta di responsabilità e visione: non solo si riconosce il valore della managerialità come elemento alla base dello sviluppo delle imprese, ma si guarda avanti investendo sul welfare e fornendo nuovi strumenti per accompagnare il ricambio generazionale in azienda: sono segnali politici e culturali di grande valore”. I punti chiave dell’accordo. Incremento retributivo: aumento lordo mensile a regime di 690 euro, suddiviso in tre tranche di pari importo (230 euro) che scatteranno il 1° gennaio di ogni anno, dal 2026 al 2028. Aumento di 110 euro del valore del vitto e dell’alloggio. Welfare contrattuale rafforzato: credito welfare annuale di 1.500 euro, potenziamento del fondo Mario Negri, conferma dei valori di universalità delle coperture assicurative dell’Antonio Pastore, revisione delle agevolazioni contributive contrattuali. Nuove tutele sociali e demografiche: innovazione sul tema dell'invecchiamento attivo, che supporta lo scambio intergenerazionale permettendo ai dirigenti vicini alla pensione di continuare ad operare con funzioni di tutoraggio dei colleghi più giovani, sostegno alla genitorialità e mantenimento della copertura sanitaria per dirigenti con gravi patologie. Formazione e politiche attive: promozione dell’auto-formazione e estensione dell’ambito di applicazione delle Politiche attive per la ricollocazione. Equità e trasparenza: misure per la parità di genere, la trasparenza retributiva e il contrasto al dumping contrattuale.
(Adnkronos) - «Rendere il territorio più sano, più pulito e più biodiverso»: con questo obiettivo, cinque anni fa, è nato il Consorzio Forestale KilometroVerdeParma, che oggi celebra un traguardo storico con la messa a dimora del 100.000° albero. A sottolinearne il valore è Maria Paola Chiesi, presidente del Consorzio Forestale KilometroVerdeParma che definisce il risultato tutt’altro che scontato. «Ci siamo dati un obiettivo quantitativo perché è importante avere dei traguardi. Centomila alberi in cinque anni sembravano una sfida ambiziosa, e invece ce l’abbiamo fatta», afferma. Un successo reso possibile, spiega Chiesi, «grazie alla collaborazione delle istituzioni, dei privati, delle aziende, dei cittadini e delle associazioni», che rende questo risultato «il simbolo di una comunità che si prende cura di se stessa e del proprio territorio». La posa del Ginkgo biloba in viale Du Tillot segna anche l’avvio di un nuovo progetto: la nascita dell’arboreto urbano di Parma, concepito come museo a cielo aperto dedicato alla cura del territorio e alle generazioni future. È un Ginkgo biloba, pianta antichissima e straordinariamente resistente, a rappresentare il significato profondo del 100.000° albero piantato dal progetto KilometroVerdeParma. «La scelta non è casuale -spiega Maria Paola Chies-. Il ginkgo ci lega alla storia del pianeta: cresce lentamente, diventa imponente, ed è il simbolo di un amore per il territorio che richiede tempo ma si costruisce in modo solido». Chiesi ha aggiunto che l’albero messo a dimora in viale Du Tillot è anche il primo tassello dell’arboreto urbano, destinato a diventare «una grande biblioteca di alberi, con centinaia di specie diverse». Un progetto che guarda lontano e che nasce dalla partecipazione condivisa di cittadini, bambini, istituzioni e partner. «Prendersi cura oggi del territorio significa costruire benessere, qualità della vita e futuro per le generazioni che verranno», conclude.